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La sindacalizzazione degli immigrati in Italia

Capitolo 4: Immigrazione e sindacato

4.3 La sindacalizzazione degli immigrati in Italia

Dal 1999 i sindacati hanno creato numerosi servizi a tutela degli immigrati, non solo in ambito lavorativo, ma anche sociale. Da gli anni ‟90 in poi c‟è stato un aumento delle iscrizioni da parte dei lavoratori immigrati, tale fenomeno ha un doppio valore: infatti da una parte è il risultato delle politiche d‟integrazione messe a punto dai sindacati, dall‟altra rappresenta un momento di rafforzamento delle organizzazioni stesse. Nel 2009 gli immigrati iscritti ai sindacati hanno superato il milione91. Considerando che, secondo il Dossier Caritas 2008 in Italia erano presenti circa due milioni di cittadini non italiani con un impiego regolare, allora circa un lavoratore immigrato su due ha una tessera sindacale.

Il dato è sorprendentealla luce del fatto che, sempre nello stesso periodo,soltato meno di 7 milioni dei 23 milioni di lavoratori italiani era iscritto a sindacati. Quindi circa il 30%, contro il 50% dei lavoratori stranieri. In generale il tasso di sindacalizzazione dell‟immigrazione italiana è molto alto, soprattutto nei nelle organizzazioni confederali. Questo è un altro indicatore della tendenza di stabilizzazione degli immigrati.

La tutela sindacale è uno strumento rilevante per la tutela degli stranieri, che sono costretti a muoversi in condizioni di vulnerabilità più elevata rispetto ai lavoratori locali. Secondo una ricerca dell‟Istituto di Ricerche Economiche e Sociali che fa capo alla CGIL del 2009, <<il sistema normativo ha di fatto voluto creare una categoria di persone più insicura, più ricattabile, con diritti e tutele a termine, estremamente soggetta alle variazioni del sistema economico>>92. Non a caso, le occupazioni in cui rientrano i migranti sono per la maggior parte caratterizzate dalle cinque P: pesanti, pericolosi, precari, poco pagati e penalizzati socialmente, con la conseguenza di un alto rischio infortunistico. Gli interventi necessari hanno quindi un duplice scopo: tutela collettiva ed individuale e contrasto alle discriminazioni.

Per capire le cifre93 degli immigrati iscritti ai sindacati, è importante fare una necessaria precisazione: per le organizzazioni più importanti del Paese, CGIL, UIL e UGL, gli iscritti sono distinti in base al loro paese di nascita, rientrano pertanto in questa categoria anche gli italiani all‟estero. Il rischio è di avere dei dati sovrannumerari, dato che non si tiene di conto di chi ha ottenuto la cittadinanza e dei figli degli emigrati italiani, nati sì all‟estero, ma in possesso della cittadinanza italiana grazie allo jus

91

A.Ilinova,Oltre un milione di immigrati iscritti al sindacato,in www.stranieriinitalia.it, 7 maggio 2010

92Ibidem

sanguinis e che hanno fatto ritorno in patria. Infine per la Cisl, sono stranieri coloro che

hanno cittadinanza diversa da quella italiana.

Sebbene manchino i dati aggiornati dei tesserati della Cisl, a livello generale si registra che dal 2009 al 2011 il totale di lavoratori di nazionalità di origine straniera iscritti ai tre sindacati confederali è passato da 963.160 a 1.011.606, e la loro incidenza totale è salita dal 7,7% all‟8,1%. A questo si aggiungono le iscrizioni al Sindacato Emigrati Immigrati dell‟Unione Generale del Lavoro i cui tesserati sono saliti da quota 122.689 a 147.446, e l‟incidenza è oggi al 9,4%, il 2% in più rispetto al 2009. L‟incremento generale, conferma la presenza stabile e quotidiana dei sindacati sui luoghi di lavoro, in linea con i decenni passati. Tuttavia l‟aumento più cospicuo di iscritti è da attribuire all‟Ugl, che dal 2000 ha perseguito politiche specifiche per l‟immigrazione e ha incluso rappresentati stranieri per l‟elaborazione delle strategie, attivando il Sindacato Emigrati ed Immigrati (Sei).

La CGIL dopo essere cresciuta nel 2011 del +5,5%, è leggermente calata di mezzo punto percentuale l‟anno successivo.Un lieve ribasso c‟è stato anche per CISL (- 0,4%) e la UIL (-0,3%). La CGIL dal 2009 ha più iscritti stranieri della CISL, per un totale oggi di 408.216, segue la CISL con 384.237, UIL 209.188 e UGL 153.874. L‟incidenza degli stranieri sul totale degli iscritti è del 9,5% per UIL, per la CISL è di 8,6% e per la CGIL di 7,1%.

Tuttavia è d‟obbligo fare alcune precisazioni nella lettura dei dati, oltre al criterio di attribuzione di “straniero” che rischia di sovrarappresentare le cifre: per tutti i sindacati l‟incidenza è calcolata sul numero totale degli iscritti. Tra essi vi è un‟ alta quota di pensionati italiani, che quindi accrescono il numero degli iscritti senza essere però poter essere considerati lavoratori attivi. Per avere l‟effettiva incidenza degli immigrati sarebbe più opportuno calcolarla sul totale dei lavoratori attivi, dato che la quota dei pensionati stranieri è molto bassa. Ad esempio,solo il 60,8% degli iscritti stranieri alla CISL ha meno di 35 anni. Considerando i soli lavoratori attivi la classifica si inverte: è la UIL ad averne di più, seguita da CISL e CGIL. Calcolando quindi l‟incidenza degli stranieri sul totale dei lavoratori attivi i dati assumono un‟altra connotazione e risulta a essere la CISL il sindacato con incidenza straniera più alta con il 16,7%, seguita da UIL 16,4%, CGIL con il 15,5% e UGL con il 9,5%.

Tabella 4.1Iscritti alle tre principali confederazioni e all'Ugl: valori assoluti e percentuali (2012) - Fonte Dossier statistico Immigrazione 2013, IDOS dati CGIL, CISL, UIL e UGL

Sinda

cato Totale iscritti

Di cui attivi(non pensionati) %sind . Iscr.Stran. % di sindacato Incid. % stran. Su tot. Iscritti Incid. % stran. su tot. attivi Cgil 5.775.962 2.650.528 40 410.027 35 7 16 Cisl 4.485.383 2.300.654 31 384.237 33 9 17 Uil 2.196.442 1.328.583 15 217.242 19 10 16 Ugl 2.003.132 1.545.100 14 147.446 13 7 10 Totale 14.460.919 7.824.865 100 1.159.052 100 8 15

Rispetto agli anni precedenti si è assistito a una decellerazione della crescita dei tesseramenti, che comunque ha coinvolto anche gli italiani, ed è da imputare al fatto che la crisi economica ha spinto molto lavoratori immigrati nel lavoro irregolare.Il tasso di sindacalizzazione varia da regione a regione, a seconda dei modelli integrativi e sociali presenti sul territorio e dei modelli produttivi. Inoltre il tasso risente anche della presenza straniera che, è più forte in Lombardia ed Emilia Romagna, che risultano essere le regioni più sindacalizzate nel 2011. I lavoratori stranieri residenti al Nord rappresentano circa il 53% del totale degli stranieri iscritti a sindacati. Nello specifico in Lombardia ogni 100 iscritti, 14 sono lavoratori stranieri, in Emilia Romagna sono quasi 13.

La suddivisione territoriale va considerata anche alla luce delle diverse categorie lavorative, che caratterizzano i sistemi economici delle regioni in cui sono prevalentemente concentrati gli iscritti.