La quarta elica la porta Franco Arminio anche a Buccino

Testo completo

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La quarta elica la porta Franco Arminio anche a Buccino

(un quarto di secolo dopo le tre eliche di Ugo Marano)

con all’interno

Buccino

tre eliche per la sua ripartenza

di Pasquale Persico e Ugo Marano

PLECTICA EDITRICE

Pasquale Persico

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Testi: Pasquale Persico, Ugo Marano Disegni: Ugo Marano

Impaginazione e copertina:

“Affrettati lentamente Σπεύδω σιγά”

Mimmo Longobardi Progetto a cura di:

DNA Marateacontemporanea Associazione Culturale Arti Visive

via A. Mandarini 29 Maratea PZ

© Edizione Musei in Transito Caggiano 2021

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PASQUALE PERSICO ECONOMISTA UGO MARANO ARTISTA

BUCCINO

TRE ELICHE PER LA SUA RIPARTENZA

PLECTICA

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BUCCINO E' UNA CITTA' QUADRUPLICATA SI FA LETTERALMENTE IN QUATTRO E' UN PO' COME UN ULIVO MILLENARIO RESISTE AL TEMPO COME UN PISTACCHIO NEL DESERTO DEL TASSILI

CHE VIVE DA TREMILA ANNI SENZA PAROLA CON UN OLEANDRO

MA MENTRE QUESTI DUE ALBERI SONO TUTTO IL VILLAGGIO

IL NOSTRO ULIVO A BUCCINO E' MAESTRO DI COMPORTAMENTO PER UNA CITTA' CHE TROVA PACE SOLO STRATIFICANDOSI

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5 L'ULTIMA NOTIZIA E' CHE IL VECCHIO BORGO

STA PARTORENDO LA CITTA' ANTICA CHE RIVELANDOSI LENTAMENTE APPARE BAMBINA

UNA NOVITA'

QUESTA RIGENERAZIONE HA PRODOTTO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA

CONTEMPORANEA

CHE ATTRAVERSO UN PROGETTO DI

REIDENTIFICAZIONE RIVOLUZIONARIO POTREBBE PRESENTARSI AL MONDO COME UN ULIVO DI PIETRA

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MA PER FARE QUESTO PICCOLO MIRACOLO SONO NECESSARIE ALTRE MAGIE

SETTE GESTI POLITICI

UN VERO E PROPRIO PIANO STRATEGICO CHIAMIAMO ALLORA

UN ECONOMISTA ILLUMINATO UN ARTISTA UTOPISTA

UN ARCHITETTO ASPECIFICO UN NATURALISTA PITAGORICO UN POETA ATEO

UN FALEGNAME INNAMORATO DEL CILIEGIO UN FABBRO UBRIACO

E OSPITIAMOLI PER SETTE GIORNI NEL PALAZZO DEI CARACCIOLO A IDEARE LA CITTA' DEL FUTURO

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7 L'economista ci dira' che per rendere difendibile, logico,

ragionevole il progetto sia necesario ampliare il territorio attraverso l'associazione con le città circostanti per moltiplicare i disegni. Ridurre le spese. Accorpare i servizi. Attrarre investimenti.

Solo una ricerca lunga sul potenziale senza confini aprirà scenari inusitati e finalmente sostenibili.

Una ripartenza con tre eliche per generare un movimento senza fine.

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L'ARTISTA UTOPISTA CI DIREBBE CHE IL MUTAMENTO EPOCALE POTREBBE DONARCI FINALMENTE UNA DEMOCRAZIA PIENA IL MONDO PENSA ALL'UNISONO SI MISCHIA

