Un nuovo slancio per la democrazia europea

Nel documento Una tabella di marcia all'altezza di un'unione più ambiziosa (pagine 15-21)

1. La nuova Commissione europea 2019-2024

3.6 Un nuovo slancio per la democrazia europea

La democrazia è un valore fondamentale dell’Unione, insieme ai diritti fondamentali e allo stato di diritto. Per rispondere alle multiple sfide interne ed esterne che la democrazia europea si trova ad affrontare, la Commissione presenterà un piano d'azione per la democrazia europea (European Democracy Action Plan) per contribuire a migliorare la resilienza delle nostre democrazie e affrontare le minacce di interferenze esterne alle elezioni europee. L'obiettivo sarà quello di contrastare la disinformazione e di adeguarsi all'evoluzione delle minacce e delle manipolazioni,

16 nonché di sostenere mezzi di comunicazione liberi e indipendenti. Inoltre, insieme agli altri partner e istituzioni dell'UE, avvierà la Conferenza sul futuro dell'Europa2 coinvolgendo i cittadini, le istituzioni dell'UE, le istituzioni nazionali, regionali e i politici locali in un dibattito.

Nell'ambito del nuovo meccanismo dello Stato di diritto, la Commissione lancerà la sua prima relazione annuale sullo Stato di diritto, che riguarderà tutti gli Stati membri. Ciò introdurrà una nuova strategia per l'attuazione della Carta dei diritti fondamentali, con particolare attenzione alla sensibilizzazione a livello nazionale. In tale contesto, la Commissione presenterà una strategia per la parità di genere per trattare le principali sfide che le donne devono affrontare oggi, tra cui la violenza di genere, l'indipendenza economica e l'accesso al mercato del lavoro. Il nuovo Programma di Lavoro prevede anche la promozione dell’uguaglianza e una migliore inclusione dei Rom e adotterà una strategia dedicata a garantire l'uguaglianza delle persone LGBTI in tutta l'UE.

Particolare attenzione deve essere sempre prestata alla protezione delle persone più vulnerabili:

la Commissione presenterà una strategia per i diritti delle vittime.

Esamineranno anche in che modo le nuove realtà demografiche incidono su tutti gli aspetti della vita: dall'occupazione alla previdenza sociale, alla sanità pubblica, alle finanze pubbliche, alla politica regionale, alla connettività digitale, alle competenze e all'integrazione rispondendo attraverso iniziative di vario tipo.

In conclusione, la nuova Agenda per i consumatori della Commissione allineerà la tutela dei consumatori con l'odierna realtà, in particolare le transazioni transfrontaliere e online. Permetterà quindi ai consumatori di effettuare scelte informate e svolgere un ruolo attivo nelle transizioni ecologiche e digitali.

2 https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_89

4. Il Consiglio regionale e il Programma di lavoro della Commissione europea 2020 Il Consiglio regionale della Lombardia ha effettuato una prima analisi delle prossime iniziative comunitarie sulla base del programma d’intenti della nuova presidente della Commissione, la tedesca Ursula von der Leyen.

In tal senso, sono stati individuati tre macro-temi (ambiente, digitalizzazione e trasporti) che avranno una certa rilevanza non solo per la prossima sessione comunitaria, ma anche nel lungo periodo.

• Per quanto riguarda l’ambiente, Il Programma di intenti della nuova Presidente individua il tema della salvaguardia degli stessi e dello sviluppo sostenibile come prioritario. Il Green Deal europeo presentato dalla Commissione a dicembre si muove infatti in tal senso, ossia come programma di sviluppo finalizzato al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 attraverso un piano di investimenti di mille miliardi di euro nel prossimo decennio. Il Programma rafforza gli obiettivi già stabiliti dalla precedente Commissione nel Piano di transizione verso un’Europa sostenibile entro il 2030, che mirava a dimezzare le emissioni di carbonio dei Paesi UE. Il Green Deal interesserebbe il territorio lombardo in molteplici ambiti, tra cui la tutela della biodiversità e della qualità delle acque, la difesa dal dissesto idrogeologico, il miglioramento della qualità dell’aria, lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare.

