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Gestione della sicurezza nel settore agricolo

Gestione della sicurezza nel settore agricolo

settori definendo degli specifici profili di rischio e delle schede infortunistiche. Il protocollo sperimentale ha definito infine la realizzazione di modelli e software gestionali per la riduzione del rischio all’interno dei comparti analizzati. I risultati di sette anni di studi delineano un scenario agricolo ancora molto arretrato rispetto agli altri ambiti produttivi, solo il 25% delle aziende risultavano essere conformi al testo unico. L’aspetto infortunistico del campione denota una corrispondenza puntuale con i dati nazionali sia per forma di accadimento che per fattore causale. Lo studio, inoltre, partendo dall’analisi infortunistica e dalla valutazione del rischio, definisce alcune tipologie di punti critici quali il rischio interferenza, chimico e di gestione delle strutture ed attrezzature aziendali. Tra i settori analizzati, il contesto lavorativo zootecnico si caratterizza per l’alto rischio dato dalla non gestione degli aspetti formali e da un parco macchine datato e fuori norma. In conclusione, per il miglioramento della sicurezza e la soluzione delle criticità sopra delineate, si propone un approccio progettuale e gestionale, attraverso una sezione di linee guida per la progettazione in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle attività lavorative nel settore Vitivinicolo, e software gestionali per l’autocontrollo e la riduzione di alcuni fattori di rischio. Solamente:
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Gestione della sicurezza nelle comunicazioni radio di ultima generazione

Gestione della sicurezza nelle comunicazioni radio di ultima generazione

L’approccio comunemente adottato dai più recenti standard IEEE, come l’IEEE 802.16e, per quanto riguarda la sicurezza degli accessi alle reti wireless, è quello di isolare la gestione delle autenticazioni dal livello fisico, implementandola ai livelli più alti della pila ISO OSI. Inoltre la verifica dell’autenticità della sorgente e dell’integrità del messaggio è affidata a soluzioni efficaci in scenari poco rumorosi. Queste tecniche sono basate sull’utilizzo di messaggi Authentication Code (AC), spesso indicati anche come messaggi hash, il cui valore dipende da due parametri funzionalmente distinti: il messaggio da autenticare e una chiave segreta, che si suppone sconosciuta all’eventuale “attaccante”.
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Gestione della sicurezza nel settore forestale: dall’analisi dei rischi alle soluzioni operative

Gestione della sicurezza nel settore forestale: dall’analisi dei rischi alle soluzioni operative

Osservando il grafico 4.24 si può constatare che il cantiere possiede molte criticità e dei rischi individuati solo rumore, vibrazioni e rischio chimico presentano un punteggio accettabile. È molto elevato il rischio relativo a schiacciamento e ribaltamento, ma la situazione è più drammatica in relazione a movimento carichi, proiezione materiale, caduta e scivolamento. Sicuramente punteggi così bassi sono dovuti anche a fattori ambientali intrinseci, ma una parte della responsabilità è da imputare ad una non corretta gestione della sicurezza. Osservando, infatti, il grafico 4.25 è possibile subito immaginare come sia difficile la situazione all’interno di tale cantiere. Gli aspetti formali sono stati completamente disattesi, a partire dalla segnaletica stradale (si tratta di un cantiere a cavallo di una strada di collegamento tra piccoli centri urbani e quindi relativamente trafficata) che era praticamente inesistente nonostante il materiale depositato occupasse buona parte della carreggiata, fino ad arrivare alla mancanza di una delimitazione del cantiere e l’inosservanza relativa all’utilizzo dei DPI.
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L'analisi del rischio nell'ambito della gestione della sicurezza delle informazioni

L'analisi del rischio nell'ambito della gestione della sicurezza delle informazioni

