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Oltre a intrattenere rapporti con i giovani letterati torinesi, sui quali può vantare un certo ascendente grazie alla superiore statura poetica e al fascino femminile, Amalia si relaziona, negli anni dell’amicizia con Gozzano, anche con poeti e intellettuali di assai diversa rilevanza culturale. Con alcuni di essi il contatto non sarà che sporadico e casuale; con altri, stabilirà invece rapporti destinati a durare nel tempo.

Il più significativo di questi sembra essere l’amicizia con Ada Negri, affermata poetessa lodigiana di dieci anni maggiore, con la quale Amalia intrattiene rapporti epistolari. È facile immaginare quanto la stima e l’affetto offertile dalla Negri possano inorgoglirla: Amalia, infatti, non perde occasione per esibirli a garanzia del proprio valore di poetessa. All’inizio della corrispondenza con Guido afferma, cercando di impressionarlo:

Il lettore ideale è quello che sente, che quasi s’impossessa dell’anima di chi scrive, e Voi siete di questi, come lo fu prima Dino Mantovani, come lo fu privatamente Ada Negri, la quale mi scrive lettere che mi fanno male, invidiandomi la mia bella libertà di canto, ella ch’è ormai schiava di quel po’ di fortuna trovata nella vita. [7 giugno 1907]246

245

Lettere d’amore…, cit., p. 124 (lettera del 3 ottobre 1908)

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Non disponiamo del giudizio privato a cui Amalia fa riferimento; tuttavia, è probabile che Ada Negri, tessendo le lodi de Le vergini folli, riproponesse il paragone già avanzato da Mantovani, che avvicinava la Guglielminetti a Gaspara Stampa. La poetessa scrive, infatti, a Guido: ‹‹me, vedete, sorella di Gaspara – tanto che Ada Negri crede a un caso di metempsicosi…››247

D’altronde, Amalia non appare gelosa delle sue amicizie, né teme di condividerle: ancora una volta, si fa mediatrice tra Ada Negri e Guido Gozzano. La poetessa, attenta ai giovani esordienti, aveva, infatti, espresso il desiderio di conoscere Guido e Amalia si adopera subito per metterli in contatto: ‹‹Ada Negri mi chiede il recapito vostro: non so se le devo dare quello d’Agliè od altro. Ditemene qualche cosa››248. Gozzano rimane piacevolmente sorpreso dalla notizia e fornisce subito l’informazione desiderata: ‹‹Il mio recapito (ma l’Ada Negri s’interessa ai casi miei?) è tuttora «il Meleto» Agliè Canavese››249.

Qualche tempo dopo, Amalia comunica a Guido il proprio compiacimento per aver favorito la conoscenza fra i due amici; mostra, inoltre, di non perdere occasione per tessere le sue lodi presso la poetessa: ‹‹Ho scritto di Voi ad Ada Negri in una mia recente lettera con lodi – mi scusi la vostra modestia – che non ho mai pensato per nessun altro. Come avete fatto bene a subire questa conoscenza personale!››250.

Si inaugura, in questo modo, una sorta di relazione epistolare a tre, basata sullo scambio di opinioni e sull’omaggio di sonetti. Amalia e Guido, infatti, condividono tra loro le rispettive dediche ricevute da Ada Negri e i giudizi espressi dalla ‹‹Grande Sorella›› sulla loro poesia. Amalia contraccambierà poi l’omaggio dedicando ad Ada uno dei sonetti conclusivi de Le seduzioni251.

Il primo a parlare della dedica ricevuta è Gozzano:

247

Lettere d’amore…, cit., p. 35 (lettera del 7 giugno 1907)

248

Ivi, p. 52 (lettera del 2 ottobre 1907)

249 Ivi, p. 54 (lettera del 4 ottobre 1907) 250

Ivi, p. 59 (lettera del 26 ottobre 1907)

251

Il sonetto, intitolato Per Ada Negri, si trova nella sezione Commiati, l’ultima della raccolta (cfr.

118 Ho ricevuta una troppo buona lettera dell’Ada Negri, alla quale ho risposto come ho potuto. Ella mi ha allora degnato d’una sua bella poesia, dedicandomela. Ed io davvero sono commosso e lusingato dell’interesse che dimostra la Grande Sorella alle piccole cose mie.

