Testo completo

(1)

La Luce:

natura e modelli

L. Martina

Dipartimento di Fisica dell'Universita' e Sezione INFN, Lecce

Dove il mondo cessa di essere ribalta per ambizioni e desideri personali, dove noi, come esseri liberi,

lo osserviamo meravigliati, per indagarlo e contemplarlo, là entriamo nel dominio dell'arte e della scienza

Albert Einstein

(2)

Perche si vede ciò che si vede

¾Qual è la natura della luce

¾Quali le sue sorgenti

¾Quali le sue leggi

¾Come vediamo

(3)

Alcune Difficolta'

La luce sembra indissolubilmente legata alle sue sorgenti.

I fenomeni luminosi rimangono associati al processo di visione..

La luce svolge un ruolo subordinato agli oggetti

Solo le sorgenti luminose

sembrano essere soggette a moti,

non la luce stessa.

(4)

" I parametri fisici caratteristici sono fuori dai limiti della percezione umana.

" Dipendenza sensibile dalle proprietà del mezzo nel

quale si propaga la luce.

" Associazione delle immagini alle proprietà degli

oggetti .

" Astrazione del concetto di raggio luminoso

" Limiti di applicabilità dell'ottica geometrica

" La parola "luce" serve ad indicare sia una

sorgente sia la condizione della visibilità.

(5)

Tre discipline, Quattro componenti

FISIOLOGIA

• OTTICA FISICA

PSICOLOGIA

• Aspetto empirico

• Idee regolative

• Fondamenti metafisici

• Strumenti matematici

(6)

Schema OLISTICO

• Un dispositivo ottico

trasferisce, crea e deforma l’intera immagine

• l’immagine è una entità indivisibile in parti

componenti

• la localizzazione dell’immagine è

necessariamente una superficie

• l’osservatore è passivo

Schema ANALITICO

• La luce è una entità fisica soggetta a leggi specifiche riguardanti la sua natura e modalità di propagazione

• l’oggetto è suddivisibile in punti, ciascuno dei quali è una sorgente luminosa

• un dispositivo ottico

modifica il flusso di luce

proveniente da ogni singolo punto dell’oggetto

(7)

Periodo Classico

Ottica e Catottrica Euclide (~ 265 A.C.)

Post.1 Il raggio e' una linea retta di cui i mezzi toccano le estremita' Post.2 Tutto cio' che si vede, si vede secondo una direzione rettilinea

•Leucippo da Mileto (~ 420 A.C.): le Eidola

•Aristotele (384 – 322): moto attraverso un mezzo, l'Etere

•Erone di Alessandria (I sec. A.C.) : la Riflessione

•Claudio Tolomeo (II sec. d.C): la Rifrazione

•Galeno di Pergamo (II sec. d. C.) : l' Occhio Lumen e Lux

(8)

Periodo Medioevale

• Alkindi (813 – 873) : Astrazione di Raggio Luminoso

• Alhazen (965 – 1039) : Fisiologia dell’occhio,

Rifrazione, camera oscura, sovrapposizione r.l., eq.

immagini specchi piani e sferici

S

{ }

{ } l

D

AC SC

D

+

min =

C A

B’

D C F

θi θr

A’

C A” A

Immagine virtuale

S

S’

G. Keplero, Paralipomena ad Vitellionem (1604)

(9)

A

B

C C’

A B C D E F G

A’

A”

B’

B”

C’

C”

D’

D”

E’

E”

F’

F”

G’

G”

O

Problema della focalizzazione

(10)

• R. Grossatesta (1175-1253),

• R. Bacone (1214-’93)

• Witelo (1230 – 1292)

• N. Cusano (1401-’64)

• Teodorico di Friburgo (1250- 1310): De iride

• G.B. Della Porta, Magia

Naturalis (1589)

(11)

n

r i =

θ θ

sin

sin Legge di

Snell - Cartesio

(12)

I Fondatori dell’Ottica Geometrica

• G. Galilei (1564-1642): Nuncius Sidereus (1610)

• J. Kepler (1571-1630): Paralipomena ad Vitellionem (1604), Dioptrice (1611)

• R. Descartes (1596-1650): La dioptrique, De l’arc en ciel (1637) ,

teoria corpuscolare della luce

• P. De Fermat: Principio del tempo minimo (1650)

(13)

Il Principio di Fermat del tempo minimo

" Tra tutti i possibili cammini possibili per

andare da un punto ad un altro fissati, la luce seguirà quello che richiede il tempo più breve.

