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CAPITOLO 2 – IL Dpp

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Academic year: 2021

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Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp) e progetto di un

nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 70

CAPITOLO 2 – IL Dpp

DOCUMENTO PRELIMINARE ALL’AVVIO DELLA PROGETTAZIONE

2.1 Il Tema

La scelta di progettare un polo scolastico che comprendesse un nido d’infanzia e una ludoteca risponde all’esigenza dell’Università di Pisa di fornire un servizio di tipo aziendale nei confronti del personale docente, non docente e studentesco con la realizzazione di un edificio calibrato per risolvere le necessità delle famiglie e dei bambini. In precedenza l’Università ha già avuto un’ottima esperienza con la Ludoteca il Solletico che ha messo in luce soprattutto gli ambiti da sviluppare e i percorsi da intraprendere per migliorare il servizio nei confronti delle famiglie.

L’Università di Pisa è tra i maggiori possessori immobiliari della zona, perché non utilizzare un edificio già costruito con un cambio di destinazione d’uso? Perché si è ritenuto che la realizzazione di un edificio ad hoc sia la scelta migliore sia per la particolarità delle attività che si svolgeranno al suo interno, sia nei confronti di una particolare attenzione al risparmio energetico ma soprattutto per non commettere gli errori che sono stati fatti nel passato convertendo edifici non idonei in edilizia scolastica.

A livello nazionale infatti, l’elevata età media del parco e il suo tasso di rinnovo inferiore ad un esiguo 1% annuo, la manutenzione scarsa e sporadica, gli scadenti livelli di comfort nonostante le pessime prestazioni energetiche, rappresentano altrettanti indicatori di una situazione di acuta inadeguatezza dell’edilizia scolastica italiana rispetto alle esigenze che sarebbe invece chiamata a soddisfare. Quelle di idoneità funzionale e di efficienza energetica e

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gestionale, in primo luogo, a cui si aggiunge anche un alto profilo di requisiti connessi alle peculiari attività che gli edifici ospitano e delle quali essi possono diventare un efficace strumento integrativo.

Il tema della progettazione degli edifici scolastici, trascurato in Italia per moltissimi anni, dovrebbe essere trattato con importanza decisiva in ogni paese civile. Da sempre, infatti, la scuola è stata, con l’abitazione, un tema sul quale si sono innestate alcune delle più grandi innovazioni tipologiche e tecnologiche diventando il campo di applicazione di alcune ricerche decisive per l’avanzamento della conoscenza e un forte argomento di dibattito sia sociale che politico.

Merito o colpa della crisi energetica, il rinato interesse per l’ambiente e la nuova domanda di sostenibilità hanno fatto uscire l’edilizia scolastica da anni di oblio. Viene adesso richiesta particolare attenzione ai criteri e alle strategie di efficienza energetica e qualità ambientale aspettandosi una serie molto completa di suggerimenti di progettazione funzionale, tecnologica ed energetica.

Parallelamente la famiglia negli anni si è trasformata e le esigenze del lavoro fanno si che i genitori abbiano meno tempo a disposizione e affidino sempre di più alla scuola l’educazione dei propri figli. Oggi l’edificio scolastico è il luogo nel quale i bambini fin dalla prima infanzia, passano la maggior parte del loro tempo. Negli anni sono sorte esigenze formative inimmaginabili all’epoca, le scuole sono diventate sempre di più luoghi di aggregazione proiettate nel territorio con significativi aspetti partecipativi anche esterni. Si è sviluppata prepotentemente l’informatica, gli orari di permanenza e la multietnicità della società, ma di tutto questo non viene tenuto conto nella precedente legge.

In ambito regionale, la L.R. 32/2002 ha introdotto, in Toscana, un nuovo modo di affrontare le sfide della società della conoscenza attraverso l’integrazione di settori tradizionalmente separati. L’obiettivo dichiarato dalla legge è quello di dar vita ad un sistema che realizzi la libertà individuale e l’integrazione sociale nonché il diritto all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita attraverso l’integrazione sistemica degli interventi di educazione, istruzione, formazione e delle politiche attive del lavoro. In questo contesto i nidi d’infanzia e i

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servizi integrativi costituiscono il primo momento di apprendimento non formale e rappresentano il terreno di coltura di quel percorso continuo nell’individuo, fatto di esperienze conoscitive e accrescimento del sapere.

I servizi per la prima infanzia hanno assunto, in Toscana, un ruolo educativo così rilevante da attrarre fortemente l’interesse delle famiglie e pertanto la Regione Toscana ha perseguito la progressiva diffusione dei nidi d’infanzia avvicinando le opportunità educative ai cittadini garantendo la massima diversificazione delle tipologie per dare una risposta personalizzata alla molteplicità dei bisogni.

Nido d’infanzia e ludoteca sostenibili

Una scuola sostenibile deve essere prima di tutto una scuola di qualità. Una scuola di qualità deve essere, insieme, salubre, confortevole non solo dal punto di vista energetico ma anche da quello dei materiali, agevole da mantenere, sicura e facile da gestire. Soprattutto una scuola di qualità deve puntare alla sostenibilità senza assolutamente trascurare il fatto che è prima di tutto uno strumento educativo e una risorsa per la collettività e che, di conseguenza, deve essere anche caratterizzata da un’architettura stimolante in grado di suscitare un senso di orgoglio e di appartenenza in chi vi gioca, vi studia, vi opera e nella comunità che l’ha costruita e finanziata.

I protocolli di valutazione internazionali della sostenibilità scolastica ci forniscono politiche tecniche che non si accontentano di fornire risposte puramente quantitative ai bisogni ma ci insegnano che non è sufficiente realizzare edifici scolastici sostenibili ma che bisogna farli anche sani, confortevoli idoneamente ubicati e belli. Un nido sostenibile appare come il luogo più adatto per educare a una società sostenibile. Ciò si ottiene grazie ad edifici nei quali la sostenibilità si impara non perché viene insegnata ma perché sono essi stessi che educano insegnanti, bambini e genitori ad una mobilità sostenibile grazie ad una idonea ubicazione urbana e a un’esperienza diretta e giornaliera con i dispositivi tecnici, i componenti e i materiali tipici di un progetto sostenibile.

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2.2 Situazione iniziale 2.2.1 Il Luogo

Figura 2-1: inquadramento generale dell’area

Il Comune di Pisa ha una notevole dimensione, tuttavia il centro storico della città è facilmente visibile perché è ancora oggi delimitato dalle antiche mura. Dalle immagini satellitari, Pisa ha la classica forma a macchia d'olio, dove la parte storica è circondata dalle periferie. In una di queste periferie che adesso sono diventate parte integrante della città con servizi e infrastrutture, è localizzata l’area oggetto dell’intervento.

Nei primi anni ottanta la periferia inizia a svilupparsi ad est, verso Cascina, creando i quartieri di Cisanello e Pisanova, prendendo come modello le moderne periferie delle città straniere. Dopo anni di immobilismo la città ha intrapreso la via della modernità pianificando un ambizioso progetto di trasloco delle principali istituzioni o degli edifici cittadini (Provincia, caserme, università, ospedale, polo fieristico, stadio, biblioteca e polo congressuale) dalla città vecchia ai nuovi quartieri di Pisanova, Cisanello e Ospedaletto.

