DALLA RUE DU BAC (LA MEDAGLIA MIRACOLOSA), ALLA GROTTA DI MASSABIELLE (L IMMACOLATA CONCEZIONE).

Testo completo

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RELIGIONI: a cura di Gianfranco Trabuio

IN ATTESA DEL GIUBILEO DELLE APPARIZIONI DI LOURDES:

DALLA RUE DU BAC (LA MEDAGLIA MIRACOLOSA), ALLA GROTTA DI MASSABIELLE (L’IMMACOLATA CONCEZIONE).

(Prima Puntata)

Lourdes – Benedizione degli ammalati (wikipedia)

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Avete mai pensato a qualcosa di imprevedibile che si realizza a seguito di coincidenze molto strane?

Ecco, noi, ora, ci troviamo a descrivere una di queste coincidenze, umanamente strane ma di enorme significato religioso. Ancora una volta di fronte a questi eventi straordinari dobbiamo raccoglierci a meditare e a pregare affinché Dio ci mandi un raggio della Sua luce per renderci più semplice la comprensione di quanto ora vedremo.

Partiamo per Lourdes con il pellegrinaggio dell’UNITALSI Triveneta, due treni con circa un migliaio di pellegrini tra ammalati, sorelle e barellieri, sacerdoti e uomini di servizio. È il classico viaggio organizzato ogni anno in questo periodo a cavallo tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate dalla sottosezione Unitalsi di Venezia.

Il viaggio in treno è abbastanza pesante per chi non è abituato a questo tipo di pellegrinaggio, d’altra parte solo il treno consente di avvicinarsi alla meta con una giusta preparazione, e offre la possibilità, durante il ritorno, di tesaurizzare e condividere le forti emozioni e le profonde esperienze di fede e di sofferenza che a Lourdes vengono vissute da tutti, in primo luogo dagli ammalati e immediatamente dopo dalle sorelle e dai barellieri che servono gli ammalati.

Questo è il grande dono di Lourdes. Ed è per quei motivi che chi a Lourdes ci va una volta, sente il desiderio di ritornarci. Ho fatto il viaggio con barellieri che ci sono ritornati per la quarantesima volta. E ogni volta si vivono emozioni nuove e talmente belle e profonde da far dire a chi ci arriva, magari solo per curiosità, che qui si sente la presenza di Dio e di sua Madre.

Mi è stato chiesto di preparare delle riflessioni su questo pellegrinaggio, su alcuni aspetti religiosi e su altri aspetti storici e teologici. Le argomentazioni che seguono hanno lo scopo di tentare una spiegazione su: perché proprio Lourdes? Ma ancor prima: perché proprio Parigi nella Rue du Bac (1830), e perché ancor prima a La Salette (1846)?

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Ma, prima di parlare di questa esperienza ritengo utile parlare della preghiera del Rosario e delle sue origini, perché la Madonna ha chiesto a Bernardette di andare alla Grotta con il Rosario per pregare per la conversione dei peccatori.

Molte delle devozioni cristiane si perdono nella loro origine risalendo a ritroso nei secoli.

Tra queste, la più famosa e più diffusa è certamente la devozione alla vergine Maria, la madre di Gesù.

Si ritiene che la pratica di recitare le 150 Ave Maria o 150 Padre Nostro, si sia diffusa nell’Alto Medio Evo a causa della scarsa conoscenza della lingua latina da parte dei fedeli.

Infatti, mentre i sacerdoti e i monaci pregavano in latino, il popolo dei credenti pregava in volgare, e siccome la preghiera più diffusa nel clero era la recita del Salterio (150 Salmi), ecco che il popolo sostituì, nel tempo, ai 150 Salmi le 150 Ave Maria, inframmezzate dal Padre Nostro, ad ogni decina.

D’altra parte, è abbastanza intuibile la motivazione della recita ripetuta dell’Ave Maria, la cui prima parte narra proprio il mistero dell’incarnazione con l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele.

