I programmi idonei ad uno studio illuminotecnico della luce naturale ed artificiale si distinguono principalmente in due categorie

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Negli ambienti museali si dovrebbe usare la luce naturale solo in modo indiretto e possibilmente illuminare le zone espositive solo con luce artificiale (statica e calibrabile). Per evitare la luce solare diretta nelle sale e ridurre l’apporto della luce diffusa sulle opere è opportuno, in fase di progettazione, un accorto inserimento delle superfici vetrate e delle loro schermature.

Ad una prima analisi di massima tramite il Fattore di Luce Diurna per l’illuminazione naturale e l’ausilio di sezioni degli ambienti, per valutare l’incidenza dei raggi solari nel caso della luce diretta deve seguire uno studio più accurato, tramite mezzi informatici.

I programmi idonei ad uno studio illuminotecnico della luce naturale ed artificiale si distinguono principalmente in due categorie; programmi di rendering fotorealistico e simulatori di luce.

I programmi di rendering fotorealistico sono finalizzati a restituire un’immagine che anticipi la realtà; hanno quindi un approccio qualitativo. Tale scopo è raggiungibile con qualunque mezzo, anche algoritmi che si discostino notevolmente dalla fisica della luce.

I simulatori di luce (o programmi di calcolo illuminotecnico) hanno una finalità quantitativa. Il loro scopo è restituire grandezze fotometriche come per esempio luminanze e illuminamenti.

Al fine di effettuare una scelta accorta tra i vari programmi attualmente sul mercato sarà opportuno capire come i programmi effettuino i calcoli della luce, i loro algoritmi di calcolo e quali metodi determinano la propagazione della luce all’interno di una scena virtuale.

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