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La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale vede l'immane lotta tra il nazifascismo e le altre concezioni politiche (liberalismo e comunismo). Con le sue decine di milioni di morti, è il conflitto più sanguinoso di tutti i tempi. Il suo esisto sancisce la fine dell'eurocentrismo e la nascita di un nuovo ordine mondiale, dominato da nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica.

SCHEDA La seconda guerra mondiale – I dati essenziali

Il problema delle responsabilità nello scoppio della seconda guerra mondiale è meno controverso, agli occhi degli storici, rispetto a quello relativo alla Grande guerra. Il conflitto venne provocato soprattutto dalla politica di aggressione e conquista della Germania nazista, anche se le altre potenze non furono immuni da colpe.

La guerra inizia il 1° settembre del 1939 con l’aggressione della Polonia da parte della Germania e, dopo una fase di sette mesi di stallo (“drole de guerre”), riprende con l’attacco ai paesi del Nord.

I primi due anni, dei sette complessivi in cui si estende il conflitto (1939-45), sono segnati dalla prevalenza della Germania e della Russia. Ma, a partire dal 1941 - con la rottura dell’alleanza tra la Germania e la Russia e l’ingresso in guerra degli Usa, dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor - si verifica una svolta che vedrà il dilatarsi del conflitto (le operazioni militari si estenderanno nel Pacifico, dove la guerra avrà un carattere essenzialmente aeronavale, combattuta sulle portaerei, di isola in isola e di arcipelago in arcipelago) e il prevalere delle potenze ostili alla Germania.

Con lo sbarco in Sicilia degli alleati (10 luglio 1943) e con il successivo sbarco in Normandia (6 giugno 1944), ha inizio la fase finale del conflitto, che porterà alla capitolazione della Germania il 7 maggio del 1945 e del Giappone, il 6 agosto del 1945, con il lancio della bomba atomica.

La fine del conflitto segna la nascita di un nuovo assetto bipolare del mondo.

1° anno di

guerra 2° 3° 4° 5° 6° 7°

1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

- 1 settembre 1939, invasione della Polonia

- fronte occidentale:

“strana guerra”

(dal 1939 all’attacco alla Francia, 1940) - Attacco russo alla Finlandia (nickel)

- attacco a Danimarca e Norvegia (minerali) - attacco alla Francia (nord occupato-repubblica di Vichy a sud) - 10 giugno intervento italiano e guerra parallela1 (Francia2, Africa, Grecia)

- Patto tripartito o Asse Roma-Berlino- Tokyo

- Battaglia d’Inghilterra (“Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi”3)

- Rottura alleanza Hitler-Stalin - Entrata in guerra degli USA (Terranova, Carta Atlantica) e Giappone (blocco economico) - Nuovo ordine - Collaborazionismo e Resistenza

- Vittorie alleate:

Mar dei Coralli e Midway; El Alamein - Battaglia di Stalingrado, vinta dai Russi

- 10 luglio: sbarco in Sicilia

- 25 luglio: caduta del fascismo - 8 settembre:

armistizio e inizio Resistenza; le “due Italie”

6-6-44: sbarco in Normandia

- Conferenze di Jalta e Potsdam (divisione in sfere d’influenza; divisione della Germania;

sgancio bomba atomica) - 7 maggio 1945 (resa della Germania) - 6 agosto 1945 (atomica)

1L’Italia entra in guerra a fianco della Germania, ma vuole condurre una “guerra parallela” cioè autonoma e con obiettivi esclusivamente italiani, avente come scopo il controllo del Mediterraneo, in primo luogo conquistando il canale di Suez.

2 L’ambasciatore francese a Roma, André François-Poncet, in occasione dell’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, disse al ministro degli esteri Galeazzo Ciano: “Avete aspettato di vederci in ginocchio, per accoltellarci alle spalle” alludendo all’attacco italiano alla Francia, già stremata dall’attacco tedesco.

3“Never was so much owed by so many to so few”, W. Churchill. È la frase con cui Churchill ricorda il valore dei piloti inglesi in questa occasione.

