L Imposta sul Reddito delle Società (IRES):

Testo completo

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L’Imposta sul Reddito delle Società (IRES):

INTRODUZIONE

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• Imposta sul Reddito delle Società (IRES) cos’è?

IRES: NOZIONI DI BASE

• ALIQUOTAIRES (art. 77 TUIR): 24%

ü società di capitali residenti

ü enti, pubblici e privati, residenti, con oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di attività commerciali

ü società e gli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato ü Non sono soggetti IRES gli organi e le amministrazioni dello Stato, i comuni, i consorzi tra enti locali,

le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le comunità montane, le province e le regioni (art.74 del TUIR)

• SOGGETTI PASSIVI:

• BASE IMPONIBILE: reddito complessivo netto (art. 83 TUIR) dei soggetti passivi (problemi di determinazione)

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imposta proporzionale applicata al reddito delle società e degli enti, commerciali e non

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ATTRAZIONE COMPETENZA

Tutto il reddito prodotto dalle organizzazioni/enti commerciali si considera REDDITO D’IMPRESA, indipendentemente dalla tipologia di attività che lo genera

I ricavi e i costi hanno rilevanza fiscale nel periodo di imposta in cui le operazioni aziendali che li hanno generati si sono compiute (maturazione), indipendentemente dal fatto che vi sia stato il relativo incasso o pagamento

IMPUTAZIONE

I costi sono deducibili se e nella misura in cui sono imputati a bilancio (C.E. - sezione dei costi). Ciò implica che se in bilancio i costi siano imputati in misura minore rispetto al valore riconosciuto fiscalmente (quindi deducibile), tale onere sarà deducibile solo nella misura indicata nel conto economico

DERIVAZIONE Per il calcolo della base imponibile, il punto di partenza è rappresentato dal RISULTATO ECONOMICO DEL BILANCIO CIVILISTICO, a cui bisognerà applicare tutte le norme previste dal legislatore

Principi:

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Processo:

1° fase: si prende in esame la situazione contabile dell’azienda al 31/12 dell’anno di riferimento, per il quale si intende determinare le imposte sul reddito 2° fase: si identificano i componenti positivi di reddito (ricavi) e i componenti

negativi di reddito (costi)

3° fase: si determina la base imponibile (utile/perdita ante-imposte) calcolando la differenza tra ricavi e costi

DETERMINAZIONE DEL REDDITO COMPLESSIVO

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SITUAZIONE DEI CONTI AL 31.12 DARE AVERE

Mobili e arredi 70,00

Magazzino merci 65,00

Crediti verso clienti 48,00

Banca c/c 55,00

Capitale sociale 80,00

Fondo amm.to mobili e arredi 70,00

Debiti verso fornitori 15,00

Merci c/vendite 380,00

Merci c/acquisti 240,00

Salari e stipendi 120,00

Variazione rimanenze merci 53,00

TOTALE 598,00 598,00

UTILE ANTE-IMPOSTE Componenti positivi di reddito

Merci c/vendite 380,00

Variazione rimanenze merci 53,00 Totale componenti positivi (A) 433,00

Componenti negativi di reddito

Merci c/acquisti 240,00

Stipendi e salari 120,00

Totale componenti negativi (B) 360,00 Utile ante-imposte (A-B) 73,00

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5

Problema:

La normativa fiscale:

1. pone alcuni limiti alla deducibilità dei costi

2. prevede la non tassabilità di alcuni ricavi e consente di rinviare la tassazione di alcune categorie di componenti reddituali positivi

DETERMINAZIONE DEL REDDITO COMPLESSIVO

Reddito ante-imposte determinato secondo criteri civilistici

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Reddito determinato secondo i criteri fiscali DIVERSO

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In sede di dichiarazione dei redditi bisogna effettuare delle variazioni al risultato del bilancio civilistico per giungere al reddito complessivo rilevante ai fini fiscali

PERMANENTE TEMPORANEA

• Hanno natura definitiva e non vengono riassorbite negli esercizi successivi

• Sono generate da:

• Hanno natura transitoria/provvisoria e vengono riassorbite negli esercizi successivi

• Sono generate da:

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Øricavi totalmente o parzialmente esenti (es: plusvalenze esenti)

Øcosti totalmente o parzialmente indeducibili (es: costi non documentati, costi non inerenti, imposte sui redditi)

Ø ricavi iscritti a CE ma tassabili totalmente o parzialmente in esercizi successivi

Ø a costi iscritti a CE ma totalmente o parzialmente deducibili negli esercizi successivi

