dal sospetto alla diagnosi, alla presa in carico

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AUTISMO:

dal sospetto alla diagnosi, alla presa in carico

4 giugno 2018 – Udine Silvana Cremaschi

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DEFINIZIONE DEI DISTURBI AUTISTICI

Sindrome comportamentale dovuta a disordine dello sviluppo

biologicamente determinati

esordio nei primi tre anni di vita.

aree prevalentemente interessate:

• interazione sociale reciproca,

• abilità di comunicare idee e sentimenti

• capacità di stabilire relazioni con gli altri

disabilità “permanente”; deficit sociale con espressività variabile nel tempo

.

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CRITERI DIAGNOSTICI

Presenza dei criteri diagnostici (DSM IV)

1.Compromissione qualitativa interazione sociale 2.Compromissione qualitativa comunicazione

3.Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati

Esordio entro i primi 3 anni di vita

Anomalia non meglio attribuibile a Disturbo di Rett o a

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1) Compromissione qualitativa dell’interazione sociale:

Interazione sociale: Caratteristica propria del genere umano: bisogno primario di condividere con l’altro emozioni, interessi, attività e stili di comportamento propri del gruppo di appartenenza

Autismo: Compromissione che accompagna il soggetto nel corso di tutto il ciclo vitale e che presenta almeno 2 dei seguenti:

a) marcata compromissione nell'uso di comportamenti non verbali:

sguardo diretto, espressione mimica, posture corporee, gesti che regolano l'interazione sociale

b) incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei adeguate al livello di sviluppo

c) mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone (non mostra, porta, né richiama l'attenzione su oggetti di proprio interesse)

d) mancanza di reciprocità sociale o emotiva;

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1) Compromissione qualitativa

dell’interazione sociale: età prescolare

Primo anno di vita

• sguardo sfuggente; assenza di sorriso sociale;

• mancano atteggiamenti anticipatori (tendere le braccia);

• atipie del dialogo tonico (difficoltà a tenerlo in braccio);

• Inadeguata l’attenzione congiunta (richiamare l’

attenzione su oggetti o un eventi interessanti) Secondo / quinto anno di vita,

• “si aggira” fra gli altri come se non esistessero;

• tende ad isolarsi; quando chiamato “non risponde”;

• non richiede la partecipazione e non rende partecipe l’altro delle sue attività

• utilizza l’altro in maniera strumentale per appagare le esigenze del momento (senza guardarlo negli occhi

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1) Compromissione qualitativa dell’interazione sociale: età scolare

Tre profili

a. bambini inaccessibili: si “tirano fuori” da qualsiasi rapporto sociale;

b. bambini passivi: tendono ad isolarsi, ma sono in grado di interagire quando adeguatamente sollecitati;

c. bambini attivi-ma-bizzarri: capaci di prendere l’iniziativa nell’interazione sociale, ma in maniera inopportuna,

enfatica ed inappropriata: non rifiutano il contatto fisico, lo ricercano attivamente ma con modalità inappropriate,

spesso dispensano baci ad estranei.

I diversi profili segnalati possono alternarsi nel corso dello sviluppo e vanno considerati relativi alla alterazione

qualitativa della interazione sociale : manca “la “voglia” di comunicare, intesa come il piacere di rendere partecipe l’altro di un proprio interesse o di un proprio stato d’animo

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2) Compromissione qualitativa della comunicazione:

Non riesce a “capire” e a “farsi capire”; deficit in:

• linguaggio verbale,

• componente posturocinetica (posture, sguardo, mimica, gesti)

• componente non verbale (intonazione, prosodia, pause) con almeno 1 dei seguenti:

a) ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato (non accompagnato da gesti o mimica)

b) se linguaggio verbale adeguato compromissione della

capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri c) uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o eccentrico

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2) Compromissione qualitativa della comunicazione: età prescolare

• mancato uso del linguaggio verbale

• “disattenzione” nei confronti del linguaggio verbale degli altri: “non chiama per nome”, “non si volta se chiamato per nome”, “non usa le parole per chiedere o indicare”, “non sta a sentire quando gli si chiede di fare qualcosa”

• disinvestimento del linguaggio verbale non compensato da gesti o mimica.

Se accede al verbale

incapacità di capire il significato del linguaggio:

• atipie espressive: gergolalie, ecolalia immediata e differita, inversioni pronominali, stereotipie verbali)

• inversione pronominale: incapacità di differenziare i

pronomi; ripetizione di una domanda: risposta ecolalica, non coglie la forma interrogativa.

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2) Compromissione qualitativa della comunicazione:età scolare

Il 50% dei bambini ha linguaggio verbale ma inadeguato:

non riconosce l’altro come partner comunicativo

parla di argomenti «suoi» senza relazione con l’altro/contesto)

usa frasi bizzarre, associate in modo illogico ad eventi (espressioni idiosincratiche).

pone ripetitivamente domande di cui conosce le risposte (mancanza di interesse o di bisogno di condividere)

non usa gesti per accompagnare il messaggio verbale.

deficit nella pragmatica della comunicazione: (linguaggio in relazione con scopi, bisogni, intenzioni e ruoli dei partecipanti)

comprensione letterale del linguaggio (non riconosce motti di spirito, doppi sensi, metafore e locuzioni idiomatiche).

Deficit della capacità di giochi di finzione.

tappa obbligata nello sviluppo del bambino che ripropone in chiave ludica situazioni sociali vissute e rielaborate.

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3) Modalità di comportamento, interessi e attività ristretti, ripetitivi e stereotipati

Interessi assorbenti e perseveranti (poco elaborati o molto strutturati)

stimoli provenienti dal proprio corpo (guardarsi le mani, assumere posture bizzarre per le sensazioni che rimandano)

osservazione di particolari oggetti ed eventi (oggetti che rotolano o particolari configurazioni percettive)

esecuzione di attività più o meno elaborate e mentalizzate (mimare una scena di un film o “sapere” tutto dei dinosauri) .

Si configura una sorta di

a) dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati anomali o per intensità o per focalizzazione

b) sottomissione rigida ad inutili abitudini o rituali specifici

c) manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo)

d) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti;

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ALTRI SINTOMI CARATTERISTICI

Abnorme risposta agli stimoli sensoriali.

