RISCHI DA LAVORO AL MICROSCOPIO OTTICO

Testo completo

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31/12/2014 1 Università degli Studi di Torino

DIPARTIMENTO di SCIENZE DELLA VITA E BIOLOGIA DEI SISTEMI

RISCHI DA LAVORO AL MICROSCOPIO OTTICO

dr.ssa Paola PATTONO

INDICE

Introduzione ……….………. pag. 2 Affaticamento visivo ……….……… pag. 3 Le ottiche del microscopio ……….……….. pag. 3 Messa a fuoco del preparato …..……….……….. pag. 4 La luce del microscopio ……….………. pag. 6 La luce ambientale ……….………… pag. 6 Microclima ……….…………. pag. 6 Postazione di lavoro ………. pag. 7 Postura ……….…………. pag. 7 Qualche esercizio di rilassamento ……….…………. pag. 9 Check List ..……….……….…………. pag. 11 Bibliografia ……….…………. pag. 13

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31/12/2014 2 INTRODUZIONE

Il lavoro protratto per lungo tempo con gli occhi impegnati davanti ad una fonte di luce (microscopio ottico, videoterminale), il corpo in posizione statica, può provocare una serie di disturbi, in particolar modo all’apparato visivo e all’apparato muscolo-scheletrico.

Sotto il profilo ergonomico, lavoratore e postazione di lavoro sono considerati come un sistema unico, con complesse relazioni uomo-strumento-ambiente; queste relazioni devono essere valutate attentamente per salvaguardare il benessere psicofisico dell’individuo e migliorare la qualità del lavoro.

Il D.Lgs. 81/2008 –Testo Unico sulla Sicurezza prevede la visita medica periodica obbligatoria per i lavoratori videoterminalisti (utilizzatori di videoterminali per 20 o più ore/settimana), ma non prevede alcuna sorveglianza sanitaria per i lavoratori microscopisti (anche se sottoposti agli stessi problemi dei videoterminalisti) e la carenza legislativa lascia ad ogni lavoratore microscopista il compito di autogestire la propria salute.

In altri paesi l’argomento è invece considerato, forse grazie anche ad una diversa legislazione. L’ergonomia può dare risposte alle esigenze del personale interessato, si parla di

“Microscope Ergonomic Workstation”, abbreviata in MEW: postazione di lavoro dedicata esclusivamente all’attività di osservazione al microscopio, ideata con lo scopo di dare all’operatore il massimo comfort durante il lavoro.

In queste pagine sono presentati alcuni appunti relativi alla salute ed il benessere di chi lavora a lungo con il microscopio ottico (MO) binoculare non stereoscopico. Per chi lavora con altri tipi di microscopi valgono le stesse indicazioni per la postura, possono essere diverse le regole per la corretta messa a fuoco del preparato. Gli esercizi di rilassamento sono stati sperimentati dalla scrivente, che ne ha tratto beneficio.

Per l’approfondimento degli argomenti, in Bibliografia sono presenti alcuni riferimenti che potrebbero essere di utilità.

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31/12/2014 3 AFFATICAMENTO VISIVO

L’eccessivo sforzo della vista, soprattutto se protratto lungo l’arco di tutta la giornata e per più giorni consecutivi, può portare ad una sindrome definita “astenopia” o affaticamento visivo.

Quando l’affaticamento visivo è correlato al lavoro si parla di astenopia occupazionale, come quella che può colpire i lavoratori videoterminalisti, ma anche i lavoratori microscopisti.

Chi soffre di astenopia fatica a mettere a fuoco l’immagine durante il lavoro, può avere annebbiamento della vista, visione sfuocata anche dopo il termine del lavoro, cefalea, visione doppia occasionale. A volte percepisce aloni colorati e/o sfarfallio anche dopo aver terminato di lavorare. Può presentare irritazione oculare, con lacrimazione, fotofobia, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, pesantezza delle palpebre, bruciore, dolore; in alcuni casi la secchezza oculare sostituisce la lacrimazione eccessiva.

Alcuni fattori, come l’inquinamento dell’aria ambientale, potrebbero aumentare i disturbi oculari quali lacrimazione/secchezza e bruciori. E’ consigliabile aerare frequentemente l’ambiente di lavoro. Se il microscopio è collocato in un laboratorio, accertarsi che i contenitori dei reagenti chimici, presenti nel locale perché usati per il lavoro, siano ben chiusi.

