EVOLUZIONE DEL MERCATO E DELLE INFRASTRUTTURE DEL GAS NATURALE IN ITALIA 96

Nel documento MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA LA SITUAZIONE ENERGETICA NAZIONALE NEL 2021 (pagine 128-135)

Prezzo medio metano -2021

EVOLUZIONE DEL MERCATO E DELLE INFRASTRUTTURE DEL GAS NATURALE IN ITALIA 96

 Evoluzione storica della domanda di gas nel mix energetico del paese

In Italia il gas riveste un’importanza principale nella composizione del mix energetico del paese con un ruolo che si è progressivamente affermato in ragione della sua versatilità degli usi (dal riscaldamento domestico, combustibile per processi industriali e fonte primaria per la generazione elettrica), della sua disponibilità ampia, della comodità, trattandosi di un servizio a rete, nonché per il minor impatto ambientale rispetto ad altre fonti fossili.

Il gas naturale si è affermato nel settore del riscaldamento, dove rappresenta circa il 90 % dei combustibili fossili utilizzati, e oltre il 70% dei combustibili se si includono anche le biomasse. L’utilizzo del gas naturale nel riscaldamento si è affermato dalla fine degli anni 80 sia nei sistemi centralizzati sia e soprattutto con la diffusione dei riscaldamenti autonomi, con un evidente miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane. Va infatti ricordato che il gas naturale non emette particolati di combustione, e che essendo un servizio a rete riduce il traffico veicolare di autobotti per i rifornimenti. Gli studi condotti sulla qualità dell’aria in alcune città del nord evidenziano che durante l’inverno circa il 75% delle polveri sottili è prodotto dal 10% dei riscaldamenti a combustibili diversi dal gas naturale. (studio: “Analisi degli Impatti sulla qualità dell’aria nelle città italiane di interventi di efficientamento dei sistemi di riscaldamento degli edifici” - Energy& strategy Group- Politecnico di Milano).

Nel settore industriale l’affermazione del gas naturale è legata sia alla minore emissività del gas sia ai vantaggi del servizio a rete ed alla possibilità di utilizzare l’energia in modo efficiente soprattutto nei sistemi cogenerativi che massimizzano l’utilizzo della fonte energetica permettendo di produrre contemporaneamente elettricità per autoconsumo e calore di processo per gli usi industriali.

Nel settore termoelettrico l’affermazione del gas ha seguito l’evoluzione tecnologica dei sistemi di generazione. Tra la fine degli anni 90 ed il 2010 buona parte delle centrali termoelettriche del paese è stata convertita a ciclo combinato a gas, tecnologia che offre rendimenti di generazione elettrica fino al 60% contro il tradizionale 39% della generazione a vapore. Grazie al parco termoelettrico basato su impianti di generazione a ciclo combinato a gas l’Italia dispone di un parco di generazione elettrica tra i più efficienti d’Europa con un rendimento che supera il 55%. Inoltre, grazie alla flessibilità e velocità di risposta, gli impianti a ciclo combinato risultano i più adatti a complementare lo sviluppo delle fonti rinnovabili non programmabili, svolgendo un ruolo di back up della produzione elettrica da eolico e fotovoltaico. Il gas naturale rappresenta inoltre la fonte fossile a minor emissione, con un fattore emissivo che per il settore termoelettrico è pari al 37% del fattore emissivo del carbone, potendo quindi contribuire in modo efficace e immediato alla riduzione delle emissioni climalteranti nella generazione elettrica.

Di seguito si riportano i grafici di andamento del mix energetico del paese, esclusi i bunkeraggi navali internazionali, e dei consumi di gas per settore dal 1990 al 2021.

