Top PDF Analisi dei costi nel settore automobilistico

Analisi dei costi nel settore automobilistico

Analisi dei costi nel settore automobilistico

Essi cominciarono col paragonare la linea di prodotto esistente della compagnia con vari segmenti di mercato, per verificare se vi era l’opportunità di introdurre nuovi veicoli. L’analisi rivelò opportunità nel mercato dei veicoli sportivi che era in rapida espansione e che era dominato dalla Jeep, dalla Ford e dalla GM. La squadra condusse una ricerca di mercato per stimare le opportunità derivanti dalle vendite potenziali di un veicolo sportivo con le caratteristiche di una Mercedes- Benz; venne fatta una stima abbastanza rozza del costo che includeva materie prime, lavoro, spese generali, costi di progettazione e di sviluppo; vennero fatte delle previsioni sui flussi di cassa su un periodo di 10 anni e analizzato il valore attuale netto(VAN) per l’approvazione del progetto da parte dell’alta direzione: furono simulati vari scenari che coinvolgevano vari rischi che includevano le fluttuazioni dei tassi di cambio, i diversi livelli di vendita dovuti alla sostituzione, da parte dei clienti,dei veicoli classe-M con altri prodotti Mercedes, e dai cambiamenti nei costi di prodotto o di processo diversi dalle proiezioni.
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I costi operativi per la distribuzione dell’acqua a scopo irriguo. Un’analisi empirica con una forma funzionale flessibile

I costi operativi per la distribuzione dell’acqua a scopo irriguo. Un’analisi empirica con una forma funzionale flessibile

distretto irriguo per ogni anno dal 1995 al 2007. L’analisi è suddivisa in tre tappe, con la costruzione di tre tipologie di modelli, comunque costituiti da un sistema contenente la forma translog e le equazioni di quota di spesa. In tutti i casi, il modello è costituito da un sistema in cui la funzione di costo è una rappresentazione dei costi operativi della distribuzione dell’acqua irrigua; è una funzione di breve periodo e multi-output. Gli input considerati nel processo produttivo sono l’energia elettrica per il pompaggio dell’acqua in quota, il lavoro tecnico e gli operai, sia stagionali che fissi. La scelta ricade su questi input perché dall’attività di campo che ha preceduto la costruzione dei modelli è emerso che questi sono gli input su cui i funzionari del Consorzio operano delle scelte ottimizzanti. I dati derivano direttamente dai bilanci del Consorzio, dalle letture dei contatori delle pompe elettriche e dai piani di turnazione del personale. In altri lavori sulla stima di funzioni di costo, tra gli input sono spesso inclusi anche i materiali per la manutenzione e la riparazione (Parker & Saal, 2000); (Caves, Christensen, & Tretheway, 1980). Secondo l’autore di questa tesi, non è corretto includerli tra gli input di questo sistema produttivo, poiché il procedimento di finanziamento dei materiali di consumo è dissociato dal processo produttivo del servizio irriguo: infatti la spesa per questa categoria di input grava su fondi derivanti da progetti di varia natura, ad esempio di ammodernamento delle reti di distribuzione, e non entra nel processo decisionale di ottimizzazione. Oltre a ciò, le manutenzioni hanno un calendario programmato e non direttamente legato all’intensità produttiva. Anche i capitali sono finanziati con meccanismi diversi, in genere attraverso supporto pubblico, e non vengono acquistati sul mercato. Anche in questo caso quindi il principio della dualità richiede che i capitali vengano esclusi dalla rappresentazione del sistema produttivo.
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Vantaggi e costi della certificazione ISO 14001 secondo le organizzazioni italiane. Analisi mediante correlazioni e associazioni tra variabili

Vantaggi e costi della certificazione ISO 14001 secondo le organizzazioni italiane. Analisi mediante correlazioni e associazioni tra variabili

