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SCELTA RARE CURIOSITÀ LETTERARIE INEDITE DAL SECOLO XIII. AL Xl\

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Academic year: 2022

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(1)i£>. lOO. CD CO u_.

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(5) SCELTA DI. CURIOSITÀ LETTERARIE. RARE. INEDITE DAL SECOLO. XIII. AL Xl\. Di questa SCELTA usciranno otto o dieci volumetti all'anno: la tiratura di essi verrà eseguita in numero non maggiore di esemplari 202 il prezzo sarà uniformato al num. dei fogli di ciascheduna dispensa e alla quantità degli esemplari tirati: sesto, carta e caratteri, uguali al presente fascicolo. :. ,. Gaetano. Romagnoli..

(6) OPISCOLI UIA PIBBLH]ATI. 1.. II.. incerti Autori del Secolo XIV Maestro Bartolino dal Canto de' Bischeri.. Novelle Lezione. d'. di. Martirio d'una Fanciulla Faentina. Due Novelle Morali d' Autore Anonimo del Secolo XIV. V. Vita di Francesco Petrarca. VI Storia di una Fanciulla tradita da un suo HI. IV.. amante. VII. Vili.. Commento La Mula,. di. la. Ser Agresto da Ficaruolo. Chiave e Madrigali satirici. del Doni Fiorentino. Dodici Conti Morali d'Anonimo Senese. X, La Lusignacca, Novella inedita scritta nel buon secolo della lingua italiana. XI. Dottrina dello Schiavo di Bari. Vangelo di Nicodemo. XII. Il Passio IX.. XIII. Sermone di S. Bernardino da Siena. XIV. Storia d'una Crudele Matrigna. XV. Il Lamento della Beata Vergine Maria e. Allegrezze in rima. Libro della Vita Contemplativa. XVII. Brieve Meditazione dei Beneficii di Dio, per Agnolo Torini da Firenze. XVIII. La Vita di Romolo, volgarizzala da iM/^ Donalo da Pralovecchio. XIX. Il Marchese di Saluzzo e la Griselda, Novella in ollave del secolo XY. XX. Un'Avventura amorosa narrata da BernarNovella di Pier do Dovizi da Bibbiena. le. XVI.. Il. — — Le Compagnie dei Geronimo Gentile.. Battuti in XXI.. Roma. nell'anno 1389.. Due Epistole d'Ovidio. ,. tratte dal volgariz-. zameiilo delle Eroidi fallo da messere Carlo Figiovanni nel secolo XIV.. 'ì.

(7) TANCREDI PRINCIPE DI SALERNO NOVELLA. IN. RIMA. HIERONIMO BENIVIENI FIORKIVTIIVO. Edizione Seconda. ^%6^ BOLOGNA Presso Gaetano Romagnoli 18fi5.

(8) 1. PQ Biffò Edizione di soli 102 esemplari. ordiuatamente numerati. N.. 75.

(9) ALL'ILLUSTRE SIGNORE. MICHELE DELLO RUSSO BENEMERITO FILOLOGO INDEFESSO CULTORE. DELLA CLASSICA LETTERATURA VOLGARE. PUBBUCATORE CONTINUO DI. AUREI TESTI ANTICHI AVVEDUTO NELLA SCELTA. NELLE CHIOSE SOBRIO ED ESPERTO A TESTIFICAZIONE DI STIMA E. GRATO ANIMO. FRANCESCO ZAMBRINI OFFERIVA. QUESTA NOVELLA.

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(11) AVVERTENZA. Suole non rade volte intervenire dell'opere intellettive degli uomini quello che degli Uomini stessi, cioè. che alcune sieno più, altre venturate; e questo. ne del merito,. ma. non si. meno. av-. già in ragio-. conforme. pricci della volubil fortuna.. d'esempio: poche storie io. i. ca-. A mo'. lessi,. per. venustà, per eleganza e per chiarezza eguali ai Commentarii della rivoluzio-. ne francese di Lazzaro Papi; e nulla-. dimeno quell'aureo libro non è come si vorrebbe, ed in. nosciuto sai. coas-. amatori d'opere storiche io m'av-. venni, che non che letti,. gli avesser mai appena erano lor noti; colpa.

(12) non. lieve. degl' italiani, cui. troppo stanno a cuore niere, scioccamente. le. troppo. cose stra-. trascurando. le. Corrono oggimai. (piat-. tro secoli dalla invenzion della. stam-. patrie glorie.. pa, senza che fin qui sia stato reso di pubblica ragione. manzo da,. il. il. celebre Ro-. cavalleresco, la Tavola riton-. quale non solo dette origine. a'. primo ordine -della nostra letteratura, ma egli è anche uno de' libri più ricchi che noi ci abbiamo,. poemi. di. vuogli per curiosità e per vaghezza d'intreccio, o vuogli per eleganza e candore di favella mirabile. quale vive nella fama, d'Italia,. europea. ma. di. tutta. ,. non pur. la. e. il. solo. letteratura. per buona ventura uscirà. :. non molto a cura della Regia Commissione ile'testi di lingua. Le Novelle di Franco Sacchetti, che sono una ricca miniera di toscane eleganze, e una viva pittura al. pubblico. fra. de'costumi d'allora, tale che in leg-. gendole. li. par vivere nell'età in cui.

(13) furon rese di. egli scriveva,. diritto oltre. trecencinquanta anni di. poi ch'elle nacquero! ste opere,. E come. potrebbe dire, che. si. Tra. le,. si. per. però non vuoiNovella di. fiorentino, la qua-. fi(?;?/r/>?j/. esemplare. molte altre. la i^vesenie. comunque non. na, pure. que-. io intralascio. le quali. ommettere. Icronimo. di. che or solo ho ricordate. alla sfuggita, cosi di. brevità.. comune. sia. tutto. in. un. di perfetta poesia italia-. ha. di molti bei versi, e di. naturalissime graziose ottave, e dettata (se. ne. togli. qualche idiotismo. de'tempi ed alcune desinenze ed uscite di verbi, proprie. soltanto del. volgar fiorentino) in una lingua e in. uno del. stile da,. disgradarne assai altre. medesimo tempo. ebbero miglior. ,. che. tuttavia. fortuna, essendosi. più e più volte prodotte per le stam-. Onde non è poco da maravigliare ch'ella non venisse inserita nel volume delle opere varie di esso. pe.. Beuivieni. che. si. stampò. in Firenze.

(14) 8 noi. in. irui), Olì. nel 1521:. Venezia nel 1522 e. ({uale. la. ommissione per. avventura procedette dall'essere Novella. discorso. in. d'. troppo profano, laddove. ond'è composto. il. la. argomento le. scritture. suddetto volume,. son quasi tutte sacre e morali.. È. questo. tolto dalla. meron. ma. poetico. componimento. prima Novella del Deca-. del Boccaccio, alla giornata IV;. condotto con tale arte, con tanta. maestria, e con. si fatta. naturalezza,. da potersi risguardare come un. ori-. ginale poemetto. Ora fra le Novelle del Boccaccio tutti. i. ,. secondo T avviso di. dotti, quella del Principe. dì. Salerno, per importanza, per bellez-. magniloquenza sorpassa tutte Faltre, sicché bene a ragione fu detto dal Cesari che 'se altrove. za. e. per. ,. il. Boccaccio. superò. gli altri,. nel. Principe di Salerno superò se medesimo. Intorno alla verità del. fatto,. ninna cosa di positivo può. dirsi. oltre ciò. che ne scrisse Domenico.

(15) 9 Maria Manni nella sua UUistrazione istonca del Boccaccio, a cui rimetto il. Dopo. lettore.. il. Certaldese molti. scrittori Iraltaroiio. gomento. e in. medesimo. il. versi. in prosa. e. ar,. e. in lingua latina e nella volgare, in-. torno. a'ciuali. neir opera clielli. é da vedersi. suddetta, e. il. il. Manni. Mazzuc-. nelle sue Note alla Vita. Boccaccio. Furono tra. i. del. primi Lio-. nardo Bruni Aretino, che. la scrisse. in prosa latina; e Filippo. Beroaldo. che. la. recò in versi elegiaci; e Fran-. cesco di Michele Accolti che ne tra-. dusse una parte in terza rima. Più innanzi poi Annibal Guasco traspor-. toUa in ottave e Silvano Razzi Antonio da Pistoia, Ottaviano Asi;. Pomponio Torelli e Ridolfo Campeggi se ne giovarono, compilandone loro tragedie. Non il Mann] però, né il Lami, quali scrissero nari. ,. i. intorno alle Novelle del Boccaccio,. non conobbero questa liduzione di Girolamo Benivieni o almeno non ..

(16) 10. no parlarono. né. ;. primo non. il. ri-. corda un' antica Novcllelta risguar(lante. che. V ugiialissimo avvenimento un codice ms. Riccardiache il Lami stesso inserì nelle ,. sta in. no, e. sue Novelle letterarie anteriore al io. giudicandola. ,. Decamerone. ;. la. quale. ripubblicai nel 1859 in picciolis-. simo numero di esemplari. Eccone un frammento: » Gismonda fue figliuola di Tan» credi prenze di Salerno. Questa ». Gismonda s'innamorò d'uno famiglio del padre, non de' maggiori ;. ». e tanto ordinò, che con questo fa-. ». miglio,. il. quale avea. ». scardo,. si. congiunse. ». fue nella camera di Gismonda. Or. ». non istando. ». sola volta. ». ». ciò. ». fecelo. fé. nome. Gui-. e [questo. pur contenta una Tancredi -vide tutto pigliare Guiscardo e ella. ,. ammazzare. ;. e. morto. gli. cuore, e quello fece. ». fece trarre. ». pigliare, e mettere in una. ». d' oro, e. il. ,. coppa. per uno suo famiglio. lo.

(17) li ». mandò. ». con questo. Gismoncla. a. mandolli. e. ,. a dire questa. tuo padre. ti. parola:. manda questo per. ». il. ». consolarti di quella cosa. ». tu ami, siccome tu hai di quella cosa, che. che più consolato. elli. più a-. ». lui. ». mava.. ». presente della. ». cuore, e detta la parola del pren-. ». ze,. ». e quella iscoperta,. y>. E. portando. il. coppa. con forte viso,. la. famiglio,. il. en trovi. il. ,. coppa prese;. come. cuore. il. vide e le parole intese, cosi ebbe. cuo-. ». per certissimo quello essere. ». re di Guiscardo.. ». voler più vivere. )'. stada d'acqua di radice velenosa,. ». e misesela a bocca, tutta la beb-. il. non. Diliberò di :. prese una gua-. ». be; e poi, abbracciato quello cuo-. ». re, si. ». da e Guiscardo.. mori. Tal fine ebbe Gismon-. Or che avuto. la. il. Boccaccio potesse avere. sua prima ispirazione. questo racconto, e. fìa. ». io. non saprei. difficile a stabilirsi,. ma. da. dire,. certo. potrebbe avergli fatto buon prò, co-.

