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MODULO 1 UNITA’ DIDATTICA 1

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Academic year: 2022

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Università degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di Perugia n. 1 le materie innominate trasversali i principi fondamenta n. 1 le materie innominate trasversali i principi fondamentaSERGIO DE SANTISSERGIO DE SANTIS

MODULO 1

UNITA’ DIDATTICA 1

La riforma del titolo quinto della costituzione

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Università degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di PeruUniversità degli Studi di Peru n. 1 le materie innominate trasversali i principi fon n. 1 le materie innominate trasversali i principi fonSERGIO DE SANTISSERGIO DE SANTIS

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo;

adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

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Università degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di PerugiaUniversità degli Studi di Perugia n. 1 le materie innominate trasversali i principi fondamenta n. 1 le materie innominate trasversali i principi fondamentaSERGIO DE SANTISSERGIO DE SANTIS

INTRODUZIONE

preoccupazioni e sensibilità nei confronti delle esigenze di flessibilità e concorso tra i vari livelli non sono estranei all’impianto costituzionale italiano

L’art. 5 fornisce un contemperamento tra unità ed indivisibilità della repubblica e riconoscimento e valorizzazione delle autonomie

L’impostazione delle funzioni amministrative (che si articolavano nelle deleghe)

L’armonica relazione tra fonti statali e regionali con l’utilizzo delle leggi cornice

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Nella competenza cd. residual-generale delle regioni la giurisprudenza costituzionale colloca:

L’artigianato (162/05) Il commercio (1/04)

L’agricoltura (12 e 282/04)

L’istruzione e la formazione professionale (50-51/05) Le politiche sociali (287 e 427/04-219 e 432/05)

Il turismo e l’industria (107/05)

Il trasporto pubblico locale (222/05)

L’organizzazione degli uffici delle regioni (274/03, 2,345 e 380/04)

L’ordinamento delle comunità montane (456/05)

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Segue …

Nella competenza esclusiva dello Stato o concorrenti la giurisprudenza costituzionale colloca:

I lavori pubblici e l’urbanistica (303/03) I tributi locali (37/04)

Gli asili nido (320/04)

La circolazione stradale (428/04) Gli aiuti alle imprese (354/04)

Lo spettacolo ed i relativi incentivi (255/04 e 205/05)

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I criteri ed i metodi di differenziazione :

La prevalenza (50/05, in tema di tutela del lavoro;

370/03 in materia di asili nido, 181 e 222/06, ancora in tema di tutela della salute)

Lo storico normativo (407/02, 166/04 in materia di vivisezione)

Gli interessi pubblici coinvolti (30/05 in materia di governo del territorio)

Il metodo teleologico (che porta, ad esempio, a collocare in materie concorrenti come la tutela della salute interventi ed attività che questa tutela assumono come finalità da perseguire:

407/02, in materia di attività a rischio di incidente rilevante-222/03 in tema di animali esotici)

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Le materie trasversali

Non si tratta di materie in senso stretto ma di materie-valore o materie-non materie che investono tutti gli ambiti di competenza regionale avendo riguardo al “fine” che mediante le stesse di intende perseguire

“al fine di porre le norme necessarie ad assicurare a tutti, sull’intero territorio nazionale, il godimento delle prestazioni garantite, come contenuto essenziale dei diritti civili e sociali, senza che la legislazione regionale possa limitarle o condizionarle” (282/02)

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Se ne delimita la pervasività:

Nell’esigere l’intervento della legge

Nel richiedere il rispetto del principio di leale collaborazione (necessità di un’intesa)

Nell’escludere che il richiamo ai livelli essenziali possa individuare il fondamento per una disciplina statale di interi settori materiali (181/06, 285/03, 423 e 16/04, 282/02)

Nel giustificare forme di diretta realizzazione da parte dello Stato di servizi (sociali) con disciplina sbilanciata da parte della regione (320/04)

Nell’impedire che questa competenza statale possa tradursi nell’individuazione di condizioni per l’accesso a prestazioni

Nel respingere ogni riferibilità di questi livelli a servizi di rilevanza economica (272/04)

Nel negare la possibilità di poteri sostitutivi dello Stato se i livelli essenziali non sono stati previamente determinati dalla legge (6/04)

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Segue …

Esempi di materie trasversali:

La tutela della concorrenza

Misure destinate alle imprese, finanziamento di nuovi patti territoriali fino ad une generale “funzione di stabilizzazione macroeconomica propria dello Stato”

Si legittimano interventi statali volti a promuovere e proteggere l’assetto concorrenziale del mercato (272/04), anche se la competenza statale non esclude spazi di regolazione da parte delle regioni (29/06: sono legittime le norme regionali che prevedono il divieto a società a capitale pubblico proprietarie delle reti di partecipare alle gare per la gestione del servizio)

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Esempi di materie trasversali:

La tutela dell’ambiente

È più un compito, una funzione, uno scopo che non una materia, aprendo spazi di ammissibilità di interventi regionali

Si riconosce la legittimità in tema di attività industriali a rischio di pericolo rilevante della previsione di prescrizioni e condizioni più rigorose di quelle stabilite nella normativa statale (407 e 536/02, 222 e 307/03)

Ciò non vuol dire che la Corte affermi un generale principio di derogabilità in melius della disciplina statale:

risultano illegittime norme regionali che derogano i limiti per la realizzazione di impianti e reti corrispondenti a rilevanti interessi nazionali

Analoghi criteri in materia di sperimentazione sugli animali e smaltimento rifiuti radioattivi

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Altre deroghe…la chiamata in sussidiarietà

In questi casi si ha una sorta di parallelismo a rovescio, nel senso che lo spostamento della competenza amministrativa a livello centrale in base ai criteri di differenziazione ed adeguatezza, produce un effetto di trascinamento della corrispondente materia legislativa verso il medesimo livello istituzionale.