1939 - 1940

I primi due anni favorevoli alla Germania e alla Russia

1941 L’anno della svolta: rottura dell’alleanza URSS-Germania ed entrata in guerra di Usa e Giappone

1942 - 1945

Verso la vittoria degli Alleati

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Lezione 1

1. I precedenti del conflitto

- annessione dell’Austria, marzo 1938

- conferenza di Monaco, settembre ‘38 (politica dell’appeasement verso Hitler, cessione dei Sudeti) - occupazione della Cecoslovacchia, marzo ‘39

- le mire hitleriane sul corridoio polacco (che divideva la Germania) determinano un nuovo atteggiamento anglo- francese: le due nazioni si alleano con la Polonia e sono disposte ora ad affrontare la guerra

- il radicalizzarsi della contrapposizione tra Germania e anglo-francesi toglie spazio di manovra all’Italia che decide di trasformare l’Asse Roma-Berlino in un vero patto di alleanza militare (patto d’acciaio) ipotizzando una rapida vittoria tedesca

- le diffidenze reciproche tra la Russia e le potenze occidentali portano quest’ultima ad allearsi con Hitler: patto russo- tedesco (Molotov-Ribbentrop, agosto 1939)

2. L’inizio del conflitto (1° settembre 1939)

- 1° settembre 1939: attacco tedesco alla Polonia; impiego di aviazione e forze corazzate, che rendono possibile la guerra lampo. La Polonia viene occupata e spartita tra i tedeschi e i russi (massacro di Katyn, maggio ’40: i sovietici massacrano soldati e civili polacchi)

- entrata in guerra di Inghilterra e Francia; ma per sette mesi la guerra sul fronte occidentale resta sospesa, senza attacchi significativi (la si definisce perciò “drôle de guerre”, “strana guerra” o “guerra farsa”): le truppe francesi e inglesi si mantennero inattive forse in previsione di una guerra di usura; il fronte si sposta in Finlandia

- ad aprile 1940 vengono attaccate Danimarca e Norvegia; subito dopo inizia l’attacco sul fronte occidentale violando la neutralità del Belgio (analogia con il 1914) e invadendo anche Olanda e Lussemburgo; nel giugno 1940 viene attaccata la Francia (errori strategici dei francesi, legati a una concezione statica e difensiva della guerra) - occupazione tedesca della Francia settentrionale e creazione della repubblica di Vichy a sud (governo

collaborazionista guidato da Pétain); il generale De Gaulle dopo l’armistizio si rifugia a Londra, da dove guiderà la resistenza all’occupazione nazista

- 1939: non belligeranza italiana giustificata con l’impreparazione ad affrontare una guerra che si profilava di lunga durata; il crollo repentino della Francia spingerà ben presto Mussolini a rompere gli indugi e ad entrare in guerra

3. Il dilagare del conflitto

- intervento italiano (10 giugno 1940): “guerra parallela”. L’Italia cioè entra in guerra a fianco della Germania, ma vuole condurre una “guerra parallela” cioè autonoma e con obiettivi esclusivamente italiani, avente come scopo il controllo del Mediterraneo, in primo luogo conquistando il canale di Suez.

a) offensiva sulle Alpi contro la Francia già stremata dall’attacco tedesco.

L’ambasciatore francese a Roma, André François-Poncet, in occasione dell’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, disse al ministro degli esteri Galeazzo Ciano: “Avete aspettato di vederci in ginocchio, per accoltellarci alle spalle” alludendo all’attacco italiano alla Francia, già stremata dall’attacco tedesco.

b) offensiva sul Mediterraneo contro le basi inglesi; ma l’Italia riceve due sconfitte (in Calabria e a Creta), mentre l’attacco alle basi inglesi in Egitto si arresta per mancanza di mezzi e perché si rifiuta l’aiuto tedesco ostinandosi a condurre la guerra parallela; successivamente Mussolini sarà costretto ad accettare l’aiuto della Germania su questo fronte

c) attacco alla Grecia; anche questo si risolve in fallimento e Mussolini deve accettare l’aiuto della Germania - viene stretto il Patto tripartito o Asse Roma-Berlino-Tokio (1940) fra Italia, Germania e Giappone per la

spartizione del mondo e la creazione di un ‘nuovo ordine’ in Europa e in Asia, cioè un nuovo ordine o assetto politico basato sui princìpi della forza, della gerarchia e della razza, già esposti da Hitler nel Mein Kampf.