(18) i2 ine. ti'. cliiaraiiionte. altri. essersi egli giovato.. me. ne viene. il. Ondo. destro. ,. io. apparisce. dacché. ,. toccherò. cosi alla sfuggita d'alcune narrazioni, le quali,. non. ch'elle fussero da. tutto inventate,. lui al. ma. o erano. già state scritte per altri in antece-. denza,. si. dettavano da' suoi con-. correvano per. temporanei,. la. boc-. ca del popolo.. La Novella del re di Cipri e donna di Guascogna fu senza tolta dal Novellino antico,. della fallo. secondo. che pur notarono Vincenzio Borghini e. Domenico Maria. Manni.. Dal. quale libro antichissimo, per avventura la. il. Boccaccio similmente trasse. Novella. che. di. Melchisedech giudeo. altresi leggesi. Ciciliano di. neW Avventuroso. Bosone da Gubbio; non. che quella di Masetto da Lamporecchio,. comunque un quasi. simile e-. sempio trovisi eziandio nel Reggimento e costumi delle donne di Francesco da Barberino, dal quale io.

(19) 13 giudico essere più verosimile abbia attinto. Boccaccio. La mezza. il. vella del. No-. Romito di monte Asinaio,. proemio della IV giornata, non solamente trovasi nel prefato Novellino, ma pur anche nel che. sia nel. Fiore di virtù. e. ,. Storia. nella. di. Barlaam e losafat : il quale libro vuoisi che é un sacro romanzo ,. dettato. in. origine. da. Giovanni. s.. Damasceno. La Novella di Madonna Beritola, secondo l'avviso delF erudito Lami, fu ispirata al Boccaccio che da un antichissimo poemetto ,. trovasi nella Riccardiana. intitolato. Primo Cantare di Carduino portò alcune stanze nelle velle letterarie,. ove altresì. :. ne. ri-. Noprodusse sue. un'antichissima istoria, dalla quale senza dubbio. il. Certaldese trasse. suo Bernabò da Genova. :. io la feci. ristampare in picciol. numero. semplari, insieme col. racconto. Principe di. Il. Salerno.. Lami tenne pure,. il. qual. d' e-. del. Gio.. forse indotto dal.

(20) l'i I. Anton-maria Biscioni, che la Novella del Gerbino avesse origine cali.. da altra in ottava rima, più antica,. XV. stampata nel secolo a. questi giorni in Bologna;. debita riverenza a io. e riprodotta. ma. colla. erudito uomo,. sì. sono d'assai contrario avviso, e. reputo che essa novella sia. invece. lavoro d'un secolo, o quasi, poste-. da Valhona copia. riore. Lizio. per. eccellenza un' antica Novella popolare. in. rima. ottava. Lusignacca, che. il. al. Decameron:. die fuori qui in Bologna nel pas-. sato anno. ci. la. sopra lodato La-. mi reputa anteriore si. intitolata. ,. reca in. E. Nastagio degli Onesti. mente. razione, che. il. la. preziosa. nar-. Passavanti inseri nel. suo Specchio di vera penitcnzia^ del. Conte. di Niversa e del. Carbonaio,. ch'egli tolse dalle Storie d'Elinando,. dal quale senza dubbio cio levò. il. il. Boccac-. suo racconto. La Novella. di Tofano e di. madonna Ghita. d'A-. rezzo les^ciamo maniata in un libro. i. d.

(21) 15. antichissimo i'. altre. novelle. di. insieme intrecciate. de' racconti orientali,. blicò la. 1832. prima volta. col titolo. ,. 1" ,. scritta nel. e che poi. di. e. alla guisa. che. pub-. si. Venezia nel. in. antica. Novella. buon secolo si. une. della lingua,,. è ristampata di fresco. qui in Bologna, intitolandosi Storia (T. una. ab. alle. crudele matrigna. :. il. sig. cav.. Giuseppe Manuzzi, nome 'caro lettere italiane, ne possiede un. buon codice tenne tara.. al. ms.,. il. quale già appar-. celebre Alessandro Mor-. Quivi similmente troviamo av-. venture che. recano in mente. ci. Novella di Pirro. e la Lidia,. di. la. Pa-. ganino da Monaco, e del Conte d'Anguersa; avvegnaché, secondo anche. affermarono. i. Deputati alla. corre-. zione del Decameron, quest'ultima,. per una parte. ,. possa essere. attinta dalla Divina. Commedia. TAllighieri, ralTigurandosi nella. stata. del-. me-. desima Pier della Broccia e la donna di Brabanto; o per Taltra parte,.

(22) K). avvenimento d'Antioco.. dal pietoso. quale libro di Novelle. Dal. trasse. parimente l'autore del Pecorone. il. suo Doge di Vinegin, e Anton-france-. Doni. sco. Gazza to. la. graziosa. spia. Quivi. propriamente. favola. pure narrasi, mole con varietà. portanti, la Novella della tolta. feso,. della. donna d'E-. Petronio Arbitro. da. ime. ,. raccontata altresì dalFantico tradut-. deir Esopo. tore. Ricca rdiano. ,. secondo. ,. il. testo. modernamente. e più. da Eustachio Manfredi, da Antonio Cesari, e da molti altri illustri letterati, in diversi. tempi.. del Cavaliere del re di la di. messer. Abraam. Torello. giudeo. venturoso. ,. ,. La Novella. Spagna, quele. trovansi. Ciciliano. più. ,. quella. di. neir Avsopra. ri-. cordato, di Bosone da Gubbio: e la. graziosa della Figliuola del re d'Inghilterra ci ricorda. una narrazione. che leggesi neir antico e devoto f)ro. de' Miracoli. nella Vita di. S.. della. Madonna. li,. e. Eugenia, cui anche.

(23) ,. 17 più strettamente. attenne ser Gio-. si. autore. vanni Fiorentino. Peco-. del. rone. Tito e Gisippo trae da Valerio. Massimo,. mone. e Pitia, e d'altro racconto clie. abbiamo nel di. frate. degli Scacchi. Trattato. da. Iacopo. Cessole;. Apuleio, senza dubbio, è Peronella clie mette. un. in. Da-. sovvenire di. e ci fa. levata. tanto ardito. io sia. a volere con ciò diminuire to del Boccaccio;. la. Ma non. doglio; e cosi via via.. creda alcuno eh'. da. amante. suo. il. e. il. che. però. meris'egli. talvolta ritrasse da altrui l'argomen-. l'ombra. to,. da. maestro. seppe poi. di esso,. svolgerlo. ,. sì. ampliarlo. adornarlo, incarnarne lo scheletro, e dargli la vita. .. la vivacità e la. che. vinse di gran lunga l'originale; sicché. l'. ampiezza. verità della l'. copia,. aridezza del-. trasformandolo con. tanta maestrevole arte, seppe. der. la. Ma. e. ren-. cosa sua propria. egli è. oggimai ora che noi. ci. ritorniamo alla nostra pubblicazione. 2.

(24) 18. qui. lìii. Primo il. una sola slampa. iiuesla Novella. Di. si. conosce. parlarne. a. dai fu. si. bibliografi.. Blasi,. \\. il. Au-. raccoglitore degli Opuscoli di. tori siciliani,. 228. al voi.. 232,. alla. in questo. il. modo:. XX,. quale //. dalla pag.. descrive. la. poemetto. è tutto. continuato senza divisione di Canti, ed è racchi aso in due quaderni di 10. carte per cadauno, che registro a-b,. ma. non. v'è. hanno. il. loro. numerazione,. né anno, né luogo, né nome di stampatore. ,. ed è in forma di. pato nel secolo. XV,. 4.*';. fu stam-. e dedicato al. dilettissimo Giovan Pico della dola.. Ne. favellò poi. ,. suo. Miran-. dietro la scorta. Brunet nel suo Madel P. Blasi nuel du libraire: il quale fu pago ,. il. del dirci, che questa edizione è trois. rare, ed impressa verso'. Gamba. finalmente. il. 1485.. la registra. Bibliografia delle Novelle. Il. nella. italiane in. veder chiaro, ch'egli la citò sulla fede altrui, perchè se fosse venuta alle mani, non gli. prosa;. il. che. fa.

(25) ,. 10 l'avrebbe certo allogata fra le Nocelle. in prosa.. Non essendomi stato. pos-. per quante indagini m'abbia. sibile,. d'avvenirmi. usate,. suddetta. nella. unica edizione, mi sono giovato per la. presente ristampa del solo codice. manoscritto die. si. conosca,. sta nella Biblioteca.. {quondam. renze. il. quale. Nazionale di Fi-. Magliabechiana). Classe VII, cod. 726, già Strozziano, N. lOOi;. quale. non. certo. di. molto corretta lezione, sicché a. ri-. durlo. v'. il. è. ho speso dietro non leggier. fatica.. Girolamo Benivieni nacque in Firenze nel 1453, e coltivò. le lettere. con indefessa cura e con. prospero. successo. Nell'età sua giovanile dettò. senza dubbio. la. presente Nocella dì. Tancredi, e per avventura più altre. cose profane, le quali, per è a. mia cognizione, da alcune. lissime stanze amorose. non. quanto. ci. all'. bel-. infuori. pervennero. Egli stesso ce lo.

(26) 20 alTerma nella prima. componimento:. sto. E. ottava di que-. (iel. Cor,. veccliio le. Tancredi. il. poco umano. lusinghe al suo duol tarde e scarse,. Canterò. io. con quella cetra in mano,. Per cui già tanti versi e rime ò sparse.. Ebbe amicizia. co'più valentuomini. del suo. tempo, e. suo. ingegno.. del. lasciò assai. parti. L'argomento. quasi tutte le sue rime, che. ci. di. riman-. gono, é l'amor divino, da lui vestito colle. immagini platoniche, conforme. usavasi all'età sua.. Il. Varchi lo ap-. pellò secondo ristoratore della italia-. na poesia;. ma. il. Muratori. si. dolse. perchè tante sublimi immagini venissero offuscate da e. za. oscuro. Passata la si. i. uno stile ruvido prima giovinez-. dette tutto allo spirito, e fece. parte della famosa setta de' Piagnoni.. Mori del 1S42 nella vecchia età di 89 anni.. Avuto dunque riguardo. alla rarità. i.

(27) 21. componimento,. del. importanza. ali*. del racconto e al merito delFautore, io. ho buona ragione da credere die. eziandio la presente operetta tornerà bene accetta, siccome. tanf altre. di simil genere, al colto e discreto. pubblico. Io. mente. r. mi sono tenuto. v'ho conservato. al codice, e. antica. '. stretta-. Non ho per. grafia.. altro. mancato, ove occorra, d'avvertire lievi mutazioni il lettore d'alcune usate, ponendo in nota la lezione del testo che mi pareva errata. Se ho preso nel segno se. non. fine. ,. ,. sia. che. ,. come non perché. ,. vogliono essere servati,. di. sta;. Dirò in. buoni costumi. i. ne' tempi della civiltà. vago. bene. fatto.. molto più. moderna, non. propagare scritture. men. che. oneste, ho divisato che questo libric-. ciuolo esca in luce in. si. picciol. mero d'esemplari, da possedersi tanto. per. uomini. tissimi letterati. non possa avere. ,. savii. e. nusol-. prova-. in cui la seduzione sì. agevolmente luo-.