• Il cervello sembra incapace di bilanciare i sensi in modo appropriato

• Alcuni bambini sono insensibili al dolore o al freddo pungente

• Altri non esitano a battere ripetutamente la testa contro il muro, mentre un tocco leggero sulla spalla li fa urlare di paura

• Particolare e/o dolorosa sensibilità nei confronti di alcuni stimoli uditivi, visivi, tattili, olfattivi (per esempio, sirene, cigolii,

campanelli, flash, luci intense, determinati oggetti) che scatenano violente reazioni di panico, con tentativi di

proteggersi (per esempio, coprirsi le orecchie con le mani).

A vari livelli, il sistema di processamento sensoriale di

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ALTRI SINTOMI CARATTERISTICI

Condotte autolesive.

• Battere il capo contro la parete/colpirsi il capo con il pugno. ..

Presenza di particolari abilità.

• “isole di speciali competenze” discriminare e riconoscere particolari stimoli visivi, eccezionale memoria per numeri o date, inaspettata capacità di leggere e recitare interi brani.

Ritardo Mentale.

• Circa il 75% dei pazienti autistici presenta Ritardo Mentale Epilessia. 30-40% casi (epifenomeni di danno encefalico?)

• In 1/3 dei casi insorge nei primi anni di vita( aspecifiche)

• In 2/3 dei casi, in adolescenza (crisi parziali complesse e tonico-cloniche generalizzate).

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MECCANISMI EZIOPATOGENETICI

via finale comune di situazioni patologiche di diversa natura e diversa etiologia

MODELLI INTERPRETATIVI DELLA CLINICA

Teoria Socio-Affettiva Teoria della Mente

Teoria della Coerenza Centrale

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prognosi di un bambino con autismo

• cresce con il suo disturbo;

• acquisisce nuove competenze con qualità “autistica”:

modellate” da e sul disturbo

Prognosi: condizionata dal grado di funzionamento cognitivo:

• Se linguaggio entro i 5 anni prognosi migliore.

• QI di 70 o più (almeno test non verbali), indicatore forte per outcome positivo / non protegge con certezza da uno scarso adattamento sociale in età adulta

Età adulta: disabilità/gravi limitazioni nelle autonomie e vita sociale.

• 60% - 90% di bambini autistici divengono adulti non autosufficienti, e continuano ad aver bisogno di cure

• 15-20% è in grado di vivere e lavorare all’interno della comunità, con vari gradi di indipendenza.

• Alcune persone con autismo possono condurre una vita normale o quasi normale.

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LA SORVEGLIANZA SULLO SVILUPPO:

• Il sospetto: I genitori, gli educatori

• La valutazione precoce: il pediatra

• La diagnosi: il Servizio di NPIA

• La presa in carico: La rete dei Servizi La famiglia

Il contesto di vita

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LA SORVEGLIANZA SULLO SVILUPPO:

i genitori/educatori

Prima dei 3 anni di vita, ritardi o atipie nelle aree

• interazione sociale

• comunicazione

• gioco simbolico.

quadro clinico conclamato nel 3 anno di vita, ma segni e sintomi spesso subdoli e mal definiti

Differenti modalità di esordio della sintomatologia:

• deficit delle competenze interattive e comunicative fin dai primi mesi di vita, (forma ad espressività crescente).

• apparente sviluppo comunicativo ed interattivo normale, ma perdita di competenze nel secondo anno di vita (autismo con regressione).

• ritardo nelle competenze interattive e comunicative fin dai primi mesi di vita, con arresto dello sviluppo nel secondo anno di vita e perdita delle competenze acquisite.

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LA SORVEGLIANZA SULLO SVILUPPO:

genitori e pediatri

diagnosi possibile all’età di 2 anni ma oggi in media 2 o 3 anni di ritardo rispetto alle prime manifestazioni sintomatologiche Raccomandazioni delle Società Scientifiche Pediatriche

per sensibilizzazione dei pediatri di famiglia nei confronti

degli indicatori comunicativo-relazionali utili per orientamento diagnostico precoce

• Le preoccupazioni dei genitori sullo sviluppo emotivo e sociale del bambino non vanno mai sottovalutate

• I genitori sono fonti di informazione attendibili, dotate di notevole sensibilità e specificità

• Il pediatra deve valutare nell'ambito dei periodici bilanci di salute

– regolarità dello sviluppo globale

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LA SORVEGLIANZA SULLO SVILUPPO:

il pediatra e la neuropsichiatria

Pediatri:

• Bilancio salute 12 mesi : First Year Inventory-risposta al nome

• Bilancio salute 18 mesi: CHAT-M

• Raccordo con NPIA per la valutazione diagnostica

• Percorsi formativi per migliorare la capacità di riconoscimento di indicatori precoci

NPIA:

• Diagnosi

• Presa in carico

• Definizione del progetto terapeutico-abilitativo personalizzato che tenga conto dei bisogni espressi nelle diverse fasi della vita Continuità dell’assistenza e intervento integrato di tutti i livelli

necessari alla cura e abilitazione

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Il pediatra: bilanci di salute

Nell'ambito dei periodici controlli pediatrici suggerite le seguenti domande ai genitori relative al comportamento del bambino.

"Il vostro bambino…

1. Socializzazione

• vi abbraccia come gli altri bambini?

• vi guarda quando gli parlate o giocate con lui?

• sorride in risposta al vostro sorriso?

• partecipa a giochi di condivisione di attività?

• effettua giochi di imitazione (batti le manine o cucù- settete?

• mostra interesse per gli altri bambini?

• preferisce giocare da solo?

• agisce e si comporta come se fosse in un mondo tutto suo?

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Il pediatra: bilanci di salute

2. Comunicazione

• fa cenni con il capo per dire si o no ?

• guida l’ adulto lo prende per mano e conduce verso l’oggetto?

• indica con il dito per mostrarvi qualcosa?

• attira l’ attenzione su oggetti o eventi interessanti?

• vi porge mai un oggetto semplicemente per mostrarvelo?

• tende a mostrare le cose agli altri?

• è capace di comunicare ciò che vuole?

• sembra ignorarvi quando viene chiamato per nome?

• sembra ignorare i comandi?

• presenta difficoltà nell'eseguire semplici consegne?

• utilizza il linguaggio con voi o con altri bambini?

• parla come i bambini della sua età?

• presenta qualcosa di bizzarro nel linguaggio?

• usa in maniera meccanica, ripetitiva o ecolalica il linguaggio?

• Ripete in situazioni inappropriate «stringhe di parole»?

