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C era una volta a Hollywood La Recensione

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Academic year: 2022

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C’era una volta… a Hollywood – La Recensione

Il nono film di Quentin Tarantino è un apprezzabile atto d’amore per il cinema, ma manca dei ritmi serrati e dei colpi di scena che hanno caratterizzato le sue migliori pellicole, per cui sembra essere stato concepito più per i cinefili accaniti che per il grande pubblico. Forse il regista si è perso nella cura maniacale dei dettagli e ha perso la visione d’insieme della pellicola, realizzando un prodotto che magari ha deluso qualche aspettativa.

È però bello perdersi in questo film metacinematografico, anche se nelle prime due ore è difficile riconoscere una struttura narrativa, per lo meno nell’accezione di Campbell e Vogler. Sullo schermo infatti scorrono molto lentamente due storie parallele, dominate dai dialoghi, nelle quali gli eventi si susseguono in maniera apparentemente casuale. I due racconti si fonderanno in un finale pulp in perfetto stile tarantiniano, ridando energia alla narrazione con un colpo di reni improvviso.

I due protagonisti sono Rick Dalton, attore ormai in declino, interpretato da Leonardo di Caprio, e lo stuntmen Cliff Booth, controfigura e uomo tuttofare di Dalton, interpretato da un convincente Brad Pitt. Dopo avere raggiunto il successo come protagonista di una serie TV western, per sbarcare il lunario Dalton accetta dei ruoli secondari, e alla fine si sposta in Italia per girare dei B movies, sperando in tal modo di ridare brio alla sua declinante carriera, prima di ritornare a Hollywood, con una nuova moglie. Ma nonostante gli sforzi profusi, il suo futuro professionale rimane incerto. Il fido Booth è sempre al suo seguito, e i due formano una coppia molto particolare, formata da due personalità diametralmente opposte. Dalton vive in una villa sontuosa, ma è in crisi profonda, non solo professionale ma anche umana, tanto che si

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rifugia nell’alcol. Booth vive invece in una roulotte con Brandy, la sua fedele Pitbull terrier, ma è mentalmente solido come una roccia, tanto che sarà lui, nel gran finale, a salvare una situazione che sembrava essere senza speranza.

Parallelamente il film ci mostra la vita dorata di Sharon Tate, intrepretata da Margot Robbie, e di suo marito Roman Polansky, che al contrario dei due protagonisti sono all’apice del loro successo, e sono vicini di casa di Dalton.

Le due storie forniscono due punti di vista differenti dai quali osservare lo spietato mondo di Hollywood, che costruisce e distrugge carriere molto velocemente. Tarantino si diverte a mescolare continuamente finzione e realtà, regalando al cinefilo appassionato un mare di citazioni, nel quale è facile perdersi, anche perché nella storia vengono nominati anche film mai realizzati, come nel caso delle pellicole girate da Dalton in Italia.

Nel finale Tarantino si diverte a modificare quanto accaduto nella realtà storica, operazione a cui ci ha già abituato con Bastardi senza gloria, nel quale Hitler viene ucciso, e in Django unchained, nel quale lo schiavismo razzista nordamericano dell’Ottocento viene sconfitto. In C’era una volta… a Hollywood il regista risparmia invece Sharon Tate e i suoi amici, che il 9 agosto 1969 vennero uccisi nella loro villa di Los Angeles dai seguaci della setta di Charles Manson. Un terribile fatto di sangue che impressionò l’America del tempo e che alcuni considerano come la cesura che ha chiuso i solari anni Sessanta. Questa scelta può essere letta come un gesto di amore di Tarantino, per quella che per lui è probabilmente un’Età dell’Oro del cinema, che lui ha voluto mantenere in vita, almeno nella finzione cinematografica. Il fatto che originariamente il film sarebbe dovuto uscire il 9 agosto 2019, nel cinquantesimo anniversario dell’efferato eccidio, la dice lunga sull’importanza che questo avvenimento ha per Tarantino.

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C’era una volta… a Hollywood prende le distanze dal politically correct attualmente dominate nel panorama mediatico, sotto diversi punti vista.

Booth, che forse è il personaggio più convincente e meglio tratteggiato, è sospettato di avere ammazzato la propria moglie e di averla fatta franca. Respinge senza problemi le avances di una hippie e di certo non si fa scrupolo di usare le maniere forti contro il gentil sesso, quando la situazione lo richiede. Sharon Tate viene rappresentato come una belloccia che si gode il suo momento di gloria a Hollywood, suggerendo neanche tanto velatamente che viva alle spalle del marito. La piacente moglie italiana di Dalton non eccelle certo per le sue doti intellettuali. Per farla breve, Tarantino in questa pellicola non sembra farsi molti problemi a esporre il fianco a quanti lo accusano di misoginia.

Discorso analogo può essere fatto per la questione razziale.

Tarantino si diverte a massacrare una delle icone di Hollywood, Bruce Lee, che viene dipinto come un povero smargiasso che viene messo in riga senza tanti problemi da uno strafottente Cliff Booth, che lo stampa senza sforzo sulla fiancata di un’automobile, ridicolizzandolo. Ancora più significativo è il momento in cui il granitico Booth ricorda a Dalton, colto in un momento di debolezza, che “non puoi piangere così davanti ai messicani”, per non parlare della ritrosia di quest’ultimo ad accettare delle parti da protagonista nei western spaghetti italiani, nei confronti dei quali palesa un evidente disprezzo culturale.

Va detto che queste scelte, che hanno fatto arricciare il naso ad alcuni benpensanti, funzionano molto bene nella rappresentazione cinematografica, fornendo coerenza ai personaggi. Del resto nel mondo di oggi è veramente difficile non urtare la suscettibilità di qualcuno, e rimanere nel perimetro del politically correct rende molto difficile esprimere un pensiero creativo. Basti pensare che la PETA, associazione senza scopo di lucro che si batte per i diritti

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degli animali, ha pesantemente criticato la scelta di utilizzare un Pitbull nel suo film. Secondo questa associazione Tarantino dovrebbe vergognarsi per il semplice fatto di avere messo in scena questa discussa razza canina, con la colpa aggiuntiva che l’animale ha le orecchie tagliate, come imposto dalla moda del momento.

