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Academic year: 2021

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CAPITOLO 5

GLI STRUMENTI DEL

LAVORO

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5.1 CATALOGO DEGLI ATTREZZI DI LAVORO UTILIZZATI NELLE GHACCIAIE

In questo capitolo vengono illustrati gli strumenti utilizzati storicamente nei siti di produzione del ghiaccio naturale nelle due regioni italiane oggetto di questa tesi, cioè Toscana e Veneto.

Una delle difficoltà principali riscontrata nella realizzazione del catalogo è dovuta al fatto che nei documenti disponibili sull’argomento solo pochi strumenti utilizzati nelle ghiacciaie vengono effettivamente descritti, poiché la maggior parte degli attrezzi erano legati ai lavori nei campi e adattati a queste specifiche attività.

La semplicità del materiale rende questi oggetti privi di caratteristiche particolari: sono attrezzi essenziali, tipici di una attività che richiedeva manovalanza a bassa qualificazione, disposta a svolgere un lavoro pesante e faticoso, all’aperto nel periodo più freddo dell’anno e in continuo contatto con l’acqua gelida.

Nel breve catalogo proposto di seguito, si è cercato di proporre un elenco esaustivo in ordine di utilizzo degli attrezzi impiegati dai ghiacciaioli per compiere le diverse attività di lavoro all’interno di un sito di produzione di ghiaccio naturale. Inoltre ove possibile è stato eseguito un confronto linguistico dei termini propri utilizzati per indicare lo strumento, in rapporto alle realtà territoriali prese in studio durante il lavoro.

Alcuni termini riferiti a certi strumenti sono da considerarsi incerti, poiché la trascrittura fonetica dal dialetto non è sempre affidabile e poiché spesso i dialetti non hanno uniformità linguistica su tutto il territorio regionale. Quest’ultimo fattore in particolare può portare a denominare lo stesso attrezzo con termini differenti nella stessa regione. Questa incertezza sulla denominazione è indicata con asterisco, ed eventuali altri termini dialettali per lo stesso attrezzo sono stati inclusi.

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ATTREZZI USATI PER LO SCAVO DEI BACINI DI

RACCOLTA DELL’ACQUA

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

PICCÓNE PICCÓNE SAPA٭ o PICÒN

DESCRIZIONE UTILIZZO

Si impugna a due mani, il pic-cone viene usato per scavare terre compatte o rocce tenere e per dissodare il terreno. L’impiego del piccone sarà da preferire ad una pala, proprio perché in grado di rompere la terra con più facilità.

Attrezzo pesante costituito da due parti: un ma-nico ed una punta. Il mama-nico in legno è più largo all’estremità inferiore e più stretto in quella superiore e molto liscio al tatto. La punta invece è realizzata in ferro, leggermente ri-curva, le cui estremità finiscono una a punta e l’altra a taglio; nella parte centrale presenta un foro ovale per l’innesto del manico.

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NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

CARRÏÒLA CARRIOLA CARIOLA

DESCRIZIONE UTILIZZO

Attrezzo adoperato per tra-sportare qualsiasi cosa. Nel contesto trattato, con la carriola non si trasportava ghiaccio ma la terra di scavo del bacino. Il mate-riale asportato a sua volta veniva poi utilizzato per costruire il terrazzamento a valle della pozza, nel caso di ghiacciaie montane. Attrezzo formato da due stanghe (manici) che

in-seriti all’estremità dell’asse della ruota anteriore, tratteneva un contenitore (cassone) dal fondo tondo in lamiera o legno che ricevere il carico. Presenta due gambe di appoggio (piedistalli).

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

BADÍLE o PALA BADÍLE BAÌLA

DESCRIZIONE UTILIZZO

Strumento costituito da una larga ed appuntita lama in ferro leggermente concava, montata su lungo manico in legno.

Usata nei lavori agricoli e di sterro per rimuovere la terra o altri materiali mi-nuti già smossi da altri attrezzi.

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ATTREZZI USATI PER IMPERMEABILIZZARE

I BACINI

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

MAZZA MAZZA MAJA

DESCRIZIONE UTILIZZO

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO MAZZUOLO MAZZUOLO MAJOCO

Attrezzo in le-gno simile ad un grande mar-tello, costituito da un’asta fis-sata ad una te-sta per mezzo di un occhiello centrale.

Utilizzato per battere colpi di-rettamente sul materiale.

Nel caso studio, veniva utiliz-zata per battere e pressare l’argilla che fungeva come im-permeabilizzante per impedire il drenaggio nel terreno dell’acqua raccolta.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Simile ad un martello per forma e per modo d’uso, ma non può essere sostituito da quest’ultimo nell’uso, poiché il mazzuolo af-fonda colpi meno pesanti per-mettendo di colpire con maggior precisione.

