Top PDF Grandezze Fisiche ed Unità di Misura.

Grandezze Fisiche ed Unità di Misura.

Grandezze Fisiche ed Unità di Misura.

• Direttamente è possibile misurare intervalli di tempo fino a 10 ps • In fisica entrano in gioco circa 60 ordini di grandezza. Tempo[r]

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racconto per comprendere l'enormità dell'unità di misura mole

racconto per comprendere l'enormità dell'unità di misura mole

Una mole è un’unità di misura particolare, poco usuale è infatti un numero come una “decina” che significa 10 o una “dozzina” che significa 12 o “un centinaio” che significa 100. La mole è un numero enorme (spiegheremo prossimamente come hanno fatto gli scienziati a definirlo):

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Unità di misura

Unità di misura

Nel passaggio alla numerazione esponenziale , usata per esprimere numeri molto grandi o molto piccoli, occorre mantenere il numero di cifre significative. Esempi: 8315 g 4 cifre signi[r]

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Misura delle Grandezze Fisiche.

Misura delle Grandezze Fisiche.

esempio: ⇒ 187.3 4 cifre significative ⇒ 10.0000 6 cifre significative ⇒ 10.0101 6 cifre significative ⇒ 1 1 cifra significativa ⇒ 1234.584 7 cifre significative ⇒ 0.00001 1 cifra signi[r]

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La Misura del Tempo

La Misura del Tempo

Esistono anche il “LUSTRO” e il “SECOLO” che sono unità di misura più grandi per il tempo.[r]

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La misura della Massa

La misura della Massa

Tanto per intenderci, una persone che ha una massa di 80 kg ha, sulla Terra, un peso di circa 800 N (si legge Newton, che è l’unità di misura delle forze), in quanto la gravità sulla terra ha una valore vicino a 10; sulla luna la gravità è circa 1/6 di quella della terra, quindi la stessa persona di massa 80 kg sul nostro satellite avrà un peso di 80 x (10:6) = 133,6 N. Attenzione, però: in molti libri si usa la stessa unità di misura per massa e peso, da cui alcune confusioni; si ottiene l’uguaglianza 1kg(p) = 1 kg(m), dove la m sta per massa. Allora con lo stesso esempio di prima una persona di 80 kg(m) avrà un peso di 80:6 = 13,5 kg(p).
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Appunti sulla Misura delle Grandezze 

Appunti sulla Misura delle Grandezze 

L’unità di misura della temperatura (grado di eccitazione delle particelle presenti in un solido, liquido o gas) è il grado centigrado (simbolo ° C). In realtà non si dovrebbe parlare di misura della temperatura ma per essa si usa una scala termometrica basata sulle proprietà di altri materiali (mercurio, metalli, alcool) di espandersi o comprimersi al variare di questo parametro. Le scale termometriche sono:

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Le grandezze e la loro misura

Le grandezze e la loro misura

Come pure è utile ricordare che il tempo è misurato in sessagesimi, come l’ampiezza degli angoli, e non in decimi come le altre unità di misura. La scelta del numero 60, come base del sistema di misura, è dovuto al fatto che tale numero ha ben 12 sottomultipli (1, 2, 3, 4, 5, 6, 19, 12, 15, 20, 30, 60).

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La misura della povertà

La misura della povertà

Nella maggior parte delle indagini, l’unità di riferimento scelta per l’analisi è la famiglia. In questi studi sorge un problema nel momento in cui si deve confrontare la variabile riguardante il benessere economico, sia essa il reddito o il consumo, di nuclei familiari di ampiezza e composizione diversa. Tali caratteristiche, infatti, incidono sulle quantità delle variabili economiche perché, anche se, generalmente, al crescere del numero dei componenti, il reddito complessivo, o la spesa per i consumi, tende ad aumentare, non è corretto affermare che di conseguenza aumenta anche il benessere della famiglia, in quanto, molto probabilmente, saranno maggiori anche le esigenze familiari. Allo stesso tempo però non è neanche corretto dividere semplicemente l’ammontare del reddito, o del consumo, per il numero di membri della famiglia data la presenza di economie di scala che si creano nelle famiglie più numerose e per le quali la spesa di molti beni e servizi, come il riscaldamento ed il trasporto, tende a crescere in misura meno che proporzionale rispetto alla dimensione della famiglia. In pratica, quindi, non è detto che, per godere dello stesso livello di benessere, una famiglia di due persone debba possedere un reddito doppio rispetto a quello che occorre ad un individuo che vive da solo, o che una coppia con un bambino abbia bisogno di risorse tre volte maggiori rispetto, sempre, a quelle necessarie ad una famiglia unipersonale. Quindi per rendere confrontabili i redditi di nuclei familiari eterogenei, per ampiezza e composizione, si utilizzano le scale di equivalenza. Una scala di equivalenza è un vettore di coefficienti che, utilizzati come divisori dei redditi corrispondenti, rendono tali redditi “equivalenti”; questi coefficienti sono quindi in grado di indicare quante risorse, in più o in meno, sono necessarie ad una famiglia, con determinate caratteristiche, per godere dello stesso tenore di vita della famiglia presa come standard di riferimento, ossia, generalmente ma non obbligatoriamente, quella formata da una sola persona.
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MC-01-unita¦Ç di misura

