Top PDF I laureati ed i diplomati nel mercato del lavoro

I laureati ed i diplomati nel mercato del lavoro

I laureati ed i diplomati nel mercato del lavoro

per cento si dichiara in cerca di occupazione, con un tasso di disoccupazione stimato intorno al 12 per cento. Tra i due collettivi poi è possibile il confronto anche con un indicatore di natura oggettiva, come quello del reddito mensile netto, calcolato limitatamente a quanti svolgono un lavoro continuativo. Il titolo universitario offre l’opportunità di guadagni decisamente superiori (mediamente circa il 43 per cento in più del diploma). Il livello di guadagno varia relativamente poco per i diplomati, con il massimo per i licei e il minimo per gli istituti magistrali, mentre la scelta dell’indirizzo negli studi universitari è cruciale per definire il reddito medio , che varia da poco più di € 1000 (di nuovo in corrispondenza dell’area insegnamento) a oltre €1600 (per i laureati del gruppo medicina). La situazione delle donne si conferma meno favorevole anche considerando i livelli retributivi dichiarati: i differenziali tra i sessi sono analoghi a parità di titolo (intorno al 15 per cento) ma il vantaggio delle laureate rispetto alla media dei diplomati è solo del 13 per cento contro il 54 per cento dei colleghi maschi.
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UNIVERSITA' e LAVORO: Riforma universitaria e mercato del lavoro dei laureati

UNIVERSITA' e LAVORO: Riforma universitaria e mercato del lavoro dei laureati

Il 12 ottobre, presso la sede di Assolombarda, ha avuto luogo l’ormai consueta annuale pre- sentazione dei dati prodotti dall’iniziativa inte- runiversitaria STELLA (Statistiche in TEma di Laureati e LAvoro). L’iniziativa è nata nel 2002 e ha lo scopo di alimentare una banca dati rela- tiva al percorso di studio degli studenti all’interno dell’università e in seguito del loro inserimento nel mercato del lavoro. Per questo motivo ogni anno vengono pubblicati due rap- porti: uno relativo al profilo dei laureati e l’altro che presenta i risultati di una indagine occupa- zionale a 18 mesi dal conseguimento del titolo.
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B.U.S.S.O.LA: il nuovo portale di statistiche e servizi orientati a Laureati & Lavoro

B.U.S.S.O.LA: il nuovo portale di statistiche e servizi orientati a Laureati & Lavoro

Nell’attuale contesto sociale, rafforzare la colla- borazione tra mondo accademico e mondo pro- duttivo, e disporre di strumenti di controllo per analizzare, misurare e valutare il sistema della formazione universitaria assumono particolare rilevanza: sia nell’ottica di promuovere l’inserimento dei laureati nel mercato del la- voro, sia in quella di migliorare la qualità delle attività didattiche, sviluppare la conoscenza dei contesti lavorativi in cui i laureati vanno ad operare e, a livello generale, acquisire una co- noscenza esauriente della loro condizione occu- pazionale.
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Università e lavoro

Università e lavoro

riguarda la scelta dell’indirizzo, circa la metà dei laureati STELLA ha ottenuto un titolo in ingegneria, economia-statistica, medicina o architettura. Ma nel triennio è anche cresciuta notevolmente la varietà formativa dei laureati STELLA. Nelle università aderenti al progetto vengono offerti 1765 corsi di studio e si è registrato un aumento del 20% annuo. Non si tratta però necessariamente di un dato positivo, perché rischia di rendere più difficile per l’industria capire i profili lavorativi immessi sul mercato. Un dato sicuramente positivo è la

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L’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro: alcuni risultati dell’indagine STELLA

L’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro: alcuni risultati dell’indagine STELLA

I risultati dell’indagine, oggetto del presente paragrafo, sono strettamente connessi agli obiettivi prefissati. Verranno illustrati, pertanto, alcuni fra i più importanti risultati in funzione delle strade intraprese dal laureato dopo il conseguimento del titolo di studio, del lavoro cui è venuto in contatto e le opinioni che, alla luce del lavoro svolto o della ricerca del lavoro, si è formato sia sul sistema universitario sia sul mercato del lavoro. Laddove interessante, non verrà trascurata un’analisi differenziata relativa all’Ateneo di Palermo, per evidenziare differenze o analogie, attese o inaspettate. Prima di entrare nel merito dei risultati campionari, va inoltre precisato che si tratterà solo dei laureati triennali, tranne quando diversamente
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V.U.L.C.A.N.O.: avviamento dei servizi ricerca Neo-Laureati d'Ateneo

