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La strada è ancora lunga, ma un passo importante è stato fatto

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Academic year: 2021

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La strada è ancora lunga, ma un passo importante è stato fatto

Il PNRR prevede due azioni molto importanti per migliorare la qualità di vita delle persone fragili e dei loro familiari e caregiver: potenziare i servizi a domicilio e riqualificare le strutture residenziali. Secondo Gabriella Salvini Porro, si tratta di un traguardo significativo, raggiunto grazie all’unione di molte forze.

di Gabriella Salvini Porro (Presidente Federazione Alzheimer Italia)

Accogliamo con grande soddisfazione la notizia che il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi il 25 aprile include una vera e propria riforma organica degli interventi in favore degli anziani non autosufficienti ed è previsto che sia approvata entro la fine di questa legislatura. Una novità che ci rende molto orgogliosi perché è la dimostrazione che unendo le forze e lavorando insieme si possono raggiungere traguardi sempre più significativi. Ringraziamo il Network Non Autosufficienza per aver creato un gruppo di lavoro formato da attori eterogenei ed estremamente competenti che ha saputo comporre una proposta articolata e molto professionale che ha unito la visione di insieme ad una grande concretezza. In aggiunta a ciò, abbiamo molto apprezzato la capacità di riunire una serie di associazioni che, condividendo questo percorso, hanno potuto arricchirsi a vicenda portando il valore aggiunto della propria esperienza quotidiana di cura e sostegno alle persone fragili e ai loro familiari.

È passato oltre un anno da quando il nostro paese, come il resto del mondo, si è trovato ad affrontare la pandemia da Covid-19: un periodo doloroso e difficile che ancora purtroppo non si è concluso. Questo prolungarsi dell’emergenza ha messo in luce la necessità di intervenire con urgenza a sostegno dei cittadini più vulnerabili, tra cui gli anziani non autosufficienti e le persone con demenza, che hanno pagato uno dei prezzi più alti di questa pandemia. La chiusura dei servizi, l’accesso limitato a cure mediche e terapie, l’inadeguatezza di alcune strutture sanitarie e RSA, la perdita di contatti sociali hanno peggiorato la qualità della vita di oltre un milione di persone, e relative famiglie, che in Italia convivono ogni giorno con la demenza.

Noi della Federazione Alzheimer Italia non abbiamo mai smesso di stare al loro fianco, tenendo attivi i servizi di supporto e assistenza e continuando l’incessante lavoro di advocacy presso le Istituzioni, per mantenere viva l’attenzione sul tema della tutela dei diritti. Abbiamo proseguito la collaborazione con tutte quelle realtà che, come noi, portano avanti con impegno e passione le istanze a sostegno delle categorie più fragili della società.

Proprio per questa ragione la Federazione Alzheimer Italia ha raccolto subito e con entusiasmo l’invito del Network Non Autosufficienza di aderire alla proposta “Costruire il futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti”, elaborata per includere il sostegno agli anziani non autosufficienti e le loro famiglie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Sappiamo che seppur non tutte siano anziane, le persone con demenza rappresentano la maggioranza degli anziani non autosufficienti e l’assenza di azioni a loro dedicate nel Piano Nazionale sarebbe stata una grave mancanza.

Abbiamo apprezzato in particolare il fatto che la proposta contenesse interventi per potenziare i servizi a domicilio e riqualificare le strutture residenziali: due azioni molto concrete e necessarie per migliorare la qualità della vita delle

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persone fragili e dei loro familiari e caregiver. La Federazione ha recentemente avuto l’opportunità di essere ricevuta dalla “Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”, voluta dal Ministro della Salute Roberto Speranza e presieduta da Monsignor Vincenzo Paglia: proprio in quell’occasione abbiamo fatto presente la necessità di integrare gli aspetti sanitari e socio-assistenziali con una migliore attenzione all’assistenza domiciliare.

Seppur la strada da percorrere sia ancora lunga, siamo convinti che un passo importante sia stato fatto e per questo dobbiamo essere tutti molto orgogliosi e fiduciosi nel futuro.

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