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CAPITOLO I FORME DI FINANZIAMENTO ALTERNATIVE AL CANALE BANCARIO

1.2. PMI E STARTUP: PERCHE’ E’ DIFFICILE TROVARE FINANZIATORI?

1.2.5. FONDO DI GARANZIA PMI

Per un imprenditore la creazione di un’azienda, il suo sviluppo e il mantenimento di una crescita costante sono aspetti non scontati. Questo non solo a causa della burocrazia, del personale ecc. ma anche per le già menzionate difficoltà nel trovare i fondi necessari per poter effettuare investimenti che permettano lo sviluppo dell’attività posta in essere. L’ultimo aspetto citato assume fondamentale importanza soprattutto per le realtà che si sono fino ad ora esaminate nel corso del presente lavoro, vale a dire le PMI, per le quali avere un accesso al credito è tutt’altro che scontato. Proprio per questo, il Governo ha creato uno strumento che possa ovviare a tali difficoltà: il Fondo di Garanzia per le PMI.

Il Fondo di Garanzia è una misura adottata dal Governo italiano per dare sostegno alle piccole e medie imprese del Paese per permettere loro un più agevole accesso al credito.

Tramite il fondo, le imprese che rispettano specifici requisiti potranno usufruire della garanzia dello Stato per reperire i fondi di cui necessitano. Ciò permette di diminuire il rischio per gli istituti che erogano il credito stesso.

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L’accesso al Fondo di Garanzia spetta ai seguenti soggetti:

• alle imprese di micro, piccole o medie dimensioni (PMI) iscritte al Registro delle Imprese;

• ai professionisti iscritti ai relativi ordini professionali o aderenti ad associazioni professionali iscritte all’apposito elenco del Ministero dello Sviluppo Economico.

Inoltre, il DL Liquidità ha permesso anche l’ammissibilità di small mid cap, ossia imprese con massimo 499 dipendenti e, per quanto riguarda i finanziamenti fino ad €30.000, di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, broker, agenti e subagenti di assicurazione ed enti del Terzo settore. Inoltre, sempre il DL Liquidità, stabilisce che, per l’ammissibilità alla garanzia, non serva l’effettuazione dell’analisi del merito di credito del beneficiario finale da parte del Gestore del Fondo.

Il Fondo creato dallo Stato permette quindi alle imprese che possono beneficiarne di ottenere dei prestiti senza dover prestare garanzie aggiuntive oltre a quella già data dal Fondo stesso. Il Ministero dello Sviluppo Economico afferma inoltre che tale garanzia può essere attivata solo per i finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari, e, eccezion fatta per i prestiti fino ad € 30.000 che prevedono un tetto massimo di tassi e commissioni, il Fondo non interferisce nel rapporto banca- cliente, cosicchè la contrattazione dei diversi dettagli contrattuali venga svolta esclusivamente tra le parti. Sulla parte di finanziamento garantita dal Fondo non possono essere richieste garanzie reali, bancarie o assicurative.

Da un lato, quindi, il Fondo fa sì che le banche possano mitigare il rischio di credito riducendo gli assorbimenti patrimoniali, dall’altro, per le PMI, rappresenta una possibilità di accesso più semplice al credito.

Il Fondo presta la propria garanzia su tutte le operazioni che abbiano come finalità l’attività di impresa sia nel breve che nel medio-lungo periodo. Vi sono due tipi di garanzie che il Fondo può prestare:

• le garanzie dirette da parte dello Stato su domanda dello stesso istituto bancario;

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• la riassicurazione e controgaranzia su richiesta dei Confidi22.

Per quanto riguarda la seconda tipologia di garanzia elencata, essa può essere richiesta dai soggetti garanti solo quando essi hanno prestato garanzie dirette, esplicite, incondizionate, irrevocabili ed escutibili a prima richiesta. Se le garanzie non dovessero assumere questi requisiti, sarebbe possibile la sola riassicurazione.

Per quanto riguarda la presentazione della domanda, questa non compete ai beneficiari, bensì alla banca erogatrice del finanziamento: l’impresa o il professionista deve infatti chiedere che sul finanziamento venga acquisita la garanzia diretta. L’alternativa è quella di rivolgersi a un Confidi che garantisca in prima istanza l’operazione e richieda la controgaranzia al Fondo stesso.

Il Governo ha poi annunciato delle novità con riferimento alle startup innovative, alle PMI innovative e agli incubatori certificati23: essi possono attivare la copertura prevista dal Fondo in modo gratuito e attraverso una procedura semplificata. Per queste realtà la garanzia può coprire l’80% del finanziamento e può ammontare fino ad €2,5 milioni.

Il Fondo di Garanzia ha poi subito, recentemente, delle modifiche apportate dal Decreto

“Cura Italia”24 con lo scopo di contenere gli effetti negativi causati dalla pandemia Sars- Covid19. In particolare, le novità introdotte sono:

• l’innalzamento dell’importo massimo garantito a una singola impresa fino ad € 5 milioni;

• l’ammissibilità di operazioni intente a estinguere i finanziamenti erogati dalla stessa banca;

• estensione della durata della garanzia sui finanziamenti già garantiti e le cui rate erano state sospese o della quota capitale delle banche finanziatrici;

• annullamento del pagamento di commissioni per il mancato perfezionamento delle operazioni presentate dalla data di entrata in vigore del Decreto;

22 “Consorzio di garanzia collettiva dei fidi”: consorzio che aiuta le PMI a ottenere mutui e prestiti dalle banche e dagli istituti di credito.

23 Società in possesso dei requisiti previsti dal D.L. 179/2012, che offrono servizi a sostegno delle start-up innovative e che beneficiano di agevolazioni con l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese.

24 Decreto n. 10/2020.

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• ammissione a garanzia, gratuitamente e senza valutazioni, di persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni la cui attività ha subito forti danni dalla pandemia;

• estensione della durata della garanzia per le PMI che concordano con la banca la sospensione dei pagamenti oggetto di moratoria.

In aggiunta al “Cura Italia”, nel 2020 è stato emanato anche il “Decreto Liquidità”25, il quale ha apportato le seguenti novità:

• 100% per prestiti fino a 30mila euro, senza valutazione del merito creditizio del beneficiario finale;

• 100% (di cui 90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro, senza valutazione andamentale;

• 90% nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito e senza valutazione andamentale;

• In quest’ultimo caso, possono accedere al finanziamento, le imprese fino a 499 dipendenti, che abbiano ricavi fino a 3,2 milioni.

Inoltre, è stata prevista una procedura semplificata per l’accesso al Fondo, che prevede che quest’ultimo copra il 100% dell’importo sia tramite garanzia diretta che in riassicurazione e applicabile solo a determinati soggetti.

Un ulteriore Decreto, il “Decreto Agosto”26 ,ha allargato la cerchia delle imprese che possono beneficiare della garanzia: sono infatti state comprese le aziende ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale e quelle che hanno sottoscritto accordi di ristrutturazione del debito o hanno elaborato un piano a riguardo, solo se le relative esposizioni non costituiscono esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato e il soggetto finanziatore, basandosi sull’analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza. Tale Decreto include inoltre le persone fisiche esercenti attività corrispondenti alla sezione K del codice ATECO.

25 Decreto n. 23/2020.

26 Decreto n. 104/2020.

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Infine, con la legge di bilancio 2021 si sono ampliati gli importi dei finanziamenti fino all’anno 2026.

1.3. CANALI ALTERNATIVI DI FINANZIAMENTO