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Friuli-Venezia Giulia

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Academic year: 2021

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Territorio e ambienti naturali

Il Friuli-Venezia Giulia occupa l’estremità nord-orientale del territorio italiano. I fi umi Tagliamento e Livenza sepa- rano a ovest la regione dal Veneto, una serie di massicci montuosi a est la separano dalla Slovenia, a nord confi na con l’Austria, a sud è bagnata dal mare Adriatico. Qui il mare Adriatico ha una profondità modesta, inferiore ai 40 metri, e soprattutto nelle lagune costiere si verifi ca in modo abbastanza evidente il fenomeno delle maree.

La parte settentrionale della regione è montuosa (42,5%). I più importanti rilievi sono la Cima dei Preti (2703 m) nelle Dolomiti Friulane, il monte Coglians (2780 m) e il monte Peralba (2694 m) nelle Alpi Carniche, lo Jôf di Montasio (2753 m) e il monte Canin (2587 m) nelle Alpi Giulie.

La fascia centrale della regione è occupata dalle colline (19,3%) che sfumano nella vasta pianura (38,2%) alluvionale formata dal corso del fi ume Tagliamento.

La linea delle risorgive separa l’alta pianura, arida, dalla bassa, ricca di acque. Un paesaggio tipico dell’alta pianura friulana sono i magredi, aree brulle caratterizzate dalla presenza di grandi sassi trasportati nel corso dei millenni dal Tagliamento.

A sud della pianura si aprono le grandi lagune di Marano e di Grado .

http://www.riservenaturali.maranolagunare.com/

42,5%

38,2%

19,3%

Montagna Collina Pianura

Friuli-Venezia Giulia

Popolazione: 1.231.000 abitanti Superfi cie: 7855 km

2

Province: Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine Densità: 157 abitanti per km

2

(fonti ISTAT 2010)

Le lagune di Marano e di Grado

caratterizzano il profi lo costiero del

Friuli-Venezia Giulia, con i cordoni

litoranei, gli innumerevoli isolotti,

barene e banchi, su alcuni dei quali

sorgono i casoni, le tipiche capanne

dei pescatori locali, un intrico di

canali e valli fra le “mote”, come

localmente sono chiamate le piccole

isole lagunari, ricoperte di canne

e di cespugli. Un ecosistema unico

al mondo, dall’equilibrio delicato,

tuttora perfettamente conservato, per

proteggere il quale sono state create due

grandi riserve naturali, habitat ideale per

decine di specie di uccelli acquatici che

vi nidifi cano o che vi fanno tappa nel

periodo delle migrazioni, come gli aironi,

le folaghe, i germani reali, le alzavole, le

marzaiole, le anatre e i gabbiani.

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Economia della regione

Il Friuli-Venezia Giulia è indubbiamente una regione ricca, pur non avendo settori economici particolarmente sviluppati. Gran parte del suo benessere è dovuto allo speciale Statuto di Autonomia di cui gode, per la presenza di minoranze linguistiche diverse e per la posizione di confi ne del suo territorio.

L’agricoltura è poco signifi cativa, con poche coltivazioni in- tensive in pianura. In collina crescono pregiate varietà di viti che danno gli ottimi vini bianchi (Tocai, Sauvignon, Pinot) e rossi (Cabernet, Merlot), tra i migliori in Italia. L’in- dustria ha risentito moltissimo del terremoto del 1976, ma è in parte riuscita a tornare ai livelli precedente il sisma. I principali centri industriali sono a Pordenone (elettrodome- stici), Monfalcone e Trieste (cantieri navali e petrolchimica).

Il turismo è diff uso sulla costa dell’alto Adriatico, presso Lignano e Grado, alla continua ricerca di superare la vicina concorrenza con le spiagge slovene e croate. A Trieste, oltre all’attività portuale, si è consolidato il settore assicurativo . Le acque marine e lagunari del Friuli-Venezia Giulia sono

particolarmente indicate per la vita dei molluschi eduli lamellibranchi di interesse alimentare. Le specie di maggior interesse commerciale sono il mitilo (Mytilus galloprovincialis), la vongola adriatica (Chamelea gallina), la vongola verace (Tapes philippinarum) e il fasolaro (Callista chione).

Insieme Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Veneto contribuiscono per circa il 40% alla produzione nazionale di molluschi.

La raccolta e la produzione dei molluschi locali rappresentano pertanto un importante fattore di sostegno per le fi liere dell’alimentazione, del turismo e della ristorazione, poiché garantiscono un prodotto di ottima qualità seguendo i canoni della coltura biologica. I molluschi infatti vi crescono naturalmente con gli alimenti forniti dall’ambiente e anche le pratiche di raccolta sono ecocompatibili.