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 74 Figura 2-2: ortofoto del quartiere di Cisanello

Nel 2007 sono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo centro polifunzionale progettato dall'architetto milanese Oscar Benini, denominato "Piazza del terzo millennio", che sarà composto da tre grattacieli e da una piazza ricoperta di vetro. A Pisanova si sta attualmente costruendo il nuovo centro residenziale di Jean Pierre Buffi, composto da due torri che domineranno il quartiere, mentre continuano da anni i lavori per il policlinico di Cisanello, destinato a diventare l'unico ospedale pubblico della città entro il 2014.

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L’area oggetto dell’intervento si trova a Pisa, città della Toscana di circa 86 mila abitanti, più precisamente in via Puglia, in un’area classificata a verde attrezzato di proprietà dell’Università di Pisa. Questa area è stata ceduta al Comune di Pisa per la realizzazione di un polo scolastico di circa 10 mila mq e viene pertanto così suddivisa: ¼ nido d’infanzia comunale, ¼ scuola d’infanzia comunale, ¼ nido d’infanzia e spazio gioco aziendali, ¼ verde attrezzato.

Figura 1-5: vista satellitare dell’area

L’area identificata per il nido d’infanzia ha una superficie di circa 2.500 mq (53x47 m), è fronte strada tra gli edifici comunali e la restante area a verde che avrà una superficie di circa 1.700 mq. L’ingresso sarà da via Puglia e la strada retrostante sarà a fondo chiuso di esclusiva pertinenza delle abitazioni e come accesso di servizio al polo scolastico.

Figura 2-6: area nido d’infanzia vista da Nord

NIDO D’INFANZIA E SPAZIO GIOCO

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Dal punto di vista dei flussi di traffico la zona e in particolare questo tratto di via Puglia non risultano particolarmente attraversate se non dai genitori durante gli orari di apertura e chiusura delle scuole. Grazie alla densità di edifici scolastici la zona è molto ben servita dal trasporto pubblico urbano, si trovano ben quattro fermate di bus di due linee urbane (13 e 14) entro i 50 metri e una della Linea ad Alta Mobilità (LAM Blu) a circa 200 mt. In aggiunta a queste si hanno 2 fermate della linea urbana scolastica (80) attiva negli orari di ingresso e uscita.

Figura 2-7: area nido d’infanzia vista da Sud

Figura 2-8: area nido d’infanzia vista posteriore

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 77 Figura 2-10: area a verde vista da Sud

2.2.2 Gli ambiti di relazione

Area Commerciale Pisanova – Fiume Arno

L’ambito di relazione è posto tutto intorno all’area di intervento ed è caratterizzato dalla presenza del Centro Commerciale Pisanova e della sede ACI. L’area è compresa nel tessuto urbano che si snoda tra questi due elementi e l’Arno e che si presenta molto eterogeneo, con edilizia residenziale, edilizia residenziale speculativa e spazi liberi incolti o ad uso agricolo. Di notevole interesse la permanenza di edifici rurali storici, anche strutturati in complessi organici.

Figura 2-11: foto aerea e ambiti territoriali

Aree di collegamento tra area di progetto, il viale delle piagge e i servizi

Area dei servizi: centro commerciale Pisanova e ACI

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 78 Figura 2-12: Centro Commerciale Pisanova e sede Aci

Figura 2-13: insediamenti esistenti e Viale delle Piagge

Figura 2-14: viste del Viale delle Piagge

Via Bargagna, dal progetto per la Nuova Sede della Provincia Di Pisa al Parco Urbano Questa area, negli anni, ha subito diverse variazioni d’uso dettate soprattutto dalle esigenze di un quartiere in espansione come Cisanello. Nel 1998 il Piano Strutturale le conferisce il rango di Invariante Strutturale (previsione non modificabile) come parco urbano per l’intero quartiere. Nel 2001 il Regolamento Urbanistico, in attuazione al Piano Strutturale definisce la scheda dell’area prevedendo una parte di parco e numerosi servizi tra i quali il nuovo tribunale e la nuova sede della Provincia che aquista la maggior parte dei terreni. Nel 2003 viene bandito un concorso internazionale per la progettazione dell’area.

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Dal Bando: L'area interessata dal concorso è compresa tra via I. Bargagna, Via di

Padule, Via Cisanello e via Monsignor A. Manghi; sul lato ovest sono situati gli edifici della Pubblica Assistenza, mentre il resto dell'area è adibito ad uso agricolo o è in stato di abbandono. La superficie complessiva oggetto di trasformazione è di 118.800 mq.

Figura 2-15: area oggetto del Concorso e sede Pubblica Assistenza di Pisa

Tra gli obiettivi da raggiungere previsti dal concorso internazionale di progettazione è prevista un’operazione complessa e impegnativa: l’addensamento nell’area di elementi di centralità la cui forza di attrazione faccia si che l’insieme, pur non avendo i caratteri di una piazza tradizionale, cioè quella di un invaso chiuso, diventi ugualmente il magnete di connessione delle diverse parti del quartiere e luogo privilegiato di relazioni.

Figura 2-16: concorso per la nuova sede della Provincia di Pisa - progetto vincitore, planimetria

Il 2 ottobre 2003 viene nominato vincitore del concorso internazionale di progettazione per la nuova sede della Provincia di Pisa il progetto Eterotipo, capogruppo Arch. Antonio Draghi. L’importanza della progettazione del Parco Centrale è affidata a 3 edifici, in primo luogo a quello della Provincia, al grado di permeabilità a scala umana dell’area grazie alla fluidità degli

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attraversamenti pedonali e alla qualità della frequentazione che il nuovo insediamento, non solo per l’attrazione provocata dalle funzioni pubbliche, saprà indurre.

Figura 2-17: Eterotipo, simulazione tridimensionale

Il progetto è aperto e trasparente: le forme sono aperte e trasparenti e gli edifici sono permeabili con un continuo richiamo tra interno ed esterno. L’edificio per la Provincia è formato da due ali collegate da una sorta di ponte di comando,servito da un proprio ascensore che attraversa verticalmente lo scenario del portale, ad ospitare gli spazi di lavoro e di rappresentanza della Presidenza e della Giunta e gli altri quattro settori, collocati due per ala, dove le zone di archivio sono concentrate nelle testate. Sotto il portale, al livello del primo piano, si trova il grande atrio dal quale si accede agli uffici con gli sportelli aperti al pubblico. Lo slargo coperto dal portale e gli spiazzi, antistante e retrostante, acquisiscono i caratteri di una piazza con la frequentazione di molte persone, diventando un polo di attrazione per tutto il quartiere e la città.

Nel 2009 la Variante al Regolamento Urbanistico cambia la previsione inserendo, su richiesta della Provincia, lo spostamento del complesso scolastico Concetto Marchesi. Nel frattempo si profila lo smantellamento delle province, quindi non ha più senso costruire una nuova sede e la Provincia di Pisa si dichiara non più interessata e prospetta la vendita dei terreni a patto di ricavarne una cifra pari ad almeno i costi sostenuti.

