L ARCA Cooperativa Sociale - Società Cooperativa - Impresa Sociale

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L’ARCA

Cooperativa Sociale - Società Cooperativa - Impresa Sociale

Via della Guardia n°18 – 34137 Trieste Tel.: 040/3478485 – Fax: 040/3485453 - E-mail: larcacoop@consorziolarca.it

NIDO D’INFANZIA

“ARCOBALENO 2

via Morpurgo 7/2 - Trieste ANNO 2021 – 2022

PROGETTO PEDAGOGICO specificazione

L’immobile nel quale è ubicato il nido Arcobaleno 2. è una costruzione in piano strada di circa 1.000 mq.

Nel 2006, anno della progettazione di questo servizio, la ristrutturazione degli spazi pensata dal gestore è stata orientata a cercare di fornire il maggior numero di posti nido ai dipendenti delle aziende del territorio, vista la vastità degli spazi a disposizione e visto che l’immobile è situato all’interno della zona industriale di Trieste, zona che accoglie ogni giorno più di 10.000 lavoratori e lavoratrici.

L’idea è stata quella di progettare un nido interaziendale o, come poi attuato, due nidi interaziendali.

Infatti, la vastità degli ambienti interni ed esterni (un grandissimo esterno prato alberato di altrettanti 1.000 mq e un grande patio), ha indotto a pensare che, in ottemperanza alla legge regionale che limita a 60 i posti nido per ciascuna struttura educativa, sarebbe stato interessante e utile dividere gli spazi del grande immobile in due entità (due nidi) in modo da poter richiedere due autorizzazioni al funzionamento per i reciproci due nidi. Così da poter ricavare un numero di posti nido elevato che potesse assolvere alle particolari esigenze del territorio. Così è stato progettato e così è stato fatto.

Nello stresso edificio, separati dalla porta tagliafuoco, ci sono i due nidi Arcobaleno 1 e Arcobaleno 2. Nella parte intermedia dell’edificio è situata la zona dei servizi: centro cottura, lavanderia, spogliatoi, bagni per gli adulti, di uso comune ai due nidi.

Arcobaleno 1, più grande in termini di spazi a disposizione, ha una sezione lattanti in zona dedicata, una sezione 12-24 mesi, una sezione 24-36 mesi.

Arcobaleno 2, il nido più piccolo del comprensorio, ha due sezioni, una 12-24 mesi e una 24- 36 mesi.

Il gestore è lo stesso.

Il metodo di lavoro, la formazione, la progettazione, gli educatori, il coordinatore e il vicecoordinatore sono della stessa cooperativa e hanno fatto e fanno lo stesso percorso professionale.

Il coordinatore e il vicecoordinatore afferiscono a entrambi i nidi.

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• piano dei valori e degli intenti educativi generali

Sono pienamente recepite la finalità previste dalla LR n.20 del 2005.

I valori fondamentali cui ci si ispira, sono, pertanto, quelli della solidarietà, della sussidiarietà, dell’integrazione, del pluralismo e della partecipazione, nel rispetto delle identità individuali, culturali, religiose e linguistiche.

Si crede, altresì, nella centralità dei processi evolutivi in età precoce, per la comprensione delle personalità. L’essere umano è al centro dell’attenzione, come individuo singolo, portatore di una propria storia, e come individuo sociale, inserito in un contesto determinante per la sua esistenza. Si reputa essenziale prestare la massima attenzione ai primi legami umani, che iniziano fin dal primo giorno di vita.

Il nido d’infanzia è un’istituzione educativa che, oltre ad avere funzioni di cura, si configura come un luogo di formazione e apprendimento. Un luogo dove bambine e bambini possono vivere esperienze formative significative e che risponde alla complessa gamma dei loro bisogni, in primo luogo quello della socializzazione. Il nido intende, dunque, essere un contesto privilegiato di interazione e cura, dove la relazione educativa viene vista come una relazione di aiuto in cui l’educatrice guida bimbe e bimbi nel loro percorso di crescita per divenire sé stessi. Questi intenti si realizzano attraverso l’ascolto, l’osservazione e l’elaborazione, in un processo di “progettualità circolare”.

I valori educativi del progetto pedagogico di questa struttura:

- LA CONTINUITA’ DEI TEMPI – il nido ha il suo orario con le medesime sequenze giornaliere di accoglienza, pasto, gioco, routines, sonno in modo da facilitare l’orientamento temporale dei bambini.

- LA CONTINUITA’ DEGLI SPAZI – il nido ha i propri spazi dedicati, in modo che i bambini possano quotidianamente ritrovarsi in un luogo conosciuto ed orientarsi più facilmente nello spazio.

- LA CONTINUITA’ DEL GRUPPO - nel nido ogni bambino, ma anche ogni genitore, ritrova le stesse persone, gli stessi compagni a conferma di un ambiente fiducioso e prevedibile.

- LA CONTINUITA’ DELLE FIGURE DI RIFERIMENTO – il nido è seguito da un gruppo di educatori che garantiscono la costanza e la stabilità delle relazioni sia per i bimbi accolti, sia per le famiglie che, nella stabilità e nella costanza che esistono nella struttura in ogni sua componente, possono così vivere con la fiducia necessaria questo primo distacco tra loro ed i propri figli.

• finalità

Il nido d’infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico, rivolto alle bambine e ai bambini di età compresa fra tre mesi e tre anni, che:

a. offre opportunità di formazione, socializzazione e cura per il raggiungimento del benessere psicofisico e dell’armonico sviluppo delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali dei bambini;

b. sostiene le capacità educative dei genitori e favorisce la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro;

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c. concorre alla prevenzione delle situazioni di svantaggio psicofisico e sociale e contribuisce a integrare le differenze ambientali e socio-culturali.

• finalità per i bambini

Le finalità per i bambini che nel Progetto Educativo saranno tradotte in obiettivi e attività correlate, declinate in funzione delle diverse fasce d’età, vengono identificate:

• favorire il miglior inserimento possibile rispetto alle esigenze della/del bimba/o e della sua famiglia;

• favorire lo sviluppo motorio;

• favorire lo sviluppo del linguaggio;

• favorire la comunicazione emotiva;

• favorire la socializzazione;

• favorire lo sviluppo grafico pittorico;

• favorire l’attitudine al gioco;

• assicurare la miglior cura, nello svolgimento delle routines.

• finalità per la famiglia

Costruzione di una buona relazione tra gli adulti (genitore/educatore) che si occupano della crescita e dell’educazione del bambino.

Favorire un inserimento equilibrato tra esigenze del bambino ed esigenze dei genitori.

Offrire momenti di incontro e socializzazione tra genitori, in merito ai temi educativi e pedagogici, in relazione ai percorsi delle bambine e dei bambini.

Assicurare la continuità educativa nel passaggio alla scuola dell’infanzia e il collegamento con altri servizi sul territorio.

Sostegno alla genitorialità attraverso colloqui di approfondimento.

Consulenza psicopedagogica sia per adulti che per i bambini.

• modelli teorici e metodologie di riferimento

Durante tutti gli anni di lavoro e di formazione del gruppo de L’Arca si sono approfonditi gli studi di tutti quegli autori, sia di inizio secolo che modernissimi, che hanno esplorato le possibilità in ambito educativo della teoria psicoanalitica.