Un punto di forza di questo film è senz’altro la colonna sonora, composta da brani del periodo storico rappresentato nel film. Una vera parata di mostri sacri della musica, come i Rolling Stones, Aretha Franklin, Deep Purple, Joe Cocker, The Mamas & The Papas, The Blues Brothers, The Beatles, Black Sabath, solo per citarne alcuni.

In definitiva si tratta di un film apprezzabile per il grande pubblico e di una piccola perla per i cinefili, con un cast eccezionale, che trasuda l’inconfondibile stile di Tarantino, ma si mantiene lontano dalle vette che il regista aveva raggiunto con le prime pellicole.

Apollo 11 – La Recensione

Questo splendido film documentario di Todd Douglas Miller ci fa rivivere le fortissime emozioni che il mondo ha provato nell’estate del 1969, quando per la prima volta nella storia un essere umano ha lasciato la propria impronta sulla Luna, realizzando un sogno che l’umanità ha accarezzato per secoli.

Il film ci permette di immergerci nel clima dell’epoca, in quanto utilizza dei filmati originali, finora inediti, scoperti da un’archivista del National Archives and Records Administration (NARA), ripresi su pellicola in formato 70 mm, che sono stati restaurati e digitalizzati in formato 4K per realizzare questo film.

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Infatti è proprio la fotografia uno dei punti di forza del documentario, che ci regala non solo immagini mozzafiato dal forte impatto emotivo, ma anche uno sguardo sulla società statunitense degli anni Sessanta, sul cui immaginario collettivo l’impresa portata a termine dalla missione Apollo 11 ha lasciato un’impronta duratura.

La narrazione comincia infatti riprendendo la folla assiepata lungo le coste della Florida, armata di binocoli e macchine da presa, in fervente attesa della partenza del razzo Saturn V, la cui sagoma biancheggia sullo sfondo. Le aspettative erano altissime, anche perchè la riuscita dell’impresa avrebbe permesso agli USA di riscattarsi nella corsa allo spazio con l’URSS, che aveva lanciato il guanto della sfida mandando in orbita con successo nel 1957 lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale utilizzato dall’uomo.

Questo aspetto collaterale della guerra fredda rimane sullo sfondo, in quanto l’indubbio patriottismo statunitense viene diluito nella rappresentazione mediatica dal messaggio di pace universale e dalla speranza di un futuro migliore per tutti, bene sintetizzata dall’ormai leggendaria frase pronunciata da Neil Armstrong dopo avere posato i suoi piedi sulla luna:

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.

Tutti questi aspetti vengono colti dal documentario, che ci permette di gustarci anche altri aspetti meno retorici ma molto più umani e per questo più godibili: gli attimi di palpabile tensione nella sala di controllo, le battute umoristiche degli astronauti, piccoli scorci della loro vita privata e professionale, l’attesa carica di tensione delle folle e l’esplosione di gioia collettiva durante i festeggiamenti per il successo della missione.

Una molteplicità di punti di vista che la pellicola riesce a trasmettere con efficacia, in virtù di un sapiente montaggio, che probabilmente costituisce il suo vero punto di forza,

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tanto da averle fatto vincere al Sundance Film Festival 2019 il premio speciale per il miglior montaggio della giuria documentari. La concatenazione delle scene è serrata, e tramite l’uso di riprese mozzafiato trasporta lo spettatore in quel momento magico di 50 anni fa.

La sequenza delle immagini segue il reale susseguirsi degli avvenimenti: l’attesa e i preparativi per il lancio, la partenza del gigantesco missile Saturn V, l’allunaggio, la ripartenza verso la Terra, l’ammaraggio della capsula dopo il rietro nell’atmosfera, la quarantena degli astronauti e il loro festeggiamento come eroi.

Quello che invece non c’è in questa pellicola sono le classiche interviste con gli scienziati, con i politici, esponenti della NASA o del think tank statunitense. E non se ne sente affatto la mancanza.

In conclusione, gustarsi questo film documentario è una splendida occasione per rivivere le emozioni che l’umanità ha provato cinquant’anni fa, grazie al successo di una impresa che sembrava impossibile, ma che invece ha dimostrato la potenza del pensiero scientifico, che ha permesso all’uomo di raggiungere traguardi impensabili. In un periodo storico in cui le teorie negazioniste e complottiste trovano terreno fertile nella nostra società, questo documentario forse avrebbe meritato più di tre giorni di proiezione nelle nostre sale cinematografiche. In Italia infatti è uscito solo dal 9 all’11 settembre. Un vero peccato.

Alessandro Marotta

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DIECI ANNI DI CORTO E FIENO, IL FESTIVAL DEL CINEMA RURALE 4-5-6 ottobre 2019 Lago d’Orta

Corto e Fieno è un festival del cinema. Ma un festival che guarda a un particolare tipo di cinema, quello rurale, che racconta il mondo contadino e la vita in campagna.

Nato nel 2010 da un’idea dell’Associazione Culturale Asilo Bianco, Corto e Fieno arriva quest’anno alla sua decima edizione, sempre sul lago d’Orta, in Piemonte, tra le province di Verbania e Novara. Le proiezioni sono su più sedi e itineranti tra i tre comuni del festival: Ameno, Miasino e Omegna. La sala cinematografica dello storico e magnifico Cinema Teatro Sociale di Omegna, gestita dai volontari della Società Operaia di Mutuo Soccorso, si affianca alle proiezioni in luoghi di grande suggestione storico-artistica ma anche di tradizione contadina: la cinquecentesca Villa Nigra a Miasino, le sale del Museo Tornielli di Ameno, antico granaio, e il Caseificio Baragiooj di Ameno che ospita il pubblico nella sua stalla, tra balle di fieno, animali e prodotti agricoli.

La decima edizione di Corto e Fieno – Festival del cinema rurale è in programma il 4, 5 e 6 ottobre ed è curata da Paola Fornara e Davide Vanotti, direttori artistici della rassegna.

