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Interpretazioni sulle comunità C.I.D.’s: Evan McKenzie

CAPITOLO 3: LE GATED COMMUNITIES NEL MONDO UNA PANORAMICA GENERALE

3.4 Interpretazioni sulle comunità C.I.D.’s: Evan McKenzie

Il Professore Associato di Scienze Politiche e avvocato Evan McKenzie 197, preoccupato della straordinaria ascesa, cerca di delineare il territorio di appartenenza delle comunità CID’s (Commom Interest Distric). Le Associazioni di proprietari di case (HOA, Home Owners

Associations) non sono vincolate dalle convenzionali nozioni di libertà civili ed i tribunali

tendono spesso, molto spesso, ad appoggiarle nelle frequenti cause contro i proprietari di case per le restrittive regolamentazione della vita all’interno della comunità. Il diritto privato, i contratti privati regolano ogni aspetto dei CID. Se suddividiamo le istituzioni della democrazia liberale negli Stati Uniti in tre settori principali quali mercato, Stato e società civile, ecco che i CID’s si collocano esattamente nella intersezione dove cioè i confini sono più confusi e raccolgono in essi le caratteristiche tipiche di ogni settore198. Dal mercato essi prendono la legge e le regole basandosi sul mantenimento del valore della proprietà, dallo Stato l’autorità, il potere di imporre e far rispettare determinati comportamenti e tassazioni, dalla società civile il senso del volontario, di aggregazione, un insieme di soggetti che donano il loro tempo alla propria comunità per renderla un posto migliore, come cioè dovrebbe fare un attore di società civile.

Detto questo, analizzato meglio le caratteristiche di queste istituzioni, McKenzie riporta otto concorrenti interpretazioni sull’ascesa dei CID’s in base alle differenti e divergenti percezioni filosofiche199.

Le Comunità Contrattuali, afferma l’autore, possono essere percepite secondo varie correnti di pensiero, come:

Economie neoclassiche: 1. Futuro ultra liberale 2. Scelta razionale

3. Privatizzazione di amministrazioni locali Socialismo democratico: 4. Comunitarismo e capitale sociale

5. Socialismo secondo contratto

197

E. McKenzie, Common Interest Housing in the Communities of Tomorrow, Housing Policy Debate, Fannie Mae Foundation, 2003, vol. 14 n. 1 e 2, pp. 203-234

198

Ivi, p. 215.

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Democrazia liberale: 6. Frammentazione di società e corpo politico 7. Secessione dei vincenti

Teoria della critica urbana: 8.Segmentazione e fortificazione dello spazio urbano.

1. Futuro ultra liberale:

McKenzie riporta il filosofo libertario Robert Nozick per il quale solo uno Stato minimo può essere giustificato, altrimenti violerebbe i diritti delle persone. In una società libera i possessi nascono da liberi scambi e dalle azioni volontarie delle persone. L’ascesa dei CID’s potrebbe quindi soppiantare le amministrazioni locali in una società monopolistica che possa legittimamente imporre obblighi e costi agli individui per provvedere alla fornitura del bene pubblico della protezione dei diritti individuali.

Qualsiasi forma di redistribuzione da parte dello Stato è inaccettabile perché violerebbe la libertà di proprietà. Lo Stato è accettabile solo nella sua funzione di distributore di protezione dei diritti negativi (libertà da). Una società equa può nascere solo, secondo Nozick, da una minima interferenza statale, da scambi e volontarismo delle azioni.

2. Scelta razionale:

E’ una scuola di pensiero che mutua dalla microeconomia delle teorie per comprendere la politica. Charles Tiebout nel 1956 cerca di dimostrare sotto certe condizioni si può assistere ad una ottimale distribuzione di beni pubblici e servizi. Il modello propone che le persone secondo le loro preferenze, possano scegliere le comunità in cui vivere in base ad un'analisi costi / benefici dei servizi offerti e costi (tassazione) di detti servizi.

Secondo questa logica, piccole amministrazioni saranno più funzionali di una grande città come azienda monopolistica che rischia di produrre in eccesso servizi pubblici e a prezzi troppo alti per essi. I CID’s possono essere migliori, in quanto amministrazioni private funzionano e distribuiscono servizi ad un basso livello di aggregazione rispetto ad una città il tutto con maggiore efficienza ed una maggiore soddisfazione dei consumatori.