SI CONFRONTA

SAREBBE DISPONIBILE A VENIRE A BUCCINO SOLO SE QUI LE CASE SI SARANNO

TRASFORMATE IN ALVEARI E LE CAMERE COLME DI MIELE

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9 L'architetto aspecifico ha già ideato il museo extra

archologico a quattrocento metri da villa caracciolo come residenza in progresso di vasi antichi che sfidano quelli d'oggidì

con pavimento la natura a festa e 44 ciliegi come compagni temporanei

Questo museo ci apparirà come architettura trasparente e sonora

secondo le stagioni cambierà veste e sembianza come una persona

quando sbocciano le mammole l'ingresso sarà libero per i soli insetti

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IL NATURALISTA PITAGORICO SFIDERA' IL TERZO PAESAGGIO

TRASFORMANDOLO IN UNA TETRACTIS DEL NATURALE

il poeta ateo innoverà la toponomastica raddoppiandola ne farà un'opera e questa sarà il primo libro della biblioteca dell'orologio

IL FALEGNAME INNAMORATO FARA' UNA SCORTA DI LEGNO DI CILIEGIO E SI ALLENERA' A SCOLPIRE TALAMI FORTUNATI DIRETTAMENTE NELLE DIMORE

e per non finire mi chiedo

a cosa serve un fabbro ubriaco?

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Buccino e la città a tre eliche, città di passaggio

di Pasquale Persico / qualche decennio fa

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e un territorio antico, quello dei Volcei, che ha visto nella sua storia il passaggio di mille progetti di costruzioni di co- munità, oggi si interroga sulla prospettiva di diventare nuova- mente città, la notizia merita attenzione.

A Buccino città quadrupla, nella definizione di Ugo Marano, le case mostrano storie millenarie, l’archeologia si fa contempo- ranea ed entra nei progetti di sviluppo del territorio come me- moria del futuro, un progetto di ecologia della fertilità illumina la mente dei nuovi abitanti.

Da diversi anni, per merito di diverse competenze, il territo- rio dei Volcei viene riscoperto, e attraverso l’archeologia le va- lenze territoriali assumono diversi colori. Una decodifica inat- tesa prende spazio e si presenta come potenziale di area vasta.

La casa dell’archeologa è finalmente la casa della cultura anche del contemporaneo.

Gli strumenti della programmazione sono nuovamente in attesa di essere attivati, ma la politica avrebbe bisogno di una riflessione dal respiro lungo, prima di rincorrere finanziamenti inefficaci, e spiazzanti. Politici, amministrativi, economisti dell’industria ed economisti dell’agricoltura, archeologi in ab- bondanza, artigiani ed artisti, architetti, poeti, giuristi, agricol- tori ed industriali, operai e operatori del turismo, giovani ed anziani, geologi, agronomi e naturalisti vogliono sapere della

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città possibile per riprodurre il lievito madre per nuovi standard materiali ed immateriali.

Caggiano, poco distante, come città dei numeri, per la pre- senza temporanea di un matematico dell’utopia radicale, si fa riconoscere e diventa altro fuoco dialogante per allargare la geometria delle città da costruire. Il pensiero semplice non basta più, la città nuova è già piena di Musei in transito e la città è città di passaggio. Caggiano e Buccino, ma anche altri paesi-città, per storia e dimensione possono chiamare a rac- colta i paesi di altre comunità, quelli dei parchi e delle comu- nità montane; è da una nuova domanda di aggregazione che viene la spinta alla rivoluzione urbana. I territori competono come organizzazioni complesse, servono leader illuminati e comunità aperte, serve la voglia di costruire insieme un per- corso di nuova urbanità, l’Europa ha bisogno di un salto di civiltà.

Una città a tre eliche può essere progettata, l’elica della storia antica già spinge con la sua energia: il vento dell’identità passa- ta chiede di essere riposizionata e reinterpretata come contem- poraneità cosmica, il territorio non vuole essere chiuso in un nuovo museo ed essere vissuto come affresco del passato, chiede di scoprire le complementarietà dei progetti del buon vivere e vissuti con felicità connessa alla ricerca, per esplorare l’identità evolutiva da costruire nell’area vasta di riferimento.

