SELEZIONARE LA GIUSTA PROTEZIONE DELLA MANO

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SELEZIONARE LA GIUSTA

PROTEZIONE DELLA MANO

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L'energia elettrostatica è un elemento indesiderato ma presente in molti luoghi di lavoro. Derivante da un contatto tra due materiali, uno caricato positivamente e l'altro negativamente, il passaggio di una carica statica è tutt'altro che inevitabile ed è causa di tutta una serie di conseguenze, da irritazioni minime a esiti irrimediabili.

Molti di noi hanno già avuto a che fare con le piccole scosse subite nel toccare qualcosa di metallico, come la maniglia di una porta.

Le probabilità aumentano in condizioni di bassa umidità e quando il soggetto indossa, cammina o è comunque esposto a materiali

conduttori. Pur non essendo piacevoli, le scosse statiche di minore entità non hanno, in genere, conseguenze.

Il pericolo è maggiore in ambienti con componenti elettroniche sensibili o rischi di esplosione, in cui l'energia elettrostatica si accumula e un'eventuale scarica può causare danni gravi sia ai lavoratori che alle apparecchiature e alle componenti elettroniche sensibili.

Ci sono due ambiti chiave in cui i Responsabili della sicurezza puntano ad attenuare gli effetti negativi dell'elettricità statica sul posto di lavoro;

1) scariche elettrostatiche (ESD) all'interno e intorno a componenti e apparecchiature elettroniche sensibili; e

2) prevenzione di esplosioni derivanti da scariche statiche in applicazioni o ambienti volatili, generalmente indicati con la sigla ATEX

L'ESD è il flusso improvviso di elettricità tra due oggetti caricati elettricamente. È causato da un contatto, un cortocircuito o un guasto dielettrico (corrente che scorre attraverso un isolante). È un problema nei luoghi di lavoro con parti e apparecchiature elettroniche sensibili:

sono compresi gli ambienti come le camere bianche usate nella produzione elettronica, nanotecnologica e dei semiconduttori. Il passaggio della carica elettrostatica in componenti sensibili danneggia le caratteristiche elettriche e può causare malfunzionamenti e guasti dell'apparecchiatura.

Ancora più problematica è una scarica elettrica incontrollata nelle zone ATEX. Gli ambienti ATEX presentano un rischio di

LE LEGGI

DELL'ATTRAZIONE

Ridurre al minimo

le conseguenze

dell'energia s

tatica sul posto

di lavoro

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Dal punto di vista della sicurezza e delle attività, i datori di lavoro usano, in genere, dispositivi di protezione individuale (DPI) progettati per ridurre al minimo il passaggio della carica tra il personale e le apparecchiature e le componenti sensibili alle ESD. Nella maggior parte dei casi, queste azioni includono anche la protezione delle mani. L'uso del giusto guanto non solo riduce al minimo o addirittura elimina l'elettricità statica;

previene anche la contaminazione causata dall'attrazione delle particelle verso gli oli naturali dalle mani del lavoratore.

La gestione del problema negli ambienti di camera bianca integra, in genere, l'uso di materiali per dissipare l'energia statica, che si situano a metà strada fra isolanti e conduttori.

I guanti che offrono prevenzione antistatica o delle ESD, progettati specificamente per uso in applicazioni a bassa contaminazione e sensibili alle particelle, devono quindi essere realizzati in materiali con proprietà di dissipazione statica. Alcuni guanti usati normalmente (come le alternative monouso in lattice di gomma naturale) non sono adatti in quanto isolanti statici: trattengono una carica e la rilasciano in modo incontrollato, causando generalmente i danni descritti in precedenza.

I materiali dissipativi consentono agli elettroni di passare sopra o attraverso il materiale, ma solo in modo controllato, grazie alla loro resistenza intrinseca di superficie o volume. In questo modo la carica può dissiparsi o trasferirsi a terra a bassa velocità, evitando danni a componenti o strumenti.

L'elettricità statica causa notevoli problemi in molti settori o posti di lavoro, ed è particolarmente dannosa in ambienti con presenza di dispositivi elettronici delicati.

I danni da ESD sono facilitati dal passaggio della carica stessa da un dispositivo sensibile alle ESD a un corpo umano o a un altro dispositivo sensibile. Per esempio, il corpo di una persona che cammina sul pavimento può caricarsi; tale carica viene rilasciata quando la persona tocca un dispositivo.

Analogamente, un dispositivo sensibile alle ESD può caricarsi mentre si trova su un nastro trasportatore o altra superficie di lavorazione e successivamente rilasciare tale carica una volta a contatto con un altro dispositivo o corpo umano.

