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Regionalizzazione ed aziendalizzazione del SSN, focus su

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Academic year: 2024

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Il secondo e il terzo capitolo trattano specificatamente il caso della Regione Calabria, a partire dall'istituzione del servizio sanitario regionale, avvenuta attraverso una legge regionale. 18 ottobre 2001, n. 3, che pone sempre più la Regione come base organizzativa essenziale del Servizio sanitario nazionale e responsabile della gestione dell'assistenza sanitaria.

Dalla centralità del Comune a quella della Regione nella gestione della Sanità

La Regione si è così affermata come livello territoriale di riferimento nell'organizzazione e nella gestione concreta del sistema sanitario, proprietaria effettiva del sistema sanitario pubblico. Le regioni, che costituiscono il livello decentrato del sistema sanitario nazionale, sono responsabili della concreta attuazione del governo e della gestione della spesa sanitaria al fine di raggiungere gli obiettivi sanitari fissati a livello centrale.

Il principio di aziendalizzazione nel SSN

La dipendenza dell'Azienda sanitaria della Regione riguarda esclusivamente l'ambito dell'indirizzo, cioè della determinazione degli obiettivi e dei limiti, anche finanziari, e del controllo sul risultato complessivo della gestione. L'atto societario è la massima espressione della capacità giuridica privata delle aziende sanitarie e determina, nel rispetto delle indicazioni regionali, l'organizzazione e il funzionamento dell'azienda, dando concreta attuazione all'autonomia imprenditoriale.

Il Piano Sanitario Nazionale ed i Piani Sanitari Regionali

Il PSN è adottato con decreto del Presidente della Repubblica a seguito di decisione del Consiglio dei Ministri d'intesa con la conferenza unificata entro il 30 novembre dell'ultimo anno di validità del precedente piano, ha durata triennale e può essere modificato durante il triennio di validità secondo la stessa procedura prevista per la sua adozione. Il PSR rappresenta un piano strategico di interventi per obiettivi sanitari e di funzionamento dei servizi per rispondere ai bisogni specifici della popolazione regionale, anche in relazione agli obiettivi del Piano sanitario nazionale.

Da Unità Sanitaria Locale ad Azienda USL

Secondo la normativa vigente gli organi della società sono il direttore generale, assistito dal direttore amministrativo e dal direttore sanitario, nonché dal consiglio medico e dal revisore dei conti. Il distretto è quindi un'organizzazione territoriale dell'azienda sanitaria locale, che eroga servizi di assistenza sanitaria di base connessi alle attività sanitarie e socio-sanitarie.

Il caso della Regione Calabria

L’istituzione del Servizio Sanitario Regionale

Tra i compiti dell'Assemblea generale figurano: determinare la sede dell'USL e la sua denominazione; l'elezione del comitato di gestione; Il Comitato Esecutivo era l'organo esecutivo dell'Azienda Sanitaria Locale, responsabile dell'adozione di tutti i provvedimenti amministrativi non espressamente riservati alla competenza dell'Assemblea Generale. Su proposta del Comitato di Gestione e previa consultazione dei Comuni e dei Consigli distrettuali interessati, l'Assemblea Generale ha determinato il territorio dell'Azienda Sanitaria Locale su proposta della 18/1980.

Per quanto riguarda gli organi dell'Azienda Sanitaria Locale, la legge istitutiva del SSR è stata modificata dalla L.R. Inoltre, il Comitato di Gestione dell'USL ha il compito di garantire che il Consiglio di Sorveglianza disponga del supporto tecnico e organizzativo necessario per lo svolgimento dei propri compiti.