È quindi valutata la capacità dell’organizzazione di quantificare i costi e i benefici dati dalla certificazione. In primo luogo, si cerca un legame tra le risposte date dalle singole imprese a questi due quesiti, poi si valuta se la risposta può essere determinata dalle caratteristiche proprie dell’organizzazione. In secondo luogo, vengono approfondite le analisi sui costi specificando determinati ambiti di spesa e cercando una relazione con i dati di profilazione d’impresa, quali zona geografica di appartenenza della stessa, dimensione, tipologia di organizzazione, numero di siti certificati dall’impresa. Un’analisi molto simile viene svolta anche per quanto riguarda i benefici, già suddivisi nel questionario in sottoclassi che differenziano i vari ambiti beneficiari. Come visto anche per i costi, le risposte per ogni sottoclasse vengono associate ai dati di profilazione d’impresa.
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Costruire e utilizzare i costi standard nella IeFP. Analisi, indicazioni e proposte

Costruire e utilizzare i costi standard nella IeFP. Analisi, indicazioni e proposte

Per la IeFP, la “durata in ore dei percorsi” è data dal numero di ore previste nell’intervallo di 901-1.200 ore (il numero di ore teoriche era ed è ancora 990). Per il calcolo delle UCS vengono considerati dalla Regione i “partecipanti previsti”. “Co- sti sostenuti” sono tutti i costi dell’operazione: preparazione, realizzazione, diffusio- ne dei risultati, coordinamento, Amministrazione e controllo interno e costi indiretti. Le voci di costo sono ripartite per i due parametri di riferimento. Secondo il Piano finanziario 2007-2013, di cui al dd n. 6994/2010, e secondo l’allegato finale del dgr n. 1326/2011, le voci di costo riferite alla UCS ora corso (comprensive delle sub vo- ci) sono: 1. preparazione (analisi fabbisogni, progettazione, pubblicizzazione e pro- mozione del progetto, elaborazione e acquisto materiali e sussidi didattici, elabora- zione e acquisto materiali e sussidi didattici per utenza svantaggiata, elaborazione materiale didattico per attività FAD, spese di costituzione ATI/ATS); 2. realizzazio- ne (personale docente, ossia dipendenti e collaboratori, altro personale docente di at- tività delegate, personale codocente, attività di sostegno all’utenza svantaggiata, os- sia docenza di sostegno e servizi di supporto, personale per attività non formative, ossia orientamento, accompagnamento e counselling, tutoraggio, rimborsi spesa di docenti, tutors e personale per attività non formative, utilizzo di aule attrezzate e ser- vizi per attività programmata in convenzione con pubblica Amministrazione, aule/laboratori esclusivamente utilizzati per le attività didattiche per la durata effetti- va dell’azione formativa, attrezzature esclusivamente utilizzate per le attività didat- tiche d’aula/laboratori per la durata effettiva dell’azione formativa, garanzia fidejus- soria, oneri bancari per apertura conto); 3. diffusione dei risultati (incontri e semina- ri, elaborazione reports e studi, pubblicazioni finali); 4. coordinamento, Ammini- strazione
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La governance di un'azienda vitivinicola d'eccellenza: dall'analisi dei costi alla valutazione strategica della performance

La governance di un'azienda vitivinicola d'eccellenza: dall'analisi dei costi alla valutazione strategica della performance

maggiormente formale, articolato secondo precise fasi sequenziali che culminano con una decisione. Negli anni Ottanta, Porter e società di consulenza come Boston Consulting Group e Mc Kinsey 80 , protagonisti della Positioning School, spostano l’accento dal processo di formulazione della strategia all’individuazione della strategia più appropriata (strategia di base) mediante procedimenti analitici. Tuttavia, circa nello stesso periodo, inizia a diffondersi tra gli studiosi una concezione di strategia molto differente: essa non deriva da un processo analitico di scelta bensì da una visione che matura nella mente del leader con processi intuitivi e di apprendimento (Entrepreneurial School). Questa convinzione si rafforza grazie a Mintzberg, Quinn, Normann 81 , che danno vita negli anni Ottanta-Novanta alla Learning School: si passa da un modello classico o harvardiano, in cui il processo di gestione strategica è lineare, orientato a chiari obiettivi di lungo termine, che segue analisi rigorose in base a ben definiti criteri di scelta, al modello dell’apprendimento, in cui la strategia è intesa in senso emergente, incrementale, ossia nasce nel tempo sulla base di successivi aggiustamenti e grazie all’esperienza graduale e all’adattamento continuo all’ambiente.
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Analisi dei costi in un' esperienza di stage