• Il tema della digitalizzazione emerge sempre dal Programma di intenti della Presidente, che, in continuità con il Piano coordinato UE sull’intelligenza artificiale, intende completare il mercato unico digitale attraverso proposte legislative sull’intelligenza artificiale, sulle reti 5G e sui servizi digitali, oltre all’aggiornamento del piano d’azione per l’istruzione digitale.

Prendendo in considerazione il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, emergono due proposte di regolamento relative a tale tema: la prima sul Meccanismo per collegare l’Europa, con una dotazione complessiva di 42,3 miliardi di euro, volta all’integrazione dei settori dei trasporti, dell’energia e del digitale; la seconda denominata Europa digitale, con una dotazione pari a 9.2 miliardi di euro, che prevede investimenti nelle infrastrutture digitali strategiche. L’innovazione digitale rappresenta un fattore fondamentale per la competitività e la crescita economica della Regione e possiede risvolti in numerosi ambiti strategici lombardi, quali la sicurezza, l’istruzione, la sanità e le infrastrutture.

• Il tema dei trasporti è infine strettamente connesso ai due punti precedenti. L’obiettivo europeo si prefigge infatti di potenziare il sistema di trasporti e renderlo eco-sostenibile attraverso innovazioni di carattere tecnico e di minor impatto ambientale. Nel già citato Meccanismo per collegare l’Europa la quota più consistente del budget, pari a 30.6 miliardi di euro, verrà destinata al finanziamento di progetti strategici per la mobilità sostenibile. In questo senso, il piano europeo si pone in linea con gli obiettivi di miglioramento infrastrutturale della Regione per il triennio 2020-22 ed in sincronia con diversi progetti già approvati nell’ambito del programma INTERREG tra la Lombardia e la Svizzera.

18 Il 16 gennaio scorso si è tenuta la seduta della Commissione I Programmazione e Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia, a cui hanno presenziato esponenti della Giunta regionale.

In questa occasione è stato presentato il Documento di Indirizzo Strategico (DIS) quale strumento per individuare le priorità strategiche della regione per il periodo 2021-2027.

Il documento parte da un’analisi dell’allocazione dei fondi per la Politica di Coesione 2021-2027, ancora largamente basata sul PIL pro capite ma con l’aggiunta di altri criteri più specifici (disoccupazione giovanile, livello di istruzione, accoglienza ed integrazione dei migranti).

Tali fondi verranno poi convogliati in quelli che l’UE ha definito come Obiettivi di Policy (OP)

La presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione Europea ha proposto una riduzione della cifra per i fondi da destinare a questi obiettivi3, con conseguenze tangibili soprattutto per la PAC (politica agricola comune). Per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi, spetterà agli Stati membri decidere la percentuale da destinare agli Obiettivi. La presidenza finlandese ha comunque avanzato l’ipotesi di regolamentarne l’utilizzo, ed in particolare l’allocazione dei fondi FESR (fondi europei di sviluppo regionale), cioè la parte dei fondi strutturali dedicati in particolare allo

3 La presidenza finlandese ha proposto una cifra pari all’1.07% del PIL, tagliando perciò una quota di circa 50 miliardi rispetto al periodo precedente 2014-2020; la scelta sulla percentuale finale verrà presa verosimilmente nel secondo semestre del 2020, durante il periodo di presidenza tedesca del Consiglio.

sviluppo industriale4. Per le regioni più sviluppate, e quindi anche la Lombardia, si prevede che l’85% dei fondi FESR vengano allocati agli obiettivi OP1 ed OP2, con una quota per l’OP1 di non meno del 60%; da parte finlandese si è proposto di innalzare il livello di spesa per l’OP2, portandolo almeno al 30%.

Per quanto riguarda la Lombardia, i fondi si potrebbero quindi utilizzare in due modi:

• Mantenere una quota complessiva per OP1 ed OP2 pari all’85%, innalzando la quota per OP2 al 30%;

• Diminuire la quota OP1-OP2 al 75%, innalzando però la quota per l’OP2 al 30%.

