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Dati deceduti tra personale medico, infermieristico e personale sanitario e numero positivi al COVID 19 (Risposta a ITR 2631)

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Dati deceduti tra personale medico, infermieristico e personale sanitario e numero positivi al COVID 19 (Risposta a ITR 2631)

18 giugno 2020

Da una prima analisi dei dati incompleti e parziali, si evince che la mancanza di una procedura unica per ogni singola categoria del personale sanitario e della struttura in cui opera, abbia causato una situazione di una diffusione incontrollata dell’ epidemia tra i lavoratori e i pazienti, quanto segue:

Elisabetta Strada

La risposta è totalmente incompleta.

Come da Circolare 11715 Min Salute 3 aprile “esecuzione test va assicurata agli operatori sanitari e assimilati….” “… agli operatori sanitari esposti a maggior rischio (compreso il personale dei servizi di soccorso ed emergenza, il personale ausiliario e i tecnici verificatori….) Mancano le risposte in merito a :

• Periodo in cui sono stati fatti i test e tamponi

• Dal 25 marzo si è iniziato a fare i tamponi al personale sanitario

• Esclusi quelli derivanti dallo screening – quale screening? Erano sintomatici o no?

Differenza espressa tra deceduti personale medico delle strutture ospedalieri e in quali specialità, e, il numero degli OSS, degli infermieri, tecnici sanitari, degli operatori ambulanze, dei MMG, dei pediatra, farmacisti e delle centrali operative (dei quali sappiamo esserci deceduti), con la specifica della struttura/prov nella quale operano/

operavano

Numero totale dei positivi suddivisi tra le categorie sopra citate

Numero totale degli operatori in tutte le strutture regionali – dato mancante nella maggior parte dei casi

Vorremmo inoltre avere la specifica delle singole procedure adottate in ogni struttura (dato già richiesto con accesso agli atti in data 21 e 22 aprile - di cui non abbiamo ricevuto risposta), elenco dei DPI adottati , queste informazioni sono necessarie per valutare perché si sono infettati i vari operatori, dove e quali sono le procedure che hanno funzionato e dove no, e individuare una nuova procedura unica per singola categoria da adottate nel prossimo futuro onde evitare nuove epidemie.

Una prima considerazione Primo focus (grafico 1):

Le effettive percentuali del numero degli operatori testati rispetto al totale degli operatori sono note solo per 36 enti su 93, mentre queste informazioni dovrebbero essere disponibili e conosciute per tutti. Questo importante dato mancante impedisce una corretta valutazione della rappresentatività del campionamento

Grafico 1 – Rappresentatività del campionamento nelle strutture lombarde

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Secondo focus (grafici 2 e 3):

• La media degli operatori positivi rispetto ai testati è del 19%: quasi il doppio del valore riscontrato nella popolazione generale lombarda (circa 10%), a sua volta il doppio della media nazionale e il quadruplo del Veneto.

• Un quarto delle strutture ha oltre il 25% degli operatori testati positivi (grafico 3)

• Tra gli enti di cui si conoscono i dati completi (ovvero è stato possibile quantificare la rappresentatività del campione testato), molti enti risultano avere un tasso di tamponi positivi elevato, che dovrebbe consigliare di aumentare la dimensione del campione a un maggior numero di operatori. Ad esempio l'ASST di Lecco e l'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

• Un dato interessante quello ad esempio della ASST VALCAMONICA 299 operatori testati su 2390 operatori totali (15% scarso) di questi il 48% è risultato positivo

• Un ulteriore dato che richiede approfondimento é quello di ASST di Lecco. 827 operatori testati su 3213, di questi 355 (41%) è positivo . Paragonati ai 2808 casi positivi in assoluto a ieri 18 giugno, nella provincia di Lecco

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Grafico 2 - Percentuale di positivi e negativi sul totale degli operatori (quando questo dato è stato comunicato)

Nella pagina seguente: grafico 3 - Percentuale di positivi su operatori testati

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