Bilancio sociale della cooperativa sociale Arcobaleno Esercizio 2020

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Bilancio sociale della cooperativa sociale Arcobaleno

Esercizio 2020

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Con questa edizione del Bilancio sociale, la cooperativa sociale Arcobaleno si prefigge di comunicare all’esterno in modo sintetico ma efficace, scientifico ma chiaro, i principali esiti dell’attività realizzata nel 2020. Nella scelta di quale documento realizzare e quali dati far emergere, si è deciso di aderire ad un metodo già applicato in altri territori (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto prevalentemente), di uno strumento quindi condiviso con molte altre cooperative sociali, trasparente, validato e comparabile: si tratta del metodo ImpACT per la valutazione dell’impatto sociale realizzato dall’istituto di ricerca Euricse di Trento.

Aderire a questa analisi perché? Innanzitutto, il metodo risponde alla recente Riforma del Terzo settore (L. 106/2016, art.7 comma d) e relativi decreti attuativi che non solo richiedono alle imprese sociali (e quindi alle cooperative sociali) di redigere in modo obbligatorio un proprio bilancio sociale, ma stabilisce anche generici obblighi di trasparenza e informazione verso i terzi, nonché una valutazione dell’impatto sociale prodotto, dove “Per valutazione dell’impatto sociale si intende la valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato” (art.7 comma 3). Il metodo ImpACT incentiva alla progressiva estensione della rendicontazione sociale a dimensioni di impatto sociale, includendo nel Bilancio sociale specifici indicatori quantitativi e qualitativi delle ricadute e dell’impatto generato sul tessuto sociale di riferimento. Un processo articolato, dunque, ma che si vuole condividere nella convinzione che sia utile per fare emergere le specificità della cooperativa sociale con dati ricchi e che identifichino in vario modo le diverse dimensioni dell’azione della cooperativa, quella imprenditoriale e quantitativa e quella sociale e qualitativa, valutate come risultato immediato e di breve nei prodotti e servizi che offriamo e come risultato di lungo periodo nelle varie azioni sociali e politiche a favore del territorio e degli stakeholder.

Il metodo è poi sufficientemente standardizzato, e quindi la presentazione che seguirà rispetta volontariamente struttura, contenuti, ordine di presentazione, modelli grafici proposti dal modello ImpACT. Ciò permette agli interlocutori della cooperativa di disporre di un metodo teorico e visivo per approcciarsi al tema della rendicontazione e valutazione unico per tutte le imprese che seguono la valutazione con ImpACT e in conclusione permette di confrontare dimensioni e risultati raggiunti con ad esempio benchmark di territorio. È in tal senso che il presente bilancio sociale punta a rispettare tutti i principi proposti dalle linee guida nazionali (capitolo 5 delle linee guida per gli enti di Terzo settore): rilevanza delle informazioni fornite, completezza alla luce degli stakeholder con cui l’organizzazione si relaziona, trasparenza, neutralità competenza di periodo (con riferimento prioritario all’esercizio di riferimento, ma anche con alcune analisi di trend o di impatto di medio periodo), comparabilità sia nel tempo che con altre organizzazioni del territorio, chiarezza (pur usando talvolta un linguaggio tecnico), veridicità e verificabilità dati i processi di rilevazione seguiti con il metodo ImpACT, attendibilità, autonomia delle terze parti per le parti di bilancio sociale relative alle percezioni su politiche e azioni. Sotto quest’ultimo profilo, il metodo accoglie l’invito a “favorire processi partecipativi interni ed

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esterni all’ente” poiché proprio nella riflessione sulle politiche organizzative e sulle dimensioni più qualitative il metodo ha richiesto di organizzare un Gruppo di lavoro, nel caso della cooperativa composto da una parte dei membri del CdA e da un gruppo eterogeneo di portatori di interesse della cooperativa, e nello specifico da lavoratori ordinari e volontari. In questo modo, sulla base di chiari indicatori ci si è interrogati sui risultati raggiunti e su eventuali elementi di miglioramento o cambiamento nei processi e negli esiti.

Si osserva ancora, il presente prospetto di bilancio sociale ripercorre inoltre -con alcuni approfondimenti di merito e impostazione resa flessibile secondo quanto consentito dalle stesse Linee guida- la struttura di bilancio sociale ancora prevista dalle Linee guida nazionali, articolando la riflessione su Metodologia adottata, Informazioni generali sull’ente, Struttura di governo e amministrazione, Persone che operano per l’ente, Obiettivi e attività, Situazione economico-finanziaria, Altre informazioni rilevanti. Ogni sezione vuole portare la riflessione non solo sulle ricadute oggettive dell’anno, ma anche su elementi qualitativi del modo in cui la cooperativa ha agito e dei risultati che essa ha raggiunto, cercando di guardare anche agli impatti eterogenei, a ricadute che non vanno intese solo nel breve periodo, nell’anno di riferimento del presente bilancio sociale, ma nel loro valore di cambiamento e di prospettiva di lungo periodo.

È alla luce di tali premesse ed impostazioni, che la cooperativa sociale vuole essere rappresentata e rendicontata alla collettività nelle pagine seguenti.

LA COOPERATIVA E L’EMERGENZA COVID: premessa alla lettura dei dati

Vi è una ulteriore necessaria premessa che in questo bilancio sociale merita un dovuto approfondimento e che dovrà essere tenuta in assoluta considerazione nella lettura dei dati che si presenteranno: la pandemia generata dal Covid e le conseguenti restrizioni ministeriali alla conduzione delle attività economiche e sociali hanno avuto conseguenze rilevanti per qualsiasi organizzazione, su tutto il contesto socio-economico nazionale e la cooperativa sociale Arcobaleno non ne è rimasta indenne. Ad un aumento dei bisogni delle persone sono corrisposte necessarie flessioni delle azioni e delle produzioni e nella presente introduzione si vogliono illustrare sinteticamente le principali ricadute sulla cooperativa e le modalità in cui essa si è trovata ad affrontare la crisi.

Nello specifico nel 2020 si è registrata la sospensione delle attività per 3 settimane, la cooperativa si è trovata a dover gestire le proprie attività con modalità significativamente diverse da prima, nel rispetto dei provvedimenti e dell’emergenza sanitaria, per 24 settimane. La cooperativa sociale ha registrato per tali ragione una flessione -rispetto agli anni precedenti, che si possono considerare a regime ordinario- di circa il 32% dei propri utenti. La riduzione dei servizi della cooperativa ha colpito in particolare al 5% giovani 18- 24 anni e 95% adulti 24-65 anni. La riduzione dei servizi della cooperativa ha colpito al 100% persone con disabilità.

Dal punto di vista economico, tale situazione ha avuto le ricadute di cui si illustrerà nella relativa sezione sullo stato economico-finanziario della cooperativa (con una variazione negativa in sintesi del -15.94% del valore della produzione tra 2019 e 2020). Rispetto ai rapporti in essere con le pubbliche amministrazioni, non vi sono stati particolari ricadute sui tempi dell’esecuzione, ma l’ente pubblico ha garantito la copertura continua delle attività (almeno a costo parziale).

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Di fronte alla situazione emergenziale e alle concepite ricadute sui servizi, la cooperativa non è rimasta inerme, ma ha cercato di attivare almeno alcuni provvedimenti e previsto nel tempo riadattamenti: ha cambiato le modalità operative con cui realizzare servizi/beni su cui era già attiva, si è rivolta con nuovi servizi alle categorie di beneficiari cui già rivolgeva la sua azione e si è sperimentata in settori e servizi del tutto nuovi.

Pur con le seguenti premesse sull’andamento eccezionale dell’annualità, il bilancio sociale illustrerà fedelmente i risultati raggiunti dalla cooperativa sociale Arcobaleno nel corso dell’anno di riferimento.

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Il presente bilancio sociale rendiconta le attività svolte dalla cooperativa sociale Arcobaleno, codice fiscale 01569990136, che ha la sua sede legale all’indirizzo Via Promessi Sposi 129, Valmadrera.

