Piano Territoriale di Coordinamento Variante per la disciplina del territorio rurale

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Piano Territoriale di Coordinamento

Variante per la disciplina del territorio rurale

RELAZIONE

Pisa, settembre 2012

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INDICE:

PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO : IL TERRITORIO RURALE

PREFAZIONE……….…pag.3 1. Inquadramento Normativo……….. .pag.5 2. INQUADRAMENTO TERRITORIALE……… . pag.7 2.1. L’Attività Agricola………...pag.7 3. IL PAESAGGIO……… pag.9 3.1 Il Sistema della Pianura dell’Arno ………pag. 9 3.2Il Sistema Territoriale delle Colline Interne e

Meridionali………..pag.10 3..3 Subsistemi Territoriali di Paesaggio………...pag.10 3.4 Sistemi di Paesaggio del Ptc……… ……….……pag.14 4 IL SISTEMA PRODUTTIVO RURALE ……….pag.16 4.1 L’Evoluzione del Territorio Rurale………pag.16 4.2. Le Specializzazioni Territoriali………...pag.18 4.3. L’uso Delle Superfici………..………pag.19 4.4.Variazioni Intercensuarie 1990-2000 Della Sau E Della Sat in Funzione

del Numero delle Aziende……… …...pag.19

5. I CONTENUTI DELLA VARIANTE………..pag.21 5.1. La Programmazione Regionale : il PIT e il PIER……….. …pag.22 5.2. Gli Obiettivi………..………. ……..pag.22 6 LE AZIONI STRATEGICHE……… …….pag.28 6.1. Criteri Generali……… …..pag.26 6.2.Le Azioni………..……… ...pag.29 7. LA DISCIPLINA PER IL TERRITORIO RURALE ……… …...pag.31 7 1. Disciplina delle Invarianti………... .pag.31 7.2 Invarianti del Territorio Rurale……….pag.34 7.3 Aggiornamento Ptc / Documentazione ………... pag.37

8. RIFERIMENTI NORMATIVI………..…...pag.39

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LA "VARIANTE DI MANUTENZIONE" DEL PTC PER IL TERRITORIO RURALE 1.

PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO: IL TERRITORIO RURALE Prefazione

A cinque anni dall’approvazione del PTC, gli approfondimenti compiuti sulle dinamiche in atto nel territorio, ma soprattutto il mutato contesto socio-economico del mondo agricolo, hanno portato alla determinazione di configurare una variante al PTC provinciale relativa al territorio rurale.

I dati sul consumo di suolo in Provincia di Pisa tra il 1995 e il 2005, seppure con dimensioni non eclatanti, testimoniano di un progressivo disallineamento tra il consumo di suolo a fini edificatori e la crescita della popolazione residente e dell’occupazione industriale: a fronte di una crescita in termini percentuali della popolazione del 3,18% ed un dato invariato dell’occupazione industriale, nel decennio analizzato si registra un aumento di suolo urbanizzato a fini produttivi del 78,38% e a fini residenziali del 9,50% (differenza di suolo urbanizzato totale del periodo +20,46%). Questi dati mostrano la necessità di un vero e proprio cambiamento politico-culturale. Lo sviluppo economico non può prescindere dal territorio e dalla sua centralità; né dal riconoscimento della sua importante funzione sociale e collettiva.

La pianificazione urbanistica è uno degli strumenti essenziali per costruire qualità sociale e ambientale, se collocata, come deve, nel quadro di politiche e azioni di governo integrato del territorio improntate a realizzare la sostenibilità dello sviluppo. L’assunzione del principio di sostenibilità, con le molteplici connessioni che esso ha con molti aspetti della vita delle persone, supera la dicotomia tra azioni di tutela e azioni di trasformazione, e fa in modo che queste possano concorrere insieme a produrre maggiore qualità urbana, sociale e ambientale.

Il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pisa individua nei

territori

i punti di forza della strategia di governo degli stessi.

Territori

intesi come elementi naturalistici e culturali insostituibili, da tutelare e valorizzare sia nel loro insieme, sia nella loro specificità.

La variante assume come finalità generale l’effettiva ed efficace tutela del

paesaggio

, con l’obiettivo di precisare e descrivere meglio il patrimonio del territorio rurale della Provincia di Pisa, a cui viene riconosciuto un valore di esistenza ed un valore d’uso in quanto risorsa.

Il

territorio

non è solo il suolo e la società che vi vive, ma il vero e proprio patrimonio (fisico, sociale, culturale) di cui dispone una Comunità; il valore aggiunto collettivo che, se valorizzato e difeso, rappresenta la risorsa fondamentale per lo sviluppo e la qualità della vita delle comunità. Il

paesaggio

, poi, deve assumere sempre più il ruolo di riferimento territoriale per un corretto uso delle risorse. L’acqua, il suolo, la città, le infrastrutture, i paesaggi, la campagna, le foreste, gli spazi pubblici sono beni da trattare in un’ottica qualitativa e non solo quantitativa. Sono i caratteri peculiari attraverso i quali si possono superare e risolvere le più importanti crisi ecologiche (salute, clima, alimentazione, energia, biodiversità…). In riferimento ai compiti di programmazione, il territorio deve essere considerato un

bene

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pubblico

, in quanto esso costituisce l’ambiente essenziale alla riproduzione materiale della vita umana ed al realizzarsi delle relazioni socio-culturali.

L’agricoltura è un settore strategico per qualunque Paese del mondo, non solo per il valore economico che esprime, ma perché è alla base della salute e della qualità della vita delle persone. Essendo il territorio rurale quello soggetto ad erosione, è proprio a partire dalla specificità dello stesso territorio rurale (inteso come spazio agroforestale) che occorre avviare qualsiasi riflessione in materia di pianificazione. I territori rurali sono il luogo della conservazione e riproduzione delle risorse naturali ed, allo stesso tempo, il luogo della produzione del cibo.

L’agricoltura della provincia di Pisa ha intrapreso ormai da tempo un percorso di adeguamento improntato sulla ricerca di mercati di qualità, sulla differenziazione, sulla creazione di valore e sulla diversificazione produttiva. Sotto questo profilo, le imprese hanno saputo sfruttare le potenzialità derivanti dal flusso turistico, da una qualificazione della domanda dei consumatori locali, da una crescente vivacità e disponibilità alla collaborazione tra imprese, e tra queste e le amministrazioni locali, che hanno incoraggiato la nascita di progetti comuni e iniziative collettive. L’affermazione del ruolo dell’agricoltura multifunzionale, che assicura il mantenimento di infrastrutture collettive in campo ambientale, sicurezza alimentare, servizi alla persona, necessita l’avvio di un più fitto dialogo tra settori e competenze. In particolare, le politiche di sviluppo rurale, coordinate con le politiche territoriali (specialmente pianificazione urbanistica e servizi) possono guidare i comportamenti individuali e collettivi, facendo leva più sull’incentivazione, che non sui vincoli, difendendo le aree più fertili da altri utilizzi.

Richiamate queste premesse, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Provinciale, la variante al PTC affronterà alcuni temi, quali la revisione normativa della multifunzionalità in particolare per le cantine dovuta alle mutate esigenze produttive e di mercato; la revisione dei parametri per l’esercizio delle attività zootecniche in funzione della completa applicazione delle norme sul benessere animale; la necessità di preservare il paesaggio rurale e le aree produttive agricole al fine di garantire la produzione di cibo; le problematiche relative allo spandimento dei fanghi in agricoltura; ulteriori meccanismi di incentivo/disincentivo per la promozione di una corretta gestione del territorio rurale; una nuova disciplina per la realizzazione di annessi, l’installazione di manufatti precari e di serre.

Relativamente alle fonti rinnovabili in zona agricola, il PTC provinciale prevedrà, nell’ambito delle proprie competenze, di individuare ulteriori elementi di cautela negli strumenti urbanistici comunali per favorire le fonti rinnovabili quale aspetto della multifunzionalità dell’azienda al fine dell’auspicabile raggiungimento dell’autosufficienza energetica; ottenere il minor consumo possibile di territorio, favorendo prioritariamente il riutilizzo delle aree degradate da attività antropiche. Ai fini della localizzazione, particolare riguardo sarà dato alle zone agricole caratterizzate da produzioni agroalimentari di qualità e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale, individuando per ciascun territorio l’opportuna fonte rinnovabile. Questo al fine di conciliare le politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio con lo sviluppo delle energie rinnovabili, in coerenza con lo spirito della Legge Regionale 11/2011.