LE OTTICHE DEL MICROSCOPIO

Le ottiche presenti nei microscopi costruiti attualmente sono dotate di messa a fuoco all’infinito, per permettere l’osservazione comoda e rilassata perché priva degli sforzi di accomodamento per la visione a distanza ravvicinata.

E’ possibile osservare un preparato istologico, messo a fuoco perfettamente, mantenendo l’occhio accomodato per la visione all’infinito, guardando “attraverso” il microscopio. Se l’occhio è accomodato alla normale visione a distanza, quindi è rilassato e non sottoposto a stress, alzando gli occhi dal microscopio si riesce ad individuare un oggetto lontano, velocemente e nitidamente.

Se invece si guarda “dentro” il microscopio, come si dovesse guardare un oggetto alla distanza minima possibile, l’effetto, anche se non rilevabile immediatamente, risulta fortemente stancante.

Per ricordarsi di assumere questo atteggiamento corretto, si può considerare il microscopio come una eccellente lente d’ingrandimento, che si usa per osservare un oggetto che sta aldilà della lente e non dentro la lente.

Le ottiche dei microscopi moderni sono comodamente utilizzabili da chi porta lenti correttive, che possono essere tenute durante l’osservazione

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31/12/2014 4 MESSA A FUOCO DEL PREPARATO

La messa a fuoco del preparato istologico, oggetto dell’osservazione, è indispensabile per la corretta lettura dello stesso e per evitare l’affaticamento visivo. Si effettua per entrambi gli oculari (microscopi binoculari) e per gli obiettivi.

Collocato il preparato sul tavolino traslatore, si effettua una prima messa a fuoco con l’obiettivo a minore ingrandimento, usando la vite macrometrica.

Si posizionano gli oculari secondo la propria distanza interpupillare (distanza tra il centro della pupilla dell'occhio destro e quello della pupilla dell'occhio sinistro), che è diversa secondo la conformazione cranica di ciascun soggetto. Se il posizionamento è corretto, osservando con entrambi gli occhi si vede una sola immagine.

Usando l’occhio corrispondente all’oculare fisso (tenendo chiuso l’altro occhio) si mette a fuoco ruotando la vite micrometrica.

Usando l’occhio corrispondente all’oculare regolabile (tenendo chiuso l’altro occhio) si mette a fuoco ruotando questo oculare.

Dopo aver regolato la distanza interpupillare ed il fuoco di entrambi gli oculari, si può iniziare il lavoro. Gli obiettivi usati successivamente saranno messi a fuoco usando solo la vite micrometrica.

Le manovre eseguite hanno permesso di adattare il microscopio alle esigenze visive dell’operatore.

Gli occhi non devono essere “incollati” agli oculari, ma restare ad una certa distanza. Se osservando il preparato si vedono tratti neri verticali che compaiono/scompaiono ritmicamente, significa che l’osservatore ha gli occhi troppo vicini agli oculari: i tratti neri sono le sue ciglia superiori.

Ricordarsi di muovere gli occhi quando si osserva e non limitarsi a spostare solo il tavolino traslatore, il continuo spostamento dell’immagine (soprattutto se veloce) può indurre affaticamento.

Il microscopio deve essere posizionato su una superficie non soggetta a vibrazioni: le vibrazioni producono il tremolio dell’immagine con conseguente affaticamento visivo.

Gli occhi possono essere allenati. Esistono difetti di rifrazione dell’occhio (miopia, astigmatismo, ipermetropia) che possono recare problemi durante il lavoro. Quando sono lievi possono essere ridotti, a volte anche eliminati, tramite un appropriato esercizio fisico.

Un oftalmologo può dare indicazione corrette e personalizzate per aumentare il benessere visivo.

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31/12/2014 6 LA LUCE DEL MICROSCOPIO

Per osservare un preparato istologico con il microscopio ottico è necessario che la sezione di tessuto sia attraversata dalla luce. La luce è generata da una sorgente luminosa che generalmente sta sotto il preparato ed arriva, attraversando il preparato, fino agli occhi dell’osservatore. Una serie di diaframmi permette di trovare le migliori condizioni di illuminazione del preparato, regolando in modo fine la qualità della luce che lo colpisce.

La definizione “massima luminosità = migliore osservazione” non è valida; l’osservazione del preparato inizia con l’obiettivo a minore ingrandimento, che richiede una quantità non elevata di luce, aumentando l’ingrandimento degli obiettivi aumenta in parallelo la quantità di luce richiesta per l’osservazione.