Nel 2012 viene adottata la variante al Regolamento Urbanistico che cambia nuovamente la previsione. Per mantenere il valore dell’area di proprietà della Provincia e consentirne l’alienazione, di prevede l’insediamento della Fondazione Stella Maris che ha bisogno di

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avvicinarsi al nuovo ospedale di Cisanello. Per mantenere il valore delle altre aree si mantiene la previsione di edifici commerciali e servizi.

Figura 2-18: Parco Urbano di Cisanello - variante la RU del 2012

Nel 2013 viene accettata la modifica sostanziale proposta dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste della città, spariscono gli edifici commerciali e l’unica parte edificata rimane quella della Fondazione Stella Maris (struttura sanitaria dedicata all’infanzia). L’area diventerà il più grande parco urbano della Toscana estendendosi per oltre dieci ettari a cavallo tra i quartieri di Cisanello e Pisanova.

Via di Parigi, nuovo polo per l’infanzia

La realizzazione del nuovo polo per l’infanzia in via Puglia prevede la costruzione di un asilo, una scuola materna comunale e l’asilo aziendale per l’Università di Pisa che è il tema della presente tesi di laurea. Gli edifici sono inseriti all’interno di un parco urbano che si estende fino alla via Mariscoglio.

L’asilo comunale si sviluppa su di un unico piano: il giardino interno e le aree giochi sono delimitate da una recinzione di forma circolare realizzata in lastre di vetro e lamiera forata. L’asilo denota una totale apertura verso l’esterno, grazie alla recinzione vetrata a forma di cerchio si può apprezzare completamente la struttura interna con la differenziazione degli spazi: dalle sezioni in mattoni e vetro al dormitorio dei lattanti cilindrico e intonacato.

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 82 Figura 2-19: Polo Scolastico via Puglia - planimetria generale polo per l’infanzia

Figura 2-20: Polo Scolastico via Puglia - pianta nido d’infanzia comunale

Figura 2-21: Polo Scolastico via Puglia - prospetto nido d’infanzia comunale

La scuola materna, a pianta quadrata per 3 sezioni di bambini, si sviluppa al piano terra e al piano primo con una grande terrazza che, al posto della ringhiera, ha una recinzione in vetro alta 2 metri. La scuola materna denota, a differenza dell’asilo, una chiusura verso l’esterno: una

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cortina di laterizio faccia vista la isola dalla strada e circonda il cortile interno studiato con diverse pavimentazioni per stimolare sensorialmente i bambini.

Figura 2-22: Polo Scolastico via Puglia - nido d’infanzia comunale

Figura 2-23: Polo Scolastico via Puglia - pianta scuola materna comunale

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 84 Figura 2-25: Polo Scolastico via Puglia - preesistenza, scuola elementare

Cisanello, Ospedale Policlinico

A Est dell’unità di intervento si trova un ambito di relazione caratterizzato dal policlinico di Cisanello. Recentemente sviluppato su progetto dell’architetto Francesco Tomassi, con l’ampliamento previsto dal progetto dell’ingegner Tiziano Binini il policlinico diventerà nel prossimo futuro il centro ospedaliero della città, andando progressivamente a sostituire l’ospedale S.Chiara.

Dal 1257, anno della sua fondazione, fino agli anni ’50, l’Ospedale di Pisa ha continuato ad espandersi fino a raggiungere le attuali dimensioni. L’importanza del suo ruolo scientifico e assistenziale è cresciuto progressivamente tanto da avvallare l’ipotesi di una sua ricollocazione in sede più idonea. Da alcuni anni si sono attivate le operazioni per concentrare nell’area di Cisanello tutte le attività ospedaliere e il polo didattico e tecnologico della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 85 Figura 2-27: Policlinico di Cisanello - edificio Intramoenia e Dipartimento Cardiotoracico

Il progetto del nuovo ospedale prevede l’unificazione di 3 presidi presenti sul territorio pisano in un ospedale integrato con la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Si delinea così la futura Città della Salute a Pisa, in un campus razionalmente organizzato su piano infrastrutturale ed ambientale, progettato secondo moderni criteri di assistenza sanitaria, didattica e ricerca.

Figura2-28: Policlinico di Cisanello - Clinica Chirurgica

Figura 2-29: Policlinico di Cisanello - sviluppo ospedale verso Sud

Il Piano Attuativo individua una progressione di percorsi a partire dalla viabilità generale di accesso, posta sul limite esterno dell’area, fino alle distribuzioni pedonali interni, tesa a proteggere e separare funzionalmente le diverse distribuzioni, nonché l’area degli accessi

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da quella insediata. L’ampia dotazione di parcheggi è concepita come area-filtro rispetto al comparto edificato, dove una spina dedicata alle funzioni commerciali e di servizio costituisce la piazza urbana e pedonale da cui si accede alla nuova cittadella ospedaliero-universitaria.

Figura 2-30: Policlinico di Cisanello – progetto di sviluppo

L’area verde dell’ampia ansa descritta dall’Arno, insieme ai percorsi e alle aree dedicate allo sport ed al tempo libero, forniscono il necessario completamento dei servizi del nuovo campus e costituiscono la cornice di ambientazione paesaggistica dell’intervento.

Il nuovo progetto prevede una viabilità esterna con una serie di filtri che fanno accedere all’interno. Viene pensata una grande spina longitudinale dei servizi in cui troveremo: la cittadella religiosa, l’asilo aziendale, i servizi commerciali, la farmacia e i magazzini economali.

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2.2.3 Informazioni storiche sull’area di intervento

Figura 2-31: L. Da Vinci, corografia di Pisa del 1503

Figura 2-32: Pianta di Pisa del 1660

Il territorio della pianura di Pisa è stato oggetto di radicali trasformazioni da parte dell'uomo, al fine di bonificare ampie zone paludose e proteggere le zone bonificate dall'avanzamento delle dune sabbiose litoranee. Per questo motivo alcuni elementi introdotti dall'uomo nel corso dei secoli fanno parte del paesaggio rurale e naturale, così come si può

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rilevare da una analisi diacronica della cartografia. Tra i documenti esaminati, raccolti in numerose pubblicazioni, è da segnalare la pianta della città di Pisa di Matteo Carboni, pubblicata nel 1834. In questa rappresentazione, una acquaforte di 130 x 173 mm, la città appare inserita in un tessuto agricolo uniforme, tramato di fossi e strade vicinali secondo maglie rettangolari orientate secondo gli assi cardinali Nord - Sud e Est - Ovest. E' visibile inoltre l'ansa Est dell'Arno nella sua pressoché attuale conformazione.

Figura 2-33: Pisa, pianta della città, Carboni, 1834

Una rappresentazione più completa dell'area si può trovare nell'acquaforte intitolata "Città di Pisa", realizzata da Carlo Rancini e pubblicata nel 1849. In questa carta si riesce ad individuare la consistenza degli insediamenti nella zona compresa tra la chiesa di San Michele e l'ansa dell'Arno presso Cisanello. Inoltre è possibile verificare la completa realizzazione dell'argine nord a monte dell'Arno e della relativa viabilità terminante con la rotatoria detta " il tondo ". E' inoltre visibile una viabilità parallela all'Arno riconducibile all'attuale tracciato di via di Cisanello.