V.U.L.C.A.N.O.: avviamento dei servizi ricerca Neo-Laureati d'Ateneo

I soggetti interessati al servizio sono, da un lato tutti i giovani Neo-laureati e Neo-diplomati delle Università in cerca di un’attività lavorativa che possono contare su VULCANO per una potenziale diffusione a largo raggio del loro curriculum. D’altro lato le aziende in cerca di personale qualificato possono accorciare di molto i percorsi, e quindi i tempi, per il reperimento delle informazioni richieste. VULCANO è un’opportunità anche per tutti quegli organismi pubblici e privati che hanno come scopo istituzionale lo sviluppo di politiche attive del lavoro e di orientamento ai giovani.
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Progetto STELLA: Rapporto Statistico Laureati 2003-2005

Progetto STELLA: Rapporto Statistico Laureati 2003-2005

È stata pubblicata la quinta edizione del Rapporto Statistico 2003-2005, nell’ambito del progetto STELLA, promosso dal CILEA dal 2002 per rilevare e gestire dati statistici dei laureati. Il progetto mira a tracciare un quadro di riferimento per i profili dei laureati e il loro inserimento nel mercato del lavoro. Aderiscono, oltre alle principali università lombarde, le università di Pisa, Napoli e Palermo, e la Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento S. Anna di Pisa.

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La bacheca delle offerte di stage/lavoro: il nuovo servizio di VULCANO per favorire l’incontro tra laureati e mondo del lavoro

La bacheca delle offerte di stage/lavoro: il nuovo servizio di VULCANO per favorire l’incontro tra laureati e mondo del lavoro

La candidatura veicolata dal sistema è l’opzione consigliata: si caratterizza per la maggior tutela offerta sia al laureato che all'azienda. Inoltre consente all'ateneo di effettuare importanti analisi procedurali e processuali, di promuovere la valenza delle competenze degli studenti e in ultima analisi di orientare l'offerta formativa sulla base dell'andamento del mercato del lavoro, rispondendo in termini di preparazione efficiente.

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Prevedibilità del lavoro e capitale psicologico dei laureati a due anni dal titolo

Prevedibilità del lavoro e capitale psicologico dei laureati a due anni dal titolo

possedute dall'individuo. Tali caratteristiche risultano, dunque, alla base di una naturale predisposizione delle persone a far fronte in maniera più o meno buona a situazioni di stress. Le risultanze pongono in luce come lo stress possa essere com- battuto intervenendo non solo su aspetti ambientali, come i rapporti fra colleghi, ma anche attraverso azioni di rinforzo del carattere delle persone (Avey, Luthans e Jensen 2009). In generale, il benessere sico e mentale risulta essere determi- nato, oltre che da fattori esterni, anche dalle risorse psicologiche che l'individuo ha sviluppato nel corso della propria vita; tale benessere è in grado di fornire la forza interiore necessaria a presentarsi sul mercato del lavoro e ad avere maggiori possibilità di assunzione (Cole 2006).
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Giovani neo-laureati e imprese entrano in contatto su Internet

Giovani neo-laureati e imprese entrano in contatto su Internet

Viene presentata un’iniziativa promossa dal CILEA per conto delle Università Lombarde consorziate mirante a favorire un rapido e proficuo ingresso dei propri neo-laureati e neo-diplomati nel mercato del lavoro. Il servizio laureati lombardo illustrato nel presente articolo viene concepito come un’agenzia di mediazione tra il richiedente e i servizi operativi laureati d’Ateneo depositari delle in- formazioni. Dal punto di vista informatico si configura come un Web Server CILEA che consente l’interrogazione dei siti WWW specializzati nella gestione dei propri laureati.
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Ottimalità del reddito e delle condizioni di lavoro dei laureati a Padova

Ottimalità del reddito e delle condizioni di lavoro dei laureati a Padova

È innegabile che nel nostro Paese gli effetti della crisi hanno agito in maniera diversificata sulle diverse componenti della popolazione e del mercato del lavoro, intensificando la cosiddetta “fuga dall’Italia”. All’estero ci sono migliori occasioni e le chance di crescita sono maggiori, come attestano i dati di Almalaurea (Almalaurea-Migrantes). Per consentire ai nostri giovani un miglior approccio al mondo lavorativo è necessario capire cosa li orienti nella scelta del lavoro, approfondendo la tematica della soddisfazione e della gratificazione dei neolaureati che realizzano le loro aspettative. Nel presente elaborato si analizza l’argomento delle attese dei neolaureati al primo impiego.
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Forme di Mercato