Quando si cita tale teoria si intende fare riferimento in primo luogo al contributo determinante di tale teoria per quel che riguarda la psicologia dell’età evolutiva e la centralità dei processi evolutivi in età precoce per la comprensione delle personalità.

In secondo luogo, si fa riferimento al fatto che la teoria psicoanalitica ha posto al centro dei suoi interessi l’essere umano e i suoi processi storici di evoluzione ed involuzione, sia come individuo singolo portatore di una storia e attore della sua prosecuzione, sia

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come individuo sociale, inserito in un contesto significativo e determinante per la sua stessa esistenza ed evoluzione. Lo studio e la conoscenza dei processi neuro-psichici che si presentano nelle relazioni umane precoci sono in particolar modo necessari a questo lavoro.

Si pone particolare attenzione, dunque, ai primi legami umani, quelli che iniziano dal primo giorno della vita di ciascuno e che normalmente si svolgono all’interno delle case, nelle famiglie, in particolare tra figli e genitori. I bambini che arrivano al nido piccolissimi sono permeati da queste esperienze precoci, presupposto delle loro successive evoluzioni, e gli educatori che li accolgono, di questi processi relazionali, devono essere altamente consapevoli.

Numerosi autori che hanno allargato e approfondito la teoria delle relazioni oggettuali ci hanno fornito un grande contributo per lo sviluppo di queste tematiche.

Un terzo aspetto che la teoria di riferimento che abbiamo scelto ci ha consegnato è il metodo, sia quello di lavoro con i bambini e con le famiglie che di formazione e supervisione degli educatori.

Ascolto, osservazione ed elaborazione sono le modalità chiave attraverso le quali si sviluppa tutto il lavoro quotidiano.

Ovviamente sono modalità complesse che vanno attivate e costantemente promosse solo con il costante supporto della formazione e della supervisione.

Ognuno di noi può, per così dire, essere portato per questo lavoro, avere buone predisposizioni alle relazioni umane e all’ ascolto, ma questo non è assolutamente sufficiente a garantire la bontà e la professionalità del suo lavoro, è solo un buono spunto di partenza.

Lo studio costante, il lavoro sulla propria autocoscienza e la crescita della stessa coscienza del gruppo di lavoro sono i tre aspetti che il metodo scelto promuove e cura.

Alcuni autori che hanno particolarmente suscitato il nostro interesse sono: tra quelli di inizio secolo, il caposcuola Sigmund Freud e sua figlia Anna; Susan Isaac e la sua esperienza incredibilmente fertile di idee e modalità innovative per l’educazione della sua scuola Malting House di Cambridge; la scuola psicoanalitica di Mosca; della generazione successiva: Bettelheim, Winnicott, Mahaler, Bowlby, Klein, Bion, Erikson, Cramerius.

I metodi osservativi e le modalità di formazione e supervisione del centro Tavistok di Psicologia Infantile di Londra, conosciuto in tutto il mondo e che è un riferimento anche per i contributi dei suoi insegnanti che hanno pubblicato parecchi testi.

In particolare, per quel che riguarda il metodo osservativo, gli educatori usano quello che Ester Bick, fondatrice del Centro Tavistok, ha definito dell’osservazione partecipata, che è stato codificato e sperimentato a lungo anche per le istituzioni educative, in particolare per gli asili nido.

Tra gli autori moderni ai quali spesso facciamo riferimento nel nostro lavoro c’è un’autrice italiana che sentiamo molto vicina: Silvia Veggetti Finzi. Inoltre, Giovanni Bollea, D. Stern, D. Vallino, Anna Oliviero Ferrarsi, M. Noziglia, Masal Pas Bagdadi e molti altri, continuano a riflettere sui momenti fondanti della crescita, in particolar modo in questo nostro attuale periodo storico e di evoluzione sociale.

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In questi ultimi anni abbiamo approfondito temi legati alle ultime scoperte delle neuroscienze che riguardano lo sviluppo psichico del bambino in rapporto ai modelli relazionali.

• la progettualità circolare

Dalla descrizione dei modelli teorici e delle scelte operative del gruppo di lavoro derivano anche quelle che sono le modalità di progettazione dell’intero sistema.

“I nidi nel nido” è una struttura educativa che imposta il proprio lavoro attraverso quella che potremmo definire “la progettualità circolare”.

Alla base di questa modalità progettuale ci sono gli educatori, le loro competenze e conoscenze e le scelte formative.

Non viene preconfezionato un percorso annuale per i bambini e le famiglie, per esempio, con laboratori o progetti specifici parziali ma, puntando sull’importante sistema di formazione e soprattutto di supervisione degli educatori, si accolgono bambini e famiglie e con essi si costruisce e si monitora in itinere un percorso educativo originale, sia individuale che per piccoli gruppi, calato nella situazione contingente e adattato ai percorsi evolutivi intervenienti.

I mezzi per poter svolgere un programma così semplice nell’enunciazione, ma molto complesso nell’attuazione perché evidentemente costantemente “in itinere”, sono:

- La presenza quotidiana di un coordinatore pedagogico nella struttura che promuova e monitori con attenzione tutti i passaggi del percorso e garantisca appoggio e comprensione, sia agli educatori che alle famiglie. La circolarità che il coordinatore garantisce è quella riguardante le competenze, le informazioni e la verifica della

“salute” e “benessere” dell’intero progetto.

- La formazione permanente degli educatori che permette che le scelte educative, di gioco e di relazione di tutti i bambini vengano proposte e controllate anch’esse “in itinere” durante tutto l’anno di lavoro attivando dunque un percorso educativo individuale per ogni frequentante. Annualmente vengono fatte delle scelte sui contenuti della formazione tali da garantire che gli argomenti più urgenti o importanti in un determinato periodo vengano sviluppati.

- La supervisione dell’intero gruppo di lavoro (compreso anche il coordinatore) che invece pone la sua attenzione massima sulle relazioni interne tra operatori.

Un lavoro concepito costantemente “in itinere” obbliga gli educatori ad un grande impegno professionale, ma anche e soprattutto emotivo e personale.

La supervisione è il luogo e il tempo che gli educatori dedicano e se stessi per confrontarsi, pensare, progettare, ma anche rigenerarsi.

Questa modalità è stata scelta affinché gli educatori possano avere durante il giorno, con i bambini e famiglie, disponibilità e sufficienti spazi interni per la comprensione e l’ascolto.

Progettualità circolare significa dunque accettare di ricominciare da capo ogni giorno, rimettendo in gioco se stessi, ma anche essere fortemente ancorati ad un metodo e a solide competenze che permettano un lavoro svolto con flessibilità e sensibilità.

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• la programmazione (generale e nel significato pedagogico) delle attività educative

Le attività vengono programmate su base mensile, prevedendo il coinvolgimento dei bimbi nei rispettivi gruppi di appartenenza (“Piccoli”, “Grandi”), attraverso la definizione dell’impiego degli spazi e dei materiali.