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 89 Figura 2-34: Città di Pisa, acquaforte, Rancini, 1849

La conoscenza storica del territorio della piana pisana è stata oggetto di numerosi studi; nonostante ciò non sono molti i validi riferimenti iconografici che possono fornire informazioni per un inquadramento storico rivolto al progetto di riqualificazione della periferia est di Pisa. La maggior parte delle illustrazioni reperibili è della seconda metà del 1800, quando Pisa divenne meta di viaggi di studio e ricerca da parte di molti studiosi nord europei.

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Sulla base di queste prime testimonianze il principale elemento per la lettura alla scala territoriale risulta essere la rete idrica minore: questo complesso di canali di drenaggio e fossi, posto parallelamente alla costa o alle sponde dei fiumi, crea una maglia storicamente persistente nei suoli antropizzati. L'azione di bonifica operata dall'uomo ha plasmato questo territorio fin da tempi antichissimi, ragion per cui appare significativo il volersi riferire a queste maglie per ricucire i rapporti tra i diversi tessuti nei progetti alla scala urbanistica.

Figura 2-36: sistema irriguo e distributivo originario e attuale, R. Beccaccini

Dai fogli IGM del 1953 si nota come la struttura della città sia compressa dentro il perimetro delle mura urbane, mentre la campagna sia ancora scarsamente edificata.

Intorno all’area oggetto dell’intervento si nota lo sviluppo e l’espansione dell’edificato soprattutto a partire dal 1965

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2.2.4 Il clima (Fonte Enea, Aeronautica Militare)

Il clima della pianura di Pisa, estesa tra le colline livornesi a sud e i monti pisani a nord, risulta decisamente influenzato dall'azione del mare, soprattutto per quanto riguarda una attenuazione delle variazioni termiche dell'aria. La presenza della ampia pianura in direzione Est-Ovest facilita la penetrazione delle perturbazioni e la circolazione dell'aria da ovest, mentre la presenza dei monti pisani sembra produrre un effetto orografico sulle perturbazioni provenienti da sud-ovest, provocando un aumento di piovosità da sud verso nord. Tali monti assicurano inoltre una protezione dalle correnti fredde di provenienza nord, tanto più accentuata quanto più ci si avvicina ai rilievi.

Per quanto riguarda i dati climatologici della città si prendano in esame quelli del trentennio 1971-2000 (i più recenti in uso) forniti dalla stazione meteorologica di Pisa San Giusto che è la stazione di riferimento per il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e per l’Organizzazione Mondiale della Meteorologia.

città Pisa Altitudine 6m slm Zona Climatica D

latitudine 43° 43’ Longitudine 10° 24’ Gradi Giorno 1694

Il soleggiamento, numero delle ore nelle quali l'intensità della radiazione solare supera una determinata soglia, risulta a Pisa di 2127 ore annue così distribuite nel corso dell'anno: 328 ore in inverno, 518 in autunno, 618 in primavera e 885 in estate, con valore di intensità della radiazione solare rispettivamente di 283 cal/cm2/gg in luglio e 96 cal/cm2/gg in dicembre.

La temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di 6,8 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di 23,4 °C; mediamente si contano 34 giorni di gelo all'anno e 35 giorni annui con temperatura massima uguale o superiore a 30 °C. Nel trentennio esaminato, i valori estremi di temperatura sono i +39,5 °C dell'agosto 2011 e i -13,8 °C del gennaio 1985.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 72,6% con minimo di 68% a luglio e massimi di 77% a novembre e a dicembre; mediamente si contano 51 giorni annui con episodi nebbiosi.

Le precipitazioni nella pianura pisana sono piuttosto omogenee e a Pisa raggiungono il valore di 900 mm annui di pioggia, mediamente distribuite in 85 giorni, con un massimo ad

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ottobre e un minimo a luglio. Per queste caratteristiche pluviometriche la pianura pisana può essere classificata nella zona submediterranea, estesa dalla Liguria fino alla Calabria settentrionale.

PISA SAN GIUSTO (1971-2000)

Mesi

Anno Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic T. max. media 11,4 12,6 15,2 17,8 22,2 26,0 29,4 29,5 25,7 20,9 15,3 11,8 19,8 T. min. media 2,2 2,5 4,4 7,2 10,7 14,1 16,7 17,2 14,3 10,7 6,1 3,4 9,1 T. max. assoluta 17,6 (1992) 21,0 (1990) 24,0 (1989) 27,9 (1975) 30,9 (1975) 35,0 (1990) 37,8 (1983) 39,5 (2011) 36,2 (1975) 30,2 (1990) 24,0 (1985) 20,4 (1989) 39,5 T. min. assoluta -13,8 (1985) -8,4 (1993) -8,0 (1973) -3,2 (1973) 2,8 (1976) 5,8 (1975) 8,8 (1975) 8,2 (1972) 3,8 (1972) -2,0 (1972) -7,2 (1973) -7,2 (1988) -13,8 Giorni di calura (≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 3 14 15 3 0 0 0 35 Giorni di gelo (≤ 0 °C) 10 8 4 1 0 0 0 0 0 0 3 8 34 Precipitazioni (mm) 63,4 57,5 59,8 89,1 61,5 47,8 25,4 49,4 101,5 140,3 123,5 74,4 893,6 Giorni di pioggia 8 7 8 10 7 5 3 4 6 9 9 9 85 Giorni di nebbia 7 6 6 5 5 4 2 2 3 5 4 6 55 Umidità relativa (%) 75 71 70 73 73 71 68 69 72 75 77 77 72,6 Figura 2-38: dati climatologici Aeronautica Militare

Le precipitazioni nevose a Pisa sono un fenomeno piuttosto raro: la neve riesce ad attaccare al suolo solo in pochi casi e le precipitazioni, solitamente notturne, hanno scarsa intensità.

Le nevicate del XX secolo si sono verificate prevalentemente nei mesi di gennaio e febbraio. Negli ultimi anni i fenomeni nevosi si sono avuti prevalentemente nel mese di dicembre (2001, 2005, 2009 e 2010). L'ultimo fenomeno nevoso in ordine di tempo, che ha colpito soprattutto i comuni limitrofi, si è verificato nella notte tra il 31 gennaio e il 1º febbraio 2012; la media nivometrica dal 2001 al 2012 è di un accumulo annuo di appena 0,25 cm in base ai rilevamenti effettuati alla stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare. I livelli di accumulo di neve non hanno mai superato i 10 cm, mentre in alcuni casi il freddo è arrivato a ghiacciare la superficie dell'Arno (1905, 1929, 1985 e 2012).

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 93 Figura 2-39: isoterme estive (Luglio) nella pianura di Pisa Il regime ventoso nella pianura pisana è

determinato dalla presenza dei monti pisani a nord-est che contribuiscono a polarizzare la direzione dei venti sull'asse est-ovest. Pertanto i venti più importanti come intensità e frequenza sono il Levante e il Ponente, seguiti dallo Scirocco. Il vento dominante per intensità, così come su tutta la costa tirrenica, risulta il Libeccio, che a Pisa raggiunge velocità medie di

4,6 m/s. Come velocità massima la punta più elevata è stata invece toccata dal Ponente con 25,7 m/s nell’aprile del 1977. Infine giova sottolineare come la conformazione del territorio e principalmente la presenza dell’ampia pianura dell'Arno provochi, con il suo surriscaldamento estivo, un regime di brezze termiche da ovest .

