La legge 203 del 2012 è stato il primo intervento che ha dato una minima disciplina al fenomeno effettivo della scomparsa 60 . La legge si occupa per lo più

Nel documento rivista di diritto privato 1 anno XXIV - gennaio/marzo 2019 (pagine 151-154)

Profili attuali dell’istituto della scomparsa

8. La legge 203 del 2012 è stato il primo intervento che ha dato una minima disciplina al fenomeno effettivo della scomparsa 60 . La legge si occupa per lo più

delle indagini e delle procedure in ambito penale, tralasciando invece tutti gli aspet-ti di natura civilisaspet-tica. In base alla menzionata legge, si dà una definizione più com-pleta di scomparsa e cioè come quella situazione di fatto per cui l’allontanamento di una persona dalla sua abitazione o dimora temporanea fa presupporre un pericolo per la vita o l’incolumità della stessa a causa delle circostanze in cui è avvenuto il fatto. Quindi elemento chiave è rappresentato dal pericolo di vita o dell’incolumità, cosa non evidenziata nella norma dell’art. 48 c.c.

L’atto giuridico che mette in atto azioni e che individua la situazione della scom-parsa è la denuncia, che mette in moto le ricerche.

Come ha ribadito la Corte europea dei diritti dell’uomo vi è l’obbligo di indagi-ni adeguate ed effettive innanzi a una denuncia relativa alla sparizione sospetta di cittadini61. L’assenza di tale accuratezza potrebbe configurarsi come violazione dell’art. 2 della C.E.D.U. e quindi violazione del diritto alla vita.

La denuncia che può essere fatta da chiunque ne venga a conoscenza, quindi non solo i parenti, presso il Comando di Polizia locale o la Questura. Naturalmente il denunciante deve dare immediata comunicazione alla medesima autorità, qualora vengano meno le condizioni che hanno determinato la denuncia, come ad esempio il ritrovamento dello scomparso in vita o il ritorno a casa dello stesso62.

L’ufficio di polizia che ha ricevuto la denuncia, promuove dunque l’immediato avvio delle ricerche e ne dà contestuale comunicazione al prefetto per il tempestivo e diretto coinvolgimento del Commissario Straordinario per le persone scomparse.

Il messaggio di allerta/attivazione dell’unità di ricerca conterrà le informazioni più significative di descrizione dello scomparso, la sua fotografia recente, data e luogo della scomparsa.

La nota del Ministero dell’Interno del 15 febbraio 2016 ha poi permesso di poter segnalare telefonicamente anche l’ingiustificata irreperibilità di una persona63. La comunicazione fornita dal cittadino per le vie brevi potrà essere inserita nella Banca Dati delle Forze di polizia mediante una specifica segnalazione (RINPI) che indi-cherà i dati essenziali della persona da rintracciare. La segnalazione permarrà nel si-stema per 72 ore entro le quali dovrà essere formalizzata la denuncia di scomparsa, procedura sostanzialmente analoga alla denuncia di furto o smarrimento. Entrambe le segnalazioni citate (SEFUR e RINPI) saranno fruibili da chiunque abbia accesso al Sistema di Indagine (SDI).

Il Prefetto è la figura principale in tutto il processo di ricerca dall’avvio fino all’in-terruzione che lo stesso può decidere. Può, inoltre, anche coordinare le ricerche, non

60 Angelini, Campiani, Diritto, biologia e società moderna, Napoli, 2016, p. 72.

61 Corte edu, 11 giugno 2015, Mashchenko c. Ucraina.

62 Giacomoantonio, Il fenomeno delle persone scomparse: profili operativi per un corretto approccio con i loro congiunti, in AAvv, Itinerari di vittimologia, Milano, 2012, p. 415.

63 Pizzo, L’irreperibilità anagrafica non è la scomparsa del codice civile, in Lo stato civile it., 2011, fasc. 1, p. 33.

solo coinvolgendo il Corpo nazionale dei Vigli del fuoco, il corpo della protezione civile, associazioni di volontariato sociale, enti locali e privati attivi nel territorio, ma anche organi di informazione, comprese le strutture del sistema radio-televisivo che hanno esperienza nella ricerca di persone (es. Chi l’ha visto?), sentita l’autorità giu-diziaria e i familiari dello scomparso.