Il rischio, purtroppo, non sempre può essere evitato o ridotto. Gli incidenti di sicurezza capitano comunque, e il sistema di gestione della sicurezza non può prescindere dal definire anche le modalità di gestione degli incidenti. Ad esempio una migliore comunicazione tra azienda e consumatore, nel caso di Motta, avrebbe forse potuto evitare le ingenti perdite dell'azienda. Il ritiro di tutti i panettoni dal mercato, seguito da una campagna pubblicitaria per rassicurare il cliente, avrebbe sicuramente fatto una migliore impressione sul consumatore rispetto alla sostanziale inazione che all'epoca dei fatti l'azienda adottò come politica nelle relazioni esterne. Tra parentesi, il panettone avvelenato effettivamente rinvenuto fu proprio uno solo, ma le perdite per l'azienda furono ingenti. Alcuni vedono, come fattori che contribuirono a tali perdite, il fatto che Motta si affidò quasi esclusivamente alla (lenta) azione della magistratura.
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Le esperienze italiane sulla responsabilità sociale nel settore agricolo e agroalimentare : casi studio

Le esperienze italiane sulla responsabilità sociale nel settore agricolo e agroalimentare : casi studio

Quello dell'azienda agricola Paolo Bea si configura come un caso di interes- se peculiare. I risultati conseguiti in termini di certificazioni, che ne attestano una rilevante sensibilità alla tematica della responsabilità sociale, vanno combinati, infatti, con quelli altrettanto rimarchevoli che l'azienda raggiunge in riferimento alla filosofia produttiva che ha sposato. E' da tale congiunzione, quindi, che sca- turisce la realizzazione di un prodotto di altissima qualità, difficilmente replicabile e tipicamente rappresentativo del territorio di origine. D'altra parte, proprio le rigi- de regole seguite nel processo produttivo, nella costante attenzione al recupero del “migliore equilibrio tra l'azione dell'uomo e i cicli della natura” che le stesse esprimono, rafforzano i contenuti sia del sistema di gestione ambientale che del sistema di gestione della qualità, contribuendo alla naturalezza e alla tipicità del prodotto finale. L'opera di tutela e di rispetto del territorio che l'azienda mette in atto ne rafforza pertanto la sua identità, con risvolti positivi anche dal punto di vista commerciale. Per altro, proprio l'attuazione di un processo produttivo così votato al ripristino dell'equilibrio naturale (che invece si è andato generalmente affievolendo con l'industrializzazione della produzione agricola) accentua le peculiarità stesse di attività agricola a conduzione familiare, evidenziandone i caratteri di tipicità e di “artigianalità”; la piccola dimensione aziendale appare quindi naturalmente coerente con le modalità di produzione adottate.
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Secondo rapporto sulla criminalità e la sicurezza a Napoli

Secondo rapporto sulla criminalità e la sicurezza a Napoli

zione ritenendo che essa, viceversa, chiama in causa lo Stato per redimersi degli er- rori commessi, per assumersi la responsabilità che non ha assunto quando ha per- messo la costruzione di quartieri con una urbanistica criminogena, quando non in- terviene sostenendo il welfare delle famiglie, quando abbandona le periferie delle città, quando è assente nel garantire la scuola a chi la evade, quando non offre in- frastrutture sociali ai propri cittadini, ecc. Abbiamo sostenuto che di fronte ad ac- certate e radicate appartenenze di genitori a gruppi mafiosi o essi stessi promotori di metodi educativi e stili di vita mafiosi occorresse disporre da parte dei Tribunali per i Minorenni provvedimenti di tutela del giovane allontanandolo dalla propria realtà territoriale e adottando, se necessario, anche strumenti processuali in materia di potestà genitoriale. Siamo convinti che “l’indottrinamento mafioso” non corri- sponde ad un modello di amore reale se espone la persona a rischi elevati. “Liberi di scegliere” non si riferisce a chi abita l’area della devianza, ma a chi vive in famiglie ove i genitori utilizzano i figli minori per confezionare dosi, o come corrieri, o come vedette integrate nelle attività di gestione delle piazze di spaccio; genitori che adde- strano (nel senso proprio di trasferimento di skills) i figli a ruoli precisi nell’eserci-
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La ricerca nel settore della sicurezza e salute sul lavoro in agricoltura, progetti e risorse nazionali ed europei

La ricerca nel settore della sicurezza e salute sul lavoro in agricoltura, progetti e risorse nazionali ed europei