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2.2.5 Aspetti geomorfologici e idraulici (Fonte Comune di Pisa) Nella realizzazione di un complesso edilizio non si può prescindere dall’effettuare un verifica legata alla sicurezza idraulica e geomorfologica dell’area. Attraverso gli elaborati che accompagnano il Piano strutturale e il Regolamento Urbanistico del Comune di Pisa e in particolare quelli derivanti dalle indagini geologico tecniche come la Carta della Pericolosità

Geologico-Idraulica e la Carta della Fattibilità Geologica. È possibile inquadrare l’intervento

oggetto dello studio nella sottoclasse 3a (pericolosità medio bassa) e nella classe di fattibilità 2 che prevede una fattibilità con normali vincoli da precisare a livello di progetto.

Ambiti di applicazione della D.C.R. n.230/94 Classi di Pericolosità

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nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 95 Figura 2-42: stralcio della carta della fattibilità geologica del Regolamento Urbanistico

Inquadramento geologico e geomorfologico

Per la rappresentazione dell’area viene presa a riferimento la carta geologica che accompagna il quadro conoscitivo di supporto alla predisposizione del Piano Strutturale del Comune di Pisa. I depositi affioranti nella zona interessata risultano essere costituiti da: depositi alluvionali prevalentemente argillosi, torbe palustri e depositi di colmata; depositi alluvionali prevalentemente limosi e sabbiosi con intercalazioni argillose.

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Per quanto concerne la geomorfologia, l’elemento più significativo presente nelle vicinanze è costituito dal tratto terminale di uno dei numerosi paleo alvei del Fiume Arno.

La zona in esame, situata nella porzione settentrionale della città di Pisa, a Nord del corso del Fiume Arno, è caratterizzata da una morfologia pianeggiante con una quota altimetrica media di circa 3,2 m s.l.m.

Figura 2-43: stralcio carta geologica del Piano Strutturale

Rischio idraulico

Nell’area oggetto dell’intervento, le misurazioni eseguite al termine della penetrometria dai tecnici comunali hanno rilevato la presenza di acqua ad una profondità di circa -2,2 metri

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dall’attuale piano di campagna e quindi circolante nei livelli sabbiosi. Sulla base di questo dato è da prevedere che durante l’anno idrogeologico le nuove strutture fondazionali potranno essere saltuariamente sature in acqua in concomitanza dei periodi maggiormente piovosi.

Figura 2-44: carta del rischio idraulico – ufficio Protezione Civile Comune di Pisa

Come già evidenziato nella carta di pericolosità del Comune di Pisa, l’area risulterebbe tra quelle morfologicamente in situazione sfavorevole dal punto di vista idraulico:

classe 3a: Zona morfologicamente in situazione sfavorevole dal punto di vista idraulico (quote altimetriche inferiori rispetto alla quota posta a 2m sul piede esterno dell’argine o in mancanza, del ciglio di sponda; soggetta alle direttive D.C.R. 230/94 perché inserita in ambito B. Non presenta particolari problematiche legate alle caratteristiche geotecniche dei terreni.

L’intervento di realizzazione del nuovo edificio nell’area posta in via Puglia, pur introducendo modifiche all’assetto idraulico della zona può essere realizzato in sicurezza idraulica e in modo da non produrre incremento di rischio per le aree circostanti.

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Considerazioni sull’attività sismica

L’aggiornamento della classificazione sismica della Toscana a sei anni di

distanza dall’entrata in vigore della precedente classificazione è stata approvata con

Delibera GRT 878 dell’8 ottobre 2012.

Figura 2-45: classificazione sismica della Toscana

L’aggiornamento, redatto ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio

dei Ministri 3519/2006, si è resa necessario al fine di recepire le novità introdotte

dall’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2008) e di

rendere la classificazione sismica maggiormente aderente all’approccio sito-dipendente

introdotto dalle vigenti norme.

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Geologia del sottosuolo

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2.3 Finalità e obiettivi

La finalità del programma è volta a realizzare un organismo edilizio le cui attività si prestano a stimolare la vita comunitaria durante tutto l’arco della giornata in corrispondenza all’orario annuo di apertura che, sebbene sempre strutturato in maniera organica e in se calibrato sul piano educativo, potrà oscillare a seconda dell’età dei bambini, delle esigenze delle famiglie e del periodo dell’anno.

Con la progettazione di un nido d’infanzia e di una ludoteca per l’Università di Pisa si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:

 Dotare l’area di un organismo di edilizia per l’infanzia corrispondente alle norme vigenti capace di rispondere alla eventuale crescita della richiesta da parte del personale dell’Università di Pisa e che offra elevate condizioni di vivibilità e lavoro sia per i bambini che per gli educatori;

 Realizzare una ludoteca come servizio veramente integrativo al nido aziendale, connotata da estrema flessibilità di spazi e orari per venire ancora di più incontro alle esigenze delle famiglie;

 Realizzare un punto di appoggio per la famiglia, per scambi di esperienza tra genitori e personale qualificato ed offrire sostegno nel ruolo dell’educazione tramite eventi organizzati;

 Realizzare un ambiente idoneo allo svolgimento delle attività educative non vincolato ad un particolare metodo pedagogico creando opportunità di gioco e creatività sempre nuovi. In una visione più ampia, dovrà essere flessibile per meglio rispondere alle nuove esigenze o cambio di destinazione d’uso. L’adattabilità non dovrà essere vista come la progettazione di uno spazio anonimo e privo di identità e significati ma si dovrà garantire la flessibilità creando un ambiente ricco di riferimenti semantici e un organismo edilizio nel quale riconoscere un impronta capace di sopravvivere al passare del tempo e agli usi;

 Particolare attenzione e approfondimento al risparmio energetico: realizzare un organismo edilizio sostenibile per l’ambiente includendo il comfort per l’uomo, l’uso sostenibile delle risorse fin dall’apertura del cantiere, la gestione dei rifiuti, la scelta degli impianti

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tecnologici anche tenendo in considerazione che ospiterà ed educherà i bambini che saranno gli uomini di domani;

 Progettare nel rispetto della morfologia urbana e del territorio in modo da configurare un intervento integrato con le preesistenze;

 Sviluppare l’adozione di tecniche per le sistemazioni esterne mirate al mantenimento della permeabilità dei terreni;

 Riuscire a ridurre l’impatto ambientale durante la costruzione, l’esercizio, la demolizione o l’eventuale riuso dell’edificio.

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2.4 Pianificazione territoriale, conformità urbanistica e vincoli

Il Piano Strutturale suddivide il territorio in UTOE, unità territoriali organiche elementari, che sono porzioni di territorio che hanno presentato identiche problematiche urbane e territoriali. La UTOE di riferimento per il nostro progetto è la n.7 ed è quella nella quale si concentrano le maggiori previsioni trasformative del PRG attuale.