Tutte le proiezioni del festival sono a ingresso libero (fino a esaurimento posti disponibili) e i film in lingua originale sono sottotitolati in italiano.

L e s e z i o n i i n c o n c o r s o s o n o d u e : F r u t t e t o, c o n 2 6 cortometraggi selezionati che arrivano da tutto il mondo, e Germogli, la selezione dedicata ai più giovani (e non solo) con 14 animazioni in competizione. Anche quest’anno Corto e

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Fieno mantiene il suo piccolo record con 14 prime visioni italiane e 21 prime visioni piemontesi, a cui si aggiunge una prima europea.

Bruno Fornara, selezionatore della Mostra del Cinema di Venezia, cura la sezione fuori concorso Sempreverde dedicata ai classici del cinema rurale che quest’anno ospita una lezione e conversazione sul lavoro di Ermanno Olmi.

Corto e Fieno è anche un festival itinerante e sono tanti gli eventi OFF che vengono organizzati durante l’anno in giro per l’Italia. Fuori concorso è in programma Solenne Triduo dei Morti di Andrea Grasselli, film vincitore del concorso

“Segnincorto – Valle Camonica / Patrimonio e Paesaggio”

organizzato in collaborazione con la Comunità Montana di Valle Camonica e il Borgo degli artisti di Bienno (BS).

Anche quest’anno il Festival sarà accompagnato da laboratori, colazioni con registi e giurati, picnic, mercatini agricoli ed eventi collaterali su più sedi.

Nelle stanze della storica Villa Nigra a Miasino inaugura la mostra collettiva Energie. Tra cielo e terra con opere di Donatella Falce, Maina Mainardi, Zuzana Pernicová e del Collettivo Vellutato. Vernissage venerdì 4 ottobre alle 18. A seguire degustazione di vini del territorio alto-piemontese a cura del Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte con djset by Hô-catalá (aka Ivan Catalano).

Al Museo Tornielli di Ameno, invece, inaugurazione domenica 6 ottobre a mezzogiorno di due mostre. Radici – The Earth, The Sea, The Fire di Gianluca Sgarriglia e Emanuele Scicolone, grande progetto fotografico sul mondo epico e poetico del lavoro manuale in Italia: le coltivazioni di tabacco, le risaie, le montagne bianche e candide delle saline, i pascoli sugli alpeggi a 2.000 metri e altro ancora. Continua inoltre la collaborazione con l’Archivio Storico SDF e il Museo SAME che portano sul lago d’Orta la mostra Cultura d’impresa e

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cultura del tempo dedicata agli house organ aziendali “4RM”

pubblicati dal 1966 al 1984 e raffiguranti le pietre miliari della meccanizzazione agricola dell’azienda, italiana ed europea. Le esposizioni presso il Museo Tornielli saranno visitabili fino al 27 ottobre.

Si rinnova, per il quinto anno consecutivo, la collaborazione con Ricola, azienda svizzera leader nella produzione di caramelle alle erbe che sin dalla sua fondazione, quasi 90 anni fa, si impegna a pensare e agire in modo sostenibile.

Maggiori informazioni su www.cortoefieno.it

Per scaricare il programma 2019 http://bit.ly/cortoefieno10 L’immagine della decima edizione è firmata dallo street artist Refreshink.

www.cortoefieno.it

info@cortoefieno.it | +39 320 9525617 www.facebook.com/cortoefieno

www.instagram.com/ruralfilmfestival/

I LUOGHI DEL FESTIVAL

Cinema Sociale – Via Carducci 2, Omegna Villa Nigra – Piazza Beltrami 5, Miasino Museo Tornielli – Piazza Marconi 1, Ameno Caseificio Baragiooj – Via Duno 5, Ameno

Corto e Fieno ringrazia di cuore per il sostegno: Regione Piemonte, Fondazione Cariplo, Fondazione CRT, Comune di Miasino, Città di Omegna, Comune di Ameno, Comune di Romagnano Sesia, ATL della Provincia di Novara, Ricola, SDF Archivio Storico, La Stampa, Touring Club Italiano, Cineforum Omegna,

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S.O.M.S. Omegna, Caseificio Baragiooj, Consorzio Nebbioli Alto Piemonte.

DOMANI LUNEDì 23 SETTEMBRE ANTEPRIMA CORTOMONTAGNA – L’ANTROPOLOGO, EX PRESIDENTE GENERALE DEL CAI ANNIBALE SALSA SARA’ A TOLMEZZO

Si parlerà di montagna il 23 settembre alle 20.30 al Nuovo Cinema David di Tolmezzo con Annibale Salsa, noto antropologo, e x p r e s i d e n t e g e n e r a l e d e l C A I , c o m e a n t e p r i m a d i C o r t o m o n t a g n a , i l p r e m i o c h e d a 5 a n n i a c c o m p a g n a Leggimontagna. «Il paesaggio è spazio di vita, specchio riflettente delle attività dell’uomo e delle comunità che lo hanno abitato: per questo può essere interrogato come una fonte della storia». L’incontro di approfondimento e la proiezione del documentario “Annibale Salsa. I paesaggi del Trentino. Un documentario attraverso la storia, la gente, il territorio.” si terrà alla presenza di Annibale Salsa, protagonista del documentario e voce narrante dello stesso, che dialogherà con il giornalista Gianpaolo Carbonetto; in conclusione il dibattito con il pubblico. Un breve intervento di Ilaria Perusin precederà la proiezione del documentario per spiegare l’iniziativa e raccontare la TSM – Trentino School of Management. Il documentario è infatti un progetto di Trentino Marketing ed è frutto di una collaborazione tra la TSM-step Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e la Fondazione Museo storico del Trentino. È stato scritto e

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diretto da Gianluca Cepollaro e Alessandro de Bertolini; la produzione è stata curata da Pillow Lab.