Attrezzo in legno, costituito da una parte più grossa e pesante a forma di barilotto (testa) e dal manico.

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ATTREZZI PER IL TAGLIO DEL GHIACCIO

SCURE ACCETTA SEGÙRA٭ DA GHIACCIO DA GIASSO

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

Schema di utilizzo della segura e creazione della barca di ghiaccio.

Strumento a manico in legno e lama parallela al manico.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Usata a due mani per staccare la lastra ghiacciata (detta barca in Toscana) dai margini del la-ghetto di formazione.

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PALA o BADILE PALAMINA٭ QUADRA٭ e FREGÒN

Strumento con manico lungo in legno e punta in ferro pressoché triangolare, molto pesante.

Schema di utilizzo della quadra.

Strumento con un lungo manico in legno molto simile ad un rastrello. Nella parte ter-minale è fissato un elemento trasversale di le-gno, lungo 80 cm (quadra), munito all’estremità di due denti in ferro per segnare ed incidere (fregòn) il ghiaccio.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Usata per spaccare la barca in pezzi di circa 1m² per 100 chili di peso.

Partendo dal foro principale di immissione e inclinando l’utensile prima a destra e poi a sinistra, si scalfiva la lastra provocandone il distacco. La ridotta dimensione e la poca concavità della lama della palamina porta facilmente a con-fonderla con la vanga, ma si diffe-renza da quest’ultima poiché la pala viene spinta nel terreno con la forza delle braccia.

PALAMINA

QUADRA e FREGÒN

Assolveva la duplice funzione di metratura e segnatura della super-ficie ghiacciata. Mentre un dente esterno fungeva da guida, il sec-ondo scavava nella massa ghiac-ciata un piccolo solco. Successi-vamente, ortogonalmente al primo taglio, veniva praticato il taglio del distacco al fine di ottenere una lastra di ghiaccio regolare.

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

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ATTREZZI PER IL TRAINO E SPINTA DELLE LASTRE

DI GHIACCIO

PERTICA PERTICA PĖRTEGA

Bastone sottile in legno di notevole lunghezza.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Utilizzato come remo al ghiacciaiolo in piedi sulla lastra per spingere la barca di ghiaccio verso il punto del laghetto più vicino all’imboccatura della ghiacciaia. Simile a quelle usate nella navigazione fluviale.

Esempio di pertica usata come remo durante la navigazione fluviale su zattere. Dovevano essere utilizzate così anche per l’attività su ghiaccio.

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

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RÀFFIO RAMPINO RAMPÌN DA

GIASSO

Uncino di ferro immanicato. Può avere an-che una punta contrapposta all’uncino.

Schema di utilizzo del ràffio.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Usato sia in Toscana che in Veneto per arpionare, spingere e trascinare a secco il blocco di ghiaccio galleggiante, fino all’imboccatura della ghiacciaia.

Ghiacciaiolo mentre utilizza un ràffio.

(dimostrazione della tecnica produttiva di ghiaccio natu-rale nella Lessinia, organizzata dal Museo Ergologico

La Giassàra di Cerro Veronese.)

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

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ATTREZZI USATI ALL’INTERNO DELLA GHIACCIAIA

PER SISTEMARE I BLOCCHI

RONCOLA PENNATO o SPIGARÒL o

ACCOMODÌNO STEGAGNA

Utilizzato per sistemare i blocchi di ghiaccio all’interno della ghiac-ciaia.

Pennato di tipo appenninico, caratterizzato per avere un petto molto pronunciato.

DESCRIZIONE UTILIZZO

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

Variante veneta della roncola (detta coltellac-cio), è usata anche per fare la punta ai pali o ta-gliare rami più grossi.

RONCOLA PENNATO

Strumento in ferro adunco e ta-gliente nel lato concavo, monta-to sempre su manico cormonta-to in le-gno. Il nome deriva dalla somi-glianza della lama alla forma di una penna di un gallo.

Esemplare di penna di Gallo Forcello.

PENNATO SPIGARÒL Attrezzo a lama rettan-golare priva di curva nella parte prossimale. Rastrello a denti larghi in ferro, af-fine alla forca. STEGAGNA

Utilizzato per sistemare i blocchi di ghiaccio all’interno della ghiac-ciaia.

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ATTREZZI PER LA RACCOLTA DEL FOGLIAME

SECCO DAL BOSCO

Oggetto molto simile ad un grande cesto rotondo. La base è costituita da un cerchio grande di legno (in genere di casta-gno) e da uno più piccolo concentrico, collegati a raggiera da una intreccio di rami di salice.