L’uso di una quantità eccessiva di luce è dannoso per l’apparato visivo, nel tempo si può generare un danno a livello della retina.

E’ dunque opportuno ricordarsi di iniziare l’osservazione del preparato usando poca luce (si inizia sempre con l’obiettivo a minore ingrandimento) e poi aumentare la luce con l’aumentare dell’ingrandimento degli obiettivi (per evitare il pericolo di abbagliamento).

LA LUCE AMBIENTALE

La luce del locale dove si fanno osservazioni al microscopio dovrebbe essere una luce naturale o artificiale diffusa, una luce ambientale troppo forte potrebbe interferire con l’osservazione del preparato ed indurre l’operatore ad aumentare la luce dell’apparecchio, con rischio di affaticamento visivo e senza migliorare l’osservazione.

Evitare di collocare i microscopi accanto a finestre sprovviste di tende per schermare la luce diretta del sole.

Non collocare i microscopi su tavoli con superficie lucida, in modo da evitare i riflessi della luce.

MICROCLIMA

La postazione di lavoro deve essere lontana da forti correnti d’aria provenienti da porte o finestre, bocchettoni dell’impianto di condizionamento, ventilatori, ecc.

Deve essere lontana da fonti di calore radiante (termosifoni, stufette) o finestre colpite da irraggiamento solare diretto.

L’aria non deve essere troppo secca per evitare possibili irritazioni o secchezza degli occhi, aerare frequentemente il locale.

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31/12/2014 7 I maggiori problemi all’apparato locomotore, che possono riscontrare le persone che lavorano lungamente sedute, sono dolori muscolari, rigidità e formicolii localizzati all’estremità (gambe, braccia, piedi, mani), intorpidimento.

I problemi possono insorgere quando la postazione di lavoro e la postura non sono corrette.

I rischi presenti durante l’attività lavorativa a volte non sono correlati direttamente allo strumento tecnico in sé ma al modo in cui il lavoratore lo utilizza.

POSTAZIONE DI LAVORO

1. Regolare l’altezza della sedia adattandola alla propria altezza, in modo che gli oculari del microscopio si trovino all’altezza degli occhi. Se necessario, porre il microscopio su un piano rialzato

2. I piedi devono appoggiare completamente sul pavimento. Quando necessario usare un poggiapiedi regolabile in altezza

3. A braccia rilassate, il piano di lavoro deve essere parallelo agli avanbracci (gomiti e mani devono essere allineati, con i polsi non piegati)

4. Il sedile deve permettere che l’angolo coscia-gamba sia di 90°

5. Il bordo della sedia non deve premere contro l’incavo del ginocchio o contro la gamba, per permettere una buona circolazione del sangue

6. Il sedile deve essere di dimensioni adatte (non troppo stretto o troppo corto o troppo lungo), confortevole (non duro o troppo morbido) e deve permettere la traspirazione

7. Lo schienale della sedia deve essere regolabile in altezza ed avere un supporto lombare a livello del girovita

8. Lo spazio sotto il piano di lavoro deve permettere di alloggiare comodamente le gambe ed il sedile

POSTURA

1. La schiena deve stare eretta ed appoggiata allo schienale in posizione rilassata 2. Le spalle devono essere rilassate

3. I polsi non devono essere piegati durante le operazioni di messa a fuoco 4. La testa deve essere leggermente inclinata in avanti

5. Non piegare il collo, fletterlo appena (i microscopi moderni hanno gli oculari inclinati verso l’operatore)

6. Non stare con il collo allungato (avvicinare la sedia quanto possibile oppure avvicinare il microscopio)

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31/12/2014 8 Nella seguente figura, le frecce indicano i principali punti di criticità legati ad una postura non corretta, accanto alle frecce c’è l’indicazione utile per contrastare i problemi derivanti.

Lavorare al microscopio è un’attività monotona e ripetitiva che richiede molta concentrazione ed attenzione.

E’ bene interrompere ogni tanto con 10 minuti di pausa per alzarsi, camminare ed eventualmente fare qualche esercizio di stretching (allungamento passivo) e di rilassamento.

E’ consigliabile non usare il microscopio per più di 5 ore al giorno, non continuative.