96 A cura di Umberto Berzero, Sara Papa (SNAM S.p.A.).

129 Figura75

Osservando i grafici del mix energetico del paese e dell’andamento dei consumi di gas si osserva come dall’inizio degli anni novanta il consumo di gas in Italia è cresciuto costantemente passando da 47 miliardi di metri cubi (39 Mtep) del 1990 al massimo raggiunto nel 2005 con circa 86.3 miliardi di metri cubi (70,7 Mtep). Nello stesso periodo anche la domanda di energia primaria del paese è cresciuta passando da 148 Mtep a circa 189 Mtep.

Nel periodo successivo al 2005 è iniziata una fase di riduzione della domanda di energia primaria principalmente condizionata dalle crisi economiche attraversate a partire dal 2008 e dalle politiche di risparmio energetico derivanti dagli obiettivi ambientali del pacchetto “20-20-20” adottato sia a livello europeo sia a livello nazionale. La domanda di energia primaria è scesa dai valori del 2005 agli attuali 150 Mtep del 2021 con una riduzione complessiva di circa 40 Mtep ed un decremento medio annuo del 2% circa. Nello stesso periodo le fonti rinnovabili, grazie alle politiche di incentivazione attuate, sono cresciute da 14 Mtep del 2005 a 29 Mtep del 2021, raggiungendo il 20% sul mix energetico del paese.

Contestualmente la domanda di energia da fonti fossili ha registrato una contrazione complessiva di circa 60 Mtep ed un decremento medio annuo del 3,0%, con riduzioni di petrolio e carbone molto più sensibili rispetto a quelle registrate dal gas naturale. In particolare sul periodo 2005 -2021 l’uso di fonte petrolifera si è contratta del 4% medio annuo ( 38 Mtep) mentre il carbone del 7% (10 Mtep). Il gas naturale ha egistrato una riduzione dell’1% medio annuo ed una riduzione complessiva di 12 Mtep sull’intero

24,6 21,8 24,9 27,8 30,8 28,6 31,1 30,1 31,3

15,8 18,1

1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021

ALTRI USI TERMOELETTRICO e CALORE INDUSTRIA CIVILE

Evoluzione consumi di gas in italia

148,1 161,2 174,5 188,8 176,8 171,2 164,4 158,4 149,8 155,7 154,3 159,5 157,0 155,4 141,1 150,5

0%

1990 1995 2000 2005 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021

En. Elettrica primaria Solidi Petrolio Gas Rinnovabili Evoluzione energia in italia

Energia primaria (Mtep) e composizione del mix energetico

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 Evoluzione storica della rete e delle fonti di approvvigionamento

L’Italia è stata la prima nazione europea ad impiegare diffusamente il gas naturale come fonte energetica e ciò ha avuto un ruolo determinante nel favorire la crescita industriale nell’immediato periodo post -bellico. Lo sviluppo delle reti ha interessato, nei primi anni, il solo territorio della pianura padana con una utilizzazione di tipo industriale.

L’estensione delle condotte raggiungeva nel 1960 la lunghezza di circa 4.600 km; già nel 1970 era diventata una vera e propria rete nazionale che alla fine del 1984 si estendeva per oltre 17.300 km.

Oggi in Italia la rete dei gasdotti si sviluppa per circa 33.000 km e comprende sia le grandi linee di importazione, sia un articolato ed esteso sistema di trasporto, costituito da metanodotti a pressioni e diametri diversi. Sono parte integrante della rete anche gli impianti di compressione e gli impianti necessari per il suo funzionamento, quali nodi di smistamento, cabine di salto di pressione, sistemi di controllo delle grandezze idrauliche rilevanti, sistemi di controllo remoto delle valvole e degli attuatori.

Rete gasdotti

Figura 77

La rete principale dei gasdotti appena descritta è complementata dalle reti di distribuzione locale del gas che si collegano direttamente alla rete principale e trasportano il gas nel tessuto cittadino fino alle utenze finali. La maggior parte dei comuni italiani è ormai raggiunto dal gas naturale con unica eccezione per la regione Sardegna, dove comunque, nelle principali città esiste una rete di distribuzione ad aria propanata. Le reti di distribuzione oggi rappresentano un patrimonio di reti di metanodotti di circa

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230.000 km, che in modo capillare portano il gas naturale alle utenze finali industriali e civili all’interno delle aree urbane.