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Il pediatra: bilanci di salute

3. Interessi ed attività

• presenta movimenti ripetitivi, stereotipati o bizzarri?

• mostra una dedizione assorbente ad interessi ristretti?

• è interessato solo a determinati dettagli di un giocattolo?

• tende ad utilizzare gli oggetti sempre nello stesso modo?

• mostra un attaccamento esagerato ad un oggetto insolito?

• è capace di utilizzare i giocattoli in maniera appropriata?

• imita le azioni delle altre persone?

• è in grado di effettuare giochi di finzione, quali far finta di bere o di dar da mangiare a un bambolotto (se età superiore ai 2 anni)?

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CHAT

Parte A (in riferimento alle risposte fornite dai genitori):

A1 prova piacere ad essere coinvolto in giochi tipo: “dondolarlo”,

“farlo saltare sulle ginocchia”, “far finta di farlo cadere”, etc.?

A2 è interessato agli altri bambini?

A3 prova piacere ad esplorare lo spazio, tipo “scalare le scale”?

A4 prova piacere a partecipare a giochi tipo: nascondere, cucù- teté, Dov’è-Non c’è più- Eccola qua!”?

A5 giochi di finzione: «beve» da una tazzina giocattolo o altro?

A6 ha iniziato ad indicare per richiedere qualcosa?

A7 indica per richiamare la vostra attenzione su qualcosa?

A8 utilizza in maniera appropriata dei piccoli giochi, senza limitarsi semplicemente a portarli alla bocca o farli cadere?

A9 vi porge degli oggetti per mostrarveli?

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CHAT

Parte B (in base all’osservazione diretta del medico):

B 1 durante ’incontro ha stabilito un contatto oculare con voi?

B 2 attirate l’attenzione del bambino, quindi indicate un oggetto interessante collocato in un altro punto della stanza, dicendo:

Uh! Guarda! Guarda che cosa c’è là!. Osservate la risposta del bambino. Il bambino riesce a rivolgere lo sguardo nella direzione che avete indicato? (non si limita a guardare la vostra mano che indica, ma l’oggetto che state indicando)

B 3 attirate l’attenzione del bambino, invitatelo a fare un gioco di finzione (, mettere a letto una bambola o versare del caffè in una tazza). Ritenete che il bambino sia in grado di farlo?

B 4 attirate l’attenzione del bambino, quindi dite al bambino:

Dov’è la luce? Fammi vedere dov’è la luce!. indica con il dito la luce? (potete invitare il bambino ad rivolgere lo sguardo su

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L’invio

Immediata valutazione (aspetti socio-comunicativi e simbolici) se:

• assenza di lallazione dopo i 12 mesi,

• assenza di gesti: indicare, mostrare, fare “ciao”, dopo i 12 mesi

• assenza di parole singole dopo i 16 mesi,

• assenza di associazioni spontanee di due parole dopo i 24 mesi,

• perdita di competenze comunicazione, linguaggio, socialità, CHAT-M:18 e 24 mesi (misura aspetti di imitazione, gioco di

finzione e attenzione condivisa)

• Alto Rischio: caduta item-chiave: A5, A7, B2, B3, B4

• Lieve Rischio: caduta in item-chiave A7 e B4,

• Rischio altri problemi di sviluppo se caduta in item aspecifici

• Nessun Rischio caduta in un numero inferiore ai 3 item

Bambini con sviluppo "normale" a 18 mesi possono evidenziare in epoche successive, comportamenti riferibili ad un Disturbo Autistico.

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LA VALUTAZIONE CLINICA GLOBALE IN NPIA

Percorso finalizzato a raccogliere i dati utili a completare la

conoscenza del bambino e a definire l’inquadramento nosografico quando esiste un sospetto dei genitori o del pediatra.

Obiettivi:

• effettuare diagnosi differenziale con altri disturbi mentali

• valutare la presenza in co-morbidità di altri disturbi mentali

• definire l’inquadramento entro i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo

• individuare eventuali cause

• tracciare un profilo funzionale del bambino

• accertare la presenza di condizioni mediche associate

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fasi del processo diagnostico

area degli incontri dedicati ai genitori 1. per conoscerli e farsi conoscere

2. per raccogliere i dati anamnestici

3. per definire il quadro comportamentale attuale del bambino 4. per definire il funzionamento adattivo attuale del bambino area degli incontri dedicati al bambino

1. per l’esame obiettivo

2. per l’esame neurologico

3. per l’esame psichiatrico, con particolare riferimento :

• ai comportamenti con significato diagnostico

• al livello cognitivo e linguistico

• allo sviluppo emotivo

• al profilo di sviluppo

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INCONTRI DEDICATI AI GENITORI

LA “CONOSCENZA” RECIPROCA

Permette all’equipe di

avere informazioni sul bambino,

conoscere i genitori (ritmi familiari, atteggiamenti affettivo- pedagogici, strategie educative nei confronti del figlio) valutare le risorse

personali: come fronteggiano il disagio connesso al disturbo?

familiari: caratteristiche del nucleo familiare, stato socio- economico, qualità relazioni intra/interfamiliari ambiente: disponibilità dei servizi sul territorio di residenza

aspetti culturali dell’area di appartenenza Permette ai genitori di conoscere l’équipe

Costruisce situazione interattiva che permette di individuare

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INCONTRI DEDICATI AI GENITORI

ANAMNESI FAMILIARE

• Consanguineità.

• Familiarità per disturbi neuropsichiatrici

• Presenza nei fratelli di: autismo, difficoltà di interazione sociale o condizioni cliniche ad esso assimilabili, stili comportamentali indicativi di uno scarso investimento della interazione e della comunicazione, interessi bizzarri per contenuto o ripetitività;

• presenza di ritardi o disturbi di linguaggio, disturbi cognitivi, disturbi di apprendimento;

• presenza di altri disturbi psichiatrici nosograficamente definiti, quali schizofrenia, disturbi ossessivo-compulsivi, sindrome di Tourette; disturbi dell’umore, la cui associazione con l’autismo è stata più volte segnalata.

• Presenza di malattie genetiche o condizioni mediche

conosciute. (sindrome X-fragile, sclerosi tuberosa, malattie

“rare”)

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INCONTRI DEDICATI AI GENITORI

ANAMNESI FISIOLOGICA

GRAVIDANZA, PARTO E PERIODO NEONATALE

Ridotto accrescimento intrauterino, basso peso alla nascita, difficoltà adattamento post-partum (patologia genetica/

malformativa?)