È tramite il ricorso alla “progettualità circolare” (vedi § precedente) che vengono perseguiti gli obiettivi dei percorsi educativi, a livello individuale e a livello di gruppo, scegliendo tra le attività pensate nei diversi gruppi per il raggiungimento degli specifici obiettivi (vedi Lista di Riscontro), quelle che, nella quotidiana contingenza e in relazione ai processi di sviluppo individuale, assumono maggior senso, in relazione ai bisogni dei bambini.

• le modalità di funzionamento del servizio

L’inserimento - Il periodo dedicato ai nuovi inserimenti , in questo particolare momento, parte dalla settimana dopo Ferragosto e si amplierà, in accordo con le famiglie, sicuramente fino al mese di novembre. Per scongiurare assembramenti interni alla struttura infatti prevediamo di diluire il più possibile i calendari di ingresso

Qualora la struttura abbia posti disponibili sono previsti inserimenti in tutti gli altri mesi dell’anno.

Per ogni richiesta di visita il coordinatore accoglie ogni famiglia che ne faccia domanda per un incontro individuale. Gli incontri individuali, fino all’inizio dell’obbligo del Green Pass, sono stati fatti all’esterno della struttura o su piattaforma. Dal 1° settembre possono essere fatti all’interno del nido, nell’ufficio riservato, solo per gli adulti in possesso del Green Pass. Le iscrizioni vengono fatte on line, via mail.

Le famiglie iscritte possono richiedere successivi incontri di preparazione all’inserimento sia in presenza , con le note modalità, sia su piattaforma.

Per quanto riguarda i contenuti pedagogici del primo arrivo al nido bisogna poter innanzi tutto distinguere due momenti nel cosiddetto “periodo di inserimento” che sono ben distinti e la cui durata è veramente molto diversa.

Il primo momento è quello del “distacco progressivo dalla madre” ed è proprio quello che viene comunemente chiamato periodo di inserimento. Sono i giorni nei quali madre e bambino frequentano il nido assieme, e nei quali poi gradatamente il bambino accetta assenze materne progressivamente più lunghe. Almeno nei quattro giorni iniziali di frequenza il genitore non si allontana.

Il secondo invece riguarda più specificamente “l’inserimento del bambino” ed inizia sin dai primi giorni di frequenza, ma trova la parte più importante del suo percorso solo successivamente, quando il bambino, superato il primo distacco dalla madre, frequenta il nido con continuità e si inserisce in tutte le sue relazioni.

Questo secondo periodo ha una durata decisamente più lunga del primo, si protrae infatti per più mesi ed ha come protagonista principale il bambino “solo” distaccato dalla madre.

Usualmente, per iniziare il periodo di distacco, le mamme desiderano seguire personalmente tutto il percorso. Talvolta ci possono essere dei problemi di lavoro o di

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organizzazione in generale che rendono difficile soddisfare questo desiderio ma, qualora la presenza della madre non fosse possibile, si prevede di avvalersi del padre per fare il percorso dell’inserimento.

Negli ultimi anni la presenza dei papà durante il periodo dell’inserimento si è intensificata in modo veramente significativo.

All’interno delle stanze dedicate all’inserimento verrà accolto un genitore per volta. Non sono previsti inserimenti di gruppo. Il genitore dovrà tenere la mascherina e provvedere all’igienizzazione delle mani prima dell’ingresso e esibire il Green Pass.

Anche le modalità di accoglienza delle educatrici, dunque, si sono modificate. Proviamo a leggere i diversi intrecci relazionali che le famiglie degli anni 2000 propongono.

È la mamma la figura primaria di attaccamento del bambino piccolo ma il fatto che oramai i padri partecipino spesso fin dal primo giorno di vita alla cura quotidiana del neonato ha modificato la relazioni sia nella coppia sia quelle tra il bambino e i genitori.

È molto frequente inoltre che nelle prime giornate di frequenza entrambi i genitori desiderino venire al nido. Questo non è più possibile con le nuove norme di contenimento contagi. Potrà seguire l’inserimento del bambino un solo genitore.

Da una relazione a due, l’ingresso al nido, spinge il genitore e bambino ad allargare il proprio contesto relazionale e ad aprirsi ad un terzo interlocutore, l’educatrice. Ecco così che ognuno dei partecipanti a questo nuovo contesto relazionale ha la possibilità di

“vedere” di fronte a sé gli altri due in relazione tra loro.

L’educatrice ha di fronte a sé la coppia genitore-bambino e può, con le proprie capacità professionali e la propria sensibilità, osservare la relazione della coppia e ricavarne moltissime informazioni sul tipo di legame, le loro abitudini relazionali e i loro scambi affettivi. Tanto più attenta sarà questa osservazione, maggiori saranno le conoscenze utili che l’educatrice potrà ottenere per poter essere veramente in sintonia con il bambino una volta che il genitore se ne sarà andato.

Il bambino ha di fronte a sé il genitore che interagisce con l’educatrice. Il bambino vede e soprattutto sente il tipo di relazione che si instaura tra i due adulti. Tanto più gli scambi tra l’educatrice e il genitore sono intensi e si basano sulla ricerca di fiducia (da parte del genitore) e comprensione (da parte dell’educatrice) tanto più il bambino farà propri questi due sentimenti che lo aiuteranno nel percorso del distacco.

Il genitore ha di fronte a sé l’educatrice che inizia gli scambi relazionali con il suo bambino. Osserva l’educatrice nel percorso di conoscenza del proprio figlio, verifica le sue capacità professionali, può osservarne la sensibilità nell’approccio e, se la visione di questa relazione è positiva, solidifica la propria fiducia nell’ambiente educativo contribuendo anch’esso a renderlo consono al percorso educativo. Passerà al proprio figlio queste sensazioni positive proprio nel momento del distacco connotando l’ambiente educativo come rassicurante ed affettuoso e l’educatrice come colei alla quale affidare con sufficiente serenità il proprio bimbo.

Vista la complessità è la ricchezza delle relazioni in gioco, il percorso di conoscenza e di distacco viene personalizzato per ogni singola coppia genitore-bambino sia nei tempi che nelle modalità.

L’esperienza comunque ci suggerisce che il distacco dal genitore di un bambino piccolo normalmente avviene in non meno di due settimane di frequenza continuata. Ciò significa che alla fine della seconda settimana di frequenza il bambino può eventualmente restare con l’educatrice al nido in assenza del genitore per la sola frequenza mattutina.

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Segnaliamo che, in particolare negli ultimi due anni, più di qualche papà ha seguito in esclusiva l’inserimento al nido anche di bambini molto piccoli della sezione lattanti.

Questo è spesso avvenuto per problemi lavorativi delle madri.

Durante il periodo dell’inserimento, inoltre, alle famiglie viene consegnato, in un colloquio, un questionario di ingresso da portare a casa per la compilazione. Il questionario ripercorre i passaggi evolutivi del bambino e le peculiarità educative della famiglia ed è uno strumento professionale per riuscire ad accogliere ogni singola famiglia nel modo migliore e implementare la conoscenza e la comunicazione con la struttura educativa.

Il discorso degli scambi relazionali qui introdotto è molto importante inoltre perché è la base sulla quale si giustificano due scelte educative che sono presenti in questo progetto.

La prima scelta è quella che riguarda l’educatrice di riferimento.

