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Quali sono gli imballaggi che usiamo ogni giorno e che alimentano la filiera del riciclo della plastica?

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Academic year: 2021

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Quali sono gli imballaggi che usiamo ogni giorno e

che alimentano la filiera del riciclo della plastica?

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Seguiamo insieme il percorso dei rifiuti in plastica che gettiamo nei contenitori gialli, entrando virtualmente in un impianto di riciclo.

Arrivati all’impianto, i rifiuti sono messi su un nastro trasportatore, per essere sottoposti a una prima selezione meccanica che elimina gli oggetti estranei di piccole dimensioni.

Pellicole e sacchetti sono separati dagli imballaggi più pesanti,

che invece continuano il viaggio.

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Segue un ulteriore processo di selezione della plastica, da cui vengono separati:

- i rifiuti in acciaio, mediante separatori magnetici,

- i rifiuti in alluminio, mediante onde elettromagnetiche.

Le varie tipologie di plastica sono avviate a percorsi diversi, in base al polimero che le compone.

Dei lettori ottici permettono di suddividere ulteriormente

gli imballaggi in plastica in base alla tipologia e al colore.

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Le plastiche non sono tutte uguali!

Ci sono plastiche di prima scelta, come PET, HDPE (polietilene ad alta densità) e PVC.

Lavate, ridotte in scaglie e nuovamente lavate, centrifugate, asciugate,

queste plastiche vengono trasformate in fibra tessile e nuovi oggetti.

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E poi c’è il PLASMIX, plastiche miste eterogenee costituite da rifiuti come vaschette, sacchetti di polietilene, imballaggi di uso alimentare, pellicole da imballaggio.

Prima, il PLASMIX finiva in discarica o incenerito; oggi, invece,

triturato e ridotto in piccole scaglie, viene trasportato in vasche

di lavaggio, dove si separano le frazioni che possono essere

avviate al riciclo.

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Le frazioni che possono essere avviate al riciclo vengono

macinate, fuse, ridotte in filamenti simili a “spaghetti” che, tagliati

e ridotti in granuli, vengono portati in impianti di trasformazione

per creare nuovi oggetti quali arredi per esterni, componenti per

auto, pannelli fonoassorbenti, profili per prefabbricati e pallet.

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Anche gli imballaggi in plastica rigida, come casse e pallet, sono un esempio virtuoso di economia circolare.

Molti settori industriali usano ormai contenitori fatti completamente da materia prima seconda, cioè ottenuti dal riciclo di rifiuti anziché dal granulo vergine.

In 20 anni di attività di riciclo, il beneficio economico, in termini di

importazioni di petrolio evitate grazie all'impiego di materia prima

seconda, supera 1 miliardo di euro (= 13 milioni di barili di petrolio).

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COREPLA e CONIP sono i due consorzi che si occupano del riciclo della plastica.

Il sistema italiano del riciclo degli imballaggi in plastica è tra i primi in Europa.

2018: sono state raccolte oltre 1.200.000 tonnellate (+13,6%

rispetto al 2017), corrispondenti a circa 20 kg/abitante.

2019: oltre 1.370.000 tonnellate di plastica raccolte in modo differenziato (+ 13% rispetto al 2018).

2020 (bimestre marzo-aprile): + 8% rispetto allo stesso periodo del 2019, aumento in controtendenza vista la riduzione dei

consumi (-4%) e della produzione dei rifiuti urbani (-10/14%) nel medesimo periodo, per effetto dell’emergenza sanitaria.

consorzio nazionale imballaggi plastica

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Dati e immagini sono tratti da: Green Learning 360° e Consorzio COREPLA

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NON ESITARE: RACCOGLI DIFFERENZIATO!

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