- L’Inghilterra, rimasta sola a combattere contro le potenze fasciste, realizza la prima battuta d’arresto per la Germania (battaglia d’Inghilterra, settembre 1940). Il valore dei piloti inglesi e l’importanza di questa battaglia vengono esaltati da Churchill con la celebre frase: “Never was so much owed by so many to so few.” (“Mai così tanti dovettero così tanto a così pochi”).

4. Il rovesciamento delle alleanze (1941)

- Stalin pensava che Hitler non avrebbe mai rotto l’alleanza prima di aver piegato l’Inghilterra, ma così non fu e l’attacco alla Russia colse quest’ultima impreparata. Non ci furono immediati risultati e – sia per la resistenza dei russi sia per i disagi creati dal clima e dal maltempo – la guerra si trasformò in guerra di usura

- Entrata in guerra del Giappone e degli Usa:

- il Giappone – già impegnato nel suo progetto di espansione in Asia – approfittando del crollo della Francia, che controllava l’Indocina, invade l’Indocina. Per rappresaglia, USA e Gran Bretagna sospendono tutte le esportazioni, petrolio compreso, verso il Giappone (blocco economico). Il bisogno di materie prime porta il Giappone a reagire e ad attaccare la flotta americana a Pearl Harbor (dicembre ‘41), scatenando la guerra.

- gli USA, con l’attacco di Pearl Harbor, entrano di fatto in guerra, ma già da alcuni mesi sostenevano l’Inghilterra con la legge Affitti e prestiti (rifornimenti di materiale da guerra) ed avevano suggellato il loro impegno per il

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trionfo della democrazia nella Carta Atlantica, nell’agosto del 1941 (incontro Churchill-Roosevelt, a Terranova, in Canada, nell’agosto 1941; la Carta riprendeva i Quattordici punti di Wilson del 1918)

- L’entrata in guerra di Usa e Giappone estende i fronti di guerra al Pacifico e il conflitto diventa aeronavale

- Intanto, nelle zone occupate, Giappone e Germania cercano di costituire il “nuovo ordine” fondato sulla supremazia della “nazione eletta”:

a) semischiavitù per gli slavi: l’Europa orientale sarebbe dovuta diventare una colonia agricola del Grande Reich

b) persecuzione degli ebrei (ghettizzazione, insurrezione di Varsavia, ’43; lager; soluzione finale) - La supremazia nazista genera reazioni opposte:

c) da una parte, il collaborazionismo cioè i regimi di alcune nazioni sottomesse dai nazisti collaborano con l’invasore: ad es., il capo del governo Quisling in Norvegia, il generale e capo del governo Pétain in Francia, ecc.

d) dall’altra, la Resistenza, che si accentua dopo il ’41 e coinvolge i comunisti contro il nazismo; i membri della Resistenza vengono però guardati con sospetto dagli anglo-americani, timorosi che essi siano al servizio dei piani egemonici dell’Urss ( scheda sulla Resistenza europea)

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La svolta nella guerra: le vittorie alleate del 1942-43

- importanti vittorie americane nel Pacifico che arrestano l’espansione giapponese: battaglia del Mare dei coralli e battaglia di Midway (1942)

- successi nell’Atlantico, dove le forze alleate si difendono dalla guerra sottomarina tedesca che mirava a distruggere i loro convogli (radar, bombe di profondità)

- la seconda campagna di Russia (1942): epica battaglia di Stalingrado, sconfitta per i tedeschi

- vittoria alleata ad El Alamein in Egitto (il generale inglese Montgomery vince contro gli italo-tedeschi comandati da Rommel) e poi seguirà la vittoria in Algeria e Marocco.

- Per elaborare una strategia comune, le forze in guerra contro il Tripartito (Usa-Urss-Gran Bretagna, oltre ad altri Paesi, tra cui molti di quelli occupati dai tedeschi) si riuniscono a Washington; decidono poi nella conferenza di Casablanca lo sbarco in Sicilia, dunque nel sud dell’Europa, nonostante Stalin preferirebbe uno sbarco nell’Europa del Nord per alleggerire la pressione tedesca sull’Urss.

- 10 luglio ‘43: sbarco alleato in Sicilia e caduta del fascismo (25 luglio1943), preceduta da scioperi dovuti al malcontento per gli insuccessi militari e da una congiura interna che mirava a portare il Paese fuori dalla guerra ormai perduta

5. Le vittorie sovietiche e lo sbarco in Normandia (6 giugno ’44; per ricordare: 6-6-44 )

- Nella conferenza di Teheran (1943) si decide lo sbarco in Normandia (che avverrà il 6.6.’44); dopo due mesi, gli anglo-americani e le armate di De Gaulle entrano a Parigi, già liberata dai partigiani.