(28) g^ go. .. almeno. lando;. dare in oufni. con. disrn'zione. par-. elle se avessi avvisalo iF {"allo,. modo. certo. me ne. an-. sarei ad. aslenulo.. HIA^CESCO ZAMBillM.. I.

(29) ARGUMCIVTO Ardea Gismomla Scuopre. il. Manda. cor del giovinftlo. alia fii>liu. il. Ducisi. Opre. Gì. :. ma. ,. tardo. lieto. le. vecchio di suo crude. un tempo. Canterò. lusinghe io. al. ;. velen prende.. morti amanti ciiiude.. i. del vecchio Tancredi. Cor,. il. amorosi piacer, r.iniquo. li. Foco che. ,. veccliio irato fende.. il. ,. un sepolcro. petto. '1. e. ,. Del proso amante,. Lei sopra quel, piangendo,. E. eletto. cor d' un foco accende. amor fortuna. ucculti. gli. amante. o [ut suo. ,. Amor duo. Guiscardo,. in. il. e. insano. duo cor arse,. poco umano. suo duol tarde. con quella cetra. in. e. scarse,. mano,. Per cui già tanti versi e rime ò sparse.. E. tu. ,. Tengo. mentre che ,. al dolce. vien, priego. E della cetra tua. mio. Piacciati, al. al tuo. ,. le. disio. giogo. il. colio. suon grato, Apollo. grave corde,. muovere intanto:. E dolci furti le tagliente e sorde Lime d' Amore, e, di chi il segue, il pianto: E come or lieto bacia, or punge, or morde, L'insidie eMacci e le sue reti canto; ,. E' dolci. inganni. Per una antiqua. e e. '1. cieco isperar nostro. bella storia. i'. mostro.. ,.

(30) ,. 1>4. E. I». die forse. ,. Mie. fragii. barca,. risgiiardi. dal elei. insiti. Con isdejjnoso cor, con. fero volto. spalmati e tardi. gli. Suo* remi, eh' a solcar tuo mare à tolto,. Se del tuo foco ancor. Perdona. priego. ,. Mie ingegnio:. D'Amore: Amor. Ma. tu,. ,. tu. t'. ben quanto. sai. Spirto gentil. mente. è. E. sicuro. i'. il. si. è. la. forza. fermar farieno,. ciel. infiammata, accesa,. mie onor, tua il. ardi. ch'a tanta impresa. (1),. '1. Ch' ancora invoco a ritardarmi. Tuo. e. eh' a ciò mi sforza.. è quel. Co' prieghi tuoi, che Ài la (2) mie. infiammi. temerario e stolto. al. la. e. il. freno;. mia difesa,. lascio entro al tuo seno,. Che tenip'è ormai. ch'ali' aura de'tuo' prieglii.. Nel nostro corso (3). Amor sue ve. le. spieghi.. Cantando adunque con quel suon ch'Amore, (E' dolci prieghi tua mi faran degnio),. Dico. ,. che già Tancredi. Salerno resse,. uom. fu. ,. il. cui valore. d'umano ingegnio.. Di benign' almo assai, di grato core,. Se non avessi, da men giusto isdegnio Vinto r ultima età. 1' ,. inpia sua. mano. Tinta neir Hmoroso sangue umano..

(31) ,. 25 Questo nel corso. suo lunga etate,. di. Solo una sola e unica figlia ebbe. Ma. ;. più (senza la sua felicitate). Suo fortuna condulta Costei. fra tutte. ,. in. V altre. pace arebbe! figlie. amate. Da' cari padri, in tanta grazia crebbe, In. tenero amor, che quella sola. si. Amò. pili. die mai padre altra figliuola.. E tanto era. il. piacer del vecchio padre,. Che non sape da sé divider quella! Erano. in. tanto suo. membra. leggiadre. Fatte già tal, che quella età novella.. Che suol dell'altre vergine Già superavon. Cedendo. Amor,. il. di. far. madre,. molli anni; ond'ella,. vecchio padre a. fu lieta alfin di. piìi. pietoso. nuovo isposo.. Ch' a un figliuolo di quel signor, ch'allora Di Capova lo scetro in. Per donna die:. ma non. man. tenea.. molta dimora. Fece con quel, che morte iniqua Trasse. E Si. lei. ,. meschin. e. rea. di. questa vita fora;. eh' ogni altro. ben perduto avea. il. tornò. al. padre suo, piangente. Vedova, isconsolata. in. e. vesta negra.. egra..

(32) ,. Era costei IMìi. corpo. di. ma. Giovane d'anni,. E savia. Non. s'. pili. volto. di. e. eh' alcun' altra assai. bella e gciitile. eh' a senso ferainile. appartien. (-i). cosi col cieco e. :. ;. gagliarda molto,. stolto. Padre amoroso, come signorile. E ricca donna, Suo. vita. delizie piena,. di. ozio senza frutto mena.. in. Onde veggiendo. che. ,. '1. tenero amore. Del vecchio padre suo era cagione,. Che. di. Ne parendo anco L' onestà sua Patissi. tutto el core. ma' più isposarla (in. Dato ogni cura) ave. di. a. scoprire. Al vecchio padre,. E 'nmaginossi. oblivione;. che. lei. suo onore. '1. sua discrezione. la. ,. in. el. suo volere. fé. nuovo pensiere. in. ,. ;. quanto esser potessi,. Occultamente un valoroso amante Prendere,. cui. il. E come saggia {. Con ciò. sie. Molti baron. Maniere, Di. il. ,. ,. amor. godessi.. lieta. provida e costante. cosa che 'n suo corte avessi molti sergenti. ciascun cerca. ). a tante (5). :. T ingegnio e. cor, ,. esamina. e. la. natura. misura..

(33) ,. 27 Perchè,. fra. un cerio giovinetto,. tutti,. Ch'era Guiscardo per nome chiamato, Del vecchio padre suo servo e valletto. Umil. sangue. di. piacque. Gli. che. si,. Feramente pe'. caldo cor nel petto. '1. occhi vulnerato. gli. ,. ,. ,. primo colpo che per quei discese,. Al. Mirabilmente. suo amor. di. E ognior più Di lui laldando. Era. giovane. il. che accorto. ,. Amor guidato. e. scorto. ,. s'accorse, all'amorose piumi,. lei. Alle. face. Dove. in. d'amor. Mentre. Amor,. e. in. tal. del. fé. forma. tal. cor porto,. già impressa avea. lei. Ch' a nulla fuor di. pensar potea.. lei. guisa acoltamente preme. infiamma. uno. 1'. e. el. frutto. in. ,. ,. per fare a. il. (7). braccio al giovinetto. Esser desia sopra ogni cosa D' aprir a alcuno. (6). l'altro petto;. che sol cor dell'amorosa seme. Cercava. Onde. ;. un punto da' duo vaghi lumi. in. Lei,. accese. s'. più, modi e costumi. e ;. De' begli occhi e d' Di. virtute ornato. di. e. ,. e. teme. suo proprio concetto. (|uel. ,. suo amor palese. Con nuovo modo una malizia prese.. :. ,.

(34) ,. ^8 una. Ella scrisse. Ciò che Gli. lettera,. in. e. quella. far convenia. seguente di. '1. dimostrò, s'essere vuol con ella:. Poi 'n un bucciol di canna la nicttia. Porselo a quello. e. ,. tal. 'n. modo. Cosi, ridendo: alla tuo serva. Guiscardo,. al. Guiscardo. il. si. morto foco faccia vento.. prese. Guarda. ,. Di veder. canna. ,. altro drento. modo che. e. la. Come. ,. Già per. ,. man 1'. lei. ,. si. 1'. e. '1. ,. ,. ;. ingegnio, ,. ornata. attese. ,. disegnio. andar potessi. ,. lieta. ,. voi far degnio.. mai contento. ordine. mostro. Giovane vaga. subito prese. arte e. tener dovia comprese. 1'. :. lettera s'offerse.. in. eh' alcun. sicondo. nascondessi. ben. Se del suo vivo amor pili. :. cannon fesso aperse. il. perchè quella. Aperse e lesse,. Onde. gli avessi. aperse con attenzione s'. Ch'agli occhi suoi. '1. non senza cagione. cui diversi fessi. in. ,. Né prie Guiscardo. E. e. tornato a suo magione. la. Vedendo. Il. ,. pensò che quel dato. E subito. fia. questa sera uno istrumento,. in. Con ch'ella. Ben. :. favella. e. a quella. bella..

(35) ,. 29 Era vicino allo superbe mura. Del palazzo regal. fra. ,. e. fiori. 1'. erba. Nascosa una cavata grotta oscura Ch' un gran tempo. Quasi deserto,. Che. di quel. il. ,. ,. monte occulta serba. ,. per una fessura,. e. monte. la. scheggia superba. Apria, per forza, infra l'occulte fronde. Che cuopron quella,. al. elei. sua luce infonde.. E per molto segreta iscala. ,. in quella,. Qual d'una delle camere terrene,. Che. 'n quel. palazzo la giovane bella. Per sua zambra regal possiede e tiene. Venie laggiù,. D'un. scende. si. avenga ch'ella. ,. munita fussi bene;. forte uscio. Che per non esser lungo tempo usata, Da ciascun fussi già dimenticata.. Amor, dinanzi. a'. cui vivi occhi alcuna. Cosa non puote (ancor quantunque occulta Sotto. r immenso cerchio. della luna). Esser coperta alcun tempo o sepulla, All'. amorosa sua donna quest' una. Via. d'. Ma per. aquistare vie più. il. suo amor non occulta;. infiammar. 1'. acceso foco. Le ridusse a memoria allor quel loco.. ,.

(36) ,. 30 Ma Non. pcrcir alcun del cauto suo disegnio s'. acorgessi. prie tentato avea. ,. Più e più volte con sua arte e 'ngegnio,. S'aprir quell'uscio in gniun modo polca:. E poi eh' à aperto quel Non vidde al suo desio, Nella caverna; e Scrisse. ,. e. di. lieta. scendea. loco esaminato,. '1. à. lutto. nessun ritegnio. ,. amante avvisato.. 1'. Ella avea della grolla la fessura. Descritta; e che venir per quella a essa Si. Da. sforzi. :. e. dell' altezza. la. misura. terra insino all'alta reggia fessa;. Notalo e scritto. sito. il. e. natura. la. Del loco, appunto ave scrivendo espressa,. E. '1. come. e. quando. '1. e. d'ogni cosa. Che meslier fussi a cor d'amore. il. il. tulio.. frutto.. Perchè Guiscardo alla suo 'mpresa. effetto. Dessi, pensando alle cose opportune,. Parate tutte in prima,. Fece. d'. il. giovinetto. aver certe annodale fune,. Per cui scender nel balzo,. e. Tornar potessi. duri prune. Che coprien D' un saldo. 1'. ;. e. contro. alta. cuoio. grotta il. a' ,. al. onde. suo ricetto. s'. entrava. tener corpo armava..

