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4. IL RUSSO E IL KAZAKHO NEL KAZAKHSTAN DI OGGI

4.4 L’ IMPLEMENTAZIONE DELLE POLITICHE LINGUISTICHE

118 ufficiale avrebbe continuato ad essere redatta sia in russo che in kazakho. Aggiunse che non si stava ipotizzando nessuna transizione, e che lei sue parole erano sostenute dal presidente Nazarbaev, il quale aveva ribadito che il russo avrebbe mantenuto il suo ruolo nella comunicazione internazionale. Qualsiasi supposto attacco alla lingua russa era falso63.

119 di lingua kazakha per essere ammessi a posizioni governative e in settori dell’amministrazione, per gli istituti di istruzione superiore (vuzy) e abolirono la proposta di introduzione di corsi di lingua obbligatori per gli ufficiali governativi. Inoltre, nella bozza della Legge sulle lingue del 1997 era stata introdotta la proposta di dare dieci anni, ovvero fino al 2006, affinché i russi etnici che lavoravano per lo stato si convertissero alla lingua kazakha. Il periodo veniva abbreviato a cinque anni, fino al 2001, per i kazakhi. La proposta venne scartata e non fu introdotta nessuna scadenza ufficiale. Una delle poche cariche pubbliche per cui è richiesto di passare un test di lingua sono quelle dei presidenti delle camere del Parlamento66. Tuttavia, anche in questo caso, non vengono definiti dei criteri oggettivi per la conoscenza della lingua. Quanto accaduto finora suggerisce che la richiesta della conoscenza del kazakho adempia più che altro allo scopo di tenere l’opposizione lontana dalle cariche. Più che la lingua, sono la nazionalità, le alleanze regionali e le conoscenze personali a fornire la base per i candidati alle posizioni chiave del governo67.

Come si è visto, l’obiettivo principale dell’élite governativa kazakha era conferire nuovamente autorevolezza e rispettabilità alla lingua titolare. Questo scopo fu raggiunto a livello simbolico con la Legge del 1997, la quale, però, non offriva una prospettiva dettagliata sui metodi di estensione della sfera di utilizzo della lingua, che veniva relegata a livello burocratico. Una clausola interessante del provvedimento legislativo dichiarava che fosse parte dei doveri di ogni cittadino perfezionare la conoscenza della lingua kazakha, in quanto fattore prominente per la consolidazione del popolo dei kazakhi68. La responsabilità era quindi riversata sulla cittadinanza, senza tenere conto che l’effettiva implementazione di una legislazione linguistica avrebbe richiesto cooperazione tra le élite al governo, i burocrati e le imprese private. Inoltre, se si considera che soprattutto nelle imprese si tende ad usare la lingua economicamente più vantaggiosa, il compito era tutt’altro che facile senza nessuna linea guida69. Venne però riconfermato quanto già presente nella legislazione del 1989, ovvero che entrambe le lingue dovessero essere oggetto di insegnamento obbligatorio in ogni corso di scuola primaria e secondaria70.

66 Fierman W., Language and Identity: Formulations in Policy Documents 1987–1997, cit., pp.

171-186

67 Dave B., Kazakhstan. Ethnicity, language and power, cit., pp. 96-117

68 Ibid.

69 Fierman W., Kazakh language and prospects for its role in Kazakh groupness, cit., pp. 393-423

70 Fierman W., Language and Identity: Formulations in Policy Documents 1987–1997, cit., pp.

171-186

120 4.4.1 La sovversione silenziosa dell’élite

Guidati dall’inerzia burocratica da un lato e dalla convenienza per l’amministrazione dall’altro, le alte cariche governative kazakhe, abituate a lavorare in russo, offrirono il loro supporto alla lingua nazionale, assicurandosi allo stesso che la questione linguistica non andasse alla deriva verso le idee nazionaliste. Sebbene diversi poeti, linguisti e folkloristi abbiano ricevuto premi e riconoscimenti per la loro specializzazione nella lingua kazakha, a pochi di questi furono affidate cariche importanti nella gestione statale, che rimasero perlopiù in mani a dei moderati. La scarsa implementazione delle direttive linguistiche allentò la pressione di imparare il kazakho dall’amministrazione, e ne premiò l’approvazione di facciata. L’enfasi posta sul bilinguismo nella Legge sulle lingue del 1997 portò tutti gli uffici governativi ad assicurarsi che tutta la documentazione esistente venisse tradotta in lingua kazakho. Rimaneva il fatto che non esistesse nessun documento in lingua kazakha che non esistesse anche in russo71.

Nonostante tutti i difetti nell’applicazione concreta delle leggi, il ruolo di lingua di stato accrebbe indubbiamente il prestigio del kazakho, a vari livelli nell’amministrazione e nei circoli governativi. Praticamente tutti i partiti politici emersi sulla scena politica nazionale dal 1997 portavano nomi e simboli kazakhi. In più, la capacità di parlare bene in kazakho, naturalmente oltre al russo, era vista come fattore critico per vincere le elezioni parlamentari o locali. Tuttavia, nel regime di Nazarbaev, dichiarato sostenitore di tutte le minoranze (inclusa quella russa), anche promuovere eccessivamente la lingua kazakha poteva essere un rischio, oltre che una potenziale accusa di “nazionalismo”72. Questo evidenzia che i leader del paese avevano un’influenza importante sui simboli culturali, per determinare quando parlare solo in kazakho potesse essere ricondotto ad aspirazioni nazionaliste, e quando invece fosse un dovere patriottico. Ad ogni modo, una certa capacità comunicativa in kazakho (non necessariamente fluenza piena) era vista come utile per esercitare il proprio potere nei circoli politici. In questo senso, la lingua kazakha era comunque indispensabile per avanzare in una carriera politica73.

