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CAPITOLO 3: LE GATED COMMUNITIES NEL MONDO UNA PANORAMICA GENERALE

3.10 Piccoli svantaggi

Blakely e Snyder pongono in luce anche degli indubbi quanto pericolosi svantaggi dentro i confini delle GC. Essi riportano osservazioni in merito alla presunta riduzione del crimine. In una intervista con un capitano di polizia di Dallas egli afferma che le GC forniscono sì sicurezza con restrizioni di accesso ma possono arrivare anche ad intralciare le operazioni forze dell'ordine299.

Come notare ad esempio un criminale dall'esterno del muro di cinta? Egli certamente, una volta entrato può agire indisturbato. Il falso senso di sicurezza dato dalle recinzioni spesso agisce come controindicazione, facendo sì che le porte di casa non vengano chiuse a chiave, le auto lasciate aperte e sottoposte a frequenti effrazioni. Altro aspetto da non sottovalutare è quello dell'emergenza; vigili del fuoco e ambulanze possono essere ostacolati dal dover passare dal cancello principale con la perdita conseguente di minuti preziosi di un pronto intervento. In effetti calcola di rimando un vigile del fuoco della solita città, che la probabilità di essere svaligiato è minore di quella di avere bisogno di aiuto. Un bel dato su cui riflettere.

3.11 “Scollature sociali già esistenti”. L’indagine di Setha Low

L’antropologa e psicologa ambientale Setha Low300, aggiunge un altro importante contributo

per analizzare il fenomeno GC. Anch'essa profondamente contraria alla idea di gated

communities le definisce severamente come "nuove forme di esclusione e segregazione residenziale esacerbanti scollature sociali già esistenti"301 causate dalle trasformazioni 297 Ivi, p. 154. 298 Ivi, p. 158. 299 Ivi, p. 97. 300

S. Low, Behind the gates: life, security and the pursuit of happiness in fortress America, Routledge, New York, 2004.

301

S. Low, The Edge and the Center: Gated Communities and the Discourse of Urban Fear, American Anthropologist vol. 103, n. 1 pp. 45-58, marzo 2001, American Anthropologist Association.

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economico e politiche che negli ultimi trenta anni hanno cambiato la società nord americana. Secondo l’autrice, le GC non sono la causa del senso di isolamento e sfiducia che coinvolge la società ma contribuiscono ad amplificare questi aspetti riducendo la possibilità di incontro e interazione tra i diversi gruppi sociali e parti dell’ambiente urbano stesso.302

L'aspetto preponderante della sua ricerca è il come, e il se, la paura del crimine e violenza possano influenzare un simile ritiro. Persone che sentendo la mancanza o la perdita del senso del luogo reagiscono proprio allontanandosi verso una comunità artificiale percepita, perché pubblicizzata, proprio come più sicura e ancora di più come "casa".

Il sentimento anti urbano è fatto di paure e sospetto, di separazione di classe e intolleranze, specchio del cambiamento dei valori sociali che accompagna la globalizzazione.

Il boom in espansione di questi stili di vita e abitazione, è stato accompagnato e spinto dalle politiche conservatrici di destra verso un liberismo estremizzato farcito di valori capitalistici che portano ad una polarizzazione dei redditi e alla penalizzazione della classe media.

Il governo negli anni ha aumentato la pressione delle regolamentazioni di ogni aspetto della vita familiare e di quartiere; tutto ciò è stato inteso insieme alla segregazione residenziale, come insieme di sanzioni disciplinari; la ricerca, o meglio la fuga, della classe medio - alta verso una nuova città è vissuta da chi resta nello stesso posto, di solito nel ghetto, come un rinforzo delle sanzioni, afferma l’autrice303.

La Low riporta dati statistici nei quali compare nettamente negli anni ‘94-‘95 un declino per i crimini violenti rispetto agli anni Ottanta di un 12% ma nonostante questo i media hanno alimentato la sensazione di pericolo e criminalità in aumento, a volte manipolando le notizie verso il catastrofico e allarmistico304.

