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Un occhio più piccolo e uno più grande

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Academic year: 2021

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Paganin P. Medico e Bambino Pagine Elettroniche 2018; 21(4) https://www.medicoebambino.com/?id=PSR1804_40.html

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MeB – Pagine Elettroniche

Volume XXI

Aprile 2018

numero 4

I POSTER DEGLI SPECIALIZZANDI

UN OCCHIO PIÙ PICCOLO E UNO PIÙ GRANDE

Paola Paganin

Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Trieste

Indirizzo per corrispondenza: paganin88@hotmail.it Un bambino di quasi due anni presenta sin dalle prime

settimane di vita l’occhio sinistro più piccolo del destro, e l’iride risulta essere di un colore più chiaro rispetto alla controlaterale. Inoltre, durante l’allattamento, sudava sempre solo nella metà destra del capo. In anamnesi fisio-logica risulta che è nato a termine a 38 settimane di età gestazionale, da parto eutocico e con perinatalità decorsa regolarmente. La crescita staturo-ponderale e lo sviluppo psicomotorio sono risultati regolari.

Giunge alla nostra attenzione poiché dall’avvio della deambulazione autonoma la mamma si è accorta che il bambino si arrossa solo nell’emivolto destro, mentre il sinistro è sempre “normale”.

L’esame obiettivo e la storia clinica, caratterizzati da lieve enoftalmo sinistro associato a eterocromia iridea e iposudorazione dell’emivolto sinistro, pongono il sospetto di sindrome di Claude-Bernard-Horner. È stata eseguita pertanto una RM dell’encefalo, regione orbitaria, collo e torace, la quale è risultata completamente normale. Gli esami ematici allo stesso modo non hanno evidenziato anomalie dell’emocromo né movimento degli indici di flogosi e, come unico riscontro, una modesta anemia di natura ferro-carenziale.

Pertanto di fronte alla negatività delle indagini eseguite e dalla storia clinica del bambino con riscontro della “anoma-lia” sin dalle prime settimane di vita, concludiamo per una sindrome di Claude-Bernard-Horner congenita.

In età pediatrica la sindrome di Claude-Bernard-Horner congenita è decisamente più rara rispetto all’età adulta, derivante da una disfunzione del sistema nervoso autonomo simpatico che innerva la regione orbitaria, de-terminando il corollario clinico descritto da questo caso. L’esordio in epoca prenatale o neonatale definisce la ca-ratteristica peculiare dell’eterocromia iridea per rallentato deposito di pigmento, normalmente sostenuto dal sistema nervoso simpatico.

La sindrome può essere di natura secondaria, nella maggior parte dei casi, a lesioni neoplastiche localizzate lungo in sede encefalica, nel collo o a livello del torace.

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