La precedente ricerca condotta dall’Università della Tuscia nell’ambito del PRIN 2005, è una delle poche che ha tentato in maniera organica di affrontare le tre tematiche in maniera integrata nel settore agricolo e agro-industriale. I dati raccolti hanno portato alla luce numerose criticità, dovute soprattutto ad una scarsa cultura della sicurezza: molte leggi di recente applicazione non sono ancora oggi riuscite a scalfire una organizzazione del lavoro basata su modelli consolidati e tradizionali. Le nuove norme, malgrado l'abnegazione con cui spesso sono state applicate in alcune realtà, hanno sortito risultati ancora limitati, in quanto, evidentemente, devono essere ben interiorizzate per ottenere un miglioramento molto significativo del livello di sicurezza (Gubiani et al. 2007).
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Qualità, sicurezza e controllo dei prodotti agroalimentari

Qualità, sicurezza e controllo dei prodotti agroalimentari

valorizzazione del patrimonio apistico e la predi- sposizione di piani di profilassi e di controllo sani- tario, a seguito del sensibile calo della popolazione delle api che ha colpito in particolar modo, nel biennio 2008-09, le regioni settentrionali del nostro paese. Le cause, imputabili non solo all’an- damento climatico ma anche alla gestione coltura- le e ai trattamenti fitosanitari hanno spinto il nostro paese a prorogare nel 2009, come già era avvenuto nel 2008, la sospensione dell’uso dei neonicotinoidi nella concia del mais, causa princi- pale dello spopolamento e della mortalità delle api. In materia di vendita di prodotti di origine anima- le, si segnalano: le modalità applicative del regola- mento (Ce) n. 566/08 per la commercializzazione e l’etichettatura delle carni di Vitellone, ovvero bovini adulti di età compresa tra 12 e 24 mesi (decreto MIPAAF 2551/08); le modifiche apporta- te dal regolamento (Ce) n. 1047/09 alle norme di commercializzazione per le carni di pollame (i pro- dotti commercializzati come freschi non devono mai aver subito trattamento di congelazione o sur- gelazione); la vendita di latte crudo autorizzata tra- mite macchine erogatrici solo se riportanti la dici- tura “prodotto da consumarsi dopo bollitura”. Riguardo alla salute degli animali, riconosciuti “esseri senzienti” dal Trattato di Lisbona, il Consiglio europeo ha promosso un documento di sostegno internazionale per una dichiarazione uni- versale sul benessere degli animali. Sul piano ope- rativo, la Commissione ha adottato il piano d’azione per l’attuazione della strategia europea in materia di salute animale per il periodo 2007-
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Audit di Sicurezza

Audit di Sicurezza

Anche in realtà medio piccole è ormai tangi- bile una visione della sicurezza fatta non sol- tanto da prodotti tecnologici che si acquistano, si installano e si dimenticano, ma anche da un importante contorno di gestione e di procedure che deve far funzionare le singole tecnologie in un contesto unificato, commisurato alle proprie specifiche esigenze.

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La regolamentazione del settore autostradale in Italia

La regolamentazione del settore autostradale in Italia

Riguardo alle variabili di cui tener conto nella definizione dell’indicatore della qualità del servizio, è utile che si dia seguito ai propositi già espressi nella Delibera del dicembre 1996 ma non attuati nel primo quinquennio di regolamentazione perché ancora sottoposti a studio e verifiche. In questo senso, sarebbe opportuno tener conto di aspetti che possono essere apprezzati dall’utente che percorre l’autostrada, che gli diano confort e sicurezza di guida durante il suo viaggio. Ad esempio, si potrebbe considerare il grado di automatizzazione dei caselli, il livello del servizio di informazione fornito ai viaggiatori, la presenza della segnaletica lungo il percorso, le modalità di gestione dei cantieri, ma anche la tempistica di intervento, sia in caso di incidenti, sia nel caso di calamità naturali. In quest’ultimo caso è utile ricordare i disservizi provocati dalla nevicata del febbraio 2004 sul tratto autostradale Bologna-Firenze a fronte dei quali l’impresa concessionaria non ha avuto alcuna imputazione di danno verso i viaggiatori bloccati per ore.
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Andamento climatico e implicazioni nel settore agricolo : luglio - settembre 2010

Andamento climatico e implicazioni nel settore agricolo : luglio - settembre 2010

