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SENTENZA

sul ricorso 25452-2008 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

- ricorrente - contro

MOLITERNO GIACOMO UMBERTO;

- intimato - avverso la sentenza n. 126/2008 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di FOGGIA, depositata il 27/06/2008;

Civile Sent. Sez. 5 Num. 9338 Anno 2015 Presidente: CAPPABIANCA AURELIO Relatore: CIGNA MARIO

Data pubblicazione: 08/05/2015

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udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/01/2015 dal Consigliere Dott. MARIO CIGNA;

udito per il ricorrente l'Avvocato GALLUZZO che ha chiesto l'accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. UMBERTO APICE che ha concluso per

l'accoglimento del ricorso.

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SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Moliterno Giacomo, ex dipendente del soppresso ERSAP, in data 28-2-1997, al momento della cessazione dal servizio per raggiunti limiti di età, ha ricevuto dall'INPDAP una parte del trattamento di fine servizio (e precisamente euro 88.757,00, pari alla percentuale di detto trattamento -80%- a carico dell'INPDAP) nonché dal Fondo di Previdenza ERSAP la quota accantonata in suo favore, pari alla somma di euro 53.962,97; in data 5-7-04 la Regione Puglia (subentrata all'ERSAP) ha poi liquidato il saldo (e precisamente euro 22.189,00, pari alla residua percentuale -20%- a carico della Regione Puglia) del trattamento di fine servizio; in tale sede ha assoggettato a tassazione il predetto importo di euro 53.962,97, sul quale nessuna ritenuta fiscale era stata mai operata.

Con istanza 28-11-2005 il contribuente ha chiesto all'Agenzia delle Entrate di Foggia il rimborso della somma di euro 11.761,19, relativa alla ritenuta IRPEF applicata sull'indennità di fine servizio e sulle somme erogategli dal Fondo di Previdenza.

Avverso il diniego opposto dall'Agenzia a detta istanza, il contribuente ha proposto ricorso dinanzi alla CTP di Foggia, deducendo la mancanza del presupposto impositivo ed eccependo la decadenza dell'azione dell'Amministrazione per avere sottoposto a tassazione separata il presunto reddito dopo ben sette anni.

L'adita CTP ha rigettato il ricorso.

Con sentenza depositata il 27 giugno 2008 la CTR Puglia, sez. staccata di Foggia, ha accolto l'appello del contribuente; la CTR, in particolare ha, in primo luogo, ritenuto illegittima l'operata tassazione delle somme di cui al Fondo di Previdenza, atteso che tale indennità era costituita anche dai contributi versati dagli stessi dipendenti, sicchè tale parte non poteva essere considerata reddito; di conseguenza, pur essendo in linea di principio tassabìli (ai sensi dell'art. 17 dpr 917/1986) entrambi ì fondi (quello dì quiescenza, relativo al trattamento di fine servizio, e quello di previdenza), il criterio di tassazione doveva essere differente, in quanto, in relazione al fondo di previdenza, la determinazione della base imponibile doveva essere costituita dall'importo dell'indennità che eccedeva l'importo complessivo dei contributi versati dai dipendenti; la CTR, inoltre, ha ritenuto fondata la sollevata eccezione di decadenza dell'azione dell'Amministrazione; al riguardo ha evidenziato che l'Ente erogatore, in violazione dell'art. 17 dpr 917/1986, aveva corrisposto nel 1997 la somma dì euro 53.962,97 senza operare alcuna ritenuta fiscale;

tardivo appariva pertanto il recupero a tassazione della predetta somma, avvenuto solo nel 2004; sul punto ha specificato che, nonostante l'assenza di una specifica norma che contemplasse un termine di decadenza dell'azione del sostituto di imposta nel sottoporre a tassazione le somme in questione, siffatta omissione poteva ancorarsi, ai sensi del citato art. 17, "solo con riguardo al conguaglio... e non alla tassazione"; tanto in linea con la perentorietà dei termini di cui all'art. 36 bis dpr 600/73, da estendersi analogicamente alla

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fattispecie in esame "al fine di garantire l'interesse del contribuente alla conoscenza in termini certi de

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pretesa tributaria derivante dall'attività del sostituto di imposta ed al tempo stesso di assicurare l'interesse pubblico alla riscossione dei crediti tributari".