STORIA DELLO SVILUPPO: Tempi e modi di

acquisizione tappe di sviluppo psicomotorio: posturo-cinetico, cognitivo, comunicativo-linguistico, sociale

organizzazione funzioni di base: alimentazione, ritmo sonno- veglia, reattività/consolabilità

profilo temperamentale: molto/poco attento; irritabile/tollerante;

molto/poco allegro; molto/poco curioso

STORIA MEDICA: crisi convulsive, condizioni suggestive di

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INCONTRI DEDICATI AI GENITORI:

qui ed ora

Problema segnalato da genitori: età/esordio segni e sintomi

Problema evidenziato dal pediatra: ricostruire con genitori la storia delle modalità relazionali e stili di comunicazione del bambino Modalità di esordio:

sintomi “specifici” precoci: interazione e comunicazione sociale sintomi “aspecifici” frequenti: difficoltà suzione, ipereccitabilità, difficoltà svezzamento, disturbi del sonno, della regolazione”

presenza di regressione

eventi “stressanti” e insorgenza disturbi: malattie, incidenti,

ricoveri, morte di un genitore, bruschi cambiamenti ambientali I genitori sono partecipi del processo diagnostico e terapeutico:

consapevoli della irregolarità di comportamenti e disponibili a coinvolgimento "attivo" nel progetto terapeutico

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.

INCONTRI DEDICATI AI GENITORI

DEFINIZIONE QUADRO COMPORTAMENTALE E ADATTIVO

Quadro comportamentale:

Informazioni e osservazioni spontanee dei genitori

Domande specifiche su interazioni bambino/genitori e altri (come chiede/comunica, aderisce a richieste o proposte di interazione, interessi e modi con cui organizza attività ludiche).

Spiegazione di caratteristiche e senso di comportamenti analizzati Iterviste strutturate diagnostiche:ADI-R o GARS

Quadro adattivo:

Autonomie, comunicazione bisogni, gestibilità nel quotidiano.

Ricostruzione di giornata-tipo e situazioni “significative”: pasti, sonno, incontri con bambini, amici, familiari…

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

esame obiettivo generale e neurologico

ESAME OBIETTIVO

Ricerca di condizioni mediche definite (sclerosi tuberosa, X- Fragile, Ipomelanosi di Ito)

Parametri auxologici, statura, peso, C. cranica (25%macrocefalia) ESAME NEUROLOGICO

Sintomi “maggiori” (spasticità, distonie, atassia, paralisi, etc;),

Segni “minori”: strabismo, sfumate asimmetrie riflessi o tono, lievi ipercinesie coreiformi, incertezze coordinazione dinamica

generale sono segni di possibile disfunzione neurobiologica, sindrome di Asperger: goffaggine motoria sintomo patognomonico

sindrome di Rett: disturbo della coordinazione dinamica generale e manifestazioni parossistiche abituali.

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

:

osservazione bambino piccolo1

“processo di conoscenza” senza interventi invasivi osservando come il bambino

1. entra nella stanza: rifiuta, è inibito, disinibito?

2. investe lo spazio: si confina in uno spazio privilegiato, spazia per la stanza con attività motoria frenetica ?

3. esplora gli oggetti presenti nella stanza: è indifferente, manipola in modo non finalizzato, uso ritualizzato?

4. reagisce alla presenza dell’altro: è indifferente, evitante, vischioso in modo indiscriminato?

5. risponde alle richieste dell’esaminatore: appare

disponibile ad interagire, aderisce passivamente, rifiuta?

6. comunica i propri bisogni: segnali poco differenziati (grida, esprime malessere, accentua condotte stereotipate)

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

osservazione bambino piccolo 2

7. reagisce al cambiamento: accentua manierismi motori

stereotipati, manifesta esplicitamente rabbia, esprime angoscia 8. finalità preferenziali alla comunicazione: richiestive (si

rivolge per ottenere qualcosa), dichiarative (richiama

l’attenzione per condividere un comune fuoco di interesse.

9. esprime interessi e attività prevalenti: manierismi motori stereotipati e/o dedizione assorbente a particolari attività e/o interessi bizzarri

Osservazione strutturata: Organizzazione di spazio ludico con situazioni-stimolo che attivino comportamenti “misurabili”

• giochi senso-motori (rincorrersi-prendersi-nascondersi);

• giochi con la palla, macchinine o costruzioni;

• attività espressive con l’uso di matite o plastilina;

• giochi di finzione con miniature di bicchieri, piatti o bambolotti

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

bambino in età scolare/verbale/in grado di interagire Osservazione libera

Osservazione strutturata

• situazioni-stimolo maggiormente strutturate

• giochi di finzione di maggiore complessità simbolica (scene di vita quotidiana e drammatizzazioni) o giochi con regole.

Colloquio in spazi organizzati adeguatamente, in dimensione relazionale collaborativa e non “giudicante”

Modalità:

• Favorire la libera espressione,

• Evitare atteggiamenti direttivi, temi che non interessano o nei confronti dei quali mostra resistenza

• Guidare ad esprimersi su: rapporti con gli altri, genitori, scuola,

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

bambino in età scolare/ verbale/in grado di interagire Colloquio: si valuta:

1. l’iniziativa nello scambio verbale: assente/eccessiva?

2. contenuti ideativi perseveranti: verbalizzazioni semplici o articolate su un’unica tematica

3. coerenza delle risposte: qualitativa, quantitativa (risposte sintetiche o monosillabiche) scarsa aderenza a domande, pseudo-risposte che ripropongono tematiche perseveranti?

4. anomalie nell’alternanza dei turni, che sottende uno scarso riconoscimento dell’altro come partner conversazionale

5. pragmatica, può essere più o meno alterata, fino a incapacità di padroneggiare le componenti non verbali del linguaggio

6. alterazioni di prosodia, intonazione e/o ritmo dell’eloquio 7. presenza di stereotipie verbali

Strumenti standardizzati diagnostici (punteggio)

diagnosi finale non formulata su punteggio ma su giudizio clinico che integra tutti gli elementi della valutazione diagnostica

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

valutazione competenze cognitive e linguistiche

Profilo cognitivo: QI e stile cognitivo; attenzione, memoria, abilità visuopercettive-motorie/prassiche; modalità senso-

percettive privilegiate; strategie soluzione problemi tipiche per livelli di sviluppo: permanenza dell’oggetto, uso di mezzi per uno scopo, capacità rappresentative…

Competenze linguistiche: fono-articolatoria, grammaticale, semantica, pragmatica in espressione e in ricezione.