Per garantire l’adeguata copertura alla domanda di gas l’Italia si è dotata di infrastruttuire di approvigionamento dall’ estero, con un livello di diversificazione unico in Europa. Via tubo il gas viene importatato da Algeria e Libia rispettivamente con i punti di ingesso di Mazara e Gela in Sicilia, dal Nord Europa, con ingresso a Passo Gries, dalla Russia, con ingresso a Tarvisio, da Azerbaijan attraverso TAP,con ingresso in Puglia a Melendugno. Oltre alle importazioni via gasdotto, che garantiscono una capacità giornaliera massima di circa 300 milioni di metri cubi giorno, il gas naturale viene approvvigionato attraverso 3 impianti di ricezione e rigassificazione di GNL: GNL Italia a Panigaglia, OLT offshore a Livorno e Adriatic LNG a Cavarzere che complessivamente garantiscono una capacità giornaliera di circa 57 milioni di metri cubi giorno.

L’approvvigionamento dall’estero è affiancato dalla produzione nazionale di gas naturale, che in linea generale, rispetto al 1994 quando si era raggiunto il massimo storico con 20,5 miliardi di m di gas, ha registrato una netta flessione a causa del progressivo declino dei giacimenti, non reintegrati da nuovi campi in sviluppo, fornendo negli ultimi anni non più di 4 miliardi di metri cubi. Per garantire la copertura della domanda soprattutto nel periodo invernale il sistema gas in Italia è inoltre dotato di un importante sistema di stoccaggio, con circa 14 miliardi di metri cubi di gas commerciali e circa 4,5 miliardi di metri cubi di riserva di stoccaggio strategica.

Per ulteriori dettagli sulla rete dei gasdotti e sulle sue caratteristiche tecniche e sulla sua evoluzione si rimanda al documento di Piano Decennale 2022-2031 pubblicato da Snam al link

https://www.snam.it/export/sites/snam-rp/repository-srg/file/it/business-servizi/Processi_Online/Allacciamenti/informazioni/piano-decennale/pd_2022_2031/consultazione/Piano-Decennale-22-31-Documento.pdf

 Andamento del mercato dei prezzi gas nel 2021

Il 2021 è stato anno molto particolare per il mercato del gas italiano, caratterizzato da significative variazioni strutturali. Se si osserva l’evolversi del mercato gas negli ultimi 10 anni si rileva che a partire dall’inizio dell’anno termico 2020-21 si sono verificate importanti modifiche nella combinazione delle fonti di importazione del nostro paese.

Figura 78

132

A partire da ottobre 2020 si osserva un forte calo delle importazioni da Passo Gries.

Passo Gries ha rappresentato negli ultimi 10 anni (nello specifico nel periodo gennaio 2010 – dicembre 2020) il 16% delle importazioni in Italia via pipeline mentre il 2021 è stato caratterizzato da un flusso dal Nord Europa pari al solo 3% delle importazioni via metanodotto totali del nostro paese. Il flusso da Gries nell’anno 2021 è stato consistente solo in caso di situazioni di tensione: giornate infatti caratterizzate da una domanda gas particolarmente alta che ha generato una tensione a livello di prezzi, generando di conseguenza uno spread particolarmente favorevole per l’importazione.

Passo Gries, da sempre fonte marginale per l’Italia, è stata spiazzata dall’entrata in esercizio di TAP e l’incremento dei flussi algerini. A partire infatti dagli ultimi giorni del 2020, il gas proveniente dall’Azerbaigian entra nel nostro paese attraverso il punto di immissione a Melendugno. Nel 2021 questa nuova importazione di gas ha fornito al nostro paese 7,2 miliardi di metri cubi, pari all’11% delle importazioni via pipeline.