Annibale Salsa foto Alfredo Croce

«Un documentario “dotto, per le scuole” – lo ha definito il Touring Club Italiano in occasione della première al Trento Film Festival 2019, – essenziale e con una finalità espressamente didattica per comprendere l’evoluzione del paesaggio trentino. Un documento capace di incuriosire gli spettatori di ogni età grazie ad una modalità narrativa vivace, ad un ritmo incalzante, a straordinarie immagini di diverse zone del territorio provinciale». Sullo schermo Salsa, come si diceva, protagonista e voce narrante, racconta le principali tappe che hanno portato alla costruzione del paesaggio del Trentino attraverso le connessioni uomo-ambiente che maggiormente hanno rappresentato e rappresentano il rapporto tra l’uomo e la natura. Il filo narrativo segue la tripartizione per diverse fasce di altitudine: dai fondovalle alla montagna di mezzo alle terre alte, i paesaggi dell’abitare, del lavorare e dell’attraversamento, con un linguaggio divulgativo ma allo stesso tempo rigoroso e scientifico.

L’evento è un’anteprima di Cortomontagna 2019 – il concorso collegato al Premio letterario Leggimontagna organizzato dall’ASCA, Associazione delle Sezioni del CAI di Carnia

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– Canal del Ferro – Val Canale, in collaborazione con l’UTI, Unione Territoriale Intercomunale della Carnia, il Consorzio BIM Tagliamento e con il contributo e la partnership di prestigiosi Enti e Istituzioni.

Il Premio Leggimontagna, le cui premiazioni si terranno sabato 19 ottobre, è riservato alle opere di saggistica, narrativa e ai racconti inediti, equest’anno vanta oltre sessanta titoli in gara: dalle opere di storia e di antropologia, alle pubblicazioni più strettamente riguardanti l’ambiente naturale e l’alpinismo. Da qualche anno il Premio si è arricchita con l a s e z i o n e C o r t o m o n t a g n a d e d i c a t a a i v i d e o e a l l a cinematografia. Il tema di fondo delle opere, scritte o filmate che siano, deve essere la montagna, letta o mostrata da qualsiasi punto di vista, a scelta dell’autore. Per la sezione cortometraggi c’è tempo fino al 30 settembre per presentare le proprie opere. Il tema è “la Montagna dal vivo”.

Il video di massimo 15 minuti deve raccontare l’esperienza dell’autore con l’ambiente montano. Largo quindi alle riprese di sci o alpinisti in azione, a riprese relative a un fatto di cronaca che abbia un legame con la zona alpina o prealpina, così come alla documentazione di storie di vita delle comunità o ambienti montani. Un’occasione unica per avvicinare i giovani appassionati di video e cinematografia a questo specifico tema, confrontandosi anche con personaggi celebri del modo del Cinema e della video produzione durante gli incontri di Scuola di Film e le proiezioni a carattere internazionale. Il 29 e 30 novembre infatti, in occasione delle premiazioni sono previsti appuntamenti dedicati al cinema con ospiti di grande rilievo grazie alla collaborazione con Dante Spinotti presidente della giuria, Trento FilmFestival365 e La Cineteca del Friuli.

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MOVIE TELLERS NARRAZIONI CINEMATOGRAFICHE 3ª edizione 1 – 31 ottobre 2019

Torna per la 3a edizione la rassegna Movie Tellers – Narrazioni cinematografiche, che continua a crescere coinvolgendo un numero sempre maggiore di sale nella sua rete distributiva local&slow toccando i quattro angoli di una r e g i o n e , i l P i e m o n t e , d a l l a s p i c c a t a v o c a z i o n e cinematografica.

Movie Tellers è il risultato della somma di intenti a sostegno dell’industria e della filiera cinematografica tutta: dalle produzioni indipendenti ai giovani autori, passando per l’ampio numero di maestranze ed eccellenze che il territorio offre in termini di professionalità e location, fino agli esercenti e, ultimo solo in ordine di fruizione, il pubblico, sia quello alla ricerca di una proposta alternativa che quello geograficamente penalizzato.

Realizzato da Associazione Piemonte Movie, Movie Tellers – Narrazioni cinematografiche si avvale del sostegno di Regione Piemonte e di Film Commission Torino Piemonte, e la partecipazione di Museo Nazionale del Cinema, Torino Film Festival e TorinoFilmLab che in sinergia hanno studiato una programmazione per offrire al pubblico un’esperienza completa di quella che è la produzione cinematografica recente legata alla regione e che spazia tra le diverse forme di quest’arte.

Movie Tellers fa parte del progetto “Piemonte Cinema Network”

ed è una delle attività dell’Associazione Piemonte Movie, che dal 2000 promuove la cinematografia piemontese anche

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attraverso la creazione diuna rete regionale cinematografica p e r m a n e n t e , i n c u i t r o v a n o s p a z i o f i l m “ a b a s s a distribuzione”.

Per questo motivo la 3a edizione della rassegna si apre con un evento speciale, che si inserisce perfettamente nel solco del perseguimento di questo obiettivo: domenica 22 settembre ore 21 al Cinema Massimo-MNC si terrà la proiezione del documentario

Scuola in mezzo al Mare

Scuola in mezzo al mare di Gaia Russo Frattasi, vincitore del Premio Distribuzione al 18° gLocal Film festival. Da Torino parte la distribuzione regionale di quest’opera che nei prossimi mesi sarà in programma nei cinema di Asti, Chieri, Cuneo, Cuorgnè, Omegna, Avigliana, Trecate e Candelo, proprio grazie al premio assegnato direttamente da 8 degli esercenti della rete di Movie Tellers.

Dall’1 al 31 ottobre i 12 titoli scelti – 4 lungometraggi, 4 documentari, 4 cortometraggi – arriveranno in 27 città delle 8 province del Piemonte dando vita a una rassegna ricca con 137 proiezioni in 35 appuntamenti e vivace che porta il cinema a diretto contatto con gli spettatori grazie alla presenza in sala di autori, protagonisti e professionisti, pronti a raccontare e raccontarsi. Tra gli ospiti confermati i registiFrancesco Ghiaccio, Fabrizio Galatea, Simone Catania, Anna Kauber, Nicola Bellucci, Daniele Gaglianone, Daniele Nicolosi, Gino Caron e Gabriele Pappalardo; i produttori

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Francesca Portalupi, Michele Fornasero, Massimo Arvat e Fabio Ferrero; gli interpreti Marco D’Amore, Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Alice Manfredi, Margherita De Francesco e Giulia Fiorellino.