Analisi dei costi in un' esperienza di stage

Questo comporterà un effetto anche sul prezzo finale che non può essere cambiato da quello presentato nel preventivo: supponiamo che il cliente Rossi richieda allo scatolificio Bottacin un preventivo di 2000 scatole né stampate né incollate, fingendo (per facilitare l’esempio) che non ci siano i costi di materie prime perché già acquistate dal cliente, ma solo della fustellatura. Immaginiamo, inoltre, che il costo orario di una macchina sia di 30 e che, chi fa il preventivo, sia convinto che per fustellare queste 2000 scatole ci si impieghi circa un’ora e mezza; il risultato è che il costo della fustellatura è di 45 (0,02 a scatola) e al cliente viene presentato un prezzo, per esempio, pari a 68 (0,03 a scatola); questo significa che l’azienda trarrà un guadagno lordo (nel senso che ci sono ancora le imposte) di 23.
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Strategia e performance nel settore automobilistico: i casi Fiat Auto SPA e Automobili Lamborghini SPA

Strategia e performance nel settore automobilistico: i casi Fiat Auto SPA e Automobili Lamborghini SPA

Gli indici di bilancio vengono annoverati tra gli strumenti fondamentali GHOO¶DQDOLVL GL XQ¶LPSUHVD H VRQR FRQVLGHUDWL QHO ORUR LQVLHPH LO sistema più efficace per il controllo della gestione manageriale grazie alla loro tempestività e semplicità interpretativa. (U. Sostero, P. Ferrarese, 2000) Esistono innumerevoli indici sia di natura finanziaria che economica, tuttavia è sconveniente calcolarli tutti; una buona analisi si basa su una selezione di pochi indici, correlati tra loro e non fini a se stessi. Il singolo valore infatti racchiude un suo particolare e limitato significato, che in XQ¶DQDOLVLHFRQRPLFR-finanziaria deve rappresentaUHO¶anello di un sistema più amSLRHFRPSOHWRGLLQIRUPD]LRQH4XHVWD³catena´SUHQGHLOQRPHGL analisi degli indici.
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Le relazioni di subappalto nel settore delle costruzioni in Europa

Le relazioni di subappalto nel settore delle costruzioni in Europa

Nella nostra analisi ci occuperemo di subappalti a livello europeo nel settore delle costruzioni e, in particolare, dei costi derivanti dalle potenziali controversie che in esso si vengono a sviluppare. In questa sezione, introdurremo gli oggetti del nostro studio attraverso il commento di due elaborati empirici vicini ai temi trattati nel nostro lavoro: il primo, illustra quali sono i fattori che determinano la scelta dell’uso dei subappalti prendendo il caso di alcune aziende spagnole nel settore delle costruzioni; il secondo, riguarda la costruzione di autostrade in California e, a quanto affermano gli autori, è la prima analisi che viene effettuata osservando le relazioni passate tra appaltatori e suoi fornitori.
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Valutazione d'impresa e studio di analisi finanziaria di cinque aziende dello stesso settore

Valutazione d'impresa e studio di analisi finanziaria di cinque aziende dello stesso settore

L’attività dell’azienda accusa una forte sofferenza dovuta alla crisi generale che colpisce anche i soggetti privati, la clientela di riferimento, limitandone la capacità di investimento. Pur rivolgendosi comunque a una nicchia di clientela di ceto medio – alto, proponendo un prodotto non esattamente accessibile a tutti per i costi elevati, hanno risentito sia di un calo della clientela che di una situazione di poca visibilità che secondo i piani iniziali dell’azienda avrebbe dovuto essere meglio risolta dalla scelta del luogo in cui hanno costituito la loro sede, all’interno del centro commerciale ove è fissata l’esposizione. I costi sopportati per la locazione dell’immobile non
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Valutazione dell'efficacia diagnostica di un esame clinico: costi e benefici

Valutazione dell'efficacia diagnostica di un esame clinico: costi e benefici

Il campione considerato, persone che si sono rivolte ad un laboratorio analisi possibilmente per sintomi legati alla gastrite per effettuare il Gastropanel, non presenta caratteristiche tali da rappresentare la popolazione. In più il fatto che abbiano ripetuto un altro esame sempre legato alla diagnostica di problemi relativi all’apparato gastroenterico aggiunge un ulteriore criterio di diversificazione rispetto alla popolazione.

