Definizione della nozione di «prodotti originari»

Nel documento Rapporto. del 15 gennaio Onorevoli presidenti e consiglieri, (pagine 145-152)

Art. 2 Disposizioni generali

1. Ai fini del presente Accordo, i seguenti prodotti si considerano originari del Regno Unito:

(a) i prodotti interamente ottenuti o fabbricati nel Regno Unito ai sensi dell’ar-ticolo 5; e

(b) i prodotti fabbricati nel Regno Unito utilizzando materiali non interamente ottenuti o fabbricati sul suo territorio, a condizione che detti materiali siano stati oggetto nel Regno Unito di lavorazioni o trasformazioni sufficienti con-formemente all’articolo 6.

2. Ai fini del presente Accordo, i prodotti che seguono si considerano originari della Svizzera:

(a) i prodotti interamente ottenuti o fabbricati in Svizzera ai sensi dell’arti-colo 5; e

(b) i prodotti fabbricati in Svizzera utilizzando materiali non interamente ottenu-ti o fabbricaottenu-ti sul suo territorio, a condizione che detottenu-ti materiali siano staottenu-ti oggetto in Svizzera di lavorazioni o trasformazioni sufficienti conformemen-te all’articolo 6.

Art. 3 Cumulo nel Regno Unito

1. Fatto salvo l’articolo 2 paragrafo 1 sono considerati originari del Regno Unito i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari della Svizzera (com-preso il Liechtenstein17), dell’Islanda, della Norvegia, della Turchia o dell’Unione

17 In considerazione dell’Unione doganale tra Liechtenstein e Svizzera, i prodotti originari del Liechtenstein sono considerati originari della Svizzera.

europea, a condizione che tali materiali siano stati sottoposti nel Regno Unito a lavorazioni o trasformazioni più complesse rispetto alle operazioni di cui all’arti-colo 7. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.

2. Fatto salvo l’articolo 2 paragrafo 1 sono considerati originari del Regno Unito i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari di uno dei Paesi di cui all’allegato A al presente Protocollo, a condizione che tali materiali siano stati sottoposti nel Regno Unito a lavorazioni o trasformazioni più complesse rispetto alle operazioni di cui all’articolo 7. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.

3. Fatto salvo l’articolo 2 paragrafo 1 le lavorazioni o trasformazioni eseguite in Islanda, Norvegia o nell’Unione europea si considerano eseguite nel Regno unito quando i prodotti fabbricati vengono sottoposti nel Regno Unito a successive lavo-razioni o trasformazioni più complesse rispetto alle opelavo-razioni di cui all’articolo 7.

4. Quando le lavorazioni o le trasformazioni effettuate all’interno del Regno Unito non vanno oltre le operazioni di cui all’articolo 7, il prodotto fabbricato è considera-to originario del Regno Uniconsidera-to ai fini del cumulo di cui ai paragrafi 1 e 2 soltanconsidera-to se il valore ivi aggiunto è superiore al valore dei materiali utilizzati originari di uno degli altri Paesi. In caso contrario, il prodotto fabbricato è considerato originario del Paese che ha conferito il maggior valore in materiali originari utilizzati nella fabbricazione nel Regno Unito.

5. Quando le lavorazioni o trasformazioni effettuate nel Regno Unito non vanno oltre le operazioni di cui all’articolo 7, il prodotto fabbricato è considerato originario del Regno Unito ai fini del cumulo di cui al paragrafo 3, soltanto se il valore ivi aggiunto è superiore al valore aggiunto in uno degli altri Paesi.

6. I prodotti originari di uno dei Paesi di cui ai paragrafi 1 e 2 che non sono sotto-posti ad alcuna lavorazione o trasformazione nel Regno Unito conservano la loro origine quando vengono esportati in uno di questi Paesi.

7. Il cumulo di cui al presente articolo può essere applicato soltanto a condizione che:

(a) un accordo commerciale preferenziale ai sensi dell’articolo XXIV dell’Ac-cordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio199418 sia in vigore tra i Paesi che partecipano all’acquisizione del carattere originario e il Paese di destinazione;

(b) i materiali e i prodotti abbiano acquisito il carattere originario con l’applica-zione di norme di origine identiche a quelle previste dal presente Protocollo;

e

(c) le Parti abbiano pubblicato notifiche indicanti il rispetto dei requisiti neces-sari al fine dell’applicazione del cumulo.