Il settore delle Alpi Orientali ha sofferto, in modo particolare, dal punto di vista fitosanitario a causa di attacchi di oidio ritenuti fuori norma sui vigneti del Trentino Alto Adige,di septoriosi sul pomodoro da industria e di piralide sul mais nel Veneto. Il maltempo, in quest’area, ha inoltre danneggiato infrastrutture provocando l’esondazione di molti canali e torrenti come il torrente Pascola, in provincia di Vicenza, e del Vipacco (affluente dell’Isonzo) in prossimità di Gorizia, riproponendo nuovamente il problema della gestione e della efficienza della rete di scolo.
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I finanziamenti e gli incentivi per il settore agricolo

I finanziamenti e gli incentivi per il settore agricolo

Il reg. (CE) 2200/96 nasce con l’obiettivo di ridisegnare con chiarezza e di aggiornare alle pressanti dinamiche di cambiamento in atto nel mercato le regole di funzionamento del- l’OCM ortofrutticola in vigore precedentemente. Il Consiglio, infatti, riconosce l’urgente ne- cessità di creare un quadro normativo che stimoli i produttori ortofrutticoli a organizzarsi orizzontalmente, raggrupando l’offerta, per fronteggiare con successo la crescente concentra- zione della domanda. Per raggiungere il cruciale obiettivo di rafforzamento della posizione di mercato dei produttori il Consiglio punta sulle Organizzazioni dei produttori (OP) che so- no chiamate a gestire con spirito e logica imprenditoriale la commercializzazione delle pro- duzioni, curando anche la fase di campo tramite la promozione di tecniche colturali ecocom- patibili. Per sottolineare il ruolo di attore di mercato che le OP sono chiamate a svolgere il re- golamento istituisce un principio fortemente innovativo: la corresponsabilità finanziaria nel- la gestione del mercato. Le OP devono infatti redigere un programma operativo pluriennale, rendicontato però annualmente, che rappresenta lo strumento con cui orientare la produzio- ne al mercato. Per finanziare il piano operativo le OP devono istituire un fondo di esercizio alimentato in maniera paritaria da contributi degli associati, calcolati in base al volume o al valore degli ortofrutticoli effettivamente commercializzati sul mercato e dall’aiuto finanzia- rio concesso annualmente dall’UE sulla base della rendicontazione. Il Consiglio, inoltre, sta- bilisce che il programma operativo deve includere fra gli obiettivi alcuni di quelli indicati dal- lo stesso regolamento, con attenzione particolare alla questione ambientale, intesa sia come salvaguardia dell’ambiente che come tutela della salute del consumatore. Fra le opzioni d’uso del fondo di esercizio è previsto anche il finanziamento dei ritiri dai mercati, ma tale destinazione viene considerata una misura eccezionale in quanto il Consiglio ribadisce che il ritiro non può essere considerato uno sbocco per le produzioni alternativo al mercato, che non deve più essere regolato dall’esterno secondo una logica improntata ad affrontare il con- tingente, ma secondo un approccio di pianificazione competitiva.
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Il progetto e la verifica di sicurezza del sistema stradale

Il progetto e la verifica di sicurezza del sistema stradale

Un primo tentativo di specifico inquadramento della questione si deve a Miuao e Lord (2003), che superano l'assunzione del parametro aggiuntivo di dispersione fissa ed esaminano varie relazioni dei parametri di dispersione durante la modellazione di incidenti di intersezioni urbane raccolti a Toronto. Il contributo più importante si deve tuttavia a Mitra e Washington (2006), i quali propongono metodi di correzione più raffinati e, soprattutto, propongono una interpretazione delle motivazioni della sovradispersione dei dati. I due ricercatori, riprendendo il lavoro di Miuao e collaboratori, verificano su vari data set che l’effetto della sovradispersione è strettamente dipendente dal modello di regressione adottato, e in particolare si presenta con caratteristiche di maggiore intensità nei modelli di regressione meno strutturati, sostanzialmente basati sulle sole variabili di esposizione (AADT e L). Quando i modelli sono più strutturati e meno esposti al rischio di variabili rilevanti omesse, la sovradispersione è sostanzialmente funzione della media stimata. Evidenziano quindi che il fenomeno si attenua quando i modelli assorbono anche altre variabili rilevanti e riferibili al flusso di traffico, così evidenziando che il problema della sovradispersione è sostanzialmente riconducibile a difetto di modello, in quanto caratterizzato da variabili rilevanti e omesse. Tale osservazione è particolarmente rilevante in quanto, nuovamente, mette in risalto come l’incidentalità sia l’esito di un processo stocastico poissoniano complesso. Ulteriori indirizzi pratici per la migliore gestione del problema della sovradispersione si devono ad Hauer (2004).
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02 teoria della sicurezza   ladiana