La line up di LUNGOMETRAGGI vede due titoli presentati al 36°

Torino Film Festival: Il mangiatore di pietre di Nicola Bellucci, tratto dall’omonimo best seller di Davide Longo, è stato girato in parte in Val Varaita (Cuneo) con il sostegno di FCTP e vede al fianco del protagonista Luigi Lo Cascio anche l’attrice moncalierese Elena Radonicich; Drive Me Home prodotto da Indyca, casa di produzione tra le più attive in regione, cofondata dal torinese d’adozione Simone Catania che, con questo film, ha esordito dietro la macchina dirigendo Marco D’Amore e Vinicio Marchioni, due tra gli attori di punta del cinema nazionale.

Un altro caso della recente stagione cinematografica in programma a Movie Tellers è Dolcissime del regista alessandrino Francesco

Dolcissime di Francesco Ghiaccio

Ghiaccio, girato a Torino in svariate location tra Mirafiori Sud, Pozzo Strada e corso San Maurizio e presentato al 48°

Giffoni Film Festival. Chiude il quartetto di film lunghi, Tutti pazzi a Tel Aviv di Sameh Zoabi, commedia vincitrice del TorinoFilmLab Audience Design Fund che, dopo l’anteprima al

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Festival di Venezia nel 2018, è stata distribuita con successo in oltre 10 paesi in tutto il mondo.

I quattro titoli di DOCUMENTARI sono accumunati della presenza di figure femminili, pur portando sullo schermo storie tra loro molto diverse, a dimostrazione di quanto sia ampio lo spettro d’azione del cinema del reale. Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, prodotto dalla torinese Indyca Film e vincitore del Globo d’oro 2019, racconta della giovane promessa della boxe Irma, mentre in Dove bisogna stare, presentato al 36° Torino Film Festival, il regista Daniele Gaglianone mostra le vite di quattro donne ai confini e tra queste Elena, che affronta quotidianamente le contraddizioni della Valsusa di oggi. Lo sguardo si sposta verso scenari contaminati dalla fantasia con Sa femina accabadora di Fabrizio Galatea, prodotto dalla torinese Zenit Arti Audiovisive e girato in Sardegna, dove affondano le radici della leggendaria figura della accabadora, donne che fino agli anni ’60 praticavano un’antica forma di eutanasia. Infine, la regista Anna Kauber ne In questo mondo offre uno spaccato intimo delle donne pastore, in un viaggio lungo 1.700 km, con un inevitabile passaggio nel territorio piemontese; film vincitore della sezione “Italiana.doc” al 36° TFF.

La selezione di CORTOMETRAGGI presenta il corto d’animazione candidato ai Nastri d’argento 2019, New Neighbours di Sara Burgio, Andrea Mannino, Giacomo Rinaldi e sviluppato all’interno del Dipartimento di Animazione del Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino. Frutto della 1a edizione del laboratorio di Torino Factory, Tempo critico di Gabriele Pappalardo è stato girato a Torino nell’estate 2018 e dopo il successo raccolto allo scorso TFF è arrivato fino allo Short Film Corner del Festival di Cannes.

Si è guadagnato il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Short Film Fund, In principio del torinese Daniele Nicolosi, girato a Cameri (No), che sta partecipando a svariati festival italiani e internazionali; mentre il regista astigiano Gino

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Caron, che da anni realizza corti indipendenti, sarà in rassegna con La lampara, vincitore del Premio Toret Miglior Cortometraggio al 18° gLocal Film Festival.

Come nella passata edizione, Movie Tellers darà anche un assaggio di uno degli omaggi del prossimo Torino Film Festival (22 – 30 novembre 2019), dedicato allo scrittore torinese e regista MARIO SOLDATI (1906-1999). A vent’anni dalla sua scomparsa, ripercorreremo alcune tappe di quello che è a tutti gli effetti il precursore dei numerosi format che uniscono tv e gastronomia: Viaggio nella valle del Po – Alla ricerca dei cibi genuini.

Un progetto innovativo realizzato tra il ’57 e il ’58, a soli tre anni dalla nascita della Rai, in grado di trattare temi ancora oggi attuali e che possiede un’importante valenza storica e di antropologia culturale, descrivendo i mutamenti delle abitudini alimentari e della produzione del cibo nel nostro paese prima del boom economico. Grazie al patrocinio della Rai e in collaborazione con Rai Teche, Movie Tellers ripropone alcune delle 12 puntate di questo reportage enogastronomico tra genti, usanze, prodotti, ricette e riti di un’Italia rurale ricca di tradizioni culinarie, con la narrazione empatica e familiare di Mario Soldati.

Una visione in abbinamento ideale alle degustazioni dei prodotti locali che da tradizione allietano e arricchiscono le serate di Movie Tellers, grazie alla partnership con Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta e Nova Coop.

In ognuno degli appuntamenti il pubblico potrà assistere alla proiezione di 4 film e intrattenersi con i momenti conviviali degli aperitivi, con un biglietto d’ingresso volutamente accessibile di 7 € (ridotto 4 €).

Altro partner imprescindibile per la concretizzazione della rassegna è Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta, principale interlocutore per il coinvolgimento degli esercenti più

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attenti ai propri spettatori e al cinema di qualità, che accolgono una programmazione ricercata e al tempo stesso pensata per un pubblico variegato.

Le 28 SALE CINEMATOGRAFICHE aderenti in tutte le 8 province sono:

• 5 nei CAPOLUOGHI Alessandria – Cinema Kristalli; Asti – Cinema Pastrone; Cuneo – Cinema Lanteri e Cinema Monviso;

Torino – Cinema Massimo; Vercelli – Cinema Italia.

