Udine, 27 aprile 2012

Nel documento Verbale n. 136 Seduta del 15 maggio 2012 (pagine 38-45)

Il FOCOLARE onlus 34170 Gorizia Via C. Favetti, 24 Cod. Fisc. 01051480315

Spett.

VI Commissione permanente del Consiglio regionale

OGGETTO: audizione dd. 15.5.2012 in merito al testo unificato e ai relativi progetti di legge riguardanti le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e l’associazionismo.

1. Preliminarmente, pare opportuno rendere nota a questa Commissione permanente del Consiglio regionale l’attività del Focolare o.n.l.u.s. con sede, attualmente, a Gorizia.

La predetta associazione è stata creata nel 2004 da un gruppo di amici spinti dal desiderio di dare una risposta concreta al problema dei bambini che vivono in situazioni familiari critiche.

A tal fine, abbiamo promosso la conoscenza dell’affido familiare, della possibilità dell’accoglienza giornaliera e ci siamo attrezzati per la gestione delle urgenze, a sostegno di diverse fasce d’età, dai bambini appena nati a ragazzini un po’ più grandi.

Abbiamo ricevuto in donazione, inoltre, una grande casa posta al centro di Tapogliano (UD), situata nella piazza principale del paese, che stiamo ristrutturando grazie anche ad un prezioso contributo della Regione. Tale casa verrà abitata da famiglie facenti parti dell’Associazione che riceveranno (o che già hanno) in affido uno o più bambini (oltre ai propri, naturalmente), sarà a disposizione anche per gli affidi giornalieri (ovvero, per il solo pomeriggio, generalmente dalla fine delle lezioni alla sera), al fine di garantire a questi bambini e ragazzi il calore di una famiglia e di una casa, in un contesto diverso da quello degli istituti e, inoltre, vi sarà un piccolo appartamento da destinarsi alla gestione delle situazioni di emergenza.

L’associazione è al fianco delle famiglie affidatarie (non soltanto quelle che abiteranno a nella casa di Tapogliano) con operatori volontari e con uno staff di professionisti (psicologi, pedagogisti ed educatori), per sostenerle nelle occasioni di difficoltà che ogni percorso di affido incontra e per promuovere attività di sensibilizzazione e di formazione permanente sui temi dei bisogni delle famiglie, dei bambini e dei ragazzi.

Tale attività richiede, inevitabilmente, un lavoro “di rete” che implica il coinvolgimento dell’Associazione con i Servizi sociali territoriali e la partecipazione ai vari piani di zona.

1

2 2. Premesso un tanto, Focolare o.n.l.u.s. ritiene apprezzabile l’intervento del Consiglio regionale nella stesura di una nuova legge sul volontariato che persegua i valori di cui all’art. 2 del Testo Unificato delle proposte di legge nn. 158, 165 e 189, che preveda la formazione dei volontari (ex art. 7 del predetto Testo Unificato), la possibilità di ricevere contributi (ex art. 8 T. Un.), di concludere convenzioni con la Regione (ex art. 15 T.Un., ma anche ex art. 26) e che riscontri l’attenzione di quest’ultima nelle forme previste dall’art.

28.

L’Associazione, inoltre, ritiene necessario esporre quanto segue.

La creazione di due distinte sezioni del Registro generale del volontariato, di cui “una per le organizzazioni di volontariato e una riservata esclusivamente alle reti di volontariato” (ex artt. 4 e 10), di un Registro regionale delle associazioni di promozione sociale (ex art. 20) e di un ulteriore Registro regionale delle associazioni (ex art. 29) non avrebbe nessun fondamento pratico.

In primo luogo, il volontariato tout court si identifica solamente per l’attività svolta nei confronti della società (ovvero, a vantaggio di persone, famiglie, comunità) e non in relazione alla fonte legislativa dell’associazione (Codice civile, L. 266/91, L. 398/91, ecc.).

In secondo luogo, le singole associazioni sono consapevoli che la propria attività statutaria può essere meglio realizzata mediante il coinvolgimento di altre associazioni.

