Top PDF Lo spread nel sistema economico statunitense: una verifica empirica

Lo spread nel sistema economico statunitense: una verifica empirica

Lo spread nel sistema economico statunitense: una verifica empirica

Nello specifico possiamo dire che, nel primo sottoperiodo si nota una certa difficoltà degli imprenditori a raggiungere i mercati finanziari. L’output gap è definito dall’attività di imprese, e sembra che questa capacità produttiva sia spiegata maggiormante dal giudizio delle società di rating (dallo spread) e quindi dalla capacità di attirare loro stessi capitale per autofinanziare (quindi per produrre) anziché loro andare in cerca di risorse e di capitale dal mercato finanziario, inteso come tasso di interesse determinato dalla banca centrale americana.
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Spread dei tassi di interesse e dinamica dell'inflazione:   una  verifica empirica per l'euro area

Spread dei tassi di interesse e dinamica dell'inflazione: una verifica empirica per l'euro area

Facendo un confronto fra le statistiche descrittive del breve e del lungo per iodo e tenendo conto di queste osservazioni si può dire che la maggiore variabilità si osserva per il breve periodo (la deviazione standard è pari a 2,66244), mentre la minore variabilità si osserva per il breve periodo (in cui la deviazione standard è pari a 2,03672 ) e per lo spread di tasso(la deviazione è=1,17935); anche se in realtà la deviazione standard sei due periodi non si. stacca di molto. 

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Regole di Taylor ed indicatori finanziari: una verifica empirica per gli Stati Uniti

Regole di Taylor ed indicatori finanziari: una verifica empirica per gli Stati Uniti

Nel primo l’inflazione non risulta mai significativa. Questo risultato è coerente con la politica economica adottata fino al 1979, politica che non contemplava l’idea di manipolare direttamente o indirettamente l’inflazione. I tre ritardi della dipendente inseriti nel modello indicano poi che venivano tenuti molto in considerazione i valori del tasso di interesse nominale dei periodo precedenti. La stessa cosa vale per l’output, mai significativo al tempo della dipendente, ma sempre con uno o due ritardi, e per lo spread, per cui bisogna arrivare a 2 e 3 ritardi per avere risultati significativi. Il tasso di interesse nominale di lungo periodo, infine, non risulta mai significativo. Entrambi i modelli analizzati hanno i coefficienti delle variabili significativi; se ci si basa sul valore dell’ R 2 corretto, però, il modello migliore è il secondo, ossia quello che vede l’aggiunta della variabile spread. Tuttavia va ricordato che le conclusioni tratte per il primo sottocampione si basano su un totale di sole 27 osservazioni: ci vuole cautela, quindi, nel generalizzare.
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"Inflazione salariale e disoccupazione: una verifica empirica per gli usa"

"Inflazione salariale e disoccupazione: una verifica empirica per gli usa"

rischiose, che provoca un aumento consistente dell’inflazione salariale. Questo è plausibile poiché quando lo spread finanziario diminuisce gli imprenditori hanno più facilità a chiedere finanziamenti (la concorrenza aumenta), e quindi l’inflazione salariale aumenta. Un calo di questa variabile comporta una diminuzione del tasso applicato a imprese rischiose e aumenta invece quello applicato a imprese non rischiose. Quindi lo spread è un numero importante che va a determinare il tasso di interesse totale e giustamente se questo diminuisce le imprese chiedono prestiti più facilmente e questo comporta un aumento della domanda e una concorrenza tra imprese che porterà ad un aumento, non istantaneo, dei salari.
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Il sistema di finanziamento degli enti territoriali: strumenti e tecniche di gestione innovativi: una verifica empirica

Il sistema di finanziamento degli enti territoriali: strumenti e tecniche di gestione innovativi: una verifica empirica