Tutte le acque destinate alla raccolta dei banchi naturali e all’allevamento dei molluschi sono aree protette.

Città, brevi note storiche e curiosità Trieste

Trieste è il capoluogo della regione, città aperta verso il mare, ai piedi dei primi rilievi dell’altopiano del Carso. È una fi orente città mercantile, anche se oggi il suo porto non ha più l’importanza di un tempo, quando era il principale scalo marittimo dell’Impero Austro-Ungarico. Questa funzione prevalente ha determinato il suo aspetto: il porto e il mare sono il cuore della città e i solenni edifi ci ottocenteschi, sedi degli armatori, delle società di assicurazione e delle società commerciali, ne costituiscono il centro.

Centro di Trieste è Piazza dell’Unità d’Italia , la cui pavimen- tazione è stata di recente restaurata con la posa di pietra are- naria. Al centro della grande piazza quadrata si trova una fontana che raffi gura i quattro continenti (quattro perché quando fu costruita, nel 1751, l’Australia non era ancora

stata scoperta). Notevoli sono gli edifi ci che vi si aff acciano: il Palazzo del Gover- no, il Palazzo Comunale, Palazzo Stratti e Palazzo Pitteri, storica sede dei Lloyd di Trieste, prima compagnia di navigazione d’Italia (1830).

A Trieste hanno sede molte delle più importanti società assicurative.

Piazza dell’Unità d’Italia

è la più grande piazza

d’Europa che si apre

direttamente sul mare.

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Tra memoria mitteleuropea e i grandi progetti negli ultimi anni la città si è rinnovata:

il recupero del centro storico, i caff è dove si respira ancora l’atmosfera di Joyce e Saba, le gallerie d’arte contemporanea, come il Salone degli Incanti che occupa gli spazi dell’ex pescheria centrale. Anche piazza Venezia con la statua dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo, la stazione Rogers che da distributore di benzina negli anni cinquanta, quando sorse, oggi è diventata “distributore di cultura”, in quanto sede di un’associazione culturale, dove ci si incontra, si visitano mostre e si assiste a spettacoli.

Diversi sono i personaggi della letteratura legati a Trieste: Italo Svevo, Umberto Saba, Claudio Magris, nati qui, ma anche lo scrittore irlandese James Joyce (1997) che visse in città e qui insegnò la sua lingua. Lo scrittore praghese Rainer Maria Rilke soggiornò a Trieste e di lui resta traccia nel cosiddetto Sentiero Rilke che collega la città al castello di Duino .

Una della passeggiate più belle e suggestive del golfo di Trieste è a picco sul mare, una terrazza naturale di quasi due chilometri, aff acciata sulle bianche falesie di Duino. Questo è il sentiero Rilke, nel Carso triestino. Il suo nome è stato dato in onore al poeta ermetico Rainer Maria Rilke, che soggiornò al castello di Duino ai primi del novecento e qui compose le sue celebri “Elegie Duinesi”. La particolare posizione del sentiero favorisce la crescita di molte varietà di piante tipicamente mediterranee, come il leccio e l’olivo selvatico, e altre caratteristiche del paesaggio carsico, come la quercia.

Trieste fu una delle prime città in Europa dove si diff use l’abitudine ritrovarsi a bere caff è e a discutere di attualità. Restano ancora gli storici caff è Tommaseo, il Caff è degli Specchi, il Tergesteo (da Tergeste, il nome antico di Trieste), il San Marco e lo Stella Polare.

E di Trieste è il pregiato caff è Illy, ormai noto e diff uso in tutta Italia.

Su Piazza della Cattedrale, che si apre in cima al colle di san Giusto, si aff acciano la bella Cattedrale di San Giusto, i resti della basilica forense romana del II secolo e il castello. Ai lati delle stradine che s’inerpicano su in cima si trovano i passamano che scorrono utilissimi durante le ventose giornate in

cui soffi a la bora (anche a 150 km/h).

Alle spalle dello splendido Castello di Miramare , vo- luto dall’Arciduca Massimiliano d’Asburgo, diretta- mente sul mare, si estende un bellissimo parco all’ita- liana, riserva naturale protetta. Il Castello è una delle testimonianze più elevate dello stile e delle decora- zioni biedermeieir, che caratterizzano le arti decorati- ve nel mondo tedesco durante l’ottocento.