8. Il Regno Unito fornisce alla Svizzera i dettagli degli accordi comprensivi di date di entrata in vigore e rispettive norme di origine applicate per gli altri Paesi di cui ai paragrafi 1 e 2.

Art. 4 Cumulo in Svizzera

1. Fatto salvo l’articolo 2 paragrafo 2 sono considerati originari della Svizzera i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari del Regno Unito, dell’Islanda, della Norvegia, della Turchia o dell’Unione europea, a condizione che tali materiali siano stati sottoposti dalla Svizzera a lavorazioni o trasformazioni più complesse rispetto alle operazioni di cui all’articolo 7. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.

2. Fatto salvo l’articolo 2 paragrafo 2 sono considerati originari della Svizzera i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari di uno dei Paesi di cui all’allegato A al presente Protocollo, a condizione che tali materiali siano stati sottoposti in Svizzera a lavorazioni o trasformazioni più complesse rispetto alle operazioni di cui all’articolo 7. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.

3. Quando le lavorazioni o le trasformazioni effettuate in Svizzera non vanno oltre le operazioni di cui all’articolo 7, il prodotto fabbricato è considerato originario della Svizzera soltanto se il valore ivi aggiunto è superiore al valore dei materiali utilizzati

18 Le Parti riconoscono il fine di mantenere i diritti e gli obblighi in essere tra di loro e che è prevista la conclusione di un accordo commerciale preferenziale tra Regno Unito e Unio-ne europea conformemente all’art. XXIV dell’Accordo geUnio-nerale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994. Alla luce di questo, fino a che quell’accordo non sarà applicabile, è possibile continuare ad applicare anche il cumulo (di cui ai par. 1–6 del presente articolo) riferito all’Unione europea per un periodo di transizione di tre anni, a condizione che il Regno Unito e l’Unione europea si accordino su disposizioni in materia di cooperazione amministrativa tali da garantire la corretta applicazione del presente articolo e che tra la Svizzera e l’Unione europea sia applicabile un accordo commerciale preferenziale in con-formità all’art. XXIV dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994.

Entro e non oltre sei mesi prima dello scadere del periodo di transizione le Parti devono avviare consultazioni sull’opportunità di una proroga. Mediante decisione del comitato misto è possibile modificare la presente disposizione e prolungare il periodo di transizio-ne. Se viene richiesta una modifica in questo senso, le Parti devono puntare a formulare disposizioni in grado di generare benefici non inferiori per i loro scambi.

originari di uno degli altri Paesi di cui ai paragrafi 1 e 2. In caso contrario, il prodot-to fabbricaprodot-to è consideraprodot-to originario del Paese che ha conferiprodot-to il maggior valore in materiali originari utilizzati nella fabbricazione in Svizzera.

4. I prodotti originari di uno dei Paesi di cui ai paragrafi 1 e 2 che non sono sottopo-sti ad alcuna lavorazione o trasformazione in Svizzera conservano la loro origine quando vengono esportati in uno di questi Paesi.

5. Il cumulo di cui al presente articolo può essere applicato soltanto a condizione che:

(a) un accordo commerciale preferenziale ai sensi dell’articolo XXIV dell’Ac-cordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio19 sia in vigore tra i Paesi che partecipano all’acquisizione del carattere originario e il Paese di destinazione;

(b) i materiali e i prodotti abbiano acquisito il carattere originario con l’ap-plicazione di norme di origine identiche a quelle previste dal presente Proto-collo; e

(c) le Parti abbiano pubblicato notifiche indicanti il rispetto dei requisiti neces-sari al fine dell’applicazione del cumulo.

6. La Svizzera fornisce al Regno Unito i dettagli degli accordi comprensivi di date di entrata in vigore e rispettive norme di origine applicate per gli altri Paesi di cui ai paragrafi 1 e 2.