L’acquisto di un’opzione cap o la vendita di un’opzione floor non necessariamente deve essere associata ad un interest rate swap. Un ente può ridurre il rischio associato ad un indebitamento a tasso variabile mediante un’opzione cap che fissa un tetto massimo al tasso da pagare e, contemporaneamente, continuare a sfruttare i vantaggi di pagare interessi indicizzati a parametri attuali inferiori rispetto alle attese di rialzo dei tassi nel medio-lungo termine. Qualora durante il periodo di durata dell’operazione, il valore del tasso variabile superi il tetto fissato nel contratto, la differenza tra il tasso variabile da pagare e il tetto previsto dal cap verrebbe azzerato da un versamento compensativo da parte dell’intermediario che ha venduto l’opzione, infatti le opzioni come gli swap non modificano il contratto principale. Come già evidenziato, le opzioni hanno un costo pagabile o all’atto dell’acquisto o come maggiorazione sullo spread. Generalmente, per ridurre il costo dell’opzione cap, ad essa si affianca un’opzione floor, ossia una soglia minima di interessi che l’ente si impegna a pagare all’intermediario nel caso in cui i tassi scendano al di sotto di tale soglia. Pertanto, l’ente acquista il cap per assicurare il proprio indebitamento da eventuali aumenti dei tassi mentre vende il floor per ridurre, mediante l’incasso del premio, il costo pagato con il cap.
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Ruolo dello shock all'inflazione tendenziale per il ciclo economico: una verifica empirica con dati USA

Ruolo dello shock all'inflazione tendenziale per il ciclo economico: una verifica empirica con dati USA

Anche in Castelnuovo (2010, 2011, 2012) viene studiato il ruolo attribuito al sistema monetario e agli shock macroeconomici e la loro influenza sull’andamento della volatilità dell’inflazione. Si scopre che gli shock dei trend inflazionistici sono una variabile chiave per capire sia l’evoluzione dell’inflazione che quella del gap inflazionistico mentre shock dell’output gap influiscono maggiormente sulla volatilità del ciclo economico. Viene utilizzato anche in questo caso un modello New-Keynesiano diviso in due sottocampione che rispecchiano gli stessi periodi della “Grande Inflazione” e della “Grande Moderazione”. Svolgendo un’analisi con tecniche Bayesiane si è concluso che: primo il modello stimato è in grado di replicare la caduta dell’inflazione e della volatilità dell’output che si erano osservate; secondo in termini di volatilità del gap inflazionistico il modello suggerisce un più ampio calo rispetto alla singola inflazione, questo è dovuto alle più piccole fluttuazioni del trend di inflazione nel periodo della Grande Moderazione; terzo viene stimata una politica monetaria più aggressiva che ha portato sicuramente ad una discesa del’inflazione ma ha creato un trade-off in quanto tale diminuzione ha fatto aumentare l’output gap. Concludendo, le variazioni del target di inflazione da parte della Fed sono fondamentali per capire le dinamiche inflazionistiche del periodo considerato inoltre, anche gli shock dell’output gap non sono da trascurare.
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Interazioni tra stress finanziario, ciclo economico, inflazione, epolitica monetaria: una verifica empirica per gli Stati Uniti

Interazioni tra stress finanziario, ciclo economico, inflazione, epolitica monetaria: una verifica empirica per gli Stati Uniti

La funzione di risposta a impulso descrive la reazione nel tempo di una variabile in relazione ad uno shock temporaneo (della durata di un periodo) di un’altra variabile in un sistema dinamico che coinvolge anche altre variabili. In particolare si tratta di seguire e misurare l’effetto di uno shock esogeno o innovazione in una delle variabili su una o più altre variabili. Dato che abbiamo ipotizzato che tra gli errori non c’è correlazione, gli shock sono ortogonali, cioè non si può verificare che uno shock in una variabile sia accompagnato da uno shock in un’altra variabile. Le densità di queste funzioni sono calcolate campionando 500 vettori di realizzazioni dei parametri stimati e simulando per ogni vettore la funzione d'impulso-risposta. Insieme a queste funzioni nei grafici sono riportati anche il quinto e il novantacinquesimo percentile. Nel nostro caso, sono presenti quattro shock, vediamo come impattano sulle nostre serie.
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Influenza della fed sulla ecb: una verifica empirica

Influenza della fed sulla ecb: una verifica empirica

Dopo 4 anni la FED (Federal Reserve) ha tagliato a settembre scorso i tassi in Usa dello 0.5% portandoli, quindi, al 4.75% rispetto al 5.25% precedente, modificando, di fatto, l’orientamento della politica monetaria economica. Un taglio che comporta un più facile ed economico accesso al credito, secondo Ben Bernanke, potrebbe portare a significativi miglioramenti anche in un mercato turbolento come quello del settore dei mutui e dei prestiti e mutui subprime e migliorare, di fatto, l’attuale situazione della congiuntura dell’economia statunitense e del sistema economico.
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Ruolo dell'incertezza di politica economica per il ciclo economico americano: una verifica empirica

Ruolo dell'incertezza di politica economica per il ciclo economico americano: una verifica empirica

L’obiettivo principale della Federal Reserve è quello di gestire la politica monetaria statunitense, influenzando le condizioni creditizie e monetarie dell’economia nazionale e agendo sulla stabilità dei prezzi e sui tassi di interesse a lungo termine al fine di rendere il sistema finanziario e bancario più stabile, proteggendo i diritti degli utenti.