• 22 nei COMUNI: Alba (Cn) – Cine4 Cityplex; Avigliana (To) – Cinema Fassino; Barge (Cn) – Cinema Comunale; Bra (Cn) – Cinema Vittoria; Candelo (Bi) – Cinema Verdi; Carmagnola (To) – Cinema Elios; Casterlceriolo (Al) – Cinema Macallé; Ceva (Cn) – Cinema Borsi; Chieri (To) – Cinema Splendor; Cuorgné (To) – Cinema Margherita; Dogliani (Cn) – Cinema Multilanghe;

Dronero (Cn) – Cinema Iris; Ivrea (To) – Cinema Boaro; Nizza Monferrato (At) – Cinema Sociale; Omegna (Vb) – Cinema Teatro Sociale; Pinerolo (To) – Cinema Ritz; Saluzzo (Cn) – Cinema Magda Olivero; Savigliano (Cn) – Cinema Aurora; Trecate (No) – Teatro Silvio Pellico; Valenza Po (At) – Cineteatro Sociale;

Valperga (To) – Cinema Ambra; Villastellone (To) – Cinema Jolly.

Tutti pazzi a Tel Aviv

Si conferma al fianco di Movie Tellers anche Associazione Stampa Subalpina con la partecipazione di alcuni giornalisti delle località in calendario che durante le serate dialogheranno con ospiti e pubblico, e con l’incontro

“Comunicare il cinema. I giornalisti, gli uffici stampa, il

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pubblico” in programma sabato 19 ottobre dalle 10 alle 13 alla Sala il Movie di Film Commission Torino Piemonte (Via Cagliari 40/E, Torino). Nella mattinata interverranno Nino Battaglia (critico cinematografico), Marta Franceschetti (addetta stampa), Carlo Griseri (redattore Cinemaitaliano.info), Gigi Roccati (regista) e Davide Bracco (FCTP – Responsabile partnership istituzionali) per confrontarsi sul cinema come

‘prodotto’ da promuovere e comunicare, secondo diversi approcci e punti di vista, mettendo al centro il fine ultimo e condiviso di raggiungere e fidelizzare il pubblico.

MOVIE TELLERS – NARRAZIONI CINEMATOGRAFICHE

Ideazione e progetto Associazione Piemonte Movie

Comitato scientifico Paolo Manera (FCTP), Davide Bracco (FCTP), Emanuele Baldino (FIP Film Investimenti Piemonte), Emanuela Martini (TFF), Davide Oberto (TFF), Mercedes Fernandez (TFL)

Con il sostegno di Regione Piemonte, Film Commission Torino Piemonte

Con la partecipazione di MNC-Torino Film Festival, MNC- TorinoFilmLab

Con il patrocinio di Rai

In collaborazione con Rai Teche, A.G.I.S.–A.N.E.C. Piemonte e Valle d’Aosta, CSC Centro Sperimentale Cinematografia, Associazione Stampa Subalpina, gLocal Film Festival, Torino Factory, Open Cinema – Progetti innovativi di Audience Engagement, Sìnémàh

Main partner Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta, Nova Coop

Main sponsor O.D.S. Operatori Doppiaggio e Spettacolo, Vermouth Riserva Carlo Alberto e Liquore Salvia & Limone di Compagnia dei Caraibi

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Con il patrocinio di Città di Alessandria, Città di Asti, Città di Cuneo, Città di Torino, Città di Vercelli, Città di Alba, Città di Avigliana, Comune di Barge, Città di Bra, Città di Candelo, Città di Carmagnola, Città di Ceva, Città di Chieri, Città di Cuorgnè, Comune di Dogliani, Città di Dronero, Città di Ivrea, Città di Nizza Monferrato, Città di Omegna, Città di Pinerolo, Città di Saluzzo, Città di Savigliano, Città di Trecate, Città di Valenza, Comune di Valperga, Comune di Villastellone

Local Partner Circolo del Cinema Adelio Ferrero (Alessandria), Alessandria Film Festival, Ass. Noix De Kola (Asti), Ass. Il Trabucco (Asti), Merope Onlus (Avigliana), Ass. Le Cinesisters (Avigliana), Ass. Geronimo Carbonò (Ceva), Ass. LaCasaRotta (Bra), Ass. Tra Me (Chieri/Carmagnola), Circolo Culturale Cinematografico Méliès (Cuneo), Collettivo Cromocinque (Cuorgnè/Valperga), Ass. KinoCanavese (Cuorgnè), Ass. Rosse Torri (Ivrea), Cineclub Ivrea, Ass. Culturale Open Art House (Ivrea), Ass. Mastronauta (Omegna), S.O.M.S. Omegna, Cineforum Omegna, Ass. Asilo Bianco (Omegna), Festival Corto e fieno (Omegna), Arci Val Susa e Pinerolo, Circolo Arci Ratatoj (Saluzzo), Cortocircuito – Savigliano Film Festival, Teatro Sociale di Valenza, Accademia di Cultura Nicese “L’Erca”

(Nizza Monferrato), Italia Nostra – Sezione di Alba, Anpi Sezione di Villastellone “Antonio Alasia”

Direzione artistica Alessandro Gaido Segreteria organizzativa Roberta Pozza

Relazioni con i territori Chiara Pellegrini Relazioni con le scuole Serena Anastasi

Ufficio stampa Letizia Caspani e Mariapaola Gillio Testi catalogo e comunicazione web Gabriele Diverio

Segreteria amministrativa Elisa Cabula e Alessandra Cavone

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Coordinamento catalogo Francesco Rasero Logistica Dario Cerbone

Progetto grafico e immagine Stefano Scarafia Stampa Tipografia Alzani, Pinerolo (To)

INGRESSO intero 7 €, ridotto 4 €

INFO 011.4270104 – 328.8458281 – segreteria@piemontemovie.com – www.piemontemovie.com

Enrico Liotti

BELLARIA FILM FESTIVAL: 37MA EDIZIONE CON NICOLA PIOVANI E PREMIO ALLA CARRIERA A VINCENZO CERAMI. 26-29 SETTEMBRE 2019

37ma edizione del Bellaria Film Festival dal 26 al 29 settembre 2019 al Cinema Teatro Astra di Bellaria Igea Marina (RN). Il festival, che continua il suo percorso di rinnovamento, è diretto per il secondo anno consecutivo dal produttore teatrale, musicale e cinematografico Marcello Corvino.