La cooperativa sociale Arcobaleno nasce nel 1985 e per comprendere il suo percorso iniziamo leggendo la sua storia. La cooperativa viene inizialmente fondata nel 1980, su iniziativa dell’Associazione Genitori ed Amici degli Handicappati (AGAH) è stato costituito un Centro ricreativo per soggetti disabili. Nel 1985, al fine di dare veste giuridica sia alla gestione del Centro, che in quell’anno era passato da Centro ricreativo a Centro Socio Educativo (CSE), che alla gestione di altri Servizi Sociali, è stata costituita la Cooperativa Arcobaleno, i cui soci sono stati inizialmente i membri della Giunta comunale e membri dell’Associazione Genitori ed Amici degli Handicappati di Valmadrera. La sede si trova in una struttura Comunale, attuale sede del Centro Diurno Disabili, ultimata proprio in quell’anno anche con il concorso di molto volontariato esterno. Nel 1988 la struttura è stata completata con la costruzione di un secondo lotto che ha aggiunto all’ampio laboratorio e relativi servizi: una moderna cucina, un soggiorno con sala da pranzo, una palestra, una sala medica, un ufficio amministrativo e vari servizi igienici al piano terra; un garage, la lavanderia, la dispensa ed altri servizi al piano interrato; un ampio appartamento ed altri locali al primo piano. Nel 1985 sino a dicembre 2004 la cooperativa Arcobaleno ha continuato la gestione del Centro Socio Educativo, prima in convenzione poi tramite concorsi/appalto, banditi dall’Amministrazione Comunale di Valmadrera un contratto pluriennale per l’affitto dello stabile. Il Centro Socio Educativo è diventato Centro Diurno Disabili (CDD) e la Cooperativa ha ottenuto anche per questa UdO l’autorizzazione al funzionamento e l’accreditamento presso Regione Lombardia. In seguito all’approvazione del nuovo statuto, ha cambiato la sua denominazione e la sua ragione sociale da “Cooperativa Arcobaleno” cooperativa sociale arl Onlus a Arcobaleno Cooperativa Sociale Onlus. Ha ottenuto da Cisq Cert e da IQ-Net, con il

“multisite” del Consorzio Consolida, la certificazione di Qualità ISO 9001:2000 per la gestione di Centri Diurni per persone con Disabilità. La certificazione di qualità è sempre stata confermata nel corso degli anni passando da ISO 9001:2008 a ISO 9001:2015. Nel febbraio 2012, quando l’ente certificatore è diventato RINA, la cooperative ha deciso di certificarsi in proprio uscendo dal “multisite” del Consorzio Consolida“. Nel 2007 ha assunto la gestione del 1° lotto della struttura di”Oltre Noi" realizzata dall’Associazione Genitori ed Amici degli Handicappati. Nel 2016 è stata ultimata la costruzione del 2° lotto della struttura, di cui la Cooperativa Arcobaleno è proprietaria di circa un terzo avendo contribuito alla sua realizzazione con un consistente finanziamento. In previsione delle difficoltà, da parte della Cooperativa, legate ad una gestione della nuova struttura capace di sfruttarne completamente le potenzialità e di renderla economicamente conveniente, la Cooperativa e l’Associazione Genitori, in pieno accordo, hanno ritenuto opportuno interpellare già nel 2015 la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone che gestiva già, e gestisce tutt’ora, diverse UdO, quali RSA, RSD e CDD sia nel milanese che nel lecchese ed in quest’ultimo territorio è anche molto radicata, proponendole sia la

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gestione del secondo lotto che quella del primo. La Fondazione aveva accettato e in seguito a ciò la cooperativa ha cessato la gestione del 1° lotto nell’ottobre del 2016. Nel marzo 2017 è stato formalizzato l’accordo con la Fondazione Sacra Famiglia che prevedeva l’uso per la stessa del primo e del secondo lotto in comodato d’uso gratuito.

Successivamente è stato concesso alla Sacra Famiglia di sub-comodare ad uso gratuito per circa due anni parte della struttura al Consorzio Consolida. Dal 2007 la cooperativa ha svolto, per conto del Consorzio Consolida, alcuni servizi di assistenza educativa scolastica (AES) e di assistenza domiciliare minori (ADM) che il consorzio ha avuto in appalto all’interno della co-progettazione con diversi comuni del territorio lecchese. Nel 2019 la cooperativa ha svolto gli stessi servizi per conto del Consorzio Consolida, socio dell’Impresa Sociale Girasole, la quale è diventata titolare della co-progettazione. Svolge anche azioni di sollievo famigliare in convenzione con l’ATS (Agenzia di Tutela della Salute). Nello stesso anno sono terminati i lavori di adeguamento della struttura del Centro alla normativa antincendio. Era rimasto aperto il problema della sostituzione dei serramenti del Centro, oramai vetusti, che il Sindaco del Comune di Valmadrera, aveva promesso si far realizzare a breve. Tenendo fede alla promessa fatta, nell’autunno 2020 è stata indetta la relativa gara di appalto. I lavori, iniziati nel febbraio 2021 sono stati ultimati nel mese di aprile. All’inizio di marzo 2020, a causa della pandemia di Covid-19, il Centro è stato chiuso e sono stati sospesi tutti gli altri servizi. Sono stati mantenuti i contatti con le famiglie degli utenti tramite interventi da remoto. Dalla metà di aprile sono iniziate le (DAD) Didattiche a Distanza per gli educatori scolastici, sono ripresi i servizi domiciliari, da giugno sono iniziati i domiciliari-uscite sul territorio per utenti del Cdd dei comuni di Valmadrera, Malgrate, Civate, Oggiono e Annone Brianza e dal 16 luglio è stato riaperto il Cdd con orario part-time con la sola interruzione di una settimana per ferie durante il mese di agosto. Gli utenti sono stati suddivisi in due gruppi, a seconda della loro capacità di portare o meno la mascherina, ubicati in due aree ben distinte della struttura, che si alternavano uno al mattino e uno al pomeriggio o viceversa. Dal primo settembre l’apertura è passata tempo pieno mantenendo la distinzione delle due aree e con orari di entrata e di uscita differenziati. Per alcuni utenti è stato mantenuto il servizio domiciliare.

Questa è ancora la situazione al 30 aprile 2021. Stiamo ultimando il secondo ciclo vaccinale per tutti gli operatori e utenti. Speriamo che questo contesto di emergenza covid migliori al punto tale da poter ritornare gradualmente alla normalità.

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Quale cooperativa sociale di tipo A, essa ha lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la produzione di prestazioni socio-sanitarie. La cooperativa sociale nello specifico si occupa principalmente della gestione di un Centro Diurno per Disabili, assistenza educativa scolastica per minori disabili, assistenza domiciliare e trasporto sociale.

Gli illustrati servizi corrispondono fedelmente alle attività previste statutariamente, considerando infatti che lo Statuto prevede testualmente che la cooperativa sociale si occupi in via prioritaria, ma non esclusiva, della risposta ai bisogni di persone disabili e con ritardi apprendimento. In relazione a ciò la Cooperativa può gestire stabilmente o temporaneamente, in conto proprio o per conto terzi: attività di riabilitazione; centri diurni e residenziali di accoglienza, cura e socializzazione; servizi domiciliari di assistenza, sostegno e riabilitazione effettuati tanto presso la famiglia, quanto presso la scuola o altre strutture di accoglienza; attività di formazione, assistenza e consulenza, anche attraverso l’organizzazione di appositi laboratori. Potrà inoltre compiere: azioni si sensibilizzazione ed animazione della comunità locale entro cui opera al fine di renderla più consapevole e disponibile all’attenzione ed all’accoglienza delle persone in stato di bisogno; azioni di promozione all’impego delle istituzioni a favore di persone svantaggiate e dell’affermazione dei loro diritti. La Cooperativa si ispira alla visione cristiana della vita e della persona valorizzando gli apporti di tutte le persone di buona volontà. Nei limiti e secondo le modalità previste dalle vigenti norme di legge la Cooperativa potrà svolgere qualunque altra attività connessa o affine agli scopi sopra elencati, nonché potrà compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni di natura immobiliare, mobiliare, commerciale, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali o comunque, sia direttamente che indirettamente, attinenti ai medesimi, compresa l’istituzione, costruzione, acquisto di magazzini, attrezzature ed impianti atti al raggiungimento degli scopi sociali. Essa può altresì assumere, in via non prevalente, interessenze e partecipazioni, sotto qualsiasi forma, in imprese, specie se svolgono attività analoghe e comunque accessorie all’attività sociale.

