– RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Nel documento Relazioni e Bilancio 2020 (pagine 158-162)

Esposizioni scadute

SEZIONE 4 – RISCHIO DI LIQUIDITÀ

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

1. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è definito come il rischio per il quale la banca non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni alla loro scadenza e/o che debba sostenere costi di finanziamento non di mercato in relazione ad una posizione finanziaria netta sbilanciata, a causa dell’incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) o per la presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk).

Per quanto riguarda la governance del framework di liquidità, il Consiglio di Amministrazione è responsabile della definizione della soglia di tolleranza al rischio e dell’approvazione di metodologie, ipotesi di stress, early warning indicators, Contingency Funding and Recovery Plan (CFRP) e principi relativi alla definizione del sistema dei prezzi per il trasferimento interno dei fondi. L’Amministratore Delegato è responsabile dell’attuazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo definite dal Consiglio di Amministrazione, nel rispetto della soglia di tolleranza al rischio in conformità con la Circ. 285/13, Parte 1, Tit. V, Cap. 6, Sez. II, par. 2.2; inoltre, è il destinatario della reportistica periodica riguardante il monitoraggio del Rischio di Liquidità e informa con cadenza almeno trimestrale il Consiglio di Amministrazione, e con frequenza maggiore in caso di peggioramento della situazione di liquidità. Il Collegio Sindacale verifica la coerenza dell’intero framework di liquidità con il Sistema dei Controlli Interni e la conformità con la normativa vigente.

Il ruolo del Servizio Risk Management, quale funzione responsabile della valutazione del rischio nell’ambito del disegno dei controlli di secondo livello, è definito in conformità con le richieste di regolamentazione della Circ. 285/13, Parte 1, Tit. V, Cap. 6, Sez. II, par. 3; l’attività del Servizio Risk Management è incentrata sul monitoraggio dell’esposizione della Banca al Rischio di Liquidità, sulla definizione e il calcolo degli stress test, sul controllo del rispetto degli indicatori di liquidità, sulla verifica della congruità delle riserve di liquidità, sulla predisposizione della reportistica agli Organi Aziendali e sul supporto alla valutazione del sistema dei prezzi di trasferimento interno dei fondi.

Il Servizio Audit verifica con cadenza almeno annuale l’adeguatezza del sistema di gestione della liquidità e del sistema dei controlli che presiede a tale gestione, relazionando gli Organi Aziendali sulle risultanze dei controlli svolti.

Il modello di business di DEPObank è incentrato sull’erogazione di servizi bancari a favore degli operatori del sistema bancario e finanziario nazionale, con un’attività creditizia e di investimento finanziario che al momento è prevalentemente gestita in ottica strumentale rispetto ai comparti core di attività, con rapporti sviluppati prevalentemente in ambito interbancario. Oltre alla liquidità generata dai saldi dei conti derivanti dall’attività di Depositario e dallo scarto temporale esistente fra gli accrediti registrati e le disposizioni di pagamento effettuate nei confronti delle controparti, DEPObank ha la possibilità di far fronte alle proprie esigenze anche attraverso una liquidità derivante da: attività facilmente liquidabili, raccolta tramite operazioni di Pronti contro Termine, raccolta sul mercato interbancario unsecured Over The Counter (OTC), operazioni di rifinanziamento presso la Banca Centrale Europea (BCE), flussi in entrata derivanti dai propri asset giunti a scadenza.

Il documento che disciplina la materia è il “Liquidity Risk Policy e Contingency Funding and Recovery Plan”, che, approvato dal Consiglio di Amministrazione, ha l’obiettivo di definire le linee guida per la gestione della liquidità (Liquidity Risk Policy) e le regole da adottare in uno stato di crisi di liquidità (Contingency Funding and Recovery Plan), recependo gli ultimi aggiornamenti normativi (cfr. Circolare 285/2013 Banca d’Italia) e i principi sanciti all’interno della Risk Policy, integrando e completando le regole definite nel Regolamento Finanza.

Nell’ambito del Risk Appetite Framework sono state definite apposite metriche di liquidità, sia di tipo regolamentare, Liquidity Coverage Ratio – LCR e Net Stable Funding Ratio – NSFR, sia di tipo interno,

“Rapporto tra minimo saldo netto cumulato e Attivo totale”, al fine di meglio rappresentare la realtà operativa della Banca.

Il monitoraggio della liquidità, che viene svolto in coerenza con la soglia massima di tolleranza al rischio, quindi anche con la natura, gli obiettivi e la complessità operativa di DEPObank, ha l’obiettivo di assicurare la capacità di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti o imprevisti nell’orizzonte temporale di quattro mesi4 e viene effettuato mediante il calcolo di due indicatori finalizzati a monitorare in modo

4L’orizzonte temporale di riferimento per la liquidità di breve termine può arrivare fino a 12 mesi, ma per DEPObank la rilevanza è fino a quattro mesi, poiché gli aggregati con scadenze superiori sono residuali e riguardano esclusivamente titoli del portafoglio di proprietà in scadenza.

complementare la sostenibilità dell’equilibrio di breve termine, sia in condizioni di normale corso degli affari (on going), che in scenari di stress:

Saldo netto cumulato a 30 giorni, riferito all’analisi giornaliera della liquidità proiettata a un mese rolling;

Minimo saldo netto cumulato, riferito all’analisi settimanale delle fasce temporali fino a quattro mesi nello schema della maturity ladder.