Livello cognitivo e diagnosi differenziale:

• Asperger: livello cognitivo e linguistico nella norma

• Ritardo Mentale: comportamenti simili a Dist Autistico.

• Prime fasi Dist Spec Linguaggio: modalità relazionali atipiche

• Co-morbidità: Autismo, Ritardo Mentale, Dist Spec Linguaggio Livello cognitivo e progetto terapeutico: scelta degli obiettivi di

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

valutazione dello sviluppo emotivo

Tonalità/gamma emozioni presentate, modulazione, congruenza.

bambini piccoli:

• osservazione di-espressioni mimiche-atteggiament posturalii -

livelli di attività motoria-auto- e/o etero aggressività-stereotipie

• Variazioni in situazioni di cambiamento/ frustrazione e consolabilità

bambini grandi, verbali, in grado di interagire:

• Colloquio: domande su emozioni di base e situazioni attivanti

• test proiettivi strutturati, tematici e grafici

Valutazione sviluppo emotivo e diagnosi differenziale:

• D.. Reatt Attaccamento: diff relaz/comunicazione secondarie

• Co-morbidità Autismo/altri quadri psicopatologici

Sviluppo emotivo e progetto terapeutico scelta obiettivi e strategie di intervento

Sviluppo emotivo e prognosi: fattori di rischio in adolescenza e su possibilità di adattamento

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INCONTRI DEDICATI AL BAMBINO

valutazione del profilo funzionale

Aree di forza e debolezza del bambino in attività della vita quotidiana per

• completare la “conoscenza” del bambino,

• disporre di dati di riferimento per valutare periodicamente l’andamento generale del percorso di crescita

Osservazione strutturata: Psycho-Educational Profile (PEP-R) traduce le informazioni in dati “misurabili”

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indagini cliniche

Diagnosi basata su criteri comportamentali: indagini strumentali e/o di laboratorio non dirimenti.

1. indagini audiometriche (esame audiometrico comportamentale, potenziali vocati uditivi, ABR)

2. indagini genetiche (cariotipo ad alta risoluzione, DNA) se:

• familiarità per definite condizioni genetiche;

• ritardo mentale ad eziopatogenesi sconosciuta;

• tratti dismorfici e/o malformazioni di vari organi ed apparati;

• necessità di consulenza in vista di una nuova gravidanza.

3. indagini metaboliche se:

• familiarità per definite patologie metaboliche;

• episodi di letargia, vomito ciclico, crisi epilettiche

• ritardo mentale ad eziopatogenesi sconosciuta;

• tratti atipici, dismorfici o evidenza di specifici difetti metabolici.

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indagini cliniche

4. EEG se:- crisi epilettiche clinicamente manifeste-episodi parossistici dubbi-"regressione" linguaggio;

5. Neuroimmagini (TC cranio, RM encefalo) non hanno

indicazioni per una effettuazione routinaria, (non associazione specifica tra anomalie strutturali cerebrali e autismo).

6. Tecniche di neuroimaging funzionale (RM funzionale, PET, SPECT) utilizzate come strumenti di ricerca.

7. indagini per intolleranze alimentari se: sintomi specifici 8. altri tipi di indagini in rapporto ad indicazioni derivanti

dall’Esame Clinico, per valutare comorbidità. ( es. in caso di Pica può essere valutata la possibile presenza di

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STRUMENTI DIAGNOSTICI

Diagnosi su parametri comportamentali con utilizzo di:

• situazioni di osservazione libera e standardizzata

• scale di valutazione elaborate per il “comportamento” autistico.

Childhood Autism Rating Scale (CARS)

Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS) Autism Diagnostic Interview - Revised (ADI-R)

Autism Behavior Checklist (ABC) Gillian Autism Rating Scale (GARS) Psycho-Educational Profile (PEP-R)

Vineland - Adaptive Behavior Scales (VABS)

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Diagnosi differenziale

1. Ritardo Mentale: abilità sociali e comunicative

corrispondono a livello di sviluppo. Comorbidità: circa 3 su 4 bambini con autismo presentano anche ritardo mentale.

2. Ipoacusia: nelle prime fasi di sviluppo modalità relazionali e stili comunicativi simili a autismo. Se esami audiometrici normali in epoca neonatale o nelle primissime fasi dello sviluppo, approfondimento audiometrico, per possibile deficit uditivo successivo (otiti).

3. Sindrome di Landau-Kleffner. epilessia con afasia acquisita: EEG, assenza triade sintomatologica 4. Disturbi Specifici del Linguaggio con prevalente

compromissione recettiva: mancanza di attenzione all’altro e al linguaggio e condotte di isolamento(0-3 anni); abilità

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Diagnosi differenziale

5. Schizofrenia ad esordio molto precoce:

presenza di sintomi produttivi (deliri ed allucinazioni);

periodo di sviluppo normale

6. Mutismo selettivo. limitato ad alcuni contesti 7. Disturbo Ossessivo-Compulsivo:

abilità sociali meglio conservate

8. Disturbo Reattivo dell’Attaccamento:

deprivazione sociale/ambientale; isolamento e stereotipie scompaiono in ambiente appropriato.

9. Disturbo Schizoide di Personalità.

isolamento in alcuni contesti,

10. Disturbo Evitante di Personalità:

ritiro e isolamento per ansia in situazioni sociali

(45)

LA RESTITUZIONE

Incontro con i genitori: Conclusione del percorso diagnostico/inizio di un percorso da fare insieme

Si illustra e si commenta la diagnosi: tipo e natura del disturbo- possibili evoluzioni a distanza

Si individuano le finalità del Progetto Diagnostico Terapeutico:

caratteristiche percorso- panorama di approcci terapeutici- risorse del territorio

Si accolgono le reazioni dei genitori: sconforto all'idea che il bambino sia ammalato-preoccupazione per sviluppi ancora ignoti- speranza di guarigione spontanea o per cure mediche- illusione che la causa sia l’ansietà del genitore stesso-

scetticismo rispetto alla sicurezza del sanitario- disorientamento per non chiara patogenesi

Si programmano periodici incontri di controllo.