(37) ,. 31 E poi. soletto. seguente notte,. la. Cir aprir a alcuno (8). Sen venne. Fan via. le. suo pensier non volse. il. loco, ove, tagliate e rotte,. al. pietre, e gli occhi intorno volse:. Vidde un broncon che. 'n sulle. Surgea del fesso. un de' capi avvolse. ,. e. 1'. Della suo fune a quello. Nella caverna, e. Qual. Che. di. di. poi. la. di. il. ;. e. estreme grotte. (jui. disciese. sua donna attese.. seguente, come quella. voler dormir vista facea. Prie licenziata ogni sua damigella Nella sua zambra sola. E. di. si. chiudea. ,. :. poi r uscio aperto che in nella. Grotta risponde. in. ,. quella discendea. ;. Dove, poi ch'ai suo amor giugniea davanti, Mirabil festa. facean gli amanti.. si. E, dopo mille ardenti baci Sen gieno. in. zambra:. Del di gran parte. all'. ivi. e. mille,. con quel diletto. accese faville. Dier loco; opera non dal mio concetto! Poi dato ordine e Si. ritornò;. e. '1. modo,. alle. sue ancille. vago giovinetto,. Più eh' altro lieto, in nelle occulte grotte (9), Ivi. aspettando. la. futura notte..

(38) 32 l»oi. Fune. come tempo. ,. fu. a casa. salito,. E con simil piacer. por. ,. la. nodosa. tornava:. si. sua amorosa. la. Per simil via sovente vicitava.. Ma. la. umana cosa, come iniqua e prava. fortuna, ch'ogni. Ogni ben turba. ,. Mentre pur segue,. si. felice. coppia et odio scoppia.. Veggiendo, ognior d'invidia. Né potendo Ne. sì. soffrir tanta. amor, con. felice. letizia. tristo. ,. evento. Subilo in pianto el lor galdio e in tristizia. Volse, e. piacere in subito lamento,. '1. E' dolci risi. E. gli. E. 'I. in. lagrime e mestizia,. amorosi lor giochi. amor,. lieto. Ultimamente. in. la. in. tormento;. fortunata sorte. lacrimevol morte.. I Era Tancredi alcuna volta usato Di venir la suo figlia a vicitare. Così soletto; e poi ch'alquanto slato S' era. con quella, a suo diporto andare.. Costui un giorno, poi che desinato. Ebbe,. sì. come spesso. sole fare,. Qualor volessi ragionar con quella, .Spn. venne. in. zambra. di. suo. figlia. bella..

(39) 33 Quivi. perche. ,. (La donna. elio. donna. la. Gismonda. Con certe damigelle Tra r erba. e. vari. Senza ohe alcun. Che tor. lei. Drento;. e. 1. le. stava,. si. fussi accorto,. si. non volse, inlrava. cortine a pifide vede.. finestre. perchè, essendo cosi, in disparte. Datr un. E. cliiiise. le. lieta. lui. dal piacer. battute. Del Ietto,. Il. di. cyiiamava). diporto,. a suo. fior. nn sno orlo. in si. de' canti. capo. al. letto. il. prenze. Della cortina sopra. si. ponea. si. appoggia,. e. mettea. ;. una parte. ,. Quasi come se ciò pensando, a arte. Facesse;. e. mentre ch'ivi. sedea.. si. Cosi com'era pien d'ozio, soletto.. S'addormentò, coperto,. pie del ietto.. a'. Gismonda, che per sua disavventura Avea. la notte. el. suo diletto amato. Fatto venir drento alla grotta oscu-a, Dalle. compagnie sue preso comiato. Sola in zambra sen venne. ;. e. ,. senza cura. Aver, se v'era alcun, l'uscio serrato.. Non. si. essendo del padre o. d' altri. accorta. Della grotta al suo amante aprì la porta.. 3.

(40) 34 Là donde, poi die. zarabra, uscito fora,. in. Sen venne, e vaghi amanti s'abbracciarono. Con quel Poi sopra. disio che gli animi inamora. il. insieme se n* andarono. letto. ,. Dove contenti per lunga dimora,. Con mirabil. Ma. disio si sollazzarono.. ischerzi e. fra' lor dolci. Par che del vecchio. Perchè. al. suon volto (10). Lasso! ogni cosa; e pien. amplessi.. lieti. sonno. il. si. allor, di. rompessi.. ben vede. e sente,. maraviglia,. che mai fussi alcun tristo e dolente,. Pili. Volse jsgridar. sventurata figlia. la. Poi, mutato pensier,. Con più discreto modo. E per me' poter. si. si. far quel. consiglia:. che già. '1. core. sanza alcun romore.. Gli dicea, tacque. E. :. come prudente,. pensò, cosi na«coso- e cheto.. S'esser potessi,. Po', a tempo. in alcun. e loco. in. modo. istare. :. ordine discreto,. Venire a quel eh' egli intendea di fare. Gli amanti,. che per lungo spazio e lieto. '. Piacer goduto avien senza pensare Al padre, essendo di partir già L'. un nella grotta. ,. e. 1'. altro. 1'. ora,. sen vien fora.. *.

(41) 35. ,. per un halcon ncll" otto. poi. Taiicretii Si calò. bencliò veccliio, occultamente. Senza ch'alcun. di. ciò. sì. fussi accorto:. Nella suo zambra se n' entrò dolente;. Po' per vendetta far d' un. Die. modo. die. tal,. sì. gran torto. notte seguente,. la. Guiscardo, all'uscir for. del. balzo,. atteso,. Subito fu da duo giovani preso.. E Era. cosi e. come ancor. ,. 'mpacciato,. Che d'amor. E. del ciel. Ma come. si. nel quoio involto. principe. il. menare,. dolca, turbato molto,. troppo. ,. al. di. sua morte avaro.. occhi al doloroso avvolto. gli. Del miserel prigione, con più amaro. Cor che mai fussi alcun dolente, affisse, Quasi piangendo,. tal. parole disse:. La mia benignità, Guiscardo, Mio verso. te. ,. troppo benigno. e. e. 'Icore. grato. ,. Non ave'van l'ingiuria e '1 poco onore. Non avevan 1' oltraggio meritato Qual come oggi visto àn per mio dolore ,. ,. Quest'occhi,. A cui Amor. à'. contro alle mie cose usato.. rispose sol questo, Guiscardo: tu sai. ,. eh' è piii di noi. gagliardo..

(42) ,. 36 Comandò il prenze allor eh" en più remota(ll) Zambra rinchiuso lussi ocultamente. Kè r infelice sua fortuna nota Sendo Già. donna ancor: po'. alla. di. vari pensier torbida. Girando. al. vecchio. il. di. seguente,. rota. l'affannata mente,. Appresso a desinar, com'egli usava. Soletto in zarabra dì suo figlia andava.. Poi fatto a se chiamar quella, e serrato. L'uscio, piangendo, cominciò a parlare:. Parendomi, Gismonda,. il. Almo,. singolare. tua virtii,. la. la. tuo probato. Tua onestà conoscer, mai pensato Non arei mai potuto inraaginare, Né arei alcun die giamai creduto (12) ,. Quel che con questi mia occhi. Che tu, non che. ò. veduto;. tuo casto-petto, altrui. '1. Ma' sottopor per modo alcun volessi. Mai. la. tuo mente, pur fuor eh' a colui. Che preso. E. di si. in. fatta. prima per tuo sposo avessi:. mente sempre. fui. Ch' un sol disio nel tuo cor non potessi,. Ch' arder (13) d'. amor. ,. un semplice pensiero;. Del che fu' più eh' alcun lontan dal vero..

(43) , ,. ,. ,. ,. 37 donde. Lii. lafiiniabil pianto. in. resto. il. Di mie infelice e misera vecchiezza. Sempre,. lasso! sarà, qualora in questo. Pensier, che. miser cor mi rompe. '1. Ma pur. Cadrò.. se. 'n. e. spezza,. tanto disonesto (14). Error cader dovea tuo giovinezza. Amor che, per men male,. Fussi piaciuto a. Preso avessi uno alla tuo stirpe eguale!. Ma Usan. infra. color che la mie corte. tutti. Guiscardo. ,. Umil. sangue,. di. à'. per tuo amante eletto,. e. di. negletta sorte,. E, per Dio, quasi insin da giovinetto. Da me nutrito: onde, dolente. a morte,. M' k in tanti affanni messo. tuo difetto,. Ch'. non so come meco. i'. di. te. donna. ,. ,. i'. qual partito pigli. Perchè a Guiscardo tuo Della caverna. E chiuso r Perchè. Ma Non. di. di. te,. ò. lui. ista notte in. prigione. il. Di qua V. ,. fu ,. :. eh' all' uscir fora. preso i'. non pens' ora,. ò già partito preso;. che è quel che più m'accora. so che farmi. Non va. il. mi consigli. :. in. un punto sospeso. iudizio libero al mio 'ngegno;. amor me. trae,. di. qua. Io. sdegno:.

(44) :]cS. amor che sempre, più che padre. L'. Portasse mai,. Sdegno che. ò già portato, e. t'. in. lacrimahil cor. s'. a lìglia. giusto. 'I. appiglia. Pel grave eccesso e pel tuo fallo ingiusto.. Amor. che. perdoni mi consiglia;. ti. Questo mi torce Centra. '1. crudel ciho. al. mie 'ngegnio. un pietoso mi fa,. L'. Ma prima. altro crudele.. le, Gisraonda,. di. meco pensi alcuna cosa. far. di. che. 1'. Ho desio. di. gusto. il. dal mei dolce al fele. e. saper quel che. li. i'. faccia,. ,. piaccia. Dir contro a questo. E qui con lacrimosa. piangente faccia.. Fronte, tacendo,. la. La faccia mesta. affritta. A. terra volta,. ,. come un. Battuto, piangie. il. e. dolorosa. vii. fantino. vecchierel meschino. 1 Gismonda, udito. Non solamente. il. ma. Esser palese,. Come Guiscardo,. il. padre,. e. conoscendo. suo segreto amore per certo avendo il. suo bene,. il. suo core. Pres'era, e da mortai dolor sentendo. L'almo Assai. Fu. ,. ,. ferir,. con pianto. e. con remore. vicina al dimostrar suo affanno. come. il. più. delle fcmine fanno..

