• Non ci sono risultati.

4. IL RUSSO E IL KAZAKHO NEL KAZAKHSTAN DI OGGI

4.1 I L COLLASSO DELL ’U NIONE S OVIETICA

4.1.1 La conquista dell’indipendenza kazakha

Verso la fine degli anni Ottanta in Kazakhstan ebbero luogo delle agitazioni di natura etnica, come nel caso di Jaltoqsan (“dicembre”), una sommossa nata nella capitale della

13 Ibid.

14 Malia M.E., The Soviet Tragedy. A History of Socialism in Russia, 1917-1991, cit., pp. 445-489

15 Ibid.

16 Ganino M., Dall’Urss di Gorbaciov alla Russia di Eltsin. Mutamenti politico-costituzionali e continuità, cit., pp. 263-296

17Malia M.E., The Soviet Tragedy. A History of Socialism in Russia, 1917-1991, cit., pp. 445-489

104 repubblica nel dicembre del 1986. Il conflitto ebbe origine dalla decisione di Mosca di nominare come primo segretario del Partito Comunista kazakho il russo Gennadij Kolbin, già in carica durante il programma delle terre vergini, al posto del kazakho Dinmukhamed Kunayev18. Quest’ultimo governava il Paese dall’inizio degli anni Sessanta. La scelta di sostituirlo con un russo contava sulla forte presenza russa nel paese e nella tenacia dimostrata da Kolbin nella lotta alla corruzione. Ad Alma-Ata questa parve come una netta ingerenza di Mosca negli affari della repubblica e come un abuso di potere da parte dei russi. In ventiquattro ore dall’annuncio della sostituzione del segretario, in città cominciarono le proteste rivolte contro il partito, che in quel momento rappresentava il governo centrale, e contro i russi. Per due giorni ci furono scontri accesi, che contarono, sembra, qualche centinaio di morti19. Secondo le fonti ufficiali le vittime furono 1720. Particolarmente interessante è quello che scrisse il giornalista M. Rjabčuk a proposito, sul quotidiano Družba narodov, il quale invitò i russi come etnia ad assumersi parte della responsabilità per l’accaduto:

“Come tutti, ho seguito attentamente ciò che la stampa ha scritto circa gli eventi di Alma-Ata […]. Gli articoli differivano uno dall’altro: dall’irato al compassionevole, a quelli apertamente demagogici, tesi solo a convincersi che asili d’infanzia e scuole nazionali sono superflui. Ma difficilmente un solo russo si è sentito in colpa per quanto avvenuto; eppure, la colpa risiede proprio qui. Risiede qui perché centinaia di migliaia di russi non conoscono – e non intendono apprendere – la lingua dei popoli in mezzo ai quali vivono.”21 Dopo gli eventi del 1986 le aspirazioni nazionaliste kazakhe andarono accentuandosi.

Il processo di democratizzazione avanzò significativamente a partire dal 1989, con la nomina del kazakho Nursultan Nazarbaev come segretario di partito. Nel gennaio 1990 venne approvata una legge che comportava un parziale multipartitismo, incoraggiando le associazioni sorte in quegli anni22 a trasformarsi in autentici partiti politici. Ciononostante,

18 Indeo F. (2014), Kazakhstan. Centro dell’Eurasia, Roma, Teti Editore, p. 54

19 Buttino M. (1997), L’URSS a pezzi. Nazionalismi e conflitto etnico nel crollo del regime sovietico, Torino, Paravia, pp. 127-148

20Indeo F., Kazakhstan. Centro dell’Eurasia, cit., p. 54

21 Buttino M., L’URSS a pezzi. Nazionalismi e conflitto etnico nel crollo del regime sovietico, cit., p. 136

22 “Tra il 1988 e il 1989 vennero fondati numerosi gruppi informali e associazioni portatrici di istanze nazionaliste ed ecologiche. Nel dicembre 1988 Atameken (Madrepatria) venne formata per le vittime dello stalinismo, mentre nell’aprile 1989 venne creata l’organizzazione nazionalista Adilet (Giustizia). Il movimento verde-ecologico Nevada-Semipalatinsk fondato dal poeta e scrittore Olzhas Suleimenov nel febbraio 1989 […] fu tra le associazioni maggiormente attive: nello

105 la maggioranza dei deputati eletti alle elezioni legislative di marzo 1990 facevano parte del Partito Comunista kazakho. Di conseguenza, il Partito rimaneva ancora alla guida della repubblica23.

