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La vita quotidiana nella storia

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Academic year: 2021

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Unità 4

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Vicari, Capire la storia, vol.1 © Zanichelli editore 2011

La vita quotidiana nella storia

I castelli non furono inventati nel Medio- evo. Costruzioni fortificate, con alte mura e torri, erano già state costruite dai ro- mani per la difesa dei confini dell’impe- ro; anche i bizantini furono esperti co- struttori di castelli, fatti in modo da poter resistere a lunghi assedi. Ma fu proprio a partire dal X secolo che l’Europa si po- polò di castelli, non solo nelle zone di confine, ma anche nelle regioni interne.

Per secoli i castelli ebbero la funzio- ne militare di difendere un certo territo- rio e i suoi abitanti dagli attacchi nemi- ci, oppure quella di mostrare al popolo la potenza militare dei signori feudali. Ne vennero costruiti a migliaia in tutta Euro- pa: quelli che sopravvivono ancora oggi sono solo una piccola parte di quelli re- almente edificati.

Il castello aveva funzioni difensive: in caso di attacco nemico, ci si chiudeva tra le sue mura, respingendo gli assal- ti, finché il nemico non si ritirava perché stanco, oppure perché privo di riforni- menti. Si sceglieva di solito una posizio- ne elevata, in modo che gli assalitori non potessero facilmente raggiungere le mura, oppure, se il castello era in pianu- ra, lo si circondava con un fossato pieno d’acqua.

Per poter assediare un castello con qualche speranza di vittoria, era neces- sario possedere macchine d’assedio, come catapulte che lanciavano grosse pietre per distruggere le mura, torri se- moventi per poter raggiungere le mura dall’alto, oppure balestre che lanciava- no dardi contro i difensori. Tutti questi marchingegni erano già stati inventati da

1 Una macchina d’assedio araba: è costruita a forma di drago per spaventare i difensori e gli abitanti del castello.

2 Disegno che spiega la costruzione e il funzionamento di una torre mobile, un’alta struttura dotata di ruote, che serviva ad avvicinarsi alle fortificazioni e attaccarle.

3 L’attacco a una fortezza in una miniatura del XV secolo.

Il castello

greci e romani. A loro volta, i difensori dovevano disporre di frecce e lance in abbondanza, di calderoni d’acqua bol- lente da rovesciare sugli assalitori, oltre che di molte provviste e di acqua, suffi- cienti a sostenere lunghi assedi.

Un castello ben difeso non veniva conquistato facilmente: di solito gli as- salitori vincevano solo se qualcuno da dentro, un traditore per esempio, apri- va le porte di nascosto. I difensori del castello erano: il feudatario, i suoi sol- dati e gli abitanti del borgo. Tra i soldati c’erano spesso i contadini delle fattorie più ricche, a loro volta vassalli del feu- datario, perciò obbligati ad assisterlo in caso di guerra. La costruzione e la ma- nutenzione del castello erano possibili grazie al lavoro dei contadini del feudo, che dovevano fornire al feudatario gior- nate di lavoro gratuito.

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Il castello

Vicari, Capire la storia, vol.1 © Zanichelli editore 2011

Come si difende un castello

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a Ponte levatoio sul fossato.

b Saracinesche: per ammassare le trup- pe pronte per un attacco all'esterno o a intrappolare eventuali assalitori e infine come ulteriore difesa.

c Caditoie: fori, posti nel pavimen- to o sugli elementi sporgenti dei muri esterni, da cui gli assediati potevano tirare frecce e sassi sugli attaccanti.

4 Una torre di avvistamento posta a difesa dalle incursioni saracene sulla costa pugliese.

5 Ricostruzione grafica di un castello, con gli elementi di protezione in evidenza.

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d Merli: ripari in muratura sulla parte superiore della fortificazione, di solito a forma di piccoli parallelepipedi di- sposti a intervalli regolari per offrire la possibilità al tiratore di esporsi il meno possibile.

e Ventiera: pannello di legno che ruota su un perno orizzontale, collocata fra merlo e merlo per riparare meglio il tiratore.

f Bertesche: piccole costruzioni in legno di solito sporgenti dal muro for- tificato per migliorare la guardia e l’av- vistamento.

g Cammini di ronda: passerelle in legno costruite circa all’altezza dei merli che servivano alle guardie per vigilare continuando a fare il giro delle mura, per l’appunto, la ronda.

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