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1. Inquadramento Normativo

Il Ptc vigente è stato approvato nel 2006 prima del recepimento nel Pit regionale delle direttive europee e del Codice inerenti il Paesaggio. Pertanto il Ptc , avendo all’epoca valenza paesaggistica, è già stato enunciato secondo criteri di valorizzazione e salvaguardia. Le integrazioni alla disciplina della

variante del territorio rurale

sono un approfondimento dei valori ambientali e paesaggistici , organizzati in modo sistematico, ed enunciati (secondo la struttura e del Ptc ) in obiettivi, invarianti e disciplina delle invarianti.

Gli aggiornamenti introdotti nella disciplina del Ptc , riguardano :

- il documento Norme , all’art 61 Le Aree Agricole : recepimento delle direttive introdotte dal regolamento di attuazione del titolo IV, capo III ( il territorio rurale/ 5/RDEL 9.02.2007 ) aggiornato al Decreto del Presidente della Giunta Regionale 09 febbraio 2010, n.

7/R e dalle le modifiche alla LR n 30 del 23 .06.2003 introdotte dalla LR n. 80 del 2009

"Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana", e delle vigenti normative in ambito rurale;

- il documento Norme : approfondimento paesaggistico derivato dall’ implementazione del Pit regionale e del regolamento 7 /R ( “…

l’ edificazione e l’ urbanizzazione delle campagne avvenga solo in via del tutto eccezionale quanto eccellente … preservando così le aree di maggior pregio e maggiore fragilità paesaggistico – ambientale “ e che “… è auspicabile che il presidio delle campagne e dei territori collinari [in particolare] venga assicurato dalla presenza delle aziende agricole attraverso il potenziamento della qualità e dello sviluppo delle attività economiche … al fine di mantenere un presidio sul territorio “

) agli articoli :

all’art. 11.3 Sistema della Pianura dell’Arno, Territorio Rurale Obiettivi ; art. 12.2 Sistema della Pianura dell’Arno, Territorio Rurale Invarianti ;

art. 13.2 Sistema della Pianura dell’Arno, Territorio Rurale Disciplina delle Invarianti ;

art. 14.3 Sistema delle Coline Interne e Meridionali : Territorio Rurale Obiettivi ; art. 15 Sistema delle Coline Interne e Meridionali : Territorio Rurale Invarianti ; art. 16.2 Sistema delle Coline Interne e Meridionali : Territorio Rurale Disciplina delle Invarianti ;

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Ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Art. 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 / art. 10 della L 6 luglio 2002, n. 137) e della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) la Regione Toscana ha implementato il piano di indirizzo territoriale (PIT) per la disciplina paesaggistica (adozione16/06/2009).

Tra i documenti del Quadro Conoscitivo del PIT ,

Le schede di Paesaggio

della Toscana individuano complessivamente 38 ambiti, di cui sei riguardano la Provincia di Pisa : Area Pisana , Area Livornese, Valdera, Valdarno Inferiore, Area Volterrana, Maremma Settentrionale. Ogni ambito ha una propria specificità con valori naturalistici, storico - culturali ed estetico - percettivi diversi. Qualità da conservare e valorizzare attraverso azioni distinte.

In Provincia di Pisa emerge quale elemento strutturale del territorio, il

Paesaggio Agrario e forestale

.

Infatti tre quarti della superficie sono caratterizzati da una morfologia prevalentemente montuosa coperta da una variegata vegetazione boschiva a querceto misto, roverella e leccio (monti Pisani, Colline Vecchianesi) e da una morfologia collinare coperta da boschi di sclerofille sempreverdi, castagneti da frutto (Colline interne e meridionali) Le fasce collinari più basse sono coltivate a vite , olivo , alberi da frutto, mentre le grandi pianure bonificate, caratterizzate dal sistema artificiale di canali e fossi ( Arno / Serchio/ ex Padule di Bientina) sono coltivate a seminativi e pioppeti .

E’ quindi di fondamentale importanza investire sul territorio rurale e incentivare il valore dell’agricoltura come risorsa alimentare, economica ed ambientale, per contrastare la

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2. INQUADRAMENTO TERRITORIALE 2.1. L’attività Agricola

In Regione Toscana l’ attività agricola incide del 3,4%, sul prodotto interno lordo, con circa settantamila occupati.

Nella Provincia di Pisa gli occupati in agricoltura sono 5.277 , suddivisi in lavoratori in proprio 46,5% , dipendenti 40,4%, coadiuvanti familiari 7,8% , imprenditori e liberi professionisti 3,8% , soci di cooperative 1,5%. Il lavoro femminile riguarda il 36% degli occupati. Il dato relativo al ricambio generazionale (29 %) è assai inferiore rispetto agli altri settori produttivi 1.

Nella Provincia di Pisa2 il territorio rurale è organizzato in Aziende di media grandezza (50 ha) ; la maggior parte di queste aziende sono specializzate nella produzione di colture di qualità, come l’olio e la vite e svolgono collateralmente l’ attività turistica. La tendenza nel nostro territorio agricolo è orientato verso la multifunzionalità. Nell’ultimo decennio l’attività agricola è stata sottoposta ad un processo di ridefinizione dei propri ruoli e della propria collocazione produttiva e sociale. La situazione dell’assetto agro-zootecnico si presenta infatti estremamente mutevole, essendo suscettibile a dinamiche quali le strategie di impresa, le opportunità di mercato, le reti di collaborazione tra imprese, il cambiamento dei consumi, le direttive europee.

1 Piano di Sviluppo Rurale

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Ma il territorio rurale ha un valore aggiunto: il suo

paesaggio

. L’ambiente naturale e antropico e più in generale la struttura agraria nel suo complesso, determinano significative relazioni, sia visive , sia funzionali con il territorio. Paesaggio che sta perdendo parte della sua

Toscanità

a causa dei cambiamenti di produzione e di lavorazione della terra : coltivazione di specie vegetali non tradizionali imposta dalle direttive europee, meccanizzazione in agricoltura , oltre al processo di urbanizzazione delle campagne e all’abbandono dell’attività agricola.

La pianificazione strategica del Ptc inizia dalla conoscenza analitica del suo territorio.

Territorio di ca. 244. 000 ettari che presenta realtà e valori paesaggistici diversi , sia dal punto di vista strutturale, sia in rapporto alle dinamiche economiche e sociali.

Tre quarti della superficie sono caratterizzati da una morfologia montuosa – collinare, quasi interamente coperta da bosco, ad esclusione delle fasce pedecollinari caratterizzate dalla coltivazione di viti e olivi. Mentre la pianura che occupa una superficie di ca. 50.000 ettari ( per lo più coincidente con la pianura alluvionale a nord ) è fortemente insediata.

Dal dopoguerra le scelte urbanistiche legate allo sviluppo socio-economico, si concretizzano con una forte consumo di suolo. Uno sviluppo urbanistico che prevarica il contesto rurale e paesaggistico. Le aree residenziali si sviluppano in continuità con i nuclei esistenti, mentre le attività produttive si attestano lungo le pianure alluvionali a ridosso dei fiumi e della viabilità.

L’espansione massiccia a nord , lungo la pianura dell’Arno salda gli abitati dando forma a una conurbazione lineare nelle aree verdi residuali, causando la perdita di demarcazione tra la città e la campagna.

Questo sviluppo è stato costante nel tempo nonostante la promulgazione di leggi regionali e nazionali e di scelte locali che hanno teoricamente contrastato questa tendenza, in nome della sostenibilità e della compatibilità ambientale.

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Tuttavia grazie alla sua conformazione geomorfologia, una parte consistente del territorio provinciale ( tre quarti) è rimasto pressoché inalterato ed è destinato all’uso agricolo, con differenti modalità di produzione e forme di coltivazione in base alla collocazione geografica, alla struttura morfologica, alla qualità infrastrutturale e alle scelte programmatiche.