(45) ,. 39 Ma pur Scacciata. tanta viltà ,. Fermava;. ,. Prima da. animo altero. '1. ,. suo amante ucciso. se lo spirito diviso,. r invitto cor. Perchè. ,. si. o prieghi. torca o pieghi.. non come femina dolente. Non come già Ma d'un almo Curassi quel,. Non con. viso. veder fece pensiero. di. Che porger feminil lusinghe Alcun. il. seco, con inmoto e fero. e. Almo, credendo che Già fussi. 1'. con mirabil forza. del suo fallo ripresa, viril, d'. come niente. un valor sommo accesa. ,. volto turbato o con languente. Faccia da feminil lacrime offesa,. Ma con. fermi occhi e con costante ciglia. Cosi rispose al principe la figlia. Ne a negar, Tancredi, Disposta son. ,. ,. :. parte alcuna. in. né alla tua clemenza. Feminil prieghi porger, perchè. 1'. una. Cosa giovar non mi potrebbe, e senza L' altra. farò; né 'n questa. mia fortuna. In alcun atto tua benivolenza. Cercar, padre, e. 'I. tuo. amore. Benevol far, ma confessarti. è. il. mio pensiero vero;.

(46) \0 K lon. viT.i. ragion prima V onore. Fama. Della mia invilla. e. la. chiarezza. Difender penso, e poi con forte core. Seguir. dell'. almo mio. suo grandezza.. la. amore. Egli e vero, a Guiscardo ogni mi' Portai e porto,. insin (15) che. e,. Del fatai corso mìo. Che. E. 1'. eie). ultime tempre. 'n breve spazio fia,. non spezza. ,. porterò sempre.. morir à alcuna forza. se presso al. E regnìa Amor. '1. (16) nell'anime passate,. Poi che sciolta sarò da questa iscorza,. Non cesserò Né tanto Pur. la. d'. amar. mia feminil. Quanto. il. sua beliate. la. mi sospinge. a questo. e. :. sforza. fragilitate,. poco sollecito tuo core. Del maritarmi, e. '1. Esser, Tancredi, Di carne essendo,. suo propio valore.. ti. dovea palese,. come ogni uom creato,. El corpo mio, che da te l'esser prese.. Di carne e. non. di. E con qual forza, D'. Amor. le. pietra esser formato.". che fiamme accese. e di. leggi in giovinile stato,. E nella prima età venghin, ben ch'ora Vecchio, dover sapevi. e. debbi. ancora..

(47) ,. 41 E come che ne' tua In parte già sotto. Di Marte, militasti in. Delle delizie,. Non pure. Ma. i. meno. (17). dolci inganni. mal preso veleno.. il. nostra ardente giovinezza,. in. adunche son. Di carne. Si. di. dell' ozio. vostra pigra e frigida vecchiezza'. 'n. Che. affanni,. tanti. Non dovevi però saper Quanto possin. anni. teneri. piii. superbo treno. "1. di. te. nacqui,. che per. 1'. una. come quella. pur giovine ancora,. e e. si. ,. per. 1'. altra fiammella. D'amorosi pensier mi scaldo ogniora. ,. ;. E per aver nell'età mia novella, Di que' piacer che gli animi innamora,. Col caro sposo mio già còlto. Con mirabil. Né. disio. il. frutto,,. m' infìamman tutto;. resister potendo al caldo foco,. Alle forze. d'amor,. Come giovane. e. piìi. donna,. mi disposi, a quel dar loco:. E certo in questo ogni mio ingegnio posi. Non voler, poi che tratta a dolce gioco Da naturale error,. negli amorosi. Lacci incappar, quanto potea. Con nostra infamia. e. il. mie ingegnio.. con tuo giusto isdegnio (18)-.

(48) ,. Ì2 E certo in questo, Amor troppo pietoso, E fortuna benignia, al mio desio Una segreta via, un loco ascoso, Un senlier certo mi mostraro, ond' io Potessi con amor dolce riposo Dare e quiete. giusto voler mio.. al. Or come questo, da qui. r non. niego. lo. Guiscardo elessi, Si. come molte. Ma con. e. e. non per accidente,. molte soglion fare,. certo consiglio e salda mente. Innanzi a. tutti. gli. altri. E con saggia constanzia Cólti. ,. volsi. amare:. me come prudente;. Poi lo introdussi a. Virtù. (19) tu tei sai,. noi niegherò m^i.. e. singulare. e. gran tempo del ben culto seme. abbiam. amorosi. gli. Laonde par che. frutti. oltre al. mio. insieme.. difetto. A\ mie peccato, in cui m' indus&e. Che. tu del. vulgo. el. Amore,. mal preso concetto.. L'onta d'aver (seguendo. el. cieco errore),. D' aver Guiscardo per mio amante eletto. Uom. di. vii. sangue. Mirabilmente. E. di. ciò. ti. e di. perturba. negletto onore, e. 'ncenda,. più che d'altro mi riprenda'. ,.

(49) Quasi dicendo, che se. questo (20), un preso. 'n. Avessi almeii di nobii sangue nato,. Che da. Non. Ma. '1. morso. te. sare'. ,. nò. mie. il. fallo o ripreso. ,. com'è, turbato!. tuo cor,. '1. tuo furor, dal volgar senso offeso,. Won vede ben che non è mie 'I peccato Nò F* error mio, non l'amorosa colpa;. Ma. '1. ciel. ,. più tosto e la fortuna incolpa;. Qual con un certo error. 1'. instabil rota. Cieca volgendo, insin al ciel sovente. Gl'indegni esalta, allor che nella mota Lascia in basso. Ma. piìi. i. degni iniquamente!. lascikn questo, e gli occhi volgi, e nota. Quel fonte ond' ogni cosa primamente Nasce,. che d'una propia forma. e vedrai. Di carne ogniun quaggiù. si. veste e 'nforma. D'una massa medesima, formata umana carne, è ogni creatura, Da un solo creator fatta e creata E ciascun alma è d' un' cqual misura D'. ;. Con egual forza Egual. Ma E. equal. d'. e. potenzia ornata. di. virtìi. semplice e pura. noi, che per natura. fingie. ,. in. prima. la. il. virtìi. ciel. ,. ,. :. par' finse. distinse;.

(50) ,. ,. E quei, ohe seco avien. di. lei. maggiore. Parte, operando, nobili far detti; Gli altri. ,. che senza alcun pregio o valore. Eron da parte. E. se. '1. si. ,. restar negletti.. mond' oggi con perverso errore. Volt' à al prira' uso suo' contrari etfetti F>ur natura benignia e. buon costume. '1. Ha ancor per bersaglio. el. primo lume.. Colui che virtuosamente ispende. Di questa inferma vita. il tempo avaro, Sé nobil, sé gentil, sé degnio rende, Sé sopra ogni altro generoso e caro:. E. dice altrimenti,. chi. Qual. Non. Ma. sie di. di. '1. quel che noi dice. Se infra. la. non intende. colui che altrimenti é detto. Risguardi. E. e'. vero splendor, semplice. ,. tutti. fie. il. e. chiaro. ,. difetto.. baron della tuo corte. i. che son nobili chiamati. lor vita cerchi. ,. e di. ,. qual sorte. Sien lor costumi, e 'n qual virtute ornati;. E d'altra parte (no con bieche Luci) e costumi. di. o torte (21). Guiscardo guati. Se giudicar con giusto almo vorrai Nobili questo. ,. e. quei. vili. dirai.. ,.

(51) ,. ,. 45 Né Die'. sue virtù, del suo valore. (Ielle. mal. giudicio d' alcun altro fede. al. Ch' a quello delle tuo parole, el core;. E E. gli. occhi mia a quel che ciascun vede. chi. ma' più. Che ciò che Lodato. ài. di. 'n. sempre. Meritamente. gli. te. in. Che se dagli occhi mia non. al. richiede. era degnio.. Laide detta già mai fu. Che sopra. si. con giusto ingegnio.. lui. coni" egli. ,. onore?. à fatto. valoroso uora. di. lui. fu'. 'ngannata. tale,. tuo giudicio in opra data. Non vedessi battendo mover l'ale: E s' i' pur fussi in alcun modo stata Presa da 'nganno alcun. come. Sì. i'. Mie sarebbe. il. sia. Questa tuo falsa. Reproba. in. giovane. ma. dolor,. un uom. Dirai or, che a. Umil posta mi. Ma. ,. sono ancor, mie sare'. frale,. e il. danno.. tuo l'inganno.. di. condizione. negletta e bassa?. ,. cieca opinione. e. ver, istingue e cassa:. tutto el. se dicessi, a tuo confusione;. Con povero uom. ,. perchè non questo passa. Senza odio contro a. Con tuo vergognia. viri!. si. cor, sarebbe;. concederebbe. ;.

(52) ,,. 46 Poi che. Ch'un. Ilio. messo. A'. ,. ben sapulo. Sì. ài. operare. ,. servo, noni di pregio, in grand'altezza. grande. in. istalo. e. singolare. Riputazione e pian d'ogni ricchezza!. Ma. lasciàn questo, padre, indietro stare,. Che povertà mai. tolse gentilezza,. Perchè, come non far può. 1'. uom. Ricchezza, povertà non può far. Quanti re, quanti prìncipi. Che già tennon del mondo Credi tu che da' In. somma. E quanti. e. vile.. signiori,. mano. il. freno,. supremi onori. povertà caduti sieno? villani. Dalle pecore. quanti pastori. ,. tolti. Fortuna d'ora. Ne fumo. piìi. in. gentile. (22Ì. in. terreno.. sono ancora e saran ricchi!. e. ,. e dal. or giocando, ispicchi. Ma perchè un grave dubbio -ultimamente Movesti, infra. la. morte e. la. salute. Mia, cacciai for della tua dubbia mente;. E. se disposto or se' in tuo senettute. D'operar, come crudo {Il che. mai potè. Fa ora. in. me. Ne aspettar. ,. crudelmente. far tuo gioventute),. tuo crudel almo {spieghi. piìi. mia lusinghi. o prieghi.

(53) ,. ,. Perch'io vùllH non san, ne sarò mai,. Come prima cagion Se peccato è,. En. di. tutto el fero cor. me. tal. peccalo,. pregar con tanti guai. al. mio ostinato: quel non. Che se. di. Che. Guiscardo arai deliberato,. di. ,. Tancredi. ,. fai. Per seguire una pena, un comun danno, Queste mie propie. Or. vie va. Spargi,. E. se. ti. ,. con. man per. te. il. femine. il. tuo pianto. le. faranno.. con quelle insieme orti conversa;. e. par che meritato tanto. Abbiàn, ch'ogni vendetta sia diversa Dal nostro error,. le. Perchè non lasci?. e. lacrime da canto. con un colpo versa,. come rigid' angue uno e 1' altro sangue.. D' ira infiammato e. Or crudelmente. Conobbe Suo. 1'. ,. allora el principe. invitto. cor,. ma non. 1'. altero. però credea. Ch' a far disposta fussi così fero. Proponimento, quel. Onde, da Co. gli. Contro. lei. altrui al. Suo amor. eh' ella dìcea.. partito, fé' pensiero. danni. ,. perchè. e'. suo corpo incrudelir in. non volea ,. lo. ardente. parte spegnier crudelmente..