Verso la fine degli anni Novanta i cittadini che parlavano solo kazakho erano un gruppo socialmente ed economicamente debole, che non avrebbe potuto avanzare proposte linguistiche o culturali senza il supporto dello stato. Una percentuale significava di

71 Dave B., Kazakhstan. Ethnicity, language and power, cit., pp. 96-117

72 Fierman W., Kazakh language and prospects for its role in Kazakh groupness, cit., pp. 393-423

73 Dave B., Kazakhstan. Ethnicity, language and power, cit., pp. 96-117

121 russofoni aveva optato per lasciare il paese, e la maggioranza di coloro che erano rimasti in Kazakhstan si stavano adattando al nuovo sistema politico-culturale. I kazakhi russofoni, i quali avevano in gran misura accettato le misure tacitamente, fondamentalmente non avevano incontrato grosse pressioni economiche, professionali o sociali per usare attivamente il kazakho. I giovani tecnocrati e le figure di spicco del governo, tipicamente educati in russo e secondo i principi della cultura occidentale, avevano sovente scarse abilità nella comunicazione in lingua locale. Questo non costituiva però un ostacolo nel trovare un impiego nei settori chiave dell’economia, come il settore bancario, i trasporti, l’industria e le telecomunicazioni. Ciò va a ribadire che la lingua kazakha aveva acquisito valore primario come mezzo di nazionalizzazione, piuttosto che come simbolo identitario o culturale74.

4.4.2 Il censimento del 1999

Il censimento del 1999 in un certo senso legittimò l’indirizzo preso dal governo e decretò formalmente il successo della politica linguistica del paese. Innanzitutto, si trattava del primo censimento condotto dal Kazakhstan indipendente, per quanto in parte fossero state mantenute categorie e metodologie dell’epoca sovietica75. In contrasto con il periodo sovietico, però, il questionario del censimento non chiedeva più ai cittadini di dichiarare la propria lingua madre76, bensì di indicare la conoscenza della lingua di stato, scegliendo tra quattro categorie: 1. La conosco (vladeiu); 2. La conosco poco (slabo vladeiu); 3. Non la conosco (ne vladeiu); 4. La sto imparando (izučaiu). I dati finali, organizzati sulla base di queste risposte, indicarono che il 99,4% dei kazakhi conosceva la lingua di stato, l’1,4%

ammetteva una conoscenza scarsa, l’1,2% menzionava di imparare la lingua (entrambe queste categorie erano apparentemente incluse tra coloro che erano fluenti nella lingua) e di conseguenza solo lo 0,6% dei kazakhi non conosceva la lingua di stato77. Nelle istruzioni date ai cittadini, per “conoscenza” della lingua di stato si intendeva l’abilità di usare la lingua ufficiale senza difficoltà come mezzo di comunicazione all’interno di vari contesti e la capacità di comprenderla bene, indipendentemente dalla competenza o meno in lettura e scrittura. Un’altra sottodomanda chiedeva di menzionare fino a due lingue, al di fuori della lingua nazionale, che gli intervistati ritenevano di conoscere bene. Il russo fu la prima

74 Ibid.

75 Ibid.

76 Per una prospettiva più ampia sulla debolezza di questa domanda ai fini del censimento si veda:

Fierman W., Language and Identity: Formulations in Policy Documents 1987–1997, cit., pp. 183- 184

77 Dave B., Kazakhstan. Ethnicity, language and power, cit., pp. 112-113

122 lingua nominata, indipendentemente dall’etnicità. Il 75% dei cittadini kazakhi dichiarava fluenza nella lingua russa. Per quanto il censimento non chiedesse più ai cittadini quale fosse la propria lingua madre, ne trasse indirettamente i dati dalla percentuale di quanti si dichiaravano pienamente abili nella lingua nazionale, così come da quanti si consideravano russofoni. La domanda del censimento riguardo alla lingua nazionale parlava di una familiarità con la lingua, e si basava interamente su una valutazione soggettiva, un metodo che tende a fuorviare per eccesso. Inoltre, dal momento che la piena competenza linguistica in kazakho era vista come altamente auspicabile, si può ipotizzare che raramente un kazakho avrebbe ammesso in un documento ufficiale di sapere male o di non conoscere affatto la lingua nativa78.

L’etnicizzazione delle politiche statali, con effetti talvolta simili alla discriminazione, fu caratteristica di molti stati ex-sovietici. Di fronte alla necessità di ricrearsi uno spazio nazionale e identitario al di fuori dell’Unione Sovietica, è evidente il motivo per cui la questione linguistica abbia assunto una rilevanza fondamentale nel decennio successivo all’indipendenza. Nel primo periodo post-sovietico, la politica linguistica ha rinnegato il ruolo ricoperto dal russo, sia nella comunicazione interetnica che nella comunicazione ufficiale, e in alcuni casi, come anche in Kazakhstan, si è mosso per adottare l’inglese come lingua franca79.