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Ulteriormente, si vuole osservare come le attività ed i servizi promossi rispondano più in generale alla mission che la cooperativa si è data e che rappresenta il carattere identitario della cooperativa. La Cooperativa si prende cura, secondo un orientamento antropologico cristiano, di persone giovani, adulte anziane con disabilità psico-fisica e/o non autosufficienti, grazie a Servizi, prestazioni, interventi impostati sulle “buone prassi”

orientati alla Qualità (Quality Oriented), nel rispetto della dignità umana, della caratteristica individuale e dell’iter evolutivo di ciascuno. Il fulcro è costituito dalla convinzione radicata che l’unicità della persona, pur nelle difficoltà, ha in sé possibilità illimitate, costituite a volte anche solo da sfumature, che caratterizzano l’essere e l’agire di ciascuno. Tale convincimento abile, in diritto di stare bene con sé stesso e con gli altri.

Lo scambio interattivo fa sì che si sia sempre alla ricerca di:

- punti di forza, da implementare continuamente;

- punti di debolezza da riconoscere e gradualmente trasformare;

- peculiarità soggettive e capacità distintive, da incrementare progressivamente.

In sintesi, ci sembra di poter affermare che la mission della cooperativa sociale ponga al centro dell’azione parole chiave come: integrazione e giustizia sociale, occupazione e tutela dei lavoratori, partecipazione civile della comunità, rete locale, impatto sociale e conoscenza e condivisione.

Necessaria ulteriore premessa, nella lettura dei servizi e dei risultati raggiunti che seguirà, una breve presentazione del contesto territoriale in cui la cooperativa sociale opera, così da comprenderne meglio le specificità e il ruolo che all’interno dello stesso la cooperativa sociale oggi riveste. Come premesso, la cooperativa sociale Arcobaleno ha la sua sede legale all’indirizzo Via Promessi Sposi 129, Valmadrera. Il territorio di riferimento è quindi intercettabile prevalentemente nel Comune in cui la cooperativa ha la sede principale.

Guardando invece alle caratteristiche di questo territorio dal punto di vista dell’offerta, è possibile affermare che la cooperativa sociale Arcobaleno svolge la sua azione in aree

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caratterizzate dalla presenza di altri operatori offerenti servizi simili per oggetto dell’attività di natura pubblica e di natura privata, e dove comunque la cooperativa si distingue per l’offerta di servizi con caratteristiche tecniche ed operative complementari a quanto offerto dagli altri operatori.

Infine, con la volontà di interpretare i risultati raggiunti in questo esercizio in modo comparato ed allineato agli obiettivi strategici della cooperativa, si consideri che in questi ultimi anni la cooperativa sociale si è posta questi prioritari obiettivi:

1) Incrementare la comunicazione e la condivisione delle linee di intervento e delle modalità operative in atto con gli Operatori, con i Volontari, con i Parenti/Tutori degli Ospiti dei servizi, con le Agenzie Educative, con altre Cooperative, con gli Enti e le Associazioni interessate e/o coinvolte.

2) Promuovere continuamente la conoscenza e il rispetto della Legislazione, degli Ordinamenti e della Normativa vigente, in particolare di quella relativa ai servizi alla persona. Per tale motivo ci si attiva affinché tutti gli Operatori, (Dirigenti, Liberi Professionisti, Infermiera Professionale, Educatori, A.S.A, O.S.S., Ausiliari e Volontari e altre figure) che prestano la loro opera presso la Cooperativa:

- rispettino il segreto professionale, (conformemente al D. Lgs 196/03 ); Progetto Sicurezza Dati Personali, SDP.

- rispettino le norme sulla sicurezza, (conformemente al D. Lgs. 81/08 e successivi);

Progetto Sicurezza Ambiente Persone, SAP.

- rispettino le norme igieniche. (conformemente al D. Lgs 155/97 e successivi). Prassi Igienica.

3) Potenziare / implementare continuamente i servizi già in atto, attraverso una progettualità continua e mirata, favorendo l’apertura e la messa in atto di nuovi servizi e/o Progetti.

4) Promuovere / potenziare lo sviluppo soggettivo, il perseguimento del sempre migliore grado di ben-essere e di soddisfazione degli Ospiti, relativo ad ogni servizio/progetto offerto, e l’integrazione sociale in collaborazione con le Famiglie e/o i Tutori, con le Associazioni e con gli Enti interessati.

5) Favorire il miglioramento continuo delle competenze professionali, attraverso la valorizzazione delle motivazioni personali e delle competenze distintive, l’auto valutazione e la rilevazione sistematica della Qualità del servizio svolto da ogni Operatore.

6) Valutare periodicamente l’efficacia e l’efficienza dei servizi erogati con i Parenti/Tutori degli Ospiti, con gli Operatori, con i Volontari e con gli Enti di controllo e di vigilanza al fine di migliorare continuamente la Qualità dei servizi offerti.

7) Implementare l’acquisizione di Cultura della Qualità da parte degli Operatori, degli Ospiti, dei Parenti/Tutori, dei i Volontari e sul territorio.

8) Facilitare la produzione di Innovazione – Cambiamento – Qualità continua.

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La seconda dimensione secondo la quale la cooperativa sociale Arcobaleno può essere raccontata ed analizzata è quella della governance. Gli organi decisionali si presentano in una cooperativa sociale alquanto peculiari e centrali per comprendere la socialità dell’azione, i livelli di partecipazione e rappresentanza di interesse, nonché la capacità di presentarsi come organizzazione di persone e non di capitali. In primo luogo, è utile quindi capire quali sono gli organi della cooperativa e le loro principali funzioni, descrivendo a brevi tratti le politiche distintive rispetto agli organi di governo e agli organi decisionali della cooperativa.

Il Consiglio di Amministrazione ha conferito al Presidente/Legale Rappresentante i pieni poteri decisionali per la sua durata in carica per il triennio 2020-2022.

Entrando ora nel dettaglio della struttura di governo, attenzione prima deve essere data alla base sociale della cooperativa. Essa è rappresentativa della democraticità dell’azione e la capacità di coinvolgimento e inclusione -parole chiave per un’impresa sociale-. Al 31 dicembre 2020, la cooperativa sociale includeva nella sua base sociale complessivamente 43 soci, di cui 18 volontari, 14 utenti o loro famigliari e 11 lavoratori. I valori assoluti presentati forniscono alcuni elementi di valutazione rispetto alle scelte di governance della cooperativa sociale. Innanzitutto, la presenza di soci lavoratori è espressione della centralità del lavoratore nelle scelte organizzative anche considerando che lo stesso influenza e osserva la qualità del servizio ed il suo coinvolgimento quindi risulta un obiettivo della cooperativa; più in particolare, poi, il 52.38% dei lavoratori ordinari con posizione stabile in cooperativa è socio e ciò indica una ricerca nella cooperativa sociale di metodi formali di coinvolgimento dei lavoratori. È vero comunque che l’attenzione a coinvolgere i lavoratori va comunque letta anche oltre al dato della loro rispettiva inclusione nella base sociale e la cooperativa si sente di poter affermare che le sue politiche organizzative puntano in modo elevato al coinvolgimento dei lavoratori nel processo decisionale e nelle scelte strategiche.

Data la natura di cooperativa sociale di tipo A, può rappresentare elemento di democraticità e attenzione al coinvolgimento anche la presenza nella base sociale di beneficiari delle attività: la cooperativa sociale presenta in proposito tra i propri soci 14 utenti o loro famigliari, proprio ad indicare una certa volontà di far partecipare i beneficiari dei servizi al processo decisionale e aumentarne il coinvolgimento. Dato ulteriore è quello del possibile coinvolgimento nel governo della cooperativa anche di persone giuridiche: la cooperativa sociale non conta tra i propri soci nessuna organizzazione di qualsiasi forma giuridica e ciò indica quindi l’assenza di rapporti istituzionalizzati con gli attori economici e sociali del territorio, pur praticando politiche diverse di cui si tratterà parlando di reti. Infine, nonostante sia prevista per legge anche la possibilità per le cooperative sociali di avere soci sovventori, tale categoria non è contemplata nella cooperativa sociale. In sintesi, data la struttura descritta, è possibile affermare che la cooperativa sociale Arcobaleno si è dotata di una base sociale multistakeholder, cercando di promuovere il coinvolgimento e l’inclusione nelle proprie

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strutture di governo democratico di portatori di interessi diversi e di esponenti diversi della collettività e del territorio.