02 teoria della sicurezza ladiana

2.  In  termini  di  realizzazione  di  macchine    e  attrezzature,  si  è infatti  passati  da  un’impostazione  che  comportava  notevoli  sprechi  a  una  progettazione  che  contempla  non  solo  la  sicurezza  operativa  ma  anche  la  gestione  del  rottame  (ad  esempio  per  lo  smaltimento  differenziato  di  sostanze  recuperabili o viceversa inquinanti).

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La responsabilità sociale per le imprese del settore agricolo e agroalimentare

La responsabilità sociale per le imprese del settore agricolo e agroalimentare

sostenibilità ambientale, lo sviluppo degli spazi rurali e la valorizzazione del ter- ritorio. Le imprese agricole si fondono strettamente con il territorio in cui ope- rano, andando ad incidere sul tessuto locale. Diventa, quindi, sempre più im- portante, da un lato, promuovere il dibattito sul concetto di responsabilità so- ciale delle imprese anche in agricoltura e, dall’altro, definire le modalità di co- stituzione di un partenariato pubblico-privato inteso a favorire la creazione di una struttura di sviluppo e diffusione di tale concetto. Le Istituzioni possono creare un contesto di norme, standard volontari, sistemi e incentivi che risulta fondamentale per orientare e contestualizzare l’operato delle imprese 2 . Tali stru- menti hanno la capacità di incoraggiare l’attivazione di comportamenti azien- dali responsabili, nonché costituire un giusto freno alle pratiche più spregiudi- cate sotto il profilo sociale e ambientale (Molteni 2008). A fronte di una cre- scente attenzione dell’opinione pubblica verso le tematiche concernenti la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei prodotti, il rispetto dei diritti umani e dei lavo- ratori, anche i soggetti pubblici si sono attivati in diverse forme per promuovere tra le imprese comportamenti socialmente responsabili, in primo luogo attra- verso l’attività normativa e regolamentare che costituisce senza dubbio un forte impulso nell’indirizzare l’operato dell’azienda verso pratiche socialmente re- sponsabili. Infatti, se le legislazioni sociali, del lavoro e ambientali non possono disciplinare ogni dettaglio delle decisioni di impresa, possono comunque defi- nire un quadro di contorno e stabilire condizioni minime obbligatorie. Allo stesso tempo, i miglioramenti nelle relazioni interne all’azienda contribuiscono alle finalità che le singole normative si pongono 3 . Il rapporto fra le azioni di re- sponsabilità sociale e la normativa dovrebbe essere quindi guidato dall’obiettivo di sistematizzare le prime all’interno delle politiche di sviluppo. Le pratiche che
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Soluzioni integrate per la sicurezza di rete

Soluzioni integrate per la sicurezza di rete

Le soluzioni tecniche possibili si trovano sul mercato con una varietà sia di funzionalità sia di prezzi tale da confondere chi vuole attuare delle scelte basandosi su informazioni date sulla carta dai venditori degli stessi. A complicare la cosa si aggiunge che il costo per realizzare una so- luzione completa è di solito molto alto e richiede anche capacità di gestione non irrilevanti. Il problema consiste nella difficoltà ad orien- tarsi, perché è complesso prevedere il dimen- sionamento necessario affinché la soluzione non diventi essa stessa un collo di bottiglia o un “single point of failure” in più nella rete. Inolte non tutte le soluzioni, apparentemente equiva- lenti sulla carta, sono poi funzionanti e perfor- manti allo stesso modo e dipendono alle volte dalla realtà fisica (switch e router) dove si vanno a collocare. In certi casi, infine, i criteri per una scelta piuttosto che un’altra dipendono fortemente da fattori quali la gestibilità degli oggetti che ne fanno parte. Questo si traduce in semplicità d’uso o praticità dell’interfaccia di management, o nell’avere un controllo centra- lizzato ed unico di tutti gli elementi che costitui- scono una architettura di sicurezza, spesso molto complessa e composta da diversi nodi sparsi sul territorio geografico dell’ente (firewall singoli, cluster di firewall, sonde IDS).
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Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia

Le imprese straniere nel settore agricolo in Italia

Con il termine “imprese straniere” o “imprese immigrate” solitamente si indicano le imprese gestite da stranieri. Questa espressione però è piuttosto impropria perché non si fa riferimento alla nazionalità dell’impresa, ma alla cittadinanza o, più precisamente, al luogo di nascita delle persone fisiche che detengono una carica in quell’impresa (socio, titolare o amministratore). In questa analisi, consideriamo imprese straniere quelle il cui controllo e la cui gestione sono prevalentemente affidati a cittadini nati all’estero. Ai fini della loro individuazione, è stato preso in considerazione il grado di partecipazione degli stranieri, che è calcolato, a seconda della diversa natura giuridica delle imprese, sulla base della percentuale di stranieri presenti tra gli amministra- tori, i titolari e i soci dell’impresa e dell’eventuale quota di capitale detenuta da soci stranieri. In generale, si considerano straniere le imprese in cui più del 50% delle quote di proprietà e delle cariche amministrative è detenuto da cittadini nati all’estero. Le imprese straniere sono state poi ulteriormente classificate in base al grado di imprenditorialità straniera. Questo indice vie- ne misurato valutando la presenza di stranieri negli organi di controllo e la distribuzione delle quote di proprietà dell’impresa. Le imprese, quindi, pos- sono venire suddivise in tre categorie a seconda del maggiore o minore grado di imprenditorialità: a partecipazione maggioritaria, a partecipazione forte e a partecipazione esclusiva. Per giungere a una definizione precisa delle tre categorie si è preso spunto dalla legge 215/92 (Azioni positive per l’impren- ditoria femminile, art.2) e dalla successiva circolare n. 1151489 del Ministero delle Attività Produttive (22/11/2002 art. 1.2), mutuandole per i soggetti nati all’estero.
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La Sicurezza al CILEA

La Sicurezza al CILEA

Il corso è rivolto a tecnici e responsabili dei reparti ICT, a gestori di reti e sistemi di piccole e medie imprese industriali, di servizi, della Pubblica Amministrazione, oltre che agli specialisti nel settore della consulenza o della gestione in outsourcing di sistemi informativi.

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L'evoluzione del fotovoltaico in Italia : analisi critica e prospettive alla luce del regime di incentivazione con il `Conto energia` : un focus nel settore agricolo

L'evoluzione del fotovoltaico in Italia : analisi critica e prospettive alla luce del regime di incentivazione con il `Conto energia` : un focus nel settore agricolo

Come riportato nel documento i risultati ottenuti sono decisamente consistenti. Sono state rilevate numerose critiche all’intero sistema, su tutte il fatto di non esser riusciti a sviluppare una filiera industriale nazionale all’altezza della domanda, soprattutto di pannelli solari. La non programmabilità intrinseca della fonte ha comportato inoltre seri problemi alla gestione della rete elettrica non preparata a questi picchi di immissioni non prevedibili, ma sono stati anche raggiunti dei risultati in termini ambientali ed economici senza precedenti, che hanno portato ad esempio ad avere tra le ore 14,00 e le 15,00 per la prima volta nella storia, il prezzo d’acquisto dell’energia elettrica (PUN) a zero su tutto il territorio nazionale. Ciò significherebbe che in quelle due ore della giornata energia solare, eolico e idroelettrico hanno generato il 100% dell’elettricità. Un evento atteso da tempo, sintomo di un cambiamento in atto che testimonia come la diffusione delle fonti rinnovabili comporta anche una diminuzione delle importazioni di combustibili fossili, riducendo l’elevato saldo negativo del bilancio energetico nazionale.
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01 introduzione alla sicurezza   ladiana

01 introduzione alla sicurezza ladiana

Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.. Il rischio [r]

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