L'autrice nel suo libro si propone di indagare sui motivi che portano ad un ritiro verso comunità artificiali percepite come più sicure e lo fa confrontando due tipologie di GC una in San Antonio, Texas e l'altra in New York.

Una serie di domande e interviste a residenti, agenti immobiliari, venditori, ottenute nel periodo che va dal 1995 al 1998 portano ad un elemento in comune ovverosia la paura dei cambiamenti razziali e della diversità etnica, con la differenza però che nella comunità di San Antonio preponderante é anche la paura dei rapimenti e dei lavoratori illegali provenienti dal vicino confine messicano.

Come dire, ogni zona personalizza la paura con le problematiche sociali più sentite. Per la Low le GC non sono che risposte architettoniche alla paura del crimine ad una nostalgia dei tradizionali modi di vita, una nostalgia dell'infanzia e delle sensazioni di rinforzo positivo che l'infanzia può avere trasmesso, senza tenere conto che la nostalgia comprende solo gli aspetti positivi dei ricordi "aggiustati" dalla mente e filtrati per non trattenere quelli negativi. Dove sono i vantaggi allora se non ci sono prove che le GC aumentino la sicurezza personale e materiale ma tuttavia ce ne sono che aumentino il senso di paura e insicurezza? Indubbiamente la città vicina, la grande città, è percepita e vissuta come minaccia, un possibile concreto pericolo dal quale tenersi lontano il più possibile. Da ogni intervista, fatta in maggioranza a casalinghe, emergono questi tratti distintivi.

302 S. Low, Behind the gates…cit., p. 230. 303

Ivi, p. 19.

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Rilevante è l'esempio riportato da una donna di nome Felicia305, che riferisce che la figlia appena bambina è spaventata dalla povera gente e dai lavoratori immigrati quando li incontra all'esterno della sua GC; in quanto cresciuta non esposta a sufficienza per potersi abituare all’altro così diverso, la bambina si ritrova allarmata dai cambiamenti sociali fin troppo evidenti. Per otto anni Setha Low ha condotto ricerche nelle GC e ne conclude che il loro potere simbolico sta nella occasione e abilità di portare ordine a personali esperienze sociali. Letteralmente: "i simboli architettonici come cancelli e mura forniscono inoltre una

giustificazione per le incoerenze della vita quotidiana"306. Ancora "vivere in una GC

rappresenta una nuova versione del sogno americano della classe media in quanto soffoca e maschera temporaneamente, se non perfino nega e fonde le ansie insite e i valori conflittuali sociali della vita moderna urbana e suburbana"307.

Nonostante le distinte tipologie di GC le motivazioni sono molto simili. In Nord America soprattutto, a differenza degli altri Paesi, la ricerca di controllo e sicurezza, seppur non assoluti, servono ad arginare o esorcizzare le ansie che la vita globalizzata ha regalato. La globalizzazione e la ristrutturazione economica indeboliscono anche i tradizionali servizi che lo Stato offre: scuola e polizia, istituzioni classiche, sono considerate adesso non più funzionanti e ciò crea ulteriori motivi di ansia308. Usare i gates tuttavia è solo una strategia per questa nuova forma di ordine sociale per nascondere e regolare le persone piuttosto che eliminarne i problemi, con le conseguenze di allontanare coloro che sono facoltosi dalle responsabilità che hanno, nonostante il loro censo, verso la società intera, continua l’autrice. Il colore della pelle determina ulteriori ansie sembra infatti che la vicinanza a quartieri neri agita i sonni di residenti bianchi i quali percepiscono che il crimine sia più vicino e probabile. Ecco allora la ricerca del "baccello", il "cul-de-sac"; si riprendono le vecchie residenze per facoltosi dei primi del novecento, si costruiscono delle nuove organizzate con contratti e accordi e si chiamano Home Owner Associations; si dotano di una architettura piacevole alla vista, strade e case che sembrano uscite dalla tradizione della East Coast, servizi comuni, aree verdi, magari qualche infrastruttura divertente e l'affare è fatto per i developers. I servizi sono più efficienti, privati e soprattutto non spartiti con utenti esterni sconosciuti; ogni aspetto della vita domestica è così gestito. L'autrice racconta come la ristrutturazione economica degli anni Settanta abbia cambiato e trasformato le città americane in tre modi principali: i ghetti razziali sono diventati spazi abbandonati, le città periferiche si siano espanse e le abitazioni di lusso con servizi si siano concentrate nel centro città, in grattacieli separati, specchio di una gentrificazione o in periferia, rifugio di una comunità esclusiva309. Negli anni Novanta , ricordiamo, la crisi immobiliare porta lo spettro del deprezzamento della propria abitazione, il fallimento del più grande investimento economico della maggior parte delle famiglie americane, poi successivamente drammaticamente confermato.