Il primo Piano Sanitario Regionale

Le unità sanitarie locali dovevano essere suddivise territorialmente in distretti sanitari e all'interno di ciascun distretto in centri sanitari territoriali secondo i criteri specificatamente stabiliti dal piano stesso. 9/1995, la disposizione è contenuta nel § 9, secondo cui le aziende sanitarie locali dall'entrata in vigore di tale legge assumono la denominazione delle aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere costituite in società, la denominazione dell'ospedale autorità. In particolare, i piani attuativi dovevano individuare gli obiettivi locali e peculiari per una gestione unitaria e un utilizzo delle risorse coerente con la funzionalità del PSR, specificando, tra l’altro, lavorare nei centri sanitari comunitari per soddisfare le esigenze dei pazienti e ottenere il pieno utilizzo e la massima produttività dei servizi; interventi innovativi e interventi di riequilibrio e trasformazione della rete sanitaria, privilegiando l'utilizzo ottimale delle strutture esistenti da ripristinare o non ancora attivate, preferibilmente destinate ad edilizia sanitaria; iniziative che, a parità di prezzo, mirano a conseguire un miglioramento della qualità e dell'efficienza dei servizi e delle prestazioni.

9/1995 ha assegnato all'Assessore Regionale alla Sanità la vigilanza sulla regolare e puntuale attuazione del PSR da parte dell'AUSL e delle AO e definita nella formazione e aggiornamento del personale a. Secondo quanto previsto dal piano, la riorganizzazione del servizio ospedaliero con la trasformazione del personale da impiegare doveva consentire il potenziamento dell'accertamento diagnostico e strumentale in almeno due turni giornalieri, l'utilizzo di grandi apparecchiature diagnostiche e terapeutiche per un minimo di dodici ore giornaliere, e l'attivazione di sale operatorie almeno cinque giorni alla settimana e, se necessario, di turni mattutini e pomeridiani con la conseguente documentata riduzione dei tempi di attesa fino ad un massimo di quindici giorni ed un accorciamento della durata media delle ore di lavoro ricoveri.

Il riordino del SSR

A tale Conferenza sono attribuite le funzioni di: definire nell'ambito della programmazione regionale le linee guida per l'impostazione programmatica dell'attività delle Aziende sanitarie; esaminare la previsione di bilancio pluriennale ed il bilancio di previsione. Le scelte di programmazione delle aziende devono ispirarsi al Piano sanitario nazionale, al Piano sanitario regionale e alle altre leggi di programmazione adottate dalla Regione. Strumenti di pianificazione per le aziende sanitarie sono in particolare il piano attuativo, il budget previsionale pluriennale e il budget preventivo.

Il Direttore Generale è responsabile del bilancio generale della Società ed i dirigenti responsabili delle strutture delle Aziende sanitarie ed ospedaliere cui è destinato il bilancio rispondono al Direttore Generale degli obiettivi e delle risorse loro assegnate. È compito del Consiglio regionale verificare la coerenza dei piani strategici triennali delle Aziende sanitarie locali e degli ospedali con gli indirizzi della programmazione regionale.

Il Piano Sanitario Regionale 2004-2006

Si evidenzia un nuovo ruolo per la Regione, quale organo istituzionale cui spetta il compito e la responsabilità di determinare l'organizzazione complessiva dell'erogazione e della prestazione dei servizi individuati dai livelli essenziali di assistenza, nel rispetto delle specifiche indicazioni epidemiologiche della Regione e delle indicazioni disponibilità di risorse. 11 del 2004 richiama subito l'attenzione, a seguito del generale riconoscimento della tutela della salute quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, sulla garanzia: dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza definiti dal Piano sanitario regionale, nel rispetto dei principi del PSN; i bisogni sanitari delle popolazioni; parità di accesso all'assistenza; la qualità dell'assistenza e la sua adeguatezza rispetto ai bisogni specifici; Infine, lo sviluppo dell'efficienza nella gestione della produzione ospedaliera avviene attraverso l'assegnazione di livelli di specializzazione ed eccellenza.