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La dinamica finanziaria. Analisi e previsioni del settore   idrico - il caso "a.s.p."

La dinamica finanziaria. Analisi e previsioni del settore idrico - il caso "a.s.p."

Il cash flow rappresenta una quantità che finge da anello di congiunzione, nel senso che mette in correlazione la dinamica economica (susseguirsi di ricavi e costi nello studio della produzione e distribuzione della ricchezza) con quella finanziaria (insieme degli incrementi e decrementi monetari); esso infatti può essere definito come il “flusso monetario originato dalla gestione aziendale”.

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La diffusione degli standard volontari di qualità nel settore agroalimentare: analisi delle motivazioni che influenzano le scelte degli stakeholder

La diffusione degli standard volontari di qualità nel settore agroalimentare: analisi delle motivazioni che influenzano le scelte degli stakeholder

totalmente alle prescrizioni di legge. Implementare questi strumenti accresce la capacità di rispondere ai cambiamenti delle richieste di mercato in tempi molto più rapidi rispetto agli iter pubblici. Infatti, dover attendere i vari passaggi burocratici che portino al recepimento formale di un qualsivoglia cambiamento, imporrebbe alle aziende tempi molto lunghi durante i quali non potrebbero dichiarare la conformità dei propri prodotti, anche nel caso in cui ottemperassero preventivamente la disposizione, dato che non avrebbero nessun strumento formale ad attestarlo. Attraverso l’adozione di uno standard privato è possibile, pertanto, superare questo ostacolo, garantendo che ritardi esterni all’attività aziendale non ne minino la competitività sui mercati. Un secondo elemento positivo è rappresentato dal maggior livello di controllo e verifica di uno standard privato rispetto a quello che il soggetto pubblico potrebbe mettere in campo. Anche in questo caso, la burocraticità degli apparati dello stato, fonte spesso di ritardi ed inefficienze, insieme ad una dotazione limitata di risorse umane e finanziarie, riducono l’efficacia e l’estensione dei controlli, accrescendo il livello di fiducia nelle verifiche private. In realtà sono numerosi gli aspetti critici legati a questo tipo di attività svolte da soggetti privati 6 , anche se l’efficienza complessiva risulta essere superiore agli interventi pubblici, soprattutto in termini di tempi e omogeneità territoriale. Infine, un ultimo beneficio legato all’impiego di standard privati per la gestione del rischio è lo spostamento dei costi del sistema dalla collettività ai soggetti coinvolti nella filiera. Infatti, riducendosi l’attività ed il ruolo del soggetto pubblico, sempre più limitato ad interventi di “cornice”, diminuisce anche la necessità di risorse economiche e, quindi, il peso sulla società. Di contro, sono le aziende del sistema ad assorbire tali costi, senza però la sicurezza di riuscire a recuperarli all’interno dei prezzi dei prodotti commercializzati, a causa della tendenza consolidata che vede i clienti non corrispondere premi aggiuntivi 7 .
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La contabilità dei costi dell'area assistenza e post-vendita nel settore dei ponti sollevatori e sistemi di parcheggio: il caso O.ME.R. S.p.a

La contabilità dei costi dell'area assistenza e post-vendita nel settore dei ponti sollevatori e sistemi di parcheggio: il caso O.ME.R. S.p.a

In altri termini la contabilità analitica può essere definita come lo strumento di raccolta, elaborazione e analisi dei costi e dei ricavi della gestione caratteristica. Tale sistema contabile rileva i costi e i ricavi nel momento in cui i fattori produttivi vengono impiegati e li classificati in base alla loro destinazione, cioè li associati all’oggetto di costo o all’unità organizzativa che determina il consumo della risorsa. Le informazioni prodotte da tale sistema sono indirizzate ai soggetti interni coinvolti nelle decisioni indispensabili per la gestione aziendale e per questo devono essere il più tempestive possibili anche a scapito della loro precisione. Le rilevazioni della contabilità analitica non sono obbligatorie per legge e non seguono regole contabili precise. Le funzioni principali della contabilità analitica possono essere riassunte nelle seguenti:
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Previsione dei costi di un' Azienda Sanitaria