Il Castello di Miramare, circondato da un rigoglioso parco ricco

di specie botaniche pregiate, gode di una posizione panoramica

incantevole, a picco sul mare e sul promontorio di Grignano che

si protende nel golfo di Trieste, da cui dista circa 10 km.

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Anche il grande regista Giorgio Strehler (1921-1997), fondatore del Teatro Piccolo di Milano, è nato a Trieste. E così pure i campioni di calcio Cesare Maldini, Ferruccio Valcareggi e Nereo Rocco.

La Risiera di San Sabba, presso Trieste, è l’unico campo di concentramento nazista, in Italia. È stata dichiarata monumento nazionale e al suo interno allestito uno struggente museo, monito alla cecità umana.

Gorizia

Gorizia è da sempre terra di confi ne, sul limes italo sloveno, città asburgica e anche “cortina di ferro” (al confi ne con un paese di area sovietica) e, come Berlino, era tagliata in due e divisa fra Italia e Iugoslavia. La metà slovena è chiamata Nova Goriza e, con l’ingresso della Slovenia nell’UE, può ricongiungersi con la parte italiana.

A Gorizia ha sede il commovente Museo della Grande Guerra. Infatti, questa zona è stata la principale linea di battaglia durante la prima guerra mondiale tra italiani e austriaci.

Ricca di viali alberati e ville signorili, Gorizia è una città- giardino, in passato scelta dai funzionari asburgici per il suo clima mite.

Di notevole pregio storico e artistico è il Castello medievale, contaminato positivamente da interventi di stile veneziano: nel Palazzo dei Conti e nel Palazzo degli Stati Provinciali, due degli edifi ci più belli all’interno della rocca, sono conservati preziosi mobili d’epoca. La Sala dei Cavalieri ospita una bella collezione di armi medievali e varie macchine da guerra.

Il Duomo, imponente edifi cio quattrocentesco dall’austera facciata, conserva pregevoli altari barocchi.

Piazza Sant’Antonio mostra tracce di un ricco colonnato del chiostro di una chiesa che, pare, fu fondata dal Santo stesso. Sulla piazza si aff acciano alcuni interessanti edifi ci della città, come il palazzo dei Conti di Strassoldo e il palazzo dei Baroni Lantieri.

Nativo di Gorizia è Carlo Rubbia, premio Nobel per la fi sica nel 1984, e autore di importantissimi studi sulla fi ssione nucleare che ipotizzano un uso pacifi co e sicuro dell’energia nucleare.

Pordenone

Dalla fi ne del XIII secolo fi no agli inizi del XVI Pordenone appartenne agli Asburgo e solo successivamente passò a Venezia.

Con la rivoluzione industriale Pordenone divenne una ricca città industriale. Un settore particolarmente trainante fu quello dei cotonifi ci di Roraigrande, Torre e Borgomeduna; queste manifatture ricoprono un ruolo importante negli studi microstorici sulla storia delle donne. Il settore manifatturiero, infatti, impiegava quasi totalmente donne che, sottratte alla subordinazione della famiglia patriarcale, poterono, attraverso le esperienze dell’associazionismo e del sindacato, sviluppare una coscienza femminile. Le istituzioni cittadine hanno ritenuto opportuno proteggere questa memoria, attraverso l’organizzazione di un grande archivio e

Il Giardino Coronini

Cronberg è il più

rappresentativo giardino

storico che Gorizia,

centro climatico mite e

temperato, vanta grazie

anche al fatto che non

è stato pesantemente

alterato dagli eventi

bellici.

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la realizzazione di spettacoli teatrali che raccontano alle nuove generazione questa singolare storia di Pordenone.

Dopo la seconda guerra mondiale il settore manifattu- riero è defi nitivamente tramontato, scalzato dall’indu- stria delle cucine Zanussi, oggi in mano al colosso sve- dese Electrolux.

Durante il Rinascimento si sviluppò una ricca scuola pittorica attorno alla fi gura del maestro Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone (1483-1539).

Il nome Pordenone deriva da Porto Naonis, l’antico porto fl uviale che collegava la città fi no al mar Adriatico;

oggi il porto è un parco aquatico fl uviale di grandissimo interesse ambientale e paesistico.

Durante il Medioevo il Castello di Torre, edifi cio di grande pregio architettonico, fu teatro di cruente gesta. La famiglia dei Torre Ragogna che lì abitava pagò delle truppe mercenarie per cercare di ricondurre all’ordine i riottosi contadi locali. Ne scaturì una violenta reazione da parte dei cittadini di Pordenone che si vendicarono incendiando il castello e sterminando la signoria.