Nel manipolare o lavorare con oggetti come pellicole, circuiti stampati e componenti come semiconduttori, o in presenza di strumenti elettronici sensibili, un'ESD incontrollata produce molteplici impatti negativi. Il passaggio della

carica elettrostatica non danneggia solo le caratteristiche elettriche delle componenti elettroniche; può anche causare malfunzionamenti e guasti dell'apparecchiatura, interferendo con il suo normale utilizzo.

Una superficie caricata elettrostaticamente favorisce, tramite attrazione elettrostatica (ESA), il deposito di particelle:

questo significa attirare e trattenere agenti contaminanti che potrebbero causare difetti nei circuiti elettrici di un dispositivo.

Le ESD possono anche comportare un rischio di incendio se il lavoratore deve operare con solventi o altri materiali infiammabili.

Al di là degli effetti immediati, non riuscire a controllare adeguatamente un'ESD può essere causa di ingenti costi, soprattutto negli ambienti sterili di camera bianca usati nella produzione elettronica, nanotecnologica e dei semiconduttori.

I danni all'elettronica causati da una carica statica possono far aumentare rapidamente i costi e ridurre la produttività, con calo potenziale della redditività complessiva.

SCARICA ELETTROSTATICA

(ESD)

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Gli ambienti potenzialmente esplosivi sono disciplinati dalla direttiva ATEX, che comprende due direttive dell'Unione europea; una incentrata sui produttori delle apparecchiature e l'altra sugli utenti. La sigla ATEX deriva dal titolo francese della direttiva 94/9/CE; è l'acronimo universalmente accettato per indicare i requisiti di progettazione e uso sicuri dei prodotti utilizzati in ambienti potenzialmente esplosivi.

La concentrazione di solventi o polvere in un'area può contribuire a creare il rischio di esplosione. Le aree in cui sono presenti tali rischi sono, quindi, classificate come "zone ATEX".

Sono riportati di seguito alcuni esempi di azioni che presentano rischi esplosivi.

• Operazioni sopra vasche di miscelazione nei settori della farmaceutica o della chimica fine

• Campionatura da serbatoi di solvente

• Trasferimento di sostanze infiammabili da un‘autocisterna

• Pulizia con solventi

• Confezionamento, riempimento tramogge o pesatura polveri

• Produzione di prodotti esplosivi

In una zona ATEX gli oggetti che caricano e scaricano elettricità statica possono produrre una scintilla e, quindi, causare un'esplosione. Secondo la direttiva, qualsiasi oggetto che entra in una zona ATEX deve essere progettato, costruito e utilizzato in modo da non accumulare elettricità statica.

L'oggetto è definito "dissipativo statico" o "conduttivo" e spesso, erroneamente, "antistatico".

I lavoratori nelle zone ATEX devono indossare indumenti e calzature con messa a terra permanente e, quindi, non in grado di scaricare l'elettricità statica attraverso i movimenti. Entrambe le direttive, ATEX e DPI, prevedono l'utilizzo di soluzioni di protezione delle mani progettate e realizzate in modo da non causare scariche elettrostatiche. Significa optare per guanti protettivi che soddisfano la norma EN16350, progettati specificamente per applicazioni ATEX, con filati conduttivi integrati nella fodera tessile e riempitivi conduttivi nel

composto elastomerico. I guanti per usi generici o di protezione

ATEX

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CONSIDERAZIONI GENERALI

Come per qualsiasi processo di selezione dei DPI, anche in questo caso ci sono altri ulteriori fattori che incidono sulla scelta definitiva dei guanti protettivi. Questi fattori possono includere la presenza di pericoli secondari, come il rischio di infortuni da taglio o un'esposizione a sostanze chimiche.

L'ambiente di lavoro specifico (che include le reali condizioni ambientali e tutta la gamma di mansioni da svolgere) offre ulteriori parametri pratici da considerare. I livelli di destrezza, flessibilità e presa necessari al lavoratore per operare in modo efficiente ed efficace variano da una mansione all'altra e renderanno, quindi, alcune scelte più (o meno) adatte.

Per evitare confusioni, occorre considerare il ricorso a un servizio come il Guardian di Ansell, che esegue analisi personalizzate per abbinare i guanti, e i materiali in cui sono realizzati, ad applicazioni e ambienti specifici, evitando le ipotesi e garantendo la massima sicurezza dei lavoratori.

Evitare le ipotesi e garantire la

massima sicurezza

dei lavoratori

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