Previsione dei costi di un' Azienda Sanitaria

differenze tra modello additivo e moltiplicativo sono lievi per quanto riguarda le previsioni, a volte l’MQE è a favore del metodo additivo, mentre aumentano se prendiamo in considerazione l’andamento generale della serie. Questo è evidente per le aziende 3, 4, 5 e 6 dove possiamo osservare, con il metodo additivo, una notevole divergenza tra serie perequata e serie reale, soprattutto per il 2004. La serie perequata con il metodo moltiplicativo, invece, segue bene l’andamento della serie reale. Le anomalie che riscontriamo durante il 2004 nella serie prevista sono dovute all’andamento insolito della serie reale nel 2006. In ultima analisi è quindi da preferire il metodo moltiplicativo.
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L'integrazione amministrativa europea nel settore delle telecomunicazioni

L'integrazione amministrativa europea nel settore delle telecomunicazioni

La procedura scritta è stata introdotta con regolamento interno della Commissione 63/41, art. 11 in G.U.C.E, 817, 1963: ricorrendo ad essa si deroga, almeno parzialmente, al principio della collegialità che governa il funzionamento della Commissione. Secondo tale procedura, infatti, ogni commissario prepara una versione preliminare dell’atto e la invia agli altri membri in forma scritta, indicando l’accordo dei vari uffici, i motivi della proposta ed i suoi tratti essenziali. Entro una settimana i commissari possono porre il veto, sospendono la procedura di approvazione, altrimenti l’atto si intende adottato. Un vulnus più evidente al principio della collegialità è rappresentato invece dalla habilitation introdotta con decisione della Commissione 68/183 avente ad oggetto misure di gestione nel quadro dell’organizzazione comune dei mercati agricoli. Siffatta procedura consente, in presenza di particolari condizioni, che il collegio possa delegare parte dei propri compiti al commissario competente o ad un alto funzionario della direzione generale. Successivamente, con decisione 75/461 del 23 luglio 1975 la procedura dell’habilitation viene generalizzata, introducendo la possibilità di fare ricorso ad essa, in presenza di talune condizioni, in ogni settore di azione della Commissione. La procedura, in ogni modo, non deroga al principio della responsabilità collegiale per tutti gli atti della Commissione: il nuovo art. 27 del Regolamento interno dispone, infatti, nel prevedere che la Commissione possa autorizzare i propri membri, o un proprio funzionario, a prendere, a suo nome e sotto il proprio controllo, misure di gestione o amministrative chiaramente definite, specifica che ciò possa avvenire sempreché sia pienamente
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La formazione professionale per gli operatori del settore forestale

La formazione professionale per gli operatori del settore forestale

In generale il contesto della formazione forestale regionale è senza dubbio rimasto indietro rispetto ai cambiamenti socio economici nazionali e internazionali, le nuove sfide ambientali e di lotta al cambiamento climatico che ci troviamo ad affrontare. Per questo motivo, se la formazione forestale del nostro Paese vuole essere al passo con i tempi, adeguata alle necessità di oggi e pronta alle esigenze del futuro, è obbigata ad effettuare un’analisi critica, che possa portare l’intero settore a sfruttare al massimo le sue potenzialità, rimaste finora inespresse. In questa prospettiva, il Gruppo di Lavoro Foreste della Rete Rurale Nazionale insieme all’EFESC Italia Onlus e in collaborazione con Regione Piemonte – Settore Foreste, nell’ambito delle attività di supporto per una efficace attuazione delle politiche di sviluppo rurale nel prossimo periodo di programmazione 2014-2020, ha ritenuto opportuno produrre il presente documento al fine di fornire spunti utili all’attuazione della misura “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione (art.14 -cod.1 Reg. UE n. 1305/2012) e promuovere così il riconoscimento e la valorizzazione delle figure professionali che operano in un settore sempre più in crescita.
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La popolazione del settore primario nel veneto dal 1951 al  2001