Oggi il Museo Archeologico di Pordenone è allestito presso il castello di Torre.

Comprende le sale di preistoria (dal Paleolitico medio al Neolitico e al Bronzo antico); gli spazi riservati ai preziosi materiali archeologici pertinenti alla vicina villa romana di Torre , scoperta negli anni ’50 vicino al fi ume Noncello da Giuseppe di Ragogna; una sezione di ceramiche medievali e rinascimentali; alcune sale dedicate all’ultimo proprietario del castello, il conte Giuseppe di Ragogna.

Udine

Udine è un importante nodo di comunicazione con l’Austria e la Slovenia. Sorge intorno a un colle morenico nella vasta pianura che si estende dalle Alpi al mare.

Già abitato in epoca preistorica, fu castrum romano, ma il suo sviluppo iniziò nel XIII secolo quando i patriarchi della vicina Aquileia vi si trasferirono e le concessero autonomia.

Il patriarcato di Aquileia era un’importantissima istituzione legata all’organizzazione interna della chiesa cattolica. Esso fu uno dei cinque patriarcati che si costituirono intorno al III secolo con la suddivisione del mondo cristiano. La vicina Aquileia, che era stata una fra le città più importanti della tarda romanità, era diventata così sede del patriarcato. Lo spostamento dei Patriarchi a Udine segnò il primato della città su Aquileia e Cividale, che fi no a quel momento erano stati

i centri più importanti. Udine visse il suo apice nel XIV secolo sotto il patriarca Bertrando di Merania, che attirò molti commercianti e vinse una serie di lotte politiche e commerciali con i centri vicini. Dal 1420 in poi Udine, insieme al resto del Friuli, fu incorporata nella Repubblica di Venezia.

Su Piazza della Libertà , cuore pulsante della città, si aff acciano notevoli edifi ci, come il Palazzo del Comune o Loggia del Lionello, in forme gotico-veneziane e dalla bella bicromia bianco e rosa, e la Loggia di San Giovanni, sopra cui si eleva la Torre

Uno scorcio della Piazza della Libertà di Udine con la Torre dell’Orologio sormontata dai mori.

I resti della Villa

romana di Torre.

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dell’Orologio, con due mori che segnano le ore. La piazza è ornata da due colonne sorreggenti il Leone di San Marco e la statua della Giustizia, dalle statue di Ercole e Caco (ribattezzate in friulano Florean e Venturin) e della Pace di Campoformio. La piazza è poi chiusa dall’Arco Bollani attribuito al Palladio, che ha progettato anche un altro importante edifi cio cittadino, Palazzo Antonelli.

Simbolo di Udine è il castello che sorge su un colle al centro della città. Vi si accede da vie diverse, dalla bella scalinata Giustiniana (XVI sec.), dal suggestivo porticato del Lippomano (1486) o dalla strada carrozzabile che passa davanti alla chiesa di Santa Maria.

L’attuale Castello, sorto sui resti del castello voluto dall’Imperatore Ottone II per il Patriarca di Aquileia e crollato in seguito a un terremoto, fu ricostruito nelle forme rinascimentali su progetto di Giovanni Fontana. Il salone del Trionfo dei Cristiani fu aff rescato dal Tiepolo. Il castello ospita i musei civici e la galleria di storia e arte antica e moderna.

La Galleria d’Arte Moderna è una delle più ricche di quadri di artisti italiani e stranieri del novecento: conserva capolavori di Savinio, Carrà, Guttuso, Severini e De Chirico, ma anche Picasso e Braque.

L’antichissima chiesa di Santa Maria, riedifi cata tra il XII e XIII secolo, custodisce le più importanti testimonianze di aff reschi di tutto il Friuli. Vicina sorge la casa della Confraternita, risalente al XV secolo che all’interno conserva preziosi mobili d’epoca. Sul piazzale del castello, da cui si può godere di un magnifi co panorama sulla città, sorge la casa della Contadinanza che era la sede del contado, una delle istituzioni di governo della città, un organismo politico del Friuli con la funzione di tutelare gli interessi dei contadini e custodire le armi, affi date alle milizie popolari.

Il pittore settecentesco Giovan Battista Tiepolo ha lasciato notevoli opere in città:

ha lavorato nel Castello, presso il Palazzo Arcivescovile, ha aff rescato la cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo e l’Oratorio della Purità.

Il Duomo, costruito del XIV secolo poi ristrutturato nel XVIII, presenta una armoniosa facciata in

cotto con slanciate monofore tra cui si apre l’elegante portale.

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