- Mentre gli alleati sono impegnati in Italia, la Russia avanza da Est; le vittorie della Russia accresceranno molto il suo potere contrattuale in seno alla “grande alleanza” contro il nazifascismo.

6. La resa di Germania e Giappone (1945)

- Bombardamenti (Dresda) e resistenza di Hitler

- avanzata dei Russi da Est che arrivano a Berlino (il 27 gennaio 1945, oggi Giornata della memoria, i Russi liberano il campo di Auschwitz, in Polonia);

- dopo lo sbarco in Normandia (6 giungo ‘44), riprende in Italia l’azione degli alleati, che il 25 aprile 1945 liberano Genova e Milano, già insorta.

- 1945: conferenza di Jalta (Crimea) e conferenza di Potsdam (Berlino): si stabilisce la divisione politica e territoriale del dopoguerra in sfere d’influenza; si decide la divisione della Germania e lo sgancio della bomba atomica

- resa della Germania (7 maggio 1945)

- resistenza giapponese (kamikaze), bomba atomica e resa del Giappone (6 agosto 1945)

Lezione 2

7. Approfondimento sulla situazione italiana – Gli alleati in Italia: dalla caduta del fascismo alla Resistenza

Dalla caduta del fascismo all’armistizio

- 10 luglio ‘43: sbarco alleato in Sicilia e caduta del fascismo (25 luglio), preceduta da scioperi dovuti al malcontento per gli insuccessi militari e da una congiura interna che mirava a portare il Paese fuori dalla guerra ormai perduta

- Il 25 luglio ‘43 è la data in cui il re fa arrestare Mussolini e viene affidato il governo al maresciallo Badoglio

Il caos e le due Italie dopo l’armistizio

- L’8 settembre ’43 viene diffusa la notizia che è stato firmato l’armistizio con le forze alleate; l’esercito italiano, lasciato dai vertici senza ordini, si sbanda; il re fugge a Brindisi; i tedeschi, ora nemici, occupano il Nord della Penisola

- Nel Sud, territorio dove sono sbarcati gli alleati e non occupato dai tedeschi, si forma il Regno del Sud, con centro a Brindisi, dove si è trasferita la monarchia dopo l’armistizio

- Nel Nord risorge il fascismo con la RSI (Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò), governo fantoccio subordinato ai tedeschi (Mussolini è stato liberato da Hitler, dopo l’arresto, ed il fascismo è rinato nella RSI);

caratteristiche pseudorivoluzionarie e socialisteggianti della RSI; antisemitismo e repressione del movimento partigiano

- Contro l’occupazione tedesca cominciano i primi episodi di Resistenza da parte della popolazione (es., le quattro giornate di Napoli) o di nuclei di reparti militari sbandati, all’indomani dell’armistizio.

- Episodi della Resistenza:

- Scontri di Porta San Paolo a Roma, primo episodio della Resistenza (10 settembre ’43):

militari e partigiani cercarono di fermare i tedeschi

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- Le quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943): la popolazione insorge insieme ai soldati fedeli al Regno del Sud e libera la città dai tedeschi

- Episodi di Cefalonia e Corfù, in Grecia (settembre ’43): i soldati tedeschi uccidono quelli italiani (ex alleati) dopo la notizia dell’armistizio

- Cattura e fucilazione dei sette fratelli Cervi (dicembre ’43)

- Rappresaglia di Sant’Anna di Stazzema (Lucca, agosto ’44, 560 vittime) - Rappresaglia di Marzabotto (Bologna, 29 settembre ’44, 770 vittime) - Eccidio delle Fosse Ardeatine (Roma, marzo ’44, 335 morti)

- Le principali formazioni partigiane: Brigate Garibaldi (comunisti); Giustizia e Libertà (azionisti);

Brigate Matteotti (socialisti)

- Caratteri della resistenza italiana e PRINCIPALI PROBLEMI INTERPRETATIVI:

1) fu un fenomeno di massa o espressione di una minoranza?

2) ebbe realmente peso nella liberazione?