(54) ,. ,. E comanilò che senza alcun romore il misero amante strangolato. Kussi. E del tepido petto. caldo core,. il. Per forza isvelto, a. lei. fiissl. recato.. Così r impio desio del lor signore desio nefando e scellerato,. L' irapio. Da' diioi giovani, a cui fu imposto. Compiuto fu, ma non. Ladond'. Com'era. col. prenze poi. el. il. il. tutto. viso asciutto.. seguente giorno,. intento al suo crude. 1. lavoro,. Fatto venire un gentil vaso adorno,. i. Una superba e ricca coppa d' orò E 'n quella il morto cor misse a più iscorno, A maggior onta, a più crudel martore, Per un secreto suo Fece. di. fido sergente. ,. quello alla figlia un presente.. E con quel. le. mandò questa. imba'sciata. 1. El padre tuo, perchè di quella cosa Ti consolassi, che più ch'altro. Era da. te. come. ,. la. amata. sua penosa. Vita, di quello in tutto ài consolata,. Che. lui. più amava, questa preziosa. Coppa, per. farti. Più felice. beata,. e. più ti. lieta e. contenta,. presenta.. 4.

(55) Gismonda, non dal. Non. invitto. i)rinio. ardore,. vòlta,. dal suo fero cor piegata e. Cert' erbe velenose a sé venire. Fece, e dagli occhi del suo padre tolta,. Come. in. prima da se. Quelle stillò,. e. il. vidde partire,. certo loco accolta. 'n. L'acqua, se quel che essa inmaginava Fussi. ,. Alla qual poi che del prenze. Presentò. Con. (23). per presto avertasi serbava.. il. dono. 1'. e. il. sergente. ambasciata espose.. mal viso presente. fero volto el. Prese, non già con guance lacrimose.. E scoperchiato quel, come Morto cor vidde,. l'empie. e. languente. il. velenose. e. Parole intese,. al. primo ingrato isguardo. Esser conobbe. il. cor del suo Guiscardo.. Ladonde il viso al presente levalo Non in altro sepolcro esser dovea, Disse, un. fatto. si. Né certamente. il. Esser in questo. E. cor, che d'or formalo. mie padre potea pili. cosi detto, el cor. Al cor. ,. E baciò pria. ,. discreto istato! si. rivolgea. V amate labbra. in cui e. :. poi. si. volse. e. affisse. disse. :. ,.

(56) 50 sempre, inaino. In ogni cosa. Eslrecio di. Tenero. I'. amor. me. in. del padre. me. più che da. a. mio. questo ,. richiesto,. Non fora trovato ò più benignio e pio E or più che giammai ra' e manifesto! Laonde a quel, sicondo el mie disio, L'ultime grazie, eh' a. Debbo, per un. lui. don. tal. gli. I. render mai renderai.. Poi vòlta all'aurea coppa, al freddo e morto. Cor del suo amante,. cor troppo diletto.. el. Sguardando, disse: ah dolce. Ah grato albergo, ah placido De' mie' pensieri. e. fido. porto!. ricetto. ah singular conforto. I. D'ogni mie maggior mal! che raaladetto Sie '1 crudo cor di quel che mi conduce A veder. Assai. te. con queste inferme luce!. m'era. cogli occhi della, mente.. Dolce mie cor, vederti a ciascun' ora!. Tu. ài. di. questo rapido torrente. L'ultimo corso superato! fora. D'ogni mal posto. è:. Qual. te. E. giunto a quei. se'. la. dessi. il. vita ('24) presente,. la. ciel fin,. ,. à. termine ora. dove ogni cosa. Mortai trapassa, senza aver mai posa:. !.

(57) ,. 51 Lasciato ài. le. van dolore. '1. iatiche e. Le miserie del mondo iniquo. E. 'n. quel sepolcro or. Meritò già. ,. se'. e. che. ,. lolle, tuo valore. '1. dal tuo nimico accollo. !. Non mancava altro al tuo funebre onore Né alla esequie tua, altro era or tolto. Che r infelice che. Di quella,. Il. Non. qual. '1. tu. doloroso pianto in. acciò che. ,. fussi. e. ,. infin. eh' a. me. E. io. lo. te. ti. a voler. Costante. e. E come. 1'. tanto'. onor tuo interdetto. acerbo petto. 1'. mandassi. in. darò, benché. Mie primo, a mezzo. E. vita amasti. dal ciel Jove dispose. Del crudel padre mio. E. ,. al. ,. cor gli pose;. il. concetto. fero cor l'ascose,. morir con viso asciutto. ferma mi disposi. in. tutto.. delle mie lacrime pieno. Dolce mie core, pasciuto sarai,. Sarò dell'alma mia (25), dal mortai seno Per forza isvelta subito vedrai ,. Giugniersi a quella,. il. cui benignio freno. Reggesti già: e con qual guida mai Potrei in parte incognita o oscura. Pur che con quella gir. lieta. e. sicura''. C^.

(58) ,. Ci. ,. ,. o2 E. certa son che qui d' intorno ancora. Sguardando K. de'. mie 'nsierae, intenta. dimora:. si. E come quella che suo' primi Sorba. e. affetti. suo primo amor, ben penso ch'ora. '1. La mia sol brami. La mia,. di. Amata. ancora,. è. ,. pur de' suo'diletli. e luoghi. desiosa aspetti;. e. cui con più mirabil tempre. E qui tacendo. e co;^. poi. ,. sarà sempre.. non altrimenti. Che se nel sen della suo vaga fronte Fussi. i. mesti occhi. D'amaro pianto. ,. miseri e dolenti. un' abundante fonte,. Senz' alcun suon di pianti o di lamenti Di sospir gravi o di parole pronte Udirsi, all'urna coppa, al cor conversa,. Tacito pianto inestimabil versa.. Era cosa. mirabile a vedere. .. Le lacrime dagli occhi infermi isciolte, Quasi una pioggia turbida cadere Dall'infelice e miser cor raccolte!. E come, Lacrime,. infra le sue dolenti e vere il. morto cor più. Baciò, piangendo. il. e più. freddo. El cor, prima cagion del. e. volte. morto core,. suo dolore!.

(59) Ca. ^r. 53 Le. Prima. intorno tnlte. d'. Che cor. Ma,. suo, quasi ismarrite,. (lamip;tìllc. croii. ("ili. e. ,. non sapieno. parole udite. sie quello;. e. le. il. suon non inlendiono. ,. e di. quelle. di. duol. sommo. FMangien con quella;. pietà vestite,. di. e. quanto me' potièno. e. Della cagion del pianto suo. Dimandon. ma. lei,. invan. ,. ,. sovente. piatosamente. ;. E pianiiendo, talor qualche conforto Porgere a quella. Gismonda Ebbe. ,. aforzavan tutte.. s'. po' che pianto a suo diporto. entr' al. cor. Dall'amato suo cor, dal freddo Cor levò. Da capo. il. ,. lacrime redutte.. le. e. morto. volto e le suo luce asciutte,. che. a quel. piìi. gli. pesa. e. duole. Vòlta, soggiunse poi queste parole:. me molto amato core ogni uffizio e ogni pompa. dolce e da Finito è. Che. si. I. aspettava al tuo funebre onore. Né. altro. Al. nudo spirto. è. or che ,. al. 1'. A quel. ardendo. eh'. invidioso career ,. !. corso interrompa. mio fervente amore. Se non che ,. so. '1. rompa. già seco desia. Di fare alla tua alma compagnia.. ,. ;.

(60) ,. ,. 54 E COSI detto, II. vaso. Che,. il. quel!'. elle. vaso. si. dare,. fé. acqua nascondea. E neir aurea coppa. meltea. la. Là dove. el. Lacrime. sol lavato si giacea!. morto cor delle suo amare. E senza alcun timor A quello,. E. '1. con. labbra porte. le. velen prese e. il. Poi sopra Salita,. ,. giorno avanti a quel, volse istillare. '1. la. suo morte.. suo già tanto amato. il. coppa. la. corpo suo. in. man. in. si. queir onesto. Stato, qual me' potè. tutto. ,. letto. pose; netto. e. compose:. Poi stringendo la coppa al caldo petto,. Vicino. al. cor. 1'. amato cor ripose. E cosi, senza. dir più. Tacita aspetta. il. di. fin. :. cosa alcuna,. sua fortuna.. Le damigelle sua che ogni cosa*. E veduta. e sentita d' essa avieno. Benché se Fussi. ,. 1'. acqua. infetta e velenosa. qual prt^sa avie, nulla sapieno.. Non volsero. a Tancredi esser na.^cosa. Tal novità,. ma. Aviskr quello:. Temendo,. in. d' e. ogni cosa appieno. lui,. zambra. di. ciò. ch'avvenne. di sua figlia venne.. ;.

(61) 53 -^i. E giunse appunto. Gismonda. Al suo Ietto. E con dolce paro'e,. quella ora die sopra. in. e. ponea. si. ;. con que l'opra. Ch' al suo conforto più util credea. Quanto me' può, ma tardo. E perchè già L'. ama'a. fin. al. ,. ,. e 'nvan, s'adopra:. correr la vedea,. più eh' alcun dolente,. figlia,. A pianger cominciò dirottamente.. A cui. donna. la. allor rivolta alquanto,. Disse: Tancredi, a. desiderato. piìi. Caso che questo serberai. il. tuo pianto. ,. Ne a rae lo darai che in quesfo istato Non bramo: ma chi mai più vide uom, tanto, ,. Fuor. di. te,. pianger quel che prie bramato. E cerco avessi ingrato è chi si duole E piange d' aver più quel che più vole. !. Ma Che. se pure è. ,. tu già tanto. che. quel pr. di. ,. mo amore. mi portasti, alcuna. Favilla viva ancor dentro al tuo core.. Concedi alla tuo. Estrema grazia Estremo. ,. in. figlia. almen solo una. in questo. In questo fato, in questo. Un. sol. mie dolore. questa estrema mie fortuna. ;. punto estremo.. presente, uq grato don supremo.. h.

(62) ,. b E questo. è,. Né piacque. E. cti'a. corpo. col suo. non piace,. pace,. in. ovunche crudelmente. ,. posa. Gittato sia, ove si. te. occultamene. vivessi. i'. nascoso con Guiscardo. di. Che. da poi. che,. eh'. in. pace,. Questo infelice mie corpo dolente.. Padre. per tuo benignia e pietosa opra,. ,. PubbUcamente un. L'. sol sepulcro copra.. angoscia delle lacrime. Padre impedi del tutto. La nobii donna. la. meschino. al. risposta. !. poi che 'n sul confino. ,. Della suo morte. si. vede esser posta. ,. El morto cor, l'amato cor vicino. suo cor, premendo, accosta;. All'afflitto. con. E,. le. man sue. già tremante. Quanto più può. sei. Le damigelle sue,. Compagne, con. stretto. serra sopra. al. petto.. suo amoro"Se. le. quai già lieta visse. le. (^26),. Gli eron d' intorno afflitte e lacrimose.. Ma. poi che. E che. le. già. luci. i. gaudenti ochi. Rimanete con Dio, E. di. sua vita. al ciel fisse,. sua, velando ascose:. il. eh'. fatai. i'. parto. corso in. ,. disse. quell'i. Voce, insieme die fine alla favella..

