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2. URSS E KAZAKHSTAN: DALLA RIVOLUZIONE ALLO STALINISMO

2.1 L A TRANSIZIONE DALL ’I MPERO ALL ’URSS

2.1.1 La questione delle nazionalità

Quando i bolscevichi ottennero il potere, in realtà non avevano ancora chiara una politica sulle nazionalità. In quei primi anni avevano ampiamente propagandato lo slogan del diritto delle nazioni all’autodeterminazione, ma in fondo si trattava di un ideale architettato per ottenere supporto alla Rivoluzione, non era stato pensato come modello di governo di uno stato multietnico. Lenin continuò a supportare il diritto all’autodeterminazione nonostante ci fossero alcuni pareri discordanti tra i bolscevichi, secondo i quali le aspirazioni delle varie nazionalità avevano fatto scaturire la guerra civile, mettendo insieme un esercito di controrivoluzionari. Il periodo che andò dal 1919 al 1923 fu devoluto alla determinazione di cosa si dovesse intendere per “autodeterminazione nazionale dei non russi”, all’interno di uno Stato sovietico unito20.

Per i bolscevichi il problema delle nazionalità superava le questioni pratiche e richiedeva una soluzione sulla base di tre premesse:

1. La premessa marxista, secondo cui il nazionalismo era un’ideologia di matrice borghese, e quindi pericolosa, ma anche utile, perché sfogava le lamentele sociali in forma nazionale. La premessa marxista era che il fascino borghese del nazionalismo potesse essere sconfitto solo garantendo forme autonome di nazione;

19 Kappeler A., La Russia. Storia di un impero multietnico, cit., pp. 297-333

20 Martin T. (2001), The Affirmative Action Empire. Nations and Nationalism in the Soviet Union, 1923 - 1939, New York, Cornell University Press, pp. 1-27

59 2. La premessa della modernizzazione, di base marxista, secondo la quale il nazionalismo era una fase storica inevitabile sulla via del comunismo internazionale. Secondo Lenin le aspirazioni nazionaliste emergevano solo sotto il capitalismo, non erano un’attribuzione necessaria dell’umanità. Ciononostante, era convinto che le nazionalità dovessero persistere per un lungo periodo anche col socialismo. Questo stadio acquistò un’accezione positiva associato con la modernizzazione, soprattutto quando la propaganda sovietica tuonò che il processo nazionale si era ridotto ad appena un decennio di durata;

3. La premessa coloniale, che presupponeva che il nazionalismo non-russo fosse sorto come anti-zarismo. Bisognava dunque distinguere il nazionalismo degli oppressi da quello degli oppressori, in un contesto in cui il primo era stato possibile solo a causa delle immense atrocità commesse dai secondi. Questo portò a stabilire che lo sciovinismo russo fosse un pericolo peggiore dei nazionalismi locali, e che il male minore fosse quindi assecondarli21.

A seguito di queste premesse e di fronte al compito pratico di organizzare questo immenso Stato Lenin tornò al principio del federalismo, come si è visto poco sopra (§ 2.1).

Nel 1918 la Russia fu proclamata Repubblica sovietica federale socialista (RSFSR).

Inizialmente i territori periferici rimasero Repubbliche formalmente autonome, che avevano stretto alleanze militari ed economiche con la Russia22. Nel 1920 il territorio kirghizo venne annesso alla Transcaspia, area popolata dai kazakhi, andando così a formare la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghiza. Venne chiamata così perché i russi avevano da sempre denominato i kazakhi come kirghizi-kazakhi, e i kirghizi attuali kara- kirghizi (ovvero “kirghizi neri”)23. Sempre nel 1920, tra la primavera e settembre, vennero proclamate la Repubblica Popolare Sovietica di Corasmia (precedentemente khanato di Khiva) e la Repubblica Popolare Sovietica di Bukhara, che andarono a sommarsi alla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan, dichiarata due anni prima.