Si comunica la disponibilità del servizio a porsi come punto di

(46)

IL TRATTAMENTO

• Finalità

• Obiettivi

• Strategie

(47)

Adattamento e qualità di vita del soggetto e della famiglia.

Serie di interventi finalizzati a:

• correggere comportamenti disadattivi;

• pilotare maturazione competenze sociali, comunicativo- linguistiche, cognitive

• favorire adattamento emozionale: controllo impulsi, modulazione stati emotivi, immagine di sé

Obiettivi intermedi

• aggiornati in rapporto ai cambiamenti dovuti allo sviluppo

• individuati su profilo funzionale attuale “ciò che è possibile”- su punti di forza e di debolezza del contesto “ciò che è utile”.

Strategie in base a linee guida internazionali

• “filtrate” in rapporto ad indicazioni di validità),

• “adattate” in rapporto a caratteristiche specifiche soggetto,

Finalità del progetto terapeutico

(48)

GLI APPROCCI COMPORTAMENTALI

ABA: Applied Behavior Analysis

Modalità ABA: analisi del comportamento applicata;

comprendere relazioni fra comportamenti e condizioni esterne, interventi finalizzati a modificare il comportamento e/o il

contesto.

Considera:

• gli antecedenti: ciò che precede il comportamento in esame;

• il comportamento in esame : osservabile e misurabile

• le conseguenze: ciò che deriva dal comportamento in esame;

• il contesto: luogo, persone, materiali, attività, tempo in cui il comportamento si verifica.

Il programma di intervento (= la modifica del comportamento)

viene realizzato su dati che emergono dall’analisi, utilizzando le tecniche abituali della terapia del comportamento:

Sollecitazione (prompting), riduzione delle sollecitazioni (fading), modellamento (modeling), adattamento (shaping), rinforzo.

(49)

Programma UCLA

UCLA: The University of California at Los Angeles Young Autism sul modello dell’Applied Behavior Analysis (ABA) e prevede

sezioni intensive di apprendimento di compiti distinti tra loro (Discrete Trial Training, DTT).

Presupposto teorico: ogni comportamento è scomponibile ed ha una causa (antecedente) ed una conseguenza, entrambe

controllabili attraverso un'attenta analisi del comportamento ed un addestramento.

Promuove l'utilizzo di rinforzi positivi come punto-chiave per il cambiamento ed il modellamento del comportamento.

Secondo i sostenitori, il compito rinforzato positivamente continuerà, mentre quello ignorato o punito si fermerà. Il

metodo prevede un grande coinvolgimento della famiglia ed un

(50)

Il programma TEACCH

TEACCH:Treatment and Education of Autistic and related Communication Handicapped Children

insegnamento strutturato basato su: -valutazione punti di forza e di debolezza- organizzazione dell'ambiente fisico- scansione precisa delle attività-valorizzazione degli ausili visivi-

partecipazione della famiglia al programma d'intervento.

Principi e metodi: metodo comportamentale che mira ad adattare l’ambiente al bambino e a presentare progressivamente le

difficoltà, rispettando la persona nella sua diversità.

Quadro temporo-spaziale molto strutturato, comprensibile e

prevedibile che consente al bambino di sapere con precisione ciò che ci si aspetta da lui in ogni luogo e momento

Struttura la giornata attraverso una organizzazione del tempo che informa ad ogni momento il bambino su ciò che sta

accadendo, è accaduto e accadrà; aumenta prevedibilità e controllo della situazione e diminuisce l'incertezza, fonte di ansia.

(51)

Interventi neo-comportamentali

“Walden Early Childhood Programs at the Emery University School of Medicine”, utilizza l’insegnamento incidentale

(Incidental Learning) in classi integrate (bambini con autismo e bambini normali)

“Learning Experiences, an Alternative Program for

Preschoolers (LEAP) at the University of Colorado - School of Education” 2001, che si focalizza sull’insegnamento ai

pari del trattamento da fornire ai loro compagni di classe con autismo

ABA implementato negli ambienti che “naturalmente” il bambino frequenta (famiglia, scuola, attività del tempo

libero) per evitare i problemi di “generalizzazione”. Intervento

“centrato sul bambino”, stimola la sua iniziativa e facilita lo

(52)

Programma LEAP

LEAP: (Learning Experiences, an Alternative Program for Preschoolers and their Parents)

Principi:

• i bambini traggono beneficio da un intervento integrato che includa casa, scuola e comunità

• I bambini con autismo possono apprendere dai coetanei con sviluppo tipico

• Intervento pianificato, sistematico ed individualizzato

Integra tecniche ABA (prompt, fading, shaping e rinforzo) e componente sociale dell’apprendimento

Obiettivo principale: sviluppo delle abilità sociali del soggetto Favorisce autonomia nell’organizzazione (gioco e interazione

sociale)

(53)

GLI APPROCCI EVOLUTIVI (O INTERATTIVI)

• Importanza della dimensione emozionale e relazionale,

• inscindibilità fra cognitivo, emozionale, comunicativo e relazionale

• l’ambiente “naturale” assume valenza “terapeutica” di interazione, scambio, conoscenza.

• Intervento “centrato sul bambino” per favorire espressione, iniziativa, partecipazione

“Denver Model at the University of Colorado” Rogers 2000

“Heath Sciences Center Developmental Intervention Model at The George Washington University School of Medicine”

Greenspam1999

“Thérapie d’Echange et de Développement (TED) de l’Université François Rabelais, CHU de Tours” Lelord et al., 1978;

(54)

Denver Model

Denver Model at the University of Colorado Health Sciences Center

utilizza strategie dell’”approccio evolutivo” valorizzando il gioco come modalità di apprendimento che può promuovere:

• processi di assimilazione e generalizzazione di pattern cognitivi, comunicativi e linguistici;

• potenziamento di relazioni sociali attraverso l’adulto, che si fa promotore di relazioni e facilita quelle tra pari;

• sviluppo di affetti positivi, che vengono stimolati nel bambino motivarlo all’interno delle attività psicopedagogiche;

• sostegno della comunicazione, che viene potenziata sia a livello verbale che non verbale;

• sviluppo del pensiero simbolico attraverso attività di gioco;

• ricorso a routine ed ambienti strutturati, che forniscano una sorta di regolazione esterna.