Di grande ausilio per il Prefetto è il Coordinatore delle ricerche, il quale convoca riunioni operative delle singole squadre di ricerca, aggiorna costantemente la Prefet-tura sull’attività svolta e su ogni sopravvenuta esigenza di coinvolgimento di ulterio-ri forze e mantiene anche rapporti con il Sindaco del luogo interessato alle ulterio-ricerche.

A seconda del luogo in cui sia avvenuto l’allontanamento, tale ruolo sarà ricoperto dal Questore o Dirigente del Locale Commissariato di Polizia, nel caso di allontana-mento avvenuto in centro abitato; dalla Capitaneria di Porto/Guardia Costiera, nel caso in cui la scomparsa sia avvenuta presumibilmente in mare, tutte quelle volte in cui tale attività di ricerca rappresenti un eventuale allargamento delle operazioni terrestri in ambiente marittimo, il tutto coadiuvato dalla Prefettura; dai Vigili del Fuoco, tutte quelle volte in cui la scomparsa sia avvenuta in ambienti extraurbani, come ad esempio zone boschive, montane, o comunque impervie)64.

Figura importantissima è quella del Commissario Straordinario, istituita nel con decreto del presidente della Repubblica del 31 luglio 2007, che ha contribuito in maniera sostanziale con le sue attività di monitoraggio e di coordinamento delle ri-cerche sul territorio a studiare ed arginare la problematica. In questi anni di attività l’attenzione dell’Ufficio del Commissario Straordinario si è concentrata maggior-mente sulla prevenzione della scomparsa nei settori più fragili della popolazione, fra cui gli anziani, le persone con disabilità ed i minori, compresi gli stranieri non ac-compagnati, che rappresentano ormai la principale tipologia di scomparsi annove-rata nei dati statistici. Concretamente, il suo Ufficio si occupa di assicurare il coor-dinamento tra le amministrazioni statali competenti a vario titolo in materia, monitorare l’attività delle istituzioni e degli altri soggetti impegnati a fronteggiare il fenomeno e, infine, favorire il confronto tra i dati a carattere nazionale e quelli a carattere territoriale su persone scomparse e cadaveri non identificati.

Il Commissario Straordinario presiede poi il tavolo tecnico per il monitoraggio delle persone scomparse, istituito nel 2008, che è un organismo interforze composto da rappresentanti del relativo ufficio, del Dipartimento di pubblica sicurezza, dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato e della Guardia di Finan-za. L’attività principale è quella favorire il raffronto incrociato tra le informazioni a carattere nazionale sulle persone scomparse e sui cadaveri non identificati in posses-so del Sistema dati interforze (SDI) e quelle a livello territoriale. Nel 2010 proprio per favorire tale attività, il tavolo tecnico mette a punto il sistema Ri.Sc. (Ricerca Scomparsi), a disposizione delle forze dell’ordine, che serve a confrontare i dati bio-metrici delle persone scomparse - ovvero la misurazione delle variabili fisiologiche,

64 Aavv, Le indagini atipiche, Torino, 2014, p. 71; Cass. pen, Sez. II, 8/6/2018, n. 26362.

come le dimensioni del cranio e la conformazione dello scheletro, che permettono di identificare un individuo - con quelli dei cadaveri non identificati65. Nel Ri.Sc., concretamente, viene inserita la scheda sulla persona scomparsa che viene poi con-frontata con quelle contenenti i dati dei cadaveri non identificati, producendo una lista di compatibilità, o una serie di ipotesi di corrispondenza secondo una scala di valori che va da scarso a ottimo66. Di rilevante importanza l’inserimento delle ‘sche-de ante e post mortem’, compilate rispettivamente dalle forze ‘sche-dell’ordine in occasione della denuncia di scomparsa e dai medici legali in caso di rinvenimento di corpi senza identità.

Tutti gli elementi raccolti sono quindi importanti per tracciare un profilo dello scomparso e capire meglio le ragioni dell’allontanamento. Per capire ciò ci si avvale anche delle ultime immagini su eventuali apparecchi di videosorveglianza.