3) le intenzioni dei partigiani erano solo quelle di liberazione o anche di lotta di classe (cioè rivoluzionarie: abbattere il nazifascismo per realizzare il socialismo)?

 La tesi dello storico C. Pavone (che vede nella Resistenza l’intrecciarsi di tre tipi di lotta:

guerra civile, guerra patriottica e guerra di classe).

1. una guerra patriottica (degli italiani contro i tedeschi) 2. una guerra civile (degli italiani fascisti contro gli antifascisti) 3. una guerra di classe (volta ad affermare il comunismo)

- Rinascono i partiti sciolti dal fascismo e il 9 settembre si forma a Roma il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), un insieme di sei partiti, che ha lo scopo di coordinare la lotta contro i tedeschi e i fascisti; nell’Italia del nord, occupata dai tedeschi, a dirigere la lotta partigiana si forma il CLNAI (CLN Alta Italia).

- Il CLN, in forte contrasto con la monarchia e con il governo di Badoglio, di cui chiede la sostituzione, vuole dare un nuovo assetto politico al Paese. Ma il leader del PCI, Palmiro Togliatti, tornato dall’esilio in URSS, invita le forze politiche a rimandare ogni discussione sul futuro politico del Paese (scelta tra monarchia e repubblica) alla fine della guerra. È la cosiddetta svolta di Salerno (1944) operata da Togliatti, grazie alla quale nasce il primo governo di unità nazionale4 (governo Parri); quanto al re Vittorio Emanuele III, compromesso con il fascismo, si decide che cessi di esercitare le proprie funzioni di sovrano e le trasferisca al figlio, Umberto di Savoia (nominato luogotenente del regno).

- Intanto la Resistenza, guidata dal CLNAI, si rafforza e si dà un comando unificato; alcune città del Nord vengono perciò liberate dai partigiani (es. Firenze) e si formano le repubbliche partigiane (entità provvisorie, libere dall’occupazione tedesca, create dai partigiani).

- Tutto questo avviene nonostante i tentativi di repressione tedesca (ad es., l’episodio di Marzabotto) e la diffidenza degli alleati, che sono impauriti dalla piega rivoluzionaria che la Resistenza può assumere: in effetti, viene diffuso il proclama del generale Alexander. Alexander era il generale britannico che comandava le truppe alleate in Italia, e con questo proclama intimava ai resistenti di fermare le operazioni su vasta scala perché temeva che la Resistenza avrebbe potuto prendere una piega rivoluzionaria.

- Dopo lo sbarco in Normandia (6 giungo ‘44), riprende l’azione degli alleati in Italia, che il 25 aprile 1945 liberano Genova e Milano, già insorta.

- Il 28 aprile Mussolini, che stava tentando la fuga in Svizzera, viene catturato a Dongo (CO) e ucciso dai partigiani.

4Un governo di unità nazionale è un governo che nasce mettendo da parte le classiche divisioni tra le parti (maggioranza e opposizione), che normalmente sono alla base della vita politica di un Paese, in modo che tutti possano convergere verso il conseguimento di un unico obiettivo di grande importanza, dettato dal particolare momento storico che si sta vivendo, come, ad esempio, in quel momento era la lotta al nazifascismo e la liberazione dall’occupazione tedesca.

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Linea Gotica, Linea Hitler, Linea Gustav sono linee fortificate e difensive costruite dei tedeschi.

Breve videolezione riassuntiva sulla Seconda guerra mondiale: https://www.youtube.com/watch?v=mEMry0Jhe1g

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SCHEDA La Resistenza in Europa

La Resistenza è il fenomeno della lotta armata popolare contro il nazismo e il fascismo che si sviluppò – seppure in forme e dimensioni diverse – in quasi tutti i paesi europei coinvolti nella seconda guerra mondiale.

La Resistenza gettò le basi dei futuri regimi politici dei paesi in cui avvenne e inoltre fece balenare l’idea di una riconciliazione ed unificazione continentali. Fu proprio nel 1944, durante i mesi difficili della lotta partigiana, che venne pubblicato lo scritto Per un’Europa libera e unita. Progetto di un manifesto¸ in cui erano esposte le idee degli antifascisti italiani Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi su un’Europa libera e unita.