21 Ibid.

22 Kappeler A., La Russia. Storia di un impero multietnico, cit., pp. 297-333

23 Indeo F., Kazakhstan. Centro dell’Eurasia, cit., pp. 42-50

60 Fig. 4 La suddivisione dell’Asia Centrale sovietica nel 1920

Il 30 dicembre 1922, durante il primo Congresso dei Soviet delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, fu ufficialmente istituita l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, che comprendeva la RSFSR, la RSS Ucraina, la RSS Bielorussa e la RSS Transcaucasica (ovvero l’unione di Georgia, Azerbaigian e Armenia). Nel marzo 1923 ebbe luogo il primo Congresso delle repubbliche sovietiche centrasiatiche (Turkestan, Bukhara e Corasmia), che nello stesso anno furono promosse a Repubbliche Socialiste Sovietiche e furono chiamate ad entrare nell’Unione. L’anno dopo queste stesse repubbliche vennero sciolte e i loro territori furono spartiti tra le due nuove entità costituite:

la Repubblica Socialista Sovietica dell’Uzbekistan e la Repubblica Socialista Sovietica del Turkmenistan. Nel contesto della RSS uzbeka fu creata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Tagikistan, che comprendeva l’area orientale di Bukhara. Venne inoltre creata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Kazakhstan, con al suo interno l’oblast’ autonoma del Karakalpakstan24. Da questo momento si cominciò ad utilizzare il termine Kazakhstan, visto che a kirghizi e kazakhi vennero riconosciuti distintamente i loro territori, che hanno mantenuto quegli stessi confini anche dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quest’opera di delimitazione territoriale secondo le linee etniche si deve all’operazione di ingegneria sociale messa in atto dai leader del partito, i quali stabilirono

24 Daffinà P., L’Asia interna russa: genesi di un dominio coloniale, cit., pp. 275-299

61 sulla carta i confini che fino a quel momento erano stati solo interni. Logicamente rimasero alcune regioni di etnie miste, come il Karakalpakstan, che furono oggetto di dispute e che presentano tutt’oggi le stesse criticità etniche25. Ad ogni modo, fu sotto questa nuova suddivisione che nel 1925 il vecchio Impero russo riapparse al mondo, ancora più esteso e solido di prima.

Fig. 5 La suddivisione dell’Asia Centrale sovietica nel 1924-1925

Nel 1936, nel corso dell’Ottavo Congresso Straordinario dei Soviet dell’URSS, che ebbe luogo a Mosca, venne redatta una nuova costituzione, la quale riqualificava nuovamente le regioni sovietiche in Asia Centrale: la RSS dell’Uzbekistan, con capoluogo Taškent, alla quale fu annessa la RSS Autonoma del Karakalpakstan; la RSS del Tagikistan, con capoluogo Stalinabad (rinominata Dušanbé nel 1961); la RSS del Kazakhstan, con capoluogo Alma-Ata; la RSS del Turkmenistan, con capoluogo Ašgabat;

la RSS del Kirghizistan, con capoluogo Frunze (attuale Biškek)26. L’articolo 17 della Costituzione recitava che “Ogni repubblica federata conserva il diritto di libera secessione dall’URSS”27. Nella Costituzione erano riportati anche tutti i territori dai quali era composta una nazione.

25 Indeo F., Kazakhstan. Centro dell’Eurasia, cit., pp. 42-50

26 Ibid.; Daffinà P., L’Asia interna russa: genesi di un dominio coloniale, cit., pp. 275-299

27 Cfr. Costituzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche del 1936, http://www.dircost.unito.it/cs/pdf/19361205_urssCostituzione_ita.pdf

62 La soluzione adottata per risolvere il dilemma dei confini fu quindi un sistema piramidale, con a capo l’Unione Sovietica, che scendeva dividendosi in territori sempre più piccoli, fino ad andare a coincidere con il singolo cittadino. In questo modo la maggior parte dei cittadini sarebbe vissuta nel proprio territorio nazionale, preservando la propria repubblica28.

Fig. 6 L’estensione dell’URSS nel 1936

Fig. 7 L’Asia Centrale sovietica dal 193629

28Martin T., The Affirmative Action Empire. Nations and Nationalism in the Soviet Union, 1923 - 1939, cit., pp. 72-74

29 La cartina qui riportata è di età più tarda e pertanto è infedele nella denominazione dei capoluoghi, ma non nella loro collocazione né nei confini. Ai fini di questa tesi risulta utile avere

63 Guardando le immagini sopra riportate in successione, è palese che gli sconvolgimenti territoriali in Asia Centrale in questo periodo siano stati rapidi e profondi. Era quindi doveroso fare un ulteriore passaggio storico, prima di inquadrare le politiche amministrative e linguistiche che hanno riguardato il Kazakhstan fino alla fine del periodo stalinista.