Secondo il Piano sanitario regionale 2004-2006, il rinnovato assetto organizzativo del Servizio sanitario regionale deve prevedere anche l'integrazione delle strutture ospedaliere con le strutture socio-sanitarie del territorio, al fine di garantire adeguate forme di continuità assistenziale ai soggetti comunità e senza l’attivazione di forme di sottovalutazione dell’assistenza ospedaliera domiciliare, ad integrazione dell’assistenza sanitaria e sociale domiciliare erogata istituzionalmente dai Distretti. Il Piano sanitario regionale, che detta le linee programmatiche nel settore dell'assistenza farmaceutica, pone l'accento non solo sull'obiettivo del contenimento della spesa, ma anche sulla promozione di una nuova cultura sanitaria basata sull'appropriatezza e sull'economicità degli interventi farmacoterapeutici.

Le cinque Aziende Sanitarie Provinciali ed il processo di razionalizzazione

Le nuove società assumono le funzioni ed i rapporti attivi e passivi rispetto alle società già esistenti sul territorio provinciale di riferimento. Nell'ambito dell'analisi della spesa sanitaria, con riferimento alle risorse disponibili e alla sostenibilità del sistema, la bozza di programma. Infine, per quanto riguarda l'assistenza farmaceutica, il disegno di PSR 2007-2009 ha indicato che obiettivo primario della razionalizzazione dell'uso dei farmaci e della spesa farmaceutica è quello di promuovere tra gli operatori sanitari la cultura dell'appropriatezza e dell'adeguatezza di quanto offerto, per garantire un accesso tempestivo a servizi di buona qualità per coloro che ne hanno bisogno, evitando danni alla salute associati al consumo incontrollato di prodotti sanitari e raggiungendo la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario.

Ciò conferma l'uso improprio delle strutture ospedaliere, la cui collocazione al centro dell'offerta sanitaria determina la possibilità di costruire un sistema che identifichi la propria missione nella prevenzione e nella promozione della salute. 11 del 2009, accoglie il principio dell'appropriatezza dei servizi come strumento essenziale per la riorganizzazione del sistema ospedaliero, al fine di conseguire l'efficienza dei servizi e la razionalizzazione delle risorse.

Il Piano di Rientro ed il commissariamento

Con l'Accordo tra il Ministro della Salute, il Ministro dell'Economia e delle Finanze e la Regione Calabria, sottoscritto a Roma il 17 dicembre 2009, la Regione si è impegnata a rispettare le misure contenute nel Piano di Razionalizzazione e Riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale per l'impegno per realizzare l’equilibrio economico. Antoniotti, in “Monitor: Elementi di analisi e osservazione del sistema sanitario”, Trimestrale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Anno VII, numero 22, 2008. La ristrutturazione della rete ospedaliera e la maggiore concentrazione delle attività consentiranno di razionalizzazione e maggiore produttività dell’investimento tecnologico, che costituisce oggi un fattore essenziale per la qualificazione del servizio.

Tale processo dovrebbe mirare a promuovere una diversa localizzazione territoriale dell'offerta e una fruizione integrata e sussidiaria dei servizi rispetto all'offerta pubblica. Dalla verifica del 27 ottobre 2010 è emerso che permangono criticità rispetto agli obiettivi del piano di risanamento, dovute principalmente alla tardiva adozione di misure relative alla riorganizzazione dell'ospedale, della rete territoriale e della rete di emergenza e alla stipula di contratti con operatori privati .

Conclusione

Intervista al sottosegretario alla Salute Francesca Martini”, in “Monitor: elementi di analisi e sorveglianza del sistema sanitario”, Quadrimestrale Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Anno VII, numero 22, 2008. Balduzzi, “Piani di rientro: difficili. equilibrio tra autonomia e responsabilità”, in “Monitor: Elementi di analisi e osservazione del sistema sanitario”, Trimestrale dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Anno VII, numero 22, 2008. Monitor: Elementi di analisi e osservazione della salute. Sistema", Trimestrale Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Anno IX, Numero 25, 2010.

Monitor: Elementi di analisi e osservazione del sistema sanitario”, Trimestrale del RZS, anno VIII, numero 24, 2009. Monitor: Elementi di analisi e osservazione del sistema sanitario”, Trimestrale del Servizio sanitario regionale RZS, anno VII, numero 22, 2008.

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