Nella Provincia di Pisa buona parte del territorio extraurbano è interessato da istituti faunistci, parchi naturali, Aree Protette , Siti d’importanza regionale e/o comunitaria e aree d’interesse ambientale, che oltre a salvaguardare l’eco - sistema e a valorizzarne gli aspetti naturalistici e ambientali, consentono di regolamentare e tutelare l’architettura rurale e le coltivazioni tradizionali, attraverso specifici piani di gestione.

3. IL PAESAGGIO

Sotto l’aspetto geografico e socio – economico il Piano Territoriale di Coordinamento suddivide la Provincia di Pisa in due areali distinti, che corrispondono ai due Sistemi Territoriali principali:

La Pianura dell’Arno

, a nord , e

Le Colline Interne e Meridionali

, a sud. I due sistemi territoriali provinciali costituiscono il riferimento primario per l’organizzazione delle strategie provinciali, per la verifica delle coerenze della programmazione settoriale provinciale e comunale, della coerenza tra i programmi di sviluppo locale e gli atti della pianificazione provinciale e comunale .

“Sistema territoriale della “Pianura dell’Arno”

Il Sistema territoriale locale della “Pianura dell’Arno comprende i Comuni di Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano, Cascina, Calci, Buti, Calcinaia, Pontedera, Ponsacco, Vicopisano, Bientina, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno, Montopoli Val d’Arno e S.

Miniato. La presenza storica di grandi industrie metalmeccaniche e conciarie e di un

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eccellente sistema infrastrutturale (Aeroporto internazionale Galilei /Strada di Grande Comunicazione FIPILI, Autostrada, linea ferroviaria) ha contribuito fortemente allo sviluppo economico dell’area. La presenza dell’ Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore e più recentemente di scuole ad alta specializzazione ( Scuola Superiore Sant ’Anna, C.N.R.) con sedi dislocate in luoghi diversi ( Pontedera, Santa Croce, Volterra) hanno spinto le imprese esistenti ad investire nella ricerca e favorito la crescita di nuove aziende high-tech.

Attualmente il sistema produttivo è caratterizzato soprattutto da una significativa presenza di piccole e medie imprese legate all’università, e in tempi più recenti, dalla Grande Distribuzione.

“Sistema territoriale delle Colline Interne e Meridionali”

Il Sistema territoriale locale delle Colline Interne e Meridionali comprende i Comuni di Fauglia, Orciano, Lorenzana, Lari, Crespina, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Chianni, Lajatico, Volterra, S. Luce, Castellina Marittima, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Montecatini Val di Cecina, Pomarance, Monteverdi Marittimo, e Castelnuovo Val di Cecina. La morfologia collinare ha ostacolato lo sviluppo di collegamenti infrastrutturali veloci , e allo stesso tempo ha garantito la conservazione di un’ economia legata alla tradizione agricola e all’ artigianato. La Val di Cecina , la bassa Valdera e le colline interne sono le aree geografiche specializzate nell'agro-alimentare.

In queste aree si concentrano le coltivazioni tipiche come l’ olivo e la vite. L’antica arte della coltivazione della vite e della produzione vinicola viene accreditata da vini DOCG e DOC come il Chianti delle Colline Pisane , il Vinsanto del Chianti , il Bianco Pisano di San Torpè , il Montescudaio, il Colli Etruria centrale. Anche per quanto riguarda la produzione di olio l’Unione Europea ha accolto l'Indicazione Geografica Protetta per l'olio extravergine di oliva Toscano, certificandone sia la provenienza sia la qualità.

L’unica eccezione è rappresentata dalla bassa Val Di Cecina, caratterizzata dallo sfruttamento industriale dei gas endogeni di origine vulcanica, e quindi dalla produzione di energia geotermica, connotandosi come “ Paesaggio della Geotermia “ .

3.1. I Subsistemi Territoriali del Paesaggio

La discontinuità del territorio della Provincia di Pisa nasce dalla combinazione evolutiva di dinamiche produttive, storiche, sociali, culturali che ancora caratterizzano le realtà dei diversi subsistemi e/o ambiti. Queste particolarità costituiscono la ricchezza paesaggistica e culturale del nostro territorio agricolo.

Molti di questi

Paesaggi

stanno perdendo la loro identità storica e culturale a causa dell’uso diverso, o delle modalità tecniche applicate nel territorio agricolo, ad esempio: la meccanizzazione in agricoltura, l’uso di pesticidi, la sostituzione delle colture tradizionali con le monocolture, l’abbandono del territorio rurale , ma anche l’uso turistico - ricettivo .

La variante per il territorio rurale intende valorizzare le diverse specificità del territorio rurale attraverso efficaci azioni territoriali.

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Sia le norme, sia i documenti del vigente Ptc ( art. li 21 / 24 ; Tav. P. 10) configurano il territorio della Provincia di Pisa in diversi sistemi di paesaggio , in base alla loro peculiarità territoriale , geo-morfologica, architettonico - culturale ed economico – produttiva.

Il

paesaggio

di ogni singolo subsistema è riconoscibile dalla sua specificità territoriale e culturale. Ognuno dei Subsistemi Territoriali di Paesaggio ha quindi una sua individualità coerentemente alla propria struttura e alla pratica agricola e la cultura locale.

Al

Paesaggio della Costa

corrispondono le sistemazioni agrarie inserite nel Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, dove sono presenti tenute, fattorie e ville ottocentesche, che conservano intatta la lettura del territorio a vocazione agricola, ancora oggi praticata con la coltivazione di cereali e ortaggi e con l’attività di allevamento di bovini, equini e ovini.

Del

paesaggio della bonifica

fanno parte le ex zone lacustri lungo l’Arno e il Serchio. Ampie pianure bonificate risalenti al periodo granducale, sistemate in campi e demarcate da fossi di scolo, con filari di pioppi, salici, olmi. Alcune zone a prato umido, soggette a periodici allagamenti, sono utilizzate per la produzione di foraggio e pascolo. Il paesaggio della Bonifica si sta trasformando a causa della meccanizzazione in agricoltura, l’uso di pesticidi e la sostituzione delle colture tradizionali con monocolture.

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Le aree di paesaggio fluvio lacuale

sono caratterizzate dal diretto contatto con l’acqua. Nel tempo hanno perso la tradizionale connotazione agricola. Spesso queste aree fluviali o lacustri sono inserite nella pianificazione a vari livelli come aree di rispetto e salvaguardia per la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi ad essa correlati.

Il Sistema dei crinali e il paesaggio dei pascoli e arbusteti dei crinali

corrisponde ai crinali principali, che delimitano i bacini idrografici ,caratterizzati dall’attività di pascolo. Il Ptc indica indirizzi di perimetrazione di questi specifici ambiti per la loro rilevanza ambientale, paesaggistica e percettiva, da salvaguardare e conservare.

Il paesaggio a prevalenza di colture arboree su gradoni e terrazzamenti

è tipico delle fasce più basse dei monti pisani , e delle colline vecchianesi, coltivate tradizionalmente su terreni terrazzati a oliveti e vigneti. Dalla nascita del latifondo la coltivazione a terrazzamenti ha subito un forte crollo economico, e solo recentemente, grazie alla emanazioni di leggi per la promozione e valorizzazione dei prodotti tipici, le fasce pedecollinari hanno ripreso ad essere lavorate con le tecniche e le colture tradizionali.

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il paesaggio a prevalenza di seminativi estensivi

interessa le morbide colline litoranee, che mantengono una forte connotazione agricola. La loro caratterizzazione paesaggistica si deve alla particolare geologia e potenzialità agricola dei suoli che si traducono in coltivazioni estensive di cereali e foraggio. La loro integrità paesaggistica di deve in buona parte alla carenza di infrastrutture e collegamenti veloci che hanno impedito lo sviluppo urbanistico.

Il paesaggio della geotermia

è situato nella bassa Val di Cecina. Il territorio conserva ancora forti connotazioni di ruralità ed i centri urbani hanno mantenuto il loro carattere di borghi rurali, mentre l’ espansione, essendo legata allo sfruttamento delle risorse geotermiche, ha interessato i fondovalle. Alla fine dell’800 è iniziato lo sfruttamento industriale dei gas endogeni di origine vulcanica per la produzione di energia geotermica. Gli impianti industriali e i soffioni boraciferi hanno connotato l’area come “ Paesaggio della Geotermia

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il paesaggio caratterizzato da formazioni calanchive

interessa le colline volterranee , contrassegnate da un ambiente naturale e intatto, formato da balze e calanchi. Le aree collinari sono caratterizzate dall’ abbondanza d’acqua e dalle ampie boscaglie interrotte da casolari sparsi e campi coltivati a vigneti e oliveti.