Forme di Mercato

consumatori? Quali sono le conseguenze? Se gli oligopolisti colludono e massimizzano congiuntamente i profitti agiranno di fatto come un monopolio con prezzi alti per i consumatori. C’è però un effetto di bilanciamento del potere di mercato di imprese con interessi contapposti

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La costruzione condivisa di un indicatore di capitale umano dei laureati

La costruzione condivisa di un indicatore di capitale umano dei laureati

Se si considera come obiettivo primario della formazione universitaria il fornire agli studenti le competenze necessarie per l’ambito professionale, si potrebbe utilizzare una misura del[r]

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Da qualificati, a diplomati, a specializzati. Il cammino lungo una filiera ricca di opportunità e competenze

Da qualificati, a diplomati, a specializzati. Il cammino lungo una filiera ricca di opportunità e competenze

Figure e indirizzi sono stati identificati tenendo conto della corrispondenza dei titoli in uscita dai percorsi triennali e quadriennali con differenti livelli del Quadro Europeo delle “Qualificazioni” (QEQ/EQF) e declinati secondo descrittori e defini- zioni di cui alla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro Europeo delle “Qualificazioni” per l’apprendimento per- manente del 23 aprile 2008. Nello specifico, la costruzione del Repertorio, da questa angolatura di analisi, si fonda sull’adozione di un approccio di lavoro “di fi- liera” che ha richiesto un lavoro congiunto e contestuale: non si potevano indivi- duare le figure di diploma senza aver prima individuato quelle di qualifica; non si potevano declinare gli standard formativi degli operatori senza tener conto della fi- sionomia di quelli dei tecnici e, per quest’ultimi, era necessario tener conto anche della connotazione dei tecnici superiori. Una delle questioni centrali nella costru- zione del Repertorio è stata l’assicurazione del rispetto dei differenziali tra i livelli QEQ/EQF interessati: il 3° livello per gli operatori, il 4° livello per i tecnici, il 5° livello come riferimento “alto”, rispetto al quale calibrare gli standard formativi dei diplomi professionali. Per ovviare alla carenza di riferimenti-guida offerti dai de- scrittori del QEQ/EQF – il differenziale, tra il 3° e il 4° livello, è basato principal- mente sull’autonomia e sulla responsabilità – i tre livelli di qualificazione europea, qui interessati, sono stati riletti 8 allo scopo di connotarli dal punto di vista:
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Il lavoro buono. Un manuale di educazione al lavoro per i giovani

Il lavoro buono. Un manuale di educazione al lavoro per i giovani

dogeni, partecipativi, comunitari, integrati, autentici, autonomi e popolari, equi…senza parlare dello sviluppo locale, del microsviluppo, dell’endosviluppo, dell’etnosviluppo! Affiancando un aggettivo al concetto di sviluppo, non si tratta veramente di rimettere in discussione l’ac- cumulazione capitalistica; tutt’al più si pensa di aggiungere un risvolto sociale o una compo- nente ecologica alla crescita economica come un tempo si è potuto aggiungerle una dimen- sione culturale. Questo lavoro di ridefinizione dello sviluppo riguarda, in effetti, sempre più o meno la cultura, la natura e la giustizia sociale. In tutto ciò si tratta di guarire un male che colpirebbe lo sviluppo in modo accidentale e non congenito. Per l’occasione è stato addirittura creato uno spauracchio, il malsviluppo. Questo mostro è solo una chimera, poiché il male non può colpire lo sviluppo per la buona ragione che lo sviluppo immaginario è per defini- zione l’incarnazione stessa del bene. Il buon sviluppo è un pleonasmo perché lo sviluppo si- gnifica buona crescita, perché anche la crescita è un bene contro il quale nessuna forza del male può prevalere. È l’eccesso stesso delle prove del suo carattere benefico che meglio rivela la frode dello sviluppo. Lo sviluppo sociale, lo sviluppo umano, lo sviluppo locale e lo svi- luppo durevole non sono altro che gli ultimi nati di una lunga serie di innovazioni concettuali tendenti a far entrare una parte di sogno nella dura realtà della crescita economica. Se lo svi- luppo sopravvive ancora lo deve soprattutto ai suoi critici! Inaugurando l’era dello sviluppo aggettivato (umano, sociale ecc.), gli umanisti canalizzano le aspirazioni delle vittime dello sviluppo del Nord e del Sud strumentalizzandoli. Lo sviluppo durevole è il più bel successo di quest’arte di ringiovanimento di vecchie cose. Esso illustra perfettamente il procedimento di eufemizzazione mediante aggettivo. Lo sviluppo durevole, sostenibile o sopportabile (su- stainable), portato alla ribalta alla Conferenza di Rio del giugno 1992, è un tale “fai da te” concettuale, che cambia le parole invece di cambiare le cose, una mostruosità verbale con la sua antinomia mistificatrice. Ma nello stesso tempo, con il suo successo universale, attesta la dominazione della ideologia dello sviluppo. Ormai la questione dello sviluppo non riguarda soltanto i paesi del Sud, ma anche quelli del Nord. Se la retorica pura dello sviluppo con la pratica legata dell’espertocrazia volontarista non ha più successo, il complesso delle credenze escatologiche in una prosperità materiale possibile per tutti e rispettosa dell’ambiente resta intatto. L’ideologia dello sviluppo manifesta la logica economica in tutto il suo rigore. Non c’è posto in questo paradigma per il rispetto della natura reclamato dagli ecologisti né per il rispetto dell’uomo reclamato dagli umanisti. Lo sviluppo realmente esistente appare allora nella sua verità. E lo sviluppo alternativo come un miraggio.
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Il Lavoro di una Forza