Art. 5 Prodotti interamente ottenuti o fabbricati

1. I seguenti prodotti si considerano interamente ottenuti o fabbricati in Svizzera o nel Regno Unito:

(a) prodotti minerari estratti dal suolo o dal fondo marino;

(b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;

(c) gli animali vivi ivi nati e allevati;

(d) i prodotti che provengono da animali vivi ivi allevati;

(e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;

19 Le Parti riconoscono il fine di mantenere i diritti e gli obblighi vigenti tra di loro e che è prevista la conclusione di un accordo commerciale preferenziale tra Regno Unito e Unio-ne europea conformemente all’art. XXIV dell’Accordo geUnio-nerale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994. Alla luce di questo, fino a che quell’accordo non sarà applicabile, è possibile continuare ad applicare anche il cumulo (di cui ai par. 1–4 del presente articolo) riferito all’Unione europea per un periodo di transizione di tre anni, a condizione che il Regno Unito e l’Unione europea si accordino su disposizioni in materia di cooperazione amministrativa tali da garantire la corretta applicazione del presente articolo e che tra la Svizzera e l’Unione europea sia applicabile un accordo commerciale preferenziale in con-formità all’art. XXIV dell’Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994.

Entro e non oltre sei mesi prima dello scadere del periodo di transizione le Parti devono avviare consultazioni sull’opportunità di una proroga. Mediante decisione del comitato misto è possibile modificare la presente disposizione e prolungare il periodo di transizio-ne. Se viene richiesta una modifica in questo senso, le Parti devono puntare a formulare disposizioni in grado di generare benefici non inferiori per i loro scambi.

(f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare, al di fuori delle acque territoriali delle Parti con le loro navi;

(g) i prodotti ottenuti a bordo delle loro navi officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera f);

(h) gli articoli usati ivi raccolti che possono servire soltanto al recupero delle materie prime, compresi i pneumatici usati che possono servire soltanto per la rigenerazione o essere utilizzati come cascami;

(i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;

(j) i prodotti estratti dal suolo o dal sottosuolo marino ubicato fuori dalle loro acque territoriali, purché esercitino a fini di sfruttamento diritti esclusivi su tale suolo o sottosuolo;

(k) le merci ivi fabbricate esclusivamente a partire da prodotti di cui alle let-tere a–j.

2. Le espressioni «le loro navi» e «le loro navi officina» di cui al paragrafo 1 let-tere f e g si applicano soltanto nei confronti delle navi e delle navi officina:

(a) che sono immatricolate o registrate in Svizzera o nel Regno Unito;

(b) che battono bandiera della Svizzera o del Regno Unito;

(c) che appartengono, in misura non inferiore al 50 per cento, a cittadini svizze-ri, del Regno Unito o di uno Stato membro dell’Unione europea o ad una società la cui sede principale è situata in uno di questi Stati, il cui dirigente o i cui dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza nonché la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini del Regno Unito, di uno Stato membro dell’Unione europea o della Svizzera e di cui, inoltre, per quanto riguarda le società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno metà del capitale appartiene agli Stati interessati o a enti pubblici o a cittadini di tali Stati;

(d) il cui comandante e i cui ufficiali sono tutti cittadini della Svizzera, del Regno Unito o di uno Stato membro dell’Unione europea; e

(e) il cui equipaggio è composto, per almeno il 75 per cento, da cittadini della Svizzera, del Regno Unito o di uno Stato membro dell’Unione europea.

Art. 6 Prodotti sufficientemente lavorati o trasformati

1. Ai fini dell’articolo 2 i prodotti non interamente ottenuti o fabbricati si conside-rano sufficientemente lavorati o trasformati quando sono soddisfatte le condizioni stabilite nell’elenco dell’allegato II incorporato.

Le condizioni di cui all’allegato II incorporato indicano, per tutti i prodotti coperti dal presente Accordo, le lavorazioni e le trasformazioni che devono essere effettuate sui prodotti non originari utilizzati nella fabbricazione; esse si applicano unicamente a tali materiali. Ne consegue che, se un prodotto che ha acquisito il carattere origina-rio perché soddisfa le condizioni indicate nell’elenco ed è impiegato nella fabbrica-zione di un altro prodotto, le condizioni applicabili al prodotto in cui esso è

incorpo-rato non gli si applicano e non si tiene alcun conto dei materiali non originari even-tualmente impiegati nella sua fabbricazione.

2. In deroga al paragrafo 1, i materiali non originari che, in base alle condizioni indicate nell’allegato II incorporato, non possono essere utilizzati nella fabbricazio-ne di un prodotto possono tuttavia esserlo a condiziofabbricazio-ne che:

(a) il loro valore totale non superi il 10 per cento del prezzo franco fabbrica del prodotto; e

(b) l’applicazione del presente paragrafo non comporti il superamento di alcuna delle percentuali indicate nell’allegato II incorporato con riguardo al valore massimo dei materiali non originari.