(55)

Developmental Intervention Model

Il Developmental Intervention Model è basato su

• identificazione livello sviluppo funzionale ed emotivo raggiunto

• differenze individuali nelle modalità di processare le informazioni sensoriali e motorie

• tipologia di relazioni che il bambino stabilisce con le figure adulte di riferimento.

Il cuore del trattamento (“floor time”) è lo sviluppo funzionale di modalità interattive che mirano a stabilire ed incrementare

sempre di più circoli di comunicazione, capaci di espandere la gamma di stati emotivi

le competenze di comunicazione e di simbolizzazione

partendo dal presupposto che la “lezione emotiva” precede la

(56)

TED

La Thérapie d’Echange et de Développment dell’Université F.

Rabelais, CHU de Tours consiste in un programma di stimolazione precoce, individualizzato, focalizzato su:

-attenzione-percezione-motricità-imitazione-comunicazione- regolazione

E’ basato sui principi di

• tranquillità (stanza con pochi arredi, priva di stimoli visivi per favorire l’attenzione del bambino e la decodifica dei messaggi),

• disponibilità dell’operatore

• reciprocità (stimolata la comunicazione attraverso giochi e attività che comportino scambio di oggetti, gesti e vocalizzi o parole tra terapisti e bambini).

Prevede un ambiente stabile, prevedibile e rassicurante, con precise sequenze temporali delle attività

(57)

La terapia neuropsicomotoria

Obiettivi: favorire

• comparsa di segnalatori sociali: contatto oculare, sguardo

referenziale, sorriso, etc.- aumento dei tempi di attenzione; uso più appropriato degli oggetti; -stimolare la comunicazione; -

arricchire il vocabolario; -scoraggiare comportamenti di iperattività, stereotipie motorie, condotte autolesive, etc..

E’ una prassi terapeutica che privilegia una modalità di approccio in grado di facilitare nel bambino:

• la percezione e la "conoscenza" di Sé come persona;

• la percezione e la "conoscenza" dell'Altro;

• la percezione e la "conoscenza" delle emozioni che sottendono i vari comportamenti;

• la percezione e la "conoscenza" delle "leggi" emozionali e sociali che regolano i rapporti interpersonali.

(58)

I bambini piccoli

(59)

INDICAZIONI DI TRATTAMENTO ETÀ PRE-SCOLARE

Caratteristiche di assoluta specificità:

Età in cui viene abitualmente formulata per la prima volta la diagnosi; impatto emotivo fortissimo sui genitori che:

non riescono ad avere una spiegazione sulle cause (“perché”), non riescono a comprenderne la natura (“che cosa è”),

non prevedono l’evoluzione (“come sarà da grande”);

E’ l’età in cui

• i processi di maturazione e crescita del Sistema Nervoso Centrale sono particolarmente spinti

• non si è verificata una definita differenziazione delle strutture encefaliche: massima “pervasività” dei sintomi/ omogeneità del fenotipo comportamentale (bambino in un mondo suo”)

• è impossibile individuare elementi con significato prognostico

(60)

Intervento

Precoce: le funzioni mentali sono in fase di attiva maturazione e differenziazione

Intensivo: le esperienze “quotidiane” e strutturate possono

assumere una valenza terapeutica. “Terapia” non è solo quella che si svolge nel servizio di riabilitazione, ma è un progetto, che deve essere elaborato dall’équipe di NPIA con i genitori,

educatori, insegnanti.

Curriculare: occorre “insegnare” al bambino le competenze relative alle “tappe”, che normalmente compaiono nel corso dello sviluppo

• definizione chiara degli obiettivi (competenze osservabili e misurabili)

• monitoraggio sistematico del percorso terapeutico (prefissare tappe sequenziali - predisporre un sistema per la raccolta dei dati in itinere - valutare i risultati in tempi prefissati)

INDICAZIONI DI TRATTAMENTO ETÀ

PRE-SCOLARE

(61)

Su cosa bisogna agire ? (COSA E COME)

Programma centrato sul bambino per far emergere competenze Obiettivi irrinunciabili: lavorare su

1. il disorientamento dei genitori;

coinvolgere i genitori protagonisti del progetto e aiutarli a:

• conoscere l'Autismo

• scoprire le “caratteristiche” del proprio bambino

• individuare nel loro specifico le modalità educative più idonee.

2. Intervento centrato sul bambino: difficoltà di aggancio relazionale, scarsa disponibilità ad esperienze condivise Riabilitazione per far emergere competenze

• nell’attenzione congiunta

• nell’uso dei simboli

• nella modulazione degli stati emotivi

(62)

Con quali modalità bisogna agire ?

(CHI e DOVE)

Attivazione di una serie di situazioni stimolo organizzate in accordo agli obiettivi individuati / elaborato dall’équipe del Servizio di NPIA con la famiglia /composto da almeno tre moduli finalizzati agli stessi obiettivi generali ma con

caratteristiche specifiche:

NPIA: facilitazione competenze: attenzione congiunta, uso simboli, comunicazione

preverbale, modulazione stati emotivi

famiglia: da “utente” in fase “disorientata”

a coprogettatore in fase di “progetto terapeutico”

scuola; luogo che permette di trasferire, in un contesto di incontro e confronto con i coetanei, il lavoro programmato per attenzione congiunta, capacità di usare simboli, comunicazione, modulazione degli stati emotivi

(63)

L’età scolare

Momento decisivo nella “individuazione”

(64)

INDICAZIONI DI TRATTAMENTO : ETA’ SCOLARE

Momento decisivo nella storia del bambino autistico:

Passaggio da Scuola Materna meno strutturato e più flessibile a Scuola primaria più organizzata con inevitabile confronto e rivalutazione

Maggiore individualità del bambino con emergenza del “suo”

quadro neuropsichico, in termini di:

• aspetti temperamentali;

• grado di compromissione relazionale;

• livello comunicativo;

• competenze cognitive

• eventuale presenza di problemi in co-morbidità.

(65)

Su cosa bisogna agire ? (COSA)

Progetto “centrato sulla famiglia” e sul contesto ambientale, con finalità

Abilitative: far emergere abilità,

Adattive: utilizzare le abilità per favorire adattamento ad ambiente

Aspetti da considerare:

1. i genitori

2. il bambino

3. la scuola

(66)

Come si può agire su tali aspetti ?

