Policy Focus in Il mercato del lavoro in Economia della Sardegna. 26° Rapporto 2019

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2 Il mercato del lavoro

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1* L’autore del capitolo è Marco Nieddu, mentre il policy focus è stato scri o da Daniela Sonedda.

Silvia Balia e Giovanni Sulis sono gli autori dell’approfondimento sulle differenze di genere nei percorsi forma vi e nelle dinamiche di carriera universitaria, mentre l’approfondimento sulle differenze territoriali e di genere nell’allocazione del tempo è scri o da Fabio Cerina e Sara Pau.

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Policy Focus - Imprenditorialità e istruzione in un mercato del lavoro

(in)stabile.

In un mondo in cui le macchine interagiscono con le persone, intra engono, si auto-guidano, il progresso tecnologico propone e impone nuove sfide al mercato del lavoro. Sfide che si aggiungono a quelle introdo e dall’esigenza di compe vità portata dalla globalizzazione. Tan ssimi studi internazionali hanno provato a quan ficare l'effe o sul salario e sulle prospe ve occupazionali dei programmi di formazione finanzia con fondi pubblici. Migliorare gli sbocchi lavora vi di coloro che fronteggiano difficoltà ed ostacoli nell’accedere al mercato del lavoro rappresenta certamente un importante obie vo di poli ca economica e sociale. Un ulteriore elemento di comprensione del fenomeno richiede, tu avia, un'analisi che rivolga la sua a enzione all'efficacia di programmi di formazione sul posto di lavoro finanzia , almeno in parte, dall'impresa. Bisognerebbe valutare se, avendo come obie vo la creazione di pos di lavoro permanen e di buona qualità, un contra o di lavoro che obblighi il datore a formare il neoassunto abbia un vantaggio rispe o ad altre forme contra uali. Partendo da questo presupposto, Maida e Sonedda (2019) hanno dimostrato che, a seguito della riforma del mercato del lavoro introdo a dalla legge n.92 del 2012 (la riforma Fornero), l'occupazione permanente di coloro che sono entra nel mercato del lavoro con un contra o di apprendistato professionalizzante è maggiore di circa l’1% rispe o a quella di individui con cara eris che simili che sono sta assun con un contra o differente. A 36 mesi di distanza dall’assunzione, l’iniziale vantaggio non solo persiste, ma aumenta al 5%. L’esistenza di un effe o nel tempo, oltre che nell’immediato, è un importante riscontro. Si può quindi affermare che il contra o di apprendistato professionalizzante, rispe o ad altre forme contra uali, incrementa la probabilità che il posto di lavoro creato perduri nel tempo. Un contra o di lavoro permanente che obblighi sia il datore di lavoro, sia il lavoratore, ad inves re in capitale umano, può essere la formula vincente per creare occupazione stabile. Tu avia, l’applicazione di tale formula non risulta né facile né immediata, diversamente se ne farebbe un maggiore ricorso. L’esistenza di un obbligo legale alla fornitura di formazione è una condizione necessaria alla riuscita del contra o di apprendistato professionalizzante in termini di prospe ve salariali e occupazionali. Questa è una condizione necessaria ma non sufficiente. Qualche ulteriore spiegazione deve essere ricercata per mo vare l’esistenza di disparità regionali sia sull’u lizzo del contra o di apprendistato, sia sulla capacità dello stesso di creare occupazione permanente. A seguito della riforma Fornero l’aumento della probabilità di firmare un contra o di apprendistato professionalizzante nelle diverse regioni d’Italia passa dal 2,6% nelle Marche allo 0,6% in Sicilia. In Sardegna non vi è stato un effe o sta s camente significa vo, ovvero non vi è stato alcun incremento nella probabilità di u lizzare il contra o di apprendistato per entrare nel mercato del lavoro. Questo risultato è o enuto sia se si considera la Sardegna come l’insieme di coloro che lavorano in Sardegna senza necessariamente esservi na , sia se si