Leggendo invece i dati sulla composizione del Consiglio di amministrazione si possono avanzare valutazioni sul coinvolgimento al più alto livello nel processo decisionale delle categorie di soci e di stakeholder appena descritte. Il Consiglio di amministrazione della cooperativa sociale Arcobaleno risulta composto da 9 consiglieri: Battista Canali (data prima nomina 22/04/2002); Riccardo Valsecchi (data prima nomina 27/04/2005); Ernesto Dell’Oro (data prima nomina 20/12/1985); Alberto Vassena (data prima nomina 27/04/2005); Valentina Galimberti (data prima nomina 20/04/2017); Giorgia Incastrini (data prima nomina 24/04/2017); Elisabetta Lenti (data prima nomina 17/11/1993); Enzo Negri (data prima nomina 20/04/2017); Nazzarena Lugli (data prima nomina 24/07/2020).

Si tratta nello specifico di 4 lavoratori, 2 utenti o loro famigliari e 3 volontari. Particolare attenzione vuole essere rivolta alla presenza nel CdA di rappresentanti degli utenti, scelta organizzativa che permette di sostenere anche attraverso questa assegnazione di responsabilità e ruolo in cooperativa l’inclusione e l’attivazione di utenti e famigliari nei servizi; e di volontari, che possono essere considerati come gli esponenti più diretti della comunità e i portatori di interessi e visioni anche esterne. Questa situazione sembra sostenere una certa attenzione riposta dalla cooperativa sociale alla promozione di un reale coinvolgimento dei vari portatori di interesse e di una reale multi-governance.

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La ricerca di una certa democraticità e socialità del processo decisionale può essere osservata anche in altri indici che caratterizzano la governance di una cooperativa sociale. Innanzitutto il CdA vede la presenza di donne. Accanto a queste riflessioni, ci sono altre considerazioni di cui tenere conto. I soci della cooperativa si dividono in tre categorie: soci prestatori d’opera, soci fruitori e soci volontari. Ad ogni socio spetta il diritto di acquisto di una sola azione che vanno ha formare il capitale sociale. L’ammissione del socio avviene a seguito di domanda presentata la Consiglio di Amministrazione e approvata dallo stesso. L’esclusione avviene per decesso del socio.

Le politiche attivate nei confronti dei soci hanno avuto alcuni esiti oggettivi. Il primo di questi riguarda il turn over della base sociale: se all’atto della fondazione la cooperativa sociale contava sulla presenza di 21 soci, come anticipato essi sono oggi 43. Rispetto l’ultimo anno, l’andamento è di sostanziale stabilità: nel 2020 non si sono registrati ingressi o uscite dalla base sociale. Questi andamenti spiegano l’eterogenea composizione della base sociale per anzianità di appartenenza: un 16% di soci è presente in cooperativa sociale da meno di 5 anni rispetto a un 74% di soci presenti da più di 15 anni. Guardando poi ai livelli della partecipazione sociale, si osserva che nel 2020 Arcobaleno ha organizzato 1 assemblea ordinaria. Il tasso di partecipazione alle assemblee nella cooperativa nel 2020 è stato complessivamente del 50% per l’assemblea di approvazione del bilancio, di cui il 32% rappresentato per delega, contro una partecipazione media alle assemblee dell’ultimo triennio del 33% e si tratta di una partecipazione quindi complessivamente bassa e tale dato fa emergere qualche riflessione all’interno della cooperativa poiché si presenta abbastanza basso rispetto alle attese e potrebbe far sottendere qualche problema di demotivazione tra i soci.

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Due valori economici vogliono infine descrivere le politiche di governance e di democraticità degli interessi della cooperativa: da un lato, la cooperativa sociale non prevede per nessuna carica (amministratori, revisori, presidente) compensi economici al di là di quanto eventualmente già goduto dalle persone nell’ambito di diversi loro ruoli all’interno della cooperativa. Dall’altra, gli utili conseguiti nel 2020 (ultimo anno disponibile rispetto all’assegnazione di utili da assemblea di bilancio) sono stati completamente accantonati a riserve con l’obiettivo di generare valore per la cooperativa e pensare alla sua crescita, anche in ottica generazionale e di beneficio alla collettività.

A conclusione della riflessione sulla democraticità e rappresentanza di interessi della cooperativa sociale, si deve comunque considerare che, nonostante la centralità del socio e degli organi di governo nel processo decisionale, la cooperativa agisce con una chiara identificazione di quelli che sono gli interessi tutti dei diversi soggetti che si relazionano con la cooperativa, dei suoi stakeholder. Il grafico seguente vuole illustrare il peso relativo sulle scelte organizzative esercitato dai principali gruppi di portatori di interesse.

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Settori ad alta intensità di capitale umano. Così sono definite tecnicamente le imprese che vedono generato il proprio valore aggiunto soprattutto grazie al lavoro. E sotto questo profilo le cooperative sociali sono tra le tipologie organizzative in cui il lavoratore è di certo la risorsa prima per la realizzazione delle attività, e di attività di qualità. Ma non si tratta solo di avere il lavoratore al centro della produzione; per natura una cooperativa sociale guarda al lavoratore come persona, con i suoi bisogni e con necessità di coinvolgimento. Presentare in questa sezione i dati relativi ai lavoratori della cooperativa sociale Arcobaleno significa quindi interpretare questi stessi dati con una duplice valenza:

quella delle importanti risorse umane che permettono la realizzazione dei servizi e ne influenzano –grazie ad impegno e professionalità- la qualità, e quella dell’impatto occupazionale che la cooperativa genera non solo in termini numerici, ma anche puntando sulla qualità dei rapporti di lavoro.

Per comprendere la strutturazione della cooperativa, è utile descrivere in termini sintetici l’organizzazione delle persone che vi operano. Nella scelta dei componenti del Consiglio di Amministrazione si è sempre cercato di fare in modo che le tre categorie di soci:

volontari, fruitori, prestatori d’opera fossero equamente rappresentati..

Fotografando ora dettagliatamente i lavoratori dipendenti ordinari della cooperativa sociale, si osserva che al 31/12/2020 erano presenti con contratto di dipendenza 23 lavoratori, di cui il 91.3% presenta un contratto a tempo indeterminato, contro l’8.7% di lavoratori a tempo determinato. Arcobaleno è quindi una media cooperativa sociale – stando alle definizioni e allo scenario nazionale- e ciò influenza ovviamente l’impatto occupazionale generato nel territorio. Alcuni dati vanno comunque letti congiuntamente a questo valore. E in primo luogo, va considerato che le ore complessivamente retribuite dalla cooperativa sociale a lavoratori dipendenti sono state nel 2020 pari a 20.474,4.

Approfondendo la dimensione del lavoro dipendente, che può essere letto come la reale ricaduta occupazionale di lungo periodo, vi è da considerare che la cooperativa sociale ha registrato un certo flusso di lavoratori dipendenti durante il 2020: nell’arco dell’anno essa ha visto l’ingresso di 2 nuovi dipendenti rispetto all’uscita di 2 lavoratori, registrando così una variazione comunque pari a zero.

In secondo luogo, la cooperativa sociale ha generato occupazione prevalentemente a favore del territorio in cui essa ha sede: il 40% dei lavoratori risiede nella stessa provincia mentre la percentuale di coloro che risiedono nello stesso comune in cui ha sede la cooperativa sociale è del 60%. Questi dati hanno un importante impatto anche dal punto di vista ambientale, considerando che la vicinanza riduce gli spostamenti dei dipendenti e per il benessere dei lavoratori, considerando la riduzione dello stress e del costo monetario del recarsi nel luogo di lavoro: nello specifico va considerato che il 60% risiede nel comune in cui lavora usualmente e 40% risiede a meno di 25 chilometri dal suo usuale luogo di lavoro.

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L’impatto occupazionale può essere poi analizzato anche in termini di qualità del lavoro offerto, guardando ad alcuni parametri adottati per definire il buon lavoro. Un primo indice da considerare riguarda la stabilità occupazionale, quindi la tipologia di contratto applicata ai lavoratori. Oltre ai dati già presentati sui lavoratori dipendenti, si osserva come la cooperativa sociale Arcobaleno, nel corso del 2020, abbia fatto ricorso anche a 4 professionisti titolari di partita IVA. Tali numeri spiegano meglio la strutturazione del proprio organico nel suo complesso e portano ad affermare che mediamente nell’anno il peso del lavoro dipendente (calcolato a testa e non ad orario) sul totale è stato pari all’86.2%. Queste politiche occupazionali hanno inciso su due aspetti: da una parte, la fotografia dei lavoratori dipendenti illustra come il 69.57% degli stessi lavori in cooperativa da più di 5 anni, 2 lavoratori addirittura da oltre 20 anni, dall’altra di conseguenza i flussi possono essere letti anche negli andamenti pluriennali della cooperativa sociale, come il grafico sottostante mostra.