I genitori (COME)

Se bambino per la prima volta al Servizio:

percorso formativo: informazione, suggerimenti psicoeducativi, coinvolgimento attivo

Se genitori già seguiti e “sereni”:

sostenere alleanza terapeutica, rivalutare il progetto in base alle nuove esigenze dell’età scolare: diversificazioni delle attività del bambino, organizzazione anche in base ad esigenze della famiglia, costante lavoro sulle autonomie.

Se genitori già seguiti ma in fase di “scoraggiamento”

in relazione a strutturazione e individualizzazione del disturbo del figlio e a nuova fase del ciclo di vita:

• Attivare interventi di sostegno

• Motivare il lavoro su adattamento oltre che su “abilitazione

(67)

Come si può agire su tali aspetti ?

Il bambino (COME)

Se marcate difficoltà area comunicativo sociale: tecniche

comportamentali/dimensione affettivo relazionale e Indicazioni della Comunicazione aumentativa e alternativa:

1) guardare alla persona quando viene chiamato per nome, 2) guardare un oggetto quando viene nominato,

3) prestare attenzione a chi parla,

4) usare il contatto oculare per mantenere l’interazione, 5) imitare azioni semplici, suoni, parole,

6) attirare l’attenzione di qualcuno,

7) facilitare i comportamenti di richiesta, 8) dire no o fare gesti di diniego,

9) dire si o fare gesti di assenso, 10) salutare gli altri,

(68)

Come si può agire su tali aspetti ?

Il bambino (COME)

• Gli apprendimenti accademici (lettura, scrittura, calcolo), assumono valenza

“abilitativa” per le facilitazioni di funzioni associate:

• attenzione,

• percezione,

• controllo motorio,

• aderenza a specifiche richieste,

• rinforzo intrinseco

(69)

Come si può agire su tali aspetti ?

Il bambino (COME)

Soddisfacente livello comunicativo-linguistico (QI <= 75) Se compromissione interazione sociale rilevante e

comportamenti disadattivi:

• organizzare le attività per favorire partecipazione e iniziativa

• sollecitare apprendimenti, linguaggio/comunicazione sociale Se compromissione interazione sociale contenuta:

- lettura, scrittura e calcolo + PECS

-utilizzare rappresentazione di oggetti o eventi per far comprendere ciò che interessa

-discriminare simboli

-capire e conoscere le regole dei rapporti interpersonali e le situazioni sociali.

(70)

Come si può agire su tali aspetti ?

Il bambino (COME) Obiettivi

Facilitare:

consapevolezza di intenzioni, preferenze ed esperienze altrui

capacità di raccontare le proprie esperienze relative ad eventi

passati e futuri, fornendo informazioni sufficienti per l’ascoltatore;

Sviluppare:

abilità di mantenere o modificare il tema di conversazione

(prendere coscienza di preferenze, stato emotivo, conoscenze dell’altro)

uso del linguaggio per mediare e risolvere conflitti e/o divergenze

uso del linguaggio per esprimere sentimenti ed empatia Facilitare

l’uso di linguaggio più avanzato per esprimere differenze di significato (congiunzioni e proposizioni subordinate);

Incoraggiare l’acquisizione di:

convenzioni verbali per iniziare, terminare interazioni, interagire a turno

segnali non verbali e paralinguistici per rinforzare intenzioni sociali (sguardo, posizione del corpo, volume della voce)

Aumentare l’abilità di: interpretare ed usare il linguaggio in modo flessibile secondo il contesto sociale e i segnali non verbali dell’interlocutore (parole con significati molteplici, linguaggio figurativo, sarcasmo)

(71)

Come si può agire su tali aspetti ?

Il bambino (COME)

Intervenire su Area degli interessi e delle attività

A questa età i “sintomi” appartenenti al terzo elemento della triade dell’Autismo assumono particolare rilevanza:

• stereotipie,

• dedizione assorbente ad interessi bizzarri,

• condotte auto- e/o eteroaggessive

Se marcata compromissione valutare i comportamenti disadattivi Come tentativi di comunicazione di stati emotivi

che fare? - insegnare strategie comunicative

Stereotipie e perseverazioni indipendenti da stati emotivi che fare? -sollecitazioni alternative

quando i comportamenti disadattivi assumono particolare rilevanza va presa in considerazione l’opportunità di un

(72)

Come si può agire su tali aspetti ?

La Scuola (COME)

Spazio privilegiato per:- apprendimenti accademici (lettura, scrittura, calcolo)-interazione sociale-comunicazione

funzionale-diversificazione di interessi e attività

Presenza coetanei: può generalizzare competenze acquisite in psicomotricità, logopedia, educazione strutturata

Se compromissione socialità, comunicazione e funzioni

cognitive l’insegnante deve “conoscere” i principi ABA, AAC, Se livello comunicativo-linguistico e cognitivo soddisfacenti

dipende da disponibilità relazionale:

- compromesso aggancio relazionale/comportamenti

disadattivi:- definire dispositivo spazio-temporale adeguato e individuare modalità affettivo-relazionali idonee per favorire apprendimenti accademici

- soddisfacente possibilità di aggancio:-lavoro su

apprendimenti accademici integrato da valorizzazione di

momenti di interazione e scambio che la scuola solo può fornire per l’arricchimento della cognizione sociale.

(73)

L’adolescente

(74)

INDICAZIONI DI TRATTAMENTO L’ETA’

ADOLESCENZIALE

Adolescenza: possibile drastico miglioramento di alcuni

comportamenti e peggioramento di altri; per es. difficoltà di adattamento a:

• corpo che cambia

• sessualità emergente

• trasformazioni nei processi di pensiero

• capacità di osservazione

• valutazione di sé e del mondo circostante Può verificarsi:

incremento dell’isolamento, comportamenti stereotipati o aggressività.

disturbi dell’umore, che necessitano spesso di un trattamento specifico.

(75)

FARMACOTERAPIA

Non esistono farmaci specifici per la cura dell’autismo (attivi cioè sul disturbo dello sviluppo in sé).

I farmaci possono essere usati su alcuni aspetti

comportamentali associati con frequenza all’autismo

(iperattività, inattenzione, compulsioni e rituali, alterazioni dell’umore, irritabilità, disturbi del sonno, auto- e etero-

aggressività), e per crisi convulsive.

obiettivi del trattamento farmacologico

• miglioramento qualità della vita del bambino e della famiglia

• facilitazione dell’accesso ai trattamenti non medici;

• potenziamento degli effetti dei trattamenti non medici;

• prevenzione di comportamenti auto e etero-aggressivi;

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