C O M U N E D I S A N T A N T I M O Provincia di Napoli

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C O M U N E D I S A N T ‘ A N T I M O Provincia di Napoli

PROGETTO ARCHITETTONICO DEFINITIVO ED ESECUTIVO

Interventi di adeguamento antisismico ed ampliamento della scuola Giovanni XXIII.

Abbattimento e ricostruzione

PROGETTISTA ARCHITETTONICO: ARCHITETTO LUIGI D’ANGELO

PROGETTISTA STRUTTURALE: ARCH. MICHELANGELO D’ANDREA PROGETTISTA DEGLI IMPIANTI: ARCH. MICHELANGELO D’ANDREA

R.U.P.: INGEGNERE CLAUDIO VALENTINO

SEZIONE BS – RELAZIONI SPECIFICHE STRUTTURALI

TAVOLA 015BS *FASCICOLO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE CORPO SCUOLA

DATA: APRILE 2019

Firmato digitalmente da:D'ANGELO LUIGI Motivo:progetto definitivo ed esecutivo Luogo:Giovanni XXIII Sant'Antimo NA Data:16/05/2019 22:59:31

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PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE

AI SENSI DELLE N.T.C. 2018 DELLE N.T.C. 2008 ART. 10.1 E DELL'ART 38 DEL D.P.R. 207/10

Piano di manutenzione delle strutture

Il piano di manutenzione è il documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l'attività di manutenzione dell'intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l'efficienza ed il valore economico.

Il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all'importanza e alla specificità dell'intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi:

- il manuale d'uso;

- il manuale di manutenzione;

- il programma di manutenzione;

1. Il manuale d'uso contiene l'insieme delle informazioni atte a permettere all'utente di conoscere le modalità di fruizione del bene, nonché tutti gli elementi necessari per limitare quanto più possibile i danni derivanti da un'utilizzazione impropria, per consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla sua conservazione che non richiedono conoscenze specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di sollecitare interventi specialistici. Il manuale d'uso contiene le seguenti informazioni: - la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; - la rappresentazione grafica; - la descrizione; - le modalità di uso corretto.

2. Il manuale di manutenzione si riferisce alla manutenzione delle parti più importanti del bene ed in particolare degli impianti tecnologici. Esso fornisce, in relazione alle diverse unità tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonché per il ricorso ai centri di assistenza o di servizio. Il manuale di manutenzione contiene le seguenti informazioni: - la collocazione nell'intervento delle parti menzionate; - la rappresentazione grafica; - la descrizione delle risorse necessarie per l'intervento manutentivo; - il livello minimo delle prestazioni; - le anomalie riscontrabili; - le manutenzioni eseguibili direttamente dall'utente; - le manutenzioni da eseguire a cura di personale specializzato.

3. Il programma di manutenzione prevede un sistema di controlli e di interventi da eseguire, a cadenze temporalmente o altrimenti prefissate, al fine di una corretta gestione del bene e delle sue parti nel corso degli anni.

Esso si articola secondo tre sottoprogrammi: - il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita; - il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche e dei controlli al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il valore di collaudo e quello minimo di norma; - il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene.

Il programma di manutenzione, il manuale d'uso ed il manuale di manutenzione redatti in fase di progettazione sono sottoposti a cura del direttore dei lavori, al termine della realizzazione dell'intervento, al controllo ed alla verifica di validità, con gli eventuali aggiornamenti resi necessari dai problemi emersi durante l'esecuzione dei lavori.

Registrazione delle verifiche e manutenzioni Premessa

Tutte le verifiche e manutenzioni riportate nel presente piano devono essere opportunamente integrate, a cura dell'utente e del responsabile della manutenzione, con eventuali specifiche di manutenzione e di verifica prodotte dai singoli fornitori ed installatori di strutture e dispositivi.

Al termine dell'integrazione, in base a quanto effettivamente installato e realizzato nonché in base alle indicazioni dei fornitori dei materiali l'utente ed il responsabile della manutenzione devono redigere un elenco codificato di tutti gli interventi di verifica e di manutenzione da eseguire. Non fanno parte degli interventi oggetto di registrazione:

1a) le pulizie che rientrano nella normale e diretta gestione dell'utente;

2b) le eventuali operazioni di disinfezione, disinfestazione, derattizzazíone e similari risultassero necessarie sulle canalizzazioni;

3c) le opere di tinteggiatura di parapetti, qualora dette operazioni non comportino alterazione di particolari caratteristiche dei materiali;

4d) la sostituzione di lampadine ed altri materiali di consumo facenti parte dei corpi illuminanti, purché tali operazioni di normale ripristino siano affidate a personale competente e non alterino le caratteristiche e le installazioni originali delle apparecchiature medesime.