Premio alla carriera a Vincenzo Cerami.

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Premio Una vita da film a Nicola Piovani, che suonerà dal vivo le sue più celebri composizioni per il grande schermo.

Moni Ovadia confermato presidente di giuria – quest’anno di profilo internazionale – per i 22 documentari in gara che si focalizzeranno sui temi dell’articolo IX della Costituzione Italiana.

Novità della 37ma edizione la Menzione speciale “Pari opportunità”, introdotta per favorire la sensibilizzazione sulle tematiche legate alle pari opportunità e alle diversità, dedicata a quei documentari che pongono l’accento su tematiche sociali, come la specificità di genere e le abilità differenti.

Il programma del festival, tra i più importanti in Italia dedicati al cinema indipendente, sarà arricchito da proiezioni speciali, incontri e workshop sul mondo poliedrico e multiforme del documentario

Asiago 14 settembre Fucilateli – Commissione d’Inchiesta su Caporetto 1918- 19

Prende l’avvio dal Veneto e da alcune location protagoniste della Grande Guerra il tour di Fucilateli – Commissione d’Inchiesta su Caporetto 1918- 19, il documentario scritto e diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato e prodotto

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da Sole e Luna Production che racconta la vicenda, piena di ombre e di incertezze, delle centinaia di fucilazioni fra il 1915 e il 1919. Prima tappa del tour Asiago, Cinema Grillo Parlante il 14 Settembre 2019 (ore 20.45). Da novembre il tour approda sui circuiti nazionali.

Asiago non a caso è la prima tappa di questo tour lungo i luoghi della Grande Guerra.

I l t o u r r i p e r c o r r e r à , p e r a l t r o , c o n i s u o i appuntamenti alcuni dei principali luoghi che fanno p a r t e d e l l a n a r r a z i o n e dell’oscura vicenda delle fucilazioni sommarie.

Tornando ad Asiago, fu proprio questa cittadina ad ospitare il tragicamente noto caso della fucilazione sommaria delle truppe della Brigata Sassari da parte del Maggiore Marchese (a sua volta fermato con il fuoco). Vicende complesse che ci vengono narrate all’interno del documentario finalmente da un punto di vista psicologico e psichiatrico anche grazie al supporto del Capitano Fanelli dello Stato Maggiore dell’Esercito. Con particolare attenzione a quelle avvenute nei mesi successivi alla disfatta di Caporetto ma non solo. A condurre per mano in questo viaggio nella storia saranno la voce narrante di Stefano Amadio (giornalista, regista, autore), le lucide parole del prof. Marco Mondini (Università degli Studi di Padova) e le dichiarazioni del Procuratore Militare Dottor Marco De Paolis, della Dottoressa Irene Guerrini e del Dottor Marco Pluviano, tra i massimi esperti in campo di pena capitale durante il Primo Conflitto.

La musiche originali di Fucilateli di Marco Testoni, autore di una colonna sonora lontana dal ruolo di puro sfondo proprio del genere documentaristico, si arricchiscono della vena

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autoriale propria del cinema mescolando elettronica e soundesign.

Il documentario gode del patrocinio del Ministero della Difesa e della certificazione storico-scientifica dell’Università degli Studi di Padova.

“Qui si fucila senza pietà!”: queste le parole con cui Monsignor Longhin raccontava al Prevosto di Montebelluna il fronte dei nostri soldati impegnati nella Grande Guerra nei mesi successivi alla disfatta di Caporetto. Poche parole che dipingono con chiarezza il quadro di orrore e di devastazione di una vicenda piena di ombre e di incertezze.

Perché oggetto di fucilazione furono in quei mesi bui, persone dalla storia più disparata. Nessuna cerimonia di sepoltura o commemorazione, di loro c’è traccia unicamente nelle ricerche di chi in questi cento anni ha provato a portare alla luce la verità.

E’ impossibile determinare con certezza quanti furono i giustiziati, i numeri sono indicativi e lacunosi. Numeri che sono però persone: in alcuni casi vittime di giudizi arbitrari, spesso da parte di uomini psicologicamente instabili; in altri responsabili reali di omicidi e di violenze spesso efferate anche contro i civili; in altri ancora sono uomini che disertano, si automutilano o si vendono come spie al nemico. Per una parte dell’opinione pubblica bisognerebbe perdonare, per l’altra va lasciato tutto così com’è.

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PUPI AVATI PRESENTA “IL SIGNOR DIAVOLO”!

Domani martedì 27 agosto il regista sarà ospite al Cinema Centrale di Udine e a Cinemazero di Pordenone!

A 40 anni dal cult movie La casa dalle finestre che ridono, Pupi Avati torna all’horror padano e gotico con IL SIGNOR DIAVOLO! A presentare il suo ultimo film al pubblico sarà proprio il regista bolognese, ospite domani martedì 27 agosto al cinema Centrale di Udine (ore 19.00) e a Cinemazero di Pordenone (ore 21.15). Ad accompagnarlo in questo piccolo tour regionale il critico e storico cinematografico Lorenzo Codelli.

Evento organizzato in collaborazione con la Cineteca del Friuli.

Pupi Avati arriva in Friuli con un “bottino” molto attraente sia dal punto di vista personale che dal punto di vista della sua straordinaria carriera. L’anno appena trascorso, il 2018, lo ha visto protagonista assoluto: ha compiuto 80 anni, ha festeggiato i cinquanta di carriera, è stato il Guest Director del Torino Film Festival e ha dato alle stampe il suo nuovo libro, il romanzo che è diventato questo film, pubblicato da Guanda col titolo “Il signor diavolo. Romanzo del gotico maggiore”.