E nella lettera parlava, con affetto, di voi, paragonandovi ad un’orchidea delicata. [11 dicembre 1907, data ricostruita]252

Incuriosita, Amalia chiede all’amico lettura del sonetto, offrendo in cambio la copia di quello composto per lei: ‹‹Leggerei con moltissimo interesse la poesia che Ada Negri v’ha dedicata. Non potreste mandarmela? Vi piacque il sonetto che scrisse per me? a D. M.253 non piacque affatto e sogghignò anche molto su d’una espressione che gli pareva grottesca››254. Guido accetta di buon grado, emettendo un giudizio positivo sul componimento della comune amica: ‹‹Buono il sonetto dell’Ada Negri. Non vi pare? A me, è sinceramente piaciuto››255.

Il poeta aggiunge, poi, una richiesta che chiarisce la differente natura fra i rapporti che lo legano rispettivamente ad Amalia e ad Ada Negri: ‹‹Ah! Una cosa. Non fate leggere quegli abbozzi di verso all’Ada Negri (so che sarà presto a Torino). O c’è di già? Compariranno completati e rifatti da capo a fondo sulla

Nuova Antologia››256.

Amalia è già adesso e rimarrà sempre per Guido l’amica con cui condividere sogni, progetti, confidenze senza vergogna e senza false modestie. Con Ada Negri, così come con Dino Mantovani, invece, Gozzano mantiene un certo riserbo, avendo bisogno di mostrarsi nel suo abito migliore, sempre. La loro corrispondenza, infatti, resterà sporadica: nonostante il contatto diretto, Amalia rappresenterà spesso un intermediario tra Ada e Guido, al quale spesso recherà i saluti della comune amica o darà informazioni che lui mostra di non conoscere257.

252

Lettere d’amore…, cit., p. 73

253

L’abbreviazione sta per Dino Mantovani.

254

Lettere d’amore…, cit., p. 79 (lettera del 29 dicembre 1907, data ricostruita)

255 Ivi, p. 82 (lettera del 6 gennaio 1908) 256

Ibidem

257

Cfr. ad esempio, la lettera del 22 giugno 1908 più sotto riportata o la lettera del 2 novembre 1908: ‹‹Ada Negri mi scrive chiedendomi di Voi e salutandovi›› (Ivi, p. 126)

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Dal canto suo, la Guglielminetti intrattiene con Ada Negri una corrispondenza non sempre costante, stando a quel che si può desumere dal carteggio con Gozzano. Generalmente, la poetessa è informata sugli spostamenti dell’amica e sulle sue condizioni di salute:

Ada Negri, anch’essa colpita da esaurimento nervoso e da influenza, non verrà a Torino che il 13 di febbraio per la sua conferenza. Mi scrisse già due volte, ed è molto abbattuta anche moralmente, ma soggiunge che deve venire e si fa gran forza. [28 gennaio 1908]258

Ada Negri mi incaricò per Voi di saluti in una sua lettera che dimenticai di mandarvi (i saluti). È stata inferma e a Milano non poté ricevermi tanto era ancora debole. [22 giugno 1908]259

Ci sono, però, dei momenti in cui la corrispondenza tra le due poetesse si fa meno fitta, come Amalia confessa a Guido: ‹‹Di Ada Negri non ho notizie da molto: le scrissi ieri, so che andrà ai bagni ad Alassio››260.

A un certo punto, il rapporto da epistolare diviene reale, come testimonia una lettera inedita a Gozzano, di cui Ornella Benso riporta alcuni stralci, commentandoli:

‹‹Ieri nel mio salotto Ada Negri guardava i vostri due ritratti e mi chiedeva quale vi somigliasse di più. Non ho saputo decidere: bisognerebbe, credo, fonderli insieme e trarne uno solo. Ada ha tenuto la sua conferenza a Palazzo Madama; dopo, fra la ressa delle persone che l’ossequiavano anch’io, l’ignota, mi sono presentata. Ho detto appunto così: – Io sono l’ignota – e i suoi occhi belli, più belli dei miei, hanno avuto un baleno indimenticabile, indefinibile››. Amalia racconta come l’abbia accompagnata per lo Scalone storico, ritrovata il domani fra le sue parenti [sic] e il giorno seguente nel suo salotto azzurro in cui l’ebbe per due ore vicina. ‹‹Quant’è cara, mio dolce amico, l’anima sua! Ha la dolcezza ardente di certi suoi versi, ha la nostalgia malinconica di certi miei? C’è in lei un tremore di vita non vissuta, una rudezza quasi di pianto non pianto, di gioia non gioita che me la fa sorella ben più d’ogni vana fraternità d’arte.››261