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Responsabilità di gestione

Tutte le direttive di verifica e di manutenzione dovranno essere affidate ad un responsabile che dovrà comunque affidare tutte le operazioni di verifica, manutenzione e riparazione a personale specializzato ed in possesso dei requisiti tecnici idonei nel caso di strutture e materiali.

Tutte le modifiche alle strutture originali ed ogni variante apportata dovrà essere preceduta da relativa progettazione dimensionale e, al termine dell'esecuzione, dovrà essere accompagnata da relativa dichiarazione di conformità.

L'utente è responsabile del mantenimento delle condizioni di efficienza del sistema composto da strutture, materiali ed attrezzature che compongono l'oggetto, restando affidate alla sua responsabilità, deve pertanto provvedere:

1- alla continua sorveglianza del sistema;

2- alla sua manutenzione richiedendo, ove necessario, le opportune istruzioni al fornitore;

3- a far eseguire le necessarie ispezioni;

4- a far eseguire i necessari interventi di ripristino e/o riparazione, una volta accertate eventuali anomalie;

L'utente deve tenere un apposito registro, costantemente aggiornato, firmato dai responsabili, su cui devono essere annotati:

1a) i lavori svolti sulle strutture o nell'area sorvegliata, qualora essi possano influire sull'efficienza delle strutture stesse;

2b) le verifiche e le prove eseguite;

3c) eventuali anomalie e, se possibile, le cause;

4d) gli interventi in caso di sinistro precisando: tipologia, cause, modalità ed estensione dei sinistro, numero di rilevatori entrati in funzione, punti manuali di segnalazione utilizzati.

Organizzazione del registro

Il registro delle verifiche e delle manutenzioni deve costituire documento ufficiale che permette di accertare le condizioni d'uso, di affidabilità e di sicurezza della struttura.

Pertanto ogni libro-registro deve essere protocollato al suo inizio e deve contenere il riferimento di protocollo del libro-registro precedente. Ogni pagina deve essere numerata e timbrata; ogni verifica o intervento di manutenzione deve riportare:

1a) la data e l'ora della verifica e/o intervento manutentivo e/o annotazione di evento;

2b) l'oggetto della verifica e/o intervento manutentivo e/o annotazione di evento;

3c) gli estremi completi dei tecnici esecutori della verifica e/o intervento manutentivo;

4d) il riferimento al codice dei tipo di verifica e/o intervento manutentivo.

Il presente “Piano di manutenzione della parte strutturale dell'opera” è redatto ai sensi del D.M. 14 gennaio 2008 art. 10.1 e delle N.T.C. 2018.

Unità strutturali

Strutture di fondazione 1. Travi rovesce Strutture in elevazione

1. Pilastri in c.a.

2. Travi in c.a.

3. Setti in c.a.

Strutture orizzontali 1. Solai in latero-cemento 2. Solette in c.a.

Opere di fondazioni superficiali

Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne.

In particolare si definiscono fondazioni superficiali o fondazioni dirette quella classe di fondazioni realizzate a profondità ridotte rispetto al piano campagna ossia l'approfondimento del piano di posa non è elevato.

Prima di realizzare opere di fondazioni superficiali provvedere ad un accurato studio geologico esteso ad una zona significativamente estesa dei luoghi d'intervento, in relazione al tipo di opera e al contesto geologico in cui questa si andrà a collocare.

Nel progetto di fondazioni superficiali si deve tenere conto della presenza di sottoservizi e dell’influenza di questi sul comportamento del manufatto.

È opportuno che il piano di posa in una fondazione sia tutto allo stesso livello.

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Riferimenti normativi:

N.T.C. 2018 - Legge 5.11.1971, n. 1086; Legge 2.2.1974, n. 64; D.M. Infrastrutture e Trasporti 14.1.2008; C.M. Infrastrutture e Trasporti 2.2.2009, n. 617; UNI 8290-2; UNI EN 1356; UNI EN 12390-1; UNI EN 1992; UNI 8634; UNI 9503; UNI EN 1993;

UNI EN 1999; UNI EN 1994; UNI EN 1995; UNI EN 384.

TRAVI

Le travi sono elementi strutturali, che si pongono in opera in posizione orizzontale o inclinata per sostenere il peso delle strutture sovrastanti, con una dimensione predominante che trasferiscono, le sollecitazioni di tipo trasversale al proprio asse geometrico, lungo tale asse, dalle sezioni investite dal carico fino ai vincoli, garantendo l'equilibrio esterno delle travi in modo da assicurare il contesto circostante. Le travi in cemento armato utilizzano le caratteristiche meccaniche del materiale in modo ottimale resistendo alle azioni di compressione con il conglomerato cementizio ed in minima parte con l'armatura compressa ed alle azioni di trazione con l'acciaio teso. Le travi si possono classificare in funzione delle altezze rapportate alle luci, differenziandole in alte, normali, in spessore ed estradossate, a secondo del rapporto h/l e della larghezza.