Nel periodo del distacco una sola educatrice, prevalentemente e in accordo con le colleghe, si occupa del bambino nuovo. Accoglie genitore e bambino e raccoglie tutte le informazioni necessarie per avviare una buona conoscenza

All’interno della stanza ci può essere più di una educatrice, ma una sola fa da referente privilegiato nella prima fase.

Questa stessa educatrice di riferimento con il passare delle giornate e delle settimane promuoverà l’allargarsi delle relazioni sia per il bambino che per i genitori.

La seconda scelta altrettanto dipendente dal discorso relazionale è quella sull’ambiente di riferimento.

Una è l’educatrice che accoglie il bambino nuovo e uno è l’ambiente che lo accoglie in questa prima fase, ambiente accogliente, riconoscibile, di facile orientamento.

La stanza con i suoi mobili, le sue strutture, i suoi giochi deve mantenere, giorno dopo giorno sempre la stessa sembianza affinché per il bambino possa costituire un altro punto di riferimento.

Mano a mano che la fiducia in questa prima relazione sarà più solida, spazi, tempi e relazioni si allargheranno e moltiplicheranno con ritmi individuali per ogni bambino.

Nel nido possono venire accolti bambini diversamente abili o con problematiche di disagio psicologico, sociale o familiare.

Nel caso di inserimento di bambini diversamente abili o con problematiche particolari, durante il percorso formativo verranno previsti per gli operatori degli approfondimenti di queste tematiche. Il gruppo professionale de L’Arca (psicomotricisti, pedagogisti, psicologi) e eventuali collaboratori esterni forniranno il sostegno formativo agli operatori e il sostegno psicologico alle famiglie. Inoltre, potranno venir attivati tutti i contatti in rete (servizi sociali, assistenza psicologica, azienda sanitaria, tribunale, ecc.) che fossero auspicabili per il miglior sostegno nel percorso evolutivo del bambino e della famiglia.

A seconda delle difficoltà del caso affrontato si provvederà a valutare la necessità di abbassare il rapporto numerico educatore/bambini per garantire la migliore gestione del gruppo e il miglior accudimento per il bambino in difficoltà o di prevedere un educatore dedicato.

Il nido integrerà le proprie attività nel progetto educativo individualizzato redatto dai servizi competenti a favore del bambino/a.

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Di tutta questa modalità di appoggio se ne occupa il coordinatore della struttura attivando rapporti di collaborazione con le strutture territoriali (servizi socio- assistenziali, servizi sanitari o aiuto psicologico).

La giornata educativa - La giornata del bambino al nido procede con modalità e ritmi quotidiani che si ripetono costantemente. Ogni giorno i tempi e i luoghi del procedere sono gli stessi. Anche questa è una modalità per fornire al bambino piccolo la prevedibilità degli avvenimenti. Attraverso la sensazione di pensare ad avvenimenti e relazioni che risultino prevedibili e sicuri, lo stesso bambino acquisisce sicurezza e fiducia nell’ambiente che lo accoglie.

Le educatrici sono le garanti della costanza e della prevedibilità. Al tempo stesso sono anche coloro che con la dovuta sensibilità, in questo continuum quotidiano, inseriscono gradatamente gli elementi di novità necessari all’evoluzione di ogni singolo bambino.

La giornata procede attraverso questi momenti:

Accoglimento: 7.30 – 9.30 - Negli orari previsti i bambini vengono accompagnati dai genitori agli ingressi riservati al proprio gruppo secondo le modalità orarie concordate con le educatrici. Al momento non ci sono orari personalizzati di accesso rigidi, ogni famiglia può usare l’intero intervallo di tempo. È il momento del distacco dal genitore quindi un momento molto particolare dal punto di vista emotivo.

Dovrebbero essere previsti tempi e modalità adeguate e spesso non restringibili in ferree regole, che permettano a tutti i partecipanti alla relazione una reciproca comprensione.

Con la necessità di seguire le regole del distanziamento sociale però saranno ora le educatrici ad andare incontro ai genitori negli spazi dedicati all’ingresso per evitare l’assembramento di più adulti nello spogliatoio. Saranno ancora le educatrici, dopo aver ricevuto le comunicazioni di rito, a preparare i bambini per la giornata con il cambio delle scarpe e la svestizione e a condurli nelle stanze del proprio gruppo.

In particolar modo un ambiente sereno e un’educatrice disponibile ed accogliente devono favorire l’accettazione del distacco del bambino dal genitore, ma anche quella del genitore dal bambino.

Sarà consentito l’ingresso nelle stanze da gioco dei bambini solo ai genitori che stanno facendo l’inserimento o per casi molto selezionati e relativi a delle obiettive difficoltà dei bambini stessi. I genitori presenti all’interno saranno comunque tenuti separati dal gruppo dei bambini. I soli contatti sono con l’educatrice di riferimento.

Quando tutti bimbi sono presenti e riuniti nei propri gruppi con le proprie educatrici, condividono il cibo.

Merenda: 9.30 – 10.15 – È il primo momento nel quale i gruppi sono completamente composti. Mangiare assieme è una modalità relazionale importante e ricca di aspetti stimolanti. Le educatrici si siedono a tavola con i bambini, li aiutano, interagiscono ed esse stesse mangiano con loro. Ogni gruppo di bambini mangia nella sua stanza. Alla fine della merenda vengono igienizzati i tavoli.

Tempi delle attività: 10.15 – 12.00 - Le ore centrali della mattinata nel nido sono dedicate a quelle che vengono definite “attività”. I bambini attraverso relazioni, emozioni, sensazioni, giochi, creazioni, crescono. È compito delle educatrici rilevare per ogni bambino i momenti individuali di crescita in modo da fornire lo stimolo, il materiale, le modalità più adeguate per favorire lo sviluppo in ogni età di crescita.

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È questo il momento della giornata nel quale sono concentrate le modalità educative più specifiche del nido: la manipolazione, il disegno e la pittura, la drammatizzazione, il gioco senso-motorio, il gioco simbolico, il gioco euristico, il suono-ritmo-musica-canto, il racconto, i libri, gli animali, le costruzioni, i giochi all’ aperto, i giochi con l’acqua ecc.

Inoltre, al fine di sensibilizzare i bambini alla conoscenza delle diverse culture di provenienza, saranno utilizzati libri e giochi dedicati.

Bisogna comunque sottolineare che il lavoro prevalente con i bambini così piccoli è di tipo relazionale: conoscere e accettare l’adulto di riferimento è un processo lungo e solitamente necessita di tempi specifici, individuali per ogni bambino.

Per ottenere questi obiettivi le attività sono uno strumento.

I tipi di attività differiscono per età, tempi di sviluppo e tempi di inserimento nella struttura.

I bambini svolgono tutte le attività negli spazi dedicati per ogni gruppo. Non ci sono attività di intersezione. I materiali sono in uso esclusivo quotidiano per ogni gruppo di bambini. Alla fine della giornata tutti i materiali vengono sanificati.

Pulizia dei bambini: durante tutta la loro permanenza al nido - Intendiamo con questo sottotitolo quello che usualmente è definito il momento del cambio o tutti quei momenti dedicati all’igiene. Prendersi cura di un bambino significa prendersi anche cura della pulizia del suo corpo. Ciò è strettamente subordinato all’età dei bambini.

