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CAPITOLO 1 La fisioterapia

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Academic year: 2021

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CAPITOLO 1

La fisioterapia

Il termine fisioterapia indica l’attuazione di una terapia per il trattamento di patologie e traumi attraverso l’utilizzo di agenti fisici quali la termoterapia, l’acqua, il suono, la luce, l’elettricità, le forze magnetiche, e tramite l’utilizzo di forze meccaniche, il massaggio ed il movimento

(A.H.Downer, V.L.Spear 1975)(l.Dragone, L.De Risio, C.Venzi, S.Zavattiero 2005)(B.Clark, R.M.McLaughlin 2001)(S.Rivière, S.Sawaya 2007).

La termoterapia consiste nell’applicazione a livello locale di caldo o freddo, a seconda della patologia, per ridurre l’infiammazione ed il dolore e, nel caso del calore, sciogliere la muscolatura e rendere i tessuti malleabili.

L’acqua o idroterapia offre una maggiore resistenza al moto rispetto all’aria e di conseguenza consente un maggior allenamento. Per il principio di Archimede poi, l’acqua permette al soggetto di galleggiare neutralizzando gli effetti negativi del peso gravitazionale sulle articolazioni. A seconda della temperatura che gli viene data, porterà a vasocostrizione o vasodilatazione.

Il suono, viene utilizzato per aumentare localmente la temperatura, ma più in profondità rispetto alla termoterapia. Infatti parte dell’energia delle onde sonore viene assorbita a livello tissutale e trasformata in calore.

La luce, sotto forma di laser, viene utilizzata per accelerare il metabolismo cellulare e quindi la cicatrizzazione tissutale.

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L’elettricità, utilizzata nell’elettrostimolazone, è molto utile per produrre contrazioni muscolari involontarie, aumentando così la forza contrattile ed il tono muscolare, specialmente in pazienti incapaci di produrre contrazioni volontarie, effettua azione decontratturante e riattiva la circolazione sanguigna.

Le forze magnetiche determinano rigenerazione cellulare, favoriscono la microcircolazione, hanno un effetto antiflogistico e antiedemigeno e migliorano l’osteogenesi (F.Santarsiere,

M.Sgorbini, M.Bizzeti 2007).

Per quanto riguarda il massaggio si hanno vari metodi, che agiscono più o meno in profondità e migliorano la circolazione ematica, risolvono o inibiscono la formazione di aderenze e scaldano i tessuti preparandoli alle attività successive.

Il movimento, tramite esercizi attivi o passivi, porta ad aumento della forza muscolare, a migliorare o mantenere la mobilità articolare, stimolare il sistema nervoso centrale e periferico sia a livello afferente che efferente e a migliorare la circolazione ematica e linfatica.

Obiettivo della fisioterapia è quello di riportare il paziente alle condizioni fisiche ottimali il più precocemente possibile, riducendo i tempi di degenza, accelerando i processi di guarigione dei tessuti lesionati, prevenendo le complicazioni da disuso e favorendo il raggiungimento ed il mantenimento di una qualità di vita migliore (L.Dragone, L. De Risio, C.Venzi, S.Zavattiero

2005). L’utilizzo della fisioterapia quindi, non si limita soltanto ad accelerare il recupero post

operatorio del paziente, ma può essere impiegata anche per migliorare la qualità di vita riducendo il dolore ed aumentando la capacità motoria. Oppure può essere utilizzata per accrescere la muscolatura cha costituisce un sostegno fondamentale alla base scheletrica e limitare fenomeni artrosici. Infine per i pazienti neurologici è importante non solo tornare a camminare, ma anche rieducare il sistema nervoso alla coordinazione, all’equilibrio e stimolare la propriocezione. Il momento della fisioterapia è vissuto da molti pazienti come un momento di svago in quanto molti esercizi sono basati sul gioco e la sensazione di muoversi e stare all’aria

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aperta porta a nuova vita molti animali che per la condizione in cui si trovano sono costretti ad una mobilità limitata. L’effetto benefico di molte delle terapie applicabili porta ad un sollievo immediato dal dolore, quindi l’animale è più rilassato e più felice.