Per quanto riguarda la flessibilità temporale, nella cooperativa sociale il 52.17% dei lavoratori è assunto con contratto a full-time, rispetto alla presenza di solo 11 lavoratori con una posizione a part-time. Va in particolare considerato che vi è una distinzione tra i lavoratori con occupazione part-time scelta volontariamente per raggiungere una maggiore conciliabilità famiglia-lavoro e part-time stabilito dalla cooperativa sociale per motivi organizzativi: nella cooperativa sociale, a fine 2020 la percentuale di part-time scelto dai lavoratori sul totale delle posizioni part-time presenti è del 36.36%, 3 lavoratori hanno accettato la proposta di contratto part time da parte della cooperativa e infine, i lavoratori dei part-time imposti dalla cooperativa per necessità organizzative risultano essere 4. Inoltre, complessivamente la cooperativa sociale è riuscita a soddisfare il 100% di richieste di part-time pervenute dai propri dipendenti.

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La classificazione per ruoli che i lavoratori ricoprono all’interno della cooperativa sociale può inoltre fornire informazioni tanto sulla eterogeneità di profili richiesti ed offerti quanto sulla conseguente qualità e professionalizzazione nell’offerta dei servizi. Così la cooperativa sociale vede la presenza di 6 educatori con titolo, 4 OSS, 4 altri educatori, 3 assistenti alla persona, 2 altro ruolo, 1 operaio semplice, 1 professionista sanitario, 1 coordinatore e 1 impiegato.

Accanto al lavoro ordinario sin qui descritto, si vuole osservare come la cooperativa sia anche coinvolta in azioni di offerta di occasioni di impiego per fasce deboli ovvero per le cosiddette nuove categorie di soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro. Durante l’anno 2020 la cooperativa sociale Arcobaleno ha coinvolto in tali progettualità complessivamente 1 lavoratore classificabile secondo la nuova normativa del Terzo settore come persona debole ovvero 1 persona con precedente disoccupazione di almeno 6 mesi.

Altro tema che permette di riflettere sulle politiche attivate dalla cooperativa nei confronti dei suoi lavoratori ordinari è l’equità dei processi e delle politiche praticate. Alcuni dati ed indici permettono di rendere trasparenti i processi attivati. Nella cooperativa sociale Arcobaleno il 13% dei ruoli di responsabilità è coperto da donne. Un altro elemento che indica il livello di equità o trattamento differenziato applicato è sicuramente il livello salariale riconosciuto ai vari ruoli dei propri dipendenti. Una necessaria premessa all’analisi salariale è data dal fatto che la cooperativa sociale applica ai propri lavoratori il contratto collettivo delle cooperative sociali. La seguente tabella riassume le retribuzioni lorde annue, minime e massime, per ogni inquadramento contrattuale presente in cooperativa.

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Inquadramento contrattuale Minimo Massimo Coordinatore/responsabile/professionista

(es.CCNL coop sociali livelli C3, D3, E1, E2)

23.940 Euro 23.940 Euro

Lavoratore qualificato o specializzato (es.CCNL coop sociali livelli B, C1, C2, D1, D2)

14.540 Euro 18.290 Euro

Oltre allo stipendio base descritto, ai lavoratori sono riconosciuti altri incentivi o servizi integrativi, quali premi e riconoscimenti di produzione, fringe benefit come i buoni mensa o il telefonino aziendale, convenzioni per consulenza legale o fiscale e anticipi eccezionali su TFR.

La cooperativa sociale Arcobaleno è inoltre attenta ai propri lavoratori anche per quanto attiene la formazione: la cooperativa infatti realizza una formazione che crei per la cooperativa specifiche figure professionali, la formazione obbligatoria prevista per il settore, una formazione strutturata per tutti o la maggior parte dei suoi lavoratori e una formazione basata prevalentemente su corsi di aggiornamento su temi ad hoc. Rispetto alle attività formative, il numero di lavoratori che vi hanno partecipato nell’ultimo anno è pari a 22, per complessive 352 ore di formazione.

Accanto a tali elementi più aziendalistici e di natura monetaria diretta ed indiretta, non va di certo sottovalutata la sfera del coinvolgimento dei lavoratori. Tale aspetto può essere indicizzato in primo luogo guardando alle politiche di partecipazione dei lavoratori alla base sociale, e per quanto riguarda la cooperativa sociale sono 11 (equivalenti al 52.38% dei dipendenti a tempo indeterminato) i lavoratori che sono anche soci di Arcobaleno. Il coinvolgimento e il riconoscimento verso i lavoratori sono tuttavia attivabili anche attraverso altre politiche e strategie: la cooperativa sociale persegue alcune di queste politiche, promuovendo in particolare il coinvolgimento nel processo decisionale e nella pianificazione delle attività dell’organizzazione, la rappresentanza e la raccolta di idee attraverso gruppi o esponenti, momenti di incontro e confronto formali, la promozione dell’ascolto e della comunicazione più informali o non programmati, il controllo dello stress e l’investimento nel benessere dei lavoratori e accorgimenti e decisioni che tutelino e supportino le pari opportunità, siano esse di genere, di credo religioso, di provenienza.

Per quanto riguarda più nel dettaglio le dinamiche di benessere, di sicurezza e di stress dei lavoratori e quindi le dinamiche positive e negative nell’ambiente di lavoro, si vuole a conclusione sottolineare che la cooperativa sociale Arcobaleno crede sia importante tenere controllati la soddisfazione dei propri lavoratori, per cui fa monitoraggio del loro benessere in modo formalizzato e periodico a tutti i lavoratori, nell’anno 2020 la cooperativa non si è trovata ad affrontare contenziosi.

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Queste caratteristiche del rapporto di lavoro e delle politiche del lavoro promosse hanno avuto come ricaduta l’impegno dei suoi lavoratori e un attivo coinvolgimento. Un indicatore ci sembra esplicativo di questa situazione, benché non possa dare dimostrazione della qualità dell’impegno: i soci lavoratori della cooperativa sociale Arcobaleno hanno donato ore del proprio lavoro alla cooperativa, nel senso che hanno svolto attività lavorativa volontariamente oltre l’orario di lavoro e senza che questa venisse poi retribuita o recuperata, e complessivamente la cooperativa sociale ha - secondo una stima- beneficiato nel corso del 2020 di 300 ore di lavoro donato prestate dai propri lavoratori.

Accanto alla descritta presenza di lavoratori dipendenti e professionisti e collaboratori, si osserva che nel 2020 hanno operato per la cooperativa anche altre categorie di personale. Una attenzione specifica la meritano quelle prassi organizzative che si inseriscono indirettamente in elementi di prima generazione di impatto per le politiche del lavoro a favore dei soggetti deboli sul mercato del lavoro: nello specifico nel 2020 la cooperativa ha ospitato 1 tirocinio e 3 persone in LPU.

Importante risorsa per gli enti di Terzo settore è rappresentata dal volontariato o da quelle azioni strettamente correlate alla prestazione gratuita di tempo lavoro da parte dei cittadini. Il volontariato svolto all’interno della cooperativa sociale Arcobaleno costituisce un’importante risorsa a disposizione dell’organizzazione e può essere inoltre interpretato

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proprio come un indicatore indiretto del rapporto con la comunità: attraverso lo sviluppo di una rete di conoscenza reciproca, di relazioni e di fiducia con singole persone o con altre organizzazioni nel territorio, si riescono a diffondere valori e a motivare quindi le persone a donare alla cooperativa innanzitutto in termini di ore di lavoro volontario. La cooperativa sociale ha visto coinvolti in attività di volontariato nell’anno 2020 ben 25 volontari, di cui 5 soci della cooperativa, 5 volontari esterni e 15 volontari afferenti ad associazioni. Di essi, 8 sono uomini e 17 sono donne, mentre guardando alle fasce d’età si contano 4 tra 51 ed i 60 anni e 21 over 60 (dai 61 anni). La presenza di volontari, va poi sottolineato, risulta per la cooperativa rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi cinque anni.