Riferimenti normativi:

N.T.C. 2018 - Legge 5.11.1971, n. 1086; Legge 2.2.1974, n. 64; D.M. Infrastrutture e Trasporti 14.1.2008; C.M. Infrastrutture e Trasporti 2.2.2009, n. 617; UNI 8290-2; UNI EN 384; UNI EN 1356; UNI EN 12390-1; UNI 8634; UNI 9503; UNI EN 1993;

UNI EN 1999

SOLAI

I solai rappresentano il limite di separazione tra gli elementi spaziali di un piano e quelli del piano successivo. Dal punto di vista strutturale i solai devono assolvere alle funzioni di sostegno del peso proprio e dei carichi accidentali e la funzione di collegamento delle pareti perimetrali. Inoltre debbono assicurare: una coibenza acustica soddisfacente, assicurare una buona coibenza termica e avere una adeguata resistenza. Una classificazione dei numerosi solai può essere fatta in base al loro funzionamento statico o in base ai materiali che li costituiscono.

Ai solai, oltre al compito di garantire la resistenza ai carichi verticali, è richiesta anche rigidezza nel proprio piano al fine di distribuire correttamente le azioni orizzontali tra le strutture verticali. Il progettista deve verificare che le caratteristiche dei materiali, delle sezioni resistenti nonché i rapporti dimensionali tra le varie parti siano coerenti con tali aspettative. A tale scopo deve verificare che:

- le deformazioni risultino compatibili con le condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati;

- vi sia, in base alle resistenze meccaniche dei materiali, un rapporto adeguato tra la sezione delle armature di acciaio, la larghezza delle nervature in conglomerato cementizio, il loro interasse e lo spessore della soletta di completamento in modo che sia assicurata la rigidezza nel piano e che sia evitato il pericolo di effetti secondari indesiderati.

Solai con travetti gettati in opera

Si tratta di solai misti realizzati in c.a. e laterizi speciali (pignatte, volterrane, tavelle), gettati in opera. Rispetto alle solette presentano caratteristiche maggiori di coibenza, di isolamento acustico e di leggerezza.

Riferimenti normativi:

N.T.C. 2018 - Legge 5.11.1971, n. 1086; Legge 2.2.1974, n. 64; D.M. Infrastrutture e Trasporti 14.1.2008; C.M. Infrastrutture e Trasporti 2.2.2009, n. 617; UNI 8290-2; UNI 8635-14; UNI EN 595.

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MANUALE D'USO

Travi rovesce in C.A.

Descrizione

Elementi strutturali in conglomerato cementizio armato a sviluppo superficiale con superfici a contatto con il terreno o magrone di cls.

Funzione

Ripartizione dei carichi della struttura sul terreno.

Modalità d'uso corretto

Le travi sono concepite per resistere ai carichi di progetto della struttura in elevazione.

Pilastri in c.a.

Descrizione

Elementi strutturali in conglomerato cementizio armato a sviluppo lineare verticale o sub-verticale.

Funzione

Sostegno delle travi e dei solai.

Modalità d'uso corretto

I pilastri in c.a. sono concepiti per resistere ai carichi di progetto trasmessi dalle travi e dagli impalcati. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie.

Travi in c.a.

Descrizione

Elementi strutturali in conglomerato cementizio armato a sviluppo lineare orizzontale o sub-orizzontale.

Funzione

Sostegno delle murature di tamponamento e dei solai.

Modalità d'uso corretto

Le travi in c.a. sono concepite per resistere ai carichi di progetto trasmessi dai solai e dai tamponamenti. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie.

Setti in cemento armato Descrizione

Elementi strutturali in conglomerato cementizio armato a sviluppo superficiale verticale o sub-verticale con superfici a contatto con il terreno.

Funzione

Resistenza alla spinta delle terre. Sostegno solai superiori.

Modalità d'uso corretto

Le pareti controterra in c.a. sono concepite per resistere ai carichi di progetto della struttura in elevazione e alle azioni trasmesse dal terreno. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Qualora ispezionabili se ne deve controllare periodicamente il del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie.

Solai in latero-cemento Descrizione

Elementi strutturali costituiti dall'assemblaggio di elementi in c.a. gettati in opera o semiprefabbricati, con interposizione di blocchi di laterizio a funzione di alleggerimento a sviluppo superficiale orizzontale o sub- orizzontale.