Quando i bambini sono piccoli e non possiedono il controllo sfinterico, il cambio avviene ogni qualvolta se ne presenti la necessità ed è un momento di grande intimità relazionale con l’educatore, fonte sicuramente di approfondimenti di conoscenza e di spunti per il lavoro successivo. Viene fatta la sanificazione del fasciatoio dopo ogni cambio. Le educatrici, oltre alla mascherina, durante il cambio, usano la visiera.

Il raggiungimento del controllo sfinterico è, per ogni bambino, l’obiettivo di un percorso individuale di crescita che la famiglia e gli educatori facilitano e favoriscono in stretta collaborazione, in particolare in prossimità del secondo anno.

L’autonomia relativamente alle funzioni del corpo è promossa dagli educatori e condivisa dai bambini dei gruppi 24-36 mesi. In occasione del cambio invece di un gruppo di bambini o qualora un gruppo usi i gabinettini sarà fatta la sanificazione successiva subito dopo l’uso del bagno

Il pranzo: circa ore 12.00 - Come durante la merenda, i bambini e gli educatori condividono il pasto e ne fanno un momento relazionale importante.

Mangiare in comunità e riuscire a mangiare da soli sono anch’essi obiettivi di percorsi individuali di crescita e autonomia. Attraverso modalità condivise l’educatrice ha la possibilità di approfondire la conoscenza del bambino e quindi di offrigli le migliori opportunità evolutive.

Anche durante il pranzo i bambini sono sempre divisi per gruppi di età. Ogni gruppo mangia nella propria stanza.

Il menù è approvato dall’Azienda Sanitaria ed è diversificato a seconda delle stagioni annuali. È distribuito su quattro settimane mensili che si ripetono.

Nella struttura è operativa la cucina e i pasti vengono preparati in loco.

Sono previste diete speciali per motivi medici o religiosi. Alla fine del pranzo vengono igienizzati i tavoli

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Il sonno: dopo le ore 13.15 - Dopo il pranzo, i bambini vanno a riposare negli spazi appositamente allestiti. Nell’organizzazione della giornata, soprattutto del gruppo dei più piccoli, bisogna tener presente che i bambini possono aver la necessità di riposare anche durante la mattinata e per questo, in ogni ambiente, sono previsti degli angoli tranquilli per un riposino.

Dormire lontano da casa e non nel proprio lettino è un momento delicato. Solo dopo un buon periodo di frequenza è possibile per il bambino accettare serenamente questo momento e goderne assieme agli altri compagni.

Le educatrici accompagnano i bambini e ne favoriscono il riposo rispettandone le modalità domestiche. Ogni gruppo ha un luogo per il riposo. Ogni bambino o bambina ha il suo materassino o la sua brandina.

Al risveglio, il gruppo si ricompone gradatamente e ancora una volta il condividere il cibo durante la merenda pomeridiana è il momento per riallacciare le relazioni e riprendere il contatto con la realtà.

L’uscita: nelle fasce orarie del contratto - Alla fine della giornata i bambini si ricongiungono con i genitori. Le educatrici preparano i bambini all’uscita. Per i gruppi dei bambini più grandi i genitori si presentano alle porte dedicate e i bambini saranno consegnati cercando di evitare gli ingressi dei genitori nella struttura. Per i più piccoli o per quelli appena inseriti sarà consentito l’ingresso alle famiglie con una distribuzione temporale adeguata ad evitare il sovraffollamento e solamente agli adulti in possesso del Green Pass. Sicuramente non è permesso l’ingresso nelle stanze da gioco ma solo negli ambienti degli spogliatoi o corridoi.

I due momenti dell’accoglimento e dell’uscita sono quelli nei quali genitori ed educatori si scambiano le informazioni quotidiane. Seppur brevi sono momenti di grande pregnanza emotiva dai quali dei partecipanti, oltre alle informazioni, può ricavarne un arricchimento. Sono in particolare gli adulti che si relazionano (educatore e genitore) e attraverso le loro modalità di relazione, conoscono, capiscono ed aiutano i bambini nei passaggi tra i due ambienti educativi: la casa e il nido.

In questo momento nel quale è richiesto il distanziamento sociale, i momenti dell’ingresso e dell’uscita hanno tempi ridotti che non consentono sempre un adeguato scambio di informazioni. Per incrementare le comunicazioni con la famiglia saranno usati altri sistemi: telefonate quotidiane di aggiornamento, video chiamate via computer, invio di foto delle attività quotidiane. Gli educatori possono così raccontare quali sono stati i momenti significativi della giornata e quali sono le comunicazioni importanti per il genitore che si ricongiunge al proprio figlio.

Sostegno alla genitorialità - L’instaurarsi di una buona relazione tra gli adulti (genitore/educatore) che si occupano della crescita e dell’educazione del bambino.

La buona relazione è il risultato di azioni favorite dagli educatori che iniziano prima dell’arrivo del bambino al nido e dell’inizio del suo inserimento. Per preparare questo momento sono previsti colloqui individuali per ogni famiglia che ha scelto di

frequentare il nido da svolgersi con gli educatori di riferimento e/o il coordinatore. Si useranno le piattaforme informatiche, ma anche incontri in presenza nelle aree esterne o all’interno se la delicatezza della situazione famigliare lo richiedesse, con genitori provvisti di Green Pass.

Come già spiegato, un momento di relazione molto importante con le famiglie è l’inserimento. Durante il suo svolgimento gli educatori consegneranno alle famiglie un

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elaborato nel quale ciascun genitore potrà raccontare i momenti salienti della vita del bambino. Questo documento diventerà il patrimonio di comune conoscenza in aiuto agli educatori per poter svolgere al meglio la propria funzione.

Sono previsti 3 incontri annuali per ogni gruppo di bambini. Gli incontri verranno fatti o via piattaforma o in presenza nelle aree esterne o all’interno il tutto in ottemperanza alle correnti indicazioni di prevenzione del contagio da Covid 19. Non verranno fatte le feste per le famiglie fino a che le norme Covid non lo consentiranno. Potranno essere previste gite all’aria aperta per piccoli gruppi o attività all’aria aperta per famiglie appartenenti allo stesso gruppo di bambini.

Per quanto riguarda la continuità educativa e il collegamento con gli altri servizi presenti sul territorio verranno seguite le norme anti contagio in vigore.

I genitori potranno prenotarsi per degli appuntamenti individuali presso la Scuola Materna La Casetta nel mese di gennaio.

Ci avvaliamo della Biblioteca S. Mattioni di Borgo S. Sergio per favorire e promuovere nei gruppi dei bambini grandi il valore del racconto orale e della lettura in età pre- scolare. In date concordate con le famiglie e con la Biblioteca, accompagniamo i bambini presso la biblioteca stessa.

Nel momento del passaggio dei bambini alla scuola dell’infanzia, là dove ce ne sia l’esigenza o venga esplicitamente richiesto, verranno promossi incontri tra le educatrici del nido e quelle delle scuole dell’infanzia interessate. I genitori saranno informati degli incontri programmati in modo da avere l’autorizzazione delle famiglie.