Il monitoraggio della liquidità viene effettuato sia in una situazione di normale corso degli affari “going concern”, sia in uno scenario di stress. I risultati delle prove di stress sono utilizzati per verificare:

• la capacità di DEPObank di far fronte autonomamente (time to survival) a crisi di liquidità impreviste nel primo periodo in cui queste si verifichino e prima di avviare interventi strutturali volti a modificare la struttura dell’attivo/passivo;

• se il livello di limiti/early warning determini il mantenimento di riserve di liquidità tali da consentire a DEPObank di far fronte al periodo iniziale di uno stress sistemico o idiosincratico;

• l’efficacia della gestione in caso di crisi.

Gli stress test si basano su quanto previsto nel computo del coefficiente Basilea 3 - LCR (lo stesso indicatore monitorato per la soglia di tolleranza al rischio di liquidità), relativamente alle poste di maggiore rilevanza per DEPObank. In particolare, le poste prese in considerazione sono la Counterbalancing Capacity, i saldi passivi dei conti correnti “Large Corporate” e dei conti reciproci banche, i margini di fido.

Il rischio di liquidità include anche il rischio infragiornaliero che deriva dal mismatch temporale tra i flussi di pagamento (con regolamento in cut-off giornalieri o a seguito di disposizioni ricevute dalla clientela) e i flussi in entrata (questi ultimi regolati a diversi cut-off infragiornalieri) che può determinare l’impossibilità di adempiere alle proprie obbligazioni in uscita nel momento in cui vengono richieste per temporanea mancanza di fondi. Per la copertura del rischio di liquidità infragiornaliera sono definite regole per il mantenimento di un portafoglio minimo di titoli eligible, funzionale a garantire le esigenze di rifinanziamento infragiornaliero e di periodo presso le Banche Centrali.

Come già specificato nel paragrafo “Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19”, DEPObank, a motivo della sua particolare tipologia operativa, non ha avuto impatti significativi. Infatti, la posizione di liquidità di DEPObank, sana e sotto controllo costante, si è sempre mantenuta solida grazie all’ampia disponibilità di riserve liquide e all’elevata stabilità della raccolta, così che gli indicatori di liquidità “Basilea 3" Liquidity Coverage Ratio, LCR, e Net Stable Funding Ratio, NSFR) evidenziano valori al 31 dicembre 2020 rispettivamente pari a 324% e 318%, quindi ampiamente superiori ai limiti regolamentari.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

Valuta di denominazione: Euro

Voci/scaglioni temporali

a vista da oltre 1 giorni a 7 giorni da oltre 7 giorni a 15 giorni da oltre 15 giorni a 1 mese da oltre 1 mese fino a 3 mesi da oltre 3 mesi fino a 6 mesi da oltre 6 mesi fino a 1 anno da oltre 1 anno fino a 5 anni oltre 5 anni durata indeterminata

Attivita per cassa

a.1 Titoli di Stato - - - - 114.000 63.000 100.000 2.887.501 2

-a.2 Altri titoli di debito - - - 10.000 7.500 4.500 - 2.501 3

-a.3 Quote di OICR 33.300 - - - - - - - -

-a.4 Finanziamenti - - - - - - - - -

-banche 261.388 215.506 506.562 259.287 296.162 - 2.377 - - 171.255

clientela 31.454 2.570 63.259 43.062 79.906 106 195 19.078 -

Passivita per cassa - - - - - - - - -

-b.1 Depositi e conti correnti - - - - - - - - -

-banche 736.234 131.000 - 87.125 - - - 18.824 -

-clientela 7.728.086 - - - 22 - - 24 -

-b.2 Titoli di debito - - - - - - - - -

-b.3 Altre passivita 619.706 - - - - - - - -

Operazioni fuori bilancio - - - - - - - - -

-c.1 Derivati finanziari con scambio di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - 7.003 - 82 - - - - -

-Posizioni corte - 16.415 473.738 345.735 38.168 - - - -

-c.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-Posizioni corte - - - - - - - - -

-c.3 Depositi e finanziamenti da ricevere - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - -

-c.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - -

-c.7 Derivati creditizi con scambi di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.8 Derivati creditizi senza scambi di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-Valuta di denominazione: Altre valute

Voci/scaglioni temporali

a vista da oltre 1 giorni a 7 giorni da oltre 7 giorni a 15 giorni da oltre 15 giorni a 1 mese da oltre 1 mese fino a 3 mesi da oltre 3 mesi fino a 6 mesi da oltre 6 mesi fino a 1 anno da oltre 1 anno fino a 5 anni oltre 5 anni durata indeterminata

Attivita per cassa

a.1 Titoli di Stato - - - - - - - - -

-a.2 Altri titoli di debito - - - - 12.224 - - - -

-a.3 Quote di OICR - - - - - - - - -

-a.4 Finanziamenti - - - - - - - - -

-banche 85.017 - - - - - - - -

-clientela 7.155 - - - - - - - -

Passivita per cassa - - - - - - - - -

-b.1 Depositi e conti correnti - - - - - - - - -

-banche 95.047 - - - 118 - - - -

-clientela 865.446 - - - - - - - -

-b.2 Titoli di debito - - - - - - - - -

-b.3 Altre passivita 1.068 - - - - - - - -

Operazioni fuori bilancio - - - - - - - - -

-c.1 Derivati finanziari con scambio di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - 16.417 471.225 346.354 38.170 - - - -

-Posizioni corte - 7.002 - 82 - - - - -

-c.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-Posizioni corte - - - - - - - - -

-c.3 Depositi e finanziamenti da ricevere - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - -

-c.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - -

-c.7 Derivati creditizi con scambi di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

-c.8 Derivati creditizi senza scambi di capitale - - - - - - - - -

-posizioni lunghe - - - - - - - - -

-posizioni corte - - - - - - - - -

Nel documento Relazioni e Bilancio 2020 (pagine 158-162)