Figura 2-47: carta uso del suolo

L’Area Centrale di Cisanello è il risultato della gestione di basso profilo operata dal piano Piccinato. In particolare, la gestione degli anni ’70-’80 ha prodotto grappoli di insediamenti residenziali ad alta densità e bassa qualità non soltanto insediativa (scarsità di attrezzature, di parcheggi, di verde significativo…) ma anche edilizia collocati liberamente su un territorio che della matrice rurale storica portava segni importanti.

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Solo in tempi più recenti all’edilizia abitativa (privata e di PEEP) si sono aggiunti servizi scolastici o di altra natura anche di interesse urbano (grande distribuzione, centri direzionali…). La forma di insieme appare dunque in larga parte compromessa, così come la funzionalità della porzione urbana che soffre soprattutto la lacerazione inflitta da una viabilità con caratteristiche extraurbane, gravata da intensi volumi di traffico, che l’attraversa centralmente.

In coerenza con le indicazioni del Piano Strutturale, il Regolamento Urbanistico disegna uno scenario imperniato su alcune scelte strategiche di natura funzionale alle quali si associano corrispondenti scelte di natura fisica e infrastrutturale. In particolare per Cisanello:

 Completamento dell’assetto urbano dell’area centrale con interventi mirati al miglioramento delle relazioni pedonali oltre che dell’accessibilità veicolare. Viene inoltre previsto (e in parte attuato) il graduale spostamento dal centro a Cisanello dei maggiori uffici pubblici;

 Trasferimento degli uffici finanziari dello Stato dal centro alla parte Nord del quartiere;

 Trasferimento (quasi ultimato) dell’intera sanità pubblica e della Facoltà di Medicina nel nuovo policlinico con il conseguente adeguamento del sistema delle connessioni con l’intorno urbano;

 Realizzazione, nella parte Sud del quartiere del parco fluviale. Tale ipotesi è subordinata al chiarimento del ruolo che possono avere le aree golenali ai fini della regimazione idraulica del fiume Arno.

Il Regolamento Urbanistico si preoccupa inoltre di garantire la conservazione delle strutture insediative preurbane che in questa zona avevano caratteristiche di ville suburbane e ville-fattorie (villa Tealdi, il complesso delle Torri…) cercando, per quanto ancora possibile, di mantenerle in un rapporto corretto con il contesto.

UTOE N°7: Area Cantrale di Cisanello

Processo di formazione e connotati attuali: Espansione periferica prevalentemente residenziale

di Prg in forma di arcipelago suburbano costituito da P.E.E.P. e lottizzazioni convenzionate ad alta densità, sovrapposte a tessuto insediativo di tipo poderale di impianto storico. Tripartizione in subsistemi determinata da tracciati e caratteristiche strutturali e funzionali dell’orditura viaria

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principale. Subsistemi debolmente correlati ed internamente incoerenti quand’anche monofunzionali, accomunati dalla perdita di immagini e contenuti urbani. Viabilità come collettore dei flussi di traffico (extraurbani, urbani e locali) affatto strutturante il tessuto da essa stessa innervato, né luogo di relazioni complesse di tipo urbano. In ragione dello stato dei luoghi e delle trasformazioni possibili si evidenziano in particolare: un subsistema Sud, caratterizzato da relativa saturazione, presenza di funzioni rare lungo l’asse di penetrazione, problematica interazione con il Viale delle Piagge ed il sistema ambientale della golena; un subsistema Nord, con assoluta prevalenza delle funzione residenziale, disponibilità di aree interne non edificate di dimensione congrua alla previsione di interventi strategici di trasformazione, margine Nord costituito da fascia inedificata ad uso agricolo, aree interstiziali; un’area con prevalente carattere residenziale intensivo, presenza di impianti ed attrezzature sportive e ricreative correlate alla funzione ospedaliera.

La maggior parte del territorio è in classe di pericolosità geologico idraulica 3A, una porzione ricade in ambito B; la parte situata a SE (al confine con utoe 8) è in classe 3B e classe 3C.

Invarianti strutturali: Tessuto edilizio e trama infrastrutturale viaria di impianto storico. Verde

di progetto (parco lungo la viabilità centrale).

Vincoli e condizioni ambientali: Per gli insediamenti esistenti si prescrive il preventivo

completamento del sistema fognario e l’allacciamento all’impianto di depurazione di La Fontina. Per i nuovi interventi di trasformazione si prescrive la preventiva realizzazione del sistema fognario e l’allacciamento all’impianto di depurazione di La Fontina.

Si prescrive l’adeguamento tecnico e dimensionale dell’impianto di depurazione La Fontina, o comunque l’individuazione e la realizzazione di soluzioni alternative, ai fini del miglioramento dell’attuale processo di depurazione e del soddisfacimento del fabbisogno di depurazione attuale e derivante da interventi di trasformazione, tenendo anche conto del contemporaneo utilizzo dell’impianto da parte del Comune di San Giuliano Terme.

Si prescrive la non ammissibilità di nuove aziende a rischio di incidente rilevante, insalubri di classe I, o che comportano emissioni in atmosfera, nell’ambito di questa utoe.

Si prescrive il rispetto delle aree di salvaguardia delle risorse idriche stabilite dagli artt. 4, 5, 6 e 7 del DPR 236/88 (zone di tutela assoluta di raggio non inferiore a dieci metri, zone di rispetto di raggio non inferiore a 200 metri, zone di protezione).

Obiettivi qualitativi e funzionali generali: Realizzazione di una nuova centralità urbana, basata

sul trasferimento di una quota significativa di funzioni pubbliche di servizio dal centro urbano e con il necessario corredo funzionale. Ridefinizione del ruolo urbano del sistema, delle relazioni funzionali tra le sue parti e le utoe ad esse direttamente correlate (periferia consolidata, parco fluviale, area ospedaliera). Reintegrazione socio-fisica degli ambiti costituenti l’utoe (riequilibrio funzionale e ridefinizione morfologica, riqualificazione dell’asse di penetrazione e delle aree limitrofe quali luoghi di relazioni urbane). Definizione della dimensione e dell’immagine.

Obiettivi qualitativi e funzionali locali: Nella porzione a Sud dell’asse centrale, conservazione degli attuali equilibri in termini di carichi urbanistici. Attuazione di interventi di qualificazione ambientale relativi alla riconnessione in sistema degli spazi aperti (aree interstiziali e intercluse,

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sistema del parco fluviale, aree residuali disegnate dal tracciato della viabilità di scorrimento periurbana). Conservazione del patrimonio urbanistico-edilizio di impianto storico (con particolare riferimento alle relazioni morfologiche e funzionali tra edificato, trama viaria, aree agricole di pertinenza). Nella porzione più a Nord attuazione di interventi strategici di trasformazione e qualificazione ambientale. Mitigazione dell’effetto-barriera esercitato dalla viabilità principale, del carattere morfologicamente residuale derivatone, della marginalità funzionale in rapporto alla presenza della struttura ospedaliera. Si prevede la possibilità di introdurre attrezzature complementari all’adiacente funzione ospedaliera, con spiccate caratteristiche ricettive. Realizzazione di un Parco Urbano centrale. Si precisa che il Ru o il PII che definirà il piano attuativo delle aree di trasformazione centrali, ha facoltà di variare anche consistentemente la individuazione dei subsistemi funzionali rispetto alla tavola di PS.