La popolazione del settore primario nel veneto dal 1951 al 2001

Con questa prima e semplice analisi si può affermare che il settore primario è sempre più a corto di nuova gente per una serie di spiegazioni che possono andare dal fatto che le persone hanno iniziato ad istruirsi di più e di conseguenza cercheranno un lavoro idoneo alla propria istruzione; un altro motivo può essere dovuto al fatto che ci sono sempre meno maschi nella popolazione e quindi sempre meno persone che lavorano nelle aziende agricole, infatti si è osservato che nel settore primario, e comunque tra la popolazione attiva, ci sono più uomini che donne, anche se nel totale della popolazione ci sono più donne che uomini. Un altro importante motivo è stata la mobilità degli anni 50 quando le persone si spostavano dalle campagne ai centri urbani, importanti sono stati anche gli spostamenti dall’interno alle coste.
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Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia

Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia

Con il termine “imprese straniere” o “imprese immigrate” solitamente si indicano le imprese gestite da stranieri. Questa espressione però è piuttosto impropria perché non si fa riferimento alla nazionalità dell’impresa, ma alla cittadinanza o, più precisamente, al luogo di nascita delle persone fisiche che detengono una carica in quell’impresa (socio, titolare o amministratore). In questa analisi, consideriamo imprese straniere quelle il cui controllo e la cui gestione sono prevalentemente affidati a cittadini nati all’estero. Ai fini della loro individuazione, è stato preso in considerazione il grado di partecipazione degli stranieri, che è calcolato, a seconda della diversa natura giuridica delle imprese, sulla base della percentuale di stranieri presenti tra gli amministra- tori, i titolari e i soci dell’impresa e dell’eventuale quota di capitale detenuta da soci stranieri. In generale, si considerano straniere le imprese in cui più del 50% delle quote di proprietà e delle cariche amministrative è detenuto da cittadini nati all’estero. Le imprese straniere sono state poi ulteriormente classificate in base al grado di imprenditorialità straniera. Questo indice vie- ne misurato valutando la presenza di stranieri negli organi di controllo e la distribuzione delle quote di proprietà dell’impresa. Le imprese, quindi, pos- sono venire suddivise in tre categorie a seconda del maggiore o minore grado di imprenditorialità: a partecipazione maggioritaria, a partecipazione forte e a partecipazione esclusiva. Per giungere a una definizione precisa delle tre categorie si è preso spunto dalla legge 215/92 (Azioni positive per l’impren- ditoria femminile, art.2) e dalla successiva circolare n. 1151489 del Ministero delle Attività Produttive (22/11/2002 art. 1.2), mutuandole per i soggetti nati all’estero.
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Bisogni di professionalita'  nel settore turistico padovano

Bisogni di professionalita' nel settore turistico padovano

La prima fase prevede l’analisi del settore turismo. Con l’obiettivo di fornire previsioni sui fabbisogni occupazionali abbiamo intenzione di realizzare delle interviste dirette ad un campione di imprenditori. Chiediamo, perciò, la Vostra gentile collaborazione per la realizzazione di una visita presso la sede della Vostra azienda allo scopo di sottoporvi un questionario volto ad analizzare le dinamiche occupazionali e ad individuare i bisogni di professionalità del settore.

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Il settore orafo vicentino tra crisi ed evoluzione.

Il settore orafo vicentino tra crisi ed evoluzione.

Partendo dalle attività di ricerca già effettuate o in fase di sviluppo è possibile definire un programma di attività che veda i Centri di ricerca pubblici presenti sul territorio dialogare ulteriormente con il sistema delle imprese. Tali centri andrebbero attivati con contatti diretti delle strutture locali per coinvolgerli in progetti locali inseriti in un quadro di programmazione nazionale degli interventi, studiati in base alla loro specializzazione. Un ulteriore importante elemento di cambiamento del settore è rappresentato dall’accorciamento del ciclo di vita del prodotto che rende necessario il continuo rinnovo del campionario attraverso l’inserimento di nuovi prodotti rispondenti alle tendenze del mercato. Oggi una delle variabili competitive è diventata la capacità di ideare nuovi modelli, garantendo una personalizzazione del prodotto attenta alle esigenze del cliente. Al rinnovamento creativo si aggiunge, strettamente collegato, la capacità di individuare nuove soluzioni tecniche legate ai materiali/leghe e alla tecnica produttiva.
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