Per quanto riguarda invece l’incremento dei flussi da Mazara si segnala che il gas algerino importato l’anno scorso è stato pari a circa 21 miliardi di standard metri cubi (34% delle importazioni via gasdotto), 6 miliardi di standard metri cubi in più rispetto ai 16 miliardi di media del periodo 2010-2020 (pari al 26%

delle importazioni totali).

La forte riduzione dei flussi dal nord Europa è legata a profonde variazioni a livello di pricing. A partire da agosto 2020 (che rappresenta il minimo storico dei prezzi degli ultimi anni) infatti si è verificata l’inversione dello spread PSV-TTF, costantemente in diminuzione, con il presentarsi sempre più frequentemente di valori negativi.

Spread PSV-TTF

Figura 79

Questa forte crescita dei prezzi a livello europeo è continuata anche nel 2021, con un importante incremento a partire dai mesi estivi. I principali fattori sottostanti questa corsa al rialzo sono stati i seguenti:

 Forte crescita nella domanda asiatica e conseguente crescita dei prezzi (specialmente LNG) che hanno causato un calo degli arrivi delle navi metaniere sia in Europa (nonostante l’alta domanda causata da una bassa produzione di eolico, manutenzioni e riduzione delle importazioni via pipeline) che in Italia.

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 In Europa gli arrivi di navi nel 2021 sono stati inferiori del 9% rispetto al 2020 (-8,6 Gm3), in particolare quelli in arrivo dal Qatar. In Italia il calo è stato del 21% (-2,5 Gm3) relativamente ai carichi in arrivo dall’Algeria;

 Riduzioni dei flussi via pipeline verso il nord Europa a causa di manutenzioni ordinarie e straordinarie sui metanodotti norvegesi, russi e tedeschi;

 Prezzi record per carbone ed EUA (European Union Allowance);

 Bassi livelli di riempimento degli stoccaggi a livello europeo con conseguente minor livello di copertura sulla stagione invernale.

Aumento dei principali indicatori di prezzo 2021

Figura 80

In merito all’ultimo punto è necessario mettere in evidenza alcune considerazioni relative ai prezzi.

A partire dalla primavera del 2021 infatti, le condizioni di prezzo formatasi sul mercato del gas ed il conseguente restringimento del premio inverno-estate non hanno reso conveniente il conferimento e riempimento degli stoccaggi essendo talvolta insufficiente a coprire gli oneri dello stoccaggio stesso.

Anche osservando la ripartizione dell’immesso in rete si osserva come il paniere delle fonti abbia cambiato notevolmente la sua composizione tra il 2020 ed il 2021. Si osserva la forte diminuzione dell’import da Gries (dal 12% del totale immesso del 2020 al 3% del 2021), l’aumento di Mazara (dal 17%

del 2020 al 28% del 2021), la riduzione dei flussi di GNL (dal 18% al 13%) e l’immesso da Melendugno che ha rappresentato il 10% del totale immesso in rete nel 2021.

134 Figura 81

Un altro fenomeno importante che ha caratterizzato il 2021 è il forte aumento delle esportazioni (principalmente dai punti di Tarvisio, esportazione commerciale e Passo Gries, esportazione fisica) a partire dal mese di agosto 2021.

I fenomeni descritti in precedenza hanno avuto un forte impatto soprattutto sul nord Europa, più dipendente dal LNG e caratterizzato da stoccaggi più vuoti rispetto al nostro paese, causando un’impennata dei prezzi e quindi condizioni economiche favorevoli all’esportazione dal nostro paese. Più nel dettaglio le esportazioni da Tarvisio sono state nel 2021 pari a 851 milioni di standard metri cubi, + 714% rispetto alla media tra il 2010 ed il 2020; le esportazioni da Passo Gries si sono attestate a 520 milioni di standard metri cubi che rappresentano una variazione percentuale di + 880% rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

Figura 82

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L’OFFERTA DI ENERGIA: DISPONIBILITÀ ENERGETICA PER FONTE E

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