• Non ci sono risultati.

La terra guasta del clima

N/A
N/A
Protected

Academic year: 2021

Condividi "La terra guasta del clima"

Copied!
1
0
0

Testo completo

(1)

«la Repubblica» 31 agosto 2020

La terra guasta del clima

Esondazioni, trombe d'aria, incendi: ciò che sta accadendo è il primo segnale di quel- lo che succederà quando il riscaldamento globale mostrerà nella sua interezza cosa vuol dire aumentare la temperatura del pianeta di diversi gradi centigradi

Stefano Mancuso

L'autostrada del Brennero chiusa per l'esondazione dell'Adige, le trombe d'aria e le case sco- perchiate dal vento a Verona, le piogge eccezionali con allagamenti e vittime in Toscana e gli incendi che devastano il sud e le isole, dove luoghi di straordinaria bellezza quali la riserva del- lo Zingaro sono stati distrutti in larga parte dalle fiamme, sono la rappresentazione drammati- ca della rapida tropicalizzazione del nostro Paese. Ciò che sta accadendo, con una violenza e velocità inaspettate, sono purtroppo soltanto i primi segnali di quello che succederà nei pros- simi anni, quando il riscaldamento globale, innescato dall'aumento dei gas serra - dovuto ai nostri comportamenti insensati - mostrerà nella sua interezza cosa vuol dire aumentare la temperatura del pianeta di diversi gradi centigradi (due, quattro? Dipende dalle nostre azioni).

Conoscete i sintomi quando la temperatura del nostro corpo aumenta di soli due gradi? Ogni singola reazione chimica ne è influenzata. Perché gli effetti sul pianeta dovrebbero essere di- versi? Non lo sono. E infatti le conseguenze saranno enormi anche se riusciremo a limitare il ri- scaldamento globale a soli due gradi centigradi (obiettivo ormai precluso) entro la fine del se- colo.

In maggio, un serissimo lavoro pubblicato su PNAS (la rivista ufficiale dell'Accademia delle Scienze americana) stabiliva che nei prossimi 50 anni il clima cambierà più di quanto non sia cambiato negli ultimi 6000 anni con la conseguenza che, nella prospettiva più ottimistica, 1,2 miliardi di persone in India, 500 milioni in Nigeria e altre centinaia di milioni tra Pakistan, Indo- nesia e Sudan non potranno letteralmente più vivere nelle loro zone di origine. All'incirca il 19% delle terre emerse del pianeta avranno temperature medie di 29°C, condizione che oggi si misura soltanto nello 0,8% della Terra, in luoghi desertici come il Sahara. Un miliardo e mezzo di migranti climatici, che scappano da zone non più abitabili. In 50 anni.

Ma prima di arrivare a tanto, prima che l'innalzamento del livello del mare, previsto in Italia per fine secolo tra 0,94 e 1,035 metri (modello cautelativo) e tra 1,31 metri e 1,45 metri (su base meno prudenziale), si porti via l'equivalente di una regione come la Liguria, ancora prima che - nel 2050 - Roma abbia il clima di Smirne, Trieste quello di Catania e Catania quello di una città dell'Africa sub-sahariana, prima di tutto ciò, le trombe d'aria, le tempeste, le precipi- tazioni catastrofiche diventeranno la normalità. Quanto di peggio si possa immaginare per un territorio già fragile e a continuo rischio idro-geologico come quello del nostro Paese. Dovrem- mo mettere in sicurezza il nostro intero territorio, dovremmo coprire la nazione con centinaia di milioni di alberi, dovremmo immediatamente smettere di produrre CO2, dovremmo cambia- re il volto delle nostre città preparandole ad un clima che non è quello per il quale sono state costruite. Dovremmo fare tante altre cose per limitare i danni. È un compito difficile, ma pos- siamo ancora farlo. Per favore, proviamoci.

Riferimenti

Documenti correlati

Se nel corso della prima parte di esistenza dell’organizzazione la violenza era stata valo- rizzata come espressione della «capacità operaia di attacco» 32 , lo sviluppo del

esplosioni di vita possono durare da giorni a settimane, ma poi terminano bruscamente, sia per

Che ci dice che per capire il passato (e pure il futuro), oltre a sovrani e bat- taglie, e alle pratiche e alle mentalità delle popolazioni, bisogna tenere attentamente d’occhio

In questa attività si propone un esperimento che permette di osservare l’andamento della temperatura di una piastra metallica posta sul fondo di una scatola di

Tuttavia l’agricoltura, grazie all’attività fotosintetica delle piante presenti sulle colture, sui prati e sui pascoli, può avere un ruolo significativo nelle strategie

Agricoltura biologica, una risposta concreta ai cambiamenti climatici (e ad altre grandi sfide ambientali globali) Lorenzo Ciccarese Ricercatore ISPRA - Istituto Superiore per

Tra i relatori intervenuti all’evento, organizzato in collaborazione con Confindustria Venezia e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, i protagonisti della storia

Introduce e modera: Catia Bastioli – CEO Novamont e Presidente Kyoto Club Giulio Pedrollo - Vice Presidente per la Politica Industriale - Confindustria Massimiliano De Martin