Simile eventualità, di per sé sempre mutevole e sempre in continua evoluzione, non necessita tuttavia di alcuna istituzionalizzazione nei cd. Tavoli di rete di cui all’art. 10 del T.

Un.. Qualora l’obiettivo del legislatore regionale sia quello di “favorire la realizzazione di progetti congiunti nei settori in cui si articola il registro” (art. 10, co. 1) si fa presente che esso può essere ugualmente perseguito mediante esplicita indicazione fra i capitolati del bando di finanziamento.

In terzo luogo, la dispersione di tutti i soggetti che - a vario titolo e con varie modalità - perseguono scopi altruistici avrebbe la conseguenza indiretta di indebolire il variegato mondo del volontariato.

Da ultimo, le previsioni di costituire l’Assemblea regionale delle organizzazioni di volontariato (ex art. 6), i Tavoli di rete (ex art. 10), l’Assemblea regionale delle associazioni di promozione sociale (ex art. 22) comporterebbero duplicazioni inutili di organismi, tenuto conto che lo stesso Testo Unificato prevede la creazione del Comitato regionale dell’associazionismo (ex art. 33) che fa espresso riferimento “all’ambito del volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle altre associazioni operanti in regione”.

Un tanto dovevo.

FEDERAZIONE REGIONALE Friuli Venezia Giulia

Mo.V.I. - Movimento di Volontariato Italiano - Federazione Regionale del Friuli Venezia Giulia Via Tiro a Segno 3/A, 33170 Pordenone – Tel. 0434 366746

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Contributo del MoVI per l’audizione in VI commissione del Consiglio Regionale del FVG del 15 maggio 2012

Ringraziando per l’occasione dell’audizione, do lettura del contributo del Movimento di Volontariato Italiano, Federazione Regionale del FVG, coordinamento di 80 associazioni di volontariato, diffuse nelle quattro province e attive nei più diversi ambiti di intervento.

Le riflessioni che presento, oltre ad essere state confrontate in diverse occasioni con le principali reti del volontariato e con il Comitato Regionale del Volontariato, sono frutto di un percorso di studio e confronto sulla riforma della Legge 12-95 che ha impegnato il nostro movimento negli ultimi anni e che si è concluso con 3 incontri regionali di studio, organizzati negli ultimi mesi dalla nostra federazione provinciale di Pordenone.

Abbiamo accolto con piacere l’interesse per il volontariato espresso dalla Giunta e dal Consiglio Regionale nell’avviare il processo legislativo di riforma della LR 12-95, espressione di

un’attenzione positiva e significativa in particolare in questo momento di profondi cambiamenti e di difficoltà di dialogo tra cittadini e mondo politico istituzionale.

Abbiamo visto con favore anche l’intenzione di varare una normativa concorrente anche sulla materia dell’Associazionismo di Promozione Sociale, in particolare nella misura in cui questo servirà a far chiarezza distinguendo queste importanti realtà del mondo della solidarietà organizzata dalle Organizzazioni di Volontariato.

Nel merito del testo di legge unificato che abbiamo ricevuto e analizzato, riteniamo senz’altro positivo e da confermare il riconoscimento e il sostegno alle reti del volontariato. Come tutti affermano è infatti fondamentale promuovere una sempre maggior capacità di lavoro in rete, di coordinamento e di collaborazione tra le OdV, per superare una certa tendenza alla

frammentazione e alla disgregazione delle nostre realtà. Le reti del volontariato sono organizzazioni di volontariato che come interlocutori delle istituzioni possono garantire maggiore sintesi e rappresentatività e sostenere le reti vuol dire sostenere la crescita e la maturazione del volontariato.

Riteniamo anche positiva l’introduzione di modalità di raccordo e coordinamento tra APS e Volontariato e tra i diversi organismi regionali.

Importante l’introduzione dei tavoli di rete, se possono divenire uno strumento di costruzione partecipata e davvero sussidiaria, tra istituzioni e volontariato, di progetti e azioni di sviluppo del volontariato regionale.