Awerso detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l'Agenzia, affidato a due motivi; il contribuente non ha svolto attività difensiva.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo l'Agenzia, denunziando —ex art. 360 n. 3 cpc- violazione ed erronea interpretazione dell'art. 17, 40 comma, dor 917/1986, e dell'art. 36 bis dpr 600/73, ha rilevato che, ai sensi dell'art. 17, comma 4°, dpr 917/86, l'imposta complessivamente dovuta doveva essere determinata, ai momento della liquidazione definitiva dell'indennità di servizio, tenendo conto di tutte le anticipazioni e di tutti gli acconti già percepiti e delle indennità equipollenti (tra le quali erano da ricomprendere le somme percepite dal Fondo Integrativo di Previdenza); in tale momento, pertanto, andavano operate le ritenute non effettuate in precedenza sugli acconti o sulle altre indennità non corrisposte, mentre nessuna norma consentiva di distinguere le varie somme percepite al fine di individuare distinti termini decadenziali per l'applicazione delle ritenute (non definitive) relative a ciascuna di esse.

Con il secondo motivo l'Agenzia, denunziando —ex art. 360 n. 3 cpc- violazione e falsa applicazione delrart.

36 bis dpr 600/73, ha sostenuto che erroneamente la CTR aveva ritenuto applicabile alla fattispecie in esame il termine di decadenza di cui all'art. 36 bis dpr 600/73, atteso che detta disposizione atteneva alla liquidazione della dichiarazione dei redditi mentre nessuna norma imponeva al sostituto di imposta di effettuare l'adempimento tributario entro un termine perentorio.

Siffatti motivi, da esaminarsi congiuntamente in quanto tra loro connessi, sono fondati.

Ai sensi dell'espresso tenore letterale dell'art. 17, commi 1 e 4, dpr 917/86, il trattamento di fine rapporto e le altre indennità equipollenti, comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro (e, tra queste, quelle versate dal Fondo di previdenza ex ERSAP) sono soggette a tassazione secondo i criteri ivi specificamente enunciati, con conguaglio all'atto della liquidazione definitiva; in particolare, secondo il citato comma 4, al momento della liquidazione definitiva è consentito operare le ritenute non effettuate in precedenza sugli acconti o sulle altre indennità corrisposte; correttamente, pertanto, nel caso di specie, ove il trattamento di fine servizio e le indennità equipollenti versate dal Fondo sono state corrisposte in parte al momento della cessazione del rapporto (senza operare alcuna ritenuta fiscale) e in parte all'atto della liquidazione definitiva, l'imposta dovuta è stata applicata (come appunto previsto dal citato comma 4) all'atto della liquidazione definitiva; nessuno specifico termine di decadenza è poi previsto dalle su menzionate disposizioni, sicchè, in base al generale principio secondo il quale in materia tributaria ogni decadenza deve essere espressamente prevista, deve ritenersi tal fine irrilevante il dedotto decorso di

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ESENTE DA REGISTRAZIONE AI SENSI DEL D.P.R. 26/4/l96

N. 131 TAB. ALL B. - N. 5

~SUA 111RITARiA,

sette anni tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e parziale corresponsione delle indennità (1997) e la data della liquidazione definitiva (2004); né, come sostenuto dalla CTR, può applicarsi al caso in esame il termine decadenziale di cui all'art. 36 bis dpr 600/73, relativo a fattispecie del tutto differente (liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni).

In conclusione, pertanto, il ricorso va accolto; per l'effetto va cassata l'impugnata sentenza, con rinvio per nuovo esame alla CTR Puglia, diversa composizione, che provvederà anche alle spese del presente giudizio di legittimità.

P. q. M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa l'impugnata sentenza, con rinvio per nuovo esame alla CTR Puglia, diversa composizione, che provvederà anche alle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma in data14-1-2015

Il Presidente

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