La ricerca di una nuova (ma antica) comunità è l'altro aspetto centrale che come un ago della bussola guida nella scelta. Gli elementi proposti nelle GC e fortemente strombazzati da astuti 305 Ivi, p. 9. 306 Ivi, p. 10. 307 Ivi, p. 11. 308 Ivi, p. 17. 309 Ivi, p. 21.

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venditori sono quelli tradizionali che compongono una comunità, ovverosia la condivisione di territorio, valori, strutture, destino.

Purtroppo dalle numerose interviste ai campioni, queste comunità artificiali spesso mancano di unità, condividendo solo gli aspetti fisici del posto, lo stesso indirizzo di abitazione. Il senso di comunità, come spiegato dall'autrice, ha degli attributi ambivalenti310; se da una parte fornisce un sentimento di stabilità e comfort per i residenti, dall'altra, l'aspetto negativo, rinforza la percezione della difesa dagli esterni, coloro che non fanno parte del gruppo, percepiti come possibile minaccia.

Il crescente atteggiamento N.I.M.B.Y. (Not In My Backyard) è proprio una conseguenza del sentimento delle comunità chiuse che sta sfaldando le radici multietniche della nazione. Gli interessi dei residenti si limitano al proprio quartiere, a volte alla propria casa, alienandosi completamente da quelli della società in cui essi sono inseriti.

La maggioranza degli intervistati dall'autrice non sente la propria GC come particolarmente amichevole o addirittura fornitrice di un qualche senso di comunità. La Low definisce pertanto il termine “comunità” come "subdolo”311 che può essere usato per vendere abitazioni, stabilizzarne i prezzi e difendere legami di quartiere come anche per tenere unite delle persone, ma non necessariamente però i cancelli hanno il potere di costituire una comunità; si crea solo una selezione di un certo tipo di persone e di livelli di reddito312. La parola sicurezza è un poliedro, un diamante che per brillare deve avere molte facce. L’autrice chiede ad una collega Psicologa Ambientale di ipotizzare le cause della relazione esistente tra nostalgia, sicurezza e GC. Florence Ladd, guardando le relazioni tra luoghi ed emozioni che essi possono far affiorare, in quanto appunto veicoli di emozioni, risponde all'autrice che inconsciamente ricordiamo i luoghi della nostra infanzia quando diminuisce l'attaccamento alla madre e si formano nuove relazioni con l'ambiente ed oggetti; queste memorie riappaiono nelle nostre case. Traduciamo "Apriamo la finestra sul passato per

perpetuare situazioni dove siamo stati felici da bambini… e le replichiamo per noi stessi e per i nostri figli"313. Le GC, continua Low, sono progettate per ricreare proprio questi scenari dell'infanzia, così da far riaffiorare quel sentimento di sicurezza infantile, e protezione emotiva dato dalla presenza dei genitori.