PREMESSA CON SCOPO
Il benessere animale, tema di recente sviluppo e di crescente interesse soprattutto da parte dei consumatori, ha influenzato fortemente le condizioni di allevamento, spingendo gli allevatori verso nuove forme di management più “rispettose” delle esigenze e quindi della qualità di vita degli animali. Come risposta a una sensibilità maggiore nei riguardi della condizione di vita in allevamento e della gestione dell’ambiente (Tartari 2001), la stessa comunità europea ha emanato direttive e norme, intese a migliorare una serie di parametri (densità, trasporto, condizione dei vitelli) che nell’ambito del sistema intensivo erano stati interpretati in un’ottica di massimizzazione delle prestazioni e riduzione dei costi di produzione. Questo diverso atteggiamento, pur tenendo conto delle esigenze produttive, non trascura le esigenze degli animali, non più considerati solo come prodotti dell’allevamento, ma come esseri senzienti e in quanto tali, capaci di soffrire (Trattato di Amsterdam, 1997). Dalla parte dei consumatori si è inoltre riscontrato un crescente interesse per aspetti come la salubrità e la qualità dell’alimento piuttosto che per la quantità, giustificando, per buona parte di essi, il rialzo dei prezzi (Erbanni, 2006). Lo sviluppo del concetto di “Welfare” comporta inevitabilmente, per un maggiore rispetto nei confronti degli animali e per soddisfare le esigenze dei consumatori, modifiche radicali, secondo una nuova concezione delle infrastrutture. La letteratura scientifica ci offre un gran numero di dati e di osservazioni riguardanti la condizione dei bovini da carne in allevamento intensivo: sovraffollamento delle stalle, scarsa mobilità degli animali, problemi di allontanamento e conseguente ristagno dei reflui, areazione insufficiente, elevata concentrazione di polveri e gas irritanti, sono solo alcuni dei problemi che si ripercuotono sulla salute dei soggetti e conseguentemente sulla qualità e salubrità dei prodotti. Proprio in risposta a queste esigenze, ai nuovi canoni emanati dalla comunità europea e alla luce dell’esperienza accumulata in trenta - quaranta anni, sono state sviluppate nuove tipologie di strutture: stalle aperte e semi-chiuse, lettiere in materiali sintetici, accorgimenti “intelligenti” riguardo all’areazione, all’illuminazione dei locali, alla minore densità, architettura dinamica in grado di adattarsi al clima o alle varie esigenze con automazioni e semplici gesti, sono solo alcune delle innovazioni introdotte dopo
accurati studi di ingegneristica edile sulla base dei nuovi presupposti dati dalla ricerca in materia di benessere animale. Questo lavoro si propone di dare una valutazione del livello di benessere riguardante due gruppi di bovini allevati all’interno della stessa azienda, ma alloggiati in strutture differenti per progettazione, stabulato “classico” o “stalla chiusa” e “stalla aperta”, avvalendosi di misurazioni climatiche, parametri emato-fisio-chimici e morfogenetici (zootecnici) e valutazione del livello di benessere tramite metodo ANI35L.