Ovviamente all’interno della categoria scomparsi è opportuno fare delle distin-zioni che non si limitino solamente ai dati identificativi come età, sesso, nazionalità, ma anche alle circostanze e soprattutto alle motivazioni, che possono andare da un allontanamento volontario a possibili disturbi psicologici, allontanamento da istitu-ti o comunità, sottrazione da parte di un genitore o altro familiare, a possibile vitistitu-ti- vitti-ma di reato. Il movente diventa un elemento determinante per l’attuazione delle ricerche che possono anche nei casi più gravi avvalersi di cani molecolari. Infatti per ogni categoria, così come individuata dall’operatore di polizia all’atto della segnala-zione, si applica il piano in base alle procedure previste, avvalendosi delle professio-nalità dei soggetti a vario titolo coinvolti nelle ricerche.

Alla luce di tutte le informazioni raccolte si possono prospettare due situazioni e cioè la Notizia Qualificata, tutte quelle volte in cui la località dell’allontanamento è definita, così come anche il tempo trascorso, e la Notizia non Qualificata: nei casi in cui non si conosce il luogo dell’allontanamento e si hanno dubbi sui tempi e le mo-dalità della scomparsa. È evidente che nel primo caso l’attività di ricerca sarà agevo-lata.

Nella prassi, se dietro la scomparsa si ipotizza un reato, in Procura verrà aperto un fascicolo cosiddetto “Modello 44 o 21”, a seconda che si sappia, o meno, contro chi si procede. (Mod. 44 ignoti, Mod. 21 noti). Nel caso in cui dietro ad una scom-parsa non si ravvisi alcuna ipotesi delittuosa il fascicolo prenderà la forma del cosid-detto “Modello 45” (fatto non costituente reato), che è quello largamente più utiliz-zato.

La sospensione o la chiusura delle ricerche, come già accennato, viene disposta dal Prefetto, d’intesa con il Coordinatore operativo, fatte sempre salve eventuali in-dicazioni dell’Autorità Giudiziaria. Della sospensione e/o chiusura delle ricerche verrà informato anche il Sindaco del Comune interessato, nonché tutti i

partecipan-65 Cass. pen, Sez. II, 10/1/2012, n. 2087, in Cass. pen., 2013, n. 1, p. 251; Curtotti, Rilievi e accertamenti tecnici, Padova, 2013, p. 153; Cattaneo, Grandi, Unidentified bodies and humans remains: an Italian glim-pse through a European problem, Forensic science international, 2010 Feb. 25, p. 195.

66 Gentile, Nella terra del niente. Storie di scomparse, storie di famiglie, Ferrara, 2018, p. 94.

ti che informeranno le rispettive Amministrazioni di competenza. Indipendente-mente dall’esito dell’attività di ricerca, si procederà ad una valutazione finale, con il coinvolgimento di tutti i soggetti che vi hanno attivamente partecipato, e della stes-sa si darà atto in una sintetica relazione finale.

Tra i vari casi di scomparsa meritano una breve riflessione a sé, data la comples-sità, quelli relativi ai minori non accompagnati sul nostro territorio in quanto, pur rientrando nel dato statistico e rappresentando una problematica seria, non è in effetti una reale ‘categoria di scomparsi’. Trattasi in realtà di soggetti che si allonta-nano volontariamente e fuggono da case di accoglienza ed istituti. Tuttavia l’Ufficio del Commissario, trattandosi di minori, tra l’altro senza genitori, non rimane indif-ferente al fenomeno, essendo persone che necessitano, comunque, di protezione, forse anche in misura maggiore. In questo senso vengono pensate politiche ed azio-ni volte a preveazio-nire a monte il loro allontanamento da strutture di accoglienza, per evitare che possano essere vittime di vari tipi di sfruttamento o tratta di esseri umani.

Con la risoluzione del 19 gennaio 2011 il Parlamento Europeo ha invitato tutte le istituzioni degli stati membri a dotarsi di strumenti utili per la prevenzione del fenomeno legato alla scomparsa di persone affette da disturbi cognitivi e patologie neuro-degenerative. Alla Risoluzione, in Italia, si è data attuazione con il protocollo d’intesa sottoscritto in data 21 settembre 2015 tra i Ministri dell’Interno, della Sa-lute, del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Commissario Straordinario del Gover-no per le Persone Scomparse. La Circolare del Commissario Straordinario del 7 ot-tobre 2015 ha dettato poi le previsioni attuative per favorire il rintraccio delle persone malate di Alzheimer, sperimentate nel 2016, nei Comuni di Forlì e Cesena.

Nel documento rivista di diritto privato 1 anno XXIV - gennaio/marzo 2019 (pagine 151-154)

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