" La velocità della luce nei mezzi

otticamente più densi è minore di quella nel vuoto

A

B

γ1 γµιν

γ3

γ tγ

{ }

{ }

min

min

γ

γ

γ

t

(14)

La Rifrazione

A

B D

C

θi Ipotesi:

n caria

c

acqua =

acqua

aria E

F

CD x =

θr

( ) x

t

t

EC DF +O 2

t c

aria EC

= EC

c t c

aria acqua

DF

n DF DF =

=

DF n EC

piccolo

θ θ

i nx nx r

x

xsin

EDC

sin sin

DCF

sin

^

^ = = =

(

x 0

)

n

r

i =

θ θ

sin sin

>1 n

(15)
(16)

" Reciprocità dei cammini

" Indice di rifrazione assoluto e relativo:

"

" Propagazione in mezzi non omogenei

Applicazioni

Gradiente di densità realizzato

usando soluzioni acqua/zucchero con differenti concentrazioni

M. Branca et al., La Fisica nella Scuola, XXXIV n. 1(2001) 24

n n

n ij = i j n

n

n kj = ij ik

Miraggio inferiore Miraggio superiore

T T

(17)

L’arcobaleno

(18)

)

D = angolo di deflessione b=parametro d’urto

( ) b

D

D =

Interpretazione Cartesiana

dell’arcobaleno

(19)

138o

42o

Arco primario

0.2 0.4 0.6 0.8 1

b R 150

160 170 180

D

H

b

L

138

0.86

( )

b

D D =

(20)

50o

Arco secondario

0.95

( )

b

D D =

(21)

Dispersione della luce

E così la vera causa […] non si doveva ad altro che al fatto che la luce non è simile od omogenea, ma

consiste di raggi diversi, alcuni dei quali sono più rifrangibili degli altri; cosicché a parità di angolo di incidenza sullo stesso mezzo, alcuni saranno più

rifratti di altri […].

I. Newton, “A new theory about light and colours”

I. Newton (1642-1727): Optica (1670)

Teoria corpuscolare (moderata) della

luce

(22)

I Colori come le Note

• Cartesio: corpi luminiferi rotanti

• P. Grimaldi: Pshyco-Mathesis de

lumine, coloribus et iride (1665), la Diffrazione

Horror Vacui e Etere

• R. Hooke: Micrographya, i Colori corrispondono alle frequenze di

oscillazione dell’etere (1667)

• C. Huygens (1629-1625): principio

dei fronti d’onda, riflessione e rifrazione

(23)

Ipotesi ondulatoria della luce

Esperienza di Young (1803)

Linee nodali Linee di interferenza costruttiva

Interferenza di onde meccaniche

(24)

Diffrazione

A.J. Fresnel (1788 – 1827) F. Fraunhofer

(25)

m λ a

θ =

sin

(26)

Archi sovrannumerari e altro…

G.B. Airy (1801-1892)

(27)

Onde Luminose e Onde di Materia

(28)

Misura della velocità della luce

Metodo di Foucault - Michelson

relazione dei punti coniugati

t c s

= s = 2

(

b + f

)

t

= ω α

a oo ' = 2α

( )

' 4

OO

a f

c b +

= ω

f b

f a

1 1

1 + = +

α β

= 2

Sorgente

Sp. semitr.

Sp. rotante Sp. fisso

Lente conv.

a b

f

Vetrino grad.

O’ O

α β

ω

(29)

speed of light in vacuum

Value 299 792 458 m s

-1

Standard uncertainty (exact)

Relative standard uncertainty (exact)

Concise form 299 792 458 m s

-1

(30)

Polarizzazione

• E. L. Malus (1808),

• D. Brewster (1815)

Ipotetiche Proprietà dell’Etere: solido rigido, denso ma imponderabile, senza capacità di offrire attrito significativo ai corpi celesti

(31)

Maxwell e le Onde

t j E

B rot

B div

t E B

rot E div

∂ + ∂

=

=

− ∂

=

=

r r r

r r r r

0 0 0

0

0

ε µ µ

ε ρ

1 0

2 2 2

2

=

− ∂

t

f f c

Onde Hertziane (1887) 1864-’65

(32)

Michelson e Morley: cercando il vento di Etere (1881)

V

Risultao: Nessun vento di etere osservato!

(33)

Einstein I (1905)

¾La velocità della luce è indipendente dal moto della sorgente o del

ricevitore

¾Le leggi della Fisica sono le stesse in tutti sistemi di riferimento

( )

(

2 2

)

12

2 12 2 2

1

, ,

1

c V

x c V t t

z z

y y

c V

Vt x x

= −

′ =

′ =

= −

Trasformazioni di Lorentz

V

O O’

y’

y

z x

z’

x’

(34)

Spettro di Corpo Nero

ν h E=

Ipotesi di Planck dei Quanti

Previsione della termodinamica classica

Ipotesi di Plank (1900): per ogni data frequenza, il sistema materiale può scambiare con la radiazione multipli interi di un quanto fondamentale

ν

h

E =

(35)

Einstein II (1905)

• Effetto Fotoelettrico (Hertz (1887), Lenard (1901)

ν p λ h

h

E = , =

FOTONE

4

0

2 0 2

2

2

p c = m cm

fotone

=

E

(36)

Spettri di emissione luminosa

(37)

( θ )

λ

λ 1 / cos

c m

h

e

=

′ −

Effetto Compton

(1923)

(38)

QED

Alcuni successi di QED

Fenomeno Misura Calcolo

H

1057.862 1057.873 (MHz) Momenti magnetici

e 1.001159652193 1.001159652307 µ 1.001165923 1.001165920

203.3887 203.381 (GHz)

2 1 2 2

1

2 2

2 s p

+e e

0 1 1

3 1

1 S S

figura

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Riferimenti

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