Salvaguardie: Sospensione delle previsioni di Prg con contenuto edificatorio, in contrasto con la

prescrizione di conservazione dell’edificato storico fino all’approvazione del Ru salvo la previsione di servizi di quartiere attestanti su via Frascani.

Dotazione minima di Standard: 24 mq./ab. Superficie totale mq 1.392.710

Figura 2-48: variante al RU per la realizzazione del complesso scolastico

Gli insediamenti specialistici per servizi sono cartograficamente connotati dal colore azzurro articolato in 2 toni: il celeste individua i servizi di livello di quartiere, il blu di livello

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urbano e territoriale. Nel caso in esame troviamo la codifica SQ2/I: insediamenti specialistici suscettibili di sviluppo per utilizzazioni pubbliche di carattere scolastico.

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2.5 Vincoli di legge

Le leggi, le norme e i regolamenti ai quali il progetto deve rispondere vengono di seguito raggruppate per settore.

Edilizia scolastica e per l’infanzia

D.G.R. n. 433 del 10 giugno 2013 Regolamento di attuazione dell’art.4bis della L.R.

32/2002 in materia di servizi educativi per la prima infanzia;

D.L. n.137 del 1 settembre 2008 Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università;

D.L. n.59 del 19 febbraio 2004 Definizione delle norme generali relative alla scuola

dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione a norma della’art.1 della Legge n.53 del 28 marzo 2003;

D.P.G.R. n.47/R dell’8 agosto 2003 Regolamento di esecuzione della L.R. 32/2002;

Legge Regionale n.32 del 26 luglio 2002 Testo unico della normativa della Regione

Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro;

Abbattimento barriere architettoniche

D.P.R. n.503 del 24 luglio 1996 Regolamento recante norme per l’eliminazione delle

barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici;

Legge n.104 del 5 febbraio 1992 Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti

delle persone handicappate;

D.M. n.236 del 14 giugno 1989 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità,

l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata ai fini del superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche;

Legge n.13 del 9 gennaio 1989 Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione

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Sicurezza antincendio

D.P.R. n.151 del 1 agosto 2011 Regolamento recante semplificazione della disciplina dei

procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’art.49, comma 4-quater, del decreto legge 31 maggio 2010 n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge n.122 del 30 luglio 2010;

D.M. 16 febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco dei prodotti ed elementi

costruttivi di opere da costruzione;

D.M. 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività

soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;

D.M. 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione

dell’emergenza nei luoghi di lavoro;

D.M. INTERNO 26 agosto 1992 Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica.

Risparmio energetico ed energia rinnovabile

L.R. n.39 del 24 febbraio 2005 Disposizioni in materia di energia;

D.Lgs. n.192 del 19 agosto 2005 Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al

rendimento energetico nell’edilizia;

Delibera G.R.T. n.322 del 28/2/2005 Approvazione delle istruzioni tecniche denominate

"Linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana" ai sensi dell`art. 37, comma 3 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 ed in attuazione dell`azione B.13 del P.R.A.A. 2004-2006;

D.Lgs. n.387 del 29 dicembre 2003 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla

promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità;

Legge n.10 del 9 gennaio 1991 Norme per l’attuazione del Piano energetico Nazionale in

materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia.

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Acustica

D.P.C.M. del 5 dicembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici degli edifici;

C.M.LL.PP n.3150 del 22 maggio 1967 Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti

acustici negli edifici scolastici;

Lavori Pubblici

D.Lgs 163/2006 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in

attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/;

D.P.R. 207/2010 Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, recante “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”

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2.6 Analisi funzionale

La norma UNI 1325-1:1998 fornisce la seguente definizione di Funzione: azione o effetto di un prodotto o di uno dei suoi componenti. L’analisi funzionale rappresenta uno strumento operativo di supporto alla progettazione che permette di analizzare nel dettaglio le funzioni che vengono svolte all’interno di un organismo edilizio. Tale analisi permette non solo di individuare gli spazi necessari ad ogni singola attività, ma anche le possibili aggregazioni in gruppi funzionali omogenei.

Nella Fase Informativa sono state raccolte tutte le caratteristiche generali che l’opera deve possedere partendo dallo studio del luogo e del territorio, integrandole sulla base dei colloqui svolti con gli educatori del Centro Ludico Il Solletico, con il personale afferente al Comitato Pari Opportunità e con rappresentanti della Direzione Edilizia dell’Ateneo che rappresenta la Committenza. Da questa operazione scaturiscono le funzioni primarie per una corretta realizzazione e gestione dell’opera. Di seguito vengono elencate, in modo non ordinato, le funzioni primarie che in sintesi sono descritte con un binomio composto (quando possibile) da un verbo e un nome.

F1 Leggere un libro F21 Cambiare gli indumenti F2 Scrivere un testo F22 Espletare l'igiene F3 Colorare i disegni F23 Controllare l'igiene F4 Raccontare le favole F24 Scaricare le merci F5 Incollare la carta F25 Conservare il cibo F6 Attaccare i cartelloni F26 Preparare i pasti F7 svolgere attività a tavolino F27 Sporzionare i pasti F8 svolgere attività libere F28 Servire i pasti F9 Giocare singolarmente F29 Consumare i pasti F10 Giocare in gruppo F30 Attendere i bambini F11 Giocare al teatro F31 Incontrare i genitori F12 Conservare il materiale F32 Archiviare i documenti F13 Usare il computer F33 Scaldare gli ambienti F14 Fare i compiti per casa F34 Illuminare gli ambienti F15 Apprendere l'ecologia F35 Risparmiare le risorse

F16 Muoversi nello spazio F36 Mantenere le prestazioni attese F17 Fare esercizi fisici F37 Garantire il benessere

F18 Prendere riposo F38 Garantire la sicurezza F19 Riporre gli indumenti F39 Parcheggiare

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Definite le funzioni/attività svolte all’interno dell’organismo edilizio è possibile raggrupparle in sistemi chiamati AFO, Ambiti Funzionali Omogenee, che saranno caratterizzati dal complesso di attributi che deve possedere lo spazio fisico interessato da tale unità per poter svolgere correttamente tutte le attività in esso previste. Gli ambiti funzionali previsti sono:

AFO 1 ACCOGLIENZA AFO 2 RIPOSO

F6 Attaccare i cartelloni F4 Raccontare le favole

F19 Riporre gli indumenti F18 Prendere riposo

F30 Attendere i bambini F33 Scaldare gli ambienti

F31 Incontrare i genitori F34 Illuminare gli ambienti

F33 Scaldare gli ambienti F35 Risparmiare le risorse

F34 Illuminare gli ambienti F36 Mantenere le prestazioni attese

F35 Risparmiare le risorse F37 Garantire il benessere

F36 Mantenere le prestazioni attese F38 Garantire la sicurezza

F37 Garantire il benessere F40 Sorvegliare i locali

F38 Garantire la sicurezza

AFO 3 SPAZI PER LA DIDATTICA AFO 4

SPAZI SPECIALI DI APPRENDIMENTO

F1 Leggere un libro F1 Leggere un libro

F2 Scrivere un testo F2 Scrivere un testo

F3 Colorare i disegni F3 Colorare i disegni

F7 svolgere attività a tavolino F4 Raccontare le favole F8 svolgere attività libere F5 Incollare la carta