(63) 57 Cosi r amor de' duo miseri amanti. Fu con amore Tancredi. ,. e. termine Unito.. dopo molli. e. lunghi pianti. ,. Della sua crudeltà tardo pentito,. Con general dolor di tutti quanti E cittaoini, in un superbo sito Seppellir fece, in una unica e sola. Arca. ,. Guiscardo insieme. —. e. la figliuola.. —. ^^^•3?ì:-^<©o^.

(64)

(65) ANNOTAZION. Qui senza dubbio paria a Giovanni della Miran-. (1). dola, Conte della Concordia, cui intitolò. la. ^'olella.. mie mente: parendomi er(2) rore manifesto, leggiermente mutando, ho scritto come ora istà. E piìi sotto, nella medesima stanza, al verso quarto scambiai come Cli' ancor è in uopo Il. fod. legge: Alla. :. or trovasi: (3) Il. ,. Ch' ancor invoco.. cod. legge. :. Nel mostro corso.. Comunque possa reggere. (4). in certo. senso, per senno, cioè intelligenza corrispondente del Boccaccio, e gagliarda, e saria piti. la. modo anche tuttavia sosti-. sesso, parendomi anche più adatto. tuirei. non. tura. ,. il. al. che a donna per avven-. si richiedea.. cod. ha. e tante.. (5). Il. (6). Acoltamente per accortamente; mutata. l,. troviamo non. ,. in. antichi. ;. :. a'. ,. isrambio. la. r nel-. per questa ragione. tempi però in cui scriveva. modi cominciavano. questi. nelle scritture. gli. rado nelle loro scritture albitrio per. di. arbitrio e simili. che. :. come costumavano. nivieni. concetto. quale disse: giovane,. sicché non sarei lontano dal di. il. Be-. a cadere in disuso. credere. acoltamente, s'avesse a leggere.

(66) (30 occultamente. Nel secondo verso tava. Amore infiamma. :. della inetiesim.i ot-. o nel terzo. :. :. Lei con sol cor. :. e nel sesto: D'aprire alcuno.. mutarono. (7) Gli antichi. de'nomi. ;. onde scrissero. fiore e la fiore ci. resta. il. ,. assai di frociiiento lo. mare. mare,. e la. e simili. fonte e la fonte. Per questa. «7. troviamo,. in. seme, che. isrambio. i. generi. ordine e la ordine :. il. ,. oggi. ragione qui. seme, amorosa per semenza.. amot'oso. di. in sostanza sta. cod. Cli' aprire alcuno.. (8). Il. (9). Qui. il. con. cod.. manifesto. logge. errore. in. :. mille occulte grotte. (10) cola. :. Il. cod. qui ha una parola. Perhansuon. (11). Il. inintelligibile;. ec-. preme. che. volto.. ms. legge:. Comandò. il. allor. più remota. Il. (12). cod.. Ne arci alcun. (13) Forse superfluo Il. (14). il. (15) Portai e porto sin Il. giamai creduto.. ms. 3Ia pur se tanto disonesto.. settimo della medesima stanza. (16). di te. che.. ms. legge:. E. Ne regnia amor. E. nel verso. Fussi piaciuto amor.. :. che;. il. cod.. se presso al. morir alcuna. anime passate. (17) Non dovevi però sempre dimeno, il cod. E all' ultimo verso di questa medesima stanza: Ma vo-. forza. dell'. stra pigra e frigida vecchiezza. (18i Negli ultimi quattro versi di quest'ottava trovo il. concetto non troppo. ribile,. chiaro.. Pongo. né a me. di. tirava, in quanto per. me. gogna fare. (19). Da qui. brano. rife-. E certo. in. ne a quello, a che naturai peccalo mi. questo opposi ogni mia virtù di te,. il. secondo che leggesi nel Boccaccio:. por da chi.. si. non. volere. potesse operare, ver-.

(67) 61 (iO). Il. C(»(i.. :. eli'. esser questo.. E. al. vorso:. (iiiaitn. nel tuo cor come turbato. (21)11 cod.. (23) il. £. parte. d' altra. e. non bieche. o torte.. Che fumo. L'acqua fé quel che essa immaijinava II. (22). cod.. :. così. cod. (24). Il. ms. legge. :. ogni. /)'. mal posto. alla. vita. presente. (25) dolla. Il. cod. Farò dell'. medesima ottava. (20). il. :. alma mia. E. al. verso sett.. Potrai in parte.. ms. Compagnie con. le. quali già lieta visse..

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(70) I.

(71) XXIl. Novelle di Marco Mantova. XXIII. Historia di Lancillotto dal Lago.. XXIV. Saggio del Volgarizzamento Antico, di Valerio Massimo. io ottava rima. XXV. Novella del Gerbino XXVI. Trattatello delle Virtù. XXVII. Negoziazione di Giulio Ottonelli alla Cor,. XXVIII.. te di Spagna. Tancredi Principe. di Salerno, novella in llieioiiimo Benivieni fiorentino. Le Vite di e T. Ostilio di F. Petrarca in seguito alla Disp. XVIII.. rima. XXIX.. di. Numa. XXX. La Epistola di san Iacopo e Capitoli del Vangelo di san Giovanni. XXXI. Storia di S. Clemente Papa, fatta volgare nel secolo. XXXIL. XIV.. Libro delle Lamentazioni di Jeremia e il Cantico de' Cantici di Salamene. XXXIII. Epistola di Alberto degli Albizzi a Martino V, e alcune Leggende. XXXIV. I Salterelli del Bronzino Pittore. II. XXXV. Gibello,. novella inedita in 8.« rima. di F. Petrarca. XXXVI. Comento a una Canzone per Luigi Marsili.. XXXVII. Vita di Saffo e Frammenti pel professor Bustelli.. XXXVIII. Rime di mons.. Stefano. Vai.. XXXIX. Capitoli delle Monache 'di Pontetetto XL. Libro della Cecina, del Secolo XIV. XLI. Historia della Reina d' Oriente. XLII. La Fisiognomia. XLIII. Storia della Reina Ester. XLIV. Sei Odi inedite di F. Redi. XLV. Istoria di Maria per Ravenna. XLVI. Trattatello della Virginità. XLVII. Lamento di Fiorenza. XLVIIi. Un viaggio a Perugia. XLIX. Il Tesoro canto carnacialesco mandato a Cosimo T. Granduca. da Lorenzo Braccesi..

(72) storia di Fra Michele Minorità. arte del Vetro per musaico. LH. Leggende d alcuni Santi e Beati Parte I. id. Parte II. id. LUI. LIV. Capitoli di S. Iacopo d Altopascio. LV. Lettera de' Fraticelli a tutti i Cristiani. f.. LI. Dell'. ^^''^C^v^Wt^S^--^-.

(73) SCELTA DI. CURIOSITÀ LETTERARIE. RARE. INEDITE DAL SECOLO lo. Appendice. XIII. alla Collezione di. AL XVIi Opere inedite o rare. Dispensa XCVIIl. PREZZO. Di questa. L.. SCELTA usciranno. o dieci voluverrà eseguita in numero non maggiore di esemplari 202: il prezzo sarà uniformato ai numero dei fogli di ciascheduna dispensa, e alla quantità degli esemplari tirati: sesto, carta e caratteri, uguali al presente. metti all'anno:. la. tiratura. di. otto. essi. fascicolo.. Gaetano Romagnoli.

(74)

(75) UN VIAGGIO DI. CLARICE ORSINI DE' MEDICI NEL. 1485,. DESCRITTO DA. SER MATTEO FRANCO.. BOLOGNA Presso Gaetano Romagnoli. 1868..

(76) Edizione. di soli. 202 esemplari. ordinatamente numerati.. Più copie 4 in carta colorata.. N. 23. Slab. Tip.. Sforiti..

(77) rREKAZlOISE. Le rime burchiellesche con le quali Luigi Pulci e Matteo Franco buffoneggiavano insieme in finte battaglie,. giostrando e badaluc-. cando a sollazzo della brigata medicea cui appartenevano ambedue, sono oggi da molti citate, sebbene. diffìcile. il. quasi. trovarle. quanto lo intenderle. Tuttavia pochissimo nota è la vita e la qua-. uno de' giostratori Matteo di Franco di Brando lità. d'. :. ser della. Badessa, Piovano di san Piero in.

(78) Clemente a Pelago, san Lorenzo a Monte Fiesoli. Sillano, di san di. ,. canonico fiorentino. ,. familiare e. continuo commensale della Santità. d'Innocenzio Vili.. nefizi. I. quali be-. ed onori, non che dar. ma-. raviglia del vederli cumulati sulla. chierica. un rimator. d'. burchielle-. sco, amico dei Medici, parranno. cosa,. piccola. chi. rammenti. condizioni de' tempi vissuti da. quando. Curia. la. le lui,. non riteneva. spesso altro ufficio che di. ammi-. prò delle ambizioni. nistrare. in. private. pingue patrimonio della. Chiesa.. il. A. bizzarrie del. voler poi spi<^gare e le del. prete. poeta e. le. cortigiano,. dalla. prima cappellania sino pontificali,. re la bella. fortune. sua. ai favori. gioverebbe raccoglie-. messe che. offre. Y Ar-.

(79) chivio Mediceo di lettere del. co t'. per uno spazie. ,. di. Francirca ven-. anni sino al 1494, che fu quello. della sua morte.. eleganza e. Della. esse lettere. portanza. ,. che. del. non che. brio. im-. della. avrebbero. di. per la. storia de' costumi e della vita fa-. miliare colo. della. e. lingua nel. XV, può dare. un' idea que-. sta che pubblichiamo. za. LXXII. se-. (. dalla. di detto Archivio. ,. fil-. in-. dove si descrive il ritorno della moglie di Lorenzo de' Medici dal Bagno a Morba. A cotesto acque diuretiche, nel volterrano, si recavano Medici specialmente in primananzi al Principato. i. ,. vera: quando la. a. ),. madre tal. di. madonna. Lorenzo, che. Lucrezia,. uopo una casa. ,. ci. aveva. e la Clarice.

(80) che d' una sorgente detta della Perla teneva essa sola la chiave quando Lorenzo, che talvolta si ;. fermava letto in le. alla. sua. villa di. Val d'Era, e. lì. Spedapassava. acque « allatas quotidie per ca-. ballarios in flasconibus ». ,. tal al-. prendeva stanza proprio al Bagno, con numerosa compagnia. L' Archivio Mediceo conserva appunto (filza LXXXVIII, tra. innanzi al Principato. ). una. lista,. senza data di tempo, della comitiva del Magnifico a quei bagni, di. mano. del. medesimo suo can-. celliere ser Piero Dovizi. biena, a cui. scriveva. il. da BibFranco.. La quale, come opportuna. illu-. strazione del documento che pub-. blichiamo,. ci. piace soggiungere a. questa breve notizia.. L Del Lungo..