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Le variazioni temporanee possono generare:

IMPOSTE ANTICIPATE IMPOSTE DIFFERITE

DETERMINAZIONE DEL REDDITO COMPLESSIVO

Imposte che verranno pagate in futuri esercizi, generate da differenze temporanee che rinviano la tassazione Cioè:

Sono di competenza dell’esercizio in corso, ma verranno pagate in futuro

• ricavi fiscali minori di quelli civilistici

• costi fiscali maggiori di quelli civilistici

Imposte pagate nell’esercizio generate da differenze temporanee che anticipano la tassazione

(es: plusvalenze generate dalla cessione

di beni posseduti da almeno 3 anni)

Sono di competenza di esercizi futuri, ma

vengono pagate nell’esercizio in corso

(es: perdite fiscali riportabili a nuovo)

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Imposte correnti: sono quelle che derivano dal calcolo effettuato in sede di compilazione del modello unico e sono da pagare alle scadenze di legge

Imposte differite: sono quelle “maturate” nell’esercizio (di competenza) ma che per disposizione di legge possono essere pagate in esercizi successivi

Imposte anticipate: sono quelle che per competenza appartengono ad esercizi successivi ma che per disposizione di legge vengono pagate anticipatamente.

Tre tipologie di imposte:

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DETERMINAZIONE DEL REDDITO COMPLESSIVO

RISULTATO D’ESERCIZIO ANTE IMPOSTE

VARIAZIONI FISCALI IN AUMENTO

VARIAZIONI FISCALI IN DIMINUZIONE

Ricavi di competenza

Costi di competenza meno più

meno

meno

PERDITE FISCALI DI ESERCIZI PRECEDENTI

= BASE IMPONIBILE AI FINI IRES

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Ricavo 1 Ricavo 2 Ricavo 3

Totale ricavi

Costo 1 Costo 2 Costo 3

Totale costi 100

60 90

250

60 30 70

Costo 4 40

200

Utile civilistico 50 +

+ +

+ + + +

= =

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Ricavo 1 Ricavo 2 Ricavo 3

Totale ricavi

Costo 1 Costo 2 Costo 3

Totale costi 100

60 90

250

60 30 70

Costo 4 40

140

Utile imponibile 110 utile imponibile (110) > utile civilistico (50)

Lo stesso risultato lo abbiamo se: Utile civilistico 50 Var. in aumento

(costo 1 indeducibile)

VARIAZIONI IN AUMENTO

60 +

Utile imponibile +

+ +

+ + + +

= =

1° ipotesi: il costo 1 non è deducibile nell’esercizio

abbiamo diminuito il costo 1 di 60 (0-60)

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Ricavo 1 Ricavo 2 Ricavo 3 Totale ricavi

Costo 1 Costo 2 Costo 3

Totale costi 100

60 110 270

60 30 70

Costo 4 40

200

Utile imponibile 70 utile imponibile (70) > utile civilistico (50)

Lo stesso risultato lo abbiamo se: Utile civilistico 50 Var. in aumento

(ricavo 3) 20

+

Utile imponibile 70

+ + +

+ + + +

= =

2° ipotesi: il ricavo 3 è fiscalmente imponibile per 110

abbiamo aumentato il ricavo 3 di 20 (110-90)

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Ricavo 1 Ricavo 2 Ricavo 3

Totale ricavi

Costo 1 Costo 2 Costo 3

Totale costi 100

60 90

250

60 30 70

Costo 4 40

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Utile imponibile 25 utile imponibile (25) > utile civilistico (50)

Lo stesso risultato lo abbiamo se: Utile civilistico 50 Var. in diminuzione

(costo 5)

VARIAZIONI IN DIMINUZIONE

25

Utile imponibile 25

+ + +

+ + + +

= =

3° ipotesi: diventa deducibile nell’esercizio il costo 5 per 25, non dedotto nell’anno precedente

abbiamo aumentato il costo 5 di 25 (25-0)

Costo 5 25

+

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Ricavo 1 Ricavo 2 Ricavo 3

Totale ricavi

Costo 1 Costo 2 Costo 3

Totale costi 70

60 90

220

60 30 70

Costo 4 40

200

Utile imponibile 20 utile imponibile (20) < utile civilistico (50)

Lo stesso risultato lo abbiamo se: Utile civilistico 50 Var. in diminuzione

(ricavo 1) 30

Utile imponibile 20

+ + +

+ + + +

= =

abbiamo diminuito il ricavo 1 di 30 (100-70)

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figura

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Riferimenti

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