A livello cellulare la fisioterapia svolge molteplici funzioni positive: mira a promuovere un più rapido assorbimento dell’edema stimolando la circolazione sanguigna e linfatica e favorisce una più rapida risoluzione dell’infiammazione. Offre tecniche efficaci e adatte ad ogni stadio dell’infiammazione riducendone gli effetti dannosi (S.Rivière, S.Sawaya 2007). Infatti è possibile intervenire nelle ore subito successive ad un trauma od un intervento chirurgico riducendo gli effetti dell’infiammazione e avviando i tessuti ad un processo di guarigione più rapido. In particolare possiamo stimolare con alcune tecniche fisioterapiche l’aumento del flusso sanguigno determinando un maggior apporto di ossigeno e nutrienti che stimolano il metabolismo cellulare accelerando i tempi di guarigione. Porta anche a rilassare i muscoli evitando o risolvendo contratture, migliora il trofismo muscolare, mantiene un adeguato tono muscolare e limita l’atrofia da disuso. Ostacola o limita la degenerazione e l’impoverimento di cartilagini, ossa, tendini e legamenti. La fisioterapia mira a ripristinare la mobilità articolare, stimola e rieduca le vie nervose e contribuisce a contrastare o rallentare il decorso di malattie degenerative. Un obiettivo in più della fisioterapia è quello di promuove effetti positivi sulla psicologia del paziente e del proprietario in quanto anche il proprietario è partecipe della guarigione del proprio animale. Infatti il proprietario non si limita soltanto ad accompagnare l’animale al centro fisioterapico, ma prosegue la terapia a casa e quindi è fautore della guarigione del proprio animale. Si ha così aumento della propria autostima, la persona sente di essere utile ed è felice di poter aiutare il proprio amico a quattro zampe. Molte delle tecniche fisioterapiche, come è stato detto in precedenza, portano alla riduzione dell’infiammazione ma portano anche alla produzione di endorfine endogene che riducono il dolore; questo porta a ridurre l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

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Altro aspetto poco conosciuto della fisioterapia è il suo impiego per ristabilire la forma fisica dell’animale facendo perdere i chili di troppo e stimolando l’apparato cardiocircolatorio e la resistenza fisica. Infatti spesso si ha l’instaurarsi di un circolo vizioso per cui l’artrosi, che è una patologia molto frequente nei nostri animali, forse anche per l’aumento della loro età media, provoca dolore al movimento; quindi l’animale tende a muoversi il meno possibile riducendo la propria attività fisica. Questo porta ad un aumento di peso che impegna ancor di più le articolazioni doloranti ed induce a diminuire sempre di più il movimento. Anche i cani atleti, che dopo un intervento chirurgico necessitano di un recupero rapido ed ottimale delle proprie performance fisiche, trovano giovamento nella fisioterapia. Sono molti i cani che partecipano a mostre di bellezza o a gare agonistiche in varie discipline quali agility, utilità e difesa, obedience, soccorso, sheepdog, sleddog etc e che devono tornare in forma il più velocemente possibile. Infine scopo della fisioterapia risiede nella prevenzione di patologie future a livello dell’apparato muscolo-scheletrico di animali in accrescimento, specialmente nelle razze grandi e giganti, che sono più soggetti a displasia di gomito e di anca, in quanto rinforzando la muscolatura si rendono più stabili le articolazioni e quindi si riduce la probabilità di sviluppare artrosi.

L’attuazione della terapia fisioterapica, parte dall’esame e dalla valutazione del paziente che ha limitazioni funzionali, disabilità e altre condizioni relative alla salute del paziente per arrivare ad una prognosi e alla valutazione delle modalità di intervento più adatte (B.Clark, R.M.McLaughlin

2001)(L.Dragone, L.De Risio, C.Venzi, S.Zavattiero 2005)(B.Bockstahler, D.Levine, D.Millis 2004)(D.Millis, D.Levine, R.A.Taylor 2004).

Quando si imposta un programma riabilitativo si deve tenere presente una serie di fattori importanti. Durante la visita per una valutazione iniziale è importante essere a conoscenza del tipo di patologia del paziente e delle eventuali tecniche chirurgiche utilizzate; inoltre è necessario valutare lo stato clinico dell’animale e lo stadio di guarigione dei tessuti. In questo modo si possono comprendere i limiti funzionali delle strutture coinvolte e si è in grado di intervenire

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senza arrecare danno. Infatti il tipo di trattamento scelto varierà a seconda della patologia e dello stadio di riparazione tissutale. Il protocollo riabilitativo deve essere rivalutato periodicamente, in modo da poter variare gli esercizi scelti conformemente ai risultati raggiunti, ponendosi quindi nuovi traguardi e fornendo al proprietario una prognosi realistica. Durante la prima visita del paziente sarà opportuno valutare scrupolosamente le strutture anatomiche affette, in modo tale da poter monitorare il processo di guarigione in maniera obiettiva. In particolare si porrà attenzione nell’osservare le condizioni cliniche degli apparati tegumentario, muscolare e scheletrico: verrà misurata la circonferenza della coscia e della spalla avvalendosi di un apposito metro, il Girthometer, si registrerà quindi la misura ottenuta e la si confronterà con quella dell’arto controlaterale. Attraverso un goniometro si misurerà il range of motion di ogni singola articolazione registrandone la possibilità di escursione, eventuali anormalità, dolore evocato o crepitii percepiti. Infine verrà valutata la capacità di caricare gli arti affetti.

Questo ultimo rilievo verrà effettuato tramite una piastra per la “force Plate Analysis”.

Quando si imposta un programma riabilitativo è fondamentale creare una lista dei problemi rilevati e degli obiettivi da raggiungere (L.Dragone, L.De Risio, S.Zavattiero, C.Venzi 2005).

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