Indici più diretti, concreti e monetizzabili del contributo dell’attività del volontariato allo sviluppo dei servizi sono identificabili nel numero di ore praticate e nel tipo di attività svolte. Così, innanzitutto, la cooperativa ha beneficiato nel 2020 complessivamente di 650 ore di volontariato, come se quindi si fosse avuta la presenza per 81.25 giorni lavorativi di un ipotetico lavoratore a full time che non ha avuto alcun costo ma solo produttività per la cooperativa e per l’investimento nella qualità dei servizi e nell’attenzione ai beneficiari.

Il tempo donato dai volontari è stato inoltre impiegato in percentuale maggiore (53% del totale ore donate) in attività di affiancamento nell’erogazione dei servizi core della cooperativa, ma anche in attività di partecipazione alla gestione della cooperativa attraverso l’appartenenza al CdA o ad organi istituzionali diversi dall’assemblea dei soci (4%), mansioni per l’amministrazione (30%) e altre attività (13%).

Se i dati fin qui descritti ci permettono di capire l’interazione della cooperativa con il territorio e la rilevanza del volontariato per l’organizzazione, dall’altra anche la cooperativa sociale Arcobaleno ha dei possibili impatti sui volontari, intermediati dalle politiche che cerchiamo di promuovere nei loro confronti. La cooperativa sociale, innanzitutto, si interessa dei suoi volontari ed in particolare fa monitoraggio del loro benessere occasionalmente, ma in modo formalizzato. Secondo quanto stabilito anche legislativamente, gli enti di terzo settore possono prevedere anche rimborsi ai propri volontari per spese sostenute nell’ambito dell’esercizio delle attività di volontariato in cooperativa. La cooperativa sociale non prevede né ha erogato tuttavia nel corso dell’anno alcun rimborso ai propri volontari. Guardando infine alle politiche inclusive e di ulteriore sostegno ai volontari, la cooperativa sociale Arcobaleno investe sulla crescita dei propri volontari, poiché prevede occasionali attività formative per i volontari.

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Le diverse risorse finanziarie ed umane, individuali e di gruppo attivate sin qui illustrate hanno permesso alla cooperativa sociale Arcobaleno di perseguire i suoi obiettivi produttivi e la sua mission, raggiungendo quindi concreti e verificabili risultati.

In quanto cooperativa sociale di tipo A, l’attività che sta al centro dell’agire è quella rivolta ai beneficiari dei servizi e diventa quindi fondamentale rendicontare quantitativamente e con alcuni indicatori qualitativi gli esiti raggiunti nei confronti degli utenti. Premessa all’illustrazione dei dati è che l’attività della cooperativa sociale Arcobaleno è complessa, poiché i servizi sono realizzati sia presso le proprie strutture o a domicilio presso le abitazioni degli utenti con presa in carico che presso altre organizzazioni gestite da soggetti terzi e con servizi di supporto non legati ad un luogo fisico.

Guardando alle attività condotte presso altri enti nel 2020, la cooperativa sociale Arcobaleno ha seguito 20 utenti presso strutture di enti pubblici, per un numero complessivo di 1.720 ore prestate. Tali servizi sono stati nello specifico diretti a 20 minori e adolescenti 6-14 anni, tutti con disabilità (100%).

Inoltre, la cooperativa sociale ha offerto servizi di supporto per 25 settimane nel corso dell’anno con copertura di 20 ore di disponibilità a settimana e realizzando mediamente 46 prestazioni a settimana. Nello specifico, gli utenti serviti con attività di supporto sono stati 23, di cui 5 minori e adolescenti 14-18 anni, 2 giovani 18-24 anni e 16 adulti 24-65 anni.

Si vuole osservare come le azioni della cooperativa in questo ambito sono state rivolte a persone con disabilità (100%).

Rispetto ai servizi realizzati presso le proprie strutture e con presa in carico, la cooperativa ha nel corso dell’anno offerto interventi complessivamente a 30 utenti, di cui 7 giovani 18- 24 anni e 23 adulti 24-65 anni. Particolare attenzione merita il fatto che, date le caratteristiche dei servizi proposti, tali servizi core della cooperativa hanno beneficiato persone con disabilità (100%).

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Agli utenti presi in carico sono stati offerti servizi esclusivamente in forma semi-residenziale con attività continuativa. Ciò illustra una prima dimensione di impatto rilevante che la cooperativa sociale ha avuto sul territorio grazie alla capacità di rispondere ai bisogni con i suoi servizi e per un significativo monte ore di servizio.

E sempre in termini di impatto sul territorio, ci preme sottolineare come gli utenti della cooperativa sociale Arcobaleno risiedono per il 46% nel comune in cui la cooperativa ha la sua sede, contro il 53% nella provincia in cui ha sede la cooperativa anche se in diverso comune e ne l’1% in altre province ad indicare in tal caso un certo impatto della cooperativa anche al di fuori del contesto territoriale in senso stretto in cui essa ha sede, dimostrando indirettamente capacità di rispondere ai bisogni insoddisfatti di famiglie che in altre province hanno scelto la cooperativa sociale per mancanza di servizi simili più vicini al luogo di residenza o per la qualità dei servizi offerti. Una ricaduta indotta delle attività è quella di natura economica e legata ai cosiddetti effetti distributivi, ovvero alla capacità di offrire in tal caso servizi a prezzi differenziati a seconda delle caratteristiche (economiche e personali) dei beneficiari. Sotto questo profilo Arcobaleno eroga servizi su mandato pubblico ma con rette/tariffe che non coprono completamente i costi che la cooperativa sostiene per erogare il servizio e anche al di fuori degli accordi con la pubblica amministrazione e del mandato pubblico.

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Da elementi quantitativi a elementi qualitativi dei servizi. Per esplicitare con alcune informazioni quello che è l’impegno della cooperativa alla produzione di servizi rispondenti alle reali esigenze degli utenti e della collettività, si vuole descrivere alcuni aspetti della’attività. Prima di guardare nel dettaglio ad elementi qualitativi, ci sembra coerente sottolineare che la cooperativa sociale si è dotata in questi anni di certificazioni, quali in particolare ISO 9001:2000 Cisq Cert IQ-NET Gestione di Centri Diurni con Persone Disabili, ISO 9001:2008 RINA Gestione di Centri Diurni con Persone Disabili e ISO 9001:2015 RINA Gestione di Centri Diurni con Persone Disabili. Arcobaleno ripone quindi particolare attenzione alle modalità con cui ci si relaziona con gli utenti e nello specifico promuove la qualità del processo in entrata (attraverso una selezione trasparente, equità di trattamento, attenzione alla presa in carico, ecc.), la qualità del servizio (investendo in professionalità e formazione continua agli operatori, qualità delle risorse impiegate, ecc.), l’investimento nella varietà e articolazione del servizio offerto (attività che cambiano, innovative, coinvolgenti, ecc.), l’offerta di servizi integrativi a costo moderato o gratuiti in collaborazione con altre organizzazioni del territorio, la personalizzazione o individualizzazione del servizio in base alle caratteristiche dell’utente e la socializzazione dell’utente (attraverso iniziative che lo facciano relazionare con la comunità o con suoi gruppi eterogenei). Similmente, la cooperativa sociale è attenta ai bisogni dei famigliari degli utenti e struttura a tal fine politiche volte ad offrire interessanti soluzioni, come ad esempio l’accesso al servizio o alle strutture con tempo flessibile per rispondere alle

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esigenze di conciliazione dei famigliari, risposta a specifiche necessità delle famiglie e personalizzazione dell’intervento a loro favore, flessibilità nei pagamenti, la creazione di gruppi di famigliari per la condivisione dei problemi e delle conoscenze, servizi formativi ed educativi sulle tematiche al centro della mission della cooperativa e il coinvolgimento dei famigliari nella co-progettazione dei servizi. E per rafforzare queste attenzioni alla realizzazione di servizi meglio rispondenti ai reali bisogni di utenti e famigliari, la cooperativa sociale ritiene importante ascoltare le opinioni degli stessi beneficiari dei servizi, realizzando attività di monitoraggio della soddisfazione e del benessere degli utenti in modo formalizzato e periodico. Quale ulteriore indicatore della qualità dei processi presenti nei confronti degli utenti, si rileva che Arcobaleno assegna degli obiettivi formativi rispetto ai percorsi dei propri utenti e tiene monitorati il relativo grado di raggiungimento, nel rispetto delle norme di legge e previste dall’accreditamento. Così, la percentuale di utenti che hanno raggiunto pienamente gli obiettivi nell’anno 2020 è dell’87%.