Troviamo invece insoddisfacente il testo di legge dal punto di vista della rappresentanza del volontariato e della proposta relativa agli organismi ove tale rappresentanza dovrebbe essere riconosciuta e valorizzata.

Il Comitato Regionale del Volontariato, previsto dall’attuale normativa è stato pensato, anticipando più recenti indirizzi normativi, come una cabina di regia paritetica ove le

rappresentanze del volontariato si confrontano con le direzioni regionali per costruire politiche integrate e favorire un dialogo tra società civile e istituzioni. Sappiamo che tale ruolo non è stato mai del tutto riconosciuto nella pratica anche perché non sono mai stati affidati al comitato mezzi e strumenti per poter efficacemente svolgere le funzioni previste.

Nel testo unificato, da una parte si riconosce “il ruolo di rappresentanza al comitato intero”, dall’altra lo si svuota di funzioni e compiti relegandolo meramente ad un ruolo consultivo e propositivo sulle sole materie che lo riguardano direttamente.

Oltre ciò, si affida la presidenza del Comitato al rappresentante istituzionale, non riconoscendo al volontariato neppure la capacità di autogestire il funzionamento dei propri organismi.

Ancor più singolare quanto proposto in merito al Comitato delle APS, anch’esso pensato con un ruolo di rappresentanza delle associazioni nei confronto della regione, che però non possono neppure scegliersi autonomamente i propri rappresentanti, sostituiti da “esperti nominati dall’assessore competente”.

Perché il testo di legge possa davvero rappresentare un miglioramento nei confronti della normativa vigente, è certamente necessaria una radicale revisione di questi aspetti.

In merito al Capo IV del testo Unificato, che introduce un terzo “registro regionale delle associazioni” notiamo che non era previsto all’avvio del percorso partecipato proposto dalla Giunta regionale ormai più di un anno fa e rappresenta un inserimento alquanto problematico in un testo già piuttosto controverso. L’effetto finale sembra a molti un piccolo groviglio di organismi e registri che invece di fare più chiarezza e semplificare lo scenario, rischia di aumentare le aree d’ombra e la confusione, senza favorire invece l’emergere di chi opera per l’interesse generale e per il bene comune ma favorendo vecchie logiche clientelari e di controllo politico.

Ci sembra infatti che il testo di legge, nel suo insieme, sembri in qualche modo banalizzare l’intervento della regione quando invece è richiesto sempre più un ruolo alto e impegnativo delle istituzioni in particolare nel momento che stiamo attraversando di revisione profonda del sistema di welfare regionale, in assenza di un piano sociale e in fase di riordino del sistema sanitario.

La crisi in aggiunta ci interpella perché venga rafforzata la coesione sociale e si promuovano al massimo le forme della solidarietà organizzata di cui volontariato e promozione sociale sono la più matura espressione. Per questo, pur riconoscendo la positività dell’intenzione di monitorare e valorizzare ( e non indirizzare come si dice nell’introduzione del testo unificato) tutto

l’associazionismo, riteniamo vada fatto in un secondo momento e in un altro contesto

legislativo, concentrandosi invece in questo disegno di legge sulle forme associative che hanno un particolare rilevanza nel sistema di protezione sociale e favorendo piuttosto l’iscrizione ai due registri del volontariato e delle APS anche delle altre realtà associative.

Non ultimo è necessario ricordare, che in un momento di ristrettezze economiche che già hanno portato al taglio di organico nell’ufficio del volontariato e alla riduzione del fondo per il volontariato, va calcolato con anticipo quante energie servirebbero per gestire un registro generale dell’associazionismo che potrebbe contare anche 10.000 organizzazioni aderenti.

Ricordiamo che pur essendo prevista nella vigente legge 12 del 1995 la verifica annuale del registro del volontariato, questa non è ancora mai stata completata per intero neppure in quindici anni a causa della mancanza di risorse dell’ufficio a questo deputato.

15 maggio 2012

Il presidente Regionale

Nel documento Verbale n. 136 Seduta del 15 maggio 2012 (pagine 38-45)

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