3.2. Sistemi di Paesaggio del Ptc

Come è noto nella interpretazione urbanistica contemporanea la qualità paesaggistica di un territorio esula dal regime vincolistico e dal semplice giudizio estetico ed è il risultato dell’insieme delle relazioni che nel tempo sono intercorse tra luogo, storia, natura e società locali.

La politica della Regione Toscana in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio ha condotto a numerosi studi analitici e pubblicazioni in applicazione ai criteri e alle metodologie indicati nella Convenzione Europea sul Paesaggio e al Decreto Legislativo n 42 /2004 e s. m. i.

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Al Piano Paesaggistico del Pit (art. 31) adottato a giugno del 2009, sono allegate le Schede di Paesaggio che in primis definiscono i caratteri strutturali identificativi di ciascuna zona e il loro valore intrinseco, per pervenire all’ interpretazione e alla definizione degli obbiettivi di qualità.

In questa ottica , nella fase iniziale della

Variante di Manutenzione del Territorio Rurale

, sono stati approfonditi i Sistemi e Subsistemi di paesaggio. Il documento, è composto da schede che analizzano il carattere paesaggistico e storico – culturale dei diversi ambiti.

prototipo scheda :

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4. IL SISTEMA PRODUTTIVO RURALE 4.1. L’Evoluzione del Territorio Rurale

L’agricoltura provinciale è sottoposta ad un processo di ridefinizione dei propri ruoli e della propria collocazione, produttiva e sociale. La situazione dell’assetto agro-zootecnico si presenta estremamente mutevole essendo suscettibile a dinamiche quali le strategie di impresa, le opportunità di mercato, le reti di collaborazione tra imprese,il cambiamento dei consumi.

Le imprese agricole della provincia di Pisa sono situate soprattutto nel territorio a sud,nelle zone collinari meridionali, dove sussistono ancora tradizioni colturali e grandi spazi coltivati.

In Valdicecina le aziende sono gestite per la quasi totalità da coltivatori diretti ( il 96% ), fino ad arrivare a coprirne la totalità nel comune di Orciano Pisano. Si tratta di imprese che utilizzano manodopera familiare in forma esclusiva.

La conduzione con salariati è invece diffusa nella parte settentrionale del territorio provinciale (il 15% del totale nel 2000) dove la tipologia aziendale è tradizionalmente legata ad una produzione più specialistica.

La conduzione con salariati trova comunque nuova diffusione al sud (soprattutto a Volterra ) anche in sistemi produttivi dove sono presenti aziende di dimensioni ridotte o dove si registra una frammentazione delle strutture produttive .

Nei comuni dei Monti Pisani la scarsa redditività dell’ olivicoltura, dovuta alla difficoltà di meccanizzazione in terreni terrazzati, ha visto una forte trasformazione dalla conduzione con salariati alla conduzione diretta e al part-time.

Gli occupati in agricoltura nel censimento del 2001, risultavano essere pari a 5.277 dei quali:

46,5% di lavoratori in proprio, 40,4% dipendenti, 7,8% coadiuvanti familiari, 3,8%

imprenditori e liberi professionisti e infine 1,5% soci di cooperative.

Le donne rappresentano il 36% degli occupati (valore di poco superiore a quello medio regionale che si attesta attorno al 35%) e risulta essere maggiore in 8 comuni della provincia che assumono valori percentuali compresi tra il 40-50%: : Capannoli, Castellina Marittima, Guardistallo, Lari, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Riparbella, Vecchiano.

Dei 1.897 occupati donne il 42,7% lavora in proprio, il 38,8% sono dipendenti, il 13,2% sono coadiuvanti familiari, il 3,3% sono imprenditori e liberi professionisti e solo il 2% risultano soci di cooperative. L’indice di ricambio generazionale (rapporto percentuale tra i conduttori con età inferiore ai 40 anni e l'insieme dei conduttori di aziende agricole) in provincia di Pisa, relativamente al settore agricolo, è pari al 29%, valore questo inferiore agli altri settori produttivi.

Dai dati desunti analizzando 100 domande di PMAA presentate alla Provincia di Pisa negli anni 1995 – 2005, risulta che le richieste provengono da aziende di dimensioni medie (5-20 Ha ) , e medio – grandi ( 50 ha). Le domande hanno raggiunto il picco massimo nel 1998 , successivamente a norme regionali che incentivavano l’attività agricola, come la LR n 20/1998 , Legge che prevedeva interventi a favore del miglioramento delle condizioni delle

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dalle zone provinciali tradizionalmente legate alle attività rurali, come Volterra, San Miniato e Pomarance. Su 100 domande di PMAA presentate nel 1998 gli obiettivi riguardanti i fabbricati sono rivolti per il 26% alla nuova edificazione, e soltanto una percentuale del 6% si rivolge ad interventi su fabbricati esistenti : annessi agricoli 35% ; fabbricati rurali 24% ;fabbricati misti 9% ; per un totale complessivo di 4.654.424 mc.

In ordine alla destinazione d’ uso dei nuovi fabbricati rurali la percentuale più rilevante riguarda la costruzione di annessi agricoli (70 % ) mentre una percentuale minore interessa la nuova realizzazione di fabbricati abitativi, con annessi( 12 %). Per quanto riguarda gli interventi di deruralizzazione la percentuale maggiore è rivolta alla realizzazione di annessi agricoli (43%) mentre il 35% riguarda i fabbricati misti.

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Gli interventi di deruralizzazione su fabbricati agricoli interessano abitazioni ordinarie e annessi, con una percentuale simile, per la destinazione d’uso agrituristica fino al 34 % e abitativa fino al 29%.

4.2. Le Specializzazioni Territoriali

Dal punto di vista produttivo la provincia di Pisa mantiene e valorizza le sue coltivazioni tradizionali (olio e vino , cereali) utilizzando però nuove dinamiche e nuove strategie aziendali. Dai dati dell’ultimo censimento emerge un quadro che può essere sintetizzato come di seguito:

- l’area dei Monti Pisani si caratterizza per l’elevata incidenza delle colture arboree (con valori che superano in genere il 50%), in prevalenza olivicole ;

- sulle Colline Pisane l’olivicoltura si affianca alla diffusione della vite;

- nell’alta Val di Cecina la gestione dei seminativi viene destinata in prevalenza alla cerealicoltura e alla produzione di foraggere, accanto alle quali trovano diffusione i prati e i prati a pascoli;

- nell’Area Pisana e in parte del Valdarno inferiore, accanto alla coltura dei cereali, trovano spazio la coltura della barbabietola e le colture industriali ;

- le ortive, di pieno campo ed in serra, rappresentano, invece, una risorsa, ancora oggi, di tutto rilievo per parte dell’Area Pisana (circa ¾ delle superfici provinciali destinate a queste colture) e per i primi fondovalle dell’area della Valdera.

- la presenza delle foraggere segue la diffusione delle produzioni zootecniche: la concentrazione degli allevamenti in Val di Cecina si riflette sulle scelte colturali;la presenza di strutture di dimensione aziendale rilevante, specializzate nella produzione di latte e carne bovina, nella Piana pisana.

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4.3. L’uso Delle Superfici

Il grado di trasformazione del territorio provinciale viene dedotto dai dati di incidenza della superficie agricola che presenta un valore medio piuttosto elevato , pari al 58,7%, valore che risulta essere superiore a quello medio regionale (52,7%).

Soltanto nel Valdarno i territori comunali di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull'Arno presentano una percentuale di SAT(Superficie Agricola Territoriale) inferiore al 50% del territorio comunale.

Al contrario i comuni a sud del territorio provinciale hanno un’incidenza della SAT oltre l’80%

: a Montecatini Val di Cecina si registra il valore più elevato (92,4%).

Anche in relazione alla percentuale di territori destinati all’uso agro-forestale i valori permangono bassi nel territorio settentrionale mentre raggiungono valori elevati in Val di Cecina (classe 64,8-149,9).