Paese Particolarità

Norvegia, Danimarca, Belgio, Francia, Italia,

Cecoslovacchia

La Resistenza si sviluppa in tutti i Paesi occupati dopo la dissoluzione dell’esercito regolare.

In Francia, ad esempio, il movimento resistenziale, detto maquis (maquis = letteralmente “macchia”,

“foresta”, in riferimento al fatto che i partigiani si nascondevano: cfr. l’espressione darsi alla macchia) nasce dopo la disfatta dell’esercito regolare di fronte alle armate tedesche; in Italia, la lotta partigiana comincia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

URSS Fu la sola Resistenza che non si costituì dopo la scomparsa del proprio esercito nazionale sconfitto. Si sviluppò infatti dal 1941 (anno dell’aggressione nazista all’URSS) fino al 1945, come forma di lotta parallela a quella dell’esercito regolare.

Jugoslavia Rappresenta un altro caso particolare in quanto quella jugoslava fu la sola forma di resistenza che non sia stata condotta da diverse forze politiche – come avvenne in tutti gli altri Paesi – ma dal solo partito comunista e diede vita, dopo la vittoria finale, ad un tipo di società del tutto conforme a quella che era stata progettata e voluta dai resistenti. Anche questo fece della Jugoslavia un caso eccezionale: essa fu l’unico stato comunista in grado di opporsi con successo allo stalinismo sovietico.

Grecia Caso opposto alla Jugoslavia: in Grecia la resistenza (realizzata da diverse forze politiche, ma

sostanzialmente egemonizzata dai comunisti) fu fortemente condizionata dalle potenze esterne, la GB e l’URSS. Avendo quest’ultima rinunciato a far rientrare la Grecia nella sua zona d’influenza, la GB si sentì autorizzata a reprimere il movimento partigiano accusato di voler trasformare la lotta di liberazione nazionale in una rivoluzione comunista.

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Scheda

La situazione italiana: La fine della guerra, la Resistenza e la Costituzione (dal 10 luglio ‘43 al ‘48)

A. Dallo sbarco alleato (10 luglio ’43) alla liberazione (25 aprile 1945)

1. Sbarco alleato in Sicilia, 10 luglio

2. I “quarantacinque giorni” (25 luglio-8 settembre 1943)

E’ il periodo confuso che va dalla caduta di Mussolini (25 luglio 1943) all’annuncio dell’armistizio (8 settembre 1943)

3. Un anno e mezzo di caos (circa 19 mesi, dall’8 settembre 1943 al 25 aprile del 1945; il paese è diviso: la RSI e i nazisti, al Nord, e il Regno del Sud

Sono 19 mesi decisivi per il Paese. Mentre il re si rifugia a Brindisi (nella parte d’Italia dove era già cominciata l’avanzata degli alleati e la liberazione dal nazismo) e vi crea il Regno del Sud, a nord sorge la Repubblica Sociale Italiana, formalmente governata da Mussolini, ma in realtà sotto la tutela nazista. Gli alleati continuano nel loro tentativo di liberare la penisola, mentre i nazisti oppongono resistenza.

Per capire le complesse vicende che si svolgono in questo periodo, occorre tenere presente – come afferma lo storico Pavone – che la penisola diventa teatro di tre guerre che s’intrecciano tra loro:

4. una guerra patriottica (degli italiani contro i tedeschi) 5. una guerra civile (degli italiani fascisti contro gli antifascisti) 6. una guerra di classe (volta ad affermare il comunismo)

a) Il 9 settembre nasce il CLN, un insieme di sei partiti, che incita la popolazione “alla lotta e alla resistenza per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni”

:

1.

DC, Democrazia cristiana  De Gasperi Grande forza di massa; partito nato nel ‘42, si richiama a Don Sturzo

2.

PCI, Partito comunista  Togliatti Seconda grande forza di massa

3.

PSIUP, Partito socialista  Nenni Il partito socialista, sempre diviso tra riformismo e rivoluzione

4.

PdA, Partito d’Azione  Parri Raccoglie molti antifascisti ma non ha una base di massa ed è diviso tra un’ala socialista e un’ala liberal-democratica

5.

PLI, Partito liberale  B. Croce, L. Einaudi Raccoglieva gran parte della classe dirigente pre- fascista

6.