La seconda elica, quella della città esistente, commina solo con le discontinuità del vento favorevole e si ferma ogni volta che c’è la notizia di un progetto mancato; per fortuna la persi- stenza di molte altre attività rimane, come testimonianza di un territorio che non potrà morire, lo dice la storia e lo dice la popolazione che lo vive oggi con la paura del non sapere osare.

Per fortuna la notizia della terza elica è arrivata, essa è un’ elica

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13 del motore contemporaneo che funzionerà per aprire i labora- tori mancanti.

Una vera rivoluzione dovrà arrivare dall’apertura di mille la- boratori interrogativi, capaci di sprigionare risposte volano.

Un artista è arrivato a piedi dal Po; Luigi Bernardi, ha ispira- to nuovi sentieri, è salito sul castello per farlo suonare, e suone- rà come arpa inusitata per tre giorni e tre notti. Il vento ha identificato il suono del castello e la sua persistenza nello spazio afono attrae musicisti complementari alle note suonate come Fluxus al crescere del vento favorevole.

I suoni hanno creato turbolenze, ed alle altre eliche è stato chiesto di fare la loro parte, moltiplicando insieme le potenzia- lità esistenti.

Le tre eliche hanno riposizionato la città montana da costrui- re, l’altra città, rete di città, ha allargato la visione, che emerge- rà come identità aperta da interpretare e sviluppare senza la paura di dover chiudere i cancelli; finalmente non ci sono muri da costruire ma solo da abbattere, al fabbro non resta che di- ventare ubriaco e sognare di battere soltanto il rame per offrire specchi sonori per la città del suono obliquo.

Non è questo un racconto allusivo, ma la cronaca nuova di una partenza appena iniziata.

Un museo extra archeologico è già in campo nascosto nell’E- liceto per i nuovi sposi.

Dalla Provincia di Ferrara arriverà il racconto della nuova regolamentazione, urbanistica ed ambientale, e da Livorno una rivoluzione sulla finanza di città; il nuovo piano strategico par- lerà dei comuni in amicizia e del paesaggio come infrastruttura a più economie, di scala, di scopo e di diversità. Tutte economie sviluppate per diventare città moltiplicata per mille, tante mu- nicipalità vive invece di tanti sindaci e nessuna città.

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La città come infrastruttura complessa ci manca, la città co- me organizzazione territoriale non è ancora percepita, la liqui- dità e la frammentarietà dei progetti del territorio ha fatto per- dere competitività, l’effetto città si è affievolito ed i progetti volano basso, lo sviluppo non è ancora decollato, chiamiamo aiuto al CUGRI (Centro Universitario Grandi Rischi), la quin- ta elica anche per i rischi ancora da affrontare. La città bastevo- le è ancora solo un racconto interpretato da pochi come città relazionale ricca.

Il racconto diventerà partenza e la città di città a tre eliche, potrà nascere da Buccino e da Caggiano, oggi o al massimo dopo domani, in una giornata di sole splendente e beneaugu- rante.

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Oltre la cura dello sguardo, la quarta elica per Buccino la porta Franco Arminio

di Pasquale Persico

La nuova farmacia poetica nella visione post-post della pae- sologia contemporanea

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sistono due dimensioni valutative dei processi complessi che guidano lo sviluppo, spesso affidati a delle leadership organizzative. Una prima, è definita idraulica da J.G. March e T. Weil, L’arte della leadership, Il Mulino 2007; questa cerca di padroneggiare le dimensioni più rilevanti dell’organizzazione complessa da mettere in campo, esaltando gli strumenti tecnici di riferimento e messi a disposizione dei beneficiari delle azioni.

Questa visione presuppone una altissima competenza dei verti- ci della organizzazione nel comprendere le specificità dei singo- li territori e degli ambiti amministrativi, dove deve penetrare l’efficacia e l’efficienza delle azioni. Una capacità di iniziativa forte, basata su deleghe e monitoraggi sistematici condotti gra- zie a efficienti sistemi informativi, capaci di rilevare anche il senso di comunità. E’ questa anche la visione proposta da Dra- ghi e suggerita dal suo staff durante il recente convegno ANCI sul modo in cui il PNRR farà arrivare risorse ai piccoli comuni.