258 Lettere d’amore…, cit., p. 85 259

Ivi, p. 112

260

Ivi, p. 106 (lettera del 30 maggio 1908)

120

Benché la lettera non sia datata, la Benso aggiunge una notazione che può esserci d’aiuto. Poco oltre Amalia annunciava infatti a Guido di avergli inviato il manoscritto de Le seduzioni: l’incontro dovrebbe perciò risalire al febbraio-marzo del 1908. La conoscenza rinsalda la familiarità di Amalia con Ada, nella quale la poetessa deve riporre una buona dose di fiducia se, poco dopo, le manda in anteprima Le seduzioni262, ricevendone un giudizio entusiastico:

Non ho voluto subito scriverti sotto l’impressione viva dei tuoi versi. Ho voluto rileggerli e soprattutto ricantarli in me. Cara, io non so se tu hai composto un’opera migliore de Le

vergini folli. Certo hai composto un’opera sostanzialmente diversa e artisticamente

purissima. È un’altra figura femminile quella che balza dalle terzine de Le Seduzioni ammaliante e conscia della malia che esercita, vergine di corpo ma profonda, sottilmente profonda in tutte le piccole schermaglie superficiali dell’amore, libera della passione che ha reso alcuni sonetti del Le vergini folli così densi di pathos. Libera perché le terzine che ne Le Seduzioni ricordano questa passione (come: “qualche amarezza”, “chi ti vuole”) sono più sensuali forse che appassionate. Una sensuale ancora pura. Ecco ciò che tu appari nel tuo poemetto, che è di una sincerità d’espressione poetica meravigliosa. Vi sono versi duri o trascurati nel tuo poemetto. Io li lascerei come sono. Mi sembrano, così, più efficaci.

C’est à prendre ou à laisser. Come la tua arte espressione immediata della tua psiche e

anche dei tuoi sensi…Che cosa diverrà la tua poesia, quando la passione vera, quella che prende tutto, si impadronirà di te? Tu non sei creatura per un destino comune di moglie e di madre. Il tuo ingegno è come la tua bellezza, strano e fatale…Io non so se ti faccio male scrivendoti così. Ti dico ciò che sento, ciò che altri forse, del resto, ti avrà già detto, o bella creatura felina dagli occhi e dai capelli notturni. Nessuna ti somiglia delle donne che ora scrivono versi. Forse un poco Madame de Noailles…Ma no. Tu sei quella che va sola. La tua arte è egoista come lo sei tu, da vera donna. Ma appunto per questo è di una verità umana perfetta. Cara, io ti voglio bene, mi piaci come donna, mi piaci come poeta. I tuoi occhi e il tuo sorriso hanno il fascino ambiguo e turbatore delle tue terzine. In quelle che si intitolano I profumi, Le gemme, Le essenze, Cose maliose, La tentazione, Mollezze, Occhi

ignoti sei tutta tu nel mistero della tua bellezza.263

262

Ricaviamo l’informazione dalla lettera del 11 marzo 1908, già citata a p. 115.

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Il rapporto tra le due dovette, però, a un certo punto guastarsi. Nella lettera del 22 luglio 1909, che abbiamo già citato precedentemente, Amalia riporta infatti a Guido alcune insinuazioni che Ada Negri le avrebbe rivolto durante un incontro avvenuto poco tempo prima: l’amica avrebbe alluso, dando loro credito, ad alcune maldicenze circa l’esistenza di una relazione sentimentale tra la Guglielminetti e Giuseppe Antonio Borgese. ‹‹Che avresti risposto? Io mi misi a ridere››, confida all’amico Gozzano. Nella stessa occasione, la ‹‹Grande Sorella›› l’avrebbe inoltre esortata a ‹‹riposarsi per qualche anno››; all’invito malizioso, Amalia avrebbe risposto con ironica superiorità, assicurando alla collega: ‹‹non sono affatto stanca››264. Il cortese scambio di ostilità sembra dunque preludere a una rottura tra le due poetesse.