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Legge di Okun: una verifica empirica per gli Stati Uniti, 1967-2006

Legge di Okun: una verifica empirica per gli Stati Uniti, 1967-2006

La legge di Okun deve il suo nome ad Arthur Okun (1928-1980), economista statunitense, professore di economia a Yale che ricoprì importanti posizioni come quella di consigliere economico del Presidente degli Stati Uniti, L.B. Johnson, verso la fine degli anni sessanta. Affermatosi nel campo della macroeconomia applicata, Okun ha operato anche in numerosi organismi pubblici e presso la Brookings Institutions 1 .

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Shock alle aspettative e ciclo economico: una verifica empirica per gli Stati Uniti

Shock alle aspettative e ciclo economico: una verifica empirica per gli Stati Uniti

La stima bayesiana sta diventando sempre più frequente in ambito macroeconomico. Ci sono moltissimi vantaggi nella stima di un modello con metodi bayesiani. Prima di tutto essa si adatta perfettamente a risolvere i modelli DSGE al contrario della stima GMM (stima di verosimiglianza generalizzata) la quale è basata su particolari relazioni di equilibrio come ad esempio l'equazione di Eulero nel consumo. Allo stesso modo, la stima nella teoria bayesina è basata sulla verosimiglianza generata dal sistema del modello DSGE, piuttosto che la più indiretta discrepanza tra il DSGE implicato e la IRF (funzione di risposta d'impulso) dei VAR. Se il modello è interamente mal specificato, stimare usando le tecniche bayesiane potrebbe creare degli svantaggi.
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Ruolo dei componenti della domanda aggregata nella spinta all'inflazione: una verifica empirica

Ruolo dei componenti della domanda aggregata nella spinta all'inflazione: una verifica empirica

L'inflazione, in economia, indica un generale aumento continuo dei prezzi di beni e servizi, in un dato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere di acquisto della moneta. Con l'innalzamento dei prezzi, ogni unità monetaria potrà comprare meno beni e servizi; conseguentemente l'inflazione è anche un ¶erosione del potere di acquisto. Esistono molteplici cause di questo fenomeno: può essere determinato da un eccesso di liquidità, oppure da una crescita dei costi di produzione «PDWLSLFDPHQWHTXDQGRVL parla di inflazione si pensa ad una crescita GHOO¶RIIHUWD GL PRQHWD VXSHULRUH DOOD domanda; ciò stimola la domanda di beni e servizi portandola DOO¶HFFHVVR ULVSHWWR DOO¶RIIHUWD da parte del sistema economico.
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Impatto delle variabili globali sulla  previsione dell'inflazione: una verifica  empirica per il caso statunitense

Impatto delle variabili globali sulla previsione dell'inflazione: una verifica empirica per il caso statunitense

A differenza del country-centric, un approccio globe-centric prevede che i beni prodotti in paesi differenti siano sostituibili tra loro e che i mercati siano globalmente integrati. L’eccesso di domanda domestica quindi non è più in grado di spiegare pienamente il tasso di inflazione ma viene sostituito dall’eccesso della domanda costruita tramite un ipotetico sistema economico mondiale. Questo vuol dire che un basso livello di domanda per un dato prodotto in un paese, può essere assorbito da un alto livello di domanda proveniente da un paese differente. La mobilità di lavoro e capitale può aiutare a rilevare una pressione sui prezzi settoriali, mentre il solo tasso di cambio non è più ritenuto una statistica sufficiente ad assorbire le influenze straniere.
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Ruolo della moneta per il ciclo economico statunitense: una verifica empirica

Ruolo della moneta per il ciclo economico statunitense: una verifica empirica

Da notare che nell’articolo la curva LM, che serve a determinare l’equilibrio nel mercato monetario, non viene tenuta in considerazione ma è sostituita con la descrizione di come i policymarkes stabiliscono un tasso d’interesse di equilibrio 3 . Tutte e tre queste equazioni sono importanti per l’analisi e lo studio dell’andamento economico in un paese. La curva di Phillips per esempio ci permette di capire come l’autorità di politica monetaria affronta un trade-off quando interviene per combattere l’inflazione 4 .