PDL, Partito democratico del lavoro  Bonomi

Fondato da Bonomi nel ‘43, era un partito di ispirazione democratica e riformista

a) Comincia la Resistenza contro il nazi-fascismo, i cui episodi salienti saranno i seguenti

- Scontri di Porta San Paolo a Roma, primo episodio della Resistenza (10 settembre ’43): militari e partigiani cercarono di fermare i tedeschi

- Le quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943) - Episodio di Cefalonia, in Grecia (settembre ’43)

- Cattura e fucilazione dei sette fratelli Cervi (dicembre ’43) - Rappresaglia di Sant’Anna di Stazzema (Lucca, agosto ‘44)

- Rappresaglia di Marzabotto (Bologna, 29 settembre ’44, 770 vittime) - Eccidio delle Fosse Ardeatine (Roma, marzo ’44, 335 morti)

Al nord, molte città vengono liberate dai partigiani prima dell’arrivo degli alleati (es. Firenze); in alcune zone si formano delle “repubbliche partigiane”

Problemi che si presentano nello studio della Resistenza italiana:

b) Il CLN è in forte contrasto col governo Badoglio e ne chiede la sostituzione. Ma la svolta di

Salerno(1944)operata da Togliatti al suo ritorno da Mosca, blocca questo contrasto. Nasce il primo governo di unità nazionale; Vittorio Emanuele III abdica.

c) Successivamente, con la liberazione alleata di Roma (1944), il governo viene affidato a Bonomi, emanazione diretta del CLN.

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d) Dopo lo sbarco in Normandia (6 giungo ‘44), riprende l’azione degli alleati, che il 25 aprile 1945 liberano Genova e Milano, già insorta.

B. dal primo governo del dopoguerra (Parri, 1945) all’entrata in vigore della Costituzione (1 gennaio 1948)

4. Dal “vento del Nord” e dal governo Parri alle elezioni del 1948

Il vento del Nord è il vento della Resistenza. È il nome che si dà alla volontà politica di rinnovamento che dopo l’insurrezione di Milano dovrà spazzare via dall’Italia ogni compromesso e trasformarne profondamente le strutture. Si ha così la breve esperienza del governo Parri, uomo e leader della Resistenza (è il primo governo del dopoguerra: giugno 1945). Ad esso succedono i quattro governi De Gasperi che danno il via all’esperienza del centrismo.

- Il paese uscito dalla guerra presenta numerosi problemi: fame, mancanza di alloggi, disoccupazione.

Cominciano lotte sociali e al Centro-Sud vengono occupate le terre dai contadini. È evidente la disgregazione morale del paese e la frattura tra il Nord e il Sud che avevano vissuto vicende molto differenti dopo l’8 settembre.

- Le forze in campo sono le seguenti:

- I partiti che si sono affermati durante la resistenza (ai sei del CLN va aggiunto il PRI),

- i gruppi neofascisti e monarchici, che confluiscono in DC e PLI in assenza di formazioni politiche proprie che possano rappresentarli

- il partito dell’Uomo qualunque.

- Il governo Parri, primo governo del dopoguerra (giugno 1945), affronta il problema dell’epurazione (poi risolta con l’amnistia di Togliatti) e colpisce le grandi imprese; per questo cade lasciando spazio a De Gasperi.

- Referendum istituzionale nel 1946: esilio per Umberto II; alla Costituente si impongono: anzitutto la DC, seguita da PCI e PSIUP

- Elezione come presidente provvisorio della repubblica di Enrico De Nicola e coabitazione forzata della DC con le forze di sinistra, coabitazione che termina con la scissione di palazzo Barberini (divisioni tra i socialisti), lasciando più ampio spazio alla DC nella scena politica: cattolici al potere e sinistre all’opposizione.

- Vi sono essenzialmente due problemi da affrontare:

a) il trattato di pace;

b) il varo della Costituzione

- La Costituzione avrà queste caratteristiche:

- È di tipo parlamentare - Presenta tre problemi:

1- Molte norme rimangono inattuate perché la Costituente non era stata investita di poteri legislativi ordinari (es. istituzione delle regioni)

2- Inattuati anche alcuni contenuti sociali, frutto della convergenza tra DC e forze di sinistra:

diritto al lavoro, limitazione della proprietà

3- Il ruolo affidato ai partiti attraverso il modello parlamentare ed il sistema proporzionale (per paura che si ripresenti l’autoritarismo fascista) ha creato problemi negli anni successivi

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