Il 7 febbraio 1990 il Soviet Supremo della RSS del Kazakhstan elesse Nursultan Nazarbaev come presidente kazakho, un uomo apprezzato dalla popolazione locale per la sua forza politica. Come visto sopra, il Kazakhstan fu l’ultima repubblica dell’Unione Sovietica a dichiarare l’indipendenza nel dicembre 199124. Con la sua prima Costituzione, del 1993, il Kazakhstan divenne una repubblica semipresidenziale, capeggiata da Nazarbaev. Nel 1995, la Costituzione venne rivisitata, e i poteri del presidente vennero ampliati, attraverso una forma di governo di tipo presidenziale, con un parlamento bicamerale (i cui membri nel tempo vennero diminuiti da 360 a 114, rendendo al presidente un controllo più facile della legislatura). Nella revisione della Costituzione del 1995, Nazarbaev, a seguito di un referendum, creò l’“Assemblea del popolo kazakho”, un organo non costituzionale che gli permise di rimanere in carica fino al 2000. Nell’ottobre 1998 il parlamento approvò un emendamento della Costituzione, che abolì un’età limite per la presidenza ed estese il mandato presidenziale da cinque a sette anni. Nazarbaev convocò le elezioni anticipate nel gennaio 1999, e venne rieletto con un mandato di sette anni. Nel 2007 passò un altro emendamento della Costituzione, in cui a Nazarbaev veniva concesso di concorrere alla presidenza un numero indeterminato di volte. Il mandato del presidente ritornò però ad essere della durata di cinque anni25. Nazarbaev vinse le elezioni nel 2005, nel 2011 e nel 2015. Il 19 marzo 2019 ha annunciato le sue dimissioni, senza chiarire le motivazioni che lo hanno portato alla rinuncia all’incarico. L’attuale presidente kazakho è

stesso periodo emerse anche il movimento per l’ambiente Aral-Balkash […]. […] I movimenti che apparvero e che si strutturarono attorno al 1990 erano prevalentemente mono-etnici e apertmente nazionalisti. I principali gruppi kazakhi erano Azat (Libertà), Alash e Jeltoqsan (“Dicembre”), formato originariamente come gruppo di pressione per far luce sugli avvenimenti e sulle detenzioni a seguito della rivolta, per poi tramutarsi in un partito di opposizione. […]. Contemporaneamente nacquero anche formazioni di nazionalismo russo-slavo come Interfront (Associazione per la difesa degli interessi russi) e Edinstvo (Unità), costituito prevalentemente da conservatori russi e comprendente anche il partito dei cosacchi.” Cfr. Indeo F., Kazakhstan. Centro dell’Eurasia, cit., pp. 50-52

23 Ibid.

24 Ibid.

25 Heinrich A. (2010), The Formal Political System in Azerbaijan and Kazakhstan. A background study, Forschungsstelle Osteuropa Bremen Arbeitspapiere und Materialien 107, pp. 1-68

106 l’ex presidente del Senato Qasym-Jomart Qelemevič Toqaev, il quale ha vinto le elezioni il 12 giugno 2019, raccogliendo il 71% dei consensi26.

In seguito al crollo dell’Unione Sovietica, i confini del Kazakhstan non sono mutati.

Nel 1997 la capitale è stata spostata da Alma Ata ad Astana, che si trova in una posizione più centrale all’interno del paese. A seguito delle dimissioni di Nazarbaev nel 2019, la capitale è stata ufficialmente rinominata Nur-Sultan, in onore dell’ex presidente27.

Fig. 10 La Repubblica del Kazakhstan oggi