Facciamo adesso una breve digressione per illustrare il cosiddetto effetto Tiebout. McKenzie non è del tutto convinto della sua bontà ma lo considera un buon punto di partenza per l'analisi dei CID’s a lungo periodo. Nel 1956 Charles Tiebout formula questa teoria per studiare il meccanismo di creazione dei governi locali e di sviluppo dell' urbanizzazione. A favore di una concorrenza fiscale egli sosteneva che potesse essere di stimolo al miglioramento del welfare statale in quanto una concorrenza porterebbe a migliore allocazione dei servizi pubblici e risorse, una riduzione degli sprechi e una maggiore responsabilizzazione degli amministratori pubblici.

Le critiche derivate riguardano soprattutto le ristrette condizioni secondo le quali il modello si potrebbe applicare, che conducono quindi ad una scarsa attuabilità.

Un centro abitativo può raggiungere una perfetta efficienza e soddisfazione degli abitanti/consumatori attraverso la creazione di migliori opportunità di scelta individuali. Vediamo le condizioni.

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1. Completa mobilità dei consumatori/votanti liberi di scegliere la comunità che meglio soddisfi le loro preferenze.

2. Completa conoscenza delle differenze tra comunità in merito a spese per fornitura di beni e servizi.

3. Comunità numerose che offrano diversi livelli di servizi e tassazioni tra cui scegliere. 4. Nessuna restrizione del movimento alla ricerca di opportunità di lavoro.

5. Nessun effetto esterno economico o diseconomie tra comunità (esempio se A riduce il crimine, questo non aumenta in B).

6. Una dimensione ottimale tra comunità e fornitura di servizi; per ogni servizio esiste uno specifico numero di residenti per cui detto servizio possa essere fornito al minor prezzo costo.

7. Esistenza di sforzi di comunità per raggiungere la dimensione ottimale per la loro fornitura di beni e per mantenerla.

Tutto questo potrebbe funzionare solo in teoria. Anche se esiste un'ampia varietà di tipologie di CID’s sia dal punto di vista architettonico che di stile di vita interni organizzati, la capacità di scelta informata è ridotta, per proteggersi dalla recente maggiore regolamentazione legislativa statale, dalla pratica standard di gravare ciascuna unità con voluminosi documenti disciplinati in complicati linguaggi tecnico legali, al posto di semplici linee guida, incomprensibili ai molti eccetto che ad altri avvocati o specialisti.200

Di conseguenza molti consumatori/acquirenti non hanno piena scelta né piena conoscenza delle differenze fra CID’s e regole, non possono scegliere tra i vari livelli di controllo sociale, per cui non c'è nessun meccanismo che determini se questo servizio (il controllo sociale) sia offerto in eccesso. Ciò implica che non siamo in un reale meccanismo di mercato. Riprova ne è l'alto numero di violazioni e conflitti riscontrati e risolti da avvocati e stampa. Altro limite alla possibilità di scelta è proprio all'interno stesso del CID’s. Residenti dissenzienti con le decisioni del Board hanno ben poche libertà. I cambiamenti sono spesso onerosi, o possibili grazie a super maggioranze, per cui essi possono solo a volte accettare la situazione o vendere la casa. Ammettendo anche la libertà di muoversi sul territorio per scegliere la comunità senza considerare il posto di lavoro, le scelte sono ristrette anche dalle amministrazioni locali, che, in cerca di possibilità di risparmio, virtualmente o letteralmente impongono alle nuove costruzioni la formazione di CID’s.

Secondo McKenzie non esistono dati che possano mostrare che la presenza di CID’s causi esternalità in fatto di criminalità sul territorio vicino e ne incoraggia pertanto una raccolta di dati approfondita.

Per quanto riguarda la dimensione ottimale, egli commenta, c'è discrepanza con quanto richiesto da Tiebout, in quanto solitamente una CID nasce con un dato numero di unità e così resta, quindi è impossibilitata ad adeguare servizi/residenti per raggiungere l'efficienza.

3. Privatizzazione di amministrazione locale

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Negli Stati uniti dall’amministrazione Reagan degli anni Ottanta passata poi per quella Clinton, si è cercato di privatizzare attraverso la convinzione che riversare la fornitura di beni e servizi sulle spalle di attori privati porti inevitabilmente alla maggiore efficienza: più e migliori servizi con meno spesa. I CID’s sarebbero una forma di privatizzazione da alcuni considerata un nuovo strato di un sistema intergovernativo. Proprio perché sempre più spesso alcune amministrazioni di città stabiliscono che le nuove costruzioni debbano consistere in CID’s questa pratica cambia il processo di controllo e uso del territorio in uno strumento prettamente fiscale che permette alle città di acquisire nuovi contribuenti senza dovere estendere i servizi ed infrastrutture ad essi, lasciando perciò che esse siano sulle spalle dei nuovi acquirenti delle abitazioni.