Analizzando invece l’incidenza della superficie agricola utilizzabile (SAU) sulla SAT sui 39 comuni , solo 7 presentano valori inferiore al 50%. Si tratta in generale di comuni come Monteverdi, Orciano Pisano, Riparbella, Calci, Castelnuovo Val di Cecina, Vicopisano, Palaia e Pomarance che sono caratterizzati da territorio boscato.

4.4. Variazioni Intercensuarie 1990-2000 della SAU e della SAT rispetto al Numero delle Aziende

L’ultimo confronto intercensuario mostra un calo complessivo dell’attività agricola, seppure in modo differente in ciascun comune. Complessivamente, nel periodo intercensuario, in provincia di Pisa si registra l’uscita di 858 aziende agricole e la perdita di 9.624 ettari di SAT e di 5.654 ettari di SAU. La superficie media aziendale si è leggermente ridotta, passando dagli 8,4 agli 8,2 ettari di SAU per azienda.

Il fenomeno più diffuso riguarda la contrazione della SAU e della SAT mentre il numero delle aziende alterna comuni dove la contrazione numerica è molto forte, ad altri dove si continua a registrare un aumento. Il quadro complessivo risulta essere quindi eterogeneo e all’interno dei comuni il dato medio non rappresenta le diversità dei comportamenti aziendali.

Nella zona del cuoio l’agricoltura sta scomparendo fino a rappresentare un dato economico poco significativo. Dove si registra una caduta del numero delle aziende la superficie media coltivata mostra lievi incrementi; altrove, invece, si registra un incremento numerico delle aziende censite, probabilmente legato ad un uso residenziale delle nuove realtà e/o alla introduzione di modelli aziendali che si basano sulla differenziazione produttiva.

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Nei territori rurali con un’agricoltura post – produttivista si ha una contrazione limitata dell’incidenza della SAT e un aumento dell’incidenza della SAU determinata da una estensione del frazionamento aziendale.

Nei comuni dove l’attività di forestazione è molto presente si registra una aumento della incidenza della SAT sulla superficie comunale. A Santa Luce, Ponsacco e Vicopisano questa tendenza si accompagna ad una contrazione degli usi della SAU ed una forestazione delle superfici aziendali.

Il fenomeno è inverso in comuni dove l’incremento dell’incidenza della SAT e della SAU procedono in parallelo a mostrare un processo di riorganizzazione del processo aziendale, seppure di diverso segno, orientato verso un aumento della scala aziendale nei comuni di Montopoli, Lajatico e Riparbella; più orientato verso un modello frammentato a Bientina, Fauglia, Pomarance e Peccioli.

Delle 15.945 aziende provinciali (in diminuzione del 5% rispetto al precedente censimento) 726 sono collocate in aree protette per un totale di 43.204 ha di SAT (23% del totale) e 17.780 ha di SAU (16% del totale). La superficie media di queste aziende è largamente superiore rispetto alla media provinciale (pari a 6,82 ha) e pari a 24,5 ha.

La dimensione media prevalente in termini di SAU (pari al 12%) per le varie aziende provinciali è compresa fra 5-10 ha anche se si segnalano comuni (pari a un 5% del totale) nei quali la superficie media aziendale è compresa fra 20 e 30 ha (Orciano Pisano e

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5 I CONTENUTI DELLA VARIANTE

5.1. La programmazione regionale: il PIT e il PIER

Successivamente all’ approvazione del PTC, la Regione Toscana ha provveduto ad una prima approvazione del PIT, del Regolamento di attuazione relativo al territorio rurale e ad una ulteriore adozione del PIT con valenza paesaggistica in prossima approvazione.

In particolare, il PIT mette in evidenza che “… l’

edificazione e l’ urbanizzazione delle campagne avvenga solo in via del tutto eccezionale quanto eccellente … preservando così le aree di maggior pregio e maggiore fragilità paesaggistico – ambientale “ e che “… è auspicabile che il presidio delle campagne e dei territori collinari [in particolare] venga assicurato dalla presenza delle aziende agricole attraverso il potenziamento della qualità e dello sviluppo delle attività economiche… al fine di mantenere un presidio sul territorio “.

Le priorità risultano, quindi, (art. 20,21,22,23) la tutela della qualità del patrimonio paesaggistico, la tipologia insediativa “non urbana”, la qualità derivante dagli insediamenti a bassa densità insediativa.

La Regione Toscana ha approvato nel 2008 il PIER che regola la politica energetica regionale, favorendo l’ installazione di impianti per le energie rinnovabili che hanno bisogno di essere regolati nei loro rapporti con il territorio rurale.

5. 2 . Gli Obiettivi

Gli obiettivi della variante per il territorio rurale partono dalle seguenti considerazioni

:

- il territorio rurale come luogo della produzione agricola in quanto l'agricoltura detiene un peso nell'economia e nell'occupazione a scala provinciale;

- il territorio rurale come luogo di attività legate al tempo libero e al turismo ;

- il territorio rurale come elemento rappresentativo della identità provinciale per la caratteristica di ruralità diffusa del suo territorio e coincidente in buona parte con l’immagine stessa della Provincia;

- Il territorio rurale come sistema ambientale, dotato di ecosistemi strettamente connessi alla pratica dell’agricoltura;

- Il territorio rurale come bene culturale, in quanto vi è coincidenza tra paesaggio rurale e paesaggio di eccellenza ;

- Il territorio rurale come molteplicità di valori da conservare e valorizzare ;

Tali considerazioni hanno condotto ai seguenti obiettivi :

- Conservare la qualità del paesaggio rurale

, favorendo la ricostituzione, il ripristino, la valorizzazione e la riorganizzazione delle risorse naturali agro-ambientali, degli elementi

(22)

tradizionali del paesaggio agrario e delle infrastrutture storiche tradizionali. Il paesaggio rurale è caratterizzato dalla trama infrastrutturale che delinea l’orditura dei campi, dalle strade poderali, dai tracciati viari storici, da alberature di antico impianto, dai viali alberati, dai filari in fregio alle strade poderali e interpoderali, dalle siepi autoctone, dalle sistemazioni idraulico agrarie costituite dai terrazzamenti, ciglionamenti, dalla rete scolante, dalla rete idraulica della bonifica. Il PTC promuoverà la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, ippovie di collegamento con le aree di valore naturalistico e storico culturali. Per quanto riguarda il paesaggio vegetazionale storico e/o significativo costituito dalle risorse agro – forestali, il PTC salvaguarderà le parti di territorio interessate da aree boscate attraverso la gestione e la tutela del patrimonio forestale, anche incrementando l’indice di boscosità nei Comuni a basso e medio indice e valorizzando la silvicoltura per lo sviluppo delle economie locali.

- Conservare e valorizzare il territorio agricolo

attraverso la Identificazione e la salvaguardia delle aree più significative dal punto di vista produttivo, preservando le caratteristiche dei suoli, la loro esposizione e la dotazione di infrastrutture ecc. Conservare e valorizzare il territorio e il patrimonio architettonico collinare, adottando strategie che non ne compromettano le risorse. La caratteristica prevalentemente collinare del territorio pisano ne accentua il valore identitario oltre che ambientale, paesaggistico, e culturale. Il patrimonio collinare è inteso quindi nella sua interezza, quale che sia l’andamento orografico (collinare, vallivo), il livello di antropizzazione, l’uso, il grado di naturalità e le colture in atto. Sono consentiti interventi di recupero e di riqualificazione coerenti con i principi di tutela del patrimonio architettonico rurale. Nell’ambito dei sistemi di crinale, elementi di riferimento e connotazione paesaggistico - ambientale, essi dovranno essere mantenuti integri in quanto elementi ordinatori di un insediamento storico o storicizzato. Pertanto le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dovranno essere coerenti con gli assetti plano-altimetrici dell’insediamento storico consolidato. Nell’ambito delle aree di pianura si dovrà mantenere la trama fondiaria della bonifica, caratterizzata dal reticolo infrastrutturale idraulico e viario e dai manufatti idraulici. Recuperare le attività agricole e incentivare le attività connesse all’agricoltura. Recuperare i fabbricati esistenti con interventi di restauro, uso di materiali e tipologie tradizionali . Riqualificare le aree di paesaggio fluvio-lacuale e le aree umide attraverso la realizzazione di una rete ecologica.