(81) Lorenzo.. Uno cappellano. Filippo da Gagliano. FroAicesco degli Organi. Uno maestro di 2 cancellieri. 2 cantori.. casa.. El compare. Bertoldo scultore.. Uno barbiere, 2 camerieri. Uno canovaio. 5 balestrieri. 10 staffieri. Uno maestro di. stalla.. Uno cuoco. Uno guattero. Uno vetturale che starà fermo. là..

(82) 8 Se7^. fumo. Andrea, altra volta che al. Bagno, noi avemo quel-. ha tante camere insieme et uno verone: potendola avere et essendo ben coperta da tetto, non la lasceremo. Dicovelo da parte per vostra inforla casa che. mazione; e sappiate ancora noi zie. arano bisogno che vi. si. ,. che. di tante stan-. potessi fare 15. letti.. Tutto per adviso vostro.. Petrus. bib..

(83) ,. Salve,. alter ego.. » Ser Piero addio, addio Franchi, adio Lorenzi adio Butti adio Franceschi addio addio etc. Loco apresso al Bagno e Gapitulo in su la dipartenza. Spiccato Firenze da Pisa sene venne in canti festa e allegreza insino di qua da Monte Castelli al mulino; dove trovarne, imo per di sulT alto vedemo, circa a venticinque fanti in rotelle e chiaverine etc. Cominciamo in fra noi a dire « Che gente è quella lagiù ? » E gridando noi tutti: « Palle Palle! »,loro ,. ,. •>. ,. ,. :. Ser Piero ecc. Loco ecc. Spiccato e -e. Descrive sveUamcnte la brigata di cancellieri cappellani faamiri, che accompagnavano, com'era solilo, migli magnifici messer Lorenzo e madonna Clarice Orsini de' Medici. La nobil coppia veniva dai Hagni a Morba ,. ,. ,. i. nel Volterrano, dove recavansi tutti gli anni a primavera. Lorenzo era diretto a Pisa , madonna Clarice a Firenze la lettera incomincia dal punto he la brigata cortigiana si parte in dno spiccandosi Firen-^e <. :. ,. da Pisa..

(84) ,. HI risposono:'- Palle Palle. ». e« Orso Orso. •;. apressandoci e loro a noi raddoppiando le Palle e l'Orso, conoscemo esser gente mandata da quo" di Monte Castelli per acompagnarci etc. Yollonci menare drente; e non ci trovando a ciò disposti, vennon con noi inlino laggiù nel piano: dove erano uno sciame di femmine con visi che parevan castagnacci, ma tutte liete e fiorite, con mense aparecchiate di ^ino e berli ngozi etc. Bevvesi a cavallo a cavallo. E licenziati qui tutti e prefati fanti, ricon uno di loro solo per guida presi e nostri canti e festa ce ne partimo. E passamo per Monte Guidi diserto, dove a meza costa riscontramo un prete alzato alla ri tonda, trafelato che parca tornasse d' Ascesi il quale e a. loro. ,. ,. ,. :. dicendo esser amico di Donnino ci fece gran calca allo scavalcare drente. ,. Monte Castelli, A cavallo a Il. )». vale In fretta.. e (oiliz. Manuzzi. Monte Guidi. •. » ) ,. Caslello in Val di Cecina.. cavallo,. posto. avverbialmente. Voc. Cruso. con esempio del Cocchi del Sassetti. Castello in Val di Cecina.. Alzato alla ri tonda , Succinto, Con' la veste o gonnella alzata torno torno verso il ginocciiio, SagGHETTI, Riììi. Cac. Ili: « Alzate alle ritonde, Su por Corron al mulino. » » V onde ,. Ascesi. ,. Assisi. ,. città. dell'. Umbria. sul materiale significato della parola.. Donnino. ,. Staffiere di casa Medici.. .. Scherzavano.

(85) il. dove ha sua chiesa e casa; di che prese tanto afanno e tanto ne corse in giù e in su, che se non si fia fatto un poco di frohotomia, dubito non sia a quest'otta spacciato. Idio l'aiuti! Partimoci anzi non puntoci fermamo; e senza entrare venimone sotto Gasoli drente e di qua da Gasoli circa a martino ci raggiunse quattro miglia chc pCr nOn GHEZO ET MARTINO MORO potere con qualcuno altro venir si forte, che pur cavalcamo forte s' era restato adrieto. E disseci come in Gasoli, overo poco di là da Gasoli, avea riscontro la ,. ,. :. ,. ,. ,. tanto. Nannina,. desiderata. Frobotomia Corruzione lomia Salasso.. in ceste, e. scherzevole. ,. di. FlebO". ,. Cafioli o Casale, Terra murata, fra la e la Val di Cecina. Martino, / nche questo uno staffiere,. Val d'Elsa. che pure perchè poi gliezz:0 e moro , e perchè onorato di lettere maiuscole, lo dirà il Franco a chi vada a domandarglielo giù noli" Eliso de' buontemponi. Salvin, Annot. Tane. 4, 1, 23 ; « Gherzo. chiamavano Marlinuzo. Moro Nannina,. :. quasi Egizio. Sorella di Lorenzo, e moglie di Bernardo Rucellai. Era in cesie , cioè in vettura o in legno, di qualunque foggia si fosse, sebbene la Cru« Cesta, arnese per portar robe, sca dica solamente » posto su due stanghe con due ruote, e tirato da un tocca la definizione, an» cavallo. » Né il Manuzzi corché vi apponga (2.* ediz.) questo esempio del Caro « Però se vi basta 1" animo ve3, 132 ) ( Leti. ined. nite che mi par lo possiate far comodamente in ». vale. ». ,. :. :. li. (>. ,. ceste.. ». *i.

(86) le fece motto o che domandò di Lorenzo e di madonna Clarice, e, inteso da lui madonna Clarice esser inanzi e Lorenzo verso Pisa, disse che ella se ne disperava, e mostrò grave dispiacere non avendo potuto veder Lorenzo almanco parlare a madonna Clarice, Il che quando intese Madonna,. che. ,. per più riprese per la via si dolse ancora lei non avere avuto tanta ventura che r avessi almanco riscontrata etc. E così infmo apresso a Colle accirca due miglia ce n' andamo cantando e sempre motteggiando e parlando. E qui alquanto ristagnamo perchè le parole quasi tutte si fuggirono in uno fratello di Antonio del Pela che incontro ci venne e così infine a Colle incl borgo pericolato e rovinato ci conducemo. E giunti a casa el prefato Antonio del ,. ,. ;. ,. Pela. ci. si. fece. innanzi lui con uno. risciaquatoio di parole, nel quale afogò e il fratello e tutti noi con chiunche v' era che si vede che gli è lui pure el fratello maggiore. E giunti in sala, vi trovarne forse trentacinque sua parentini tra fanciullo donne e bimbi: ;. ,. Colle. Ciltà che andio dicesi Colle di Val d' Elsa..

(87) ,. 13. non sì tosto giunti che il mio pesellonc cominciò a dire :« Madonna Clarice, quest' ò mia figliuola; fatti in qua, e quetoccale la mano. E quest' altra e. ,. ,. E. fatti questa è mia nipote in qua, toccale el forame. E questa e questa. E questi fanciullini son tutti st' altra.. ;. ,. mia. nipoti. ;. state ritti. state. ,. cortesi. :. questo \o' far prete questa monaca questa battezò madonna Lucrezia e questa ho maritata ora; questa fa frange veniziane, e questa nastri. » E questa cacasangue che gli venga che se io non r avessi levato di qui ci arebbe tutti stregati. Pur con allegare la stracheza di madonna Clarice e di tutti, gli abassò pur un poco il vampo. Giugnemovi a ore ventidue e mezza o ventitré e riposati alquanto ser Giovanni Antonio e io andarne a veder far fogli; e poi tornati, vi menamo madonna Clarice, che gli parve bella cosa, e ebbene piacere assai e dell' artificio e di quelr aqua e dell' aria etc. Tornati cena,. ,. !. ,. :. ,. ,. Ser Giovanni Antonio d'Arezzo, Uno. de' cancelI.orenzo de' Medici. A veder far fogli. L' industria delle cartiere fioriva in Colle, secondo il Repetti (Diz. geogr. tose), lieri. fin. di. dalla seconda. metà. del sec. XIV..

(88) 14. uno morselino a r una ora incirca herlingozi o trebbiaIctto cialdoncini no insalata e solcio, polli lessi e ca:. ,. ,. pretti:. non le. (1). Ma fece. poi arrosto pippioni. e. so che polio. marzapane. ,. e. anco. e scato-. ,. etc.. innanzi cena. la. comunità. uno presente a Madonna,. di Colle. di biada,. cera, marzapani, vino, scatole etc, con. molti begli oratori che dissono tre in su detti presenti la sustanza, che aspettando Lorenzo e non sendo venuto lui, che a lei le presentavano come a uno altro lui scusando la piccoleza del dono colla impossibilità loro e che ella gli ,. :. ;. ,. racomandare a Lorenzo. e loro e quella terra. Rispose, perdio, Madonna risolvendosi che molto bene e brieve. volessi. ,. non crono amici come dicevono; che arebboe da Lorenzo e da lei, senza presenti; e che quegli piutosto eron cose da strani e da forestieri, che da buoni amici. « Da un canto voi vi dolete e dite che io racomandi a Lorenzo la povertà e' bisogni e vostri e della terra e voi poi se fussino stati amici. no auto fede. ,. d'esser. che. gli. serviti. ,. ;. Scatole. ,. Confelturo. ,. Dolci..

(89) 15. spendete in queste cose. Io T ho tutte e ridonole tutte a voi per accettate perchè se le mi rimanessino, io le farei dare per 1' amor di Dio qui per la terra, sì che a voi più bisognosi di me le dono. » Fu un gran balugazo; perchè a verun modo le vollono riportare, allegando molte trame etc. Ser Giovanni Antonio e io per altri garzoni loro drieriserbatoci quattro to le rimaniamo per fiaschi di vino e uno marzapane non parere adirati. E così passò el pre,. ;. ,. ,. sente.. Dormimo. benissimo. Insomma, se '1 Pela non ci avessi pelato con tanti scipiti cicalamenti, ci ricevette con granperchè in vero de allegreza e amore r animo è da misurare innanzi a ogni :. altra cosa.. La sera dopo cena vi comparì uno ambasciatore sanese, uno messer Ricco: e con madonna Clarice e con ser Giovanni Antonio stette in camere una meza ora, a ragionare de' bollimenti di Siena: e mostrava esser venuto quivi percon credendo trovarvi Lorenzo chè dice che Lorenzo scrisse a Siena una lettera, che partiva con lei ma non diceva per dove e perchè so che circa ,. ,. ;. :.

Riferimenti

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