Il ruolo unificante assunto dallo stato in campo amministrativo non sopporterebbe infatti la presenza di discipline differenziate da parte dei legislatori regionali.

Si limita la deroga richiedendo:

che la valutazione dell’interesse pubblico appaia proporzionata e non irragionevole;

che lo svolgimento delle funzioni amministrative sia oggetto di intesa;

che sia rispettato il principio di legalità sostanziale

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Non è irragionevole che lo Stato detti una disciplina di dettaglio destinata a carattere suppletivo “in quanto finalizzata ad assicurare l’immediato svolgersi di funzioni amministrative che lo stato ha attratto per soddisfare esigenze unitarie e che non possono essere esposte a rischio di ineffettività” (corte costituzionale, sentenza n. 303/03). In questo caso, “la temporanea compressione della competenza legislativa regionale” si giustifica solo se la valutazione dell’interesse unitario sottostante all’assunzione della funzione regionale da parte dello stato sia proporzionata, non risulti affetta da irragionevolezza e sia oggetto di accordo stipulato con la regione interessata” (corte cost., sent. n. 232/11)

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I principi fondamentali

La normazione è riservata alla esclusiva competenza dello Stato, pure nelle materie rimesse alla potestà normativa concorrente (art. 117/III)

Sono criteri ed obiettivi, nuclei essenziali del contenuto normativo che devono comunque lasciare alle regioni un adeguato spazio per la scelta degli strumenti in concreto più adeguati per perseguire gli obiettivi indicati (87/06 e 196/04) Alla normativa di principio spetta prescrivere criteri ed obiettivi, a quella di dettaglio individuare gli strumenti concreti per raggiungere gli obiettivi

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Art. 114/I: i comuni sono enti autonomi con proprie funzioni Art. 118/II: i comuni sono titolari di funzioni proprie e conferite

con leggi statali o regionali

Art. 117/2, lett. p): lo Stato ha competenza esclusiva per quanto attiene alle funzioni fondamentali di comuni e province

Art. 118/I : le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni Art. 117/VI i comuni hanno potestà regolamentari sulle funzioni

loro attribuite

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Lo Statuto come fonte primaria

La Costituzione ne costituisce l’unico limite quanto alla disciplina dell’organizzazione e del funzionamento degli EE.LL.

Sono fonti primarie dell’ordinamento

Es: Art. 123 “gli statuti determinano la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento in armonia con la Costituzione”

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Devono rispettare la legge ed i relativi principi posti ex art. 117 Cost.

Sono fonti sub-primarie

Es: Art. 117 lett. P Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: “p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”

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Lo Statuto come fonte confermativa

Devono rispettare la legge ed i relativi principi posti ex art. 117 Cost.

Sono fonti confermative delle disposizioni legislative statali immediatamente applicabili (es. n° consiglieri )

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Spetta pertanto allo statuto la garanzia della organizzazione degli uffici

Gli statuti si devono conformare ai principi generali in materia di

organizzazione pubblica

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Lo Statuto

Gli EE.LL. sono pertanto tenuti a rispettare solo le norme del TUEL in materia di organi di governo-sistemi elettorali (artt. 36-87)-funzioni fondamentali (limiti dello Statuto)

Le altre norme relative ad organizzazione e funzionamento possono essere derogate ma è bene ricordare che “la disciplina dello svolgimento, della organizzazione e della gestione delle funzioni deve svolgersi nell’ambito della legislazione dello stato o della regione che ne assicura i requisiti minimi di uniformità, secondo le rispettive competenze” (art. 4 comma 4 l.

131/03 e sent. N. 372/04 corte cost.)

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Sono le e attività che l’E.L. decide autonomamente di assumere in relazione alle specifiche esigenze della rispettiva collettività e del territorio su cui essa è insediata

sviluppo, assistenza, promozione

Tutte funzioni che attengono a particolari situazioni locali. Es: promozione territorio e sue attrattive, politica culturale, integrazione di gruppi etnici

L’ente locale, in mancanza di norma di legge, in forza della propria competenza generale può prendersi cura degli interessi localizzati e definire modalità e forme delle relative azioni

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SEGUE

Se, come, quando agire senza che sia previsto o possibile alcun intervento od influenza da parte di altri enti pubblici territoriali

Principio di autoresponsabilità

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Si tratta di funzioni in senso atecnico

Sono attività non sempre espressione di potere autoritativo

Libere nell’an, se non nel quid e nel quomodo (anche oggetto di disciplina statale o regionale)

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Segue …

Trovano il proprio limite nella Costituzione

Rispetto della concorrenza (ove si tratti di un intervento diretto nell’economia)

Rispetto della sussidiarietà orizz. (ove si tratti di un intervento in campo non economico)

Rispetto delle norme sui contratti pubblici (ove si attività contrattuali)

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