-

Conservare gli elementi edilizi tipici dell’ architettura rurale,

in quanto testimonianze di valore storico e architettonico. Per conservare le caratteristiche tipologiche del nostro territorio è ammissibile la demolizione di superfetazioni, la sostituzione di strutture obsolete e il ripristino con materiali tradizionali, evitando alterazioni che ne compromettano le caratteristiche formali

e visive. Lo strumento urbanistico comunale censisce i fabbricati in ambito rurale e redige un catalogo delle tipologie insediative e dei caratteri edilizi dei fabbricati esistenti in ambito rurale. Le trasformazioni edilizie previste dagli strumenti urbanistici devono essere coerenti con gli assetti plano-altimetrici e tipologici descritti nel catalogo. Le trasformazioni urbanistiche devono tendere al recupero delle aree di degrado, conservando e valorizzando la matrice dell’organizzazione agricola tradizionale e la tipologia prevalente dell’area di riferimento. Il patrimonio edilizio rurale non più utile alla conduzione dei fondi agricoli, può cambiare la destinazione d’uso compatibilmente con le funzioni rurali.

In questa ottica e a tutela del paesaggio rurale sono da sottoporre a nuovi parametri:

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_ la realizzazione di annessi agricoli con fondi agricoli al di sotto dei parametri _ l’esercizio dell’attività zootecnica ai fini di adeguare le norme sul benessere degli animali.

La conservazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio rurale può creare le condizioni per favorire la nascita di nuove opportunità di lavoro e di nuove figure imprenditoriali e professionali.

-

Individuare zone agricole di interesse paesaggistico - ambientale

sulla base di:

presenza di forme di coltivazione tradizionali o particolari connotanti il paesaggio, quali: le colture ad olivo negli ambiti collinari, le coltivazioni nelle bonifiche storiche, le sistemazioni agrarie aventi rilevanza paesaggistica e simili;

- presenza di un significativo rapporto tra edifici esistenti, viabilità tradizionale e assetti vegetazionali e delle colture;

- conformazione dei terreni agricoli ad assetti antichi, compresenza di corpi idrici (divagazioni storiche, antiche rive lacuali, terrazzi alluvionali del quaternario e simili);

- mantenere e/o recuperare le sistemazioni agrarie che determinano un valore paesaggistico aggiuntivo oltre a svolgere una funzione di presidio ambientale e paesaggistico;

- presenza di formazioni geologiche particolari, di depositi fossiliferi significativi, di carsismi, di siti storici di estrazioni minerarie, di grotte o di altre singolarità;

- presenza di aree di congiunzione tra ambiti di interesse naturalistico – ambientale per la conservazione e l'arricchimento delle specie vegetali ed animali;

- presenza di un ambiente fluvio-lacuale, con significativa connotazione naturalistica;

- caratteristiche di pregio naturalistico- ambientale (aree protette, aree di interesse ambientale del PTC), promuovendo una gestione sostenibile attraverso la realizzazione di strutture e servizi compatibili, offrendo opportunità di lavoro e sviluppo;

- presenza di aree caratterizzate da dinamiche naturali e o caratteri fisici, che ne escludono la possibilità di produzioni agro- forestali, al fine di assicurarne la tutela degli equilibri ambientali e delle risorse.

-Individuazione di parti di territorio rurale con caratteri di marginalità dal punto di vista della produzione agricola

, al fine di attuare una strumentazione di piano utile a contrastare l’attuale degrado idrogeologico e paesaggistico e, allo stesso tempo, consentire nuove opportunità di sviluppo attraverso attività di recupero e valorizzazione delle coltivazioni abbandonate, compatibili con il territorio rurale.

Tali attività dovranno essere finalizzate a valorizzare le potenzialità intrinseche dell’area, anche in modo integrato, e contribuire ad un miglioramento qualitativo del contesto territoriale, sottraendole alla possibile pressione speculativa.

- Valorizzare e conservare le visuali paesaggistiche

dettando opportune disposizioni per la conservazione e la fruibilità delle visuali panoramiche e paesaggistiche.

- Promuovere la biodiversità animale e vegetale

Per garantire un buon livello di biodiversità le azioni devono confrontarsi con le esigenze locali. Infatti la biodiversità è custodita dalle pratiche agricole.

Per conservare e implementare il grado di biodiversità devono quindi essere rivolte azioni per incentivare le aree coltivate, anche attraverso la reintroduzione delle tradizionali colture

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promiscue ,che nel nostro territorio sono una componente essenziale degli ecosistemi , oltre a rappresentarne il paesaggio tipico.

Appare quindi evidente il crescente grado di interdipendenza che si va stabilendo tra comunità e produzioni locali.

- Promuovere azioni per migliorare la naturalità complessiva del paesaggio

e mantenerne inalterati gli ecosistemi. Le azioni si relazionano con le attività forestali e agricole, mantenendo e ripristinando le sistemazioni agrarie e le infrastrutture poderali, indispensabili per la conservazione delle specie faunistiche e per la stabilizzazione delle condizioni idrogeologiche.

Eventuale nuove piantumazioni dovranno essere costituite da elementi vegetali autoctoni o tradizionali. Promuovere la diffusione di una cultura ambientale con la realizzazione di strutture per la diffusione e l’osservazione della fauna e la realizzazione di nuove aree e parchi Naturali.

Mantenere gli istituti venatori al fine di rendere maggiormente organica e funzionale la politica di difesa e gestione della fauna selvatica, recependo quanto sarà definito con il nuovo Piano Faunistico Venatorio Provinciale. Promuovere la gestione attiva per la difesa del territorio e la conservazione del paesaggio e dello sviluppo delle economie innestate nelle risorse locali.

-Recuperare le attività agricole e le attività connesse all’agricoltura in aree rurali,

migliorare la produzione agricola e la competitività aziendale con una politica di incentivazione a favore di produzioni locali; recupero di produzioni tradizionali, adozione di sistemi di produzione ecocompatibili e attività di allevamento ispirate a criteri di sostenibilità ambientale e benessere animale. Il mantenimento di attività agricole è un elemento indispensabile alla conservazione del paesaggio e alla tutela degli elementi che lo connotano e costituisce un deterrente alla dispersione insediativa nel territorio.

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- valorizzare le produzioni agricole locali

La discussione sul tema del cibo è argomento di grande attualità e assai complesso, che comprende oltre alla riorganizzazione di filiere di qualità, la ricostruzione dei rapporti di mercato con il consumo locale e/o diretto pubblico e/o privato, la verifica di tutti gli strumenti tecnici, infra-strutturali, logistici e di comunicazione necessari.

L’agricoltura della provincia di Pisa ha intrapreso ormai da tempo un percorso di adeguamento improntato sulla ricerca di mercati di qualità, sulla differenziazione, sulla creazione di valore e sulla diversificazione produttiva. Sotto questo profilo, le imprese hanno saputo sfruttare le potenzialità derivanti dal flusso turistico, da una qualificazione della domanda dei consumatori locali, da una crescente vivacità e disponibilità alla collaborazione tra imprese, e tra queste e le amministrazioni locali, che hanno incoraggiato la nascita di progetti comuni e iniziative collettive. Al fine di recepire i cambiamenti del settore agricolo e valorizzare le produzioni agricole locali, la variante al PTC Provinciale si propone di:

- promuovere e adottare studi e criteri di Ricerca per l’uso di tecniche sia agronomiche sia zootecniche riferite all’allevamento animale finalizzate alla produzione di prodotti locali e di allevamento di razze a rischio di estinzione. Innovare il Marketing e la commercializzazione dei prodotti tipici e la certificazione di qualità e tipicità, creando forme di relazione con attività tradizionali e turistiche.

- promuovere la valorizzazione e la produzione agricola di qualità, attraverso il ripristino e il potenziamento di coltivazioni tradizionali locali.

- incrementare la promozione di iniziative di filiera corta, attraverso il miglioramento delle produzioni e l’utilizzo di certificazioni e marchi e promuovendo il turismo verde e agriturismo.

La filiera corta diventa un momento di incontro, di conoscenza e di dialogo del territorio e più in generale rappresenta una “socialità alimentare” utile sia per dare nuova centralità al rapporto con il cibo e con il territorio, sia per dare continuità alle risorse, alla storia, alla cultura e alla vita locale.