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31/12/2014 9 QUALCHE ESERCIZIO DI RILASSAMENTO

Per gli occhi

Sollevare gli occhi dal microscopio e guardare lontano. Roteare gli occhi di tanto in tanto. Quando gli occhi sono stanchi è utile e veloce bagnarli con l’acqua fredda.

Per il collo

Seduti, schiena diritta, braccia inerti. Afferrare il bordo della sedia con una mano e con l’altra mano fare una leggera pressione sulla testa in direzione della spalla.

Per le spalle

Seduti, distendere la schiena appoggiando le mani dietro il collo, spingendo i gomiti indietro.

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31/12/2014 10 Per le braccia

Seduti, allungare la braccia in avanti incrociando le mani con il palmo all’infuori.

Seduti, stendere verso l’alto un braccio, riportare in posizione, stendere l’altro braccio.

Per la schiena

In piedi, le mani appoggiate sui fianchi, allungare la schiena leggermente indietro tenendo le ginocchia tese e guardando il soffitto.

Seduti, allargare le gambe, piegando il tronco in avanti lasciare cadere le braccia inerti.

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31/12/2014 11 La seguente lista di controllo (check list) permette al microscopista di valutare la propria posizione di lavoro al microscopio, come postazione di lavoro e come postura.

CHECK LIST

SI NO

POSTAZIONE di LAVORO

l'altezza della sedia mi permette di posizionare comodamente gli occhi davanti agli

oculari?

i miei piedi appoggiano bene a terra o sul poggiapiedi?

mentre lavoro, gli avambracci sono paralleli al piano di lavoro?

in posizione seduta, l'angolo tra la coscia e la gamba è di 90°?

il bordo della sedia crea problemi di circolazione del sangue nelle mie gambe?

il sedile è confortevole?

lo schienale va bene per la mia altezza ed ha il supporto lombare?

il piano di lavoro mi permette di distendere e muovere bene le gambe sotto di esso?

POSTURA

durante il lavoro riesco a mantenere la schiena eretta ed in posizione rilassata?

le mie spalle sono rilassate?

piego i polsi quando effettuo la messa a fuoco del preparato?

la testa è in posizione corretta?

il collo è in posizione corretta?

mi ricordo di interrompere l'attività per fare qualche movimento?

mi ricordo di fare pause per riposare gli occhi?

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31/12/2014 12

Uso corretto del MO

Benessere fisico

Postazione di lavoro adatta

Postura corretta

I tre requisiti indispensabili per

incrementare il benessere lavorando al MO

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31/12/2014 13 BIBLIOGRAFIA

Autori vari, Basic microscope ergonomics, Nikon:

http://www.microscopyu.com/articles/ergonomics/ergointro.html

Autori vari, Microscopy and ergonomics. Recommendations and simple tips for adjusting your microscope workstation:

http://www2.lbl.gov/lsd/Safety/assets/Microscopy%20and%20Ergonomics%20v2.pdf Bocher T., Breakthrough in ergonomics for laboratory and clinical microscopes, Carl Zeiss

MicroImaging GmbH: http://www.microscopy-news.com/download- center/Ergonomics_microscope_article.pdf

Darragh A.R., Harrison H., Kenny S., Effect of an ergonomics intervention on workstations of microscope workers, American Journal of Occupational Therapy, 62, 61-69, 2008:

http://ergonomicsconsulting.wikispaces.com/file/view/Effect+of+an+Ergonomic+Interventi on+on+Workstations+of+Microscope+workers.pdf/53394528/Effect+of+an+Ergonomic+Int ervention+on+Workstations+of+Microscope+workers.pdf

Dieter Schmitter, L’ergonomia al microscopio. 10 consigli per la salute e il benessere degli addetti ai lavori, Suva, Lucerna (Svizzera), 2004:

https://sicurezza.fbk.eu/sites/sicurezza.fbk.eu/files/ergonomia_al_microscopio.pdf Dore B., Pattono P., Microscopia. Introduzione allo studio delle cellule e dei tessuti, C.L.U.

Cooperativa Libraria Universitaria, Torino, 2007 D.Lgs. 81/2008:

http://my.unito.it/unitoWAR/ShowBinary/FSRepo/D071/Allegati/tu_8108_ed_maggio_201 4.pdf

Sillanpää J., Nyberg M., The ergonomics of microscope work. In “Microscopy: Sciences, Technology, Application and Education”, A. Méndez-Vilas and J. Díaz (Eds.), 2010:

http://www.formatex.info/microscopy4/1533-1538.pdf

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