Per quanto riguarda le riunioni, il coordinatore ne promuoverà il tema in stretta collaborazione con gli educatori ed anche prendendo spunto dalle osservazioni delle famiglie rilevate durante le quotidiane comunicazioni. Delle riunioni tenute verrà fatto un verbale con i contenuti e verranno segnalate le presenze delle famiglie.

All’interno delle riunioni collettive ai genitori verranno date tutte le informazioni sulle varie attività del nido.

Il coordinatore e/o l’educatrice di riferimento, promuove inoltre momenti di sostegno alla genitorialità attraverso colloqui di approfondimento che ogni famiglia potrà richiedere durante tutto l’arco dell’anno. Questi colloqui sono anche un momento di verifica sulla qualità dell’intero servizio e forniscono le indicazioni per le eventuali modifiche del progetto individuale per ogni bambino. È previsto almeno un colloquio individuale per ogni famiglia frequentante. Il colloquio individuale potrà essere previsto in modalità on line o in presenza per i genitori in possesso del Green Pass.

Per tutti i genitori è inoltre a disposizione il servizio di consulenza psicopedagogica sia per adulti che per i bambini. Il servizio è dichiarato nei contratti con tutte le famiglie ed è compreso nelle rette versate.

Alla fine della frequenza al nido a tutte le famiglie viene consegnato un questionario di verifica sulla qualità del servizio, strumento essenziale per la successiva programmazione annuale. I risultati del questionario sono elaborati e riportati nel riesame annuale del Sistema di Gestione della Qualità. Vengono esposti all’Albo. Nel caso di rilevazione di criticità specifiche, viene previsto un colloquio individuale di verifica.

Oltre a queste modalità d’incontro che riguardano in maniera esclusiva le famiglie frequentanti il nido di ARCOBALENO 2, i genitori eventualmente interessati, verranno

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informati anche delle iniziative che le altre strutture appartenenti al Consorzio L’ARCA o lo stesso Consorzio attivano durante l’anno.

• organizzazione degli spazi

Gli spazi del nido sono stati allestiti pensando alle competenze, bisogni ed esigenze dei bambini.

L’organizzazione degli spazi costituisce un prerequisito di fondamentale importanza per il corretto svolgimento dell’esperienza educativa e possono venir modificate anche nel corso dell’anno in funzione dell’evolversi delle competenze e bisogni del bambino e della programmazione didattica.

Nella metodologia pedagogica del nido è molto importante poter lavorare con gruppi piccoli (sottogruppi) di bambini di pari età ed è altrettanto importante che ciascuno di questi sottogruppi possa avere uno spazio di riferimento nel quale venir accolto, riconoscersi, stabilire rapporti costanti e lasciare la propria traccia. Questo è tanto più importante in questo momento storico

È prevista, pertanto, una suddivisione dei bambini presenti del progetto in sottogruppi che rispettino le differenze anagrafiche:

Piccoli 13-23 mesi Grandi 24-36 mesi

Ovviamente tale suddivisione dipende, nella ampiezza dei gruppi, dalle età dei bambini che di anno in anno vengono iscritti.

Comunque, per ogni gruppo sono previsti degli spazi dedicati dove i bambini potranno sperimentare attività di gioco differenziate: gioco simbolico, lettura, attività grafico pittoriche, musica, angoli morbidi ecc.

Per le attività motorie sono previsti degli spazi dedicati per ogni gruppo

Gli spazi all’aperto sono molto ampi e possono accogliere contemporaneamente anche tutti i gruppi di bambini. Anche gli spazi all’aperto sono divisi in modo che ogni gruppo possa usufruire di uno spazio dedicato.

• organizzazione del personale

L’organizzazione del personale intesa come aspetto sistemico del servizio è parte integrante di un progetto che porti alla costruzione di un metodo educativo condiviso, scandito da relazioni e sequenze che facilitino e salvaguardino la qualità di un servizio che intende soddisfare le esigenze del territorio e offrirsi come nido interaziendale Infatti, nelle aziende che dovrebbero usufruire del servizio, il personale, nelle varie mansioni, lavora con orari diversificati; quindi si presuppone che padri e madri lavoratrici avranno bisogno del nido in orari tra i più disparati.

Se vogliamo tenere saldo il concetto di nido come luogo educativo e di crescita, non ci si può accontentare, in questo caso, di pensarlo come una struttura aperta tutto il giorno, come un deposito, dove bambini e genitori passano, entrano ed escono, ma in

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fin dei conti non si relazionano e nemmeno si incontrano, forse nemmeno con gli educatori.

Come specificato in apertura del presente documento, Il nido ARCOBALENO 2 si colloca, con precisa identificazione dei propri spazi, nella struttura intitolata “I NIDI NEL NIDO“, che comprende anche il nido ARCOBALENO 1, uno spazio che il Consorzio L’ARCA impiega per proprio il Centro Cottura e uno spazio comune per riunioni e incontri tra educatori o con i genitori.

Inizialmente, il nido ARCOBALENO 2, che ha la possibilità di accogliere 35 bambini, era stato pensato per tutti quei lavoratori e lavoratrici impegnati nel turno mattutino di lavoro e, alternativamente, in quello pomeridiano, fornendo la possibilità di una frequenza del servizio con orario alternato 7.30 – 14.00 o 14.00 – 20.00.

Purtroppo, con l’avvento della crisi economica è scomparsa totalmente la richiesta di un servizio su due turni.

Attualmente, ARCOBALENO 2 ospita i bambini, divisi in due gruppi (13-24 mesi e 25-36 mesi), con gli orari classici del nido dalle 7.30 alle 17.30.

Ogni gruppo d’età ha le proprie educatrici dedicate

Il nido è aperto dalle 7.30 alle 17.30. Uscite possibili: dopo pranzato tra le 12.45 e le 14.

Dopo il riposo tra le 15 e le 16 Ultimo uscita entro le 17.30

Il funzionamento così strutturato del nido è previsto durante tutti i dodici mesi dell’anno, senza dunque lunghe pause estive o modificazione dell’organizzazione e cambi del personale durante i periodi estivi. Sono previste due settimane di chiusura durante l’anno: la settimana tra Natale e Capodanno e la settimana di Ferragosto, oltre alle Festività previste dal calendario nazionale.

Il personale che è destinato ad attuare questo progetto è in possesso dei requisiti personali e professionali necessari: titoli di studio e formazione previsti dalla Legge Regionale, attitudini personali specifiche e motivazioni importanti, interesse nel perseguire con rigore il raggiungimento di un’ottima professionalità.

Tutti gli educatori coinvolti formeranno un gruppo stabile che globalmente parteciperà alla formazione e alla supervisione previste.

Agire con rigore nella formazione del personale è un ottimo mezzo per scongiurare il turn-over del personale e per solidificare la spinta del gruppo verso l’attuazione della mission aziendale.