4. Comunitarismo e capitale sociale:

Esistono persone che considerano i CID’s come un progresso verso valori comunitari o capitale sociale. Il New Urbanism (quartieri pedonali con un mix di destinazioni d'uso urbanistiche) e le Traditional Neighborhood Design (TND) promuovono il concetto che le associazioni comunitarie possono essere usate per rafforzare uno stile di vita in complessi pianificati di vita comunitaria. Come esempio americano riporta Celebration, già trovata nel secondo capitolo, un'intera città costruita dalla Disney o il programma HOPE VI in Chicago, che ha demolito alti grattacieli di edilizia pubblica per restituirli con dei progetti in stile tradizionale. McKenzie al riguardo, afferma che solo col tempo saremo in grado di vedere i risultati e la bontà della possibilità di creare un senso di comunità o l'investimento in capitale sociale.

5. Socialismo contrattuale:

Visto come il più compatibile con i valori comunitari e le proprietà condivise, è un ibrido tra CID’s e cooperative, il Co-Housing è un movimento, socialismo corporativo; un gruppo di persone che sfiduciate dal mercato credono nel controllo centralizzato dei beni capitali e nel formare comunità di simili. Proprio E. Howard ha iniziato questo concetto con le Città- Giardino, sostenuto secondo McKenzie da Louis Mumford e messo in pratica negli anni ‘20 in città tipo di New York o Chicago. Il potere di limitare gli accessi, le adesioni, l'autogoverno è attrattivo per chi crede in una opportunità per realizzare questa forma di socialismo201.

6. Frammentazione della società:

Secondo la riflessione di Arthur Schlesinger Jr.202 riportata da McKenzie, l'America si sta frammentando sotto lo strappo del multiculturalismo dell'etichetta -americano preceduta dal trattino e qualche altra parola che frammenta il senso comune di identità nazionale. Dall'alto e dal basso le spinte separatorie dividono la nazione secondo l'assunto di Benjamin Barber203,

201

Ivi, p. 222.

202

Cfr. A. Schlesinger Jr., The disuniting of America: reflections on a multicultural society, Norton, New York, 1992.

203

Cfr. B. Barber, Jihad vs. McWorld: How globalism and Tribalism are reshaping the World, Ballantine, New York, 1996.

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scienziato politico. Dall'alto un "McMondo" di aziende globali cercano di omogeneizzare le persone in un mondo di consumi di massa e dal basso intensi movimenti locali formati sulla base di religione, lingua o etnia fanno lo stesso lavoro. La proliferazione di questi mercati di nicchia alimentano la frammentazione, in un contesto dove ognuno può avere una propria comunità omogenea a seconda di uno specifico range di reddito e aspirazioni.

7. Secessione dei vincenti:

Così il Segretario del Lavoro Robert Reich dell’Amministrazione Clinton chiama i CID’s nel 1991 mentre il conservatore Charles Murray intravede all’orizzonte, sempre lo stesso anno, la possibilità di una nuova società di casta in America se "una percentuale tra il 10 e il 20%

della popolazione ha abbastanza reddito per bypassare le istituzioni sociali"204.

L'antropologa Setha Low piuttosto, nei suoi studi etnografici del 2001 che vedremo più avanti, parla di paura urbana che conduce le persone abbienti a vivere nelle gated

communities dove l'ambiente fisico produce una mancanza del senso del luogo che aumenta

la separazione di classe e segregazioni; pur avendo lo stesso effetto finale essa non accenna nessun orgoglio in questa scelta abitativa.

8. Segmentazione e fortificazioni dello spazio urbano:

L’ultima percezione riguarda quella che McKenzie definisce la più radicale ed intensa interpretazione sul concetto di CID’s205, ovverosia l'idea che la natura della governance urbana si sia trasformata e che l'edilizia sia parte di questa trasformazione. Se alcuni hanno notato un trend a lungo termine verso la frammentazione perseguita da amministrazioni in distretti speciali con vari tipi di scopi, altri sostengono che la segmentazione urbana abbia natura politica, cioè sia guidata da interessi affaristici che permettano a ricchi cittadini di acquisire servizi, chiudere fuori i poveri e alimentare il gusto per l'esclusione razziale.

Riassumendo le interpretazioni, secondo McKenzie ciascuna contiene delle verità empiriche anche se sono prospettive differenti perché i confini dei CID’s trovandosi proprio nelle intersezioni tra mercato/stato/società civile risultano pertanto nebulosi. Egli ci invita dunque a porci una domanda, cioè a comprendere la prospettiva migliore con la quale cercare di capire i CID’s per considerarne il ruolo nella città di domani visto che, secondo lui, sono una permanente caratteristica della vita urbana sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.