Infine, con l’intento di migliorare ulteriormente il servizio nei confronti della comunità e quindi nell’ambito di una politica territoriale più condivisa e all’insegna della co- progettazione e collaborativa risposta ai bisogni locali, la cooperativa sociale si è impegnata attivamente per la collaborazione con altre organizzazioni del territorio per offrire servizi integrativi agli utenti, la pianificazione di attività con altre organizzazioni del territorio per renderle complementari e offrire agli utenti o potenziali utenti un ventaglio di strutture e servizi alternativi, la pianificazione e l’azione con altri attori del territorio per agire su fasce di utenti o in zone altrimenti non coperti e la pianificazione e l’azione con l’ente pubblico per coprire le reali necessità del territorio e rispondere più puntualmente ai bisogni. È attraverso tali strategie e nel consolidamento della sua mission che la cooperativa sociale ha realizzato nuovi progetti a favore degli utenti e nuove microattività, ha realizzato nuove attività e diversificato i servizi in nuovi settori, ha praticato un orario di accesso al servizio flessibile e ha realizzato servizi di supporto al bisogno di utenti e famigliari (es. trasporto, sanità, ecc.).

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A conclusione di questa riflessione sulle attività ed i servizi prodotti, è necessario riflettere sulla capacità di aver perseguito gli obiettivi che la cooperativa si era posta per l’anno (come presentato anche nella sezione di introduzione alla cooperativa), identificando anche gli eventuali problemi e limiti rilevati e riflettendo in modo prospettico sulle opportunità future.

In modo sintetico, i tratti prevalenti dell’operato della cooperativa nel suo contesto e rispetto ai suoi obiettivi possono essere sintetizzati in una SWOT analysis: un prospetto che incrocia le dimensioni interna ed esterna con elementi positivi e negativi per giungere a descrivere i quattro scenari chiave dei propri punti di forza (Strenghts) e dei propri punti di debolezza (Weaknesses), delle opportunità da cogliere (Opportunities) e delle minacce da affrontare (Threats). La tabella sottostante posiziona quelli che la cooperativa sociale percepisce come elementi su cui riflettere per strutturare le proprie strategie organizzative future.

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In particolare, si pone l’attenzione su quelli che sono identificabili come gli elementi esterni e di contesto che hanno influenzato l’esercizio e che potrebbero influenzare l’efficienza e la continuità di operato della cooperativa. Oltre ai descritti e rilevanti fattori legati alla situazione Covid che ha colpito tutte le realtà produttive nel 2020, Arcobaleno percepisce di essere esposta ad alcuni rischi e pressioni di contesto, attuali e futuri, quali in particolare: vincoli della pubblica amministrazione rispetto alle caratteristiche qualitative dei servizi e alla possibilità di innovazione, elevato individualismo dei cittadini e bassa propensione della comunità al coinvolgimento e all'auto-attivazione e crescente povertà delle famiglie.

Di ciò si rifletterà guardando anche alla situazione patrimoniale ed economica della cooperativa.

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DIMENSIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE

Per descrivere la cooperativa sociale, è utile presentare alcuni dati del bilancio per l’esercizio 2020, tali da riflettere sulla situazione ed evoluzione della cooperativa, nonché su alcune prime dimensioni di ricaduta economica sul territorio.

Il valore della produzione rappresenta così innanzitutto un primo indice della dimensione economica. Nel 2020 esso è stato pari a 597.929 Euro posizionando quindi la cooperativa tra le medie cooperative sociali. Interessante risulta anche il confronto del valore prodotto con i dati medi nazionali (ultima indagine nazionale disponibile Euricse, 2017): solo il 12%

delle cooperative sociali italiane si posiziona infatti nella stessa fascia di valore della produzione, essendo invece la maggioranza di dimensioni inferiori ai 500.000 Euro.

Rilevante è inoltre l’analisi del trend dei valori del periodo considerato (2017-2020), come il grafico sottostante dimostra: il valore della produzione risulta infatti diminuito e ciò porta a riflettere sulla capacità della cooperativa sociale di mantenere stabili le entrate ed i rapporti con i committenti, considerando soprattutto le fonti di ricavo, di cui si illustrerà nella prossima sezione del presente scritto. Rispetto all’evoluzione economica dell’ultimo anno la cooperativa ha registrato una variazione pari al -15.94%.

Ulteriore rilevante voce economico-finanziaria e contropartita alle entrate è rappresentata ovviamente dai costi della produzione, che nel 2020 sono ammontati per la cooperativa a 544.391 €, di cui il 73,62% sono rappresentati da costi del personale dipendente. Si osserva inoltre che del costo del personale complessivo, 164.097 Euro sono imputabili alle retribuzioni e relativi costi del personale erogati a lavoratori soci della cooperativa.

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La situazione economica della cooperativa, così come qui brevemente presentata, ha generato per l’anno 2020 un utile pari ad € 54.091. Pur non trattandosi di un dato cruciale data la natura di ente senza scopo di lucro della cooperativa sociale, esso dimostra comunque una situazione complessivamente positiva ed efficiente in termini di gestione delle risorse e soprattutto il dato va considerato in termini di generazione di valore sociale per il territorio e come fonte di solidità per l’organizzazione (dato che la quasi totalità degli utili viene destinata a patrimonio indivisibile della cooperativa).

Accanto a tali principali voci del conto economico è interessante osservare alcune dimensioni rispetto alla situazione patrimoniale della cooperativa sociale Arcobaleno. Il patrimonio netto nel 2020 ammonta a 669.986 Euro posizionando quindi la cooperativa sopra la media del patrimonio netto registrato tra le cooperative sociali italiane. Il patrimonio è più nello specifico composto per lo 0.34% dalle quote versate dai soci, vale a dire dal capitale sociale, e per la percentuale restante da riserve accumulate negli anni. Più nello specifico, la riserva legale della cooperativa ammonta ad Euro 95.631 e le altre riserve sono di Euro 518.014. Sempre a livello patrimoniale, le immobilizzazioni della cooperativa sociale ammontano nel 2020 a 502.295 Euro.

Fondamentale risorsa per lo svolgimento delle attività e elemento identificativo dell’operatività della cooperativa sociale è rappresentata così dalle strutture in cui vengono realizzati i servizi. La cooperativa sociale Arcobaleno non ha strutture di proprietà e ciò spiega l’importo delle immobilizzazioni; l’attività viene realizzata in strutture di proprietà di soggetti terzi, a dimostrazione di un legame strutturato con partner del territorio: tra gli immobili in cui viene realizzata l’attività si contano in particolare 1 struttura concessa in gestione dalla pubblica amministrazione.

L’attività condotta dalla cooperativa in queste strutture ha un valore aggiunto per la collettività che può essere espresso in termini di riqualificazione economica e sociale.

Innanzitutto, lo svolgere attività di interesse collettivo e a beneficio della cittadinanza o di fasce bisognose della stessa, accresce il valore sociale del bene. In secondo luogo, un indicatore specifico di impatto economico è rappresentato dagli investimenti fatti su queste strutture. La cooperativa sociale non ha invece nel corso del 2020 realizzato

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investimenti sugli immobili descritti, tale per cui è possibile affermare che la rigenerazione e rivalorizzazione è stata di certo di tipo sociale ma non di tipo economico.

PROVENIENZA DELLE RISORSE FINANZIARIE

Se il bilancio d’esercizio dà illustrazione della dimensione economico-finanziaria della cooperativa sociale e del valore economico generato, per comprendere in modo preciso quali sono le risorse immesse nella realizzazione dei servizi e per interpretare queste risorse qualitativamente è opportuno analizzarne origine e caratteristiche.

Si vuole così innanzitutto illustrare la diversa origine del valore della produzione generato.

L’analisi della composizione del valore della produzione per territorio porta ad osservare che le attività produttive sono realizzate prevalentemente a livello comunale e nel dettaglio il valore della produzione ha ricaduta per il 53.2% sul Comune in cui la cooperativa sociale ha la sua sede, per il 42.5% sulla Provincia e il 4.3% sulla Regione.