Funzione

Creazione di superfici resistenti eventualmente praticabili, con funzione di collegamento delle strutture verticali.

Modalità d'uso corretto

I solai sono concepiti per resistere ai carichi di progetto della struttura. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie.

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Solette in c.a.

Descrizione

Elementi strutturali costituiti da getti di c.a., con eventuale interposizione di blocchi di alleggerimento a sviluppo superficiale orizzontale o sub-orizzontale.

Funzione

Creazione di superfici resistenti eventualmente praticabili, con funzione di collegamento delle strutture verticali.

Modalità d'uso corretto

I solai sono concepiti per resistere ai carichi di progetto della struttura. Non ne deve essere compromessa l'integrità e la funzionalità. Controllo periodico del grado di usura con contestuale rilievo di eventuali anomalie.

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MANUALE DI MANUTENZIONE

Travi rovesce in C.A.

Livello minimo di prestazioni

Le travi in c.a. devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Cedimenti differenziali con conseguenti abbassamenti del piano di imposta delle fondazioni

 Distacchi murari

 Lesioni in elementi direttamente connessi

 Comparsa di risalite di umidità

 Corrosione delle armature degli elementi verticali spiccanti Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

Pilastri in c.a.

Livello minimo di prestazioni

I pilastri in c.a. devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Distacchi

 Lesioni

 Cavillature

 Comparsa di macchie di umidità

 Difetti di verticalità Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

Travi in c.a.

Livello minimo di prestazioni

Le travi in c.a. devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Distacchi

 Lesioni

 Cavillature

 Comparsa di macchie di umidità Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

Setti in cemento armato Livello minimo di prestazioni

Le pareti controterra in c.a. devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Distacchi dal terreno circostante

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 Cedimenti differenziali con conseguenti abbassamenti del piano di imposta delle fondazioni

 Distacchi

 Lesioni

 Cavillature

 Comparsa di macchie di umidità

 Difetti di verticalità Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

Solai in latero-cemento Livello minimo di prestazioni

I solai in latero-cemento devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Distacchi

 Sfondellamenti

 Fessurazioni

 Comparsa di macchie di umidità

 Eccessiva deformazione

 Eccessiva vibrazione Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

Solette in c.a.

Livello minimo di prestazioni

Le solette in c.a. devono garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Anomalie riscontrabili

 Distacchi

 Fessurazioni

 Comparsa di macchie di umidità

 Eccessiva deformazione

 Eccessiva vibrazione Controlli

 Periodicità: annuale

 Esecutore: personale tecnico specializzato

 Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive Interventi manutentivi

Esecutore: personale tecnico specializzato

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PROGRAMMA DI MANUTENZIONE

Programma delle prestazioni

La vita nominale dell'opera è quella indicata nella apposita relazione di calcolo, pari a 50 anni.

Strutture di fondazione 1. Travi rovesce in c.a.

Le strutture di fondazione dovranno garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Strutture in elevazione 1. Pilastri in c.a.

2. Travi in c.a.

3. Setti in c.a.

Le strutture in elevazione dovranno garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Strutture orizzontali

1. Solai in latero-cemento 2. Solette in c.a.

Le strutture orizzontali dovranno garantire le specifiche prestazioni indicate nel progetto strutturale, comunque non inferiori alle prestazioni prescritte dalle normative vigenti.

Programma dei controlli

L’esito di ogni ispezione deve formare oggetto di uno specifico rapporto da conservare insieme alla relativa documentazione tecnica. A conclusione di ogni ispezione, inoltre, il tecnico incaricato deve, se necessario, indicare gli eventuali interventi a carattere manutentorio da eseguire ed esprimere un giudizio riassuntivo sullo stato d’opera.

Strutture di fondazione 1. Travi rovesce in c.a.

Controlli

1. Periodicità: annuale. In caso di eventi eccezionali procedere al controllo 2. Esecutore: personale tecnico specializzato

3. Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive 4. Risorse: necessità di strumentazione tecnica a richiesta dell'Esecutore

Strutture in elevazione 1. Pilastri in c.a.

2. Travi in c.a.

3. Setti in c.a.

Controlli

1. Periodicità: annuale. In caso di eventi eccezionali procedere al controllo 2. Esecutore: personale tecnico specializzato

3. Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive 4. Risorse: necessità di strumentazione tecnica a richiesta dell'Esecutore

Strutture orizzontali

1. Solai in latero-cemento 2. Solette in c.a.

Controlli

1. Periodicità: annuale. In caso di eventi eccezionali procedere al controllo 2. Esecutore: personale tecnico specializzato

3. Forma di controllo: visivo, integrato da eventuali prove non distruttive 4. Risorse: necessità di strumentazione tecnica a richiesta dell'Esecutore.

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