Roma, 1952. Il giovane pubblico ministero Furio Momentè sta raggiungendo Venezia da Roma, inviato dal tribunale per un processo delicato. Un ragazzino di quattordici anni ha ucciso un coetaneo, e la Curia romana vuole vederci chiaro, perché nel drammatico caso è implicato un convento di suore e si

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mormora di visioni demoniache… Una storia oscura e folgorante allo stesso tempo; un’atmosfera umida e evocativa quella della campagna veneta e il suo mondo arcaico ancora ricco di superstizioni.

Nel film, accanto a Gabriele Lo Giudice (nei panni di Furio Momentè) e al piccolo Filippo Franchini, compaiono alcuni d e i v o l t i n o t i d e l c i n e m a a v a t i a n o : M a s s i m o Bonetti, Alessandro Haber, Cesare Cremonini e Andrea Roncato. Nel cast anche Chiara Caselli nei panni della dama nera Clara Vestri Musy, madre della giovane vittima e potente signora di Venezia.

Il signor diavolo è girato tra Roma e la Laguna di Venezia e collocato storicamente negli anni che vanno dal 1947 al 1952.

L’ambientazione è quella tipica del cinema di genere firmato da Avati, che ha scritto la sceneggiatura come d’abitudine assieme al fratello Antonio – anche produttore – e al figlio Tommaso. Gli effetti speciali sono curati dallo specialista del cinema horror italiano e internazionale Sergio Stivaletti.

Per maggiori informazioni su programmazione e prevendita dei b i g l i e t t i , c o n s u l t a r e i siti www.visionario.movie e www.cinemazero.it.

10 anni di Premio MATTADOR

alla Mostra Internazionale

d’Arte Cinematografica di

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Venezia

MATTADOR festeggia nel 2019 i suoi dieci anni di attività e presenta alla Mostra del Cinema di Venezia gli eventi in calendario e le novità che caratterizzano il suo decennale.

L’incontro si terràsabato 31 agosto alle 13.00 all’Hotel Excelsior del Lido, nello Spazio della Regione del Veneto.

Il Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador è dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino formatosi all’Università Ca’ Foscari, scomparso prematuramente il 28 giugno 2009.Nato dal pensiero e dalle passioni di Matteo, con l’obiettivo di far emergere nuovi talenti dai 16 ai 30 anni, Mattador continua nella formazione di giovani sceneggiatori, registi, illustratori e concept designer. In questi anni molti sono i ragazzi che grazie al Premio hanno potuto approfondire i propri studi di cinema e coltivare le proprie passioniinsieme a tutor professionisti di livello nazionale ed internazionale.

Alla presentazione, parteciperanno Fabrizio Borin, direttore artistico Premio Mattador e direttore collana “Scrivere le immagini. Quaderni di Sceneggiatura” (EUT/Mattador), Roberto Calabretto, docente Discipline musicali DAMS Università di Udine, Gianluca Novel, location manager Friuli Venezia Giulia Film Commission e tutor Mattador, Diego Cenetiempo, coordinatore e tutor CORTO86, Stefano Bessoni, regista, illustratore, docente animazione stop-motion e co-coordinatore DOLLY “Illustrare il cinema”, Pietro Caenazzo, presidente e Laura Modolo, vicepresidente Associazione Mattador.

L’appuntamento sarà come di consueto coordinato da Pierluigi Sabatti, presidente del Circolo della Stampa di Trieste.

Durante l’incontro saranno presentate le novità del decennale

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e dell’undicesima edizione che inizieranno con la serata di presentazione al Teatro Miela venerdì 25 ottobre e la mostra del Premio d’Artista Mattador, che inaugurerà invece sabato 26 ottobre al Museo Revoltella di Trieste, per concludersi con il 3° Convegno di SceneggiaturaSugli incipit dei film e delle serie, che si terràmercoledì 13 novembre al Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Trieste.

Ma alla Biennale Cinema saranno anche illustrati gliAtti dei c o n v e g n i “ I D i a l o g h i d i M a t t a d o r ” ( E d i z i o n i EUT/Mattador), Confronto sulla sceneggiatura, tenutosi al Palazzo della Regione di Trieste il 20 ottobre 2017 e Dopotutto domani è un altro giorno.Il finale dei film tenutosi all’Università Ca’ Foscari di Venezia il 14 novembre 2018 nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Ateneo.

Essendo immersi nel cinema, non poteva mancare nel programma dell’evento veneziano anche ilfocus sulla sezione CORTO86 dedicata alla migliore sceneggiatura per cortometraggio con la presentazione dell’ultimo cortometraggio prodotto:“Sulla Sabbia”, scrittura e regia di Enrico Maria Riccobene vincitore di Corto86 2018, prodotto da Mattador in collaborazione con Pilgrim Film e con il supporto della FVG Film Commission.

Il giovane autore è stato affiancato dal registaDiego Cenetiempo, tutor e coordinatore del progetto, seguito da una troupe tecnica e da uno staff di professionisti nelle fasi di produzione del cortometraggio, interpretato da Daniele Molino e Romina Colbasso.

Il Premio MATTADOR è reso possibile grazie al contributo di MIBAC Direzione Generale Cinema, Regione Friuli Venezia Giulia, TurismoFVG, Comune di Trieste, Fondazione Kathleen Foreman Casali di Trieste, a donazioni private e quote associative.

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E. L.

I MILLE OCCHI CERCA VOLONTARI

I Mille occhi Festival Internazionale del cinema e delle arti cerca volontari per la sua 18ma edizione che si terrà a Trieste dal 13 al 18 settembre 2019 al Teatro Miela!

L’invito è rivolto agli appassionati di cinema o agli studenti che vogliono fare un’esperienza nell’organizzazione di un grande evento culturale vivendo in prima persona il suo

“dietro le quinte”. Si può partecipare alla selezione inviando la candidatura all’indirizzo coordinamento@imilleocchi.com

Sarà possibile collaborare con l’organizzazione del Festival nei seguenti settori:

– ufficio stampa

– settore comunicazione e social-network – promozione

– ospitalità (accoglienza ospiti) – interpretariato

– assistente di sala e addetto info-point – fotografo, operatore video ed editor.

Per ulteriori informazioni c’è il sito www.imilleocchi.com

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