A seguito di un’analisi5 svolta dalla Giunta regionale nei mesi scorsi, sono state trovate le seguenti priorità per ogni singolo Obiettivo di Policy:

OP1, un’Europa più intelligente:

✓ Incrementare gli investimenti privati in Ricerca & Sviluppo valorizzando la collaborazione tra Università, imprese e centri di ricerca, la proprietà intellettuale, la nascita di start up;

✓ incrementare gli investimenti per l’acquisizione di tecnologie digitali, anche nei settori della distribuzione e dei servizi;

✓ favorire l’utilizzo dei Big Data;

✓ aumentare il valore delle esportazioni con programmi per avviare o potenziare la presenza nei mercati esteri;

✓ ampliare la % di popolazione con istruzione terziaria e la popolazione 25-64 anni in corsi di formazione: percorsi di istruzione e formazione professionale in partnership con le imprese, formazione continua; favorire l’accesso al credito da parte delle PMI;

✓ favorire l’innovazione di prodotto, processo ed organizzativa anche in ottica di l’elaborazione di dati statistici legati ad indicatori di performance.

20

✓ Promuovere un sistema regionale dell’energia basato sull’efficienza e sulla sostenibilità dei consumi attraverso l’efficientamento del patrimonio pubblico, anche residenziale, la riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive;

✓ favorire il trasporto pubblico locale ecosostenibile, la decongestione del traffico nelle aree urbane e l’intermodalità, migliorandone anche la qualità e l’efficienza;

✓ miglioramento della qualità dell’aria con strumenti a favore della lotta all’inquinamento atmosferico e della riduzione delle emissioni inquinanti;

✓ promuovere la protezione del capitale naturale e paesaggistico, migliorare la qualità delle acque di falda e dei suoli, promuovere la difesa del suolo e la mitigazione dei rischi idrogeologici;

✓ adozione di modelli di produzione e consumo sostenibile per la graduale transizione ad una economia a basse emissioni di carbonio (green economy e economia circolare)

OP3, un’Europa più connessa:

✓ Garantire l’estensione della banda larga e ultra-larga al 100% delle aree bianche.

OP4, un’Europa più sociale:

✓ Diminuzione del rischio di dispersione scolastica attraverso la prosecuzione del sostegno ai percorsi di istruzione e formazione professionale e nell’istruzione terziaria (ITS e IFTS);

✓ aumentare l’occupazione femminile con investimenti in educazione e formazione continua, potenziando gli interventi di conciliazione vita lavoro e migliorando i livelli di accesso ai servizi per l’infanzia;

✓ evoluzione del modello di Politiche attive del lavoro, confermando la collaborazione con i centri per l’impiego ed operatori accreditati;

✓ Interventi a sostegno dell’apprendistato; sostegno alle persone fragili e con disabilità a rischio di esclusione sociale per accompagnarle nello studio, nell’accesso al mercato del lavoro, ai servizi di welfare per accrescere le opportunità di partecipazione attiva alla vita sociale ed economica della comunità;

✓ investimenti in formazione continua per riqualificazione e miglioramento delle competenze;

✓ incrementare il sistema dei servizi abitativi accessibili in modo da rispondere alle emergenze abitative che spesso portano le famiglie a rischio di povertà conclamata.

OP5, un’Europa più vicina ai cittadini:

✓ riuso di aree urbane degradate e di edifici inutilizzati, inserendolo nel concetto più ampio di rigenerazione urbana;

✓ attuare interventi volti al recupero sistemico di quartieri di edilizia residenziale pubblica dei centri urbani e delle loro periferie, finalizzati alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, alla promozione della sicurezza e della qualità dell’abitare sociale;

✓ policy mix adeguate alle comunità rurali e montane, volte a rafforzare le condizioni di base per la permanenza dei cittadini sul territorio.

Nel documento Una tabella di marcia all'altezza di un'unione più ambiziosa (pagine 15-21)