Al fine di incentivare l’agricoltura biologica si dovrà: diminuire l’utilizzo di fertilizzanti, antiparassitari, infestanti e simili, derivati da processi di sintesi chimica e utilizzare concimi di origine prevalentemente vegetale ricorrendo alla distribuzione agronomica del letame e dei liquami zootecnici, nei limiti dei carichi sopportabili in relazione alle esigenze di tutela delle componenti naturali e dei relativi equilibri. Incrementare la qualità dei prodotti agricoli, riqualificando le produzioni locali utilizzando metodi di agricoltura biologica ed integrata, attivando contemporaneamente il mercato sia locale sia territoriale . Promuovere una nuova organizzazione dei sistemi alimentari attraverso la pianificazione del cibo (ai sensi dell’atto di indirizzo politico approvato con Delibera di Consiglio Provinciale n.26 del 22 aprile 2010).

L’obiettivo si propone di comprendere ed orientare le modalità di produzione, distribuzione e consumo di cibo in modo da ottenere migliori standard di accessibilità, qualità, equità, salubrità dei cibi e di ridurne gli sprechi con evidenti riflessi dal punto di vista sociale e ambientale. Creare le condizioni di contesto perché vengano ampliati gli spazi di libertà individuali attraverso l’educazione e l’informazione, e la dotazione di infrastrutture materiali in coerenza con gli interventi che riguardano il cibo.

utilizzare correttamente i fanghi in agricoltura

attraverso l’ Elaborazione di un PAPMAA corredato da:

- una relazione che descriva e definisca i tempi e le modalità di spandimento dei fanghi in agricoltura;

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- un prospetto con le superfici nette espandibili;

- un progetto di stoccaggio dei fanghi di depurazione presso l’utilizzatore finale.

promuovere sinergie tra agricoltura e ambiente

al fine di valorizzare la interrelazione tra l’ambiente rurale e il territorio circostante, prevedendo:

- rafforzare la rete ecologica attraverso la conservazione dei varchi naturali di accesso ai corsi d’acqua;

- promuovere la gestione dei varchi naturali con finalità ambientali e per il tempo libero;

- conservare la qualità paesaggistica della rete minore viaria;

- dare impulso alla realizzazione di parchi agricoli extraurbani, sottoponendoli a norme di tutela paesaggistica ed ambientale;

- assicurare la conservazione delle esistenti orditure dei campi e dei segni significativi dell'evoluzione idrica del territorio, nonché la manutenzione della rete scolante principale.

promuovere le relazioni tra agricoltura e aree protette

al fine di promuovere le relazioni tra agricoltura e Aree protette provinciali (Riserve Naturali, SIC, SIR ed ANPIL) si prevede di operare al fine di :

- individuare le Aree protette provinciali quali luoghi di eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro-ambientale con particolare riguardo alla diminuzione degli input, alla tipicizzazione dei prodotti ed alla stessa conservazione

del paesaggio;

- garantire la permanenza e l'ammodernamento strutturale delle aziende agricole;

- mantenere vivo il tessuto sociale, economico e storico-culturale delle stesse comunità umane insediate, soprattutto nelle Aree protette collocate in zone svantaggiate, mediante l'attività agricola, condotta con metodi rispettosi dell'ambiente;

- individuare strumenti specifici di intervento, volti a favorire l'esercizio di forme di agricoltura a minore impatto ambientale fortemente ancorate al contesto territoriale di riferimento.

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Promuovere le fonti di energia rinnovabili

in un quadro di corretta localizzazione, recependo le disposizioni normative vigenti e tenendo conto delle seguenti priorità:

- valorizzare i potenziali energetici delle diverse risorse rinnovabili del territorio (per ogni territorio, l’opportuna fonte rinnovabile);

- ricorrere a criteri progettuali volti ad ottenere il minor consumo possibile di territorio, sfruttando al meglio le risorse disponibili, tutelando il terreno fertile deputato alla produzione agro - alimentare;

- favorire prioritariamente il riutilizzo di aree già degradate da attività antropiche, pregresse o in atto, quali siti industriali, cave, discariche, siti contaminati, perseguendo l’obiettivo della minimizzazione delle interferenze con il territorio;

- favorire una localizzazione e una progettazione legata alla specificità dell’area, con particolare riguardo alla caratteristiche delle aree agricole. In particolare per questo ultimo punto si dovrà tener conto della presenza di zone agricole caratterizzate da produzioni agro alimentari di qualità e/o particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico- culturale. L’ uso del suolo agricolo per l’istallazione di fonti rinnovabili è auspicabile solo se legato allo sviluppo della multifunzionalità delle aree agricole, al fine del raggiungimento dell’obiettivo dell’autosufficienza energetica.

- Investire sulle energie alternative privilegiando i piccoli impianti. A tal fine dovranno essere compiute verifiche di carattere ambientale e paesistico per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili di energia in aree agricole, con particolare riferimento a biomassa ed eolico. In ottemperanza alla LR 11/2011, si individueranno le aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici a terra in recepimento delle disposizioni contenute nell’allegato A della LR11/2011, escludendo le aree sottoposte a vincolo, le aree individuate dagli strumenti della pianificazione come aree di valore o pregio paesaggistico, le aree umide, le aree di paesaggio fluvio-lacuale, le aree incluse o da includere nei sistemi ambientali della rete ecologica.

promuovere attività di servizio culturali, sociali, didattiche e turistiche

Oltre a specifici interventi sul territorio un’azione fondamentale riguarda il coinvolgimento della popolazione locale, degli addetti in agricoltura e delle scuole per promuovere la diffusione di una cultura rurale e ambientale, incluse le conoscenze scientifiche e le pratiche innovative.

Il coinvolgimento è finalizzato alla discussione, alla conoscenza del territorio e alla realizzazione di azioni sia di valorizzazione, sia di rispetto del paesaggio agricolo.

Attivare quindi una partecipazione per la promozione di progetti che non abbiano come obiettivo il solo sviluppo economico del territorio ma , ad esempio, la riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi, la salvaguardia e il risanamento delle superfici boscate e progetti di tutela qualitativa e quantitativa della risorsa idrica. La variante si propone di : - Incentivare e promuovere iniziative e attività legate alla funzione culturale, ricreativa, didattica, sociale, ricettiva.

- sostenere progetti per il restauro e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

- promuovere, qualificare e diversificare l’offerta dei servizi turistici.

- Incentivare il sistema della sentieristica, degli itinerari e dei percorsi e la rete dei servizi ad esso correlati, a supporto dell’offerta turistica.

Recuperare e riqualificare le aree agricole abbandonate o compromesse, connotate da

degrado

paesaggistico e idrogeologico, attraverso una politica di riqualificazione paesistico - ambientale, adottare quindi criteri di incentivazione a favore di produzioni tipiche, recuperando le produzioni tradizionali, e sistemi di produzioni ecocompatibili, allo stesso tempo potenziando attività di allevamento ispirata a criteri di sostenibilità ambientale.

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Disciplinare gli interventi di interesse sovracomunale, non localizzati in aree urbanizzate o urbanizzabili

, d’interesse sovracomunale, provvedendo alla modifica e/o integrazione dell’articolo 59. – Impianti per la pratica e lo spettacolo sportivo - delle attuali NTA del PTC vigente. Definire criteri per la realizzazione di interventi, di interesse sovracomunale, (adeguati alle normative di settore e al piano di zonizzazione acustica) nel territorio aperto;

definendo obbiettivi di tutela del paesaggio e dell’ambiente:

- integrazione nel sistema territoriale, nel rispetto dei caratteri delle risorse,individuando la combinazione compatibile tra le diverse funzioni, contemperando le esigenze di naturalità con quelle della fruizione antropica e della qualità paesaggistica;

- valutazione di sostenibilità ambientale paesaggistica delle azioni di trasformazione che investono il territorio aperto;

- individuazioni, mediante riferimenti ad altre norme nazionali e regionali, della sovra comunalità dell’intervento;

- individuazione delle più corrette procedure di localizzazione 6. Le Azioni Strategiche

6.1. Criteri generali

La legislazione vigente stabilisce che nell’ambito del territorio rurale, gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio individuano le zone con esclusiva o prevalente funzione agricola. Per zone con esclusiva o prevalente funzione agricola, si intendono quelle individuate in considerazione del sistema aziendale agricolo esistente, della capacità produttiva del suolo, delle limitazioni di ordine fisico, della presenza di infrastrutture agricole di rilevante interesse, della vulnerabilità delle risorse nonché della caratterizzazione sociale ed economica del territorio.