Il presente paragrafo non si applica ai prodotti di cui ai capitoli 50–63 del sistema armonizzato.

3. I paragrafi 1 e 2 si applicano fatto salvo l’articolo 7.

Art. 7 Lavorazioni o trasformazioni insufficienti

1. Fatto salvo il paragrafo 2 si considerano insufficienti a conferire il carattere originario, a prescindere dal rispetto dei requisiti dell’articolo 6, le seguenti lavora-zioni o trasformalavora-zioni:

(a) le operazioni di conservazione per assicurare che i prodotti restino in buone condizioni durante il trasporto e il magazzinaggio;

(b) la scomposizione e la composizione di confezioni;

(c) il lavaggio, la pulitura, la rimozione di polvere, ossido, olio, pittura o altri rivestimenti;

(d) la stiratura o la pressatura di prodotti tessili;

(e) semplici operazioni di pittura e lucidatura;

(f) la mondatura, l’imbianchimento parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso;

(g) le operazioni per colorare lo zucchero o formare zollette di zucchero;

(h) la sbucciatura, la snocciolatura, la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e ver-dura;

(i) l’affilatura, la semplice levigatura o il semplice taglio;

(j) il vaglio, la cernita, la selezione, la classificazione, la gradazione, l’assorti-mento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli);

(k) le semplici operazioni di riempimento di bottiglie, lattine, boccette, borse, casse o scatole, o di fissaggio a supporti di cartone o tavolette e ogni altra semplice operazione di condizionamento;

(l) l’apposizione o la stampa di marchi, etichette, logo o altri segni distintivi analoghi sui prodotti o sui loro imballaggi;

(m) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse;

(n) la miscela dello zucchero con qualsiasi altra sostanza;

(o) il semplice assemblaggio di parti di articoli allo scopo di formare un articolo completo o la scomposizione di prodotti in parti;

(p) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere a–n;

(q) la macellazione di animali.

2. Nel determinare se la lavorazione o trasformazione cui è stato sottoposto un determinato prodotto debba essere considerata insufficiente ai sensi del paragrafo 1 si tiene complessivamente conto di tutte le operazioni eseguite in Svizzera o nel Regno Unito su quel prodotto.

Art. 8 Unità di riferimento

1. L’unità di riferimento per l’applicazione del presente Protocollo è l’unità di riferimento di ogni prodotto per determinare la classificazione nella voce del sistema armonizzato.

Ne consegue che:

(a) quando ogni gruppo o complesso di prodotti che secondo il sistema armo-nizzato è classificato in un’unica voce, l’intero complesso costituisce l’unità di riferimento; e

(b) quando una spedizione consiste in un certo numero di prodotti fra loro iden-tici, classificati nella medesima voce del sistema armonizzato, ogni prodotto va considerato singolarmente.

2. Se gli imballaggi secondo la regola generale n. 5 del sistema armonizzato sono classificati come il prodotto che contengono, per la determinazione dell’origine essi sono trattati come il prodotto.

Art. 9 Accessori, pezzi di ricambio e utensili

Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili che vengono consegnati con un’at-trezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo, che fanno parte del suo normale equipaggiamento e sono inclusi nel suo prezzo o per i quali non viene emessa una fattura distinta, si considerano un tutto unico con l’attrezzatura, la mac-china, l’apparecchio o il veicolo in questione.

Art. 10 Assortimenti

Gli assortimenti, definiti ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, si considerano originari a condizione che tutti i prodotti che li compongono siano ori-ginari. Tuttavia, un assortimento composto di prodotti originari e non originari è considerato originario nel suo insieme a condizione che il valore dei prodotti non originari non superi il 15 per cento del prezzo franco fabbrica dell’assortimento.

Art. 11 Elementi neutri

Per determinare se un prodotto è originario non occorre determinare l’origine dei seguenti elementi eventualmente utilizzati per la sua fabbricazione:

(a) energia e combustibile;

(b) impianti e attrezzature;

(c) macchine e utensili;

(d) merci che non entrano, né sono destinate a entrare, nella composizione finale dello stesso.

Nel documento Rapporto. del 15 gennaio Onorevoli presidenti e consiglieri, (pagine 145-152)