A Buccino, dopo il contributo mio e di Ugo Marano, artista e poeta, per vincere lo spaesamento dei piccoli comuni, la visione strategica per il territorio largo parlava di Buccino come Città a tre eliche. Oggi, dopo la Pandemia e la nuova aggressività della

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globalizzazione e la debolezza delle strategie sullo sviluppo emerse al COP26 di Glasgow, nascono molti dubbi sul discor- so semplificato di Draghi e suggerito dal suo staff. La fragilità che accompagna la visione del paesaggio dei piccoli comuni lungo l’autostrada Salerno Reggio Calabria, da Buccino fino a Morano Calabro, ad esempio, ed anche oltre, mette in forte discussione la speranza che la rete dei comuni sull’asse appen- ninico che va verso SUD possa diventare un attrattore di nuova urbanità, se non facciamo una rivoluzione sulla sussidiarietà necessaria in termini di politica economica.

I due autori appena citati, non a caso, allargano la prospetti- va sul come costruire meta progetti a fattibilità più aperta, met- tono in campo una seconda ipotesi che chiamano approccio poetico alla governance strategica. In questo caso la sintesi or- ganizzativa, con la leadership poetica, può essere associata ai temi che il Poeta Franco Arminio sviluppa nel suo libro “La cura dello sguardo“ con sottotitolo “la nuova farmacia poetica”;

questa volta la visione, disponendo delle autorità di governance necessarie, non diffonde inquietudine, ma cerca di incoraggiare il metodo e l’apprendimento; si può aggiungere la quarta elica alla visione poetica di Ugo Marano e mia, e tutte e quattro le eliche ci consentono di parlare di post-post paesologia struttu- rante. Già prima della comunicazione di Franco per invitarmi al Festival di Buccino del 17 e 18 dicembre 2021, il suo pensie- ro camminava, affrettandosi lentamente, come nella visione di Cosimo dei Medici I per la sua flotta, per arricchire il suo rac- conto poetico e contemplativo sui valori presentì nei paesi del suo lungo viaggio. Franco ipotizzava nuove discontinuità senza trascurare l’idea anche di uno svuotamento completo di alcuni paesi perché, anche in questa ipotesi, i piccoli paesi scomparsi rimangono vivi come standard urbani e memoria per il futuro.

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17 Partendo da Buccino città a quattro eliche, e Caggiano, la città dei numeri 7, e guardando ai progetti dell’Alta velocità, può nascere la nuova visione strategica da promuovere, aggiungen- do la quarta elica di Franco Armino alle tre eliche di Ugo Ma- rano fino a poter parlare di una città del quarto paesaggio (vedi via Google, Pasquale Persico e Jole Giarletta, la pianificazione debole).

Per fare questo progetto complesso non viene messa in cam- po solo una forza evocativa del cambiamento, ma si parte dalla consapevolezza della fragilità della realtà amministrativa che ci circonda, insieme a una certa fiducia nell’improbabile. La valu- tazione dei processi perde il suo valore di punizione, come pro- babile inefficacia del PNRR per le aree interne, fino a cercare di esaltare il nuovo sguardo sul potenziale. Questo nuovo sguardo sul potenziale riposiziona le idee e ripropone la possibilità di un coinvolgimento attivo e responsabile degli stakeholders, citta- dini attivi e comuni responsabili, più intraprese inattese dei pri- vati che, armati di una nuova reciprocità poetica, si sentono capaci di promuovere processi di auto riconoscimenti diffusi;

essi cercano di muovere patti istituzionali inusitati per svilup- pare capacità e competenze da indirizzare nella nuova capacità organizzativa lungo la rete larga di paesi, i quali si riconoscono finalmente, in un paesaggio, infrastruttura complessa che chia- meremo rete di città di nuova urbanità. Finalmente la visione a-specifica prende campo, rispetto alla sola visone dell’approc- cio tecnologico allo sviluppo annunciato dal governo e mal in- terpretato da alcuni portatori di consenso.