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considera la Sardegna come l’insieme di coloro che vi sono na indipendentemente dalla regione in cui lavorano. Solo in poche regioni l’effe o istantaneo sulla probabilità di ingresso nel mercato del lavoro in qualità di apprendista si traduce in un corrispe vo impa o posi vo sulla probabilità di occupazione permanente. Tu avia, per tu e le regioni italiane, ad eccezione del Molise, dopo 30 mesi dall’ingresso nel mercato del lavoro, chi ha potuto beneficiare di un contra o di apprendistato ha una probabilità maggiore di avere un contra o di lavoro permanente rispe o a chi ha avuto accesso all’a vità lavora va a raverso un’altra forma contra uale. Tale effe o posi vo va da circa l’11% del Tren no-Alto Adige al 3,2% della Puglia. In Sardegna è pari al 3,7%. Il dispiegarsi degli effe posi vi del contra o di apprendistato professionalizzante nel tempo, e non immediatamente, impone la riflessione che la capacità di creare occupazione stabile dipenda dalla qualità del contra o di lavoro che viene posto in essere. L’esistenza di differenziali regionali sia nella quan tà di contra di apprendistato, sia nella qualità degli stessi, indica che debbano esistere dei fa ori determinan che ne limitano l’uso e ne condizionano l’efficacia. Due di ques possibili fa ori sono la qualità del sistema di istruzione scolas ca e il numero di imprese produ ve operan nella regione. In par colare un limite alla capacità di incrementare i contra di apprendistato professionalizzante in Sardegna sembra essere riconducibile alla dimensione del mercato del lavoro regionale. Questo risultato può dipendere da una semplice regola: quanto minore è il numero di imprese produ ve tanto minore è la durata delle opportunità produ ve a ese, e, di conseguenza, tanto maggiore risulterà essere il numero di contra temporanei di breve durata. Se si considera la distribuzione del numero di imprese presente nella banca da AIDA non emerge un chiaro divario tra regioni se entrionali e meridionali. Le regioni che hanno un maggior numero di imprese produ ve sono quelle in cui il contra o di apprendistato crea occupazione permanente, mentre ciò non avviene nelle regioni dove la presenza di imprese produ ve è limitata. Se sussiste una complementarietà tra l’istruzione scolas ca e la formazione professionale sul luogo di lavoro, la qualità del sistema di istruzione regionale può essere un volano per la creazione di occupazione stabile e di qualità a raverso il contra o di apprendistato. Se si prende in considerazione la distribuzione della percentuale di studen quindicenni che in una data regione hanno raggiunto il massimo livello nel test PISA ( Programme for Interna onal Student Assessment ) di matema ca, il divario tra il Nord ed il Sud d’Italia è evidente. Le regioni che hanno la percentuale più bassa di studen con il livello più elevato nel test sono infa tu e le regioni meridionali, tra queste la Sardegna. Questo divario Nord-Sud sulla qualità dell’istruzione scolas ca si traduce in un divario Nord-Sud nella capacità del contra o di apprendistato professionalizzante di creare occupazione stabile e di buona qualità. Nel tempo il vantaggio iniziale, in termini di occupazione permanente, per le regioni il cui sistema di istruzione è di qualità più elevata, si amplifica. Dopo 30 mesi dall’ingresso nel mercato del lavoro, nelle regioni in cui il livello del rendimento scolas co è inferiore, la probabilità di occupazione permanente per chi è entrato con un contra o di

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apprendistato è il 4% in più rispe o alla probabilità di occupazione permanente per chi è entrato con un’altra pologia contra uale. Nelle regioni in cui il rendimento scolas co è più elevato, tale vantaggio raddoppia all’8%. La complementarietà tra la qualità dell’istruzione scolas ca e le future prospe ve occupazionali nel mercato del lavoro è un importante aspe o da tenere in considerazione nel tenta vo di ridurre, piu osto che ampliare, i differenziali regionali. Le conoscenze e le competenze acquisite tra i banchi di scuola e la presenza di imprese produ ve nel territorio possono dunque essere delle risorse importan per affrontare nuove sfide. Sfide presen e sfide future. Sfide a cui difficilmente ci si può so rarre perché imposte da una contemporaneità in cui l’intelligenza umana convive, collabora, ed in taluni casi forse compete, con l’intelligenza ar ficiale all'interno di un mercato del lavoro che risulta essere sempre più instabile.

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