La devozione della recita ripetuta dell’Ave Maria non era altro che il fare memoria dell’annuncio della salvezza che Dio Padre aveva promesso ad Adamo e a Eva, e, quindi, era un’immersione di fede nel mistero della Redenzione.

La pratica del Rosario si diffuse grandemente nel Medio Evo ad opera di San Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell’Ordine cistercense e predicatore della seconda crociata per la liberazione del Santo Sepolcro, e di San Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine domenicano, detto dei predicatori.

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rose, e il Rosario altro non è che una lode continua alla Madre di Cristo, simboleggiata da questo fiore affascinante e bellissimo.

Come per i Salmi esiste la suddivisione tra i Salmi della gioia, i Salmi del dolore e i Salmi della riflessione, che altro non sono che le tre condizioni esistenziali della vita di ogni uomo, così il Rosario fa memoria della condizione esistenziale di Cristo redentore durante la sua vita terrena, a partire dall’Annunciazione per terminare con la Pentecoste e l’Assunzione di Maria.

Grande impulso alla pratica di questa devozione mariana viene dalle miracolose apparizioni della Vergine durante tutto il secolo XIX, da Lourdes con Bernardette, a Parigi presso la famosa Rue du Bac con Caterina Labouré, e nel secolo XX prima a Fatima con Lucia e i due cugini Giacinta e Francesco, e poi a Medjugorie con il gruppo di veggenti ancora in vita, e dove le apparizioni continuano regolarmente. In tutte queste apparizioni la Madonna invita i fedeli alla preghiera del Rosario per la salvezza dell’umanità, che sta correndo precipitosamente verso l’autodistruzione, prima di tutto morale, con la diffusione massiccia della cultura della violenza sulla vita e con l’eradicazione della presenza di Dio dal cuore degli uomini. 

Pochi anni fa il grande Papa Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica “Il Rosario della Vergine Maria”, ha invitato i cristiani a riscoprire la preghiera mariana per eccellenza, “preghiera tradizionale, tanto semplice e allo stesso tempo tanto profonda”, destinata a “produrre frutti di santità”.

In questa Lettera Apostolica il compianto Sommo Pontefice insegna e spiega che il Rosario deve essere una preghiera contemplativa, ricordando ciò che l’altro grande Papa, Paolo VI diceva: “Senza contemplazione, il Rosario è un corpo senz’anima. Per sua natura, la recita del Rosario esige un ritmo tranquillo e quasi un indugio pensoso, che favoriscano nell’orante la meditazione dei misteri della vita del Signore”.

Giovanni Paolo II, in questa lettera,  ha introdotto un nuovo gruppo di riflessioni sulla vita di Gesù, che vanno ad aggiungersi ai classici Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, e sono stati denominati i Misteri della Luce o Luminosi, che prendono in considerazione alcuni eventi importanti della vita terrena del Redentore, come per esempio l’istituzione dell’Eucaristia durante l’ultima cena.

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Ecco quindi in cosa si sostanzia la devozione mariana del Rosario: nella contemplazione della vita di Maria e del suo figlio Gesù.

Però, è anche importante aggiungere un’ulteriore riflessione su questo scenario di salvezza dell’umanità: il Rosario è Cristocentrico. Cioè, la contemplazione meditata e silenziosa dei Misteri non è altro che una memoria continua e incessante dell’avvento di Cristo nell’umanità e nella storia della salvezza. Ma, allora, i misteri del Rosario possono prendere in considerazione tutta la storia della salvezza dell’umanità!

Proprio partendo da questa considerazione ha preso sostanza la grande intuizione del vescovo emerito di Treviso mons. Antonio Mistrorigo, che nel 2003 ha dato alle stampe il “Rosario Biblico”, un libretto di 60 pagine edito da Portalupi Editore e giunto già alla quarta edizione. In questo libretto viene proposta la contemplazione dei “Misteri” sia dell’Antico Testamento come del Nuovo Testamento.

Un’iniziativa originalissima che è stata pubblicamente apprezzata e promossa dal grande Papa Giovanni Paolo II.

Il percorso è tracciato. Alla fede in Gesù ci si arriva contemplando e pregando sua madre, la Vergine Maria.

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