F9 Giocare singolarmente F6 Attaccare i cartelloni

F10 Giocare in gruppo F8 svolgere attività libere

F18 Prendere riposo F9 Giocare singolarmente

F19 Riporre gli indumenti F10 Giocare in gruppo

F21 Cambiare gli indumenti F11 Giocare al teatro

F28 Servire i pasti F13 Usare il computer

F29 Consumare i pasti F14 Fare i compiti per casa

F32 Archiviare i documenti F16 Muoversi nello spazio

F33 Scaldare gli ambienti F28 Servire i pasti

F34 Illuminare gli ambienti F29 Consumare i pasti

F35 Risparmiare le risorse F33 Scaldare gli ambienti

F36 Mantenere le prestazioni attese F34 Illuminare gli ambienti

F37 Garantire il benessere F35 Risparmiare le risorse

F38 Garantire la sicurezza F36 Mantenere le prestazioni attese

F40 Sorvegliare i locali F37 Garantire il benessere

F38 Garantire la sicurezza

F40 Sorvegliare i locali

AFO 5 GIOCO E MOTRICITA' AFO 6 AUTOAPPRENDIMENTO

F10 Giocare in gruppo F1 Leggere un libro

F16 Muoversi nello spazio F7 svolgere attività a tavolino

(43)

Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp) e progetto di un

nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 112

F33 Scaldare gli ambienti F33 Scaldare gli ambienti

F34 Illuminare gli ambienti F34 Illuminare gli ambienti

F35 Risparmiare le risorse F35 Risparmiare le risorse

F36 Mantenere le prestazioni attese F36 Mantenere le prestazioni attese

F37 Garantire il benessere F37 Garantire il benessere

F38 Garantire la sicurezza F38 Garantire la sicurezza

F40 Sorvegliare i locali F40 Sorvegliare i locali

AFO 7 CURA E IGIENE PERSONALE AFO 8 SPAZIO PER GLI IMPIANTI

F21 Cambiare gli indumenti F20 Lavare gli indumenti

F22 Espletare l'igiene F33 Scaldare gli ambienti

F23 Controllare l'igiene F34 Illuminare gli ambienti

F33 Scaldare gli ambienti F35 Risparmiare le risorse

F34 Illuminare gli ambienti F36 Mantenere le prestazioni attese

F35 Risparmiare le risorse F37 Garantire il benessere

F36 Mantenere le prestazioni attese F38 Garantire la sicurezza

F37 Garantire il benessere F40 Sorvegliare i locali

F38 Garantire la sicurezza

AFO 9

ATTIVITA' A CONTATTO CON LA

NATURA AFO 10 SPAZIO PER IL PARCHEGGIO

F33 Scaldare gli ambienti F24 Scaricare le merci

F34 Illuminare gli ambienti F36 Mantenere le prestazioni attese

F35 Risparmiare le risorse F38 Garantire la sicurezza

F36 Mantenere le prestazioni attese F39 Parcheggiare

F37 Garantire il benessere F40 Sorvegliare i locali

F38 Garantire la sicurezza

AFO 11 PREPARAZIONE PASTI AFO 12 CONSUMAZIONE PASTI

F25 Conservare il cibo F27 Sporzionare i pasti

F26 Preparare i pasti F28 Servire i pasti

F27 Sporzionare i pasti F33 Scaldare gli ambienti

F33 Scaldare gli ambienti F34 Illuminare gli ambienti

F34 Illuminare gli ambienti F35 Risparmiare le risorse

F35 Risparmiare le risorse F36 Mantenere le prestazioni attese F36 Mantenere le prestazioni attese F37 Garantire il benessere

F37 Garantire il benessere F38 Garantire la sicurezza

F38 Garantire la sicurezza F40 Sorvegliare i locali

F40 Sorvegliare i locali

AFO 13 SPAZI PER IL MAGAZZINO

F12 Conservare il materiale F35 Risparmiare le risorse

F20 Lavare gli indumenti F36 Mantenere le prestazioni attese F32 Archiviare i documenti F37 Garantire il benessere

F33 Scaldare gli ambienti F38 Garantire la sicurezza F34 Illuminare gli ambienti F40 Sorvegliare i locali

(44)

Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp) e progetto di un

nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 113

Gli Ambiti funzionali Omogenei (AFO), caratterizzati da attività comuni o simili vengono raggruppati in Ambiti Spaziali Omogenei (ASO) che danno le indicazioni preliminari allo sviluppo degli spazi.

ASO DESCRIZIONE AFO

ASO 1 MEDIAZIONE E DISTRIBUZIONE AFO 3, AFO 6

ASO 2 ATTIVITA' DIDATTICHE AFO 2, AFO 3, AFO 6, AFO 7, AFO 12

ASO 3 ATTIVITA' SPECIALI DI APPRENDIMENTO AFO 3, AFO 4, AFO 5

ASO 4 ATTREZZATURE E IMPIANTI AFO 8, AFO 11, AFO 13

ASO 5 ACCOGLIENZA E ORGANIZZAZIONE AFO 1, AFO 7

ASO 6 ACCESSI AFO 10

ASO 7 FILTRO AFO 3, AFO4, AFO 9

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Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp) e progetto di un

nido d’infanzia e ludoteca aziendali per l’Università di Pisa a Cisanello - Marco Agostini 114

2.7 Esigenze da soddisfare e requisiti da rispettare

L’intervento riguarda specificatamente la realizzazione di un edificio da destinare a nido d’infanzia e ludoteca aziendali. Il nido sarà composto da due unità pedagogiche per ospitare al massimo 20 medi (bambini tra 12 e 24 mesi) e 20 grandi (bambini tra 24 e 36 mesi) e al suo interno dovranno potersi svolgere tutte le attività necessarie a compiere il percorso formativo del bambino secondo i programmi pedagogici che saranno adottati dall’Università di Pisa. La ludoteca dovrà essere composta da aule e laboratori per ospitare al massimo 40 bambini suddivisi in fasce di età dai 3 ai 10 anni. I servizi tecnici, la cucina e gli ambienti per gli adulti dovranno essere in comune tra nido e ludoteca.

Il nuovo edificio, in sintesi, dovrà comprendere sostanzialmente: per il nido d’infanzia:

 due unità pedagogiche, ciascuna con spazi per il riposo e servizi annessi. Ogni unità potrà ospitare al massimo 20 bambini;

 spazi per le attività libere fuori dall’ambiente destinato all’unità pedagogica. per la ludoteca:

 aule per ospitare 40 bambini suddivisi per fasce di età;

 laboratori per insegnamento speciale;

 spazi per postazione di studio collettivo e sperimentazione informatica. comuni a nido e ludoteca:

 spazi per la mensa (possono essere all’interno dell’unità pedagogica);

 una cucina sterile e una cucina scolastica con spazi e servizi annessi;

 spazi per gli insegnanti con servizi annessi;

 ufficio di amministrazione e segreteria;

 ampio spazio di ingresso e accoglienza;

 spazio di distribuzione e mediazione tra gli ambienti;

 ampio salone per incontri, recite e spettacoli;

Riferimenti

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