MC-01-unita¦Ç di misura

Per esprimere la massa di atomi (massa atomica) e molecole (massa molecolare) si utilizza solitamente l’unità di massa atomica unificata (u), detta anche Dalton (Da). Essa è definita[r]

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Le grandezze chimico-fisiche

Le grandezze chimico-fisiche

Le grandezze sono entità misurabili con cui si descrivono le trasformazioni fisiche e chimiche suscettibili di misurazione. Le unità di misura sono grandezze fisiche adottate come standard. Misurare una grandezza significa determinare il numero che esprime il rapporto tra la grandezza in esame e la grandezza della stessa specie adottata come unità di misura.

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Le grandezze Fisiche

Le grandezze Fisiche

n  Le altre grandezze si chiamano GRANDEZZE DERIVATE n  La scelta di queste grandezze nonchè della loro unità di. misura è arbitraria[r]

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La Misura della dimensione aziendale nella valutazione  d'impatto delle liste di mobilita'

La Misura della dimensione aziendale nella valutazione d'impatto delle liste di mobilita'

I motivi per cui tale misura della dimensione non si è rivelata particolarmente idonea possono essere diversi: 1 i dati sulle dimensioni aziendali utilizzati nella precedente analisi non[r]

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Le tecniche ottichedi misura 3D nel rilevamento architettonico

Le tecniche ottichedi misura 3D nel rilevamento architettonico

In questa fase, il rilevatore analizza criticamente il manufatto, ne razionalizza le forme al fine di renderle discrete per poterle rappresentare con un numero sufficientemente adeguato (e limitato) di punti. In tal modo opera una duplice scelta: seleziona i punti da misurare e sceglie il tipo di “codifica”, per trasformare il continuo dell’opera reale in un altro continuo fatto di linee, curve, piani e superfici sottese ai punti selezionati. Sulla base di questa sua personale trascrizione della realtà, programma le successive operazioni di misura e pianifica le strategie operative atte a ridurre la soggettività, sia nelle misurazioni, sia nella successiva trascrizione grafica, consapevole che questa può essere limitata, ma non annullata completamente. Egli “costruisce” il suo modello mentale del manufatto, in base ai propri processi cognitivi connessi alla percezione visiva e ai dati oggettivi che raccoglie analizzando l’opera.
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La conciliazione famiglia-lavoro: modelli di misura con dati longitudinali

La conciliazione famiglia-lavoro: modelli di misura con dati longitudinali

Unendo le diverse scale, il modello finale risulta essere una combinazione dei singoli modelli, dove le variabili risultano essere misura solo del costrutto per cui vengono rilevate, confermando come le scale misurino costrutti diversi. Inoltre, le correlazioni tra le variabili latenti relative alla stessa macro-sezione del questionario non vengono modificate sostanzialmente dall’aggiunta di altri fattori latenti relativi ad altre scale. Per tutte le trasformazioni, le variabili latenti relative alla scala delle soddisfazioni presentano correlazioni concordi con le attese. La scala delle emozioni, invece, presenta a livello between correlazioni sempre positive, anche fra emozioni positive e negative (fatta eccezione per il legame tra senso di colpa e orgoglio). Il problema si risolve, invece, a livello within, con correlazioni negative tra le emozioni di segno opposto, come da attesa. Anche i legami tra la scala delle emozioni e quella delle soddisfazioni rispecchiano la teoria in tutte le trasformazioni.
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Studio dell'influenza delle caratteristiche chimico-fisiche dei combustibili sulle modalità di iniezione e sulle prestazioni di motori monocilindrici

Studio dell'influenza delle caratteristiche chimico-fisiche dei combustibili sulle modalità di iniezione e sulle prestazioni di motori monocilindrici

Partendo proprio dalle differenti proprietà fisiche dei vari biocombustibili, ciò che si è andato a studiare inizialmente è il diverso comportamento per ciò che riguarda il sistema di iniezione. Questo è stato fatto attraverso il software AMESim, con il quale è stato possibile simulare in dettaglio tutto il sistema di iniezione tenendo conto delle proprietà del fluido utilizzato al suo interno. Il sistema preso in considerazione è un iniettore-pompa, architettura che equipaggia una vasta fetta dei motori diesel oggi esistenti, e che ben si adatta ad esempio ad accoppiamenti a punto fisso. Questo tipo di iniettore inoltre, a differenza del più flessibile common-rail, ha una tempistica di funzionamento che direttamente dipende dal fluido che vi fluisce all’interno, e mostra quindi più chiaramente la realtà delle problematiche sopra accennate.
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Misura e simulazione dei flussi di C in sistemi colturali erbacei nella provincia di Viterbo