Le zone ad esclusiva funzione agricola corrispondono alle aree di elevato pregio a fini di produzione agricola anche potenziale, per le peculiari caratteristiche pedologiche,climatiche, di acclività e giacitura del suolo o per la presenza di rilevanti infrastrutture agrarie e/o sistemazioni territoriali.

Nelle zone con esclusiva funzione agricola sono di norma consentiti impegni di suolo esclusivamente per finalità collegate con la conservazione o lo sviluppo dell'agricoltura e delle attività connesse.

In particolare Il Regolamento 7/R per il Territorio Rurale entrato in vigore dal 19/4/10 modifica il precedente attraverso l’introduzione di norme che vanno a incidere sui parametri, riducendo le superfici fondiarie minime, per l’edificazione di annessi e per i fabbricati rurali abitativi. I manufatti precari e le serre sono soggette a condizioni più restrittive.

Per le aziende biologiche iscritte nell’elenco regionale di cui all’art.3 della L.R. n 49 del 16 luglio 1997, certificate e non in conversione, le superfici fondiarie minime sono ridotte del 30%

Nel 2007 la Regione Toscana approva il Regolamento di attuazione del territorio rurale (REGOLAMENTO 5/RDEL 9.02.2007 ) e nel 2009 con la L.R. n. 80 introduce modifiche alle attività agrituristiche.

La realizzazione di nuovi fabbricati non può prescindere da una

“ corretta localizzazione

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territorio a vari livelli. La priorità è quindi la tutela della qualità del patrimonio paesaggistico : qualità derivante dalle tipologie architettoniche, dagli insediamenti a bassa densità insediativa e dal mantenimento e dalla qualità del sistema di produzione agricolo.

Più permissivo è l’atteggiamento regionale verso l’agriturismo. L’attività agrituristica ad esempio può essere svolta sia in edifici con destinazione d’uso a fini agricoli che in edifici classificati come civile abitazione. Sono esclusi edifici (o parti di essi) e annessi agricoli realizzati alle condizioni contenute nelle convenzioni o negli atti d'obbligo , nei quali non è consentita la trasformazione e l’utilizzazione ai fini agrituristici .

Possono essere utilizzati per l'attività agrituristica :

a) i locali siti nell'abitazione principale dell'imprenditore agricolo ubicata nel fondo o nei centri abitati, compatibilmente con le caratteristiche di ruralità dell'edificio e del luogo in cui esso è ubicato come specificato nel regolamento di attuazione, qualora l'imprenditore agricolo svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati sito nel medesimo comune o in un comune limitrofo;

b) gli altri edifici o parti di essi esistenti sul fondo e non più necessari alla conduzione dello stesso;

c) i volumi derivanti da interventi di ristrutturazione urbanistica se ammessi dagli strumenti urbanistici comunali, o dagli atti di governo del territorio, di sostituzione edilizia nonché da addizioni o trasferimenti di volumetrie che rientrino nella ristrutturazione edilizia ai sensi dell' articolo 79 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio);

d) gli edifici posti all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa per l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, divulgative, di pratica sportiva, di escursionismo e di ippoturismo, sociali e di servizio per le comunità locali.

6.2. Le Azioni

L’abbandono dei territori agricoli e l’urbanizzazione in aree agricole periferiche hanno causato problematiche sociali ed emergenze ambientali che si possono sintetizzare nella perdita di identità del paesaggio rurale. I territori agricoli incolti e le testimonianze storico – architettoniche abbandonate creano un paesaggio degradato, e soggetto a pressioni urbanistiche e ad azioni incontrollate (discariche , sversamenti , pressioni urbanistiche).

L’ agricoltura appare quindi oggi l’attività che può assumere e potenziare le funzioni necessarie ad assicurare la sostenibilità ambientale in un prossimo futuro, sia in quanto essa sta alla base della catena alimentare, sia perché interessa una quota significativa e significante di territorio.

In tal senso le azioni strategiche della Variante si rivolgono all’incentivazione e al sostegno del lavoro agricolo e alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio rurale.

Per quanto riguarda l’incentivazione e il sostegno del lavoro agricolo, le azioni sono rivolte a :

- sostenere gli agricoltori innovatori ;

- ridefinire la distribuzione, invertendo il percorso produttivo tra consumatore e agricoltore;

- valorizzare i nuovi stili di vita per il risparmio energetico e l’economia sostenibile;

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- sostenere e finanziare i prodotti agricoli e alimentari di qualità e identitari dei nostri paesaggi;

- incoraggiare le imprese che praticano i nuovi valori dell’economia sostenibile;

Per quanto riguarda la salvaguardia e la valorizzazione del territorio rurale , le azioni sono rivolte a :

- recuperare, conservare e rigenerare la biodiversità e sostenerne la ricerca ;

- valorizzare i paesaggi rurali riattivando pratiche colturali tradizionali, coerenti con il contesto paesaggistico, conservando i caratteri di ruralità ;

- difendere l'equilibrio fisiologico, biologico ed ecologico del territorio e della collettività;

-

difendere il paesaggio agrario e i valori geologici, storici, artistici ed ambientali ;

-

difendere l’ idrogeologica del suolo anche con la messa in atto di strategie per il risparmio della risorsa idrica;

- ripristinare le sistemazioni agrarie , le infrastrutture poderali ;

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- applicare le normative vigenti sulle fonti rinnovabili di energia ;

- utilizzare correttamente i fanghi in agricoltura, anche con il supporto di un piano aziendale .

7. DISCIPLINA DEL TERRITORIO RURALE 7.1. Invarianti del Territorio Rurale

Per quanto desumibile dagli obiettivi e dalle azioni contenute nella variante , sono Invarianti del Territorio Rurale :

- la funzione di mantenimento delle attività agricole quale elemento indispensabile alla conservazione del paesaggio e alla tutela degli elementi che lo connotano al fine di contenere la dispersione insediativa nel territorio;

- la tutela del paesaggio rurale connotato da significatività naturalistica ambientale o viceversa dal degrado;

la funzione di tutela delle risorse, delle produzioni agroforestali, degli equilibri ambientali;

la funzione di difesa improntata sulla corretta tutela e salubrità dell’ambiente a sostegno della rinnovabilità attraverso l’uso delle fonti energetiche nel rispetto;

la funzione di attivazione di meccanismi perequativi che consentano il trasferimento e l’urbanizzazione in aree diverse da quelle di maggior pregio o fragilità paesistica ambientale;

la funzione di assicurare che nelle campagne permanga la presenza dell’impresa agricola orientata alla innovazione qualitativa e competitiva.

7.2 Disciplina delle Invarianti

Al fine di adeguare gli indirizzi e le prescrizioni dello strumento territoriale provinciale alle proprie scelte di carattere generale (comma 1, art. 4 del PTC) e alle sopravvenute disposizioni normative regionali e agli strumenti urbanistici sovraordinati , il Consiglio Provinciale ha dato avvio formale al procedimento di variante del PTC con Del. n 44 del 23 .06. 2011, ai sensi dell'art. 15 della LR 1/2005. La variante denominata

Variante di Manutenzione del PTC per Il Territorio Rurale,

si rivolge al territorio extraurbano ma principalmente alle problematiche e ai vari aspetti inerenti il territorio agricolo e detta specifiche prescrizioni, individua criteri e indirizzi in un’ottica di sviluppo sostenibile e di valorizzazione paesaggistica del territorio rurale.

La Variante recepisce il Nuovo Regolamento 7 R per il Territorio Rurale.

Regolamento che introduce le seguenti modifiche :

Art.2 nuovi parametri nelle superfici fondiarie minime per l’edificazione di annessi e per fabbricati rurale abitativi (art 2) mentre il totale di 1728 ore previste per la realizzazione di una unità abitativa sono le stesse per l’attività agricola primaria che per le attività connesse,

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