Il Lavoro di una Forza

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Il Lavoro Minorile

Il Lavoro Minorile

(contro il lavoro minorile); - Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.[r]

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Linea guida per i servizi al lavoro. Per il lavoro buono

Linea guida per i servizi al lavoro. Per il lavoro buono

l’opzione alla base di questa traccia di lavoro consiste nell’idea che il profilo dell’operatore debba poter essere espresso dall’attuale sistema professionale di CNOS-FAP, nel quale, da sempre, operano figure che dialogano con le aziende nelle più diverse occasioni: quando si tratta di pianificare/programmare l’offerta forma- tiva; nell’impostazione e messa a punto dei percorsi; nella definizione e realizza- zione di momenti di formazione-lavoro; nella gestione degli stage formativi e dei ti- rocini; nell’orientamento e inserimento degli allievi, oltreché, naturalmente, quando si tratta di rispondere a specifiche richieste delle aziende stesse (formazione degli addetti, inserimento degli apprendisti, e così via). l’idea dunque non è di acquisire al sistema nuove competenze specialistiche (ad esempio, in materia di consulenza aziendale), o di costruire ex novo un profilo di operatore di servizi alle imprese, ma di innestare/consolidare su competenze già detenute e diffuse nel sistema le cono- scenze e le capacità che servono per interfacciarsi efficacemente con le aziende e con gli specialisti di turno (es. selezionatori del personale, consulenti del lavoro).
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Legalità e Lavoro

Legalità e Lavoro

In mancanza del regolamento dai più si accolse l'interpretazione estensiva che ha portato a esentare dall'obbligo della costituzione della commissione di sorveglianza an[r]

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Privacy e rapporto di lavoro

Privacy e rapporto di lavoro

fattispecie tipizzate dal legislatore (controlli “intenzionali”, diretti esclusivamente a monitorare ed a controllare, tramite l’installazione di impianti audiovisivi, l’attività lavorativa, come tali vietati e controlli “preterintenzionali”, ovvero, finalizzati ad assolvere delle esigenze organizzative e produttive aziendali, possibili solo a seguito di uno specifico accordo sindacale) non sembrano pregiudicare la possibilità per il datore di lavoro di effettuare, lecitamente, un’attività di controllo che non sia dettata da esigenze produttive e organizzative e neanche volta a vigilare sull’attività lavorativa svolta dai dipendenti, ma, al contrario, mirata esclusivamente sulle possibili attività illecite compiute dai lavoratori. Attività che, proprio in quanto illecite e contrarie ai doveri gravanti sui lavoratori, si vengono a porre “al di fuori” del contesto lavorativo ed esulano, di conseguenza, dai precetti contenuti nell’articolo 4 della legge n. 300 del 1970. Con la conseguenza che, per tali attività di controllo, non sarebbe neanche necessaria l’attivazione della speciale procedura disciplinata dal secondo comma della norma statutaria.
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