Misura e simulazione dei flussi di C in sistemi colturali erbacei nella provincia di Viterbo

Il range di variabilità della settimana di semina della coltura del trifoglio, illustrato nella Fig.83a è strettamente legato alle condizioni climatiche e alle tradizioni agresti che si tramandano nel viterbese come quello di seminare gli erbai autunno-primaverili dopo la festa di Santa Rosa di Viterbo che si festeggia il 4 settembre. Questa credenza è legata anche a conoscenze empiriche degli agricoltori che si riferiscono all’andamento storico delle precipitazioni dopo la stagione estiva, che si verificano di solito nel primo periodo autunnale. Queste precipitazioni permettono alla plantula di trifoglio (o di un'altra specie da erbaio autunno-primaverile) di superare il periodo di emergenza e crescere abbastanza bene per affrontare l’inverno con lo sviluppo della rosetta. Tra le diverse zone agro climatiche il periodo di semina dell’erbaio è abbastanza omogeneo, le semine si concentrano tra la prima decade di Settembre 38 ± 1,5 settimana dell’anno e la prima metà di Ottobre 40 ± 1,6 settimana dell’anno. La resa media di fieno in provincia è di circa 4.955,2 ± 817,5 kg di sostanza secca ha -1 (Figura 84b) corrispondente a 1927,6 ± 318,4 kg C ha -1 , con rese più elevate in zona 1 e 2 (2090,5 ± 283,7 kg C ha -1 , 2082,1 ± 283,7 kg C ha -1 ) e rendimenti inferiori in zona 3 (1687,6 ± 339,5 kg C ha - 1 ). Il foraggio prodotto è coltivato senza irrigazione e concimazione azotata, il fabbisogno idrico è sopperito dalle precipitazioni atmosferiche in quanto questa coltura resiste bene alla siccità estiva e alle alte temperature. La differenza di produzione tra zona e zona può essere dovuto alle caratteristiche chimico-fisiche del terreno. Le produzioni minori di biomassa per la fienagione registrata nella zona 3 (Nepi e Colline del Sud) potrebbe essere causato da ondate di freddo, che hanno interessato gli erbai nel corso degli anni, durante il periodo primaverile, determinando ritardi di crescita e moria di piante.
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Un modello di misura per valutare la qualita' del servizio nell'e-commerce

Un modello di misura per valutare la qualita' del servizio nell'e-commerce

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Misura e percezione della disabilita fra gli anziani:un'analisi comparativa a livello europeo

Misura e percezione della disabilita fra gli anziani:un'analisi comparativa a livello europeo

Katz aveva scoperto che la compromissione delle funzioni fisiche, in seguito a eventi patologici, segue un percorso sistematico inverso all’ordine evolutivo di comparsa delle funzioni stesse. (Katz,1963). Nella costruzione della scala ADL questo è considerato solo in parte, utilizzando tre modalità di risposta: dipendente, parzialmente dipendete e indipendente. Nella scala originale è quindi possibile pesare parzialmente le diverse ADL scegliendo, nel caso l’azione sia molto difficile, di considerare una persona indipendente anche quando lo è solo parzialmente (tabella 1.1). Nel questionario del progetto Share è stata inserita la scala ADL, ma con sole due modalità di risposta: dipendente e indipendente; non è quindi possibile utilizzare questa procedura.
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2- DISPENSE STRUMENTI MISURA PORTATA

2- DISPENSE STRUMENTI MISURA PORTATA

Il valore di tensione e misurato deve, ovviamente, rappresentare la media reale della velocità del fluido e/o comunque, dovrebbe essere indipendente dal profilo di velocità nella sezione di misura. Poiché, in pratica, la rilevazione del segnale deriva dalla somma dei contributi di f.e.m. derivanti da tutte le infinite particelle conduttive di fluido che occupano la sezione di misura in un dato istante, è facile intuire che l’apporto di f.e.m. agli elettrodi non è uniforme, ma avrà un valore minimo nel punto in periferia più distante e crescerà gradualmente per le aree più prossime agli elettrodi. In figura 2.27 tutti i punti sulla curva (isocinetica) B, pur essendo caratterizzati dalla stessa velocità puntuale, non determinano negli elettrodi la stessa f.e.m., i punti sulla curva C a loro volta, forniscono un contributo diverso dai precedenti, sia per la differente distanza dagli elettrodi, sia per il diverso valore di velocità cui sono caratterizzati. Per tener conto di questo effetto, si utilizza un “coefficiente di peso” W (una sorta di coefficiente generativo del segnale), variabile radialmente ed assialmente rispetto agli elettrodi di misura (figura 2.27):
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