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

Mod.7.3-01-01 rev.1

ARCOBALENO 2

DATA AVVIO PROGETTO: SETTEMBRE – 1 settembre 2021

METODO di PROGETTAZIONE: Il progetto si articola con 2 tipologie di gruppi:

GRUPPO OVER 12 (12 – 24 mesi) GRUPPO OVER 24 (24 – 36 mesi)

Si basa su un’attenta e continua osservazione dei bambini e informazioni tratte dai questionari d’ingresso consegnati alle famiglie e dagli incontri con i genitori.

Sulla base delle osservazioni, condotte dagli educatori e portate negli incontri con la coordinatrice, in base ai bisogni rilevati, si passa all’elaborazione del progetto educativo individuale, prefiggendo gli obiettivi e le modalità per raggiungerli. Particolare attenzione deve essere dedicata al rinforzo delle competenze degli educatori ed alla cura delle relazioni interne

METODO di VERIFICA IN ITINERE:

OTTOBRE / GENNAIO Poco dopo l’avvio e circa a metà percorso gli educatori si incontrano nuovamente con la coordinatrice per rivedere, alla luce di continue osservazioni ed una maggior conoscenza delle famiglie, come il progetto stia procedendo e l’eventuale necessità di cambiamenti al progetto iniziale

METODO di VERIFICA FINALE:

MAGGIO / GIUGNO La verifica finale avviene tra i mesi di maggio e giugno. Sempre sulla base della documentazione osservativa e il riscontro avuto nei colloqui con le famiglie, gli educatori e la coordinatrice verificano quanto avvenuto all’interno del lavoro di progettazione.

Si potrà attestarne la conformità e la sua validazione attraverso la rilevazione di eventuali necessità di adattare le tipologie operative e i relativi metodi di applicazione, in base alle caratteristiche dei singoli bambini.

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

Mod.7.3-01-01 rev.1

Programmazione

Il metodo di programmazione prevede che il progetto educativo del gruppo di bambini e quello individuale per ogni singolo bambino e bambina sia redatto in divenire a seconda degli step di verifica via via eseguiti.

La programmazione del lavoro in ogni singolo gruppo viene elaborata mensilmente durante gli incontri di programmazione e verifica previsti con regolarità e verbalizzati.

Condivisione con le famiglie

Un ulteriore passaggio che si lega alla programmazione del lavoro sono gli incontri di gruppo previsti per tutte le famiglie (tre durante l’anno scolastico) e i colloqui individuali proposti ad ogni famiglia due volte durante l’anno.

Le prescrizioni ed i protocolli messi in atto per il contenimento e la prevenzione della diffusione del Covid 19 rendono necessario e preferibile adottare modalità d’incontro con le famiglie a distanza (sono rinforzati i contatti telefonici con i genitori e saranno attuate riunioni e colloqui su remoto e su piattaforme). Con l’introduzione del Green Pass, sarà possibile organizzare, in presenza, incontri per singoli gruppi di genitori.

Inoltre, sempre per le limitazioni Covid, vengono momentaneamente sospesi i consueti momenti di incontro previsti per le famiglie al completo (genitori, fratelli, nonni…) durante l’anno al nido, momenti nei quali venivano organizzati giochi, laboratori, musica ecc.

La programmazione di tutto il lavoro con le famiglie viene discussa e decisa nelle riunioni mensili.

Anche gli eventi organizzati annualmente (da ottobre a maggio) dal nostro Consorzio L’Arca e rivolti a tutte le famiglie interessate (laboratori per genitori e bambini che si svolgevano sulle varie sedi delle Cooperative del Consorzio) vengono inevitabilmente rivisti e riformulati con la possibilità di proporli a distanza.

Per la programmazione dei nuovi inserimenti annuali del nido è stato possibile attuare la consueta riunione per i nuovi accolti nello spazio esterno del nido.

Documentazione e comunicazione

La documentazione del lavoro di programmazione e verifica è contenuta oltre che nei verbali di tutte le riunioni anche nelle schede apposite di ogni bambino e bambina.

Il buon andamento e il successo del progetto educativo individuale è strettamente collegato all’adeguatezza della formazione del personale e alla costanza, ricchezza e professionalità che si riscontrano nelle relazioni tra le famiglie e le educatrici. Per raggiungere tale obiettivo oltre agli strumenti professionali normalmente usati in alcune occasioni durante l’anno (riunioni, colloqui, consulenze ecc.) è di notevole importanza la comunicazione breve quotidiana. Per tenere il livello di questa comunicazione molto alto e relazionalmente significativo per tutti i partecipanti si è scelto di dare tutte le comunicazioni quotidiane riguardanti il benessere dei bambini e delle bambine e le loro attività all’interno della giornata, in forma orale da educatrice a genitore o a parente delegato. Questa modalità è molto importante anche per quel che riguarda le comunicazioni interne tra educatrici che in questo modo risultano decisamente

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

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stimolate e più precise. Inoltre, grazie all’avvicendarsi dei turni pomeridiani le notizie sulle bambine e i bambini si diffondono in maniera corretta a tutto il personale. Ogni anno viene verificata l’efficienza di questa modalità nel questionario in uscita che viene consegnato alle famiglie.

Tutti i passaggi delle procedure professionali di programmazione e verifica sono gestiti e

documentati attraverso il modello adottato da questo nido per avere il certificato di qualità.

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

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DESCRIZIONE DEL PROGETTO GRUPPO OVER 24: Arcobaleno 2

4 educatrici: G., L., N., A.

Descrizione dei gruppi: Il gruppo è composto da bambini e bambine che hanno già frequentato lo scorso anno.

Nel momento nel quale stiamo stilando il progetto educativo, stiamo inserendo 4 nuovi bambini che porteranno la sezione over 24 al numero complessivo di 21 bambini. I nuovi inserimenti saranno seguiti da un’unica educatrice mentre le altre 3 colleghe garantiranno continuità e stabilità al gruppo

“veterano”. Riteniamo il gruppo stabile e gli eventuali innesti successivi saranno facilmente amalgamati nel gruppo.

Tutto ciò ci induce a ragionare nei termini di una buona ripresa delle attività consuete con i bambini potendo contare su relazioni consolidate.

Gli spazi dedicati sono cambiati essendosi i bambini spostati nelle stanze più ampie che danno direttamente sul giardino.

Al gruppo delle educatrici è stata affiancata una volontaria del Servizio Civile Universale con la quale verranno strutturate ed organizzate delle attività finalizzate ad accompagnare i bambini ad una graduale consapevolezza e sensibilizzazione su tematiche quali il rispetto dell’ambiente e l’importanza del riciclo.

Obiettivi Attività

• Controllo del corpo in generale (miglioramento motricità; controllo sfinterico; piccole autonomie personali – vestirsi, spogliarsi, ecc., miglioramento della coordinazione oculo-manuale)

• Collaborazione con il gruppo dei pari (per piccole attività)

• Approfondimento capacità linguistiche (oltre la parola- frase)

• Per i gruppi con bambini nuovi favorire la stabilizzazione del legame con l’educatore prevalente per gli ultimi arrivati

• Approfondimento delle possibilità creative e sviluppo del gioco libero condiviso.