Il valore della produzione della cooperativa sociale è rappresentato al 96,35% da ricavi di vendita di beni e servizi ad indicare il peso delle dinamiche commerciali e di vendita. I contributi in conto esercizio invece ammontano rispettivamente 11.983 Euro di contributi pubblici e 2.131 altri contributi in conto esercizio, per un totale complessivo di 14.114 Euro.

Una riflessione a sé la merita la componente donazioni: nel corso del 2020 la cooperativa sociale ha ricevuto donazioni per un importo totale di 5.919 Euro, ad indicare una certa sensibilità del territorio all’oggetto e alla mission della cooperativa sociale.

L’analisi ulteriore per fonti delle entrate pubbliche e private permette poi di comprendere la relazione con i committenti e le forme con cui essa si struttura. Così, rispetto ai ricavi- come rappresentato anche nel grafico sottostante- rileva una elevata dipendenza della cooperativa sociale da entrate di fonte pubblica e nello specifico l’80.78% del valore della produzione è generato dalla vendita di beni e servizi ad enti pubblici. In particolare 465.398 Euro da ricavi da vendita diretta a enti pubblici, 62.570 Euro da ricavi da vendita a cittadini, 38.816 Euro da entrate da consorzi e 9.314 Euro da altri ricavi.

Tali dati posizionano la cooperativa sociale tra le cooperative sociali che ancora presentano forti legami con le pubbliche amministrazioni e bassi livelli di apertura al mercato privato, dato il settore di attività in cui opera.

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Esplorando invece i rapporti economici con le pubbliche amministrazioni, si rileva che la maggioranza dei ricavi di fonte pubblica proviene dalla Regione. Gli scambi con le pubbliche amministrazioni avvengono per il 33.33% dei casi da affidamenti diretti (per un valore di 42.130 Euro) e per il 66.67% dei casi da Comuni del territorio e Ats della Brianza (per un valore di 471.398 Euro).

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IMPATTO SOCIALE

IMPATTO DALLA RETE E NELLA RETE

Nella mappatura dei rapporti con gli stakeholder, emerge chiaramente la rilevanza anche delle altre imprese e in particolare di quelle organizzazioni con cui si sono stabiliti rapporti o interazioni più stabili e che rappresentano quindi partner o soggetti comunque atti a definire la ‘rete’. Le relazioni di rete possono rappresentare un fattore di generazione di valore aggiunto e di impatti diretti ed indiretti per tutte le organizzazioni che vi appartengono, poiché esse richiedono l’impiego congiunto di risorse economiche, conoscenze e elementi sociali, consentono la realizzazione di economie di scala e possono rendere più stabile la produzione, grazie all’identificazione di partner stabili. Ciò è garantito in particolare quando la relazione con la controparte si trasforma da scambio puramente di mercato a rapporto dai risvolti anche qualitativi e relazionali. Solidarietà, fiducia, socialità dovrebbero caratterizzare i rapporti di rete sviluppandone il valore aggiunto anche in termini di capitale sociale e generare maggiori opportunità di co- progettazione e co-produzione.

Da qui la rilevanza di comprendere come la cooperativa sociale Arcobaleno agisce nei rapporti con gli altri attori pubblici e privati del territorio e quali sono quindi i suoi investimenti nella creazione di una rete ed i risultati ed impatti che questa genera per la cooperativa sociale stessa e per i soggetti coinvolti e la comunità in senso esteso. Così, innanzitutto, si vuole distinguere tra rapporti con gli enti pubblici, con le imprese ordinarie del territorio e con le altre organizzazioni di Terzo settore.

Rispetto ai rapporti con gli enti pubblici, oltre alle descritte relazioni di scambio economico, la cooperativa sociale Arcobaleno ha partecipato a riunioni e tavoli di lavoro inerenti i servizi di interesse e alla ricerca di sinergie e progettualità da condursi con altre imprese del territorio, anche se tali attività non hanno condotto nel corso dello scorso anno a risultati visibili e concreti per il territorio, ma ha semplicemente generato maggiori possibilità di incontro e confronto. Riteniamo inoltre che le attività condotte sul territorio dalla cooperativa sociale siano a loro volta fonte di impatti economici e sociali per le pubbliche amministrazioni. In particolare, la presenza ha permesso la riduzione dei costi dei servizi che sarebbero altrimenti sostenuti se la gestione fosse lasciata al pubblico, l’innovazione dei servizi, la realizzazione di progetti per il territorio e definizione di attività di interesse sociale, la definizione di strategie e politiche sociali, la formazione e lo sviluppo di conoscenze reciproche con il coinvolgimento dei dipendenti pubblici in attività condivise, l’identificazione più precisa dei bisogni del territorio e dei bisogni emergenti, l’influenza sulle politiche pubbliche territoriali e il sostegno nello stabilire un movimento sociale che promuova cambiamento culturale, politico e sociale e influenzi l’opinione pubblica.

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I rapporti con le altre organizzazioni del territorio, profit e di Terzo settore, sono stati inoltre al centro di rapporti di rete strutturati e di interazioni grazie all’appartenenza a stessi consorzi ed organizzazioni di secondo livello. In particolare, Arcobaleno aderisce a 2 associazioni di rappresentanza e 1 consorzio di cooperative sociali.

In questa eterogeneità di rapporti, particolare attenzione va posta comunque alla rete con altri enti di Terzo settore, data la condivisione in tal caso dell’obiettivo sociale.

Identificando innanzitutto tale rete con un ulteriore elemento quantitativo, come la numerosità delle relazioni, ci sembra di poter affermare che la cooperativa sociale non abbia investito ancora sufficientemente nel rapporto con le altre organizzazioni di Terzo settore del territorio, poiché nel 2020 tra gli enti di Terzo settore con cui la cooperativa ha interagito in modo attivo (ad esempio realizzando momenti di confronto, scambi di conoscenze e idee, progettualità) si contavano 1 associazione e 1 consorzio (Consolida).

Ma al di là dei numeri la rete con tali altre organizzazioni ha valore qualitativo e può essere intesa come generatrice di impatto sociale quando diffonde conoscenze e capitale sociale, aiuta nello sviluppo di attività di pianificazione e di azioni solidali e diviene quindi moltiplicatore di benefici ed impatti per il territorio. Così, nel corso dello scorso anno la cooperativa sociale si è relazionata con altri enti di Terzo settore per la co- progettazione di servizi sul territorio.

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RAPPORTI CON LA COMUNITÀ E ALTRE DIMENSIONI DI IMPATTO SOCIALE

Valutare l’impatto sociale della cooperativa sociale sulla comunità presenta una certa complessità. La prima osservazione da cui partire è quella della ricaduta ambientale, considerando la stessa come un fattore di interesse attualmente nella società, anche se non caratteristico delle azioni di un ente di Terzo settore. È così possibile affermare che la cooperativa sociale sia sufficientemente attenta alle pratiche ambientali poiché nello specifico utilizza tecnologie e accorgimenti avanzati per il risparmio energetico.

L’attenzione maggiore va tuttavia rivolta ora all’impatto sociale più propriamente legato alla natura e alla mission della cooperativa sociale in quanto ente di Terzo settore.

Certamente quanto sinora descritto ha permesso di affermare che la cooperativa sociale ha un certo ruolo nel suo territorio e impatti sulla comunità verificabili nelle esternalità prodotte dai servizi in termini di ricadute sociali, risposta a bisogni insoddisfatti del territorio o a problemi di marginalità. Si crede quindi che il più elevato valore aggiunto che la cooperativa sociale Arcobaleno ha per il suo territorio sia quello di aver investito in un progetto di rilevanza sociale generando ricadute economiche e sociali eterogenee come sin qui dimostrato.

È vero tuttavia che accanto a questi elementi descrittivi ci possono essere anche azioni dirette compiute verso la comunità e capaci di generare per la stessa ulteriori impatti e forme di attivazione della cittadinanza. In un’analisi valutativa critica del lavoro nei confronti della comunità, ci sentiamo di poter affermare che la cooperativa ha realizzato almeno alcune azioni per cercare di alimentare conoscenza e confronto con la comunità locale. In particolare, essa si è impegnata in azioni che hanno previsto il coinvolgimento della comunità in tavoli di lavoro e di co-progettazione, l’organizzazione di riunioni interne

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