Una sensibilità aperta o poetica nella definizione della lette- ratura specializzata a cui si è fatto riferimento, punta a definire dei percorsi di efficientamento della spesa e di democratizzazio- ne delle amministrazioni e delle istituzioni pubbliche. In questa

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fase storica, esse hanno bisogno di fare un salto culturale della percezione del loro nuovo ruolo cerniera per aprire le nuove porte dello sviluppo inclusivo e sostenibile.

Qualche anno fa, una visita di Franco Arminio a Maratea si concluse con una gita in barca verso il largo, per abbracciare con uno sguardo lungo tutto il territorio visibile che va dal Par- co Nazionale del Pollino al Parco Nazionale del Cilento, con l’Intervallo visivo lungo il fiume Noce con Lauria che si con- nette anche al Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. Pur avendo poca dimestichezza con le pra- tiche di sub, Franco Arminio simulò il suo inabissamento fino a 12 km sotto il livello del mare per dotarsi di un piccolo pugno di sabbia della stessa natura geologica di quella dei Calanchi di Aliano (MT). Nell’agosto dello stesso anno ne approfittai, ad Aliano, per disegnare, con quella sabbia, un segno di battesimo nuovo sulla testa di Franco, auspicando una transizione fertile da Paesologo a Post-Post Paesologo proprio perché non andasse sottovalutato il patrimonio di memoria da trasferire nella visio- ne contemporanea e futura della nuova urbanità. Ebbene il bre- ve discorso audio, poetico e di sostanza inviato da Franco Ar- mino alla festa della natura organizzata a Maratea da Lega Am- biente per andare oltre il turismo, ha messo in risalto il tema della reciprocità tra abitanti dei paesi e nuovi abitanti equiva- lenti, come mixage necessario per nuove ibridazioni culturali e politiche. Solo in questa prospettiva si sarà capaci di uscire dal- la retorica delle aree interne che ci avvolge annunciata come pioggia di provvidenze strategiche e risolutive.

Una Nuova Certosa Errante di nuovi certosini e certosine, già innamorati dell’approccio poetico dello sguardo, capaci di portare la cura che, oltre allo sguardo, deve diventare riferimen- to per una folla di competenze e capacità applicata, idonee per

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19 produrre le nuove mappe strategiche con progetti di riferimen- to. Dobbiamo essere capaci di dare struttura al progetto politi- co di un’area vasta che, partendo dal concetto di Mezzogiorno Mediterraneo e Moderno, si allarghi alla macroarea euro medi- terranea per strutturare in maniera nuova la politica economica dell’Europa che verrà.

A Caggiano il progetto Musei in Transito accoglie la mostra

“Ancora Camus, Geo Logica Mente” di Mimmo Longobardi, artista capace di stare nei nuovi flussi della contemporaneità necessaria. Egli partendo dal riconoscimento del pensiero di A.

Camus ha invitato mille artisti a dipingere su tele di vele di- smesse le nuove bandiere dell’ Europa a civiltà plurale. Il pro- getto politico ripreso da Camus nel 1955 ed esposto nella sua lezione magistrale tenuta ad Atene, rilanciava gli ideali del Ma- nifesto di Ventotene.

L’economia dei piccoli comuni e le loro bandiere d’artista del l’Altra Città, devono diventare progetto complesso per un’e- conomia di nuova urbanità a valenza inclusiva elevata ad ecolo- gia dalla fertilità profonda. Un approccio strategico a quattro eliche, definito dalla letteratura sulla governance strategica, ap- proccio poetico allo sviluppo, ci consentirà, come dice il Poeta Franco Armino, a Buccino nella notte tra il 17 e 18 dicembre 2021, di incarnarci nell’aria del Mondo, per essere soci della luce, e metterci al servizio delle cose da fare, con una moralità aperta alla reciprocità, senza se e senza ma.

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Finito di stampare nel mese di dicembre 2021 presso Grafica Elettronica srl, Napoli

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