• Approfondimento della comprensione dei bambini attraverso l’osservazione partecipata

• Solidificazione delle capacità relazionali sia

• Attività motorie complesse (salti a piedi pari, movimenti alla rovescia; giochi simbolici per il controllo sfinterico)

• Uso dei tricicli e delle prime biciclette

• Costruzioni; gioco della casa;

travestimenti; gioco di ruolo; giochi con l’uso di animali; attività manipolative con l’attuazione di personaggi e il racconto di storie

• Racconto orale; piccole discussioni di gruppo; approfondimento sulle fiabe.

• Uso dei libri adatti al periodo evolutivo

• Per i gruppi con i bambini nuovi prevedere momenti di gioco e attività 1:1 più frequenti che favoriscano il rapporto di fiducia.

• Prevedere nelle attività differenziazioni di modalità operative e relazionali e seconda

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

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con adulti che con pari in realtà sociale complessa

• Eventuale individuazione di singole difficoltà evolutive o di relazione che possano rendere complesso l’inserimento alla scuola materna

• Sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente e alle pratiche di riciclo di materiali

• Adozione di comportamenti e scelte virtuose in tema ambientale

dell’età dei bambini.

• Sperimentazioni con tutte le tecniche grafiche

• Attività propedeutiche alla musica; uso della mimica

• Esperienze esterne alla struttura educativa, incontri, gite, frequentazione della biblioteca pubblica, esperienze di relazione anche con educatori diversi dai propri.

• Giochi all’aperto di movimento, di scoperta e con l’acqua e la sabbia nei periodi estivi.

• Laboratori di libera creazione e produzione di oggetti con materiali naturali e di riciclo

• Istituzione di un “venerdì green” al mese in cui si limiterà l’accensione delle luci e si favoriranno attività di gioco con le ombre

• Attività di giardinaggio e cura del verde

Per quanto riguarda i testi di appoggio per lo svolgimento del programma annuale si farà riferimento in particolare ai citati autori nella bibliografia che si occupano delle capacità creative dei bambini al di sopra dei 18 mesi e dei testi sullo sviluppo specifico di questa fascia di età in termini di uso del linguaggio, uso del corpo e sviluppo delle capacità cognitive utili all’ingresso alla scuola dell’infanzia. Molti testi sono presenti in tutte e tre le aree descritte nella bibliografia. Nell’ Area 1 ci sono gli autori di riferimento per quello che riguarda le capacità creative. Nell’Area 2 tutte le conoscenze necessarie per lo sviluppo psicomotorio.

L’Area 3 è la più traversale ma nella collana Cento e un bambino si possono trovare molti supporti culturali.

Per i nuovi inserimenti attenzione particolare allo sviluppo psicomotorio per osservare bene i nuovi entrati. (Area 2).

Per le tematiche sviluppate nel progetto “Il mondo è mio” del SCU si farà riferimento, tra gli altri, ai testi “Piccoli ambientalisti crescono” (Come insegnare l’ecologia ai bambini) di G.

Settimo, “10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta” di M. Walsh.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO GRUPPO OVER 12: Arcobaleno 2

4 educatrici: P., S., A. e G.

Descrizione dei gruppi: In Arcobaleno 2 il gruppo è totalmente nuovo.

La stanza ad esso riservata è quella più piccola di Arcobaleno 2.

P. e S. si occuperanno degli inserimenti previsti.

Il gruppo è tutto da costruire; al momento le iscrizioni sono 14. Entro il mese di ottobre si prevede di concludere gli inserimenti così da lavorare quanto prima sulle relazioni individuali con i singoli bambini, al consolidamento delle routines e della separazione dai genitori.

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In linea con i protocolli e le restrizioni legate al Covid 19, gli inserimenti previsti saranno accuratamente scaglionati così da permettere ai singoli adulti accompagnatori muniti di Green Pass di entrare nella struttura e di trascorrere le giornate dedicate all’ambientamento con l’educatrice referente in uno spazio debitamente isolato dal resto del gruppo.

Obiettivi Attività

• coadiuvare i bambini nell’elaborazione della separazione

• incentivare il recupero mnestico e immaginativo delle figure parentali

• favorire il piacere senso-motorio e vocale

• incanalare l’aggressività

• rinforzare ed approfondire il legame con gli educatori di riferimento

• solidificare i progressi motori del primo anno

• favorire la creatività e l’elaborazione simbolica delle esperienze

• incentivare l’uso della comunicazione verbale

• approfondimento della comprensione dei bambini attraverso l’osservazione partecipata

• eventuale individuazione di singole difficoltà evolutive o di relazione che superato il primo anno si presentano frequentemente nella sfera del linguaggio

• giochi basati sui contrasti: motori e verbali

• giochi sulla presenza e assenza, lontano e vicino; giochi con le palle e le macchinine;

giochi di comunicazione a distanza; tunnel;

travasi; prime costruzioni.

• traini e uso dei primi tricicli

• giochi con l’educatore di riferimento in rapporto 1:1

• incentivazione del gioco simbolico e proiettivo con bambole, animali, plastilina e le prime tracce grafiche

• giochi con il corpo proprio e dell’educatore, piccoli percorsi

• musica, canzoni, mimica e brevi storie

• uso dei libri appropriati al periodo evolutivo

• giochi all’aperto di scoperta e di movimento e, durante il periodo estivo, giochi con l’acqua e con la sabbia.

Per quanto riguarda i testi di appoggio per lo svolgimento del programma annuale si farà riferimento in particolare ai citati autori nella bibliografia che si occupano delle modalità del gioco simbolico, dei nascenti aspetti oppositivi nello sviluppo delle personalità, della

conoscenza consapevole del proprio corpo e del progredire delle capacità comunicative e relazionali nel gruppo dei pari.

Le aree di riferimento nella bibliografia sono: Area 1 tutto quel che riguarda il gioco simbolico.

Area 2 i processi di sviluppo relativi all’età presa in considerazione e sviluppo motorio. Area 3 conoscenze sulla fase oppositiva nella relazione con le figure genitoriali.

Dal momento che questo è un gruppo totalmente nuovo i riferimenti importanti saranno anche quelli relativi agli autori che trattano la relazione primaria (Area 3) e quelli che

approfondiscono i temi della separazione e dell’inserimento (Area 1).

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Lista di riscontro del Progetto Educativo

VERIFICHE E VALIDAZIONE DEL PROGETTO Verifica in itinere

Verifica in itinere

Verifica finale

1. VERIFICA IN ITINERE DEL PROGETTO EDUCATIVO

La verifica in itinere del Progetto Educativo avviene attraverso l’accertamento della corretta raccolta e gestione degli elementi in ingresso.

1° Verifica ultimata in data:

Firma Resp. Progetto

2° Verifica ultimata in data:

Firma Resp. Progetto

2. VERIFICA FINALE DEL PROGETTO EDUCATIVO

La verifica finale del Progetto Educativo avviene nel corso dell’elaborazione degli elementi in uscita.

Verifica ultimata in data: Firma Resp. Progetto

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3. VALIDAZIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO

La validazione del Progetto Educativo avviene nel corso delle fasi di “osservazione partecipata”

e attraverso la rilevazione delle eventuali necessità di adattare le tipologie operative, e relative metodiche di applicazione, in base alle caratteristiche dei singoli bimbi.

Validazione confermata in data: 29 giugno 2021 Firma Resp. Progetto Serena Bontempi

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