Un altro cerchio di grandezza uguale a quello più grande è collegato a circa 40/50 centimetri dalla base da una serie di piccole bacchette di salice poste in verticale lungo l’intera circonferenza. Si forma in questo modo una struttura solida e circolare.

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

DESCRIZIONE UTILIZZO

Montanaro veneto nell’atto di riempire il corgo di foglie secche. (fonte Quando il Freddo era una

risorsa, Avesani-Zanini,1990)

Contenitore da tra-sporto per fieno, foglie secche e pa-glia. Oltre al corgo nel Veneto veniva utilizzata la gerla per portare le fo-glie secche sino alla ghiacciaia.

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Cesta in vimini a forma di tronco di cono rove-sciato, con il fondo di legno e provvista di due bretelle per poter essere portata a spalle.

Poteva avere trama ad intrecci radi o fitti a se-conda del materiale da trasportare.

Foto d’epoca.

GERLA GERLA DÈRLA

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

DESCRIZIONE UTILIZZO

Nel contesto trattato, ed in ambito veneto, serviva per portare le foglie secche sino alla ghiacciaia. Per tale scopo in Toscana veniva invece usato il cavagno.

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La zana è un’ampia cesta ovale di solo vimini e poco profonda, tessuta a rami molto fitti. Generalmente usata dalle donne per tra-sportare biancheria, non ha manici e si porta in capo. Simile per forma alla culla usata dai contadini, ma priva di arcucci per farla dondo-lare.

La cesta è tonda e pro-fonda, con un unico ma-nico. Tessuta in diversi tipi di legno, grossi vi-mini, salice o stecche di castagno.

La zésta invece dalle fonti documentarie ed etnografiche risulta non essere mai stata usata nell’ambito pro-duttivo del ghiaccio naturale, ma sempre nella sua definizione di contenitore per tra-sporto di ortaggi.

Foto d’epoca che ritrae un gruppo di lavoratori con i loro attrezzi. Al centro, una donna con zana in testa piena di ghiaccio.

Cesto ad unico manico. Una cesta attuale che richiama la forma della zana.

CESTA ZANA٭ ZÉSTA

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

DESCRIZIONE UTILIZZO

Nel processo produt-tivo del ghiaccio natu-rale, la zana veniva utilizzata dalle donne che facevano la spola dalla ghiacciaia al carro con le zane piene di ghiaccio.

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Strumento in legno a manico lungo e denti stretti.

Necessario per trasportare varie tipologie di carico. Sul basto si caricava le-gname, ceste, bigonci e altri tipi di materiali: per chi lavorava per le ghiac-ciaie, il basto veniva cari-cato con ceste piene di fo-glie secche.

BASTO BASTO BASTO

RASTRELLO RASTRELLO RESTÉLO

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

DESCRIZIONE UTILIZZO

“Sella da lavoro” in legno che va poggiata sulla schiena dei qua-drupedi.

DESCRIZIONE UTILIZZO

Utilizzato per racco-gliere il fogliame dal sottobosco che ser-viva da coibente alla massa congelata.

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VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE PER IL TRASPORTO

DEL GHIACCIO

CARRO AGRICOLO BARROCCIO o CARÉTA DEL CASSONE٭ GIASSO

Il carro agricolo è un veicolo a trazione ani-male composto da un ampio pianale destinato a sostenere il carico, generalmente senza sponde, montato su due o quattro ruote. Può presentare due stanghe o un singolo timone dove si innestava il giogo trainato da cavalli o muli.

Il barroccio è un appo-sito carro in legno a due ruote, con alte sponde e foderato in lamiera. Ha una capacità massima di 20 quintali, e normal-mente veniva trainato da cavalli, raramente muli, perché più veloci.

La caréta ha quattro ruote, anziché due, ed è trainato da due cavalli per una lunghezza massima di 4 mt ed una larghezza di 85 cm, per meglio consentire le manovre in strade im-pervie. Questo mezzo si compone di due carrelli, sui quali poggia una cassa in legno alta 40 cm (la metà dell’altezza della la-stra di ghiaccio) con por-tellone posteriore. Nei lati lunghi delle sponde, sono ricavate aperture che ser-vono a legare la copertura al carico. Inoltre è munito di un sedile pieghevole, esterno e davanti alla cassa per permettere al carrettiere di guidare il mezzo in comoda posi-zione.

NOME NOME NOME COMUNE TOSCANO VENETO

DESCRIZIONE UTILIZZO

Sia il barroccio che la carèta servivano per tra-sportare il ghiaccio. Il barroccio veniva usato per il trasporto di varie cose, in questo specifico caso, per tra-sportare ghiaccio dai luoghi di produzione verso la città.

Il barroccio inoltre si differenziava dal carro poiché era di proprietà del barrocciaio (piccolo imprenditore).

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