If Culture Were to Take the Place of Profit

Download (0)

Testo completo

(1)

Se la cultura prende

il posto del profitto

If Culture Were to Take

the Place of Profit

In un’ex acciaieria nel cuore del design district di Milano sta per nascere

uno spazio mai visto. Sarà un luogo di lavoro, di studio,

di ricerca e sperimentazione con obiettivi ambiziosi: proporsi come

una nuova istituzione dedicata al bene comune e dimostrare

che è comunque possibile produrre ricavi

A former steel mill in the heart of the Milan design district is about

to become a kind of space that has never been seen before. It will be a place

for work, study, research and experimentation with ambitious goals.

It will aim to act as a new kind of institution devoted to the common

good but also to show that it can generate revenue

TXT_Lina Bonardi PHOTOS_Corrado GEMini RENDER: EN g R a M ST u DIO , ONSITEST u DIO 543 89

(2)

alle ex acciaierie ansaldo nasce uno spazio polivalente che ospiterà laboratori, ambienti di co-working e di studio, residenze d’artista, aree per eventi e spettacoli, ristorante e caffetteria. Il progetto architettonico è di Onsitestudio, angelo Lunati e giancarlo Floridi.

The former Ansaldo Steelworks witnesses the birth of a multipurpose space that will accommodate workshops, co-working and study spaces, artists’ dwellings, events areas, a restaurant and a café. Design by Onsitestudio Angelo Lunati and Giancarlo Floridi.

«Dovremmo trovare una parola diversa da “cultura”, perché altrimenti tutti penseranno a musei e spettacoli. E non può essere nemmeno “innovazione”

o “creatività”». a Milano, capita di ascoltare anche simili ragionamenti quando si assiste all’ideazione di un’impresa molto particolare, diversa da tutto ciò che ha caratterizzato l’offerta culturale fino a oggi, ma anche piuttosto distante dai modelli contemporanei di hub, fab lab o officina creativa. Non ha ancora un nome definitivo, ma è il progetto di riconversione di una sezione di quasi 6mila metri quadrati delle ex acciaierie ansaldo nel cuore di Zona Tortona, il design district milanese. Il complesso industriale, di proprietà del Comune di Milano, è oggi un isolato urbano interamente dedicato alla cultura dove hanno sede i laboratori-atelier del Teatro alla Scala e dove, proprio nel centro, è sorto il Museo delle Culture progettato

“We ought to find a different word from ‘culture’, because otherwise everyone will think we’re talking about museums and performances. And we can’t just say ‘innovation’ or ‘creativity’ instead.” In Milan, you tend to hear statements like this when you see the emergence of an unusual undertaking, something that is different from everything that has marked the range of culture on offer until today, but also fairly distant from the contemporary models of the hub, fab lab or creative workshop. It involves the conversion of almost 6,000 square metres of the former Ansaldo steelworks in the heart of Zona Tortona, the Milanese design district. Today this industrial complex, which is owned by the municipality of Milan, is a city block given over entirely to culture which hosts the workshops of the Teatro alla Scala and, right

da David Chipperfield. attraverso un bando per realizzare un polo culturale internazionale, uno spazio operativo in grado di dialogare con le realtà più all’avanguardia in Europa e nel mondo, il Comune di Milano ha deciso di completare l’assegnazione dei lotti dell’ex ansaldo. a vincere la gara è stata la cordata composta dall’associazione Culturale aprile (meglio conosciuta col marchio Esterni), avanzi, Make a Cube, accapiù e arci. a loro, separatamente, fanno capo progetti di successo come Milano Film Festival, la rassegna musicale Piano City o Upcycle Milano Bike Café. Con un investimento complessivo di quattro milioni di euro (cui contribuisce per metà il Comune), lo spazio verrà completamente ripensato e attrezzato per diventare un luogo in cui sarà facile scambiarsi

in the middle, the Museo delle Culture designed by David Chipperfield. Through a competition to create an international cultural centre, a space able to enter into dialogue with the most avant-garde spaces in Europe and the world, the municipality of Milan has decided to complete the assignment of the lots of the former Ansaldo plant. The competition was won by a consortium made up of the Associazione Culturale Aprile (better known under its Esterni trademark), Avanzi, Make a Cube, Accapiù and ARCI. They have been responsible, separately, for successful projects like the Milan Film Festival, the Piano City

music festival and the Upcycle Milano Bike Café.

With an overall budget of around four million euros (half of which is coming from the municipality),

opinioni e contatti, lavorare con gruppi di ricerca, cercare nuove idee e proposte e dove sarà sempre possibile proporsi. Non sarà un centro culturale, semmai un progetto che vede la cultura al centro di ogni processo decisionale e di ogni attività civile. Sarà un luogo di lavoro, di studio, di ricerca e sperimentazione, con un obiettivo ambizioso: proporsi come una nuova istituzione, dedicata al bene e alla ricchezza comune. Prima ancora di sapere cosa succederà al suo interno, è interessante capire il tipo di approccio alla creazione, un impianto progettuale inedito che si muove su alcuni rapporti cruciali. Di pubblico e privato, si è già detto: è nella natura dell’operazione promossa dalla municipalità. Locale e globale, invece, vengono interpretati come ingredienti indispensabili. Luoghi

come questo devono vivere in un’osmosi continua

the space will be completely reorganized and equipped in order to create a place where it will be easy to exchange views and contacts, work with research groups and look for new ideas and ventures, and where it will always be possible to make proposals.