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Isteresi nella disoccupazione: una verifica empirica per il caso statunitense

Isteresi nella disoccupazione: una verifica empirica per il caso statunitense

Dal punto di vista della teoria economica sbalzi di capacit`a occupazionale del sistema hanno fatto emergere una perdita di fiducia nelle capacit`a interpreta- tive dei modelli tradizionali. Dato che il modello keynesiano di base sembra non essere pi` u in grado di spiegare quanto sta succedendo, nonostante le cor- rezioni apportate alle curve di Phillips, si sono instaurate principalmente tre nuove linee di ricerca.

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Il ruolo della moneta nel sistema economico inglese: una verifica empirica con un modello Var

Il ruolo della moneta nel sistema economico inglese: una verifica empirica con un modello Var

Kuttner e Friedman (1992,1996), Estella e Mishkin (1997) trovano empiricamente che il ruolo predittivo della moneta per la produzione e l’inflazione è sparito dall’sistema economico ame- ricano dopo gli anni 80, a causa del comportamento irregolare della velocità della moneta. Altri invece, come Feldstein (1993), ritengono che la moneta giochi un ruolo fondamentale nel prevedere la fluttuazione della produzione, che non si riesce a prevedere da valori di produ- zione, prezzi e tassi d’interesse.

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Disuguaglianza sociale e politica monetaria americana: una verifica empirica

Disuguaglianza sociale e politica monetaria americana: una verifica empirica

essere spiegata in differenti modi, tra i quali: l’incertezza sullo stato dell’economia del paese e sugli effetti della politica monetaria; la mancanza di informazioni che determina delle rilevazioni imprecise dei dati economici e di un difficile studio delle previsioni; l’attendibilità della comunicazione tra privati e Banca Centrale per garantire la stabilità del mercato. Infatti ampie fluttuazioni del tasso di interesse sono costose perché rendono instabile il mercato finanziario come conseguenza di una perdita di fiducia sul controllo dell’economia e di credibilità verso gli obiettivi della banca. Un intervento forte e immediato per contrastare gli shock di domanda e offerta potrebbe causare reazioni negative su tutto il sistema economico. Azioni di politica monetaria di carattere preventivo sono difficili da giustificare sulla base di previsioni. Di conseguenza i policymakers sono costretti ad aspettare fino a quando gli shock si riflettono sull’inflazione ed il PIL contemporaneamente.
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Sulla relazione credito-consumo: una verifica empirica per  il caso statunitense

Sulla relazione credito-consumo: una verifica empirica per il caso statunitense

comunemente dovute al voler aumentare l'efficienza ed incrementare la clientela, ampliando sia la copertura geografica che la gamma di prodotti offerti. Tramite le economie di scala e di gamma ottenute, le fusioni possono aumentare l'efficienza e grazie anche alla riduzione del management meno efficiente, potenzialmente anche concorrere a una diversificazione del portafoglio, migliorando così notevolmente la performance nel sistema bancario. Il membro del Comitato Esecutivo della BCE Lorenzo Bini Smaghi, in una conferenza tenutasi a Firenze nel dicembre 2007, ha dimostrato come in termini di volume di credito i cambiamenti subiti dalle istituzioni bancarie siano stati rilevanti, come abbiano
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Borsa e ciclo economico: una verifica empirica per il caso  statunitense

Borsa e ciclo economico: una verifica empirica per il caso statunitense

L’analisi è cominciata con lo studio del modello proposto da Nisticò, ovvero dal periodo che va dal 1981 al 2006, dove gli indici di borsa risultavano non influenti nel reddito americano[r]

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Regole di politica fiscale:una verifica empirica con dati
italiani.

Regole di politica fiscale:una verifica empirica con dati italiani.

Per quanto riguarda il breve periodo il governo sceglie solitamente un livello di spesa(e di entrate)che mantenga in equilibrio nel tempo il bilancio del settore pubblico. In teoria `e desiderabile che il bilancio del settore pubblico abbia una certa flessibilit`a nel breve periodo, a seconda delle fasi del ciclo economico. Ossia che vi sia un certo disavanzo durante fasi di recessione, ed un corrispondente avanzo durante le fasi di espansione. In altre parole, `e normale e desiderabile che la politica fiscale abbia un andamento anticiclico perch`e con ci`o contribuisce a stabilizzare il ciclo economico. Ma come ottenere questo andamento economico del bilancio pubblico?
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