It does not aim to be a cultural centre in the traditional sense. Rather it is a project that places culture at the heart of all its decision-making processes and all of its social activities. It will be a place of work, study, research and experimentation, with an ambitious goal: to present itself as a new institution, dedicated to the common good and wealth. Before talking about what is going to be happening at Ansaldo, it is interesting to look at the approach that has been taken to its creation, involving an unprecedented framework based on some critical alliances. There is the mix of public and private investment. And then there are elements

con il contesto locale, anche a livello di quartiere. Ma le sfide della contemporaneità richiedono pure di essere parte dei flussi di idee e dei processi globali di trasformazione della produzione, del consumo, del vivere. È un costante dare e avere a più livelli che, di fatto, lega l’innovazione al concetto di comunità. Solo così questo tipo di spazi può vivere. Ma ancora non basta. un luogo favorevole all’innovazione deve garantire la possibilità di osare, sbagliare, rifare. Quindi diventa importante il rapporto tra libertà e regola. La prassi comune deve lasciare il posto alle sperimentazioni anche più sfrenate. Si devono garantire spazi adeguati agli errori, alla forzatura delle regole, all’informalità. Nella relazione proprietario-gestore-ospiti-utenti occorre quindi

of both the local and the global, that are both seen as indispensable to this project. Places like Ansaldo have to exist in a state of continual exchange with the local context, even at the neighbourhood level. But the challenges of the contemporary world also make it necessary to be part of the global flow of ideas and processes of change in production, consumption and ways of life. This is a constant give and take on many levels that, in fact, links innovation to the concept of community. It is only in this way that a space of this kind can function. But this is still not enough. A place favourable to innovation has to guarantee the possibility of taking risks, making mistakes, and starting over. So the relationship between

543 91

543

(3)

definire un nuovo contratto sociale. C’è poi il tema della configurazione di questi spazi. Soprattutto quando si trovano in edifici esistenti da adeguare. Secondo gli ideatori di questo complesso progetto quando si ripensano i vuoti urbani, l’errore è partire dall’involucro. La ristrutturazione consuma troppe risorse, sproporzionate alle reali esigenze, e tempo perché vuole procedure pubbliche snervanti; alla fine non fa che togliere speranze e passione. Se il rapporto hardware/software si sbilancia invece sul secondo elemento, le cose possono cambiare. garantendo la sicurezza per le persone e la cura delle strutture, certamente, ma dedicando più risorse agli aspetti intangibili legati all’attivazione dello spazio, al sostegno per chi lo abiterà, all’implementazione delle reti economiche e sociali.

È un fatto culturale prima che normativo e richiede lo sforzo da parte del proprietario e del gestore di ripensare al sistema complessivo di destinazione delle risorse. Sforzo di elasticità e immaginazione che investe anche il concept di operazioni di questo tipo. Come è possibile fissare i dettagli di un progetto quando i cambiamenti sono così rapidi? Come si fa a rispondere alla domanda di soggetti che non sono interrogabili? Il rapporto che esiste tra progettazione e improvvisazione, anche in questo caso, spinge a considerare la seconda variabile come lo strumento imprescindibile. Si fissano pochi e indispensabili elementi da combinare,

arricchire, perfezionare in corsa. anche per questi motivi l’esperienza delle ex acciaierie ansaldo sarà unica. Ma proprio per la sua natura flessibile e mutevole, potrebbe essere replicata in ogni città del mondo. La vedremo al suo esordio durante la Milano Design Week. Poi, da maggio, cominceranno i lavori di ristrutturazione. Ma rigorosamente a lotti, così una parte sarà sempre aperta e accessibile al quartiere, alla città, al mondo.

freedom and rules becomes important. Ordinary practice has to make room for experimentation. Spaces have to be provided that can allow for mistakes, the breaking of rules, informality. So it is necessary to define a new social contract in the relationship between owner, manager, guests and users. Then there is the matter of the configuration of these spaces. Especially when they are located in existing buildings that have to be adapted. According to the people behind the project, it is a mistake to start from the shell when you are reorganizing empty spaces in the city. Renovation consumes an enormous amount of resources, out of proportion to the real requirements, and takes time because it entails gruelling public procedures; in the end it does nothing but undermine people’s hope and enthusiasm. If instead the balance between hardware and software is shifted toward the latter element, things can change. People’s safety and the soundness of structures have to be guaranteed, of course, but more resources can be devoted to intangible aspects like getting the space into operation, support for those who will be using it and the establishment of economic and social networks. It is a question of culture rather than regulation and requires an effort on the part of the proprietor and the manager to re-examine the overall system for the allocation of resources. This sense of flexibility and leap of imagination is also pertinent to operations like this. How can the details of a project be fixed when the changes are so rapid? How is it possible to respond to the demand of parties who cannot be consulted? In this case too, the relationship between planning and improvisation impels us to view the second variable as the crucial one. A few indispensable points are fixed, as minimal elements to be combined, enriched and perfected along the way. For these reasons too the Ansaldo project will be a unique place. But precisely because of its flexible and mutable nature, it could be replicated in every city in the world. We will see how this all works when this space makes it debut during Milan Design Week. And then, in May, the work of renovation will commence. But all this will be work in sections, so that part of Ansaldo will always be open and accessible to the neighbourhood, the city and the world

543

figura

Updating...

Riferimenti

Argomenti correlati :